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aykman

Circolo degli Antichi
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    Viandante
  • Birthday 11/18/1984

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    Villamar (Sardegna)
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    Dungeons&Dragons

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  1. Duerdal Farrin La carne lacerata, perforata con semplicità. Il rumore, liquido e raschiante. Il dolore, caldo e gelido insieme. E poi altri rumori. Gente che urla. La mia bocca che urla parole che non arrivano alle orecchie, piene di un rimbombo ritmico, pulsante. E ancora il dolore. E da lì il caldo della rabbia, il gelo dell'odio. Gli occhi ridotti a fessure, che mettono a fuoco con difficoltà, fissi su un pezzo di carne. La volontà di ridurre in poltiglia quella carne. La gioia nel sbatterglielo in faccia. Annunciarlo. Declamarlo. Far si che capisca, con tutto il suo essere, quanto il mio essere agogna alla sua distruzione. Senza indugi. Senza timore. Colpito e trattenuto dall'artiglio, do voce al dolore e all'odio in un urlo disarticolato Ahhhh... B@stardo. Mi divincolo, la paura fuggita al cospetto della rabbia, la forza nata in essa che divampa e mi avvolge, le mani a stringere con forza l'impugnatura di cuoio dell'ascia e le torce. Ti ammazzo... farfuglio senza controllo ... ti ammazzo... La presa però è forte, troppo forte, e invece di liberarmi, mi sbilancio e il mostro mi solleva, strappandomi al terreno neanche fossi una marionetta attaccata al filo. Nooo... Il mio urlo, prolungato e distorto, la rabbia per un momento sopraffatta dal senso di impotenza, le gambe che scalciano nell'aria a caccia di una presa che non esiste più. @Jeromonty
  2. Duerdal Farrin Non capisco. Sono confuso e stupefatto. Qualcosa senza senso sta accadendo. L'essere mi scivola a fianco, quieto e apparente ignaro della mia presenza, o semplicemente disinteressato a me. Mi volto, rapido, a guardare l'accampamento e gli altri, ma il solo sguardo che incrocio è quello del lupo, e potrei giurare di vederci lo stesso stupore incredulo che ho io. Sbuffo e scatto nuovamente a frappormi tra l'essere e l'accampamento, avendo cura di lasciare a Gotrek una linea di tiro libera: male che vada a me, porterà lui il colpo. Indeciso se attaccare o no, mi sbraccio abbondantemente di fronte all'essere, urlandogli contro Ehi spilungone, dove cavolo credi di andare? Guarda giù, avanti, giù ho detto. Mi concedo una fugace occhiata indietro, seguita da altre urla Ehi ragazzi, che cosa devo fare? Lo affetto? Ci parlo? Datemi qualche dritta... Il lupo di fianco a me non mi è di nessun conforto, ancora perso nel suo stupore Tu che ne pensi, cane? Che facciamo? @Jeromonty
  3. Duerdal Farrin Deglutisco ma ho la gola secca, lo sguardo impaurito fisso sulla figura torreggiante all'estremità del mio campo visivo; rabbrividisco, ma il gelo che sento viene da me e non dal clima. Una fila di immagini si susseguono, rapide come fulmini, nella mia mente sconvolta: alcuni sono ricordi freschi, altri talmente vecchi od oscuri da sembrarmi di qualcun'altro. Sento le parole di Gretto arrivarmi ovattate alle orecchie, e il cervello le recepisce lentamente: sicuro non ho mai visto niente del genere. L'unica cosa certa che penso è che sembra pericolosa e preferirei di gran lunga imitare il vecchio e indietreggiare, scappare, mettere quanta più strada è possibile tra me e l'essere; pure, capisco altrettanto bene che questa, ora come ora, non è un'opzione intelligente. Non so quanto sia veloce quell'affare, ma mettersi a correre voltandogli le spalle mi da brividi che risuonano della gelida, sottile e spietata carezza di artigli affilati sulla schiena. Nel mentre, perso in quell'indecisione, un'immagine mi da ispirazione: non una cosa sensata, né ragionata, ma così simile a come vedo me stesso che mi tranquillizza immediatamente. Un ricordo, di cui credevo di aver perso memoria, di