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Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle esce il 5 Aprile in italiano

Qualche tempo fa vi avevamo fatto sapere che la Asmodee Italia aveva reso note le date di uscita indicative per i due prossimi supplementi di D&D 5e in italiano. Ora, come descritto sul sito ufficiale della Asmodee, è finalmente disponibile la data definitiva per uno di essi: Waterdeep: il Dungeon del Mago Folle, infatti, uscirà il 5 Aprile 2019.
Il 28 Marzo 2019, inoltre, uscirà la versione italiana di un nuovo Schermo del DM collegato alle due avventure su Waterdeep.
Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle (Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage) è un avventura per personaggi di livello 5-20 che prosegue le vicende descritte nell'avventura Waterdeep: Il Furto dei Dragoni (Waterdeep: Dragon Heist), uscita il 24 Gennaio. Le due avventure, tuttavia, sono totalmente indipendenti, quindi potrete giocare Il Dungeon del Mago Folle anche se non avete acquistato Il Furto dei Dragoni. Grazie a Il Dungeon del Mago Folle avrete la possibilità di esplorare i 23 livelli del misterioso mega-dungeon di Sottomonte, creato dal mago pazzo Halastar al di sotto della città di Waterdeep.
Per ulteriori informazioni sull'avventura, potete leggere l'articolo di annuncio e la recensione che abbiamo pubblicato su Dragon's Lair:
❚ Annuncio di Waterdeep: Dungeon of the Mad Mage (Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle)
❚ Recensione di Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle
Qui di seguito, invece, potete trovare le descrizioni dell'Avventura e dello Schermo del DM pubblicate sul sito della Asmodee:
Dungeons & Dragons - Waterdeep: Il Dungeon del Mago Folle
Nella città di Waterdeep c’è una taverna, il Portale Spalancato, che trae il suo nome da un profondo pozzo che si apre nella sua sala comune. In fondo a quel pozzo si snoda un dungeon labirintico che solo gli avventurieri più intrepidi osano sfidare. Quel dungeon, noto come Sottomonte, è il dominio del mago folle Halaster Blackcloak. Da tempo immemore il Mago Folle si nasconde in quelle oscure profondità, disseminando mostri, trappole e misteri nella sua tana... e nonostante le mille dicerie e speculazioni, nessuno sa dire a quale scopo.
Questa avventura ha inizio là dove Waterdeep: Il Furto dei Dragoni terminava, accompagnando un gruppo di personaggi di livello pari o superiore al 5° fino al 20° livello, qualora decidano di esplorare la dimora di Halaster fino in fondo. Questo volume descrive ventitre livelli di Sottomonte, e il rifugio sotterraneo di Skullport. Tesori e segreti in abbondanza vi attendono, ma avanzate con cautela!
Lingua: edizione interamente in italiano.
Data: 5 Aprile 2019.

Dungeons & Dragons: Waterdeep: Schermo del Dungeon Master
Questo schermo è stato appositamente progettato come strumento per l'avventura di Waterdeep. Un lato presenta opere d'arte evocative dell'avventura, mentre l'altro mostra un recap dei crimini, delle scene cittadine, degli alloggi e altro ancora per una rapida consultazione.
Lingua: edizione interamente in italiano.
Data: 28 Marzo 2019.

Sito ufficiale della Asmodee Italia: http://www.asmodee.it/
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Novità sull'Artefice

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Marzo 2019
Un buon giorno a tutti, oggi andremo a dare uno sguardo all'Artefice. Abbiamo con noi due dei creatori, Keith Baker e Jeremy Crawford, che ci forniranno informazioni e considerazioni su cosa rende questa nuova classe veramente unica! Diamoci assieme uno sguardo.
L'Artefice è una nuova classe molto interessante e apprezzo molto il ruolo che sembra volersi ritagliare. Si tratta di una sorta di Warlock mischiato con un Paladino che ha deciso di focalizzarsi nel supportare gli altri. Non lancia incantesimi come un vero e proprio incantatore, ma ha tutta una serie di capacità uniche che gli forniscono dei vantaggi, tra cui alcune che lo rendono davvero prezioso per gli alleati. Tuttavia queste considerazioni sono secondarie in merito a ciò che un'Artefice evoca come immagine mentale. Quindi come si gioca un'Artefice?

