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Capitolo 1 - La notte degli Eroi

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Lo scontro sembra terminato. Il cortile dietro il santuario è ridotto ad un campo di battaglia fra cadaveri, sangue e il fetore della carne bruciata. In qualche maniera siete riusciti ad avere la meglio della numerosa pattuglia che vi ha sorpreso proprio quando ormai sembrava andato tutto per il meglio. Chand, in piedi al centro di quella carneficina, si appoggia pesantemente alla lancia. Ansima forte mentre cerca di riprendere fiato. Sul viso e un po' su tutto il corpo ci sono grossi schizzi di sangue ma, guardando meglio, si vede la gamba sinistra scossa da piccoli spasmi e rivoli di sangue colare a terra in una piccola pozza.
Deglutisce con forza rimettendosi saldamente in piedi ed estrae dalla sacca una lunga benda chiara che avvolge con più spire intorno alla coscia, stringendola forte per rallentare l'emorragia, poi a passi leggermente incerti si avvia verso il cancelletto.

La chierica Vivienne, invece, fissa lo sguardo in direzione del capo pattuglia ma non sembra guardare il corpo ancora avvolto dalle fiamme della dragonide rese più intense dall'olio di cui è ricoperto, sembra fissare oltre. Immobile al fianco del tenente, i suoi occhi azzurri riflettono la falce di Luna nel cielo mentre nella sua testa ancora riecheggiano quelle parole, parole potenti sgorgate dalla sua anima. La consapevolezza che La Vergine le abbia parlato direttamente è qualcosa di difficile da realizzare, ma la nuova Vivienne crede fermamente nel suo nuovo percorso e, ripensando agli studi fatti quando decise di cambiare vita, le torna alla memoria che proprio Chauntea è la prima figlia di Selune e la sua gemella malvagia Shar. Quale luogo più adatto per ricevere la sua grazia se non il santuario della propria figlia?
Passandole vicino il tenente la riscuote dai suoi pensieri poggiandole una mano sul braccio, facendole un piccolo cenno con la testa.

Kaerith, con il braccio ancora teso verso il suo ultimo obiettivo, ammira soddisfatta la distruzione che ha scatenato contro i maledetti cultisti del drago, ghignando al pensiero delle sue fiamme purificatrici che hanno avvolto i più folli fra i membri della pattuglia. Mentre lascia scendere il braccio, le scaglie ancora rilucenti dell'arcano potere incanalato, si guarda intorno per accertarsi che non spunti fuori qualche sorpresa per poi voltarsi verso i due compagni in avvicinamento.

Dall'interno del tempio provengono rumori di oggetti infranti e legno spaccato poi una voce lugubre e profonda:
"Trovateli! O ne risponderete direttamente a me. Non possono essere lontani e la fortezza è circondata, devono essere ancora nei paraggi. MUOVETEVI!!!" pochi attimi dopo si sentono pesanti colpi contro una porta interna, provenienti grossomodo da dove il tenente ha fatto evacuare i rifugiati.

Dallo spiraglio del cancello spunta il viso dolorante di Caelum che si schiarisce la voce richiamando l'attenzione dei compagni che si sono voltati di scatto verso la porta sul retro del santuario.

@Fandango16 Gib - Passaggio segreto

Mentre continui ad osservare sempre più impaziente in direzione del punto da cui dovrebbero spuntare i tuoi compagni, realizzi, sebbene decisamente non ti piaccia ammetterlo con te stesso, figurarsi farne menzione ad altri, che i quattro assenti non sono così insignificanti o fastidiosi, come le tue parole o i tuoi pensieri ti vorrebbero far credere. Il fatto che ancora non si vedano unito all'apprensione crescente, ti fanno ben capire che un sentimento di amicizia si sta formando fra voi, ma, intanto, decidi di accantonare questi pensieri e volgi alternativamente l'attenzione all'esterno, balestra in pugno, e all'interno, dove i rifugiati si sono radunati sedendosi a terra in piccoli gruppetti per farsi forza a vicenda senza però fare più rumore di un bisbiglio per paura di essere scoperti.
Vedi varie famigliole riunite, alcuni bambini crollati dalla paura e dalla stanchezza sulle gambe dei loro genitori che dormono profondamente come solo gli innocenti sanno fare, le due "neo" guardie che molto responsabilmente controllano il lato interno del tunnel proteggendo gli altri e la coppietta che ha riconosciuto l'immagine di Talis.

Vedi che la giovane ragazza, una biondina con il mantello verde, di tanto in tanto si volta a guardarti ma per il momento resta seduta vicino al ragazzo che la tirava e, a giudicare dall'atteggiamento fra i due, diresti senza problemi che sono almeno fidanzati.

