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aykman

Circolo degli Antichi
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    Viandante
  • Birthday 11/18/1984

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    Villamar (Sardegna)
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    Dungeons&Dragons

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  1. Elle Il capomastro è strano. Dice cose che cozzano l'una sull'altra, da un lato ideologia, dall'altro teologia, in uno strano miscuglio di fedeltà, apparentemente scompagnate. Vengo da un'isola, Solyst. Se sali sulla cima più alta, l'unica cosa che vedi è il mare sconfinato. Sono nata su una barca da pesca. E dei miei ventiquattro anni, ne ho passato almeno venti in mare. Esclamo il tutto con tono duro e didascalico, un'esposizione di fatti e non di sogni So cosa significa essere liberi, ma non è legandosi a una gilda che lo si diventa. C'è gente disposta a esplorare l'ignoto, vero, ma nessuno lo fa a stomaco vuoto. Non riesco a capire. Sospiro, lasciando scivolare via il tono reciso per uno semplicemente rassegnato Non riesco proprio, mi spiace. Mi zittisco, cercando di riflettere sulle implicazioni sottintese nelle parole del vecchio Sono venuta qui per esplorare, non per una guerra. Non sono una ragazzina, che non capisce che talvolta c'è da combattere per le proprie idee. Però non capisco perché, se la paura che avete è rappresentata da una minaccia al vostro stile di vita, perché non avete preso... provvedimenti... più... lascio morire la frase, incapace di proseguire.
  2. Elle Ridacchio appena quando Iver si scusa, visto che, più o meno, anch'io ho imparato a leggere e scrivere allo stesso modo, anche se con un'insegnante più severa. Il volto di mia madre mi appare in tutto il suo splendore abbronzato, cotto dal sole e bruciato dal vento e dal freddo. Mi manca, tantissimo. Inconsciamente, mi sfioro l'orecchino, poi, colpevolmente, dedico un pensiero anche al mio vecchio. Scuoto il capo con decisione, scacciando la nostalgia in un angolo remoto della mente. Ascolto le rassicurazioni di Iver in materia finanziaria, trovando conferma ai miei sospetti: se la cassa è vuota attualmente, è anche vero che gli introiti ci sono; servirà semplicemente tirare un pò la cinghia e aspettare. Ciò che invece non mi aspetto, che fa sbiancare la pelle già candida del mio volto e spalancare gli occhi come piattini da tè è la notizia della spesa sostenuta per l'ultima spedizione inviata in mare. Una cifra tale da armare una flotta, non una nave. Un fischio sommesso e acuto vola via dalle mie labbra, un commento al tempo stesso lusinghiero e offensivo. Non riesco a spiccicare parola per qualche momento, quando infine sussurro, più a me stessa che agli altri Centoquarantamila... sai quante navi ci metti in mare con una cifra del genere?... il tono sbigottito è evidente a tutti. La cosa però non mette a fuoco le nostre attuali responsabilità, solo la situazione. Appena riprendo possesso delle mie facoltà mentali, ancora stordite da tanta ricchezza, riprendo a parlare, la voce un pò più controllata Bene, e quindi cosa ci aspetta a noi nuove leve, se così vogliamo definirci? Anche con il titolo di Pionieri, qual'è effettivamente il compito che ci aspetta? Partire senza scopo né meta se non quelli del nostro cuore? E tornare poi a farne vanto qui alla Loggia? Solo onore e gloria? I miei dubbi sono evidenti nella voce e nelle parole, anche se in fondo al cuore so perfettamente che è ciò che cerco. Un viaggio di quattro mesi su un guscio di noce solo per poter dire a me stessa "ce l'ho fatta, con le mie sole forze" è esattamente il sunto del concetto "onore e gloria", questo e nulla più. Guardo Iver dubbiosa, sperando che illumini questa nebbia di informazioni.
  3. Elle MI godo la scena del carpentiere che si scompiscia dalle risate, quando sente la mia domanda. Io un pò meno, non capisco cosa ci sia di divertente, però apprezzo che risponda e sia di buonumore. Lo seguiamo presso la panchina improvvisata, e qua mi accomodo in maniera da riuscire, con un solo sguardo, ad abbracciare tutti i miei interessi: Incubo da una parte, Cercascogli dall'altra, e Iver sullo sfondo. Accavallo le gambe, accomodandomi comodamente, e fisso il carpentiere che annuncia, senza peli sulla lingua, la riforma della gilda e la crisi economica sproporzionata a cui fa fronte la Loggia. Incapace di trattenermi, correggo Iver mentre parla, a bassa voce, ma senza dare l'impressione di volerlo interrompere Forgiarsi? Magari volevi dire fregiarsi... Sto zitta dopo questa uscita ad ascoltare la storia recente e condivido in pieno l'idea di Deneb, trasmessa dalle sue domande: se tutti scappano a caccia dell'oro, come si terrà in piedi la Loggia. Sussurro piano comunque Scappano i mercenari... rimarranno solo i sognatori... potrebbe non esser male... cosa ne sarà della Loggia? faccio eco a Deneb, visto che, ad un tratto, sembra che il nostro arrivo sia stato in un'ora terribilmente buia, un tempismo dei migliori. Eppure, guardando quell'immane cantiere brulicante di attività non riesco a capire come possano dire di essere a corto di oro: un'attività del genere, anche fine a se stessa, frutta dei bei soldoni, se posso azzardare un paragone col piccolo business di Solyst.