In questo modo
Uno degli aspetti principali con cui si potrebbe avere dei problemi è il come si possano usare gli strumenti per lanciare incantesimi. Keith Baker, lo sviluppatore di Eberron e creatore originale dell'Artefice, ha dei consigli da darci. Il concetto principale che ci vuole trasmettere direi che è il fatto che l'Artefice rappresenta un'occasione per ampliare le nostre partite e prendere davvero le redini di ciò che un personaggio può fare, considerando che buona parte di ciò deriva dal flavour.

L'opinione di Keith Baker
Vediamo cosa ha da dire Keith Baker:
Il punto fondamentale direi che riguarda il FLAVOR. Da una prospettiva NARRATIVA un artefice non sta "lanciando un incantesimo" come un mago o un chierico, anche se sta usando degli strumenti per produrre effetti magici. Come viene spiegato nel paragrafo sulla magia dell'artefice, anche se essa segue le regole già stabilite per la magia da una prospettiva narrativa è qualcosa di decisamente differente. Un artefice deve usare degli strumenti per compiere effetti magici e la vera domanda è come questo appaia. MECCANICAMENTE un artefice non ha né benefici né svantaggi dati dal fatto che sta compiendo effetti magici in maniera non convenzionale. Ma fintanto che non avrete necessità di qualcosa che cambi le regole, si tratta di un'opportunità per aggiungere spessore al vostro particolare artefice.
Potrebbe sembrare qualcosa di semplice, ma nasconde un grande potenziale. Ecco alcune idee su come differenti strumenti possono aiutare a lanciare incantesimi:
Arnesi da Scasso: Tutti gli artefici sono competenti sia negli arnesi da scasso che negli strumenti da inventore e questo è dovuto al fatto che si usano entrambi in maniere molto simili. Gli arnesi da scasso includono grimaldelli e oggetti per manipolazioni accurate. Non potete usare un grimaldello per lanciare un dardo di fuoco contro qualcuno; il grimaldello vi serve per pulire quella valvola otturata nella vostra pistola drago. Naturalmente se volete inventarvi una qualche forma di artefice incentrato sui lucchetti potete farlo.
Scorte da Alchimista: L'alchimia mischia le reazioni magiche con la magia. Questo è il principio alla base di molte pozioni: la sfida nel creare pozioni è di sospendere la reazione mistica in modo che possa essere sfruttata in un secondo momento. Far scattare un effetto istantaneo risulta molto più semplice ed è questo il modo in cui potete usare le scorte da alchimista per lanciare i vostri incantesimi. Il vostro dardo di fuoco potrebbe essere una fialetta scagliata o una sorta di pistola-drago come accennato sopra, che attiva e sputa un miscuglio infiammato. Spruzzo velenoso potrebbe essere spiegato come un getto di sostanze immonde. Cura ferite, vita falsata, Respirare sott'acqua potrebbero tutte essere pozioni da miscelare sul momento. Camuffare sè stesso o Alterare Sé stesso potrebbero essere dei cosmetici con poteri mistici.
Strumenti da Cartografo: Questa è una sorta di rivisitazione dell'esperto di sigilli. Da un lato potete usare i vostri strumenti disegnando appunto glifi e sigilli. Ma potete anche essere più creativi e specializzarvi nel calcolo delle ley line oppure nelle relazioni tra i piani. Essenzialmente il vostro mondo è pieno di minuscole zone di manifestazione magica che aspettano solo di essere attivate; usando i vostri strumenti potete calcolare gli allineamenti necessari per incanalare le energie di cui avete bisogno.
E questi erano solo tre possibili esempi. Se darete una lettura all'intero articolo potrete trovare ulteriori esempi su come dare un flavor e uno spessore unico al vostro Artefice. In realtà potete trovarci idee ed ispirazioni per personaggi di ogni classe.