X TUTTI

Scusate se ci ho messo tanto a rispondere ma questo periodo è super-full, altro che vacanza. Visto che Chand rimane dei nostri, almeno per il momento, possiamo proseguire così come siamo nella speranza di riuscire a tornare al ritmo iniziale o quantomeno un po' più svelto di un post a settimana 😅. Buona continuazione e BUON FERRAGOSTO A TUTTI!

Modificato da Rafghost2

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Kaeryth - Stregona Draconide

Un sospiro mi sfugge e dalle narici esce una piccola nuvoletta di fumo acre.

L'ultimo cultista è solo una torcia che si contorce, poi cenere. Il cortile puzza di carne bruciata, sangue e paglia bagnata. Per un istante mi godo la vista. Le mie fiamme hanno purificato. Ancora.

Poi sento i colpi.

La voce che viene dall'interno del tempio è profonda, non è quella di un cultista qualunque. I colpi sulla porta da cui Chand ha fatto uscire i civili.

Non è finita. Non è mai finita.

Mi scuoto, abbasso finalmente il braccio. Le scaglie sull'avambraccio smettono di brillare. Mi guardo intorno di scatto - il sangue di Chand che forma una pozza sotto la sua coscia, Vivienne immobile con gli occhi alla luna, Caelum che spunta dal cancelletto con la faccia dolorante.

"Forza! Muoviamoci, non abbiamo tempo!" La mia voce esce più roca del solito, da soldato, non da stregona. "Portiamo questa gente dentro le mura! Chand, ti reggi? Vivienne, andiamo!"

Mi avvio di due passi verso il cancello, poi mi fermo. Conto. Noi tre qui. Caelum di là.

Manca Gib.

Mi volto verso il passaggio segreto, le fauci ancora serrate.

"Gib... Caelum! Dove diavolo vi siete cacciati? Rispondete!"

Resto indietro, a metà strada tra il cortile insanguinato e il cancello, lanciafiamme di retroguardia. Non lascio nessuno indietro. Non di nuovo.

Caelum Voss

Con la mano sinistra premo sulla ferita al fianco destro, il sangue cola ma il dolore più forte è all' osso: il margine inferiore di una costola è stato colpito e fa molto male.

Mi affaccio dal cancello, lo apro quel che basta per fare passare i miei compagni.

Muovetevi, non abbiamo tempo e forza per altre battaglie !!! E ho finito tutto il mio arsenale. Gib ha guidato i superstiti al tunnel, vieni dolce Kaerith.

Concludo poi verso la draconide, con una certa morbidezza nella voce. Dobbiamo uscire prima che arrivi la squadra all' interno del tempio. E sebbene abbia detto il contrario, ho ancora qualcosa per le urgenze estreme. Richiamo la mano magica, in attesa che Chand, Vivienne e Kaerith arrivino e varchino l'uscita.

Dm

Cantrips mano magica invisibile

Chand

La notizia che quello spocchioso di Gib sia riuscito a portare in salvo la maggior parte dei civili alleggerisce la sofferenza per le ferite subite.

Ora però tocca a noi a portarci in salvo.

Scuoto Vivienne dalla sua contemplazione e faccio cenno alle due soldatesse di muoversi ad imboccare la porticina.

Appena tutti fuori chiudo la porta cercando di camuffare rapidamente con i rampicanti il piccolo accesso.

Se ci fosse Gib forse potrebbe forzare la serratura rendendola inservibile, ma comunque ci vorrebbe troppo.

Slaccio dalla cintura il sacchetto di cuoio contenente i triboli e li spargo davanti il piccolo ingresso.

Così quando scopriranno da dove siamo passati li udiremo e sapremo quanto margine abbiamo..

Tra pochi minuti saremo al sicuro. Dico alla giovane madre mentre la spingo delicatamente tra le braccia di Vivienne.

Ora muoviamoci, Caelum ha ragione, non abbiamo le forze per reggere un altro scontro simile.

Dico mentre mi incammino ,cerco di ignorare il dolore alla gamba per evitare di zoppicare ,per non mostrare la vulnerabilità che provo,con scarso successo a giudicare del ritmo sconnesso dei miei passi.

Modificato da Monkey77

Vivienne Larksong

Il tocco ruvido e pesante della mano di Chand sul mio braccio spezza l’incanto argenteo in cui ero sprofondata, riportandomi di colpo alla cruda, viscerale realtà della carne lacerata e del fumo denso che impregna il cortile. Abbasso lentamente lo sguardo dalla falce di Luna, avvertendo il tremito di pura, umana riverenza che ancora mi scuote fin dentro le ossa. La Vergine della Notte ha manifestato la sua volontà attraverso di me. Le sue parole, calde e solenni, vibrano ancora come un canto eterno sotto la mia pelle...