  4. Elle Guardo ancora il carpentiere, ma la mia espressione si fa educatamente perplessa prima, poi decisamente contrariata: il modo di pensare dei continentali è parecchio differente da me isolana Può darsi che siano come pescecani, ma io appartengo al mare... non mi sento un'intrusa sull'acqua, ma qui... Sbuffo e abbandono il discorso, divenuto oramai privo di senso. L'hanno liberato, il resto dei discorsi è filosofia: non può portare ad altro che parole, buone da spendersi attorno alla tavola, non in un cantiere. La notizia che i costi delle riparazioni saranno a carico della Loggia mi riempie di gioia, facendomi brillare gli occhi fino a quel momento corrucciati. La battuta invece mi sfugge, e all'accenno ai vestiti abbasso di colpo lo sguardo a darmi un'occhiata, una mano che corre sulla gonna e la solleva appena, per controllare non abbia qualcosa che non va, incurante dei centimetri di pelle che scopre. Non vedo nulla di sbagliato, ai miei occhi, né macchie né tagli o sfilacciature, solo un pochino sgualcita. Nulla a che vedere con la maglia nella sacca, a cui urge davvero una sistemata. Con sguardo perplesso, mi rivolgo al capomastro Cosa c'è che non va con i miei vestiti? incapace di cogliere l'allusione in quanto troppo lontana dal mio modo di ragionare Sono carini, puliti e pratici... anche se dovrei accomodarli un poco... Lascio andare la gonna, lisciandola un paio di volte per farla cadere bene sulle gambe, guardando il carpentiere che riprende a parlare. Finalmente passiamo al secondo punto della visita, le domande. E visto che già gliene ho fatto una sui miei abiti, non ci trovo nulla di sbagliato a proseguire con qualcun'altra. Tanto, se nella fretta mi dimentico di qualcosa, il gatto e la sua curiosità mi verranno in soccorso Kilash, già... attacco subito, una lampadina nel cervello accesa all'improvviso ad ispirare le prime, anche se non le più pressanti, delle domande. Quanti anni ha? E' sposato? fidanzato? Perché è così timido?
  5. Duerdal Finito con i preparativi, del campo, mi sposto in cima alla duna, in maniera da avere una perfetta visuale sia sul campo, sia sulla strada di fronte e alle nostre spalle: un pò di sane precauzioni non guastano, e preferirei godermi la cena senza il terrore di qualcuno che avanza strisciando non visto a tagliarmi la gola. Non che pensi effettivamente che i due cavalieri possano essere una minaccia, visto come si son fatti beccare seguendoci. Penso invece che siano altri viaggiatori che vogliono attraversare la steppa e preferiscano avere compagnia, come tanti altri già visti nei miei anni in giro in carovana. Mi gratto il mento sotto la barba, guardando il tardo pomeriggio scivolare via mentre la cena cuoce sul nostro fuocherello, e ne approfitto per affilare la lama dell'ascia con un sasso piatto rinvenuto tra l'erba.
  6. Elle Ascolto, rapita dal racconto del brigantino e dei suoi comandanti. L'espressione però si fa chiusa e corrucciata quando finalmente ho notizie del Mephit L'avete liberato... proseguo la frase del mastro d'ascia, lenta e deliberata ...non avreste dovuto... era in gabbia per i suoi misfatti... e stavo cercando chi, tra i saggi di questa città, potesse giudicarlo e condannarlo alla giusta punizione. Sbuffo stancamente, svuotata di ogni forza dalle emozioni che si sono rincorse durante la mattinata, una più intensa dell'altra. Tant'è... Mi mordo il labbra, riflettendo accuratamente. In un certo senso, mi mancherà il mephit, era un'alternativa comoda e decisamente economica alla presenza di un uomo a scaldarmi le notti su Incubo. Sorrido mesta tra me e me, ignorando i miei due interlocutori ancora per un momento. Quel che è fatto, è fatto. Non si può tornare indietro. Sussurro piano a me stessa, quindi mi rivolgo nuovamente ad Iver Stando così le cose, non ho altro da aggiungere. Il mephit è libero, che possa incontrare la sorte che merita. Invece, la mia piccolina è ancora nelle vostre mani. Ne sono la proprietaria, quindi, se non le secca, vorrei qualche ragguaglio sui lavori che state portando avanti su di essa, nonché dare una mano con le riparazioni: me la sono praticamente costruita da me, so dove mettere le mani. Con un rapido ripensamento, proseguo E... giusto a titolo informativo... a carico di chi saranno le spese? Confesso senza imbarazzo che le mie finanze, dopo il viaggio che mi ha condotto qua, non sono esattamente abbondanti...
