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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Shen Yun-Chow "Credo che la parola fosse anima. O una delle sue varianti", intervengo, ma più parlando a me stesso, che direttamente al "samurai". Sposto il peso sul corpo, come se fossi infastidito da qualcosa nella mia posizione. "E no, il mio nome non è la mia anima, in ogni caso. Le uniche persone che hanno mai usato il mio nome sono sempre stati i miei genitori. Ed il loro impiego di quel nome si limitava a contesti di imposizione, comando o rimprovero... non serviva loro certo per nobilitare la mia anima", provo a spiegarmi, ma il cuore del concetto continua ad eludere le mie parole. Guardo le armi del ragazzo, la cui presenza qui mi incuriosisce, anche se sospetto siano legate alla sua convinzione di essere davvero un samurai. Sospiro. "Ammetto di non dover rimproverare nulla, al mio comportamento, mi dispiace. Questo signore mi ha chiesto se possiedo un nome. Ed io gli ho risposto. Non gli è piaciuta la mia risposta? Credo che possa capitare, eppure non ritengo di dovermi scusare. 'Avete un nome?' è un interrogativo più che lecito, a cui 'Sì, lo possiedo' è una risposta altrettanto valida. D'altronde, mi sfugge perché io vi debba considerare un mio superiore, signore. Un mio comandante, a quanto dite", aggiungo, spostando lo sguardo fisso sull'uomo più anziano, "C'è forse qualcosa che mi sfugge? Sembrate convinto delle vostre parole, così come sembravate convinto io fossi un soldato. Cosa che, mi tocca nuovamente deludervi, non sono mai stato". Sto per lasciare la parola ai miei due interlocutori, ma mi viene in mente un'ultima questione: "La prossima volta che desiderate conoscere il nome di una persona, fareste bene a domandarlo, no? Sarebbe tutto più semplice". Anche la donna maleducata, che ci ha interrotti poc'anzi, sembrava convinta di questa storia dei soldati, ma non ho nemmeno fatto in tempo a domandarle il perché, che già si era rivolta altrove, con la stessa mancanza di cortesia con cui si era fatta avanti. Che strana gente viene ospitata in questa caverna metallica: i miei genitori mi avrebbero bacchettato violentemente le mani, di fronte a certi comportamenti, ripetendo offesi le due sillabe del mio nome più e più volte.
  2. Yskandr Festa, da solo
  3. Caranthiel Comincio a pensare che non abbiamo molta scelta. In fondo, se è già tutto accaduto... Mi accosto a Rodwen e le bisbiglio: "Sorella mia, cosa riesci a capire? Che sta accadendo? Dove ci conducono? Ne hai forse idea?".
  4. Talien Myrrin Riprendendomi da una sorta di intorpidimento, scatto alle spalle di Burnon, stretto in una morsa terribile, per poi intonare su di lui una melodia di incoraggiamento, affinché non crolli sotto l'assalto del suo diabolico avversario. DM, Burnon Tutti
  5. Jasmine Al-Alrae Attività varie Con Koen Uscita fra donne (Valena & Lily) "Aborro l'idea di sacrifici umani, per quanto volontari essi siano. E credo che dovremmo - e potremmo - trovate una soluzione di compromesso a tale prospettiva. Non desidero rubare libertà personali, ma già così la chiesa di Asmodeus ha un notevole peso in città: credo sia nostro pieno diritto porre un limite a certe attività che cozzano coi nostri ideali e con il resto delle nostre leggi. Proviamo dunque a parlare con queste persone, giacché ammetto anche il timore che si creino dei pericolosi precedenti, in varie direzioni", faccio seguito alle considerazioni di Valena e di Koen.
  6. Dieter Halb "Qualcuno ha litigato con qualcun altro. O peggio...", commentò Dieter, sfruttando subito l'occasione per liberarsi dall'indolenzimento con lo scendere dal carro, le gambe (ed il sedere, e la schiena) che gli comunicavano un improvviso senso di sollievo. Prese però a guardare verso il tempietto, non del tutto tranquillo, la mano poggiata sulla impugnatura della lama lunga. AdG
  7. Lady Blackbird "Tesoro, sentiti pur libera di muoverti come ti pare. Il mio travestimento dovrebbe fare la sua parte, ma cercherò comunque di evitare i guai!", rispondo a Naomi, con un sorriso. "E tu evita di rompere più teste del dovuto, però!". Mi copro poi la testa con il cappuccio e mi allontano dalla nave e dalla zona di attracco. Come ho promesso alla mia guardia del corpo, non andrò in cerca di rogne; tuttavia, voglio dare un'occhiata alla cittadina e, magari, recuperare qualche informazione sul resto del viaggio. Punto quindi ad un locale pubblico, lontano dall'area più malfamata.
  8. Yskandr Con Violette
  9. Sturm Sturm sentí il gelo affamato di mille inverni addentargli cuore ed anima, per poi ritrovarsi, nel giro di un istante, ad osservare impotente la sua mano destra che lasciava cadere in terra la Brightblade. Nemmeno il tempo di udire un clangore metallico rieccheggiare nella enorme sala, che il guerriero di Solamnia ebbe a maledire sé stesso, mentre le sue stesse gambe lo portavano lontano da quella morsa di freddo al petto.