una carovana tanti anni fa; un nano, di cui non ricordo nemmeno il nome, un sudicio, burbero ubriacone inutile agli uomini e alle bestie, attaccabrighe e cocciuto, membro della scorta malvoluto ma necessario, lanciarsi senza remore né dubbi contro morte certa, incontro ad una mandria in fuga che ci viene incontro, solo per farci guadagnare pochi secondi; incurante dei pensieri meno che amichevoli che tutti avevamo per lui, inconsapevole del successo del suo tentativo o forse certo addirittura dell'inutilità del suo gesto, eppure pronto a dare la vita per salvare quella degli altri. Corri vecchio! Scappa! Ti copro io! CORRI! Grido a Gretto l'ultima parola, con tutta l'aria che ho nei polmoni. Sono risoluto e terrorizzato, l'adrenalina che veloce mi scorre nelle vene, donandomi euforia che rasenta l'isterismo Sono gli impavidi a sedere al tavolo degli Dei... sussurro piano, ricordano una delle massime dei miei compagni e spostandomi a coprire col mio corpo quello di Gretto, l'ascia pronta nella sinistra, le torce alte nella destra. Un improvviso, ridicolo pensiero attraversa la mia mente mentre fisso l'essere: magari ha paura del fuoco. @Jeromonty
  4. Duerdal Farrin Sbuffo appena e mi stringo appena nelle spalle, lo sguardo ancora fisso al crepaccio Hai ragione amico mio... noi ci vediamo bene al buio... ma non è furbo fornire certe informazioni al nemico... e le bestie selvatiche odiano e temono il fuoco... Lascio Gotrek a riflettere sulle mie parole e mi volto da Gretto, ormai pronto Andiamo allora Sorrido e faccio strada, avviandomi verso il punto in cui ho lasciato la torcia la prima volta, in una mano l'ascia, nell'altra le nuove torce, tenute alte ben sopra il mio capo a illuminare bene la via senza ostruirmi la visuale.
  5. Fisso il buio in direzione del crepaccio, una smorfia di disappunto per la torcia estinta TZ... speravo durasse qualcosa di più... sussurro avvicinandomi a Gotrek, poggiandogli una mano sulla spalla ...adesso andiamo a dare un'occhiata...il vecchio sta facendo qualcosa per capirci di più... dico in tono piatto, per rassicurare il guerriero e me stesso ...come finisce partiamo... ho preparato altre due torce... le pianterò sul tragitto fino al crepaccio, in maniera che tu possa vederci quanto meglio è possibile... non si sa mai... sorrido guardandolo in volto, determinazione e sicurezza stampate addosso: è confortante, il tipo di sguardo che una sentinella vuol vedere nei compagni prima di lanciarsi in perlustrazione, quello che dice "ti veniamo a prendere qualunque cosa succeda". Nonostante i dubbi, sento che mi piacciono i miei nuovi compagni.
  6. Sorrido ad entrambi, ma per il lupo ho un secondo pensiero, poco carino, al pensiero dei suoi denti piantati nella mia carne: che bella pelliccia ne verrebbe fuori, e come mi starebbe bene. Scaccio il pensiero in un batter d'occhio, pressato dalla necessità: quegli stessi denti hanno dilaniato i miei nemici, quando ancora nemmeno sapevo che erano nemici. Credo di si. Un rumore che mi tormenta e non so spiegarmi... non è naturale... come qualcuno che spacchi rocce con un bastone. Prendo una boccata d'aria più profonda Ho fatto un giro con Gotrek... e abbiamo individuato la direzione da cui proviene, ma non mi sono fidato ad andar da solo a vedere cos'è. Abbasso ancora di più il tono di voce Ho aspettato finché ho potuto prima di svegliarti: non l'avrei fatto... mi capisci... ma il fatto che non so cosa sia mi tormenta. Questa gente non è come te... abituata a vivere a contatto con i pericoli delle terre selvagge... né come me... che dormo armato per paura di svegliarmi già morto e rischiare di perdermi la parte più bella del viaggio... Scrollo il capo e le spalle, insicuro delle mie stesse parole ...voglio dire, sono di primo pelo, ecco... preparati ma non pronti... rendo l'idea?... Mi perdo nei meandri delle mie stesse elucubrazioni, aspettando che Gretto esca dal caldo del sonno e delle coperte al gelo della notte e dei pericoli.