  7. Elle Attraversiamo l'arsenale, dove la mia smania di metter le mani su tutto quel ben di dio mi assale, forte come non mai. Quando poi incrociamo la Cercascogli, un timore reverenziale mi coglie; benché arrivi da lontano, molto lontano dalle zone solitamente battute dalla nave, le sue leggende tra i marinai sono corse perfino nel profondo sud da cui provengo. Con voce soffocata, mi limito semplicemente a chiedere E' davvero lei? allungando una mano come per sfiorarla. Non mi fermo però, visto che un desiderio più forte mi guida. E quando finalmente appare, la mia bambina, così fuori dall'acqua, come una donna nuda, una lacrimuccia mi corre sul viso Incubo grido senza ritegno, correndole incontro incurante degli ammonimenti Cosa ti stanno facendo, piccola mia aggiungo accarezzando la pittura appiccicosa sullo scafo. Nonostante le mie preoccupazioni, ho notato che i maestri d'ascia dell'arsenale sono persone competenti, estremamente competenti, quindi mi trattengo dal mettermi ad urlare ordini su come fare o non fare le cose. Indietreggio, lasciando gli operai alla loro opera, e mi rivolgo invece ad Iver Non me l'avete maltrattata... grazie... esclamo riconoscente ...adesso però ho una domanda, e non so se vi piacerà. Abbasso la voce, in maniera che gli operai non sentano, anche se il casino dell'arsenale copre qualunque conversazione senza difficoltà A bordo avevo un... ospite ecco... legato e imbavagliato... aggiungo schivando gli occhi dell'uomo, appena appena imbarazzata ...vorrei sapere se è ancora lì... o l'hanno portato via... ecco... Finalmente alzo lo sguardo e lo fisso negli occhi, appena appena arrossita (cosa che, nel mio caso, è palese ed evidente nonostante l'abbronzatura), aspettando una risposta. Per essere il primo incontro col tizio che dovrebbe illustrarci l'attività della Loggia e le nostre mansioni e doveri, un mostro legato nella stiva all'insaputa di tutti non è esattamente un buon biglietto da visita. ma pazienza.
  8. Duerdal Mi isolo un poco, gettandomi a capofitto nel lavoro di organizzare il campo. Tutti questi battibecchi non fanno bene alla mia tranquillità. Sento, più urgente che mai, la necessità di una pinta. Rimugino un poco mentre lego il pony ad un sasso nascosto tra l'erba alta e secca. Non indosso l'armatura, ma l'ascia la metto lo stesso alla cintola: se Gretto ha visto compagnia, tanto vale esser pronti ad accoglierla. Il vecchio sarà svalvolato, ma la cosa non mi secca né disturba: venendo da una compagnia di kuldjargh, sembra fin troppo normale; e poi vecchio o no, gli occhi gli funzionano bene comunque. Un vecchio detto mi salta in mente mentre rifletto sulla cosa, una di quelle frasi criptiche che talvolta i più navigati tra i miei ex-compagni tiravano fuori. Dopo averla rimestata un pò nel cervello, la sussurro a mò di mantra Il pazzo apre le vie che poi l'uomo savio percorre. Mi rilasso completamente pensando a quelle parole, e con la calma arriva la decisione. Alla prima sosta in una città o in un insediamento qualunque, andrò a cercare un paio di botti, un mulo e mi metterò a lavorare, durante le soste: è impossibile viaggiare senza un pò di birra ad accompagnare la noia.