Andando oltre vi facciamo anche presente che, come parte dell'edizione mensile di Dragon+, c'è anche stato un live stream di Jeremy Crawford, lo sviluppatore capo di D&D 5E, in cui ha parlato dell'Artefice
In questo stream abbiamo scoperto che ciò che abbiamo visto finora è solo una parte dell'Artefice, ci saranno nuovi dettagli in un futuro Unearthed Arcana. Cosa che ha acceso la nostra curiosità. Alcune altre informazioni degne di nota presentate in questo stream sono state:
L'Artefice ha una dimora specifica anche al di fuori di Eberron. Il Sondaggio correlato è veramente importante. Quando siete in dubbio contro un artefice ricordate che Controincantesimo funziona sempre. L'opinione di Jeremy Crawford sull'Artefice
Articolo di J.R. Zambrano del 15 Marzo 2019
Ecco per voi un altro video sull'Artefice, cortesia dello sviluppatore capo di D&D 5E (nonché eminente DM della Acquisitions Incorporated) Jeremy Crawford.
Potrete scoprire i tratti distintivi di questa nuova ed innovativa classe di D&D tramite le parole di uno dei suoi sviluppatori.
Crawford fa delle affermazioni veramente fantastiche: l'Artefice dà il suo meglio quando viene posta l'enfasi sulle scelte dei giocatori. La classe è di sua natura estremamente flessibile in pressoché ogni aspetto, che si tratti di differenti capacità da dare al proprio Homunculus o alla propria Torretta (Turret), della capacità di scambiare i Trucchetti o di preparare lo strumento giusto per una data circostanza, infondendo gli oggetti di magia. Avere questa versatilità di fondo fornisce davvero quella sensazione di una sorta di MacGuyver della magia. In qualunque situazione si trovi, un Artefice potrà tirare fuori qualcosa in grado di aiutare.

Viene anche presentata un'interessante interpretazione per le invenzioni. Cosa ancora più interessante è il fatto che ci saranno ulteriori contenuti per l'artefice in arrivo tra qualche tempo. Anche se l'unico dettaglio menzionato è che tali contenuti aggiuntivi esistono da qualche parte e che usciranno dopo che la WotC avrà finito di lavorare ai progetti attuali (Ghosts of Saltmarsh e il prossimo grande modulo di avventura), ciò punta fortemente verso qualcosa di nuovo che potrebbe coinvolgere Eberron.

Un altro aspetto su cui vale la pena soffermarsi è quanto supporto un Artefice può offrire in un gruppo, fornendo alcune cure extra (nonché delle cure proattive che gli permettono di fare altre cose) e donando fantastici poteri al gruppo sotto forma dei suoi oggetti infusi. Anche se le altre classi potrebbero essere un po' più focalizzate, l'Artefice è flessibile a sufficienza da permettervi di fargli fare ciò che voi volete fargli fare.

Anche se non giocherete un Artefice, questa classe è ottima per spingervi a considerare ex-novo il flavor dei personaggi. Mi sono reso conto che la mia tendenza di considerare in maniera astratta i miei attacchi (specialmente gli incantesimi) è decisamente calata dopo che ho avuto modo di mettere mano all'Artefice, che rende veramente intrigante aggiungere flavor ai propri incantesimi. Questi stessi principi possono funzionare per qualsiasi altro incantatore o spadatore (o pugnatore?), ma è facile dimenticarsene. Ad ogni modo tra non molto dovremmo poter vedere il prossimo Arcani Rivelati e speriamo che contenga nuovo materiale per l'Artefice.
Buone Avventure!
Link agli articoli originali:
https://www.belloflostsouls.net/2019/03/dd-the-artificer-or-how-to-cast-fireball-with-lockpicks.html
https://www.belloflostsouls.net/2019/03/dd-jeremy-crawford-on-the-artificer.html
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Novità sulla DM's Guild per Eberron

Keith Baker, il creatore originale di Eberron, si è associato con altri autori per produrre un nuovo supplemento di 164 pagine in PDF per Eberron, a fare da seguito alla Wayfarer's Guide to Eberron uscita qualche mese fa. Questo supplemento è ora disponibile per $14.95 sulla DM's Guild.

