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La nuova Storyline di D&D 5e sarà ambientata ad Icewind Dale?

Come vi avevamo scritto qualche giorno fa, la Wizards of the Coast ha l'intenzione di annunciare la prossima Storyline di D&D 5e e forse una eventuale nuova ambientazione (anche se al momento su quest'ultima possibilità c'è ancora un po' di incertezza) il 18-20 Giugno 2020. Ancora non ci sono notizie o leak ufficiali riguardo al contenuto della storyline, ma negli ultimi giorni è comparso un post sul subreddit dell'Adventurers League nel quale un utente ha dichiarato che "un piccolo uccellino mi ha detto che si tratta di Icewind Dale". Qui di seguito trovate il post di Reddit originale:

Quest'ultima è una semplice voce di corridoio non verificata, motivo per cui non c'è assolutamente alcuna prova ufficiale che indichi che quanto da essa dichiarato sia vero. E le dichiarazioni senza prove pubblicate su internet vanno sempre prese con le pinze, perché c'è sempre la probabilità che possano rivelarsi fasulle. Bisogna dire, però, che ci sono almeno due elementi che forniscono un minimo di credibilità alla tesi secondo la quale la prossima Avventura riguarderà Icewind Dale. Innanzitutto c'è il videogioco in arrivo Dark Alliance, annunciato l'anno scorso e ufficialmente ambientato nella regione di Icewind Dale: non è raro che i videogiochi di D&D siano progettati in modo da essere collegati a specifiche storyline, come sta avvenendo per Baldur's Gate III. C'è, inoltre, una immagine rivelata dal D&D team assieme all'annuncio dell'evento che sarà organizzato il 18-20 Giugno, immagine che vede un gruppo di avventurieri ritratti in uno scenario ghiacciato che ricorda molto i panorami di Icewind Dale:

Voi che ne pensate? La prossima Avventura sarà ambientata ad Icewind Dale come farebbero pensare queste voci di corridoio? Oppure ritenete che qualche coincidenza non faccia una prova? Ovviamente lo scopriremo il 18-20 Giugno, ma nel frattempo diteci la vostra opinione nei commenti.
Fonti:
https://www.enworld.org/threads/is-the-new-setting-icewind-dale.672263/
https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-new-setting-rumors-abound-is-dd-live-headed-for-icewind-dale.html
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Regole per Mostri Mitici dal manuale di Theros

Articolo di J.R. Zambrano del 15 Maggio
Il nuovo manuale Mythic Odysseys of Theros promette di includere molto materiale mirato a rendere il gioco di Dungeons & Dragons qualcosa di più simile ai miti greci che hanno ispirato l'ambientazione. Ne abbiamo visto alcuni frammenti nella forma di doni sovrannaturali che danno poteri extra ai personaggi iniziali, e negli artefatti che rappresentano le armi degli dei in persona, che aspettano di essere impugnate da eroi potenti quanto i semidei.

Ma oggi, daremo un'occhiata a come sono le regole dall'altra parte dello Schermo del Dungeon Master. Una delle più eccitanti nuove possibilità annunciata per questo manuale è il sistema per creare Mostri Mitici. Un sistema di regole applicabile a qualsiasi creatura mostruosa per renderla molto più pericolosa, così da offrire la sensazione di stare combattendo una creatura venuta fuori dalle leggende. Andando oltre le Azioni Leggendarie, queste nuove regole potrebbero finalmente dare la possibilità a D&D di avere delle "boss fight" degne di questo nome. Le regole in questione sono state mostrate in un'anteprima generica su Dragon+.
Tratto da Dragon+


Sembra proprio che abbiano fatto loro il vecchio detto "il modo migliore per combattere una creatura grande, grossa e cattiva è quello di dividerla in due". Questo assomiglia molto al metodo di AngryGM per creare gli incontri con i boss, ed è un'ottima notizia, quel sistema ha molto senso, meccanicamente parlando, se volete separare il combattimento in due fasi distinte. Per esempio un'Idra, dopo essere stata abbattuta, potrebbe diventare un'idra a più teste, o un dio/dea potrebbero avere un'espressione più irata quando si entra nella seconda fase.

Sappiamo tutti che i Kraken saranno una grossa parte dell'ambientazione e, dopo aver visto i mostri nelle immagini precedenti, avrete capito che in generale questo manuale vuole aumentare il livello di potere nel vostro gioco. Dunque terremo gli occhi aperti per vedere esattamente come funzioneranno queste regole, ma, nel frattempo, tenetevi pronti per il massacro mitico.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/05/dd-mythic-odysseys-of-theros-monster-rules-reveal.html
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By aza

Armature vs Armi da fuoco rinascimentali – Historia

ATTENZIONE: Questo articolo è la seconda parte del precedente sulle armi da fuoco: prima di proseguire la lettura, potete mettervi in pari cliccando qui!
Abbiamo visto come le armi da fuoco siano apparse clamorosamente nei campi di battaglia dell’europa di metà ‘300 e nei secoli successivi si siano affermati anche nelle loro forme “manesche” (cioè utilizzabili da una persona sola, “a mano”, come un archibugio).
Questo però non ha portato a un’immediata scomparsa delle armature, e anzi per secoli esse hanno continuato a prosperare fornendo spesso una protezione importante a chi le indossava, persino contro i temibili archibugi. Ma come hanno fatto?
Andiamo a scoprirlo insieme!
FERRO E ACCIAIO

Ricostruzione di altoforno rinascimentale, Deutsches Museum (Foto CC0)
L’acciaio è una sostanza metallica, una lega di Ferro e Carbonio. Per quanto la sua invenzione sia comunemente associata all’età moderna, in realtà nella lavorazione alla forgia del ferro, il carbonio presente nel carbone della forgia stessa va a legarsi con il ferro formando uno strato superficiale di lega ferro-carbonio. L’effetto di questa lega può essere di vario tipo, come andremo a vedere, in base alla percentuale di carbonio e ai metodi di raffreddamento di questo. 
Significa comunque che, in un certo qual modo, si hanno le prime armi e armature costituite parzialmente d’acciaio sin dall’età del ferro.
Pensare inoltre che, nell’antichità, si usasse come materiale di partenza il ferro puro è un’imprecisione: la maggior parte del ferro, infatti, si otteneva dalla fusione dei minerali ferrosi attraverso una fornace, operazione che lasciava sempre delle inevitabili impurità nel metallo.
Alle temperature della fornace, infatti, il ferro non si liquefà mai del tutto, ma viene in qualche modo a “colare” dalla pietra in una sostanza viscosa che si porta inevitabilmente dietro impurità della roccia d’origine.
Le caratteristiche della fornace, oltre a determinare la qualità del metallo finale, limitano anche la quantità di materiale ottenibile in un singolo processo.
Si tendeva, infatti, a partire da un’unica massa di metallo per costruire oggetti poiché saldare più pezzi metallici avrebbe portato a caratteristiche fisiche peggiori.
Per ottenere singole masse di metallo maggiore, tuttavia, sono necessarie fornaci più grandi che richiedono a loro volta temperature maggiori non banali da raggiungere!
Per amor di completezza, anche se non tratteremo qui l’argomento, sono state prodotte invece nel medioevo lame d’acciaio di altissima qualità ottenute battendo insieme lamine metalliche diverse in quello che è comunemente noto come “acciaio a pacchetto” o “acciaio di Damasco”.