Mentre una densa coltre di fumo nero sale dai resti infuocati del capo pattuglia, una profonda consapevolezza mistica si fa strada nel mio spirito, illuminando il significato di questo luogo. Questo santuario appartiene a Chauntea, la Grande Madre, colei che secondo gli antichi miti nacque come prima figlia dal grembo luminoso di Selûne, prima ancora che il mondo conoscesse l'oscurità eterna di sua sorella Shar. Quale tempio sulla terra, se non quello della sua stessa progenie, poteva essere più degno per ricevere un simile miracolo della fede? Questa notte non è più soltanto una disperata lotta per la sopravvivenza; è il compimento di un disegno sacro.

I pesanti colpi d'ascia e le urla lugubri che rimbombano dall'interno del tempio profanano brutalmente quel silenzio consacrato, ma non trovano più in me la paura di prima. C’è una nuova, ferma determinazione nei miei passi. Guardo il tenente, notando la macchia purpurea che si allarga sulla sua coscia nonostante la stretta della benda, e mi porto al suo fianco per sostenerlo, offrendogli la stabilità della mia armatura.

La Signora d'Argento ha tracciato il nostro sentiero nel buio, e nessuna ombra potrà sbarrarci il passo...sussurro a Chand e Kaerith, e la mia voce possiede ora una risonanza quasi ultraterrena, priva di qualsiasi esitazione. Si andiamo Kaerith , la linfa di questa terra ha accolto i suoi figli e la luna guiderà i passi di Gib e dei fuggiaschi nel ventre del mondo. Caelum, tieni aperto il varco. La luce cammina con noi, e noi la porteremo fin dentro la rocca.

Avanzo con andatura fiera e solenne, tenendo lo scudo alzato a proteggere la ritirata dei miei compagni mentre ci infiliamo nello spiraglio del cancello per seguire la scia dei civili messi in salvo.

Caelum Voss

Finalmente i tre arrivano al cancello e lo oltrepassano. Chand nonostante le ferite occulta il passaggio ma appena lui finisce, controllo e sposto qualche rampicante per nasondere , secondo il mio parare, ancora meglio quel passaggio. In fondo un costruttore ha più senso estetico di un guerriero !!!!

La mano magica appare , solo ai miei occhi e attende comando: non c'è bisogno di parlare, né di guardare , solo di pensare al giusto ordine. La mano magica va a posizionarsi sotto la spalla di Chand, sostenendolo dal lato della gamba ferita e dando tutto il sostegno possibile in base alla sua portanza. Il fatto che sia invisibile dovrebbe preservare orgoglio e dignità del soldato.

Prendo un paio di occhiali dalla sacca e li indosso. Vado avanti, Tenente tu dietro di me, Vivienne preserva la mammina e il bambino...e tu dolce Kaerith, chiudi la fila. Conosciamo la strada, ma con questi è ancora più facile . Concludo picchiettando sugli occhiali,il tono da organizzatore e non con piglio di comando, poi mi avvio, tenendomi sempre il fianco destro con la mano contrapposta. Tra le dita ci sono piccoli rivoli di sangue.

DM

Mano magica a sostegno di Chand, fino a 5 kg di forza applicata.

Night giggles indossati.

  • Autore

Il gruppo si raduna velocemente oltre il cancelletto, assistendo il tenente ferito e richiudendo con cura e in silenzio il cancelletto segreto prestando attenzione affinché i rampicanti lo nascondano bene alla vista. Per ulteriore precauzione Chand lascia cadere un sacchetto di triboli proprio nel passaggio cosicché, se il cancello dovesse essere scoperto, vi sia un ostacolo aggiuntivo da superare.

Caelum, nonostante la ferita al fianco, indossa dei particolari occhialetti scuri e si mette alla testa nel gruppo sostituendo il ruolo dello gnomo e inizia a fare strada verso il passaggio nascosto che riconduce al sicuro nella fortezza. Gli altri membri seguono proteggendo la madre e il bambino oltre al sacerdote che, resosi conto di aver messo in seria difficoltà i loro soccorritori, tiene lo sguardo basso senza proferire parola e segue alla lettera le indicazioni date.

Il gruppo oltrepassa Il rozzo ponte sul fiume e in breve tempo si ritrova nella radura della fattoria, teatro dello scontro con la precedente pattuglia e del catastrofico incidente di Gib con la stalla, ridotta ad un cumulo di macerie sulla cui cima zampetta indifferente un gallo dalle piume sgargianti. Silenziosamente costeggiano il boschetto rientrando nel fiume e mantenendosi dove l'acqua è più bassa a ridosso della riva scoscesa per evitare di farsi notare a distanza finché non giungono in vista della grata che chiude illusoriamente il passaggio. Il costruttore si ferma per controllare i dintorni prima di dare il via libera all'attraversamento.