  7. Duerdal Farrin Arriviamo trafelati all'accampamento, col suono sordo che ci accompagna per tutto il tempo. Il breve tratto di strada però è sufficiente ad aumentare le mie ansie. Fossimo più numerosi e più armati, mi sarei fatto una risata e avrei lasciato correre, ma con un solo compagno di cui conosco le capacità, il rischio non mi sembra valere la candela. Mi concedo il tempo che la torcia improvvisata si consumi, tendendo spasmodicamente le orecchie al suono, condividendo con Gotrek solo poche, coincise parole; quando finalmente muore, due nuove sono strette tra le mie mani. MI alzo, poggio una mano sulla spalla di Gotrek e sussurro piano Mi raccomando. Non svegliarli a meno che non ci senti combattere, ed in ogni caso, non venire ad aiutarci da solo: muovetevi tutti insieme. Se il mercante fa storie... dico, accennando vagamente alla forma addormentata ...dagli un cazzotto e trascinalo di peso. Sorrido, l'adrenalina dell'azione che finalmente scaccia l'ansia dell'attesa. Mi avvicino al vecchio, avendo cura di stare dalla parte opposta del cane, e gli rifilo due calcetti alla pianta dei piedi Vecchio sibilo roco abbiamo compagnia temo. Svegliati, mi serve il tuo aiuto... fisso lo sguardo in quello del lupo, saggio e imperturbabile ... il vostro aiuto.
  8. Sbuffo e abbasso la torcia Va bene, leviamoci da qui. Torniamo al campo facendo meno casino possibile. Sussurro piano, certo che il rumore, qualunque cosa sia, si sta avvicinando. Pianto a terra la torcia e ci avviamo, ma sono teso, mi volto spesso a buttare un'occhiata indietro, e la preoccupazione per i compagni mi fa straparlare Ok, se vediamo qualcosa muoversi, tu corri indietro a dare l'allarme, io ti copro. Un'angolo della mente vola all'ultimo viaggio, lungo ed eccezionalmente tranquillo, a tratti tedioso: mi riscopro ad invidiare quella noia a questo insensato attendere impauriti non sapendo cos'è il pericolo, né se effettivamente di pericolo trattasi. Sbuffo di nuovo, scrollando il capo e biasimando me stesso per questa mancanza di decisione; d'altra parte, mi viene in sostegno un'altro angolo di mente, sono quasi ventiquattro ore che non bevo un goccio. Sorrido al pensiero di mettere le mani su una pinta fresca e mormoro il motto dei miei ex compagni Nessuna impresa è compiuta da sobri. Il solo dirlo mi ridona fiducia, così smetto di voltarmi ad ogni passo; invece, ne approfitto per sollevare il morale, mio e di Gotrek Una bella birra è ciò che ci vuole in momenti come questo... sorrido e continuo ... se solo riesco a recuperare un'altro barilotto, potremmo mettere a fermentare qualcosa... e smettere di aver la gola secca... faccio un rapido occhiolino all'indirizzo del mio nuovo compagno, poi accenno col capo alla torcia abbandonata a mezza via Brucerà per mezz'ora... al massimo... ma ci permetterà... ci permetterà di avere una migliore visuale... verso il crepaccio
  9. Secondo te cos'è? chiedo a bassa voce, dondolando il capo come un pendolo tra l'accampamento e il crepaccio, insicuro della fonte ma non della direzione oramai. Con un gesto di palese nervosismo, sbatto l'ascia contro la gamba, la torcia tenuta alta sopra il capo ad illuminare parte del cammino. Giurerei che un paio di picconi siano all'opera, ma non ha molto senso... siamo troppo in superficie per scavi del genere... Continuo a guardarmi attorno, indeciso sul da farsi: ignorare la cosa non dimostrerebbe saggezza, anzi, ma un falso allarme, che svegli tutti e li privi di parte del riposo se non del tutto equivale ugualmente a poca saggezza. Guardo il nano che mi accompagna, valutando muscoli e capacità contro inesperienza e poca familiarità. Cosa ne pensi? Non sono tranquillo... vorrei andare a vedere cosa succede, per non svegliare gli altri inutilmente... ma allo stesso tempo, è un'azzardo: andiamo insieme e lasciamo il campo scoperto? O va uno solo col rischio di rimanere impelagato? Scuoto arrabbiato il capo, l'indecisione una brutta bestia cui far fronte. Quando infine mi decido, la calma sopraggiunge scacciando dubbi Va bene, facciamo così. Torniamo al campo e teniamo un'occhio... anzi, un'orecchia alla cosa. Se la sentiamo avvicinarci, svegliamo gli altri. Altrimenti aspettiamo che Gretto si svegli per il suo turno per andare a controllare: lui tiene il campo, noi restiamo svegli un'altro pò e sistemiamo i dubbi. Non sei stanco, vero? @Jeromonty