In “Ryse: Son of Rome” il protagonista indossa una tipica Lorica Segmentata.
Nel mondo antico, l’impero romano aveva costruito delle fornaci più grandi e calde, necessarie per ottenere lamine abbastanza grandi da costituire le piastre della Lorica Segmentata: l’armatura a piastre più famosa del periodo pre-medievale e che tutti noi identifichiamo oggi come la classica protezione del legionario imperiale.
Tuttavia la lenta fine dell’impero e l’abbandono di tali corazze in favore della più economica Lorica Hamata, a tutti gli effetti un cotta di maglia, portarono al disuso di tale tecnologia.
La capacità di ottenere piastre di dimensioni considerevoli tornò in auge con l’invenzione, verso la metà del ‘300 (ma diffusasi successivamente), dell’altoforno, una fornace in grado di raggiungere dimensioni e temperature capaci di fondere completamente il ferro.
Oltre a permettere di ottenere agglomerati metallici di dimensioni considerevoli e molto più poveri di impurità, l’altoforno produce una lega di ferro ad alto contenuto di carbonio, chiamata ghisa.
A differenza del ferro, che deve essere battuto per essere lavorato, la ghisa, trovandosi allo stato liquido quando esce dall’altoforno, può essere versata in uno stampo per produrre lavorati per fusione, in modo simile al bronzo.

BOOM! (Assassin’s Creed: Brotherhood)
Tuttavia questo tipo di lega, pur essendo usata all’epoca per la creazione di cannoni e relativi proiettili, è inadatta alle altre armi e armature poiché troppo fragile (come vedremo dopo).
Per ottenere invece un materiale lavorabile e adatto a tali armamenti, la ghisa veniva soggetta a un successivo trattamento di raffinazione, nella quale veniva nuovamente riscaldata in un ambiente ricco di ossigeno: in questa maniera, oltre a eliminare ulteriori scorie, parte del carbonio presente nel materiale si legava all’ossigeno formando anidride carbonica e abbandonando il metallo.
Questo processo forniva come risultato una lega di ferro con percentuale di carbonio inferiore al 2%, cioè quello che noi chiamiamo Acciaio!
PROPRIETA’ MECCANICHE
Due sono le proprietà meccaniche dell’acciaio che ci interessano: la sua Durezza e Tenacità.
La durezza è la resistenza, da parte del materiale, alle deformazioni: essa dipende sostanzialmente dal tipo di struttura che assumono gli atomi in toto all’interno del metallo.
Abbiamo già parlato di materiali duri in questo articolo sulle proprietà fisiche di armi e armature
La presenza di carbonio all’interno del ferro è in grado di raddoppiare la durezza rispetto al ferro ricco di scorie ottenuto mediante la fornace: per aumentare ulteriormente tale proprietà è necessario temprare il metallo, ovvero regolare come esso si raffredda dopo aver raggiunto una temperatura sufficiente a “riorganizzare” la struttura interna della lega.
Nel medioevo era uso comune una tempra non rapidissima in grado di formare un acciaio duro 3-4 volte il ferro ottenuto dalla fornace: è possibile invece temprare rapidamente il metallo, formando un acciaio estremamente duro, fino al doppio del precedente.
Tuttavia, questo tipo di tempra rischia di rendere l’acciaio fragile ed è dunque inadatto ai nostri scopi.
Ma cos’è la fragilità?

Perfino le armi più dure possono rompersi – Narsil, dalla trilogia del signore degli anelli
Un materiale si dice fragile se è facile spezzarlo: l’esempio classico di materiale duro e fragile è il vetro, che è difficilissimo da deformare ma si rompe con facilità.
La capacità di resistere alla rottura di un materiale è detta Tenacia ed è la caratteristica più importante per le armature: infatti la tenacia di un metallo definisce quanta energia è necessaria per perforarlo.
Questa energia dipende dalla qualità del materiale: un acciaio con un contenuto di carbonio dello 0.85%, ad esempio, ha una tenacia fino a 3-4 volte maggiore rispetto a quella del ferro di bassa qualità.
ENERGIE DI PENETRAZIONE
Per calcolare l’energia necessaria per penetrare una piastra di un’armatura entrano in gioco i seguenti fattori:
la forma dell’arma usata; lo spessore della corazza; la qualità del metallo; l’angolo con il quale il colpo incide sulla corazza. Partiamo dalla prima: come già detto nell’articolo sulle proprietà delle armi e armature (che trovate qui), la forma dell’arma, o meglio, della parte dell’arma che colpisce l’armatura definisce la pressione che essa è in grado di impartire: minore la superficie di contatto, maggiore è la pressione, minore è l’energia necessaria per perforare un materiale.
Si capisce dunque subito che le frecce, pur avendo energie decisamente inferiori a disposizione, sono molto più efficienti dei proiettili, che all’epoca consistevano in delle semplici sfere metalliche (da cui “pallottola”), e anche le lame, per risultare efficaci contro le armature, devono essere il più piccole possibili.
Mantenendo dunque il nostro studio unicamente sulle armi da fuoco, andiamo a vedere quanta energia serve a una pallottola per perforare una corazza.
Una stima delle energie a disposizione per vari tipi di armi da fuoco è stata fatta nella prima parte dell’articolo che trovate qui
Se partiamo ci riferiamo ancora una volta all’appendice di The Knight and the Blast fournace, partendo da una corazza spessa due millimetri di acciaio di buona qualità vediamo che servono poco più di 800 J affinché un’arma da fuoco perfori una simile corazza: immaginando di poter aggiungere 150 J extra per perforare ulteriori protezioni sottostanti (come imbottitura e cotta di maglia) vediamo che una tale armatura è ben lontana dal proteggere da un colpo di archibugio a distanza ravvicinata.
Tuttavia, una simile armatura ha ampio spazio di manovra per quanto riguarda il suo spessore.
L’energia necessaria per perforare un’armatura cresce come il suo spessore elevato alle 1.6: in pratica, raddoppiare lo spessore triplicherà (all’incirca) l’energia necessaria per perforare l’armatura.
Vediamo dunque che la stessa armatura spessa 3 mm richiede quasi 1900 J per essere perforata e un esorbitante 3800 J se portata a 4 mm, ponendo quindi il cavaliere al sicuro anche dai colpi dei primi moschetti!