Oltre che da Keith Baker questo supplemento è stato scritto da Ruty Rutenberg, Greg Marks, Shawn Merwin e Derek Nekritz.
Esso contiene nuovi archetipi basati sulle classi di prestigio della 3E, razze, talenti razziali, nuove forme di marchi del drago, più informazioni sulla storia e sul mondo di Eberron e svariati agganci narrativi.
Link all'articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?6145-Morgrave-Miscellany-Eberron-Sourcebook-from-Keith-Baker
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Un Tuffo tra Presente e Passato con Spedizione ai Picchi Barriera

Articolo di Morrus del 11 Marzo 2019
Dopo Nelle Terre di Confine (Into the Borderlands) e L’Isola del Terrore (The Isle of Dread), Goodman Games convertirà anche l’avventura fantascientifica Spedizione ai Picchi Barriera (Expedition to the Barrier Peaks) per D&D 5E.

Annunciata alla Gary Con questo fine settimana quest'avventura verrà rilasciata a settembre. Come le altre avventure della linea Original Adventures Reincarnated essa conterrà il modulo originale, gli allegati da consegnare ai giocatori e una versione del modulo aggiornata alla 5E.
L’avventura vanta la presenza di una nave spaziale che si è schiantata, di robot, pistole laser e uomini pianta.
Potete trovare maggiori informazioni direttamente sul sito web della Goodman Games consultabile qui.
Link all’articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?6127-Goodman-Games-Next-Reincarnation-Is-Expedition-To-The-Barrier-Peaks
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Chi vuole un GdR di Labyrinth?

Articolo di Morrus del 12 Marzo
Premesso che David Bowie è una delle persone migliori che abbia mai camminato sulla terra, la risposta alla domanda del titolo di quest'articolo è semplice: io! Qui di seguito potete leggere il post di Questing Beast su Twitter riguardo a un GdR di Labyrinth creato dalla River Horse Games.

"Il progetto GdR segreto per cui sono stato assunto è... [Labyrinth]
Lo sta creando la River Horse Games, che ha lavorato sulla struttura generale e sulle meccaniche. Sto scrivendo il 90% dell'avventura, che costituirà gran parte del libro. 90 scene collegate tra di loro piene di sfide in stile OSR. Ma le regole avranno tutt'altro "sapore".
Vedrete solo circa 1/3 delle scene in ogni giocata, dato che tirerete un dado per capire cosa scoprirete dopo. Legando le scene creerete una nuova mappa del Labirinto in ogni campagna. Più o meno ogni scena ha un generatore casuale che aggiunge qualche particolarità, così che due partite non possano mai essere uguali.
Le meccaniche sono molto semplici, perfette per nuovi giocatori e DM (scusatemi, "Re dei Goblin") e ci sarà un orologio con 13 ore che si muoverà lentamente durante l'avventura. Se non "vincerete" in tempo verrete SCONFITTI. Ricominciate e provate ad arrivare più lontano.
E' stata prestata un sacco di attenzione al layout. Ogni scena è stata distribuita su due pagine, con tutto ciò che avete bisogno di conoscere davanti a voi. Potrete usare dei segnalibri per tracciare i vostri progressi nel libro mentre risolvete nuove sfide.
Sarà pieno delle illustrazioni di Brian Froud da "I Goblin di Labyrinth" (The Goblins of Labyrinth), così come lavori di altri artisti. La River Horse sta lavorando per essere sicura che il libro abbia una qualità decisamente alta, così da rivaleggiare con i migliori prodotti OSR che sono in uscita".
Link all'articolo originale: http://www.enworld.org/forum/content.php?6130-Who-Wants-A-Labyrinth-RPG
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Lord Danarc

Pathfinder 2e Impressioni su pathfinder 2e - beta

Messaggio consigliato

Ho visto che si è parlato spesso di P2.0 ma più che altro per determinare a che punto sia la situazione, mentre non ho trovato un topic con le impressioni di questa community. Ho visto il manuale di Playtest in italiano a Lucca (che è rimasto li) e ho avuto modo di dare un'occhiata alla versione updatata del manuale in inglese. Se mi sono perso il topic in cui si parla di questo chiedo scusa, potete chiudere istant (magari segnalandomi quel topic).

