Vai al contenuto

D&D Beyond Drops: il futuro di D&D è un abbonamento che sgocciola

Risposte in primo piano

Ricordate quando per giocare a D&D bastava un manuale, un set di dadi e un amico con troppo tempo libero? Ecco, quei tempi non sono finiti, ma Wizards of the Coast sta facendo di tutto per convincervi che dovreste anche pagare un abbonamento mensile. E adesso, con le nuove "Drops" di D&D Beyond, la direzione è più chiara che mai.

ddb01.jpg

Cosa sono le DDB Drops

Il 7 maggio Wizards of the Coast ha lanciato Drops, un nuovo beneficio per gli abbonati ai piani Hero e Master di D&D Beyond. Il nome richiama il concetto di "rilascio a goccia", mutuato dal gergo gaming e tech: contenuti che vengono distribuiti a cadenza regolare, un po' alla volta, anziché in un unico pacchetto monolitico.

Il concetto è semplice: ogni giovedì arrivano nuovi contenuti: mappe, incantesimi, talenti, sfondi, mostri, e il primo giovedì del mese c'è una "Drop" più corposa. Il lancio iniziale non è stato timido: oltre 500 elementi in un colpo solo, tra cui 125 mappe (recuperate in gran parte dalla 4a e 3a edizione), 250 immagini "reveal" per il VTT, un nuovo background chiamato "Pact Seeker", 5 incantesimi riadattati da edizioni precedenti e 5 talenti inediti.

Jay Jani, technical product manager di DDB, ha descritto le Drops come "una libreria di contenuti evergreen in continua crescita". L'idea è offrire materiale modulare che non debba per forza legarsi alla stagione tematica in corso. Se il tuo gruppo non vuole giocare a tema horror anche se la stagione corrente è quella, le Drops ti danno alternative.

I contenuti settimanali si dividono in due categorie: le Drop-in Encounters, incontri pronti all'uso da infilare quando i giocatori viaggiano tra una città e l'altra (banditi, imboscate, il classico "random encounter" ma preconfezionato con token e nebbia di guerra), e le Storied Encounters, in arrivo dal terzo trimestre, che aggiungeranno contesto narrativo e ramificazioni alle scene. Le Drops mensili puntano più in alto, con mappe nuove, mostri, sticker e opzioni per la creazione dei personaggi.

Va detto: tutto il materiale passa dai playtester del TTRPG studio, viene trattato con gli stessi standard dei manuali, e non richiede un aumento di prezzo. Se sei già abbonato ai piani Hero o Master, le Drops sono tue senza costi aggiuntivi. E a differenza dei vecchi perk cosmetici, non c'è più la finestra temporale: se ti abboni tra due anni, trovi tutto quello rilasciato fino a quel momento.

ddb02.jpg

Il problema che nessuno voleva, ma tutti si aspettavano

Fin qui sembra una buona notizia, no? Più contenuti, stesso prezzo, accesso retroattivo. Dove sta la fregatura? Sta nel content sharing, o meglio, nella sua assenza.

Tradizionalmente, il motivo principale per sottoscrivere un abbonamento al piano Master era la condivisione: un giocatore pagava, creava una campagna su DDB, e tutti i membri del gruppo potevano accedere ai contenuti acquistati. Era il modello che rendeva sostenibile l'ecosistema digitale di D&D per i gruppi. Comprava uno, giocavano tutti.

I contenuti delle Drops non funzionano così. Non sono condivisibili. Se un giocatore del tuo gruppo non ha un abbonamento attivo, non vede nulla. E se lasci scadere la sottoscrizione, perdi l'accesso a tutto. Come ha osservato Christian Hoffer su EN World, questo rappresenta un cambio di paradigma nel modello di business di DDB: prima bastava che un membro del gruppo pagasse 54,99 dollari l'anno per sbloccare tutto. Ora, se vuoi che tutti al tavolo abbiano accesso a certi incantesimi o talenti, ogni giocatore deve pagare almeno 25,99 dollari l'anno.

Brian Perry, executive producer di D&D Beyond, ha affrontato la questione durante un AMA su Reddit. La ragione, ha detto senza troppi giri di parole, è economica: "Dobbiamo pagare i designer, gli artisti e gli sviluppatori che lavorano sulle Drops." Ha aggiunto che rendere i contenuti accessibili anche agli abbonati al piano Hero (e non solo ai Master) ha richiesto il compromesso di rinunciare alla condivisione. Perry ha però riconosciuto il feedback della community, dichiarando che il team sta "valutando soluzioni alternative".

