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D&D è Meglio di Facebook, Questo Secondo Il New York Times

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Aprile 2019

D&D è dovunque in questo periodo, persino sul New York Times, che considera il gioco di ruolo come un modo migliore di socializzare rispetto alla maggior parte dei social media. L'esperienza individuale potrebbe variare.
D&D è molte cose, per molte persone. Un gioco d’avventura pieno d’azione, tesori e mostri; un simulatore di intrighi pieno di piccoli gesti, cenni d’intesa, e incanti sussurrati; una distrazione dall’invadente sensazione che tutti coloro che vi circondano siano segretamente una colonia di ragni che stanno manipolando dei burattini composti dalle carni delle persone che conoscevate. E per un autore in particolare, è uno dei modi migliori per socializzare con i vostri amici. Viviamo davvero in un’età dell’oro per i giochi di ruolo. Diamo un’occhiata.
Estratto dal New York Times

Annalee Newitz, giornalista scientifica, fondatrice di io9 e scrittrice ci racconta:
E per Newitz, D&D è stato un viaggio fatto di scoperte ed emozioni. Per riconnettersi con la “sensazione di pura meraviglia” che il gioco riesce a evocare in chiunque, che si abbiano 11 o 111 anni.

E tra le avventure contro il Culto del Drago di Tiamat, la Newitz ha scoperto che la vera essenza di Dungeons and Dragons erano gli amici conosciuti lungo la strada - come afferma lei stessa - specie quando si confrontano giochi come D&D con giochi online come World of Warcraft:
E, come può dirvi chiunque abbia avuto a che fare faccia a faccia con le persone, c’è qualcosa di diverso nell’avere i vostri amici dentro la stanza con voi. Questo è il motivo per cui il multiplayer a schermo condiviso è uno degli ultimi bastioni della società civile nei giochi per console: se il vostro amico inizia a insultarvi, potete dargli un pugno nel braccio.

Mancando l’anonimato di internet, la presenza fisica di un’altra persona rende più facile entrare in empatia. Oltre a ciò, state tutti (almeno teoricamente) lavorando insieme per raggiungere un qualsivoglia obiettivo. La maggior parte delle campagne non prevede il combattimento giocatore contro giocatore, e l’interazione su scala ridotta della maggior parte dei gruppi di D&D comporta che si evitino alcuni dei peggiori lati dei social media.
Dubito che D&D sostituirà i social media nel futuro; però se ci proverete, vi prego di avvisare i vostri amici prima di mostrare loro le foto del vostro cane/bambino/gli ultimi sette pasti che avete mangiato. Tuttavia la Newitz solleva un punto interessante: invece di osservare semplici scorci della vita di altre persone, giochi come D&D ci permettono di sperimentare altre vite direttamente e questo è uno strumento potente. Potete leggere qui l’intero articolo del New York Times.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-is-better-than-facebook-according-to-the-new-york-times.html
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5 (Non Molto) Sinistri Segreti del Successo di Saltmarsh

