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Cinque tra i Mostri più Strani della 3E

Articolo di J.R. Zambrano del 16 Gennaio
D&D 3E è stata molte cose per molte persone. Per molti è un sistema perfetto che si cercherà per sempre di emulare. Per altri è stato un aggiornamento voluto da tempo di AD&D e che ha rinvigorito un gioco che stava diventando un assortimento caotico di supplementi e manuali. In ogni caso ha sicuramente dato nuova vita a D&D e ha portato molta creatività. E strani mostri. Se pensavate che il Killmoulis fosse qualcosa di strano, date un'occhiata a questi cinque strani mostri di D&D 3E.
Mascella Ferrea

E se prendessimo un treant e lo rendessimo malvagio? E se sembrasse che sta complottando contro di voi?
Una Mascella Ferrea è una gigantesca pianta extraplanare che si sceglie un territorio di caccia e si finge un normale albero comune, forse un po' minaccioso, per poi risvegliarsi ed attaccare. E finché non apre gli occhi non potete sapere che è un albero malvagio che sta sicuramente complottando per rovesciare il regno. Ma quando si risveglia fate attenzione. Non solo attacca con violenza, ma infligge danni alla Costituzione e prende in lotta con somma cattiveria.
Custode

I Custodi sono strane creature aliene che possono piegare le loro giunture in tutte le direzioni, paiono avere una sorta di limitata mente alveare con i propri simili e indossano tutti "giacche di pelle nera e occhiali scuri per nascondere il fatto che queste creature non hanno occhi".
Per una qualche ragione queste creature viaggiano tra i piani per scoprire dei segreti. Ma una volta che hanno scoperto ciò che li interessa fanno in modo di assicurarsi che nessuno possa imparare le stesse cose. Cosa ancora più strana, è presente un'opzione per giocarli come PG (con un MdL di +3). Non hanno degli occhi ma la cosa non li ferma certo. Possono usare Vista Cieca per sopperire alla mancanza di occhi, possono scambiare corpo con ogni altro Custode vivente entro 150 metri e sono immuni a pressoché di tutto, per via della loro natura in parte da esterno in parte da costrutto. E contro ciò a cui non sono immuni hanno probabilmente delle resistenze.
Albero Piovra

Non so quale sia il rapporto tra D&D e gli alberi malvagi, ma sicuramente ne troviamo molti esempi. Gli Alberi Piovra sono chiamati così perché mettono radici vicino alle coste OPPURE NO e galleggiano come enormi banche di alghe sulla superficie dell'oceano, cosa che ovviamente consente loro di muoversi con le correnti. Sempre ovviamente questi vegetali hanno dei lunghi tentacoli e delle gigantesche fauci nascoste piene di denti con cui divorare le persone.
Ma sono anche incantatori incredibilmente potenti, che possono modellare il legno delle navi, invocare il fulmine, scacciare il legno (sentite, tutta la 3E era strana, è questo il segreto) e fare molte altre cose per poter affondare delle navi e divorare i marinai. E se state pensando che un Albero Piovra sia semplicemente una creatura che si finge un albero vi state sbagliando: sono decisamente vegetali, con tutti i benefici e i tratti conseguenti.
Nerra

I Nerra sembrano degli interessanti uomini specchio, ma quando leggete le storie su di loro sono essenzialmente: "Quando guardate in uno specchio in realtà non state vedendo della luce riflessa, ma in realtà tutti gli specchi sono dei portali che vi permettono di vedere nel Piano degli Specchi, che è una realtà parallela che esiste oltre alla nostra. E si chiama Piano degli Specchi perché tutto ha una superficie liscia e riflettente".
Inoltre quando parlano sembrano delle rocce che graffiano sul vetro. Hanno un gran numero di capacità speciali legate agli specchi e faranno in modo che il bardo che ha insistito per prendere frantumare si senta davvero felice, visto che sono vulnerabili ai danni sonori.
Predatore d'Acciaio

Non so se sia una genialata o una presa in giro, ma essenzialmente hanno preso un Alien e l'hanno chiamato Predator(e).
 
Ad ogni modo quello della 3E era un periodo davvero caotico.
Buone Avventure
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/01/dd-five-of-the-weirdest-monsters-from-3rd-edition.html
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La DC Comics pubblicherà un supplemento per D&D 5E

The Last God è il nuovissimo fumetto fantasy della DC Comics, pubblicato in USA sotto la divisione Black Label, etichetta che ha sostituito la Vertigo per le pubblicazioni con contenuti maturi. Scritto da Phillip Kennedy Johnson (Adventure time), illustrato dal nostrano Riccardo Federici (Aquaman) e con le copertine di Kai Carpenter (Books of Magic), questo fumetto ci parla di due generazioni di eroi, una che ha condannato il mondo, e l'altra che dovrà salvarlo.

Eccone la sinossi:
La DC Comics ha annunciato che rilascerà un supplemento per la 5a Edizione di Dungeons & Dragons dedicato a The Last God chiamato The Last God: Tales from the Book of Ages

The Last God: Tales from the Book of Ages sarà un supplemento di 40 pagine che verrà pubblicato in USA ad Aprile e renderà nel dettaglio la ricca storia di popoli, luoghi, scuole di magia e mostri di Cain Anuun, l'ambientazione di The Last God. Il libro conterrà razze giocabili, sottoclassi, oggetti magici e mostri realizzati da Dan Telfer, DM di Nerd Poker, assieme alle mappe realizzate dal cartografo Jared Blando.

Per una sua eventuale localizzazione in italiano dovremo aspettare la decisione di Panini, il nuovo editore della DC Comics in Italia.
Link agli articoli originali:
https://www.enworld.org/threads/dc-comics-publishing-dungeons-dragons-sourcebook.669725/
https://www.dccomics.com/comics/the-last-god-2019/the-last-god-1
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5 Avversari non Malvagi

Articolo di J.R. Zambrano del 09 Gennaio
I migliori antagonisti sono quelli inaspettati. Possono essere amici fidati o fratelli d'arme che vi tradiscono nel momento peggiore. Oppure qualcuno che è rimasto coinvolto in una grante tragedia e che ha deciso che nessuno dovrà soffrire qualcosa del genere, trovando come unica soluzione alla questione il diventare i dominatori del mondo.