Resta da vedere se queste soluzioni arriveranno davvero, o se la dichiarazione è il classico corporate "vi abbiamo ascoltato" che precede mesi di silenzio.

ddb03.jpg

Il fantasma del live service

Se le Drops vi sembrano un passo verso un modello sempre più "live service", non siete paranoici. Chris Cocks, CEO di Hasbro, lo ha detto esplicitamente in un'intervista con GamesRadar: "Ha senso che i giocatori inizino a spostare la loro mentalità verso un live service." Le sue parole sono piuttosto chiare: secondo Cocks, una parte sempre più ampia dell'utenza si appoggia a strumenti digitali come D&D Beyond e VTT come Foundry o Roll20, e questo giustificherebbe un futuro di rilasci frammentati. Niente più attesa di 18 mesi per un manuale completo, al suo posto, capitoli, segmenti, componenti rilasciati nel tempo.

Cocks ha assicurato che i libri fisici resteranno: "I libri saranno sempre una parte importante di D&D. Saranno sempre una specie di totem speciale da collezionare." Ma la scelta delle parole - "totem da collezionare" - dice forse più di quanto volesse. Un totem non è uno strumento di gioco. È un oggetto da scaffale.

In realtà, D&D è sempre stato un gioco a "servizio continuo": compri il manuale base, poi espandi con supplementi, campagne, riviste. Dragon Magazine funzionava esattamente così, con la differenza che un abbonamento a Dragon non ti toglieva i numeri arretrati quando smettevi di pagare, e passare una copia a un compagno di avventura era facile come allungare la mano. Il modello delle Drops, invece, ti lega a un rubinetto digitale che si chiude quando smetti di pagare.

ddb04.jpg

E noi giocatori?

Guardiamo le cose con onestà. Il contenuto delle Drops, per ora, non è roba che cambia la vita. Non ci sono sottoclassi esclusive o razze che spaccano il gioco. Cinque incantesimi recuperati dalle vecchie edizioni (Leomund's Lamentable Belaborment che costringe i nemici a litigare tra loro è oggettivamente divertente) e un background che ti fa fare un patto planare senza diventare warlock non sono esattamente materiale da corsa agli armamenti.

Ma il problema non è mai il contenuto di oggi. È il precedente che si crea per domani. Oggi sono mappe e sticker, domani potrebbero essere sottoclassi e oggetti magici. E una volta che il modello "ogni giocatore paga" si è consolidato, tornare indietro diventa molto più difficile.

C'è poi la questione dei contenuti di terze parti. Wizards ha già annunciato che le Drops includeranno materiale third-party in futuro. In teoria è un'apertura positiva per i creatori indipendenti. In pratica, significa che DDB si posiziona come piattaforma-distributore, un po' come un App Store del GdR. Il che non è necessariamente male, ma cambia il rapporto tra chi produce contenuti e chi li distribuisce.

Per noi che giochiamo in Italia, c'è un ulteriore strato di distanza: le Drops sono in inglese, il VTT di DDB resta uno strumento pensato per il mercato anglofono, e il rapporto qualità-prezzo dell'abbonamento dipende molto da quanto il tuo gruppo è disposto a giocare in digitale e in lingua originale.

Il dado è tratto

Wizards of the Coast sta scommettendo sul fatto che il futuro di D&D è digitale, frammentato e a sottoscrizione. Le Drops sono il primo passo concreto in quella direzione. Il contenuto è decente, il prezzo non cambia per chi è già abbonato, e l'idea di avere incontri pronti all'uso ogni giovedì ha un suo fascino pratico.

Ma il mancato content sharing è un segnale preoccupante, e le parole di Chris Cocks sul live service dovrebbero far drizzare le antenne a chiunque abbia a cuore il modello di gioco che conosciamo. D&D è nato come un gioco da condividere attorno a un tavolo fisico o virtuale che sia. Un modello che spinge ogni singolo giocatore a pagare per accedere a contenuti che il DM non può condividere va nella direzione opposta.

Vedremo se il feedback della community porterà a dei cambiamenti concreti, o se il "vi abbiamo ascoltato" di Perry resterà lettera morta. Nel frattempo, i nostri dadi funzionano benissimo anche senza abbonamento. Ma per quanto ancora?