  10. Ascolto Gotrek sviscerare senza alterigia parte della sua storia: magari balle, magari verità da sempre taciute, ma sempre chiacchiere, buone per trascorrere un paio d'ore, per conoscersi. Sicuramente più apprezzabile ora che al momento del primo incontro, con quell'arcigna posa sostenuta e le parole arroganti tagliate con l'accetta. Mentre rifletto su quanto quella scena fosse in effetti comune nella cultura nanica, e il mio vederla stonata sia un segno di quanto io sia stato influenzato dai miei viaggi e dai contatti con altre culture, sorrido piano. Servire... è una parola che in molti usano, taluni con disprezzo... altri con rassegnato stoicismo... pochi col dovuto rispetto... Sollevo la tazza, mimando un brindisi al mio compagno, prima di proseguire ... ho avuto problemi anch'io col servire... il suo peso a volte... troppo alto... per questo son felice della mia vita... ora... porto il peso che mi sento in grado di sollevare... per un sacco di tempo, la mia famiglia non ha capito... forse anche ora... ma perlomeno lo accettano. Mando giù un altro sorso di brodaglia calda, ascoltando un suono differente da quelli aspettati in una notte gelida all'aria aperta. Se posso permettermi di consigliarti... va bene mettersi alla prova... ma tieni a mente che questo è il mondo, non un monastero, né una palestra... se lei è speciale... accenno vagamente con la tazza alla figura avvolta dalle coperte, vicino a Gotrek ... certi rischi... non è... saggio... correrli ... e i viaggi per le terre selvagge potrebbero rientrare nella categoria... mi capisci? Prendo una pausa, cercando di dare un senso al suono che ripetutamente colpisce le mie orecchie. Frugo tra le mie cose, fino a trovare l'ascia. Il manico ruvido mi tranquillizza, come anche il suo peso. Mi alzo, stiracchiando le membra, guardando Gotrek intensamente Bé, altri invece, altri invece è necessario correrli. Altrimenti non siamo degni di quella birra nell'aldilà. Rimuovo il sorriso dal volto e mi gratto con fare distratto la barba. Forse è il momento di controllare. C'è qualcosa che mi disturba, ma non capisco cos'è. Raccolgo un pezzo di legno più lungo degli altri e ne faccio un improvvisata torcia, che accendo sul fuoco. Facciamo un giretto?
  11. Metto dell'acqua a bollire sul fuoco, sussurrando al mio compagno di guardia Qualcosa di caldo fa sempre piacere, quando scende la notte e con essa il freddo. Aggiungo un ciocco al fuoco, muovendomi più silenziosamente che posso per il campo. I carrettieri, con vasta esperienza, sono già crollati addormentati. Mi levo l'armatura, riponendola con cura sotto la testa del mio giaciglio, formando così un guanciale; addosso invece mi butto la coperta, per proteggermi dal vento sferzante. Butto nell'acqua che scalda un paio di foglie di erbe aromatiche, quel poco che ho trovato facendo legna, quindi mi siedo dalla parte opposta a Gotrek, il fuoco che ci divide. Allora... comincio nel roco sussurro di prima ...cosa porta due nobili a spasso per le terre selvagge? Dubito sia per la compagnia... accenno col capo ai carrettieri addormentati ... o per le ovvie comodità... aggiungo, accarezzando con mano pesante il giaciglio buttato sul nudo terreno. Fisso Gotrek con intensità, studiandone l'espressione ...non fraintendere, non voglio ficcanasare... a ognuno i fatti suoi... però le chiacchiere aiutano a superare la notte... fare la guardia è un peso e una responsabilità... gli altri si affidano a noi... non sarebbe carino deluderli... anche se ci stanno sulle p@lle... Sorrido e prendo una mestolata di infuso: l'odore è orrendo, un che di terroso amarognolo tutt'altro che invitante, il gusto anche peggio. Ne verso una tazza anche a Gotrek e porgendogliela aggiungo Fa schifo ma è caldo... io sono qui solo per l'avventura... mi interessano poco i soldi... mi bastano quelli che mi pagano birra e gonnelle... senza offesa... non sono mai stato a lungo nello stesso posto, ho sempre viaggiato... i miei facevano i birrai e si spostavano di enclave in enclave... io li ho seguiti e ho fatto lo stesso... per un pò... anche adesso in effetti aggiungo dopo una pausa di riflessione solo che ero bravo anche a menar le mani, non solo a fare birra... e così, ho attraversato il continente al seguito delle carovane... come guardia... e come birraio... sorrido maliziosamente... entrambi ruoli non necessari, secondo alcuni, ma sempre estremamente utili concludo soddisfatto.