All'improvviso si sente un leggero cigolio e la grata si apre. Subito i raggi della luna si riflettono sulla punta metallica del dardo incoccato sulla balestra puntata proprio nella loro direzione. La tensione nel gruppo sale subito alle stelle finché, un istante dopo, riconoscono le fattezze del piccolo gnomo e della vecchia Betty rilassandosi nuovamente con un sospiro di sollievo.

Lo gnomo li accoglie con tutta la sua "gentilezza" usuale prima di farli entrare al riparo del tunnel e richiudere la grata per non attirare attenzioni indesiderate. Riunito il gruppo l'aria sembra alleggerirsi e a loro ingresso nel passaggio tutti i visi dei rifugiati si voltano verso di loro con sguardi di gratitudine anche se nessuno osa alzare la voce o fare rumore percependo chiaramente di non essere ancora completamente al sicuro.

Una bambina, che riconoscete come quella che accompagnava l'anziana signora crollata a terra, vi si avvicina e con fare timoroso tira il vestito di Kaerith e Vivienne: "Grazie per aver salvato la mia nonnina..." dice prima di girarsi e corre via quasi avesse terminato tutto il coraggio che aveva.

Gibumubig "Gib" - Gnomo

All'improvviso noto un guizzo di movimento tra la vegetazione a ridosso del fiume.

Scatto sull'imbocco della grata con un cigolio secco, la vecchia Betty piantata d'istinto all'altezza del petto del primo che spunta, col dardo d'acciaio pronto a partire. Per un microsecondo — uno soltanto — il cuore mi fa un salto strano in gola. Li vedo. Sono vivi. Caelum con quei ridicoli occhialetti, il tenente acciaccato, tutti quanti. Un'ondata di sollievo rischia quasi di tradirmi, ed è subito seguita da un brivido di pura vergogna.

Cosa diavolo sto facendo? Mi sto forse intenerendo per questa banda di svitati?

L'orgoglio interviene a gamba tesa prima che me ne esca con qualche sentimentalismo imperdonabile. Infilo al volo la solita maschera da vecchio rompicoglioni, abbasso la balestra di tre centimetri e sbotto con la consueta arroganza:

"Ci avete messo un'eternità! Cos'è, avete dovuto attendere che gli ultimi due fossero ammessi in un reggimento di fanteria prima di decidere di farli muovere?"

Mentre sfilano all'interno, spingo la grata con più foga del necessario e mi assicuro che l'illusione* copra bene il varco. Dentro il tunnel la tensione finalmente crolla: i volti dei profughi si illuminano e una coppia di sprovveduti accenna persino a un applauso.

È la goccia che fa traboccare il vaso. Alzo un dito perentorio, stroncando sul nascere quella pagliacciata prima che qualcuno noti quanto mi stia salendo l'imbarazzo.

"Fermi tutti. Niente applausi, niente manifestazioni patetiche e soprattutto niente rumore" li azzitto con un sussurro acido. "Siamo in un cunicolo sotterraneo pieno di topi, non alla prima di un'opera teatrale. Ora, muovere quelle chiappe."

Illusione sullesterno della grata

Lancio illusione minore per mettere sulla grata un'immagine di parete rocciosa che sia un continuo con il resto della parete. Poi rabbercio da dentro meglio che posso il cancelletto. Dura 1 minuto, ma magari ci aiuta ad avere vantaggio. Mentre ci muoviamo, dopo ogni minuto e qucosa lancio dietro di me l'illusione di un cunicolo crollato.

Modificato da Fandango16

Vivienne Larksong

L'oscurità del cunicolo sotterraneo avvolge finalmente il gruppo, ma le parole timorose della bambina vibrano ancora nell'aria come una sommessa preghiera. Quando la piccola mi tira la veste, sollevo lo sguardo su di lei e il mio cuore di mortale si stringe per la commozione. Prima che possa scappare via, spinta dal timore, le rivolgo un sorriso colmo di una grazia profonda, sussurrando parole che viaggiano leggere tra le ombre del tunnel.

La Signora d'Argento custodisce i cuori puri come il tuo, piccola mia. Tua nonna è al sicuro ora, e la notte non vi farà più paura, mormoro con una dolcezza solenne, tracciando nell'aria un leggero segno di benedizione verso la sua direzione mentre corre a rifugiarsi tra gli altri civili.

Subito dopo, il silenzio sacro di quel momento viene interrotto dallo gnomo, che sbotta a bassa voce sgridando i profughi con il suo solito tono acido per spegnere sul nascere i loro applausi e la loro legittima gratitudine. Sotto quel guscio di spigoli e cinismo terreno, però, la sua presenza qui a presidio della soglia parla un linguaggio ben diverso.