Armatura da corazziere del ‘600, Morges military museum
Queste spesse armature, tuttavia, risultavano estremamente pesanti e furono in uso principalmente dopo il ‘600: infatti, con l’avvento degli eserciti nazionali, i vari regnanti cominciarono a ricorrere ad armamenti di massa, producendo corazze più spesse ma di qualità inferiore, riducendo l’energia necessaria a perforarle a un 50-75% di quella di un buon acciaio: queste armature, più che assicurare una protezione totale contro i nemici, servivano a ridurre il rischio di morte di un proiettile sparato da lontano.
L’estremo peso di queste protezioni portò a produrre armature complete solo per la cavalleria, andando a creare la figura del corazziere, cavaliere pesante con armi da fuoco, mentre la fanteria andò pian piano a ridurre l’armatura a pochi pezzi, principalmente il busto e l’elmo.
Un’altra opzione era ovviamente puntare su acciai di qualità migliore: i più raffinati potevano aumentare di un ulteriore 50% l’energia necessaria alla penetrazione, rendendo ad esempio la precedente corazza a piastre da 2 mm impervia ai comuni archibugi.
L’ultimo elemento da tenere in conto è l’angolo di incidenza tra il proiettile e la piastra: infatti, se il proiettile non raggiunge perpendicolarmente la corazza, esso tenderà a dissipare la sua energia e dunque l’energia necessaria alla perforazione verrà moltiplicata per un fattore pari all’inverso del coseno dell’angolo di incidenza.
Ricordiamo che il coseno è una proprietà degli angoli ed è un fattore compreso (per angoli inferiori ai 90°) tra 0 e 1: famosi valori sono circa 0.8 per un angolo di 30°, circa 0.7 per uno di 45° e 0.5 per uno di 60°.
Un proiettile che raggiunga una piastra con un angolo di trenta gradi richiederà il 25% circa di energia in più per perforarla: questo fenomeno non deve essere necessariamente causato dalla scarsa mira o fortuna del tiratore, infatti le armature venivano costruite con delle forme arrotondate o angolose proprio per far sì che i proiettili colpissero il bersaglio in maniera non perpendicolare.
Ovviamente quelli che stiamo facendo sono ragionamenti di massima: in diversi momenti e zone dell’europa post-medievale abbiamo visto una grande varietà nella qualità, forma e fattura di armi e armature. Un problema annoso, ad esempio, era quello della disomogeneità degli acciai, ovvero l’impossibilità di costruire oggetti (come armature) in acciaio le cui proprietà fisiche fossero le stesse in tutti i punti: in questo modo era possibile che due colpi sostanzialmente identici, raggiungendo punti diversi dell’armatura, ottenessero risultati di penetrazione diametralmente opposti.
Inoltre, con l’avanzare del tempo, anche le energie delle armi da fuoco sono andate via via ad aumentare: ad esempio un moschetto del 1600 poteva arrivare, con la giusta polvere da sparo, a imprimere quasi 4000 J di energia al proiettile. La presenza inoltre di miglioramenti bellici come la rigatura della canna, in grado di imprimere al proiettile un moto elicoidale che ne stabilizzasse la traiettoria, e le cartucce per rendere il caricamento più rapido resero indubbiamente le armi da fuoco sempre più letali.
IN CONCLUSIONE…
Le armature del rinascimento erano, in generale, in grado di proteggere chi le indossava dai proiettili delle armi da fuoco a patto che esse fossero relativamente leggere (pistole e in parte archibugi) e/o facessero fuoco da abbastanza lontano. Per quanto si tratti di condizioni apparentemente poco interessanti, ricordiamo comunque che in assenza di armatura un proiettile in tali condizioni sarebbe indubbiamente letale, se colpisse zone vitali!
La protezione poteva essere ottenuta e migliorata andando ad agire sulla qualità dell’acciaio, sullo spessore della corazza e sulle sue forme: questi fattori portarono, da un lato, allo sviluppo di armature molto costose, in grado di proteggere i ricchi signori dai proiettili più comuni, dall’altro a una produzione massiva di corazze di bassa qualità molto pesanti, che proteggevano interamente solo i reparti di cavalleria mentre i fanti si limitavano ad indossarne alcune porzioni.

L’azza: un letale mix di ascia, martello e lancia. Photo by Javy Camacho.
Questo sviluppo dell’armatura ebbe effetto anche sulle armi da mischia: da una parte, infatti, nel ‘400 si ha il massimo splendore delle armi in asta, come le alabarde o le temutissime azze e martelli da guerra, in grado di minacciare i nemici più corazzati grazie a una letale combinazione di massa, leva e spunzoni o piccole lame d’ascia in grado di penetrare più facilmente l’armatura.
Le picche, inoltre, diventeranno elemento fondamentale del campo di battaglia prima dell’invenzione della baionetta, in grado di minacciare sia la cavalleria, nello specifico tenendo a distanza i cavalli, sia la fanteria dall’armatura ridotta.
Nella prima metà di questo periodo nascono nuove spade per affrontare nemici corazzati come lo stocco, che non è il rapier inglese come Dungeons & Dragons ci suggerisce ma l’estoc, una spada a lama triangolare da infilare nelle giunture delle armature nemiche, oppure come lo spadone (zweihander, montante ecc) di dimensioni ragguardevoli e di importanza strategica nella lotta alle formazioni di picchieri.
La riduzione dell’armatura da fanteria, tuttavia, porterà successivamente all’invenzione di spade più sottili e agili come la striscia, che è il vero rapier di Dungeons & Dragons, un’arma eccezionale nei colpi di punta, o come la sciabola che rappresenterà il simbolo della cavalleria fino alla sua scomparsa nel ‘900.

Insieme di armi rinascimentali, tra cui un peculiare stocco con guardia a testa di martello
BONUS – Cosa giocare?
Se la sfida tra armi da fuoco rinascimentali e armature vi appassiona e volete provare l’ebbrezza di metterle a confronto, se vi piacciono i  giochi di ruolo (e se non vi piacciono è probabilmente perché non li avete provati), non posso che consigliarvi ampiamente Historia!

Historia è un’ambientazione tutta italiana per Dungeons & Dragons (quinta edizione) che vi cala in un rinascimento popolato da… animali antropomorfi!
Lungi dall’essere un mondo “carino”, Historia vi porrà in mezzo a intrighi, lotte politiche, battaglie campali, dilemmi etici, un mondo dove Alchimia, Magia e Religione si sfidano ogni giorno dove Spade, Armature e Pistole vivono fianco a fianco.
VAI AL KICKSTARTER!
Oltre a ciò, in ambito videoludico, abbiamo recentissimo Greedfall, ambientato in una versione fantasy dell’età delle esplorazioni, dove le armi da fuoco si incontrano ogni giorno con le corazze dell’acciaio migliore… con un pizzico di magia!
Inoltre, ha decisamente fatto scuola Mount & Blade: With Fire and Sword, l’espansione standalone del mitico Warband, passata purtroppo in sordina, che ci pone nel complesso panorama dell’europa orientale di metà ‘600, durante la rivolta cosacca contro il commonwealth Polacco-Lituano (per inciso, è grazie a questo titolo che so dell’esistenza di suddetto commonwealth…).

Come non citare poi la saga di Ezio di Assassin’s Creed, dove le armi da fuoco, appena accennate in Assassin’s Creed 2, si fanno sempre più presenti nei seguenti Brotherhood e Revelations, come a mostrare la lenta ma inesorabile diffusione di queste armi nel rinascimento.
E già che citiamo Ezio, non possiamo non guardare le produzioni italiane: se vi piacciono i librogame e i giochi di ruolo non posso che consigliarvi la saga di Ultima Forsan, ambientata in un macabro rinascimento assediato dai non morti dove solo le nuove tecnologie del ‘500 potranno tenere i nostri eroi in salvo dagli abomini!