Articolo di J.R. Zambrano del 12 Aprile 2019
L'avventura Sinister Secret of Saltmarsh è fra quelle incluse nel manuale di D&D Ghosts of Saltmarsh di prossima uscita. Come Tales from the Yawning Portal prima di esso, Ghosts of Saltmarsh raccoglie vari moduli classici di D&D (questa volta con un tema acquatico) e li aggiorna e rivitalizza per la 5E. Per celebrare l'imminente uscita daremo uno sguardo con voi ad alcune di queste avventure e oggi parleremo del perché Sinister Secret of Saltmarsh funziona così bene.
Come potrete immaginare ci sono molti spoiler a seguire quindi ne approfitto e vi avviso della cosa fin da subito. Se volete giocare alla serie di avventure di Saltmarsh senza rovinarvi la sorpresa smettete subito di leggere. Normalmente non mi preoccupo molto degli spoiler, ma questa avventura è davvero uno dei migliori moduli in circolazione, quindi vale la pena trattenere la vostra curiosità del momento se pensate che avrete modo di giocarvi.
Siete ancora qui? Beh allora prendete i vostri fidi d20 e tuffiamoci in questa avventura.
Agganci di avventura a chilometri zero
Uno degli aspetti più rilevanti di Sinister Secret of Saltmarsh è che la cittadina sembra proprio viva, dandovi un senso della vita comune e delle attività locali. La premessa dell'avventura sembra qualcosa che capiterebbe comunque anche se non fossero presenti dei PG interessati a seguire la trama della storia. In questo modulo si nota il lavoro che gli autori hanno già svolto per voi, ma anche ciò che esso richiede da voi giocatori. Il modulo spinge attivamente i DM a prendere possesso dell'avventura.
Tutto questo viene lasciato al DM. Salvo due eccezioni non ci sono linee guida specifiche per la città, non troverete una lista di PNG da scorrere. Questo modulo vuole che ci lavoriate dietro (concetto che vedrete ripetuto spesso) e questo rende il tutto migliore. Vuole che il posto dove si svolge l'avventura appaia come un luogo vero e proprio da poter esplorare, aspetto davvero importante per far davvero funzionare l'avventura.
Era davvero tutta una messinscena
Prendendo spunto dai classici di Hanna-Barbera si scopre che la casa infestata era in realtà una elaborata facciata imbastita da dei criminali travestiti, che se la sarebbero cavata se non fosse stato per quei ragazzi impiccioni e il loro cane intermittente.

Come gestire al meglio il ritmo
Detto questo, l'avventura è davvero ben scritta e presenta un ottimo ritmo. Riesce davvero bene a generare interesse e segue delle linee guida a sette passi per fa crescere la tensione, mettere in risalto i membri del gruppo e condurli all'azione in maniera organica:
Il gruppo arriva, sentendo voce che ci sono possibili avventure in attesa. Girovagano per la città incontrando dei PNG. NON sentono parlare della Casa Infestata per un giorno o due. Fanno acquisti, incontrano dei PNG e poi in una conversazione casuale (forse con l'oste) vengono a sapere della Casa Infestata (se pare appropriato). Degli ubriaconi o matti locali raccontano loro della Casa Infestata (se pare appropriato). Una volta che decidono di andarci allora tutto si mette in moto. L'oste, che dovrebbe essere amichevole, li introduce ad un membro del Concilio Cittadino, che forse promette loro delle ricompense (cosa che però al contempo permette agli alleati dei contrabbandieri di preparare un'imboscata). Si dirigono alla Casa Infestata e inizia la grande baraonda. Tutto questo presenta gli aspetti giusti per un grande inizio di avventura. E, di nuovo, pone l'enfasi su quello che i giocatori decidono di voler fare.
Narrare una storia attraverso l'esplorazione
Questo è ciò che davvero fa spiccare quest'avventura. Saltmarsh presenta la sua storia lasciando che siano i giocatori a scoprirla. Non vi tiene la mano, ma vuole che vi impegniate per arrivare in fondo.
Questo viene messo in pratica inserendo degli antagonisti con delle chiare motivazioni: ci sono dei contrabbandieri che stanno vendendo armi ai lucertoloidi, ci sono dei lucertolodi che forse stanno pianificando un attacco a Saltmarsh. Essi nascondono le proprie operazioni dietro la facciata di una casa infestata che un tempo apparteneva ad un potente alchimista.
E ogni aspetto dei siti dell'avventura promuove questo aspetto. Per esempio tramite il fatto che un mercante che lavora con i contrabbandieri ha ideato un bizzarro piano per impedire ai personaggi di scoprire la verità, che consiste nel far trovare loro un assassino tenuto prigioniero al piano superiore della Casa.