  9. Elle Strabuzzo gli occhi a sentire cosa dice l'uomo, sul fatto che mai un'imbarcazione possa risultare abbandonata e, peggio, che qualcuno le possa mettere le mani addosso senza il mio permesso. Apro e chiudo la bocca, gonfiandomi come un tacchino e arruffando le penne, senza peraltro riuscire a sputare una singola parola. La bocca secca, ora impastata dai biscotti, reclama liquidi, e l'idea che siano ricchi di alcool e forti abbastanza da stendermi in un unico colpo non sembra troppo male. Registro a malapena l'informazione sui Tabaxi e le attività dei Mastini, tutta presa dall'idea di sconosciuti che sabotano la mia bambina. Alla fine riesco a sbottare, in un tono soffocato dalla rabbia dissimile dal solito morbido e languido Dov'è? Non riesco ad aggiungere nient'altro, neanche il semplice accenno all'inquilino legato come un salame all'interno. Prego solo che gli idioti non lo liberino o uccidano per semplice divertimento. Con voce microscopica e soffocata aggiungo Voglio vederla. Dov'è? Dov'è la mia bambina?
  10. Duerdal Andiamo maluccio, troppe teste e ognuna con un idea diversa. Siamo appena partiti, per fortuna, ancora non patiamo il logorio del tempo a stretto contatto e i continui piccoli ed insignificanti segni d'attrito che portano a litigate e scazzottate. Un minuscolo singhiozzo mi sfugge di gola, al ricordo di tutte le risse nelle ultime carovane, dove la banda di kuldjargh di cui facevo parte aveva un proprio metodo alternativo per scaricare la tensione. Accampiamoci oltre la duna, sul lato opposto a questo. Ci sarà meno vento e saremo riparati anche quando il sole comincerà a calare. Dico senza rivolgermi a nessuno in particolare, giusto perché si sappia. Tanto, la mia idea è di dormire senza pensare. Questo mi fa sorridere, stendendo le labbra screpolate alle raffiche secche e gelide, come prima erano roventi e secche. Per fortuna la rugiada porterà qualcosa di umidità, che rimpiangeremo amaramente non appena il sole farà di nuovo capolino. Sbuffo, pensando a quanto la steppa sia più pratica da affrontare.
  11. Elle Squadro il tizio dalla testa ai piedi, cercando di valutarlo con un colpo d'occhio, ma la cosa sembra difficile. L'uomo è alto e grosso e porta abiti di buona fattura, una bella mostra di attrezzi alla cintura. Non sembra scortese né burbero come di solito sono i portuali, ma forse è solo un'apparenza. Non esattamente, no. Stiamo cercando il Mastro Carpentiere. Ci manda Kilash aggiungo poi, tirando fuori la lettera del ragazzo, ma senza avvicinarmi all'uomo. E io sto cercando la mia barca, anche. Una scialuppa attrezzata a sloop, era ormeggiata lungo la banchina ma è stata portata via, qui nella darsena della Loggia. Si chiama Incubo. Fisso l'uomo, cercando di capire dalla sua espressione se sa qualcosa, anche prima che risponda.
  12. Duerdal Guardo il carrettiere con sufficienza, indeciso se prenderlo in giro o peggio. Din, io non vedo ripari in questa radura infinita. Il vento non è forte, quindi non ci serve un riparo da esso. E non vedo fonti d'acqua, unica cosa utile con questo caldo. Visto che avete già viaggiato per di qua, renditi utile dicendoci se c'é qualche fonte, o un oasi, un laghetto, una pozza.... Gli volto le spalle e mi rizzo sulle staffe, per aumentare, anche se di poco, la visuale. Nel crepuscolo imminente, nulla però fa presagire a qualcosa di simile. Solo infinita distesa di erba secca e i contrafforti della Grande Crepa. @Jeromonty
  13. Elle Nonostante la rabbia, mi godo lo spettacolo dell'Arsenale. Venendo da un porto, apprezzo le differenze e le migliorie di un'altro, e questo è spaventosamente avanti rispetto a Solyst. Più grande, più attrezzato, più frequentato. Dappertutto portuali che vanno e vengono, e ogni genere di materiale e dotazione possibile. In cuor mio una lacrimuccia e un profondo desiderio di mettere le mani su un pò di quel ben di Dio per risistemare Incubo. Dici che siamo nel posto giusto? mi rivolgo a Deneb, prima che la smania sia di trovare Incubo che quella di metter mano a una ventina di braccia di cavo da un pollice e qualche caviglia mi assalga.
  14. Duerdal Faccio procedere lentamente il pony lungo la discesa, più preoccupato di dovermela fare a piedi che per l'incolumità della bestia. La sento già accaldata e stanca, e seriamente provata dal mio peso. Per un attimo, il ricordo, peraltro poco piacevole, di un viaggio ai bordi dell'area desertica mi solletica la mente: a piedi, con quell'eterno sapore di polvere in bocca, persino quando si mangiava, il caldo atroce che non concedeva tempo neanche al sudore di scorrere, la fatica immensa di camminare nella sabbia. Mi si asciuga la lingua a pensarci. Accarezzo il collo dell'animale, ringraziando che sia lui a dover trascinare i piedi e non io, per il momento.
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