Ma a volte i migliori cattivi di una storia non sono nemmeno dei cattivi, sono delle persone che sono nominalmente nello schieramento opposto a quello degli eroi, oppure che vogliono ottenere ciò che anche gli eroi cercano ma per delle ragioni non malvagie ma differenti. Potrebbero essere dei cacciatori di tesori che sono alla ricerca dello stesso bottino dei PG, oppure un potente druido che non permette agli umanoidi di entrare nella sua foresta, o ancora un paladino convinto che i PG siano fonte di distruzione e deciso a fermarli e a proteggere chi finirà in mezzo.
Ecco per voi cinque antagonisti non malvagi, ma comunque ottimi per contrastare degli "eroi" di ogni allineamento.
Il Paladino Protettore

Vir Othric è un paladino di un ordine dedito a difendere le persone più sfortunate del mondo. Solitamente i vari membri di questo ordine si dedicano a proteggere un singolo villaggio o città, e quando vi arrivano degli avventurieri tendono a tenerli d'occhio. Gli avventurieri spesso portano pericoli con sé per via delle loro azioni avventate. E, se i PG ignoreranno gli avvertimenti dati loro di lasciare in pace le rovine dove è sigillato un antico male, Othric potrebbe prendere provvedimenti contro di loro, per impedire loro di scatenare inavvertitamente un grande male sul villaggio.
Se Othirc combatte contro i giocatori cerca di farli svenire, non di ucciderli.
Il Difensore della Natura

Un'altra opzione è quella di un druido che protegge un boschetto di una bellezza ultraterrena. Lo fa tenendo lontana ogni traccia di civiltà e lasciando che la magia pura e grezza ne prenda possesso. Questo processo viene incoraggiato e protetto da Kethran Durillin, un druido del Circolo della Terra. Egli non permette agli umanoidi di mettere piede nel suo boschetto sacro e combatterà per proteggere gli animali della zona dalle azioni dei PG. Cose come fuochi non sorvegliati o uccidere gli animali del luogo attireranno l'ira di Durillin. La stessa cosa succederà se gli avventurieri si porranno in opposizione agli spiriti della natura.
Il Conquistatore

Bartholomeus Kel è un'eroe di grande fama di un'altra terra. Questo barbaro ha vagato per il mondo alla ricerca di fama, gloria e fortuna. E gli avventurieri hanno messo gli occhi su un tesoro a cui anche Bartholomeus è interessato (potrebbe essere una statua, un gioiello o un artefatto) nascosto in un profondo ed oscuro dungeon. Bartholomeous apparirà nei momenti meno opportuni per ostacolare i PG e ottenere lui il tesoro.
Il Ladro

Non c'è nulla che Lo Spettro non possa rubare. Dai gioielli della corona della regina, alla gemma dal maggior valore sentimentale del tesoro di un drago, Lo Spettro ha rubato tesori di ogni genere e forma, tutto per cercare di dimostrarsi il ladro più bravo del mondo. E quando gli avventurieri entrano in possesso di un oggetto che anche Lo Spettro desidera, la caccia ha inizio.
Il Duellante

Kilv vuole solo essere il più grande spadaccino del mondo. Kilv è alla costante ricerca di avversari di grande abilità e fama da affrontare per decidere chi è il migliore. Fino ad ora Kilv non ha mai perso uno scontro e, quando vede i PG portare a termine una grande impresa, sa che ha trovato la sua prossima sfida.
Provate ad usare uno di questi avversari la prossima volta che volete un'antagonista che non sia necessariamente malvagio, ma che abbia comunque le sue ragioni per osteggiare il gruppo.
Buone Avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/01/dd-five-villains-that-arent-evil.html
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Agganci per le Avventure: Buttarsi tra i Libri

Articolo di J.R. Zambrano del 07 Gennaio
I libri sono una parte importante del Fantasy. Che si parli di tomi antichi e voluminosi pieni di segreti proibiti, nefasti grimori che ospitano magie dimenticate, ornati volumi di conoscenza che descrivono i processi per creare potenti pozioni ed incantamenti esotici, o uno dei libri di Waughin Jarth, sono un elemento che rende qualsiasi ambientazione fantasy davvero viva.
Un libro dopo tutto è una rappresentazione fisica della conoscenza, come un libro degli incantesimi usato da un enigmatico mago, ma suggeriscono anche l'esistenza di una storia del mondo che va oltre la piccola finestra sulla quale i PG si affacciano. Guardate per esempio a come The Elder Scrolls usa le varie Biografie di Barenziah per mostrare che quello è un mondo con una storia da raccontare. Persino se non avete mai letto i libri nel gioco, cliccandoli via appena vi siete accorti che non aumentavano le vostre statistiche, essi trasmettono comunque l'idea di un mondo più ampio. La sola esistenza di qualche libro pesantemente rilegato è di grande aiuto per portare i giocatori dentro un altro mondo.

Ma piuttosto che lasciarli in background, abbiamo preparato un po' di agganci per avventure in modo da allettare qualsiasi avventuriero con sete di conoscenza, o che al massimo conosce un bibliotecario. Eccole qui!
Andare in biblioteca

È stata recentemente scoperta la biblioteca magica di un antico regno famoso per i suoi arcimaghi e le dicerie sui poteri nascosti al suo interno abbondano. Sta a voi decidere se i giocatori la raggiungeranno dopo un lungo ed arduo viaggio attraverso un deserto ostile o se ci finiranno attraverso un portale magico che li risucchia al suo interno quando aprono un libro misterioso. In ogni caso, si ritrovano dentro una biblioteca magica che sembra esistere al di fuori del tempo.
Quando entrano dentro la biblioteca il mondo intorno a loro cambia. Il paesaggio non è quello delle rovine del presente ma piuttosto un'immagine del passato. Anche se nessuna delle porte che conducono fuori dalla biblioteca sembra aprirsi, i giocatori possono viaggiare in altri mondi attraverso i libri, dato che alcuni di essi contengono portali magici verso semipiani isolati o spazi extradimensionali che mandano i giocatori in differenti parti della biblioteca labirinto...ma altri fanno comparire mostri che erano intrappolati al loro interno. I vostri giocatori riusciranno a trovare l'uscita della biblioteca? O finiranno (ri)legati ad essa per l'eternità come i libri sugli scaffali?
Il libro fatto della materia di cui sono fatti i sogni

L'assistente di un libraio si avvicina agli eroi, chiedendo la loro protezione. La libreria è appena entrata in possesso di un tomo incredibilmente raro che è detto conferisca un potere immenso alla persona che riesca a padroneggiare i suoi segreti. Quando i giocatori si recano sul posto, lo trovano messo a soqquadro e il proprietario li indirizza verso una cabala di cacciatori di tesori che hanno cercato il libro in ogni parte del mondo.
Questo libro è davvero il favoleggiato tesoro?...o è solo un'abile contraffazione? Sta a voi e ai vostri avventurieri scoprirlo.
Il Libro delle Ombre