Per il resto mi sono approcciato a P2.0 perché ultimamente, dopo un paio di anni di gioco, la 5e inizia ad andarmi stretta. Troppo facile, poca roba e sopratutto inizia a starmi sulle balle il fatto che per livellare il PG ci vogliano sui 20 secondi, un paio di minuti se sei caster e devi decidere le spell. Sinceramente inizio a sentire la mancanza delle molteplici opzioni che c'erano in precedenza, pur senza arrivare all'infinito e oltre di 3-3.5-3.P.

Avendo potuto dare un'occhiata alle regole (sempre comunque in mutamento, stante il Playtest) ho notato una netta differenziazione rispetto a prima. Intanto alla creazione del personaggio. Potrebbe sembrare macchinoso, ma in realtà non lo è molto. si tratta di aggiungere bonus assegnati da quella che una volta era la razza, background e classe, oltre a quelli free. ho letto sul forum che c'è anche un'apposita app che aiuta, ma non mi sembra particolarmente difficile buildare il PG. certo se uno è abituato alla 5 potrebbe smettere di leggere a pagina 5.

La storia delle azioni è interessante. Certo un po' macchinosa e probabilmente avrà bisogno di appositi segnalini, ma l'idea di avere tre azioni da riempire come si vuole e che gli incantesimi necessitino di più azioni a seconda del numero di componenti è molto intrigante. Quindi uno può muoversi tre volte, attaccare tre volte o fare qualsiasi combinazione di questi, mente lanciare un incantesimo con componenti materiali e somatiche richiede due azioni, uno con componenti materiali, verbali e somatiche tre.

Le classi sono (finalmente?) più complesse che in 5. molte delle abilità che si acquisiscono con i livelli si basano sull'aumento del livello di competenza in vari aspetti, dalle skills alle armi ecc. Residuano alcune abilità di classe specifiche, come l'attacco furtivo del ladro, che però arriva al max a 4d6 (mi pare). Sarà interessante vedere come impatterà nel gioco questa modifica. Inoltre i PF sono fissi. 10+cos per il guerriero o 8+cos per il chierico e così via. Ci sono una marea di talenti divisi per tipo (retaggio, di classe...) e questo permetterà un'enorme differenziazione e anche molti trick. Inutile dire che mi piace molto. I talenti possono funzionare sempre o essere attivati tramite azioni, reazioni o azioni libere. 

Come dicevo il sistema di abilità a proficiency mi piace, semplifica il vecchio concetto di gradi in abilità ma non lo stantardizza eccessivamente come in 5e (la cosa che mi piace meno della 5 è la gestione delle abilità solo tramite la competenza).

Insomma quello che emerge da una veloce lettura è una gestione del personaggio  decisamente più pesante della 5 e che si avvicina a quella di 3 edizione. Non ho avuto modo di guardare ancora le sezioni successive alle classi, e non so bene come gli incantesimi possano impattare, ma mi riprometto di farlo appena possibile. 

In conclusione, a me questa beta intriga, e non escludo di poter ripassare a P2.0 dopo l'estate (e dopo aver finito la campagna di 5e attuale) proprio perchè la 5 inizia a stancarmi con le sue poche opzioni dal punto di vista delle regole. Troppa semplificazione alla lunga mi stanca, per quanto il bilanciamento che ha la 5e sarà difficile da eguagliare (sopratutto in un prodotto più complicato come P2.0) ma dovendo porre sulla bilancia questi aspetti preferisco (idealmente) un gioco più pesante.

Da quello che ho letto nel forum però mi è sembrato di intendere che perlopiù non si è molto favorevoli a questa seconda edizione o mi sbaglio? Che ne pensate di quello che sta venendo fuori?

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1 ora fa, Lord Danarc ha scritto:

Che ne pensate di quello che sta venendo fuori?

Non mi piace.

Eccessivamente, anzi, inutilmente pesante e ancora troppo legato al concetto di system mastery e di R0 per i miei gusti.

Probabilmente sarà gradito da una grossa fetta dei fans della prima edizione, ma ho la sensazione che la complessità raggiunta rischi inoltre seriamente di essere letteralmente intimidatoria per i neofiti.

My two cents, of course.

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Da giocatore della prima edizione mi piace.