Uno degli autori, Mauro Longo, famoso autore di librogame italiano nonché gestore del blog Caponata Meccanica e di una pagina su libri da tavolo per bambini (Bambini e Draghi), ha scritto numerosi libri game di Ultima Forsan e inoltre alcuni romanzi ambientati sempre in questo periodo come Guiscardi senza Gloria e il fabbricante di spettri. 
Se l’argomento vi è piaciuto, vi invito a leggere The Knight and the Blast Furnace di Alan Williams. Se invece cercaste una lettura (lievemente) più leggera, questo stesso argomento è stato affrontato e approfondito nel 2008 sul blog Baionette Librarie del mitico Duca, alias Marco Carra, con una serie di articoli sulle armi e gli acciai, più tecnici, che potete trovare qui.
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2019/10/01/armature-vs-armi-da-fuoco/

Se questo articolo ti è piaciuto, segui il prof. Marrelli su facebook e su ludomedia.  
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Mike Mearls è tornato nel D&D Team

In un articolo di qualche settimana fa vi avevamo segnalato alcuni importanti cambiamenti all'interno del D&D Team, ovvero la squadra della WotC impegnata nella creazione della 5a Edizione di D&D. In particolar modo, in base ad alcuni tweet pubblicati da Jeremy Crawford era sembrato che Mike Mearls (assieme a Crawford uno dei Lead Designer della 5e) non facesse più parte del Team e che, dunque, non avesse più alcun ruolo nella produzione di D&D. Crawford, infatti, rispondendo a un utente aveva affermato che Mearls "non lavora più nel team del GDR da tavolo e non lo fa da un certo momento dell'anno scorso" (riferendosi al 2019).
Durante una puntata del Dragon Talk di qualche giorno fa, tuttavia, il nuovo Produttore Esecutivo di D&D Ray Winninger (divenuto di recente il capo del D&D Team) ha dichiarato che "Mike Mearls è tornato a lavorare di nuovo a tempo pieno sul Gdr, dopo aver diviso per noi il suo tempo tra D&D e alcune cose legate a un videogioco. Adesso è tornato". Potete ascoltare le sue parole nel seguente video, a partire dal minuto 18:42:
In sostanza, sembra proprio che Mike Mearls non abbia abbandonato il suo lavoro all'interno del D&D Team, ma che negli ultimi mesi abbia semplicemente ricevuto dalla WotC l'incarico di collaborare con Larian Studios, software house belga, per la creazione del videogioco Baldur's Gate III (di cui vi avevamo parlato in questo articolo). Mike Mearls, dopotutto, nel giugno del 2019 aveva partecipato all'E3 2019 proprio in occasione dell'annuncio di Baldur's Gate III, così da ufficializzare la collaborazione tra la WotC e la software house videoludica (come è possibile notare da questo video pubblicato proprio in quei giorni). E' molto probabile, quindi, che nell'ultimo anno Mearls abbia lavorato come consulente dei Larian Studios, in modo da fornire loro tutte le informazioni su D&D necessarie per la creazione del gioco, come i dettagli narrativi sui Forgotten Realms o le regole della nuova edizione. In base a quanto dichiarato da Winninger, dunque, possiamo ritenere che Mearls abbia terminato il suo impegno e che, quindi, possa di nuovo lavorare a tempo pieno sul Gdr cartaceo come faceva prima.
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D&D 5E: avventure gratuite dalla Kobold Press

Articolo di Morrus del 19 Maggio
La Kobold Press ha rilasciato gratuitamente Prepared!, un'avventura per D&D 5E, come parte della sua iniziativa "Al Sicuro a Casa con Kobold Press". Entrate nel loro sito e usate il coupon SaferAtHomeWeek2.

 
I vostri giocatori stanno andando alla deriva?
Una dozzina di Avventure Autoconclusive per la 5a edizione per i Livelli 1-15.
Non dovrete più avere paura: Prepared! offre ai DM delle rapide soluzioni per movimentare le campagne e far divertire i giocatori mentre pensate alla vostra prossima mossa. Al suo interno troverete, infatti, delle brevi avventure autoconclusive per ogni ambiente, compreso:
Una fabbrica aliena dove delle vittime sono risucchiate della loro essenza vitale e vengono trasformate in orrori eterei Un laboratorio alchemico abbandonato dove è stato lasciato un assistente mostruoso La caduta letterale del cielo ai piedi degli avventurieri Alcuni goblin che hanno costruito una strana "fortezza" in un fosso a lato di una strada Una misteriosa terrazza di pietra spuntata fuori dalla neve, con un antico macchinario che scintilla dal livello più alto ...e altro ancora, tutto con le bellissime mappe di Meshon Cantrill! Con Prepared! il designer Jon Sawatsky ha creato una dozzina di scenari fantasy per la 5a edizione, utilizzabili in ogni ambientazione con PG di vario livello. Non correrete più il rischio di trovarvi senza nulla di pronto!
Queste avventure presentano dei mostri provenienti sia dal Manuale dei Mostri canonico di D&D 5E che dal Tome of Beasts.
Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/free-d-d-adventure-from-kobold-press.672206/
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Albedo

Casualmente Eroi

Recommended Posts

Bene possiamo partire :)

Riportate sempre nome del pg e il colore che avete scelto per lui.

Primo post breve descrizione del pg

parlato in grassetto

pensieri in colori diversi dal nero

azioni lontano dagli altri, meccaniche, et similia in spoiler

... dovrei aver messo tutto. Quindi preparate le valige che si parte :)

 

Casualmente EROI

 

 

 

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Sono tre giorni che viaggiate per il Giappone. Nel vostro girare per il paese siete giunti, in un caldo e afoso pomeriggio, a Osaka. Girate un po' per la città, il centro commerciale, vi perdete un paio di volte nella metropolitana e verso sera vi recate a visitare il castello della città.

Purtroppo quando arrivate le visite al castello sono chiuse, ne approfittate quindi per ammirare il giardino presente quando alcuni rumori secchi accompagnati da altrettanti secche grida attirano al vostra attenzione verso un basso edifico presente nell'immensa corte del castello. Incuriositi vi avvicinate ad una finestra e spiate dentro, scoprendo che si tratta di un dojo di kendo e al suo interno gli allievi si stanno allenando.

Siete assorti in quello che vedete che non vi accorgete di quattro figure che, silenziosamente, si avvicinano a voi.

Maniaci!! - Esclama improvvisamente una voce femminile alle vostre spalle – Mayu, chiama la polizia!

Speravate di guardare negli spogliatoi, vero? - Aggiunge un'altra voce femminile.

Vi girate e vi trovate faccia a faccia con quattro ragazze.

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Takeko Moriyama

Ho conosciuto Turid all'Inferno Metal Festival dello scorso anno in Norvegia. Lei aveva desiderio di visitare il Giappone sin da prima d'incontrarsi e per questa ragione l'ho invitata da me. Le ho fatto da Cicerone facendole visitare i posti piu' importanti, insieme ad un paio di amici che si sono aggregati. 

Il castello principale era chiuso, non avendo considerato l'orario, ripromettendoci di visitarlo in mattinata. Passeggiavamo lungo il suo immenso atrio interno ed udiamo dei colpi sordi accompagnati da delle urla provenire da un edificio interno. Ci affacciamo perche' incuriositi e troviamo che dei giovani si alleano al Kendo Dojo spiego ai miei amici. 

Senza dare pensiero ci troviamo alle spalle quattro giovani che vogliono chiamare la polizia. 

Salve, due dei miei compagni provengono dall' Europa, e sono stata io ad avvicinarmi alla finestra credendo fosse un'esibizione pubblica. Dopotutto non pensavo che nella corte di un castello, il quale e' sempre affollato da turisti, potesse esservi una palestra.

Le nostre scuse. Non e' necessario chiamare la polizia, non e' successo nulla dopotutto. faccio un inchino, E poi faccio segno ch'e' meglio cambiare aria.

 

Takeko Moriyama 

Spoiler

E' una fotografa che lavora per un'agenzia di pubblicita'. E' giovane e graziosa, sicura delle sue potenzialita' creative e del successo che investirla quando verra' pubblicato un suo progetto fotografico che sta eseguendo sugli Hikikomori (fenomeno che colpisce i giovani che non vogliono uscire mai di casa, frequente in Giappone). Ha avuto un'ottima educazione non dando mai problemi ai suoi genitori. Veste casual, occhi neri, e capelli dello stesso colore lunghi, spesse volte legati a coda. Non va mai in giro senza la sua fotocamera Pentax.