View full articolo

  • Risposte 31
  • Visualizzazioni 937
  • Creata
  • Ultima risposta

Utenti più attivi in questa discussione

Messaggi più popolari

  • Concordo sul discorso che è stato già tirato in ballo in diversi post, ovvero che "si lavora per vivere" e che "bisogna evitare la pirateria" altrimenti le aziende chiudono. Ma bisogna anche vedere a

  • MattoMatteo
    MattoMatteo

    La WotC/Hasbro mi sembra sempre più uno spacciatore di droga piuttosto che un'azienda di giochi... 😓 Quindi secondo il "testa-di-Cock", non sarebbe l'azienda a doversi adattare ai gusti/voleri/necess

  • firwood
    firwood

    Niente di nuovo sotto il sole. L'avevano annunciato in pompa magna tempo fa come una grandissima novità. Il primo anno potrebbe anche andargli bene: la novità, tanto materiale in più "aggratis" (sulla

E quindi? Cosa aspettate? 😇

Tutti vogliono il digitale, ma non avranno mai quello che comprano per davvero... basta lasciar scadere l'abbonamento senza rinnovarlo e " puff ", tutto sarà come se non hai mai investito in nulla!

Onestamente è un approccio che mi sta davvero indigesto! Non tanto per il fatto che già adesso un PDF costa quanto un libro cartaceo, ma che non esiste più il concetto di trasferimento dell'eredità dei gdr.

Come @Bharbhotr menzionava, esistono ottimi gdr che si possono recuperare dai mercatini dell'usato o ebay... I manuali usati saranno anche malconci ma svolgono la loro funzione, ma se ne trovano sempre pochi... e anche questo principio sembra essere minato tantissimo, soprattutto vedendo i prezzi esorbitanti dei manuali di vecchie edizioni stanno raggiungendo. Adesso mi ritrovo fin troppo spesso manuali "perfetti", rivenduti da quella feccia di speculatori e i bagarini a 100-150 euro... e i prezzi continuano a salire!

Questa unione di fattori, se non viene invertita, potrebbe interrompere il passaggio dei manuali verso le nuove generazioni a causa proprio di questi due modelli di "buisness".

In sintesi, sto notando che si sta verificando un effetto incrociato non bellissimo... il manuali cartacei scarseggiano o sono inaccessibili, mentre i prodotti online diventano sempre di più life-service.

Sarà un colpo duro quello che l'industria dei GDR andrà ad affrontare e, ci posso mettere la mano sul fuoco, colossi come D&D che stanno investendo su tali approcci potrebbero cadere presto e nella maniera peggiore... e chissà se acquistare un manuale anche vecchio sarà sempre più un lusso per pochi...

Ho detto i miei due spicci

Sinceramente

D.

Per come gioco io mi sembra una follia, ma non penso di essere il giocatore medio. Il mondo è bello perché vario

48 minuti fa, firwood ha scritto:

Dato che i maghi della costa già navigano in cattive acque (a livello economico), un'altra botta e tanti saluti a D&D.

AMEN

"2030 : Non avrai nulla e sarai felice"

Sono scommesse che le aziende grandi e meno grandi fanno... non li critico e non li biasimo... il tempo darà torto o ragione delle scelte che stanno facendo.

Tralasciando per un attimo l'italica realtà, tutto questo sistema è pensato per il mondo anglofono che conta milioni di utenti sparsi per tutto il mondo. Ci sono molti motivi per cui questa scelta ha delle fondamenta solide dal punto di vista WotC ; in primis l'adesione di tanti giocatori/clienti/utenti a questa filosofia di vita. Sarà la fine di D&D libero? tolgono qualcosa al mio gioco? La risposta per me è no. Già oggi, se voglio giocare di ruolo in modo 'digitale' , per piacere o necessità, posso farlo senza dover sborsare un solo quattrino, se non quelli per l'acquisto dei manuali e per la connessione dati (e qui si potrebbe aprire un capitolo a parte sul costo occulto da sostenere per poter giocare).

Ho necessità di giocare con la nuova build/talento/oggetto magico proposto da WotC? Io assolutamente no. Ma è probabile che ci siano tanti giocatori che invece ne hanno bisogno. Quindi se a qualcuno serve, ed è disposto ad abbonarsi a questo tipo di servizio/gioco, sono ben contento che possano divertirsi al loro tavolo digitale!