Quando un Warlock perde il suo Libro delle Ombre, in città cominciano a succedere cose strane. L'avventura inizia quando le sedie della locanda prendono vita e cominciano ad attaccare gli avventori. Alcune prove di utilizzo di magia infernale spingono i giocatori a dare la caccia a un warlock, ma quando quest'ultimo viene messo alle strette spiega che il suo Libro delle Ombre è andato perduto e che non accetterà l'umiliazione di chiederne un altro al suo patrono infernale.
Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere a causa di un tomo di Magia Infernale a piede libero dentro una città? Se i giocatori non vogliono scoprirlo dovranno rintracciare il libro mentre passa di mano sfortunata in mano sfortunata, lasciando una scia di caos magico attraverso la città.
Questo significa guai

Per il proprio compleanno uno degli avventurieri riceve un regalo misterioso! Un libro di storie e poemi che chiaramente contiene qualche tipo di conoscenza segreta. Nessuna delle persone legate all'avventuriero, familiari o amici, ha fatto quel regalo, eppure, se i PG riusciranno a decifrare gli indizi nel libro, si troveranno sempre più coinvolti in un viaggio incentrato sulla scoperta di un mistero che qualcuno sembra avergli recapitato.
Quale misterioso potere si sta avvicinando loro tramite questo regalo? Quali segreti troveranno alla fine di questo cammino? Scopritelo in questo libro.
La scuola è finita

La locale Accademia di Magia si è vista rubare i suoi libri di testo magici, e la scuola non può iniziare fino a quando non saranno ritrovati. Mentre non sono necessariamente pericolosi di per sé, la loro mancanza terrà un sacco di maghi e streghe lontano dagli studi, la qual cosa porterà a delle bacchette in ozio, una cosa peggiore degli strumenti del diavolo stesso.
Per far ripartire le lezioni gli avventurieri dovranno trovare i libri mancanti o cominciare loro stessi ad insegnare a queste giovani menti avide di conoscenza.
Fateci sapere se userete qualcuno di questi agganci, e buone avventure!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/01/dd-adventure-hooks-hitting-the-books.html
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Il 2020 è l'anno giusto per sconfiggere il mostro della pianificazione

Articolo di J.R. Zambrano del 03 Gennaio
Quando ho iniziato a giocare il problema più complesso da affrontare era trovare le persone con cui giocare. All'epoca D&D non era ancora questo fenomeno di massa. La TSR era in declino e per giocare bisognava fare affidamento sul trovare un gruppo nella propria zona. Se volevate giocare dovevate letteralmente trovare dei giocatori. Così funzionava all'epoca.

Svariati anni ed edizioni dopo il problema da risolvere è trovare il tempo per giocare. Cosa che ha senso. La vita facile dei bambini, con la sua mancanza di responsabilità ed abbondanza di tempo libero, o persino i periodi strettamente impostati a livello di impegni delle superiori o dell'università permettevano di giocare facilmente. Si era in mezzo ad un gruppo di persone con cui stare a stretto contatto. Ti piacciono i GdR? Sei più per D&D, Vampiri, Shadowrun o che altro? Bene giochiamo assieme.
Ma questi momenti vengono man mano meno con le nuove pressanti responsabilità (lavoro, figli) e viene quasi voglia di dire che l'essere adulti non si sposa con il voler giocare. Eppure alcuni di questi problemi non paiono legati necessariamente a questioni di maturità o di essere adulti. Il mondo del lavoro si fa più pesante, con le persone che devono essere sempre pronte a mettersi sotto. I lavori part-time e a chiamata implicano che si è occupati in orari strani e variabili. Gli amici che conoscevate possono doversi trasferire (o magari tocca a voi) oppure la nascita di un nuovo amore potrebbe togliervi il tempo necessario. E tutto questo ci sta. Non è certo un malvagio piano dell'Uomo Calendario per rubarvi del tempo...

.....vero?
Ma questo non implica che l'obiettivo principale del nuovo anno per molti giocatori là fuori non sia proprio il mettersi a giocare di più. Voi volete giocare di più, io voglio giocare di più, quindi prendiamo esempio da Robin e sconfiggiamo assieme l'Uomo Calendario. No davvero, Robin ha sconfitto da solo l'Uomo Calendario quando quest'ultimo ha cercato di rapirlo per tendere una trappola a Batman. L'Uomo Calendario è un farabutto (anche nella versione reboot alla Hannibal degli anni '90) ed è giunto il momento di fargli vedere chi comanda qui. Come?
Trovate il vostro gruppo

Questa è probabilmente la cosa più difficile da portare a termine. Ma dovete trovare le persone giuste assieme a cui volete giocare. Potrebbero essere degli amici che conoscete da anni, potrebbero essere persone incontrate al negozio di giochi locale oppure online su una community di Discord. Perché aspettare. Siamo nel 2020 e viviamo in un'epoca in cui è più semplice che mai trovare delle persone con cui giocare. Chiedete alle persone con cui pensate di trovarvi bene riguardo al giocare assieme. Probabilmente avranno sentito anche solo parlare di D&D e, anche se così non fosse, oggi come oggi è più facile che mai spiegare a qualcuno cos'è il gioco di ruolo. Includete nel vostro gruppo qualche neofita.
Conoscere i propri impegni

Non vuole essere qualcosa di impertinente. Non dovrebbe essere difficile mantenere attiva una sessione settimanale, ma viviamo in un'epoca di bieco capitalismo e questo implica che il tempo è una delle risorse più preziose a nostra disposizione. E questo implica che dovete cercare di trovare la giusta soluzione per le vostre esigenze. Non impegnatevi con l'idea di una sessione a settimana quando quasi sempre appena arriva il Lunedì vi trovate sommersi di impegni. Per molte persone, me incluso, è già difficile gestire una sessione mensile. Ma diciamo che volete migliorare questo ritmo, puntare ad una sessione settimanale? Allora dovete impegnarvici. Cosa che ci porta al prossimo punto.
Conoscere il proprio obiettivo

Una volta che avete trovato le persone giuste e messo da parte il tempo necessario, dovete darvi un obiettivo. Magari può essere qualcosa di nebuloso come "gestire una campagna che va da livello 1 al 20, una saga epica", ma può sembrare difficile da portare a termine. Datevi degli obiettivi più piccoli e a breve termine. Magari semplicemente trovarsi con gli amici e giocare ad un'avventura già fatta. Qualcosa da portare a termine con poco sforzo, ma che non sia al di fuori delle possibilità immediate. Perché una volta che lo avrete fatto, una volta che avrete portato a termine questo primo obiettivo, potrete darvene un altro.
"Okay, siamo arrivati a livello 5, potremmo continuare a giocare con questo nuovo scenario"
Risulta facile calibrare le vostre necessità ed obiettivi di gruppo una volta che avete giocato un po'. Non posso sottolineare abbastanza quanto sia importante mantenere una comunicazione chiara e diretta con gli altri partecipanti. Ed ecco un altro consiglio: se volete mantenere le energie necessarie per mantenere attiva la sessione settimanale per un po', dovete abbassare le pressioni.
Sotto Pressione