Foto

Spoiler

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Edited by Albedo
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Ettore Proietti

Da molti mesi ormai stabile a Tokyo e da quasi altrettanti nel duro mondo della ristorazione nipponica, finalmente ottengo un meritata vacanza. Decido così assieme a due amici giapponesi Takeko-san e Daichi-kun, conosciuti prima online e poi di persona al ristorante dove lavoro, e una conoscente scandinava di Takeko di fare un bel viaggio.

La prima tappa è Osaka e nonostante l'ormai quasi totale abitudine alle fitte gallerie sotterranee di Tokyo e la guida di due 'indigeni', tra una chiacchierata e l'altra, un tentativo di comprendere qualche kanji a me sconosciuto (troppi ce ne sono) giungiamo al castello in ritardo per le visite.

Passeggiando veniamo attratti da inconfondibili rumori di bokken, decidiamo quindi di avvicinarci per seguire i tardi allenamenti di alcuni kendooka. Completamente preso dall'allenamento e dai movimenti dei praticanti non mi accorgo che altri allievi ci sorprendono.

Faccio eco alle parole di Takeko chiedendo subito scusa, per aver forse invaso la privacy dei praticanti, che però sono totalmente fuori strada sulle nostre intenzioni.
"Scusateci anche da parte mia. Sono un appassionato di arti marziali anche se la via della spada non l'ho mai praticata con costanza ma di certo mi incuriosisce più di uno spogliatoio." dico sfoderando un nihongo più che degno.

____________________________________

Un ragazzone di quasi un metro e novanta, ben piazzato. Grande volontà e fisico da atleta. Cresciuto con la passione della cucina in una famiglia normale. Dopo essere uscito dalla scuola alberghiera ha intrapreso subito la carriera da cuoco lavorando sodo e spostandosi nei vari continenti. Alla fine, anche per unire mestiere e passioni si è recato in Giappone, sua meta prediletta per approfondire le sue conoscenze. Grazie a dei contatti costruiti nella capitale italiana è riuscito a ottenere un posto in un ristorante di Ebisu, a Tokyo. Per ora lo hanno messo a cucinare esclusivamente piatti mediterranei ma è volenteroso di imparare molto di più.

Spoiler

Domani edito con descrizione, ora solo foto
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Edited by Landar
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Turid Berg

Sono giunta da pochi giorni ad Osaka e ho già incontrato i miei amici, alcuni conosciuti online, altri in diverse circostanze. E' stata Takeko ad invitarmi: l'ho incontrata ad un concerto nella mia Norvegia ed è stato assurdo trovare una nipponica in quella marea vichinga. Beh, ora è il contrario per me. Questa terra è pregna di una cultura che non muore mai, non come dalle mie parti in cui sembriamo quasi aver dimenticato le nostre tradizioni. Qui c'è della storia persino nel modo in cui ti servono il thè, o nelle cose più semplici a cui nessuno, altrimenti, farebbe caso. E' quasi...magico, per certi versi. Conosco poco o nulla delle loro usanze, per questo qualsiasi cosa per me è nuova ed estremamente affascinante, degna di infinito rispetto.

Siamo uno strano gruppo. Due giapponesi, un italiano e una norvegese, sembra quasi l'inizio di una barzelletta. Abbiamo girato già tanto, ma ho intenzione di vedere tutto, per questo ci rimango davvero male quando, giunti al castello di Osaka, troviamo i cancelli chiusi. Le mie proteste valgono meno di zero perché qui in Giappone una regola è una regola e va rispettata. Iniziamo perciò a passeggiare nel giardino quando dei rumori e delle grida catturano la nostra attenzione. Non fatichiamo molto a scoprire un dojo in cui si stanno allenando nell'arte del kendo, un'arte marziale giapponese che prevede l'uso di bastoni. Prima ancora che io possa fare domande sulla storia di tale disciplina, delle voci ci sorprendono da dietro le spalle. Che? Nono! sfodero uno dei miei consueti sorrisi facendo eco alle parole dei miei compagni. Volevamo vedere il castello, ci tenevamo tanto, ma siamo arrivati tardi ed abbiamo iniziato a girare qui intorno. Sono state le urla ad attirarci. come solito inizio a parlare e a prendermi confidenza. E' comunque spettacolare vedervi combattere, vi ammiro molto. Di certo non era mia intenzione spiare nei vostri spogliatoi. Né la loro, di sicuro. Come ha già detto la mia amica Takeko siamo dei semplici turisti e non avremmo mai pensato di trovare una palestra nella corte di un castello. E' affascinante anche questo, in fin dei conti! sorrido di nuovo, puntando i miei occhi chiari su ognuno di loro.

descrizione

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Turid di solito non passa inosservata per il suo aspetto. E' un connubio perfetto tra dolci lineamenti e trucco pesante, caratteristiche che si sposano alla grande su di un volto vagamente ovale e dai classici lineamenti nordici. Gli occhi chiari come un cielo privo di nubi si scontrano e si mescolano con la matita nera che li esalta, mentre le labbra carnose, rosate, lasciate libere dal rossetto, spuntano e sbocciano come petali di un fiore. Nonostante ciò, comunque, sono i piercing al naso a catturare gli occhi dell'oservatore: un septum decorato da diverse palline metalliche ed un nostril alla narice sinistra decorano il naso leggermente all'insù. Indossa abiti prevalentemente scuri e predilige le gonne ai pantaloni, con le gambe coperte quasi sempre da calze scure, sovente strappate su più punti. Non oggi: il caldo afoso, per una ragazza del nord, è decisamente insopportabile.

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Daichi Takeda

Finora il viaggio a Osaka era andato decisamente bene. Una città con così tanta  storia era un gradito cambiamento dalle industrie di Nagoya, e la compagnia dei miei amici rendeva il tutto migliore. Certo, anche solo pochi anni prima non avrei mai pensato che sarei finito a Osaka a divertirmi con  due gaijin, ma Turid e Enrico si sono rivelati ottimi compagni di viaggio. Takeko aveva un vero talento per conoscere le persone più interessanti. D' altra parte era stata lei ad approcciarmi e introdurmi al mondo della musica metal, qualcosa per cui gli saro' sempre grato.

Quando arriviamo al castello sono un po' deluso dal constatare che oggi non avremmo potuto vederlo, ma in fondo a Osaka non sarebbero certo mancate le attività da fare.E infatti vediamo subito dei kendoka allenarsi vicino al castello. Ricordo ancora quando i miei genitori provarono ad avvicinarmi alle arti marziali per "insegnarmi la disciplina". Ovviamente con scarso successo.

Rimango sorpreso pero' da quelle strane ragazze. Uao...alla faccia del saltare subito alle conclusioni. Eravamo semplicemente incuriositi dalle grida, non ci aspettavamo una palestra di arti marziali così vicino al castello. E non ci aspettavamo di certo qualcosa di privato in una stanza con la finestra che affaccia sulla strada. Dico alquanto indispettito. 

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Un bel ragazzo, dal fisico esile e con i vestiti di quel casual costoso che implicano ricchezza ma senza la formalità che i suoi genitori vorrebbero da lui.Guarda il mondo con costante curiosità. ma raramente perde la sua espressione di lieve preoccupazione, come se non fosse mai capace di rilassarsi completamente.