  10. Shen Yun-Chow Ľapprossimarsi di un signore anziano, che nasconde abilmente la sua età dietro un atteggiamento ancora profondamente sicuro ed un portamento che potrebbe sostenere il peso di una montagna, mi distrae dai miei (sciocchi?) pensieri. Trovo un poco inquietante, in effetti, che il cervello innaturale di questa nostra casa-grotta di metallo riesca ad intuire le mie inespresse necessità, laddove vorrei tanto dissipare gli irritanti e servizievoli spiriti cangianti che ci circondano... ma poi guardo la struttura innegabilmente, sinceramente sintetica del mio braccio e mi costringo a ricompormi. La vanità della sciocchezza. Il ragazzo tutto vestito di nero che il soldato (è un soldato, no? Disciplina, autorità, compostezza) ha interpellato assieme a me mostra deferenza e rispetto, con una straordinaria energia e convinzione. Continuano, ahimè, a sfuggirmi ruoli sociali e gerarchie, catene di comando e legami. Anche i rudimenti della socialità più civile, ad essere onesti, scansano con costanza ed abilità le mie frequentazioni. "Sì, signore. Ho anch'io un nome, anche se non ho mai avuto la fortuna di sceglierlo", rispondo. "D'altronde, parmi che un nome sia peggio di un vestito, che almeno serve a proteggere dal freddo o dal caldo. Al contrario, un nome mi è sempre sembrato una semplice arma di cui gli altri possano fare uso. Non trovate?".
  11. Yskandr Festa, con la giovane lady
  12. Dura un'ora. Ma potevano esserci stati anche altri impedimenti.
  13. Dieter Halb "Schifo di un rifiuto di un paese. Non mi mancherà nemmeno quando sarò morto"", commentò Dieter, pochi minuti prima di partire, lo sguardo rivolto verso il centro di Delberz. "Allora, contiamo questi maledetti soldi...", aggiunse poi, mentre uno "Strozzino" gli risuonava in mente, rivolto al loro trasportatore. Avrebbe preferito andare a piedi, ma, da solo, si sarebbe soltanto fatto ammazzare.
  14. Lexander Artoris Ringrazio con un inchino i nostri ospiti, raccogliendo poi ordinatamente le mie poche cose. All'arrivo dei nostri accompagnatori, fatico a nascondere un tremore: ci stiamo andando a cacciare nella tana del lupo. Un lupo grande e grosso. "Signori cari, bentrovati: il mio nome è Lexander e sono estremamente onorato di condividere questa impresa con voi".
  15. @Athanatos Non ho capito se sono ancora in forma di T-Rex oppure se, per qualsiasi motivo, sono tornato in forma umanoide.
  16. Sandrine Alamaire "Allora, allora, allora...", mi sentono tutti vagheggiare, prima di infilarmi, assieme a Barbara, in cabina. Camera delle ragazze
  17. Guillaume Bastonne Tavolo degli scalmanati
  18. Yskandr Festa, con lady Violette
  19. Jasmine Al-Alrae Da sola Con Valena e Lily
  20. Mía Quasi grotte
  21. Knochen Dentro, con Hans
  22. Shen Yun-chow Aspetto Faccio un'enorme fatica a restarmene fermo a sedere. Ho sempre fatto fatica. Passo nervosamente la mano sinistra sulla testa, come a spettinare un ciuffo di capelli inesistenti. Preferisco tenerli tagliati cortissimi, quando sono in questo stato. In questa forma. Abitudine? Cos'è l'abitudine, se non mancanza di concentrazione? Mi guardo attorno e resto sorpreso nello scoprire che qui, in mezzo a noi, ci sono delle persone apparentemente importanti. O meglio: non dovrei dire che sono sorpreso. È più sensato dire che sono semplicemente... ignorante. Ci sono tantissime persone. Non avevo mai visto un assembramento del genere. Continuano a arrivare girare scomparire. Recito un mantra, con un filo di voce. Calma, calma... calmati. Calmati. Odio questa tomba metallica senza cielo. La odio fin da quando ci hanno condotti qui. Avrò tempo di contare i vermi sottoterra quando sarò morto: non ho bisogno di anticipare quel momento. Istintivamente, ancora ed ancora, alzo lo sguardo verso l'alto, cercando quelle stelle che so essere là fuori. Mi basterebbe una finestra sulla notte eterna. Una semplice finestra. Il mantra si esaurisce sulle mie labbra e getto uno sguardo oltre il tavolo: sono troppo abituato ad essere in compagnia di me stesso, e solo di me stesso, per non sentirmi ormai irrimediabilmente solo, in mezzo a tutta questa folla. Se solo avessi mai appreso i modi delle persone... la gente che infesta le viscere di questo sepolcro metallico sembra più interessante di tutti gli altri simulacri artificiali che lo animano. Mi piacerebbe sapere come ci si presenta, nel mondo oltre le montagne.

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