Il calore viscerale di quei baci appassionati, strappati alla noia del viaggio ogni volta che le pendenze calcaree concedevano ai cavalli una tregua dalle buche, si riverbera lungo le tue membra come un balsamo rigenerante, rendendo tollerabile il bruciore sordo al fianco sinistro e dissipando la paranoia della latitanza... in quel contatto pelle a pelle a ridosso del sedile di guida ti sei sentito finalmente completo, un'ancora di carne e promesse che salda il tuo spirito antico al presente di questo Faerûn ferito... ma non appena l'ombra massiccia delle mura cittadine si allunga sui teloni dei carri, la maschera del guerriero torna ad avvolgere i tuoi lineamenti... scivoli giù dalle stanghe di legno con un movimento fluido, riprendendo a piedi il tuo ruolo geometrico di guardiano rasente alle ruote del primo mezzo, la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio lacerato... Assecondando la tua fiducia, Lyra Thorne raddrizza la schiena sul sedile, stringendo le redini del tiro principale con una rinnovata, ferma dignità commerciale... sprona i cavalli a passo d'uomo, facendo avanzare la colonna fino a ridosso della sbarra di ferro della Porta Occidentale, dove due guardie della guarnigione in armature borchiate e mantelli verdi si staccano dal perimetro del corpo di guardia reggendo alte le torce di sego... Fermi i carri. Provenienza e carico... ordina il doganiere più anziano, la voce stanca di chi ha registrato foraggio e mercanzie per l'intera giornata di Ches, mentre il riflesso arancione delle fiamme illumina i lineamenti misti di Lyra e la tua imponente figura argentea... La mezzelfa non esita... non c'è traccia di timore o sotterfugio nel suo sguardo cangiante mentre porge la bolla di transito delle merci e indica con un cenno fiero della mano le casse disposte sotto i teloni... Arriviamo dalla bassa valle, diretti ai mercati fluviali... risponde la ragazza, la voce ferma, pulita, che ritrova l'esatta fermezza pratica delle contrattazioni d'onore, trasportiamo barre di ferro comune da fonderia per i maniscalchi delle banchine orientali... due carri, sei cavalli da tiro e due uomini di scorta... Il doganiere esamina la pergamena commerciale con dita lente, scostando per un millesimo di secondo il telo del primo carro per saggiare con il guanto di cuoio la pesantezza delle barre metalliche... lo scricchiolio del ferro risuona pulito nel crepuscolo, del tutto privo di contrabbando o merci proibite dalle leggi dei Lord... lo sguardo della guardia si posa per un istante sulla tua lancia inastata e sulla crosta scura che ti macchia la tunica al fianco, ma nella frontiera ruda del Delimbiyr un mercante che viaggia con una scorta armata e ferita è la normalità, non un crimine... il Trono di Ferro è un'ombra lontana quassù, e l'argento di Lyra pesa esattamente quanto quello degli altri... Il dazio d'ingresso per i metalli pesanti è di quattro pezzi d'argento a carro, più due pezzi di rame per la sosta dei cavalli... dichiara il soldato, restituendo il documento alla ragazza... Lyra Thorne infila le dita nella scarsella quasi vuota e poggia sul legno della garitta le otto monete d'argento guadagnate sui crinali, sigillando la transazione legale senza che nessuno avanzi un'obiezione o perquisisca i dettagli dei vostri focolari... lo schiocco della sbarra di ferro che si solleva fende la sera, aprendo finalmente il varco... I carri riprendono a muoversi, superando l'arcata di pietra della porta maestra per immettersi nel labirinto di Loudwater... La città vi accoglie con il brusio sommesso e caotico delle sue vie ciottolate, illuminate dalle lanterne ad olio appese alle travi delle case a graticcio e animate dal passaggio di mercanti, boscaioli e barcaioli che affollano le taverne rionali a ridosso del fiume... l'odore acre di fumo di torba, birra buona e saggina sostituisce il profumo di ginestra della brughiera, annunciando il compimento della vostra fuga... Daran conduce il secondo mezzo tenendo gli occhi fissi sulla retroguardia, mentre Lyra guida il tiro principale verso una via laterale che scende dolcemente verso il quartiere del porto, cercando un'insegna sicura o uno stallaggio riparato dove far riposare le bestie e la tua carne ferita prima che scatti il coprifuoco... Le ruote dei carri svoltano infine sotto un'arcata di pietra annerita dal fumo, dove un'insegna di ferro battuto dondola cigolando nella penombra della sera rionale... È una locanda di barcaioli protetta da un alto muro di cinta di pietra grigia, isolata dal caos delle banchine principali... Lyra Thorne accosta i cavalli stremati nel cortile interno dello stallaggio, e lo schiocco sordo dei pesanti portoni di legno che Daran sbarra immediatamente alle vostre spalle sigilla una volta per tutte la fine del vostro lungo viaggio... aiutato dal vecchio boscaiolo, scivoli giù dalle stanghe stringendo i denti per il bruciore sordo al fianco sinistro, vigilando nell'ombra mentre i teloni del ferro pesante vengono mimetizzati sotto strati di vecchie reti da pesca e canapa logora per non attirare sguardi paranoici... la mezzelfa si assicura che i cavalli abbiano una posta asciutta e del fieno secco per farli tacere, prima di contare le ultime monete di rame rimaste nella scarsella per stringere l'accordo con il locandiere della locanda, esigendo una stanza privata e bende fresche per pulire il tuo squarcio... La notte all'interno delle mura scorre calda, asciutta, protetta dal coprifuoco dei Lord e dal silenzio rionale della città fluviale... per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, non