Si tratta di un confine sottile da non superare. Se la pressione di fare le cose perfette è eccessiva è probabile che abbandonerete il progetto al primo ostacolo, come scusa per non dovervi più impegnare tanto. Ed è così che l'Uomo Calendario vince. Quindi non fatevi troppa pressione da soli, nessuno è perfetto. Neanche voi lo sarete. Ci saranno momenti in cui non sarete in forma o sarete davvero troppo impegnati perché la vostra vita sarà un inferno. Accettate la cosa, fatela vostra. Non pensate che sia un fallimento, ma una parte di un piano in atto. Tornerete in carreggiata la settimana successiva. Le abitudini sono legate alla ripetizione delle attività.
Impegnatevi ad Esserci

Essenzialmente siate presenti per giocare il più possibile. Pare semplice a dirsi, ma se lo fosse davvero staremmo tutti giocando a campagne decennali e i personaggi di alto livello sarebbero decisamente più comuni. Semplicemente impegnatevi ad esserci ogni settimana (o altro intervallo che usate). Se non potete esserci non è un grosso problema, ma cercate di farcela. E se anche il gruppo non riesce a riunirsi cercate di pensare a cosa potete fare comunque.
Nel mio gruppo di gioco giochiamo la sessione anche se mancano uno o due personaggi. Non ha sempre molto senso, ma, se non sapete bene cosa fare quando manca qualche giocatore, siate flessibili. Magari potete giocare ad una one-shot, magari ambientata in qualche altra parte del mondo. Potete giocare con dei PG diversi o provare dei giochi diversi come Ironsworn o iHunt. Oppure guardarvi dei film con gli amici, un ottimo modo per ricordare a tutti che se vi state trovando assieme è perché vi piacete e state bene assieme.
Nel migliore dei casi inizierete a giocare ad una campagna degna di storie e canzoni. Nel peggiore dei casi starete almeno in compagnia di amici con cui vi divertite. In entrambi i casi cercate di lasciarvi più spazio per voi stessi quest'anno. Spendiamo già una così gran parte della nostra vita a fare le cose che dobbiamo che spero che questo articolo possa aiutarvi almeno un po' a fare le cose che volete fare.
Buone avventure e buona fortuna per il 2020.
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/01/dd-2020-is-the-year-we-defeat-the-scheduling-monster.html
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Bellerofonte

Capitolo Zero: Fuggitivo

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Mmm lascio cadere il discorso, ho capito che non gli va giù di essere messo all'angolo; in compenso, mi godo finché dura il massaggio, ovunque corrano le mani ...adattarti? Davvero? Lo guardo rialzarsi, ma ai miei occhi sembra una ritirata, neanche troppo velata, quindi lo provoco Bene. Non ho proposte da fare. Solo occasioni da cogliere. Mi volto, tirando su il busto e poggiandomi sui gomiti Ora, io ho sonno. A quanto pare anche tu. Ma lo sguardo si fa malizioso mi è piaciuto ciò che ho avuto. Ne voglio ancora. Il problema è che, ad un certo punto, le occasioni cesseranno. Magari non del tutto, magari non subito. Ma succederà. Nei miei occhi azzurri si insinua del gelo, rendendo più seria la pur giocosa espressione che ho. Quindi, sei invitato a non sprecare occasioni. Rimarrei... delusa. Strofino  un piede contro la sua gamba, allargando impercettibilmente le cosce. Sorrido, mi volto e soffio sulla candela più vicino al letto. Avanti, a nanna. Per stanotte, hai già dato. O ho già avuto. Come preferisci. Dormiamoci su. Mi rilasso sul materasso, allungandomi e stiracchiandomi voluttuosamente, lasciandomi andare in uno sbadiglio cavernoso, gli occhi già chiusi E togliti i pantaloni, non mi piace dormire nuda con qualcuno vestito. Sorrido maliziosamente, più a me stessa che a lui, mentre un selvaggio e rabbioso coro di proteste mi esplode nel cervello.

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Continuo a guardare questa ragazza. Mi ritrovo in molti dei suoi modi di fare, per certi versi sembra una mia versione femminile, sfrontata, maliziosa, che sa quello che vuole e sopratutto non si fa scrupoli nell'ottenerlo. Sorrido ancora alle sue parole, oramai certo che questa battaglia per la supremazia difficilmente troverà un vincitore " Adattarsi è la chiave del successo, ma come farlo e sopratutto saperlo fare, è una dote di pochi... "

Ancora sotto di me, si volta, puntellandosi sui gomiti, tanto per non mettere in risalto il seno " Te l'ho già detto e te lo ripeto, mi piace il tuo modo di ragionare... ma se posso permettermi... e so che posso permettermelo, ti consiglierei la stessa cosa " nonostante il movimento fosse qualcosa di piccolo e appena accennato, il fatto che sia così bloccata sotto di me, mi permette di non lasciarmelo sfuggire.

Mi alzo, lasciandola libera di sistemarsi come meglio crede, mi tolgo i pantaloni ostentatamente di fronte a lei quindi torno a mia volta a sdraiarmi sul letto, facendola voltare di lato e sistemandomi dietro di lei " Mi piace farmi chiedere quello che ho già deciso di fare... " una zampa trova destinazione fra le sue gambe, ma è solo poggiata, un ultimo gesto di sfida prima di cercare di dormire almeno un po' questa notte.

