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La comunità GDR è diventata modaiola?

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Con l’avvicinarsi del Play mi è tornata in mente una riflessione che facevo da tempo: la comunità GDR è diventata modaiola?
Noto sempre più similitudini tra il mondo dell’alta moda e il mondo dei gdr. Appuntamenti dove devi esserci o non sei nessuno, come la Settimana della Moda di Milano per i modaioli o il Play di Bologna per i giocatori.
Così come le mode, il marchio che va più di moda un anno, rimpiazzato da quello dell’anno successivo; per noi diventano le mode dei regolamenti: (leggetela con la voce di Jacobim Mugatu) “sistemi Borg, vanno un casino quest’anno!”

Quindi mi viene da chiedermi, molti di noi giocano solo seguendo le mode del momento per poi abbandonarle quando arrivano le nuove? Mi viene in mente la moda di Stars without Numbers o quella di Not the End.

Molti di noi sono malati di protagonismo e vanno alle fiere per l’obbligo di esserci, piuttosto che per la genuina voglia di divertirsi?

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  • roctopus
    roctopus

    Trovo questa un'osservazione interessante. Effettivamente da quando mi sono (ri)affacciato al mondo del gdr a parte la stabilità di D&D (nelle sue varie articolazioni) vedo molte proposte nascere

  • CreepyDFire
    CreepyDFire

    Riflessione interessante! Onestamente penso che ci sia una parte di giocatori "casual" che possono seguire la tendenza della "moda del gdr", ma penso che siano una piccola parte. Questo in quanto il s

  • @Grimorio , un po' la moda la seguiamo tutti, ma sicuramente i più in maniera positiva. Per passione siamo qui sul forum e vediamo le novità, ci confrontiamo in maniera sana e diamo un occhio anche al

Trovo questa un'osservazione interessante.

Effettivamente da quando mi sono (ri)affacciato al mondo del gdr a parte la stabilità di D&D (nelle sue varie articolazioni) vedo molte proposte nascere e scomparire nel giro di un anno. Vedo poca continuità e questo potrebbe essere interpretato in due modi radicalmente opposti:

  • Non è importante il sistema, quello che è importante è la compagnia o l'obiettivo (ruolare). Il gioco che mi consente di raggiungere questo obiettivo è un mero mezzo e allora va bene anche l'ultimo uscito;

  • Il sistema è essenziale, devo giocare l'ultimo esistente perché altrimenti non trovo il mio posto nella community del gdr (mondiale o italiana o locale che sia).

Ovviamente esistono poi i granitici (come me) convinti del loro sistema che difficilmente si spostano su uno nuovo. Questi ultimi però non frequentano molte fiere (non hanno bisogno di confrontarsi) e quando ci vanno cercano i tavoli per il Sistema Prediletto (o per il gruppo di amici che incontrano una volta l'anno).

Per quanto mi riguarda, quando mi sono trovato a scegliere tra D&D e PF2, con la mia eredità della 3.5 alle spalle, ho scelto deciso PF2 e la Society. Sicuramente sono di parte, ma non ho tempo per provare altro. Inoltre non trovo tutto questo desiderio di provare nuovi sistemi.

Ovviamente molto di questo è anche legato alla mia età (con annessi e connessi), non sono più giovincello e non ho tutte quelle energie.

Mi permetto infine di giustificare (come se fosse richiesto) la posizione del Gioco Organizzato in Italia riguardo le convention.

Ovviamente siamo convinti sostenitori del sistema PF2/SF2 e vogliamo condividere questa passione (senza inculcarla con sacre mazze).

Questo lo possiamo fare principalmente facendo conoscere il gioco con sessioni dedicate (che nel contempo fanno conoscere il nostro coordinamento) e l'occasione migliore sono proprio le convention. Per questo sogniamo baldi Game Master che allestiscono i loro banchetti in tutte le fiere dell'Italico stivale (al momento ci accontentiamo di quelle che riusciamo a raggiungere e dell'ottimo server Discord per il Gioco Organizzato online).

Pace e bene.

Riflessione interessante!

Onestamente penso che ci sia una parte di giocatori "casual" che possono seguire la tendenza della "moda del gdr", ma penso che siano una piccola parte. Questo in quanto il sistema su cui si basano tutti i gdr non permettono di creare un effetto "moda da seguire"!

Mi spiego meglio. A differenza di un qualunque mercato dove si compra quel determinato oggetto per poi utilizzarlo immediatamente, il GDR non permette tale approccio in quanto te ti devi preparare per poter giocare/spiegare un gioco! E' vero che esistono modi per acquisire informazioni rapidamente (video tutorial su youtube, chiedere alle AI di farti un sommario, etc), ma allo stesso tempo il conoscere solo superficialmente quella determinata parte del mercato dei gdr non ti permette di acquisire competenze per poterli usare a dovere. Qualunque gdr ha bisogno di tempo per essere assimilato, compreso e utilizzato sia dai giocatori che dai master.