Avanzo silenziosamente nel tunnel, sentendo la pesantezza dell'acciaio addosso ma la leggerezza nello spirito. Mentre cammino, lascio che la penombra benedetta del mio Santuario del Crepuscolo si dissolva lentamente nell'oscurità naturale della terra, come nebbia che torna al cielo. Mi affianco a Gib, abbassando lo sguardo su di lui. Gli rivolgo un sorriso sereno, parlando con un sussurro sommesso e solenne che sembra scivolare tra le ombre del cunicolo.

Potete ammantare il vostro operato dietro il velo di parole pungenti, Mastro Gib, ma i disegni del cielo non si curano delle umane maschere, sussurro con una quieta e profonda solennità, mantenendo il passo per non rallentare la colonna dei civili. Stasera la Signora d'Argento ha guardato oltre il vostro scudo di stizza e vi ha trovato lo spirito di un giusto , avete offerto rifugio ai perseguitati e tenuto aperta la porta della salvezza quando la notte era più fitta. Questa è la via della giustizia, anche se scegliete di percorrerla sbraitando. Che la sua luce continui a guidare i vostri passi, soprattutto quando cercate di nascondervi nell'ombra.

Allungo la mano per sfiorare con delicatezza la spalla dello gnomo, imprimendo quel gesto come un silenzioso sigillo di gratitudine sacra, prima di riposizionarmi subito dietro a Chand. Stringo la presa sul martello e mi preparo a sostenerlo nel buio, vegliando sul cammino dei fuggiaschi finché l'asilo della fortezza non sarà finalmente raggiunto

Caelum Voss

Con gli occhiali indossati sembra giorno, non c'è ombra che tenga, nascondiglio che non venga rilevato. Con mio grande sollievo giungiamo al tunnel senza nessuna sorpresa, fino a quando la grata si apre e il primo petto sul quale Gib punta il dardo è il mio.

Oh oh calma Mastro Gib sono io ! Gli dico in fretta, dopodiché sorrido e rispondo al suo rimbrotto, indicando la madre col neonato e il prete Quei due ci hanno dato più problemi della pattuglia, il tenente è quasi morto per salvarli

La mia spiegazione veloce, dopodiché entro nel tunnel ascoltando le parole di ringraziamento e gli sguardi grati dei profughi. Il colorito del mio volto è piuy pallido di prima, la mia mano sul fianco ormai impregnata di sangue. Mi porto subito verso l'interno per muovere le fila sfruttando le proprietà degli occhiali e arrivare alla fortezza. Le chiacchiere a dopo, sto letteralmente buttando il sangue.

Dm

Night giggles indossati

Mano magica supporto a Chand (2 round)

  • Autore

RICOMPENSE FINE SCONTRO SANTUARIO

Mi sono accorto di non aver postato il resoconto di fine scontro del Santuario qui sul forum:

⚔️ 🏁 RICOMPENSE
Eliminati 5 coboldi, 4 cultisti (25PE/cad), 1 capo pattuglia (450PE) e 2 drachi (200PE) + 125PE Bonus per aver salvato TUTTI per un TOT di 1000PE. 200PE a testa.

🗡️ 🛡️: Nessuna raccolta.

Chand Naeveen

Mentre zoppico sento una forza invisibile sorreggermi il fianco. Mi irrigidisco per un attimo, prima di notare Caelum con i suoi strambi occhialini fissarmi, prima di distogliere con nonchalance l'attenzione quando il mio sguardo incrocia il suo.

Non tutta la magia è malefica dopotutto, è un arma molto potente che dipende dall'uso che se ne fa. Ringrazio dentro di me il costruttore appoggiandomi a questa forza invisibile evitando di mettere peso sulla gamba ferita.

Constato con piacere che quel burbero di Gib è riuscito a portare tutti i cittadini al sicuro. Lo vedo puntare la vecchia Betty davanti a Caelum prima di riconoscere chi siamo ed accoglierci con le sue solite buone maniere.

Non ho le forze per rispondergli a tono... Ciò che conta è che sono tutti vivi.

Entro chinandomi attraverso la grata dentro il tunnel mentre Gib la richiude alle mie spalle occultandola con i suoi misticismi gnomici.

Gib... Caelum...fate strada voi, vi ricordo che c'è un modo preciso per aprire l'ingresso alla fortezza... altrimenti finiamo schiacciati sotto un crollo.

Forza gente in piedi, avanziamo in fila senza correre, manca poco e saremo al sicuro dentro la fortezza.

Dico invitando la folla a prepararsi a compiere l'ultima parte del tragitto che conduce alla salvezza.