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Sei strano la voce impastata fluttua lenta dalle mie labbra Cosa ti avrei chiesto? Rido sommessamente, spingendo il corpo ad aderire al suo. Lascio che con la mano esplori, non fosse per altro che per la sensazione di caldo liquido che veloce riaffiora nel momento in cui mi sfiora. Sorrido tra me e me, lasciando perdere la discussione: inutile ed inconcludente, palesemente perdente contro le azioni in corso. Rimango ad aspettare che il sonno prenda il sopravvento, ma non lo fa, allontanato da un pensiero sfuggente appena al di là della comprensione: notevolmente fastidioso, visto che per una volta il consesso di voci nella mia testa tace... che siano già andate a dormire tutte, proprio adesso che avrei bisogno di un minimo di acume? Rimugino ancora, ma il calore soffice che mi arriva alle spalle culla le preoccupazioni, contrastando la concentrazione. Meglio così, rossa una voce assonnata replica, palesemente ansiosa di farmi chiudere gli occhi. Sfilo la mano di Deneb dall'anfratto in cui l'ha nascosta e mi volto verso di lui: infilo a forza le gambe tra le sue, costringendolo a ruotare addosso a me; spingo la faccia contro al suo petto, alla ricerca del suo profumo; la mano gliela lascio andare dopo averla portata ad avvolgermi la schiena. Comincio a mugolare piano contro di lui, contenta della posizione sotto questa calda, soffice e profumata coperta con opzione fusa incorporata, anche se un pò pesante. Perché abbiamo preso due camere... quando ne bastava una? sussurro sconnessamente, ormai sulla soglia dell'oblio, nessuna mente dietro all'esercizio delle corde vocali. Infatti, il pensiero rimane stranamente rivolto al fatto che, tolta la mano di Deneb da dove l'ha infilata, adesso ne sento la mancanza; dopodiché si focalizza sulla mancanza di mani e braccia sufficienti: non sarebbe più comodo e normale averne cinque o sei, così che mentre un paio ti abbracciano, ne hai altre ad occuparsi di cose come spazzolarti i capelli e massaggiarti piedi e gambe? Questi maschi sono fatti proprio male. Di riflesso al pensiero, spingo il bacino contro quello del Tibbit, registrando un'impennata della temperatura, seguita dalla familiare sensazione di liquefazione della zona basso addominale e inguinale. Sorrido al petto del gatto, rettificando il pensiero: i maschi non sono fatti del tutto male... e questo ha anche una coda in più.

Edited by aykman

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Lascio che le ultime parole sconnesse di Elle si perdano nella mia pelliccia. Come dicevo prima, sta facendo esattamente quello che le va di fare, prendendoselo e basta. Sorrido a mia volta, abbracciandola si, ma non mancando di lasciare una delle due zampe sul suo sedere " Poco male " bofonchio a mia volta, apprezzando il calore del suo corpo che si espande anche sul mio.

Certo che le prime luci dell'alba mi avrebbero svegliato, lascio che il sonno mi accolga finalmente nel suo abbraccio, lasciandomi cullare dalle dolci sensazioni della serata.

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Il 21/10/2019 alle 17:04, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:00 || +361 giorni dalla partenza della Eurus Septima

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da Est, cielo terso

rvPca0W.jpg

La luce si infila tra le fessure delle finestre con un angolo incidente già molto pronunciato, sinonimo che avete trascorso a letto qualche ora extra della mattinata. A svegliarvi è il vociare che proviene fuori da quelle stesse finestre, i rumori di campanacci, di zoccoli, delle grida dei bambini che giocano per strada. La Taverna del Cigno è invece ancora abbastanza silenziosa, e fanno eccezione solo i passi pesanti di Barut che si muove operoso al piano inferiore.

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Sono sveglia, ma non apro gli occhi. Come una bambina, gioco a nascondermi nell'ombra, ultima vestigia della notte volata via. Spingo la testa più a fondo tra il pagliericcio e il petto di Deneb, negando il volto alla luce. Cerco di connettermi alla realtà con calma, senza fretta, dare un senso a ciò che provo: mi sento felice, rilassata e contenta come da tempo non succedeva, un senso vago di trionfo, di vittoria; il corpo stanco ha goduto appieno della notte di sonno, ma ancora non è al cento per cento, né perfettamente riposato; mi sento carica, pronta ad affrontare un'esercito, ma non incline a cominciare l'opera; strani punti dolenti, come le ginocchia e il collo, non giustificabili con la navigazione. Il pensiero va ad Incubo, e subito un senso di panico mi invade, un sentimento provato identico così poco tempo fa da sembrare al tempo stesso familiare  e terribile: nessun rollio, nessun beccheggio... non sono in mare! Nel panico, spalanco gli occhi e mi alzo a sedere, trattenendo a stento un grido e guardando confusa la stanza estranea. Un brivido mentre cerco a fatica ricordi di questo luogo, del come ci sono finita, del perché sono nuda a letto con... chi? Istintivamente, mi abbraccio cercando un riparto dai brividi e conforto dal terrore. Mentre i battiti del cuore cominciano a rallentare dalla corsa impazzita in cui si son lanciati, i pensieri pian piano si fanno meno confusi e più ordinati. Mi prendo tutto il tempo che mi serve per riordinare le idee, giustificando tutti i dolori e percependone di altri, come anche il senso di pace e felicità che avevo appena sveglia. Mi riallaccio a quella gioia, spazzando via i fastidi al solo pensiero, giustificandoli e accettandoli quale scotto per il piacere provato. Mi volto lentamente verso Deneb, pensando che il nome l'ho sempre saputo ma solo in questo momento l'ho ricordato. Scorro lenta lo sguardo sul suo corpo, il pelo setoso che copre i muscoli tonici a cui mi sono aggrappata la notte precedente. Con la mano, piano piano neanche avessi paura che mi scopra, accarezzo la gamba che mi pesa sopra, risalendo sulla coscia fino al gluteo. La sensazione di pelliccia calda e soffice si trasmette dalle mani al resto del corpo, dandomi una strana, calda felicità. Continuo a salire lungo il fianco, fino al braccio che mi avvolge le cosce, fermandomi a saggiarne la forza. Lo sguardo invece non si ferma e arriva al volto. L'espressione è rilassata, distesa, ma poco credibile: col balzo che ho fatto, devo averlo svegliato di sicuro, se già non lo fosse stato prima. Sorrido incurante, mi chino e lo bacio. Come buongiorno, può andare penso tra me e me, anche se altre voci nella mia mente rumoreggiano in favore di qualcosa di più attivo.

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Il sole irrompe nella stanza, anche se contrariamente a quanto pensavo non sono le prima luci dell'alba. Socchiudo leggermente gli occhi, tutto é come lo avevamo lasciato la sera precedente, solo l'acqua sul pavimento si é asciugata.

Elle é ancora accoccolata a me, quando d'un tratto salta a sedere sul letto. La osservo rimanendo immobile, cercando di darle l'idea di essere ancora addormentato. La sento che con le mani esplora il mio corpo, passando dalle gambe alle braccia.