Egli si unirà al gruppo e causerà problemi, magari anche attaccando quando la farsa verrà scoperta. Ma il DM viene cautelato dal non rendere la cosa troppo ovvia. Questo modulo vuole che si mantengano i segreti.

Parlando di segreti, ce n'è uno nascosto che i giocatori potrebbero non scoprire mai. Il fatto che questa casa fosse un tempo dimora di un alchimista è qualcosa che i giocatori possono scoprire. Dietro una porta sbarrata con scritto PERICOLO si possono trovare degli scheletri che sorvegliano uno stanza dove si trova un alchimista morto da tempo, il quale pare aver scoperto il segreto della Pietra Filosofale. Sulla tavola di fronte allo scheletro ci sono vari oggetti che sono stati trasformati in oro, un segreto che nessuno aveva scoperto prima e che nessuno potrebbe scoprire a meno che i PG non ci incappino.
Momenti come questo forniscono un grande peso alle azioni e alle scelte dei giocatori.
Per ogni azione....
L'altra cosa che questo modulo fa davvero bene è incoraggiare il DM a pensare a come reagirebbero i nemici. Il testo del modulo torna per non meno di tre volte a rivolgersi al DM ricordandogli di "considerare come reagirebbero i nemici" che sono astuti criminali di successo. Sanno di dover scappare quando sono scoperti, sanno di dover sfruttare il vantaggio numerico e di dover preparare delle imboscate se sono stati allertati di possibili problemi.

Nella seconda parte dell'avventura, quando i PG sono costretti a salire a bordo della nave dei contrabbandieri si applicano le stesse regole. Un combattimento che parte al momento sbagliato può fare sì che l'intera nave vada in allerta e tutti i presenti si uniscano alla lotta. Questo modulo non si trattiene con le conseguenze delle scelte dei giocatori e spicca anche per questo.
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-5-not-so-sinister-secrets-to-saltmarshs-success.html
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Critical Role raggiunge cifre da record per i Kickstarter di GdR/Animazione

Articolo di J.R. Zambrano del 12 Aprile 2019
Ormai giunto praticamente alla fine, il Kickstarter per la serie animata basata su Critical Role raccoglierà probabilmente qualcosa come dieci milioni di dollari, che saranno usati per animare parti della campagna del suddetto gruppo, una cifra che lo rende uno dei Kickstarter legati ai GdR di maggior successo di sempre.
Lo speciale animato The Legend of Vox Machine era stato lanciato verso fine Marzo, ottenendo fin da subito un incredibile successo e raccogliendo svariati milioni di dollari in un solo giorno. Nelle settimane seguenti la campagna Kickstarter si è evoluta intorno all'idea di non creare semplicemente uno speciale animato, ma un'intera serie di dieci episodi. Ogni episodio dovrebbe durare circa 22 minuti, il che implica che nel 2020 avremo a disposizione circa 4 ore di un cartone basato su Critical Role. Una cosa incredibile a cui pensare.
Eccoci nel 2019 e un cartone basato su D&D sta raccogliendo dieci milioni di dollari, e questo perché la gente vuole davvero questo genere di contenuti. Al momento in cui scriviamo più di 70,000 persone hanno contribuito a questo Kickstarter, il che mostra davvero la forza della comunità di fan di Critical Role. Da considerare che ci sono stati delle donazioni di calibro elevato come parte di questa campagna. 5 persone (o gruppi di persone) hanno donato ciascuna 25,000$ per poter avere accesso a delle ricompense esclusive di alto livello. Ad ogni modo la donazione media per questa campagna si attesta sui 120 $.