Il sistema delle tre azioni, dopo un po' di pratica, risulta migliore della vecchia suddivisione in azioni standard, round completo, movimento, free, swift

Il nuovo multiclasse migliora di gran lunga quello presentato nel pathfinder Unchained che personalmente trovo ottimo 

Le revisioni portate alle razze permetteranno alle stesse, una volta che avremo a disposizione una buona fetta di talenti, ad avere un maggiore impatto anche ai livelli successivi così, magari, da evitare il: "faccio l'umano che così ho un talento in più" 

Unica pecca i talenti di skill, troppo inutili nella maggior parte dei casi

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L'impressione che avevo avuto a inizio playtest era di una bella struttura riempita di cose poco interessanti, come tutti i vari talenti da +1.

Non so come sia la situazione ora, ma dal poco che avevo seguito non mi pareva che i designer si muovessero nella direzione giusta. Non nel senso di fare un gioco che non piace a me (non è a me che deve piacere), ma di fissarsi su idee pessime (la risonanza) e seguire un modello di test che mi pare fallato (aggiornare metà degli incantesimi e lasciare l'altra metà, pure problematica, intonsa).

Questo a prescindere dal mio giudizio sul gioco, che mi sembra pignolo, pesante e anacronistico, ma di cui come dicevo non sono il target.

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Ho iniziato a giocare praticamente con Pathfinder e, una volta capito che si trattava di un gioco basato sulla System Mastery, ho accettato di buon grado e ho avuto la mia buona fetta di divertimento con la prima edizione.

Nutrivo diverse speranze con la seconda edizione, soprattutto speravo avrebbero ripreso molte cose proposte in Pathfinder Unchained che avevo adorato: la semplificazione di certi concetti e meccaniche in una direzione mirata solo a rendere più fluida l'esperienza (specie le classi unchained), il sistema di variant multiclassing (poi ripreso), insomma avevo grosse speranze che fosse un PF mirato a rendere più fluida l'esperienza di gioco, senza sacrificare la system mastery come è successo in D&D 5e (edizione che continuo tuttora a giocare).

 

Quello che mi sono trovato tra le mani all'uscita del playtest non è semplicemente quello che speravo fosse. La personalizzazione, apparentemente ampia, si rivela fasulla perchè le opzioni selezionabili sembrano volutamente poco incisive, come se il gioco avesse paura di dar fiducia al giocatore. La stessa lettura del manuale mi è risultata difficile, nel vero senso della parola: troppi giri di parole, troppi rimandi a pagine che rimandano ad altre pagine, che rimandano a regole poco chiare o la cui interpretazione in diversi casi non viene nemmeno spiegata. Non mi aspettavo un sistema di facile lettura, ma nemmeno uno zibaldone di regole verboso e irritante.

Personalmente, mi ha lasciato deluso, perchè mi dà l'impressione che si sia sforzato di andare in direzioni sbagliate.

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1 hour ago, The Stroy said:

L'impressione che avevo avuto a inizio playtest era di una bella struttura riempita di cose poco interessanti, come tutti i vari talenti da +1.

Non so come sia la situazione ora, ma dal poco che avevo seguito non mi pareva che i designer si muovessero nella direzione giusta. Non nel senso di fare un gioco che non piace a me (non è a me che deve piacere), ma di fissarsi su idee pessime (la risonanza) e seguire un modello di test che mi pare fallato (aggiornare metà degli incantesimi e lasciare l'altra metà, pure problematica, intonsa).

Questo a prescindere dal mio giudizio sul gioco, che mi sembra pignolo, pesante e anacronistico, ma di cui come dicevo non sono il target.

Il target è il vero problema. Pathfinder fa parte di un business model affermatosi negli ultimi quindici anni: pubblico manuali core nuova edizione, pubblico splatbook e moduli, dopo tot anni faccio una nuova edizione per ripetere il ciclo. I giocatori devono buttar via tutto e ripartire da capo senza che l'esperienza di gioco cambi. Il punto è proprio che il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco, quindi se vuoi resettare il mercato per vendere di nuovo tutto da capo non puoi introdurre innovazioni vere. Pure se ne metti poche rischi che ti scoppi tutto in faccia, vedasi la quarta edizione. Quindi metti cambiamenti di facciata.