Sento che lo sguardo della ragazza si ferma sul mio viso, resisto qualche secondo, poi sorrido, il solito sorriso ironico. Apro gli occhi dopo aver ricevuto un bacio " Buongiorno anche a te " ne approfitto per stiracchiarmi e arruffarle i capelli " Come va? Andiamo a fare colazione fra un po'? "

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Lo guardo pensierosa, quindi alzo il mento verso il soffitto e comincio a fissare il cielo fuori da una finestra. Con aria meditabonda, comincio a mormorare, la voce roca e ancora impastata dal sonno Mmm...fra un pò dici...mmm...e se avessi fame adesso? domando sedendomi agilmente sulla sua pancia e repentinamente tuffandomi col volto al suo collo, mordicchiandolo Si si, pelo fresco di prima mattina... impossibile resistere esclamo con tono sarcastico, fermandomi e levando un pelo dalla lingua. Poggio le mani contro il suo petto e sollevo il busto nuovamente, guardandolo in faccia. O mi vuoi offrire qualcos'altro? Sposto appena i fianchi scivolando più in basso, chinandomi di nuovo, stavolta a baciargli il petto. Continuo a scivolare fino a strofinare il mio inguine contro al suo, mentre con la bocca risalgo fino al mento e da li alle labbra. Un altro e bacio e lo fisso estatica, muovendo i fianchi quel tanto che basta a mandarmi su di giri come una trottola, il corpo pesante e bollente in un istante, la mente leggera che svolazza senza meta. Ho fame esclamo mentre lo guardo, un sorriso felice e brillante ad illuminarmi il volto, senza smettere di strofinarmi piano contro di lui. In un modo o in un'altro, voglio essere soddisfatta... aggiungo infine, rallentando e accentuando il movimento dei fianchi ruotando le anche ogni volta che arrivo in fondo alla scivolata ...scusa, intendevo dire sfamata...

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Il 8/11/2019 alle 15:21, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:05

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da Est, cielo terso

Il vostro idillio di passione viene frenato da un suono improvviso ma familiare. Due colpetti alla porta, un *toc toc* effimero che di sicuro non può essere di Barut, visto che sentite distintamente il legno scricchiolare per il peso al piano inferiore. Chi mai busserà alla vostra porta a quest'ora della mattina?

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Mormoro a mia volta, divertito dall'iniziativa della ragazza. Il divertimento viene presto accompagnato dall'eccitazione e dalla malizia, quando Elle comincia nuovamente a stuzzicarmi.

Ridacchio, tornando a guardarla negli occhi e non solo quando torna ad alzarsi dopo avermi morso il collo " Parlavo di fare colazione più tardi... " rispondo alzando le braccia ed arrendendomi virtualmente alle sue attenzioni. Rispondo con passione al bacio, assecondando il suo movimento " Se poi hai altri tipi di appetiti, sono sempre a disposizione! "

I nostri intenti vengono interrotti da un leggero, improvviso e quantomai inopportuno bussare. Riconoscendo che la mano non può essere quella dell'oste, guardo la ragazza con aria interrogativa " Aspettavi nessuno? " dico a mezza voce. Ottenuta una risposta da Elle, replico al bussare " CHI E'? "

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Mi blocco alla fine del movimento, raddrizzandomi a sedere, lo sguardo di colpo calamitato sulla porta, le mani strette a pugno che tirano distrattamente il pelo del petto del Tibbit. Quel rumore leggero e la domanda inopportuna anche se giusta di Deneb mi mettono a disagio: ci si dimentica delle cose, a volte, specie se ci si diverte. Con questa giustificazione in testa mormoro ancora meno concentrata  Mmm, Kilash. Mi alzo rapida e con un movimento felino arrivo silenziosa alla panca, i passi leggeri che sfiorano l'assito con appena un fruscio, coperti dalla domanda perentoria rivolta alla porta da Deneb. In modo altrettanto rapido e fluido, mi infilo nella maglia e raggiungo l'uscio, aprendo uno spiraglio per sbirciare fuori, il corpo poggiato pesantemente contro la porta, che mi nasconde completamente alla vista, se non per la porzione di volte sufficiente  a permettermi di guardare.

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Kilash ripeto nella mia testa, mentre libero di potermi alzare, recupero a mia volta dei pantaloni e mi avvicino alla porta " Non dovevamo raggiungerlo alla Loggia? " bisbiglio, mentre l'attenzione è incentrata su quello che accade oltre la porta Che diamine di ora abbiamo fatto?

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Il 10/11/2019 alle 15:52, Bellerofonte ha scritto:

Diciottesimo giorno del IV mese, anno 1492, ore 10:10

Taverna del Cigno, Capo Ventura || Brezza leggera da sudest, cielo terso

A meno che il figlio di Kerberos non si sia rimpicciolito durante le vostre ore di coito, colui che ha bussato alla porta non è affatto chi stavate aspettando. Un halfling con la barba incolta fa un cenno con la testa ad Elle mentre cerca qualcosa nella grossa sacca straripante di fogli e buste di vario genere che porta con sé. "Elle e Deneb, Elle e Deneb..." ripete tra sé e sé facendo muovere rapidamente le dita sulle numerose intestazioni. I suoi vestiti sono modesti, ma le calzature sono buone e resistenti, anche se piene di polvere. Sulla schiena del gilet di pelle porta il simbolo della Loggia che lo identifica come uno dei messaggeri stipendiati da Kerberos, distinguendolo invece dai privati che esercitano questa professione per i cittadini di Capo Ventura.

Infine tira fuori un pezzo di carta ripiegato su sé stesso tre volte e laccato con il simbolo inconfondibile dalla bussola capoventurese, che allunga alla ragazza. "Da parte della Loggia. Buona giornata." dice distrattamente mentre già si appresta a raggiungere la porta della locanda adiacente alla vostra, che si apre appena questi si avvicina. "Un pacco per te dalla Loggia." non vedete chi c'è a prenderlo, solo un braccio che afferra il pacchetto imbustato e richiude la porta senza nemmemno salutare. L'hin sospira e corre giù per le scale alla volta della prossima consegna.

La lettera, una volta aperta, contiene la calligrafia ordinata e funzionale di Kilash.

Cita

Cari aspiranti Pionieri,

mi addolora comunicarvi che si sono verificati imprevisti che mi terranno occupato tutta la giornata. Ho delegato il compito di introdurvi nella nostra beneamata gilda al Mastro Carpentiere Iver di Keld, che troverete dalle 15:00 alle 18:00 nella carena della Loggia, giù al Porto Nuovo. Se non sapete orientarvi, chiedete pure alle guardie.

Buona fortuna e a presto rivederci,

Capomastro e Tesoriere Kilash Fuinur

PS: Iver è un uomo vecchio stampo e vi metterà sicuramente alla prova. Venite equipaggiati. 