@Ard Patrinell @Fandango16 mi raccomando non smuovete la pietra sbagliata, se non vi ricordate controllate i post vecchi. A proposito di ricordare...a quanti pe siamo che non me li sono segnati sulla scheda???

Modificato da Monkey77

Kaeryth - Stregona Draconide

Trovo finalmente risposta alle mie domande. Caelum è vicino e mi incita a sbrigarmi, sembra stare in piedi nonostante la ferita al fianco. Gib invece è più avanti e si è già portato avanti con il lavoro.

Mi fiondo verso il passaggio, rimanendo in retroguardia per coprire le spalle agli altri. Vedo Chand zoppicare e gli porgo il braccio per dargli sostegno mentre avanziamo, senza dire nulla per non ferire il suo orgoglio da soldato.

Il varco ora è chiuso alle nostre spalle. Davanti a noi il tunnel segreto. Ho la chiara consapevolezza che la marcia ora sarà molto più lenta, ma non è tempo di mollare.

Siamo stanchi, alcuni feriti, con donne e bambini da portare in salvo, ma abbiamo un po' di vantaggio.

"Forza, non cedete ora! Ci siamo quasi!"

La mia voce non suona come un ordine, ma come un incitamento.

Procediamo tra le abitazioni e quando siamo in prossimità dell'ingresso del tunnel vedo la bambina che abbiamo salvato. Mi chino e le arruffo appena i capelli con due dita.

"La tua nonnina si è salvata perché è forte. E tu sei stata coraggiosa!" Le sorrido e poi la vedo sparire nell'imbocco del tunnel.

Quando tutti sono entrati, li seguo rimanendo sulle retrovie per fare da scudo, qualora qualcuno dovesse seguirci.

  • Autore

Una volta ricompattato il gruppo vi posizionate per guidare i superstiti lungo il passaggio fino ad arrivare all'interno della fortezza. Il tunnel, al di fuori della sezione illuminata dalla luna vicino all'ingresso, è immerso nell'oscurità più totale e, sebbene gli abitanti di Greenest ripongano in voi le loro speranze e una buona dose di fiducia dopo il salvataggio dal santuario, vedete che sono titubanti a procedere alla cieca ma si accodano a quelli di voi che faranno da apripista. I più anziani o esperti istruiscono gli altri per formare una colonna poggiando una mano sulla spalla di chi li precede e l'altra sulla parete per seguirne il corso, affidandosi alle indicazioni dell'avanguardia.

Iniziate ad avanzare, senza trovare alcun ostacolo o creatura avversa, solo qualche squittio lontano ogni tanto, finchè Gib e Caelum non arrivano in prossimità della porta che sapete condurre al piano interrato del mastio della fortezza.

Caelum Voss

Terza pietra dal basso a destra, giusto Mastro Gib?

Dico allo gnomo con voce bassa, guardandolo attraverso le lenti dei miei occhiali notturni. Ho dei lievi giramenti di capo e di tanto in tanto mi sento leggero, incapace di pensare come si deve. Dalle dita della mano sinistra, stretta sul fianco opposto, scivolano gocce di sangue che cadendo, fanno un rumore di gocciolio che si accoda agli squittii lontani dei ratti.

  • 2 settimane dopo...
  • Autore

Organizzato rapidamente il gruppo di abitanti messi in salvo dal santuario, vi dividete lungo la colonna con Gib e Caelum che aprono la strada, un paio di torce accese alla mano anche se non ne avrebbero bisogno ma di sicuro fanno comodo ad evitare che chi li segue finisca in qualche buca o si storca una caviglia. Alla luce delle fiaccole, accese in sicurezza a distanza dalla grata per evitare che emettano dei fasci all'esterno, notate che le facce dei civili sono un po' più rilassate e tranquille e seguono in silenzio, a parte qualche flebile bisbiglio. Anche i bambini sembrano essere intenti a giocare a nascondino per quanto sono silenziosi, la paura di essere catturati nel tempio devi averli scossi per bene.

Al centro del gruppo sta Chand, che zoppica leggermente cercando di non impensierire troppo gli altri ma, agli occhi dei suoi compagni che, chi più chi meno lo conoscono, è evidente la sofferenza celata che però nulla serve a impedire il leggero gocciolio di sangue che cola dalla coscia ferita.
I più anziani del gruppo, che guidano gli altri, sono ben consapevoli del rischio che hanno corso per venire a salvarli e di quanto gli sia costato in termini di sangue e sudore.

A chiudere la fila ci pensano Vivienne e Kaerith, che premurose fanno in modo che nessuno resti indietro anche se la sensazione di pericolo immediato va scemando sempre più con l'avanzare nel tunnel, consapevoli di aver quasi raggiunto, se non la salvezza, quantomeno un posto più sicuro e accogliente di un tempio assediato.