Tutto questo ci spinge a porci delle domande interessanti sulla natura di questo show, sul gioco che ne sta alla base e sull'industria circostante. Se questo campagna raggiungerà i 10 milioni di dollari si tratterà di una porzione significativa delle rendite del settore dei giochi di ruolo da tavolo. I giochi di ruolo sono da sempre stati la fetta più piccola del mercato dell'hobbystica. Le stime attuali pongono il mercato intorno ai 55 milioni di dollari annui, il che significa che questa campagna di Kickstarter renderà più in tre settimane di quanto molte case editrici di GdR incassano in un anno. Certo, bisogna considerare che in questo caso non parliamo di un gioco di ruolo: le persone che stanno finanziando questo Kickstarter stanno pagando per vedere uno speciale animato, il che richiede delle capacità completamente differenti.
Ma rimane il fatto che Critical Role si basa su quel mondo. Dopo tutto è grazie a D&D - il leviatano sul cui dorso si fonda l'intera industria dei GdR - che così tante persone hanno seguito quello show. E sulla base del successo di questo Kickstarter e dell'afflusso di persone garantito da Critical Role, è bello vedere che le persone al centro di questo progetto stanno usando la loro posizione e i loro privilegi per aiutare alcuni dei settori più piccoli e in difficoltà dell'industria ludica.
Se avete supportato i Kickstarter di Swordsfall e Humblewood e avete notato quanto successo hanno avuto, è anche in parte grazie alla visibilità che persone come Matt Mercer hanno fornito a questi progetti.
Il che non vuole dire che i creatori di quei progetti non abbiano lavorato duramente, non si siano impegnati sacrificando per il proprio successo tempo, denaro e sangue umano su altari oscuri duranti notti senza luna. Ma man mano che ci avviciniamo al 2020 non si può negare che il mercato dei GdR sia uno in cui sempre più persone vogliono entrare. Come reagirà l'industria a questo afflusso? D&D rimarrà per sempre il fondamento di questo settore? Sviluppatori più piccoli e indipendenti riusciranno mai ad avere successo in un mercato ostile? Sono domande fondamentali per il futuro di questa industria e della comunità ludica.
Quali che siano le risposte, questo pare essere un punto di svolta importante per i GdR. Cosa pensate ne conseguirà? Fatecelo sapere nei commenti e buone avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2019/04/dd-critical-role-hits-new-heights-for-rpg-animation-kickstarters.html
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In arrivo due nuovi mazzi di D&D Monster Cards

La Gale Force Nine ha annunciato due nuovi mazzi che si aggiungeranno alla sua linea di Dungeons & Dragons Monster Cards: parliamo dei set Volo’s Guide to Monsters e Mordenkainen’s Tome of Foes, in arrivo nel terzo trimestre di quest’anno.
Scendendo nel dettaglio, il set Volo’s Guide to Monster Cards sarà composto da 81 carte, che comprenderanno creature con grado sfida che andrà da 1 a 16. Il mazzo conterrà 44 carte regolari e 50 carte doppie (con dimensioni equivalenti a quelle di due carte regolari), e sarà venduto al prezzo di 20$.

Il set Mordenkainen’s Tome of Foes Cards porterà sulle nostre tavole 109 nemici direttamente presi dal manuale omonimo, che includeranno creature di grado sfida da 1 a 16. Tra queste carte ve ne saranno 38 di dimensioni regolari e 71 doppie, il tutto venduto a 25$.

I due mazzi sono ispirati rispettivamente ai manuali Volo's Guide to Monsters e Mordenkainen's Tome of Foes. Volo, diminutivo di Volothamp, è un personaggio immaginario dei Forgotten Realms di Dungeons & Dragons, famoso per essere una sorta di enciclopedia vivente di creature, popolazioni e luoghi del mondo. La sua Guida ai Mostri è un manuale contenente informazioni superficiali su una grande quantità di mostri, tutti quanti inseribili in qualsiasi gioco di Dungeons & Dragons. Mordenkainen è, invece, un potente mago proveniente dal mondo di Greyhawk: nel suo Tomo l'arcimago ci presenta la sua visione personale dei vari conflitti in atto tra i diversi piani d’esistenza di D&D, dalla Guerra Sanguinosa fino alle battaglie tra fazioni di Sigil. Questo manuale di 256 pagine comprende anche nuove razze giocabili e blocchi di statistiche di decine e decine di nuovi mostri, tutti utilizzabili in qualunque campagna di Dungeons & Dragons. Le carte di questi due manuali aiuteranno i giocatori ad avere a portata di mano le informazioni basilari per utilizzare queste informazioni.
Link all'articolo originale: https://www.phdgames.com/new-dd-monster-cards-gf9/
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Cura Ferite è l'incantesimo più usato di D&D!