 

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Neanche rispondo all'halfling, lo guardo invece senza quasi capire cosa vuole. Quando la lettera me la ficca in mano, sorrido nervosa e chiudo la porta, incapace di proferire parola. Brutta screanzata, che modi sono questi. Dov'è finita la tua educazione? La voce di mia madre a redarguirmi, come se fossi anche solo lontanamente conscia di aver trattato l'halfling con pochissimo rispetto, senza parlare né ringraziare. Dall'altra parte però un'altra voce ribatte, infervorando il consesso dei miei alter ego mentali Ma quale screanzata. Chi è quella bestia che ci interrompe a quel modo? Mi trascino rapida fuori dalla mia testa, cercando con gli occhi Deneb che si riveste, aprendo la lettera e leggendola con gli occhi, coprendo le voci con la curiosità. Ci metto un pò a capirne il significato, poi sbadiglio e porgo lo scritto al Tibbit E' per noi. Kilash. Te l'avevo detto. Mi stiracchio mentre Deneb legge, allungando le braccia verso l'alto; nel farlo, l'ormai eccessiva cortezza del maglione mi scopre completamente le chiappe. Mi do un'occhiata critica e in un sibilo leggero continuo Non può andare. Non può proprio. Se mi metto questa cosa per le strade di Capo Ventura finisco nei pasticci. Allargo le braccia e piroetto appena in punta di piedi, raddrizzando la postura e guardando il mio riflesso nel piccolo specchio della mia toeletta; lo sguardo corre dal viso sfatto incorniciato dai capelli color fuoco alle linee spezzate del seno, non certo grande ma fieramente eretto, fino a quelle più sode e rotonde dei glutei. Mi copro questi ultimi con le mani, nuovamente sporgenti oltre il bordo del maglione, sorridendo felice al piacere di vedere il mio corpo, perfetto nella sua semplicità anche se un pò gracile,  e poi guardando corrucciata ai centimetri di troppo corto dell'indumento. Mi rivolgo di nuovo a Deneb Mi dispiace ci abbiano interrotto. Direi che non c'è molto altro che si possa fare, a parte seguire le indicazioni che ci hanno dato. Che ne pensi? Ci sistemiamo, andiamo a vedere come sta Incubo e cerchiamo un buon posto dove fare colazione, poi andiamo da questo Iver. Sollevo un sopracciglio quando noto gli sguardi distratti del Tibbit. Un sorriso di compiacimento e piacere, una sensazione calda di orgoglio per la lascivia e il desiderio che leggo nello sguardo del gatto. Oppure... potremmo continuare da dove ci hanno interrotti... sussurro lentamente, la malizia nuovamente brillante nei miei occhi ...lavarci e vestirci in tutta fretta...  proseguo, muovendo un piccolo passo dopo l'altro verso di lui ...correre a dare uno sguardo ad Incubo... giochicchio col bordo del maglione, arrotolando distrattamente i fili usciti dalla trama ...nel frattempo arraffare qualcosa da mettere sotto ai denti... la maglia che si accorcia pericolosamente, scoprendo sempre più pelle, un centimetro dopo l'altro ...mentre andiamo dal tizio. Gli arrivo di fronte e chino la testa, adocchiandolo con fare innocente al riparo dei capelli, torturando la maglia con gesti più nervosi e frenetici, dondolando sul posto ad un palmo dal suo corpo.

Edited by aykman

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Ascolto più che osservare la scena, visto che la porta è socchiusa e da quello che posso vedere l'interlocutore basso. Percepisco essere qualcuno mandato dalla loggia e non Kilash come pensato. Osservo la ragazza scorrere la lettera, per poi passarmela. Una volta lettone il contenuto, non posso fare a meno di pensare che i cantieri della loggia devono essere qualcosa di fenomenale, magari riesco a prendermi un ricordino.

Lo sguardo torna ad Elle, scoprendola alle prese con quella specie di canottiera/vestitino che lascia poco o nulla all'immaginazione " Che fai ora parli da sola? " la canzono mentre lei comincia ad elencare il possibile piano d'azione che ci porterebbe ai bacini di carenaggio. Mi rendo conto e mi accorgo che se ne rende conto anche lei, che però la mia attenzione continua ad essere inevitabilmente catturata da altro, oltre che dalle sue parole.

La sua lenta ed inesorabile camminata verso di me, accompagnata da un nuovo piano d'azione, gode senza dubbio di molta più attenzione di quanta non ne avessero avuta prima le sue parole. La guardo conquistare spazio, sia verso di me che su di se, con il sorriso che si allarga sul volto e i baffi che vibrano impercettibilmente.
Mi sfilo con noncuranza i pantaloni che mi ero appena messo, trovano posto a terra di fianco alla lettera, quindi mi siedo sul letto e con il dito le faccio cenno di avvicinarsi. La guardo dritta negli occhi " Parlavamo di appetiti se non sbaglio... " mentre la tiro a me per il bordo del vestitino, che ora come ora somiglia più ad una maglietta per mia gioia.

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Sorrido un sorriso di trionfo; sorrido un sorriso di felicità; sorrido un sorriso malizioso, colmo di lussuria e inappagato desiderio, un sorriso che presto invece sarà esausto e pago dei sogni esauditi; un sorriso consapevole dello scotto da pagare a lungo per un istante di puro piacere. Mi lascio tirare in avanti, gli occhi che si fanno sottili mentre scavano in quelli del gatto dopo essere corsi sul suo corpo nudo, sulla sua eccitazione di colpo destata dal suo torpore e svettante dinanzi a me, solo per me. La gioia esplosiva di tutto quel potere in poche, semplici parole e altrettanto infimi gesti, neanche fosse una magia; gioia amplificata dalle lusinghe all'ego per la consapevolezza di essere piacente, desiderata, amata. L'eccitazione prende possesso anche del mio corpo, non solo di quello di Deneb: nel breve istante in cui si spoglia e mi tira a se sento i capezzoli inturgidirsi e il basso ventre liquefarsi, la testa svuotarsi allegramente nell'attesa ansiosa del piacere. Mi chino a baciarlo, accarezzandogli il volto con mano gentile, assaporando il suo respiro, il calore delle labbra, il soffice solletico del pelo contro le guance, contro le mani, contro le gambe. Guidata dai sensi a caccia di piacere, mi arrampico sul letto, a cavalcioni del Tibbit, spingendo il petto contro il suo volto, la mano che dal volto si sposta sul collo del gatto per cercare un appiglio, l'altra che, indipendente, afferra l'oggetto del desiderio, indirizzandolo verso il punto più sensibile che ho, un punto già fremente e impaziente di piacere, accecato dal desiderio come una falena da una fiamma. Basta il semplice contatto iniziale a mandarmi fuori di testa, ipersensibile neanche fosse la prima volta, l'ondata di piacere che per poco non mi sopraffà come un'onda inaspettata. Boccheggio mentre perdo forza nelle gambe, sciolte dall'estasi e in preda agli spasmi, incapaci di reggermi, facendomi scivolare più a fondo su di lui, sentendolo entrare in me neanche fossi fatta di burro e lui fosse un coltello incandescente. Mi siedo, tutto il peso su di lui, l'elettricità che scorre in ogni centimetro del corpo che mi fa scuotere come un fuscello, come una barca in preda alla tempesta, nessuna forza o volontà capace di bloccare la potenza dell'orgasmo. Mi abbandono contro di lui, la mente annebbiata, i sensi sopraffatti da troppi stimoli. Quando le scosse si placano mi rendo conto delle lacrime che mi bagnano le guance. Non ho gridato questa volta, registra un'angolo della mia mente, un'altra che rinfaccia con quale fiato, bella mia? Registro le informazioni e ricomincio a respirare, e con il fiato torna la voce, ma solo in un sussurro velato, un'unica parola in bocca mormorata con un'intensità enorme come il piacere appena provato Deneb....