 

Edited by Theraimbownerd

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Le quattro ragazze si guardano rapidamente l'un l'altra, poi divenendo all'unisono rosse in viso si prodigano in inchini.

Cosa avete combinato voi quattro? Domanda una quinta ragazza.

Le quattro rapidamente spiegano mentre la nuova giunta diviene sempre più rossa.

ScusateScusate! Esclama poi con continui inchini ed invitando le amiche a fare altrettanto Per farci perdonare vi invitiamo a cena a nostre spese. Conoscete i takoyaki? E' un piatto tipico di qui: polpette di polpo molto gustose – Continui poi una delle quattro. E permetteteci di presentarci. Io sono Ai, le mie amiche sono Mayu, Nagisa, Yuuna e Miyuki.

Piacere – esclamano le altre quattro all'unisono facendo un lieve inchino.

Così con cinque nuove conoscenze uscite dal castello e vi avviate fra il dedalo di vie di Osaka. Chiacchierando del più e del meno giungete in una via affollatissima illuminata da centinaia di insegne luminose. Le ragazze vi accompagnano verso uno stretto edificio.

 Il locale dove vogliamo portarvi è al quarto piano – Spiega Nagisa.

La serata passa in allegria, parlate un po’ di tutto nonostante qualche limite dovuto alla lingua, ma, in un modo o nell’altro riuscite a comunicare abbastanza bene. Al termine della cena le ragazze vi invitano a fare quattro passi per la città per bere insieme ancora qualche birra. La serata passa quindi rapida e piacevole e infine vi salutate e vi separate.

Dopo una decina di minuti vi accorgete di aver sbagliato strada e tornate sui vostri passi, nel dedalo delle vie della città notate, in un vicolo poco illuminato qualcosa. Vi fermate per osservare meglio e notate che le vostre nuove amiche sembrano avere dei problemi: quattro ragazzi visibilmente ubriachi le stanno importunando. Le cinque ragazze sono letteralmente con le spalle al muro, strette fra loro, le braccia chiuse al petto rivolte verso l’alto e le teste chine verso il basso.

Edited by Albedo

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Turid Berg

Chiusa una porta si apre un portone. Solo che stavolta la porta ha le sembianze dei cancelli del castello di Osaka mentre il portone...il portone è un ristorante in cui abbiamo mangiato di tutto e molto bene. Le cinque ragazze, per scusarsi di quanto avvenuto, ci hanno invitato a spese loro e ci hanno fatto passare un'ottima serata. Sono curiosa di sapere cosa ne pensa Ettore del cibo, visto che lui è uno chef italiano. La migliore cucina del mondo, quella dello Stivale, dicono, ma io non l'ho mai provata. Parliamo di tutto ed utilizzo il tempo con loro per parlare delle tradizioni nipponiche e raccontare delle mie. E' uno scambio culturale, in fin dei conti. Quando ci alziamo dalla tavola sono veramente soddisfatta della serata. Continuiamo a camminare in giro per la città ancora per un pò prima di congedarci dalle nuove amicizie e ritornare sui nostri passi.

Dopo aver sbagliato strada e ritrovato la via maestra, ci accorgiamo di qualcosa in un vicolo. Sono le nostre nuove conoscenze che sembrano aver qualche problema con quattro ragazzi ubriachi. Ma...non sapevano combattere? domando un pò tra me e un pò agli altri. Mi viene istintivo fare un passo in avanti, e non so proprio perché ma faccio di tutto per attirare l'attenzione dei balordi. Hey voi! Teppistelli da quattro soldi! lo urlo e nemmeno troppo amichevolmente. Vi conviene alzare i tacchi ed andarvene se non volete passare un brutto quarto d'ora! ma che diamine sto facendo? Lo dico pure abbastanza in cagnesco, ricordandomi un attimo dopo che da piccola ho preso lezioni di danza come mia madre, non lezioni di pugilato come mio padre! Mi volto verso il cuoco, so che lui pratica qualche arte marziale. Vai Ettore. Pensaci tu. gli sussurro sorridendo amara. Intanto inizio a guardarmi intorno...sia mai che io possa trovare qualcosa a terra con il quale difendermi alla meglio.

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Non so se possiamo utilizzare le nostre abilità segnate in scheda. In tal caso intimidire +8 e percezione 0. Un ladro con 0 in perception non s'è mai visto ahaha se me lo consenti vorrei sacrificare 1 punto ferita della classe preferita per aggiungere 1 a perception. Se me lo consenti ho +4, altrimenti va bene anche 0 😄

 

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Daichi Takeda.

Rimango a dir poco perplesso dal rapido cambiamento delle 4 ragazze. Prima ci accusano di essere maniaci e adesso ci vogliono portare in giro per la città? Mah,  certo che queste ragazze  sono strane... Nonostante questo pero' la serata passa in maniera decisamente piacevole e quasi mi dimentico del bizzarro  motivo del nostro incontro. Alla fine si sono rivelate ragazze simpatiche ed è questo l'importante.

Purtroppo la conclusione non è altrettanto piacevole. A quanto pare neanche le strade di Osaka sono al sicuro dai balordi. Rimango pero' decisamente sorpreso dalla reazione di Turid, attirare su di noi le loro attenzioni mi sembra alquanto pericoloso. Per questo arretro, provando a nascondermi dietro la robusta corporatura di Ettore mentre prendo il cellulare in mano e digito il 110. Rispondete rispondete... Penso mentre osservo la situazione sperando che non degeneri troppo prima che una volante possa intervenire.

 

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Ettore Proietti

Il repentino cambiamento delle ragazze mi spiazza in qualche modo. Non mi sarei mai aspettato un intervento, per altro ingiustificato, di alcune ragazze verso un gruppo con degli stranieri e ancor di più l'invito a cena.

La serata scorre piacevolmente, anche il cibo è ottimo. Adoro i takoyaki e li divoro ancora bollenti come dovrebbero essere mangiati. Poi di mia spontanea volontà insisto per ricambiare subito l'offerta facendoci servire anche un paio di okonomiyaki. Approfitto del servizio dicendo di sapere che solitamente nell'ambiente questo piatto viene chiamato 'pizza di Osaka' e raccontando alle nuove 'amiche' cosa faccio. Il mio sguardo si ferma forse inconsciamente spesso su Yuuna ma quando mi rendo conto che forse le genero imbarazzo allento 'la presa' mostrandole la mia pagina instagram dove fotografo e racconto i miei piatti e i miei viaggi e proponendo di scambiare i contatti se anche lei usa l'applicazione.
Infine ci salutiamo, certo come prima serata a Osaka alla fine non è stata affatto male.

Tornando in hotel, incredibilmente ci perdiamo ancora una volta. Giriamo a vuoto per poi tornare sui nostri passi e incrociare di nuovo le cinque amiche, questa volta però in pessima compagnia. Faccio per fare un paio di passi avanti e alzare la voce quando Turid presa da un furore forse tutto scandinavo mi precede... solo per poi guardarmi e dirmi di risolvere la situazione.
"Ah beh certo..." sospiro guardando verso l'alto mentre Daichi si nasconde dietro di me 'Fantastico'

"Allora ragazzi." dico in giapponese cercando i termini più duri che ho imparato "Lasciate in pace le nostre amiche o sarò costretto a mettere in pratica le parole della valchiria qui accanto a me." che probabilmente nemmeno hanno capito (se ha parlato in inglese). Tanto per sembrare un po' più minaccioso mi avvicino qualche altro passo mostrando la mia stazza sperando temano uno straniero più di quanto solitamente non facciano nei film. Da quel poco che ho imparato in questi mesi in Giappone però c'è da dire che difficilmente gli ubriachi sono molesti e se richiamati scappano con la coda tra le gambe. Quindi se uno più uno fa due, essendo questi quattro stolti pure molesti, non scapperanno.