Articolo di Morrus del 12 aprile
È da molto tempo che non pubblichiamo un aggiornamento da D&D Beyond (avete già visto le avventure più visionate, le classi e le sottoclassi più giocate e altro). Oggi è il turno degli incantesimi: gli sviluppatori di D&D Beyond hanno rivelato quali siano i più popolari, sia globalmente che divisi per classe.

E il più popolare è risultato essere cura ferite. Gli incantesimi presenti in queste statistiche sono o scelti tra gli incantesimi conosciuti oppure inseriti tra quelli preparati . La maggior parte dei dati è legata a personaggi di basso livello, cosa che sicuramente influenza i dati, ma ciò è dovuto al fatto che i bassi livelli sono quelli a cui si gioca con maggior frequenza.

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Zaorn

Pathfinder 2e Classi di Pathfinder 2: dalla storia di PF1 alla preview

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Ho provato a prendere i vari progressi evolutivi della storia di Pathfinder 1 e parte degli annunci ed interviste riguardo alla sua seconda versione. Dopotutto il passato ci fa da maestro, non solo in un gioco di ruolo.

Da bambini abbiamo imparato che, unendo i puntini ne veniva fuori un gioco facile e spesso soddisfacente.

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LA STORIA DI PATHFINDER

Nella prima fase venne ripresa la versione 3,5 di Dungeon and Dragons. Ne uscì un gioco apparentemente uguale. James Jacobs & C. scrivevano, in precedenza, storie d'avventura per D&D, passata alla quarta. In quel frangente si videro costretti a migliorarla, mantenendone però lo scheletro. Solo conoscendo bene la 3,5 e giocando a Pathfinder, si potevano notare gli angoli che furono smussati, bilanciandone aspetti e semplificandone altri. Poche erano le innovazioni consistenti. Uscirono così i manuali base, i quali ripresero e trattarono solo gli argomenti dei vecchi manuali del master e del giocatore.

Alcuni mesi dopo, nella seconda fase, uscì la guida avanzata del giocatore. Fu il primo punto di svolta: per come era la base del gioco versione 3 di D&D con la conseguente retro compatibilità, venne improntata la crescita del personaggio con la scelta degli archetipi. La base del gioco, infatti, impossibilitava un bilanciamento su una crescita non lineare del personaggio, nel 3,5 infatti, combinando assieme classi di prestigio e talenti, facilmente si potevano sovvertire gli schemi del gioco, rendendolo quasi ingiocabile a livelli superiori. Venne accolta positivamente questa svolta, prima e portentosa scelta meccanica in discontinuità col passato.

Venne così annunciato il manuale dell'unchained, dal titolo e dalle premesse avrebbe dovuto dar spazio a una terza fase, anche perché ormai chi doveva rimanere a giocare ancora con D&D 3 non avrebbe cambiato gioco, essendo passato del tempo, mentre i seguaci della Paizo avrebbero potuto distaccarsi dal passato. Pathfinder Unchained fu un buon manuale, ma la rivoluzione che qualcuno avrebbe auspicato non ci fu.

Negli anni così continuarono ad uscire archetipi, talenti e diverse opzioni di gioco per incidere sulle regole base, tuttavia lo scheletro non poteva permettere modifiche sostanziali di rilievo. Oggi basta sfogliare l'SRD per constatare la marea di opzioni presenti. Do qualche numero: 43 classi, di cui 3 alternative a quelle base e 4 unchained. Una media di 15-20 archetipi ciascuna, che in alcuni casi potevano combinarsi tra loro.