A prescindere dall'etica della cosa, questo ha effetto sul design. Se la ragione principale per creare una nuova edizione è "fare una nuova edizione" è probabile che l'obiettivo della revisione non sia chiaro ai designer stessi. Velocizzare la gestione di gioco? Migliorare l'immersione? Rendere la simulazione più realistica? Aumentare l'epicità? Aumentare la drammaticità? Diminuire il tempo di preparazione delle sessioni? Implementare un sistema di creazione dei personaggi più flessibile?

Quindi vorrei capire: chi ha letto la beta quali miglioramenti si aspetta in gioco da questi cambiamenti?

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Se nessuno ne parla probabilmente nessuno ci gioca!

2 ore fa, Ji ji ha scritto:

Il punto è proprio che il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco

 

Quoto la perfetta consulenza di Jijux, la 3.0+ era una droga creata in laboratorio da Monte Cook e company, e riesce a dare un fortissimo effetto up (i down li conosciamo, parte gente che crede alla Stormwind fallacy). Io faccio outing e ammetto di essere drogato dell'unica roba divertente di 3.P, i.e. la creazione del personaggio.

"Il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco", non c'è molto altro da aggiungere, è così e basta. Io me ne sarei altamente fottuto della new wave di semplificazione e avrei impostato il gioco, dichiarandolo sin dall'inizio, sulla creazione e personalizzazione del personaggio. Perché non accentuare quello che ti differenzia (e che probabilmente ti ha fatto nascere, e non ti fa capitolare?)

Secondo me la cosa migliore da fare era chiamare Cook e company o meglio qualcun'altro, che minchia ne so un team di PhD quant, e immediatamente SBATTUTO LA CREAZIONE DEL PERSONAGGIO OVUNQUE, avrei cercato di iniettare la droga (la creazione del personaggio) in qualche modo nel flow di gioco stesso. 

Per esempio: ci sono alcune meccaniche che permettono di scegliere giorno per giorno incantesimi (gli spontanei), i talenti (martial flexibility), o altra roba (oggetti magici, privilegi di classe che ti permettono di scegliere opzioni giornalmente, etc.), quella è un'ottima base di partenza. Un'altra leva potente e già presente ma in misura irrisoria è il riaddestramento. Un'altra sono i talenti di leadership, o famigli, compagni animali ed eidolon, che quando muoiono puoi rebuildare (esempio: il Summoner che anziché avere un eidolon fisso lo può rebuildare ogni volta che lo evoca e il giocatore può sperimentare varie build). 

In questo modo, tra l'altro, permetti ai giocatori di sperimentare tutti i centomila manuali che necessita il tuo business model per sopravvivere. Magari fornire più opzioni per ogni manuale base (es. nel Core proporre 30 classi anziché 10, e in ogni espansione 20 archetipi anziché 5, insomma inflazionare un po' la situation, chi se ne fotte). Al massimo un po' di semplificazione nel modo in cui puoi integrare le opzioni nei personaggi e qualche roba sul combattimento, basta. 

Così si potrebbe giocare tra una sessione e l'altra, addirittura. Insomma aumentare il coefficiente di addicion della droga. 

Tanto, seriamente, chi se ne sbatte se il gioco diventa ancora più rotto (per il maggior numero di combinazioni possibili, impossibili da prevedere in fase di design)? La gente ha giocato alla 3.P per 15 anni, e all'80% dei giocatori non crea nessun problema!

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Seriamente, ci sono migliaia di discussioni qui su DL tra 3.5, 4, P e 5, non ho MAI, dico MAI e ripeto MAI. E te lo ripeto MAI e inoltre MAI, e poi MAI e poi MAI  visto nessuno che chiedesse se qualcun'altro avesse cercato di implementare tecniche di Improvisational Theatre (btw, qualcuno è mai riuscito a trovare un manuale? io provai ma nessun PDF serio sull'argomento) per ruolare un personaggio, o su come fare per ruolare bene un battutaro (io per esempio avrei consigliato di iscriversi a Spinoza.it e assorbire quell'atmosfera sbalorditiva), o un personaggio violento, o come riuscire a dare quella che in gergo tecnico della scrittura si chiama Voce del personaggio (espressioni ricorrenti, linguaggio utilizzato, uso delle pause) per non parlare del fatto che un gdr è meraviglioso perché si potrebbero inserire tecniche del cluster del linguaggio del corpo, la PNL, delle tecniche argomentative e altra roba che non cito per non fornirti il colpo di grazia ai cogliòni

 

Solo domande su build. Per dire quanto è forte la droga. A 'sto punto... :ka-old:

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In effetti implementare le amatissime meccaniche di creazione del PG nelle sessioni di gioco sarebbe un obiettivo di design estremamente appropriato! Chapeau.