ci sono pagliaricci di paglia gelida ad attendervi... il riposo profondo della carne mortale agisce come un balsamo sacro sulle tue fibre eladrin, permettendoti di dormire accanto alla mezzelfa e di attingere nuovamente alle scarse ma pure energie della Trama... Quando la prima luce pulita del mattino di Ches filtra attraverso le fessure delle imposte di legno, il bruciore sordo sopra l'anca è ormai un ricordo lontano... la crosta scura si è stabilizzata, i muscoli delle gambe hanno ripreso il loro totale vigor geometrico e lo spirito si ridesta al massimo delle sue capacità... Ti ritrovi in piedi nel cortile interno dello stallaggio un'ora dopo l'alba, mentre il fumo bianco delle prime fucine urbane inizia a salire nel cielo terso della piana... Lyra Thorne si avvicina alla tua figura stringendosi nello scialle pulito, e nei suoi occhi cangianti si riflette l'assoluta e imminente necessità pratica di muovere i passi successivi... le finanze rimaste nella scarsella dopo il pagamento del dazio doganale e dell'alloggio sono minime, e il prezioso carico di ferro deve essere mutato in argento sonante prima che la giornata finisca... al vostro fianco, il vecchio Daran finisce di controllare i mozzi dei carri, indicando con un cenno dell'accetta la direzione del porto... Le banchine orientali stanno aprendo i battenti proprio ora, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, sputando a terra prima di imbrigliare i cavalli da tiro, lì c'è un'officina indipendente gestita da un vecchio nano di nome Thargin... è un artigiano onesto che compra metallo grezzo per le chiatte fluviali e paga in moneta buona, senza fare le storie burocratiche o imporre i monopoli delle grandi gilde di Secomber... io dico di puntare dritti da lui... Annuisci, e la carovana si mette immediatamente in movimento lungo il ciottolato bagnato di Loudwater, abbandonando il cortile protetto dello stallaggio per addentrarsi nel labirinto di vicoli del distretto artigianale... cammini a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con la glaive parzialmente coperta dal mantello grigio risistemato e gli occhi crepuscolari tesi a scansionare i passanti, i barcaioli che scaricano le merci e le prime ronde cittadine, muovendoti alla luce del sole ora che i permessi d'ingresso sono stati legalmente registrati alla sbarra... Dopo venti minuti di marcia nell'odore acre di fumo di torba e carbone, le ruote dei carri arrestano i loro mozzi davanti alla struttura più imponente del lungofiume... La fonderia del nano Thargin emerge tra i moli come una grande officina di pietra scura e travi di ferro annerite dalla fuliggine, sormontata da due alti camini di mattoni calcinati da cui sale un fumo grigio e denso che profuma di metallo fuso... i grandi battenti di legno rinforzati sono spalancati sulla via, svelando l'interno illuminato dal bagliore arancione e pulsante di una gigantesca fornace centrale... dal cuore della struttura giunge lo stridore metodico del ferro battuto e l'impatto pesante dei magli idraulici azionati dalla corrente del fiume Delimbiyr... Sulla soglia dell'officina, intento a esaminare una cassa di vecchi chiodi da chiatta con un gessetto da carpentiere tra le dita nodose, si erge la figura massiccia del proprietario... Thargin è un nano anziano e tarchiato, con la pelle del volto ridotta a una maschera di rughe bruciate dal calore della forgia e una barba grigia, foltissima, intrecciata in due spessi nodi di cuoio... indossa un grembiule di pelle di bue annerito dall'unto e dagli acidi, svelando braccia muscolari massicce come tronchi... solleva le sue piccole pupille scure verso la vostra colonna non appena i cavalli di Lyra si fermano, scansionando con una spietata lucidità i due grossi carri e la tua fiera figura argentea... appoggia le dita nodose sul fianco, ascoltando la richiesta di Lyra Thorne che, con un cenno rapido delle dita, scosta un lembo del pesante telone cerato per mostrare le barre di ferro grezzo stipate sui pianali... Il nano si avvicina ai carri a passi pesanti, estrae un piccolo martello da geologo dalla cintura e batte un colpo secco sul metallo... il rintocco acuto, cristallino, che si propaga nell'aria umida del porto gli strappa un cenno di profondo rispetto... si accarezza la barba intrecciata, riconoscendo a colpo d'occhio l'eccezionale purezza del ferro estratto dalle colline occidentali... Questo è ferro di prima scelta, ragazza... non ha le impurità della brughiera ed è perfetto per forgiare i rinforzi delle chiatte fluviali... dice l'artigiano, valutando visivamente il volume totale del carico con un'occhiata clinica e calcolatrice, la bolla d'ingresso della dogana parla chiaro e il metallo è pulito. Posso comprarlo tutto io, qui e ora, e mettervi in mano cento e cento cinquanta pezzi d'argento sonanti per scaricare i pianali prima di mezzogiorno... le mie casse sono solide e il metallo mi serve, ma per un carico di questa portata sono abituato a trattare l'affare a porte chiuse... si siete d'accordo, facciamo infilare le ruote nel cortile interno così pesiamo le barre sulla bilancia a bilico e firmiamo il contratto d'acquisto lontano dai curiosi dei moli... che ne dite? Lyra Thorne allenta la presa sulle cinghie del telone, voltandosi verso di te... la borsa è vuota, l'offerta di centocinquanta monete d'argento è ottima e legittima, e il nano si sta dimostrando un compratore concreto e professionale... la carovana attende le tue disposizioni per concludere la vendita e liberarsi definitivamente del peso del carico...