 

COSA CI PUO' INSEGNARE LA STORIA

Dai successi e dai fallimenti si può capire molto di cosa verrà fatto.

Qui sono raccolti invece i vari indizi su Pathfinder 2, per chi li volesse tradotti basta vedere la sezione Pathfinder del forum, in cui dei volenterosi volontari di Dragon's Lair li hanno man mano tradotti.

Ed è con i due elementi di cui sopra che vado ad unire i puntini, anche perché dai soli annunci, dove comunque vengono tenuti molto celati gli aspetti tecnici espliciti, si può solo immaginare qualcosa.

Il primo elemento sono le modifiche del manuale base. Mentre tante furono semplicemente arricchite con qualche capacità di classe in più, al massimo con macro scelte iniziali (esempio stirpe dello stregone), una in particolare cominciò ad avere delle capacità a scelta col salire del livello: il barbaro coi poteri d'ira. Il ladro cominciò ad avere una cosa analoga già a partire da livello 2 e ad ogni livello pari, mentre prima, nel 3,5, acquisiva ulteriori capacità a scelta dal 10imo livello e ogni 3 livelli.

Questa tendenza a scegliere capacità di classe col salire del livello, che apriva possibilità meno lineari, venne già ripresa in quella che ho chiamato fase due, nell'advanced player guide: l'oracolo coi misteri, il fattucchiere con le maledizioni e l'alchimista con le scoperte.

La cosa andò avanti con quasi tutte le classi che seguirono, occulte, ibride o base che uscirono, così come tanti archetipi che diedero questo tipo di scelte a classi che ne erano prive. In particolare assunse quella progressione anche il monaco unchained. Una tale progressione andava a mettere in secondo piano la scelta dell'archetipo, necessario laddove, per un sistema vetusto, l'ampia scelta senza "catene" avrebbe portato a combinazioni senza controllo (fenomeno del power creep, solo che preferisco evitare per quanto possibile l'inglese se parlo su un forum italiano).

Un altro modo per portare maggiormente alla strategia il gioco, furono i talenti di stile. Talenti che avrebbero dovuto spingere il giocatore a scelte tattiche di sviluppo del personaggio.

Per non parlare dei vari tentativi di riduzione dell'impatto degli oggetti magici, dando dei bonus con la progressione del livello, altri per modificare il numero del tiro di dadi, tutte regole opzionali che non hanno attecchito nell'utenza. Il sistema in tante sue parti, a fatica poteva essere allontanato dalla logica del +1 necessario a focalizzarsi su uno specifico settore, a tutti i vari arma focalizzata, incantesimo focalizzato, incantamenti a CA, tiri per colpire. Per rendersi conto della cosa, basta prendere una scheda media e vedere quanti talenti e oggetti magici si era quasi obbligati a prendere solo per un discorso numerico cui bisognava stare al passo. Tappe obbligate che non portavano arricchimento al divertimento e alla caratterizzazione del personaggio.

Un'altra "catena" che strozzava Pathfinder, era la differenza di potere sul piano delle classi che avevano accesso alla magia e classi che ne erano prive. Il divario di opzioni di gioco tra i due tipi di personaggio ha portato molte critiche e nel tempo hanno provato a creare classi che potevano combattere e lanciare incantesimi fino a livello 6 per stare al passo (magus, inquisitore, warpriest...).