Dopo qualche minuto di cammino raggiungete la porta che vi ha condotto fuori dai sotterranei del mastio e, ben ricordando il monito di Escobert, lo gnomo, con la supervisione del costruttore localizzano la pietra indicata per riaprire la porta e la schiacciano, producendo un suono metallico di sblocco dalla porta che subito cigola leggermente. Dall'altro lato una squadra di sentinelle scatta impugnando le armi nel sentire la porta aprirsi ma, appena si rendono conto di chi l'abbia aperta, uno di loro corre a chiamare un sergente.

Davanti a voi si pare nientemeno che il sergente Panzorit, rimesso a nuovo anche se i segni della ferita mortale sull'equipaggiamento sono ancora evidenti: "Bentornati! Vedo che avete fatto buona caccia. A loro ci pensiamo noi, voi datevi una sistemata. Nel salone vicino all'ingresso ci sono dei catini per sciacquarsi e qualcosa per rifocillarsi. Il governatore è stato informato e dovrebbe raggiungervi a breve. Ottimo lavoro!" esclama con la vociona profonda tipica del ruolo che ricopre ma sul viso sono evidenti dei segni di compiacimento per essere riusciti, non solo a tornare vivi, ma anche a portare in salvo tutta quella gente.

Risalite al piano di sopra mentre vedete sfilare i superstiti fuori dal mastio verso il campo tende al centro del piazzale esterno per poi essere smistati negli alloggi improvvisati disponibili in loco o negli edifici all'angolo nord-est della fortezza. Vedete una figura piccola e snella muoversi controcorrente e puntare dritta verso di voi. Chi è dotato della vista più acuta si accorge che si tratta di Alice, gli altri lo faranno qualche secondo dopo. Entra trafelata dal portone rinforzato e si avvicina al vostro tavolo guardandovi con attenzione come a sincerarsi delle vostre condizioni per poi comparirle in volto un'aria preoccupata alla vista delle fasciature improvvisate ormai inzuppate di sangue in parte rappreso.

"Bentornati. Si direbbe che ve la siate vista brutta. Mi prenderò io cura di voi, non temete. Riposate intanto. Sembra che quello messo peggio siate voi, tenente." dice avvicinandosi a Chand ed estraendo prontamente da una borsa delle boccette e dei pezzi di stoffa per poi iniziare a mettere mano alla ferita con fermezza e precisione.
"Allora? Chi mi racconta come è andata?" chiede con la genuina curiosità di una ragazzina di campagna i cui occhi non sono minimamente offuscati dalla violenza subita, anzi, sembrano più luminosi che mai, quasi abbaglianti per chi li guarda con attenzione.

BENTORNATI DALLE VACANZE

Rieccoci pronti a proseguire nella lunga notte che ancora si prospetta davanti ai nostri eroi. Spero siate belli carichi che le sorprese sono appena cominciate! Buon divertimento a tutti.

Caelum Voss, artefice

Una volta innescato il meccanismo, entriamo all' interno del mastio e mi sposto di lato, lasciando defluire la gente. Quando arriva Chand, ormai prossimo alle cure, gli porgo un cenno della testa e il sostegno della mano magica scompare, richiamata dalla mia volontà.

Dopo le parole di Panzorit, mi dirigo verso il salone continuando a tenermi il fianco, la mano ormai è rossa, la casacca sotto la Brestplate e parte del pantalone sono intrisi di sangue. Mi siedo su una sedia, esausto... e svengo !

È il risultato di una serie di fattori concomitanti: la ferita non fasciata né medicata, la perdita di sangue, lo stress intenso della fuga, la paura del combattimento per un non guerriero.

In fondo, sono solo un architetto !!!

Vivienne Larksong

Il peso dell'anziana donna sulle spalle ha iniziato a farsi sentire solo quando la tensione della fuga è scemata, sostituita dal freddo umido del tunnel. Accompagnando gli ultimi profughi oltre la soglia del mastio, lascio finalmente che le guardie si facciano carico dei civili. Un lungo sospiro di sollievo mi sfugge dalle labbra nel vedere i loro volti distendersi alla luce delle torce della fortezza. La Signora d'Argento ha steso il suo velo su di loro, penso, stringendo per un istante il simbolo sacro che porto al collo.

Faccio un cenno di rispetto verso il sergente Panzorit, grata per le sue parole, e mi volto per seguire i miei compagni verso il salone. È proprio mentre ci stiamo sistemando che vedo Caelum crollare di schianto sulla sedia, completamente sopraffatto dalla fatica e dalla perdita di sangue, perdendo i sensi.