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Come le onde che è stata abituata a sentire sotto di se tutta una vita, Elle si abbatte su di me, con tutta la sua sensualità, voglia e desiderio.

Senza troppi fronzoli, dopo avermi mangiato con gli occhi chiude la distanza fra noi, baciandomi. Quindi con la ragazza che si "arrampica" su di me e con il viso fra i seni, posso solo sentire la sua mano che indirizza le cose nella giusta direzione.

La sensazione di caldo e di bagnato è avvolgente ed elettrica. La sento lasciarsi andare con tutto il peso, accogliendomi tutto dentro di se. Rispondendo agli stimoli che mi sollecitano, inarcando la schiena, spingendo con le gambe e stringendo i glutei, per guadagnare ancora quel poco di spazio che era possibile guadagnare.

La sento scuotersi e vibrare, come il sartiame delle vele messe in tensione dalle raffiche di vento. La stringo a me, mentre assaporo appieno il suo godimento. Comincio a muovermi sotto di lei, deciso a non lasciarle tregua, senza permettere al piacere di scemare.

Cinque lettere appena mormorate, ma pesanti come macigni, compongono il mio nome, facendomi rizzare il pelo sulla nuca e donando nuovo slancio alla mia azione.

Edited by Redik

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Ho cominciato e mi sembra di aver già finito, sono appagata ma ancora vogliosa, esausta e sprizzante di energia; un momento la mia mente è un cielo vuoto e infinito, un'altro e diventa una babele di voci. Sento tutto il mio essere divenire preda del piacere, e in quell'abbandono la ferrea volontà di avere, di prendere quel piacere. Sento Deneb che spinge in me che, priva di forza, non posso fare che subirlo; nonostante ciò, la volontà è assecondarlo, coadiuvarlo, non fuggirlo. Mi abbandono al turbine delle emozioni che mi sconvolgono, una parte di me felice di non poter far altro che godermele, l'altra ansiosa di spingermi a collaborare per arrivare più in alto nella scala del piacere. Strizzo gli occhi con forza, guardando al cielo spalancato sulla finestra, le lacrime che cadono dai miei occhi a bagnare le mie guance prima di cadere come pioggia sul viso del Tibbit. E lui che forte, padrone della situazione, mi porta con se nella sua frenesia, non concedendo tempo per riprendermi,  incalzandomi invece, allungando un'istante in un secondo, in molti secondi. Mi mordo le labbra, strenuo baluardo contro le grida, sentendo un briciolo di energia percorrermi le membra. Stringo le braccia attorno alla sua testa, facendo forza sulle spalle per sollevarmi e amplificare il movimento delle anche del mio amante. Lo sforzo è ben ripagato da un'ondata più forte di puro piacere. E in quell'idillio, nuovamente ripeto le parole di poche ore prima, una nota disperata di supplica nella voce rotta ...non fermarti... ti prego... ti prego...non...ti prego... 

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In un primo momento in balia della mia iniziativa, Elle non può fare altro che abbandonarsi al piacere che questa le provoca.

Capisco che non lasciarle il tempo di realizzare cosa fosse successo, ed invece rincarare la dose sia stata una mossa più che apprezzata. L'estasi dell'orgasmo prolungata e amplificata.

Ritrovato un briciolo di controllo, ci mette il carico, aumentando l'escursione dei nostri corpi e la forza con cui si incontrano e al tempo stesso incitandomi a non fermarmi.

Il piacere e il godimento crescono, ogni spinta mi avvicina sempre di più all'apice, ma complice anche il mantra recitato dai riccioli rossi che sobbalzano di fronte a me, coprendo e scoprendone il seno, rimando l'inevitabile, concentrandomi sul ritmo e sulla voglia di godermi il più a lungo possibile l'attesa del momento.

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Continuo a cavalcare Deneb come in trance, in un delirio di piacere, spossata ma incapace di fermarmi. Alla vivida luce del sole i particolari colti dagli occhi si fanno più evidenti, mettendo in mostra dettagli finora ignorati. Abbasso il viso, e nel minuscolo istante che dedico alla stanza il giudizio si fa peggiore di quanto già non fosse prima di entrarci: è una stamberga, e l'unico motivo per averci messo piede è, palesemente, il bagno caldo e l'atmosfera arcinota delle bettole di porto. Lascio fuggire via il pensiero e mi concentro sul mio partner: non siamo mai stati così vicini ed intimi alla luce del sole, e mentre l'amplesso va avanti rimango affascinata dai colori cangianti del pelo, la sua consistenza soffice e il pensiero che con una pelliccia del genere indosso nessuno potrebbe mai soffrire il freddo. Accarezzo il collo e la nuca, spingendo il petto contro al suo viso ogni volta che mi spingo in alto, trattengo il fiato e a volte mi mordo anche le labbra quando invece ridiscendo su di lui, che affonda in me col movimento maestoso che mi manda in tilt. Mi chino appena per baciarlo: è alto abbastanza che persino seduta su di lui lo sovrasto solo quando mi spingo in alto nell'altalena dei nostri corpi. Decido di dargli più libertà, quindi smetto di fare su e giù e mi blocco in alto, complice la scusa delle lingue avvinghiate in una lotta serrata: le forze appena riprese tutte impiegate nel tenermi sollevata appena dalle sue cosce, lasciandolo libero di imporre il ritmo che preferisce. Mi avvinghio al suo petto, tirando forte il pelo delle spalle e sulla nuca, dove le mie mani cercano appiglio, e piano sussurro ancora parole sconnesse tra un bacio e l'altro, sentendo caricare un secondo orgasmo a questo cambio di stimolazione.

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      20:00 - 22:00 Secondo turno
      22:00 - 00-00 Terzo turno

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      Le sessioni sono basate sulle regole della Adventuters League, se il tuo personaggio è stato creato su questa base può tranquillamente partecipare, ricordati di fare una foto al tuo equipaggiamento, poiché la sessione è for fun.

      .E se non ho un personaggio? 😱
      Niente paura! Abbiamo personaggi dai livelli 1-10 di qualsiasi classe del Player's Handbook.
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