 

NON SERVE UN DIVINATORE PER UNIRE I PUNTINI

Tiriamo quindi le somme:

  1. Le classi avranno una struttura un pochino più simile tra loro, alternandosi ai talenti a livelli dispari con capacità di classe a scelta ai livelli pari, ad asempio, come un po' anticipato per il chierico.
  2. Gli archetipi saranno un pochino meno necessari per personalizzarne lo sviluppo, ed in generale saranno necessarie meno classi a rappresentare le idee di configurazione dei giocatori.
  3. I talenti avranno una minore connotazione numerica e maggiormente quella tattica, così come il resto del gioco.
  4. La crescita numerica viene maggiormente legata al salire del livello piuttosto che ad oggetti magici ripetitivi o in generale altre cose da avere a tutti i costi per essere competitivi.
  5. Come annunciato, essendo legati a doppio filo con i talenti, le abilità permetteranno di avere un minimo comune denominatore di potere tra le varie classi, permettendo con essi di equiparare, ad un certo livello, capacità di potere analogo a quelle magiche. Una percezione leggendaria potrebbe essere equiparata a vedere l'invisibile o visione del vero e così via... Come saranno legati non è dato saperlo, ma potrebbero essere uno requisito dell'altra, dare incrementi e/o avere crescite corali tra loro.
  6. I punti abilità avranno una maggiore centralità nello sviluppo del personaggio, probabile che ce ne saranno meno di quelle canoniche, ma tante di nuove e più generiche, magari su capacità combattive o settoriali (maggior rilevanza a professioni ecc...). Prima le abilità incidevano poco e non permettevano di fare cose straordinarie, soprattutto col crescere del livello perdevano di rilievo.
  7. Alcune capacità di classe da combattente avranno un'analogia con incanti di potere analogo al suo livello (esempio: il guerriero con questa capacità di classe o talento a tal livello potrà replicare l'incatesimo x... bla bla...), forse un po' come accadeva in alcune capacità del cineta.
  8. Ci sarà anche un solido sistema per multiclassare, prima disincentivato a forza, visto i precedenti della 3,5.

Riassumendo, con scelte semplici, si avranno a step possibilità di sviluppo innumerevoli rispetto a prima dove il personaggio andava pensato ai primi livelli con scelte come gli archetipi non più modificabili, ci saranno meno scelte sui numeri e più tattica, strategia.

La logica sarà quella di costruire da soli la propria classe, unica macroscopica scelta iniziale. Da lì vi saranno molteplici modi per rendere unico il proprio personaggio, senza una struttura rigida data da classe più archetipo.

Edited by Zaorn
Completamento dell'ultima parte.

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Per quanto riguarda il multiclasse spero, e credo, che verrà basato sulle regole del Multiclasse Variante del Pathfinder Unchained che permette di rinunciare a metà dei propri talenti per ottenere alcune capacità di una seconda classe. Col nuovo sistema credo si sposi bene, dato che potrebbe permettere di rinunciare ad alcuni talenti generali per alcuni talenti di classe della seconda, in questa maniera si andrebbe ad incentivare in una qualche misura il multiclasse senza però rinunciare il concetto caro a Pathfinder di portare i personaggi dall'1 al 20

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17 ore fa, Lx32 ha scritto:

Per quanto riguarda il multiclasse spero, e credo, che verrà basato sulle regole del Multiclasse Variante del Pathfinder Unchained che permette di rinunciare a metà dei propri talenti per ottenere alcune capacità di una seconda classe. Col nuovo sistema credo si sposi bene, dato che potrebbe permettere di rinunciare ad alcuni talenti generali per alcuni talenti di classe della seconda, in questa maniera si andrebbe ad incentivare in una qualche misura il multiclasse senza però rinunciare il concetto caro a Pathfinder di portare i personaggi dall'1 al 20

In realtà gli strumenti di PF1 per ottenere il risultato erano questi:

  1. Multiclassare.
  2. Variant Multiclassing.
  3. Archetipo che ti mischiava con un'altra classe.
  4. Qualche classe di prestigio.

Quello che auspico è che trovino un modo per rendere semplice e bilanciata la costruzione di un personaggio ibrido. Il come non trovi possa essere relativo?

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