 

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Takeko Moriyama

Le agguerrite ragazze vengono prontamente riprese da una loro compagna giunta provvidenzialmente a farle ragionare. Quest'ultima, che risponde al nome di Ai, si scusa umilmente dell'inconveniente eseguendo degli inchini che quasi arrivano a toccar terra, invitando le atlete a fare altrettanto. I visi si distendono e l'atmosfera torna a farsi rilassata e per dimostrare ulteriormente di voler riparare all'inconveniente,  Ai ci esorta a seguirle ad un ristorante.

Allo Spiega Nagisa mangiamo i tradizionali takoyaki ed altre prelibatezze della cucina locale, fino a saziarci. Si sa di fronte ad una tavola imbandita si fa presto a fare amicizia e qui la compagnia si ritrova in stimolante sintonia,  tanto d'avere piu' punti in comune di quelli che non sembravano esserci appena incontrati. Usciti dal locale ne entriamo poco dopo in un altro per bere della birra. I ragazzi sembrano davvero i galli di un pollaio. Sono loro i mattatori della serata e pare che si sfidino a mettersi in evidenza visto che sono contornati da ben sette ragazze.

Dopo esserci scambiati i contatti, ci dividiamo dalle nuove compagne giurandoci di ritrovarci a far baldoria qualche altra serata appresso. Sara' stata la stanchezza o la birra cui non sono abituata che guidando il mio gruppo verso casa, mi perdo tra i vicoli della citta' vecchia di Osaka. Eh per fortuna che dovevo conoscerla come le mie tasche Colpa mia, colpa mia dico... alzando la mano per scusarmi, andiamo di qua a destra ne sono certa

Svoltiamo in una viuzza poco illuminata e incontriamo nuovamente Ai col suo gruppo importunate da ragazzacci. Tra i nostri due uomini Ettore sembra il piu' risoluto mentre Daichi dimostra un po' di strizza. Hey voi? facile prendersela con quattro ragazze, non e' vero? Guardate che siamo in 9 contro 4... non so quanto vi convenga mandare avanti la questione... comunque le autorita' arriveranno a momenti, abbiamo gia' una chiamata in corso, vi avverto... dico forte e chiaro, rimarcando quanto detto poc'anzi da Turid ed Ettore.

Edited by Albedo

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@Daichi

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Appena finisci di comporre il numero della polizia il tuo telefono si spegne: batteria esaurita

I quattro ubriachi, sentendo le vostre voci si danno alla fuga cadendo un paio di volte durante la loro "coraggiosa" corsa. Per un attimo rimanete ad osservare i fuggitivi quando le voci delle ragazze richiamano al vostra attenzione

Grazie mille, ci avete salvate. Per ringraziarvi domani vi faremo da guida Esclama Mayu

Anzi, vi invitiamo in un posto che siamo sicure vi piacerà, staremo via un paio di giorni se non è un problema Aggiunge Ai

Verremo a prendervi al vostro albergo alle otto in punto! Specifica Yuuna

Mettete vestiti comodi perché ci sarà da viaggiar e un po' e cambieremo più volte mezzo Suggerisce Nagisa

Tutto a spese nostre Conclude Miyuki

Ci state? Domandano infine tutte e cinque in coro

@hugin

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nessun problema per la modifica

 

 

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Ettore Proietti

"Ecco!!" alla fine come sospettavo ma non speravo i ragazzacci se ne scappano impauriti forse dalla rigidezza dei toni di Turid o chissà dalla mia minaccia. Li seguo con lo sguardo indicandoli con l'indice come a dir loro di non farsi più rivedere seppur dubito questi gesti siano comprensibili in Giappone.

"Da maniaci a salvatori il passo è breve" dico facendo riferimento all'accusa di qualche ora fa "E sarà facile anche trovare vestiti adatti per questa scampagnata." accetto subito voltandomi per guardare gli altri tre e facendo capire loro che io non mi tirerò indietro nonostante le notti pagate in albergo.

"Alle otto, puntualissimi." confermo guardando Yuuna un po' più intensamente.

 

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Takeko Moriyama

Fanno i leoni e poi scappano come pecorelle impaurite... Guardali li' che cascano come sacchi... che imbecill_i.

Ci avviciniamo alle ragazze ... ed allora come state? vi hanno fatto nulla?... spero solo un po' di paura. Felice di rivedervi sane e salve. Do loro un caloroso abbraccio. Queste effusioni e scambi di battute non fanno altro che consolidare la nostra amicizia. La novita' viene da loro, e ci raccontano della gita a sorpresa dell'indomani mattina per ringraziarci del loro "salvataggio".

Guardo i miei compagni ci andiamo giusto? Ai toglici qualche curiosita' dov'e' questo posto? come si chiama?... io sono della zona forse ci sono anche stata.

Comunque non mancheremo.

 

@Tutti

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Ho inserito la parola imbecill_i e me la salva come stolti, non capivo cosa succedeva? 😄 allora ho messo l'underscore.

Provate anche voi.

 

 

Edited by Blues

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Daichi

Kuso! Purtroppo il mio cellulare è modernissimo, super costoso e ultimo modello, il che significa ovviamente che la sua batteria si suicida dopo poche ore di funzionamento. Il che è un problema quando provi a chiamare la polizia nel bel mezzo della notte. Per fortuna questi ubriachi sembrano mancare di coraggio, e bastiamo noi a metterli in fuga. E le ragazze non sembrano essere ferite o particolarmente agitate. Non più del solito almeno.

Mah, perché no, se conoscete un posto interessante sarà un piacere farvi compagnia. Dico alle ragazze, pregustando già questo gradito fuori-programma.

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Turid Berg

I quattro ubriachi se ne vanno, chissà magari li ho spaventati con i miei modi...o forse è stata la mole di Ettore a farli fuggire con la coda tra le gambe. L'importante è che state bene ragazze, non serve ringraziarci! Sono sicura che voi avreste fatto lo stesso con noi. sorrido. Ed è ovvio che accetto! Voglio conoscere tutto della vostra terra...anzi vi dirò...sono abbastanza curiosa e non vedo l'ora sia già domani! poi mi volto verso Ettore e lo osservo guardareYuuna più intensamente delle altre. Gli do una pacca sulla spalla sorridendogli da amica. E bravo. e gli strizzo un occhio. Certo che ci andiamo! confermo infine per l'ennesima volta a Takeko. Chissà quante belle foto potrai scattare!

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Andremo nella prefettura di Wakayama! Annuncia entusiasta Nagisa.