Quello che WotC sta provando a fare è un'operazione di marketing; innescare la curiosità e l'attesa per l'evento settimanale esattamente come fatto per le serie tv in onda sui vari netflix, sky, etc.. tenendo sempre alto l'interesse dei giocatori/utenti. Ce lo hanno detto e fatto intendere in molti modi negli scorsi mesi. Ci riusciranno? Non lo so, secondo me il gioco di ruolo è una forma di intrattenimento completamente differente rispetto ad una serie tv.

Un aspetto che mi pare di intravedere, invece, sono le nuove opportunità per gli editori medi e piccoli che, se si sapranno muovere bene, potrebbero andare a colmare quegli spazi che WotC inevitabilmente lascerà liberi. E di una cosa sono convinto, non elimineranno mai la loro versione cartacea. Semplicemente il rischio è troppo grande di essere scansati da qualcun altro.

15 minuti fa, Marbon ha scritto:

Ho necessità di giocare con la nuova build/talento/oggetto magico proposto da WotC? Io assolutamente no. Ma è probabile che ci siano tanti giocatori che invece ne hanno bisogno

Nei giochi di ruolo non hai bisogno di nulla che sia opzionale. Bastano i manuali base. Che sono rilasciati in PDF gratuitamente dalla stessa WotC. Il resto è opzionale.

Per come sono io, questi contenuti digitali rimarranno nell'etere. Se qualcuno vuole comprarli faccia pure, ognuno è libero di usare il proprio denaro come meglio crede (e di vendere i propri prodotti come vuole al prezzo che vuole).

5 minuti fa, Percio ha scritto:

Nei giochi di ruolo non hai bisogno di nulla che sia opzionale. Bastano i manuali base. Che sono rilasciati in PDF gratuitamente dalla stessa WotC. Il resto è opzionale.

Per come sono io, questi contenuti digitali rimarranno nell'etere. Se qualcuno vuole comprarli faccia pure, ognuno è libero di usare il proprio denaro come meglio crede (e di vendere i propri prodotti come vuole al prezzo che vuole).

Ma se viene un giocatore al tuo tavolo, tu sei in grado di fargli giocare le opzioni che lui ha comprato?

Oppure quando si vorrà proporre un tavolo bisognerà chiarire tutte le opzioni accettate / disponibili al tavolo?

Modificato da roctopus

22 minuti fa, roctopus ha scritto:

Ma se viene un giocatore al tuo tavolo, tu sei in grado di fargli giocare le opzioni che lui ha comprato?

Oppure quando si vorrà proporre un tavolo bisognerà chiarire tutte le opzioni accettate / disponibili al tavolo?

Interessante. È una questione che non mi sono mai posto perché al mio tavolo (fisico) le opzioni le decido io. Se qualcuno avanza proposte si valuta. Non esiste che io debba fare giocare tizio con il manuale X solo perché l'ha comprato. Se proprio ci tiene si trovi un'altro gruppo con cui provarlo.

48 minuti fa, Percio ha scritto:

Nei giochi di ruolo non hai bisogno di nulla che sia opzionale. Bastano i manuali base. Che sono rilasciati in PDF gratuitamente dalla stessa WotC. Il resto è opzionale.

Per come sono io, questi contenuti digitali rimarranno nell'etere. Se qualcuno vuole comprarli faccia pure, ognuno è libero di usare il proprio denaro come meglio crede (e di vendere i propri prodotti come vuole al prezzo che vuole).

Assolutamente d'accordo con te.

Per questo penso che questa 'digitalizzazione' di WotC sia tutto sommato un falso problema. Se qualcuno ha necessità/piacere di giocare con l'ultima 'risorsa' creata per D&D a me non arreca nessun danno. Ovviamente scrivo da quasi 50enne che ha iniziato a giocare 40 anni fa. I ragazzi di oggi potrebbero avere più appeal con questa forma di noleggio proposta da WotC, più per sentirsi parte di una comunità che non per effettivamente avere necessità delle risorse 'extra' proposte. ma questa è una questione più ampia sull'evoluzione della ns società e dei nostri giovani. Per i più grandi che possono aderire a questo 'noleggio', le motivazioni hanno un carattere sicuramente diverso (pur sempre legittimo).

4 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Tutti vogliono il digitale, ma non avranno mai quello che comprano per davvero... basta lasciar scadere l'abbonamento senza rinnovarlo e " puff ", tutto sarà come se non hai mai investito in nulla!