Questo si sposa molto male con il concetto di trend, ossia un fenomeno sociale che viene seguito per breve durata (anche se Hasbro ci ha provato a renderlo "trendy" e fruibile in maniera più veloce rilasciando manuali sempre più effimeri e di facile fruizione). Per quanto la 5° edizione di D&D abbia permesso al gdr più famoso di uscire dalla nicchia e diventare un fenomeno, non si può dire che questo sia avvenuto in poco tempo e che tutti l'abbiano seguita immediatamente (cosa che invece succede con le mode).

Il punto che potrebbe essere di interesse è invece l'approccio elitario che certi eventi stanno mostrando. Posso citare il tanto famoso Lucca Comix. Il fatto che oggi per partecipare a questi eventi famosi COSTA tantissimo (sia per i biglietti che per ottenere la copia in edizione limitata "firmata con il pennarello favorito dell'autore che sua madre alla fiera del 1916 nell'impero Austroungarico gli comprò...") la dice lunga sul modello di business che ruota attorno a questi eventi.

Il fatto che se non partecipi non sei nessuno è fuori luogo. Bisognerebbe focalizzare l'attenzione sul problema che fa girare tutta quella immensa macchina di persone e denaro che permette l'organizzazione di tali eventi. Cosa che fra l'altro è stata riportata in maniera ottima da alcuni giornali nazionali in tempi non sospetti e abbastanza recenti. Vi lascio qui due link interessanti:

Io potrei dire che il problema maggiore adesso riguarda l'afflusso enorme di persone agli eventi stessi che sono limitati ad uno spazio fisico non sufficiente e che rendono tali realtà sempre più caotiche e problematiche da gestire. Sarò impopolare... ma bisognerebbe mettere un tetto alle persone che vano a tali eventi (con tanto di permettere l'ingresso di un unica persona fisica all'anno). Ma allo stesso tempo riproporre che tali eventi si possano ripresentare più volte durante l'anno (con tanto di controlli dell'identità alle entrate per chi ha già partecipato ad un altro evento nella stessa città), per evitare di concentrare il tutto attorno a poche giornate in cui si creano più disagi che soddisfazioni (abolendo o revisionando profondamente l'utilizzo della prenotazione online). Questo al fine di evitare frodi, sfavorire il fenomeno del bagarinaggio, impedire lo sfruttamento del personale e di permettere a quante più persone che vi partecipano (sia gli acquirenti che come gli editori agli stand) di vivere tali eventi in tranquillità.

Ho detto la mia e spero di aver dato utili spunti di riflessione.

SInceramente

D.

Modificato da CreepyDFire

@Grimorio , un po' la moda la seguiamo tutti, ma sicuramente i più in maniera positiva.

Per passione siamo qui sul forum e vediamo le novità, ci confrontiamo in maniera sana e diamo un occhio anche alle nuove uscite.

È anche normale che se esce un gioco nuovo ci sono quelli che si interessano, quelli che lo provano e quelli che fanno i fenomeni perché lo conoscono e ci hanno giocato, facendo vedere che sono gli spocchiosi veri appassionati di GDR trendy.

A questo aggiungiamo un tema importante che è quello di @roctopus e @CreepyDFire riguardo al tempo: una persona che ha una vita bilanciata difficilmente potrà giocare a tanti GDR (andando a fondo), studiarli se non sacrifica lavoro, famiglia, donne, amici, altre passioni.

Inoltre, sul forum, rispetto a tanti anni fa, l'ambiente è sano perché ci sono tante persone che parlano liberamente in discussioni accese, rispettose ed eterogenee.

C'è stato un periodo, per fortuna passato da almeno 5 anni, dove si era creata una moda del pensiero unico "ruolisticamente corretto", periodo nel quale, se dissentivi, venivi denigrato, mal tollerato e a volte moderato da tali individui che facevano squadra condizionando la moderazione (pure); essi si sono fortunatamente auto vaporizzati in una nuvola dalla livrea arcobaleno - 🌈 andrà tutto meglio. Di solito chi è prepotente mal tollera gli altri e forse sè stesso.

Ne serbo orgogliosamente diverse tracce nel profilo: sanzioni ricevute portate come medaglie al valore parresiastico.

In generale, chi fa il fenomeno in ogni settore e contesto, si imbroda con la sua stessa bava mentre starnazza credendo di professare chissà cosa.

Modificato da Zaorn

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