  12. Accetto l'invito di Gotrek a far legna, d'altronde necessaria. Quanto alla caccia alla bestia, dare uno sguardo male non fa, anche se penso che con un lupo alle calcagna, saranno poche le bestie entusiaste di avvicinarsi. Al nostro rientro troviamo un accampamento non bello ma perlomeno efficiente. L'accompagnamento musicale di un nano stonato e un lupo poco meno intonato invece è tanto inaspettato quanto sgradita: riesce a sottolineare benissimo lo stridere del vento freddo in arrivo dall'altopiano. Sbuffo e sorrido, all'idea di quante pietose canzoni io stesso abbia cantato ubriaco: ecco, una cosa in comune col mercante almeno ce l'abbiamo. Prima di accomodarmi sussurro a Gotrek Miei Dei... se cucinano come questo canta, moriremo di fame... sorrido timidamente e alzo la voce, così che tutti sentano, mentre lascio cadere la bracciata di legna a portata di mano ma lontana dal fuoco Mastro Eldak, che notevole talento... nessuna bestia oserebbe assalire il nostro campo, quando le sue orecchie venissero ammaliate dai vostri soavi toni... spero solo che l'odore del nostro buon cibo non sia all'altezza del vostro estro... le fiere non saprebbero a quale desiderio cedere... mi volto verso l'esterno del cerchio, allargando il sorriso in un ghigno allegro, e comincio a slacciare le fibbie dell'armatura.
  13. Duerdal Farrin Sbuffo alla sola idea che la prossima locanda sia a 3 giorni di cammino. Sebbene sia felice di essere di nuovo in viaggio, specialmente per parecchi bei dobloni, la quantità di birra ingurgitata in appena due giorni risulta decisamente bassa. Smonto da cavallo, dando un rapido sguardo al posto scelto per l'accampamento: buono ma non perfetto, comunque sia su una strada ben battuta e troppo vicina a una grossa città per correre veri rischi. Scrollo le spalle e pesto i piedi a terra, riattivando la circolazione e sgranchendo le natiche. Con un sorriso impolverato mi avvicino a Gretto Contento vecchio? Ci accampiamo sotto le stelle... accarezzo il suo pony ...sempre a casa, ovunque tu sia, eh? Getto a terra il mio zaino e levo le redini al mio pony, quindi lo libero della sella e lo porto vicino a quelli che tirano il carro, impastoiandolo accanto, pronto per ricevere la sua buona dose di ristoro. Con una grattatina ansiosa allo stomaco, 'penso anche al mio di ristoro Bé, chi cucina in questa brigata? Chiedo rivolto a tutti e a nessuno, ancora indeciso se potermi prendere delle libertà oppure no
  14. Rido ascoltando la discussione tra il vecchio, i carrettieri e il mercante. Come al solito, sono mescolati interessi, paure e speranze in tutt'uno coperto da un pesante strato di disinformazione e ignoranza superstizioso. Sprono il pony che di malavoglia mi porta in groppa, dando una voce a Gretto Partiamo, avanti. La strada stessa ci dirà se possiamo passare o no, e da dove. Inutile preoccuparcene adesso. Ci sono sempre rischi e pericoli, anche senza andare a cercarli. Per ora mettiamoci in marcia. Mi porto in testa alla carovana, e aspetto che si metta in moto.
  15. Manca di panza, ma non di sostanza
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