Onestamente è un approccio che mi sta davvero indigesto! Non tanto per il fatto che già adesso un PDF costa quanto un libro cartaceo, ma che non esiste più il concetto di trasferimento dell'eredità dei gdr.

Come @Bharbhotr menzionava, esistono ottimi gdr che si possono recuperare dai mercatini dell'usato o ebay... I manuali usati saranno anche malconci ma svolgono la loro funzione, ma se ne trovano sempre pochi... e anche questo principio sembra essere minato tantissimo, soprattutto vedendo i prezzi esorbitanti dei manuali di vecchie edizioni stanno raggiungendo. Adesso mi ritrovo fin troppo spesso manuali "perfetti", rivenduti da quella feccia di speculatori e i bagarini a 100-150 euro... e i prezzi continuano a salire!

Questa unione di fattori, se non viene invertita, potrebbe interrompere il passaggio dei manuali verso le nuove generazioni a causa proprio di questi due modelli di "buisness".

In sintesi, sto notando che si sta verificando un effetto incrociato non bellissimo... il manuali cartacei scarseggiano o sono inaccessibili, mentre i prodotti online diventano sempre di più life-service.

Sarà un colpo duro quello che l'industria dei GDR andrà ad affrontare e, ci posso mettere la mano sul fuoco, colossi come D&D che stanno investendo su tali approcci potrebbero cadere presto e nella maniera peggiore... e chissà se acquistare un manuale anche vecchio sarà sempre più un lusso per pochi...

Ho detto i miei due spicci

Sinceramente

D.

Non me ne parlare, compravo usato pre "Big Bang Theory e Stranger Things" e ho ripreso quest'anno perché volevo recuperare una determinata serie di manuali FR... non solo speculazione, ma anche arroganza e maleducazione da parte di certi negozianti che dovrebbero essere anche "dei nostri", del tipo "Non lo vuoi a questo prezzo? O lo compri a scatola chiusa o te ne vai! Tanto adesso va di moda e lo vendo al prossimo coglioncello che passa". E mi dispiace che questo discorso (ovviamente un po' editato) me l'abbia fatto un negoziante che è iscritto a questo forum in sede Lucca Comics. La WOTC non è l'unica da biasimare per la situazione in cui verte D&D. Tutti lavoriamo per vivere e non si tratta di far beneficienza tenendo bassa i prezzi, si tratta, in primis di trattare le persone col rispetto che meritano, non blandirle prima quando era un gioco di nicchia e non essere arroganti ora che va di moda.

Come tutte le cose utili e non indispensabili... Lo vuoi? Paghi. Lo sappiamo che è tutto business, ha stravolto uno dei nostri hobby in un modo decisamente pesante ma il resto del mondo funziona esattamente allo stesso modo, vedasi il mondo del videogame, che reputo un precursore di tutte queste pratiche. Dobbiamo farcene una ragione, in bene o in male. Rimane triste per chi ha vissuto altri tempi.

E siamo già al punto 1.

2 ore fa, Grimorio ha scritto:

E siamo già al punto 1.

è un tema piuttosto serio e complesso sul condizionamento della nostra presente e futura società, al di là di cosa se ne pensi...

inevitabilmente ne siamo in parte coinvolti ... ma per rimanere nel tema del thread ... come ha già detto @Maiden lo vuoi? paghi... altrimenti si passa oltre... senza nulla a pretendere... da entrambe le parti...

come per tante altre più grandi ed importanti questioni, anche nel caso WotC, sono consapevolezza e resilienza (che va tanto di moda citare di questi tempi) che determineranno il successo o il fallimento della loro scelta.

Pur consapevole che non essere proprietario di un qualcosa ( in questo caso un prodotto ludico) mi solleva da alcuni impegni/pensieri/preoccupazioni di mantenimento, gestione e/o perdita, e quindi teoricamente più libero e spensierato, personalmente preferisco l'impegno, e anche il sacrificio se vogliamo, attraverso il quale trovo la mia soddisfazione e soprattutto la mia 'autonomia'.

Crea un account o accedi per commentare

Impostazioni cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo con il tuo consenso, cookie statistici (analytics) per misurare e migliorare i servizi. Non utilizziamo cookie di profilazione pubblicitaria. Leggi la Cookie Policy oppure gestisci le preferenze.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.