Chiamo Caelum! a voce alta, avvicinandomi subito a lui per accertarmi delle sue condizioni.

Poso lo scudo a terra con un rumore metallico e mi affianco all'artefice, controllando rapidamente che si tratti solo di un crollo dovuto allo sfinimento. Quando Alice si avvicina con le bende e le boccette, le faccio spazio scuotendo leggermente il capo, stanca ma sollevata, spiegandole che lo stress della marcia e la ferita lo hanno del tutto svuotato... le mie preghiere stasera hanno già dato fondo a ogni energia, quindi dovremo affidarci solo a un po' di riposo e alle tue bende per rimetterlo in sesto.

Aiuto Alice come posso a tamponare la ferita dell'architetto per farlo riposare comodamente, per poi concedermi finalmente il lusso di respirare a mia volta, pulendomi la fronte con il dorso della mano. Ascolto le domande della ragazza mentre tengo d'occhio anche Chand e il resto del gruppo.

Rispondo ad Alice tenendo la voce bassa per non disturbare chi sta recuperando le forze, ma con tono fermo, dicendole che è andata che il tempio è salvo, Alice. Ma là dentro c'è qualcosa di grosso e spietato. Una voce che comandava quei mostri e che non ha gradito che gli strappassimo le prede dalle grinfie. Se non fosse stato per l'ingegno di Caelum, il coraggio di Chand e i trucchi di Gib, ora saremmo tutti cenere. Abbiamo decisamente bisogno di quel riposo...

Kaeryth - Stregona Draconide

Muta come un drago a guardia del suo tesoro procedo nella marcia, gli occhi d'ambra che corrono in ogni angolo del tunnel per cogliere qualsiasi movimento sospetto. Di tanto in tanto mi volto a controllare le nostre spalle, ma passo dopo passo sembra che tutto stia andando per il verso giusto.

Mentre Gib armeggia con la pietra per aprire il passaggio, resto indietro di due passi, braccia incrociate, muscoli tesi pronti a scattare. Nessuna sorpresa. La rocca. Siamo dentro.

Finalmente tiro un sospiro di sollievo. Una piccola nuvoletta di fumo mi esce dalle narici senza che me ne accorga.

Gli ostaggi sono salvi. Lo scontro è stato duro, qualcuno è rimasto ferito, ma siamo vivi. Tutti.

Sorrido ad Alice quando entra trafelata.

"Senza raccontare troppo... È andata bene, anche se abbiamo dovuto improvvisare un bel po'."

Lancio un'occhiata a Chand. La sua gamba è una maschera di sangue e benda, ma è in piedi. Non c'è astio nel mio sguardo, alla fine il suo colpo di testa ha dato i suoi frutti. In un certo senso.

"Ora vai, Alice, il tuo aiuto serve più del nostro racconto." dico facendole spazio verso di lui.

Cerco un posto dove sedermi e tirare il fiato, quando i miei occhi cadono su Caelum.

È crollato sulla sedia, privo di sensi. La mano e la casacca completamente rosse.

La mia espressione cambia di colpo.

Mi avvicino in due passi, mi inginocchio accanto a lui senza toccare la ferita che Vivienne sta già tamponando. Gli prendo solo la spalla, leggera, e lo chiamo a voce bassa.

"Hey. Hey, Caelum! Resta con noi. Ci sei?"

Alzo lo sguardo verso Vivienne e Alice, preoccupata per davvero per la prima volta da quando siamo entrati.

"Perde sangue da quando siamo al cancello. Qualcuno ha qualcosa da bere? Acqua, qualcosa di forte... gli serve."

Chand Naeveen

Continuo a camminare, sostenuto dalla mano invisibile di Caelum. Cerco di respirare profondamente per consentire al mio corpo di rigenerarsi. La tradizione meditativa della mia famiglia mi consente di indirizzare l'energia della respirazione alle pareti del corpo danneggiate. Approfitto del sostegno della mano per non caricare la ferita con il peso e consentire all' Eco del mio respiro di rigenerarla.

Ricambio lo sguardo del costruttore mentre mi fa' cenno che il sostegno è finito, solo ora noto quanto sia pallido e vedo il fianco sanguinante, prima ero dietro è troppo preso dalla mia tecnica rigenerante per farci caso.

Avanzo verso di lui ora con passo più fermo per appurare come sta che si accascia sulla sedia. Tempestiva Vivienne si mette al suo capezzale per approntare le cure necessarie.

Alice mi si appronta per sistemare le mie ferite.

Grazie, ma non è così grave come sembra,mi è successo di peggio in passato. Il sostegno della squadra è stato fondamentale.

@Rafghost2 uso il recupero del guerriero 1d10+2 pf curati

Modificato da Monkey77

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