E’ mattina e puntuali uscite dall’albergo trovando le vostre guide ad attendervi. Dopo i saluti iniziali prendete la metropolitana e vi dirigete verso una stazione ferroviaria, qui salite su un treno locale che vi porta fuori dalla città, verso le montagne di Wakayama. Durante il percorso consumate i vostri bento comprati alla stazione di partenza. Giunti in un piccolo paesino cambiate nuovamente treno passando su un piccolo trenino che si inerpica per la montagna lungo un percorso completamente immerso nella foresta. Giungete infine alla fermata finale, ma non alla fine del vostro viaggio, dove prendete una funicolare ancora più ripida del treno precedente che in alcuni minuti vi porta alla stazione di arrivo: una sorta di piazza/parcheggio per autobus in mezzo al nulla. Le vostre guide vi esortano a salire su di un autobus che parte poco dopo lungo una stretta via di montagna composta da curve, controcurve e tornanti. L’autista ha una guida un po’ sportiva per i vostri gusti, e soprattutto pare adori passare con le ruote sul limite del baratro sottostante. Finalmente, e soprattutto prima che qualcuno di voi dia di stomaco, arrivate a destinazione… o almeno così vi dicono le ragazze.

Benvenuti a Koyasan! Uno dei luoghi più suggestivi del paese, un antico villaggio segreto di monaci, a tutt’oggi è composto quasi solo da templi, la sua principale attrazione sono i templi e il cimitero!  Vi spiega brevemente ma entusiasticamente Nagisa.

Soggiorneremo in un tempio – spiega Mayu – dove potremo dormire, mangiare vegetariano e fare un bel bagno alle terme.

Scesi dall’autobus seguite le ragazze verso un tempio. Esternamente vedete solo un alto muro bianco, ma oltrepassato il cancello vi trovate innanzi a un basso edifico chiaro dal tetto in legno scuro e tegole blu connesso ad altri edifici da dei corridoi le cui pareti sono finestre scorrevoli. All’ingresso vi è una grande scarpiera con alcuni posti occupati da scarpe, qui, deponete le vostre ed entrate nell’edificio giungendo a un bancone in legno con dietro un monaco. Ai parla con il monaco e questi, sorridendo vi accompagna lungo un corridoio in legno cigolante fino ad una grande stanza vuota, fatta eccezione per un bonsai in un angolo.

Dormiremo qui – Spiega Mayu – I bagni sono in fondo al corridoio. Ora andiamo a rilassarci nell'onsen del tempio che si trovano in un altro padiglione, quando torneremo troveremo la cena ad aspettarci…. e domani andremo a vedere il cimitero. Asciugamani, yukata e quant'altro sono disponibili negli spogliatoi, quindi non dobbiamo prendere nulla con noi.

Edited by Albedo

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Ettore Proietti

Puntuale come un orologio svizzero, altro che italiano, mi faccio trovare alla reception dell'albergo. Saluto più o meno calorosamente, dipende da quanto mi permettono di fare l'italiano e chi delle ragazze saluto ovviamente.

Ho sempre desiderato visitare questo posto. La funicolare genera entusiasmo che traspare dal mio sguardo perso nel panorama fino a quando alberi e montagne non lo nascondono. Reggo tranquillamente il viaggio in autobus, lo stomaco seppur pieno è solido.

Curiosissimo di assaggiare le crudità e la cucina vegetariana dei monaci annuisco verso Mayu, ripetendo 'hai' e mostrando di aver capito e che sono pronto a 'esplorare'. 

Il tempio è splendido, certamente loro hanno accesso a posti dove dormire e mangiare che sono difficilmente pensabili per un turista. Ascolto ancora Mayu e certamente il momento del bagno sarà meno divertente ma con Daichi-kun avremo modo di analizzare un ipotetico piano di attacco. Debbo ammettere che Yuuna la trovo davvero interessante e se desidero affermarmi in qualche modo tra i cuochi stranieri in Giappone non posso non fermarmi qualche tempo a Osaka.

"Immagino la cena sarà molto presto. Per regolarmi." sorrido.

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Adoro la prefettura di Wakayama e Kayosan

 

Edited by Landar

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Takeko Moriyama

Il mattino appresso, come concordato ci facciamo trovare pronti dalle guide, le quali dopo un breve utilizzo dei mezzi locali, ci conducono per la meta stabilita: la provincia di Wakayama. 

Il tragitto dura diverse ore, e pur conoscendo il territorio, per me e' comunque la prima volta che visito questo palazzo. Come i nostri compagni europei, sono incollata ai finestrini della funivia a godermi lo scenario che si inerpica lungo i pendii dell'altura. La valle verde, in basso, nonostante la vista mozzafiato, ci fa sentire protetti e sicuri, e non perdo occasione per scattare qualche foto.

Il tempio e' maestoso. Ad attenderci troviamo un monaco il quale ci scortata in un salone dov'e' presente solo un bonsai: dopo aver riposto le scarpe come consuetudine nell'anticamera.

Esausta mi siedo perche' ho un leggero dolore alle caviglie, mentre gli altri parlano del bagno e la successiva cena.

Edited by Blues

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Turid Berg

La mattina seguente ci riuniamo alle nostre compagne come stabilito la sera prima. Partiamo alla volta della prefettura di Wakayama e sebbene il viaggio sia un pò a scossoni, devo ammettere che l'arrivo è persino meglio di come me lo immaginavo. Il luogo è silenzioso, intriso di magia, e tutti i templi conferiscono all'abiente un'atmosfera praticamente sacra. La tradizione, qui, è tangibile: chissà quante leggende, quante storie, quanti racconti prenderanno vita tra le sale dei vari templi disseminati nel villaggio. Ed io ovviamente sono curiosa, per questo voglio sapere tutto. Per l'occasione, come consigliato dalle nostre nuove amiche, mi sono messa pure comoda: ho indossato un paio di scarpe da tennis come quando ero ragazzina, ormai ero praticamente sempre abituata agli anfibi, e una gonnellina fresca, oltre ad un cappello con visiera per proteggermi dal sole.

Infine entriamo in un tempio e come di consueto ci togliamo le scarpe. Per rispetto tolgo anche il berretto, poiinizio a roteare gli occhi in ogni direzione, lasciandomi un "ohhhhh" di sorpresa a vedere il bonsai. Non ne avevo mai visto uno, dal vivo. Mi ricorda quello del maestro Myiagi, su Karate kid! trattengo una risata portando una mano alle labbra, quindi il mio sguardo vola in direzione di Mayu. Alle sue parole i miei occhi si illuminano. Onsen? Se non sbaglio sono le terme! Consideratemi una di voi! faccio un passo in avanti già super emozionata per quell'occasione. Takeko, tu che fai, non vieni? E voi due...indico i maschietti con il dito a mezz'aria. Non sbirciate mentre ci cambiamo! una linguaccia e un occhiolino, so già che non lo faranno...forse.

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Daichi Takeda

Quando scendo dall' autobus sono ancora un po' scombussolato. Non sono esattamente abituato a mezzi di trasporto così...rustici, ma almeno la destinazione ne vale sicuramente la pena. Al contrario dei miei genitori non sono mai stato una persona particolarmente spirituale, ma anche io devo ammettere che la prospettiva di osservare da vicino questo luogo così pregno di storia è sicuramente allettante. 

Quando le ragazze parlano di Onsen poi, non posso fare a meno di sorridere. Rilassarsi in un bel bagno caldo insieme ai miei amici sarà un bel modo di passare il pomeriggio. E farsi il bagno con Ettore in particolare avrebbe fornito tutto un' altro tipo di "piacevole panorama" da osservare.

Sorrido alle parole della mia amica: Beh Turid, considera che gli Onsen più tradizionali prevedono bagni misti e questa mi sembra una zona dove la tradizione la prendono sul serio...Dico, con un tono scherzoso. Per quanto I bagni misti siano una possibilità, non sono più la norma da quasi un secolo. Nessun motivo per dirlo a Turid pero'.

 

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