Modificato da Ji ji
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1 ora fa, Lord Karsus ha scritto:

Seriamente, ci sono migliaia di discussioni qui su DL tra 3.5, 4, P e 5, non ho MAI, dico MAI e ripeto MAI. E te lo ripeto MAI e inoltre MAI, e poi MAI e poi MAI  visto nessuno che chiedesse se qualcun'altro avesse cercato di implementare tecniche di Improvisational Theatre (btw, qualcuno è mai riuscito a trovare un manuale? io provai ma nessun PDF serio sull'argomento) per ruolare un personaggio, o su come fare per ruolare bene un battutaro (io per esempio avrei consigliato di iscriversi a Spinoza.it e assorbire quell'atmosfera sbalorditiva), o un personaggio violento, o come riuscire a dare quella che in gergo tecnico della scrittura si chiama Voce del personaggio (espressioni ricorrenti, linguaggio utilizzato, uso delle pause) per non parlare del fatto che un gdr è meraviglioso perché si potrebbero inserire tecniche del cluster del linguaggio del corpo, la PNL, delle tecniche argomentative e altra roba che non cito per non fornirti il colpo di grazia ai cogliòni

 

Solo domande su build. Per dire quanto è forte la droga. A 'sto punto... :ka-old:

Cerca jeepform, vedrai che qualcosa si trova anche su D'L.

  • Grazie 1

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Gusti a parte, a me la cosa che ha più infastidito di Pathfinder 2 è stata la gestione del Playtest e le sconcertanti differenze fra quanto detto e quanto fatto dai Game Designer. E non mi sto riferendo alle frasi iniziali come: "Faremo un gioco semplice e bilanciato" che poi sono state puntualmente disattese, quelle sono solo trovate pubblicitarie e me ne frega poco.

Mi riferisco a cose come la presentazione della classe X, nella quale si commentava la capacità Y presentandola come molto importante quando poi, nel sistema di gioco, era poco utile o irrilevante... Insomma, non si capiva se i game designer stessero prendendo in giro l'utenza (atteggiamento deprecabile che da solo mi basta per non dare più una occhiata al gioco) o proprio non avessero capito il gioco che loro stessi stanno scrivendo (e questo è pure peggio, anche perché ne abbiamo già avuto un esempio con la 3.0 e 3.5 di game designer che non sapevano cosa stavano facendo!).

In generale quindi io non ci giocherò, sia per questione di gusti che "morali".

Per quanto riguarda l'implementazione poi effettiva delle meccaniche, so di qualcuno (@social.distortion per esempio) che con il suo gruppo aveva provato il playtest e diceva che la struttura del gioco non era male. Chiaramente ci sono obrobri (la risonanza) e altri piccoli errori qui e li (incantesimi o capacità sballati ecc), ma in generale lo avevo sentito più soddisfatto di quanto mi aspettassi. Ecco, diciamo però che se il target è social.distortion pubblicizzarsi come "semplice e bilanciato" non è una gran strategia di marketing.

 

PS: concordo (come praticamente sempre, anche quando siamo in disaccordo) con @Ji ji sulla questione business-related, questa cosa della nuova edizione per riproporre la stessa cosa mi perplime sempre! Capisco che non tutti possano permettersi grandi innovazioni (come hanno fatto in 5E, per rimanere su un gioco mainstream: stesso nome ma gioco completamente diverso) ma questo accanimento sul modello "ha funzionato una volta, funzionerà sempre" non riesco a capirlo!

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14 minuti fa, smite4life ha scritto:

questo accanimento sul modello "ha funzionato una volta, funzionerà sempre" non riesco a capirlo!

Non credo che il modello sia quello. Secondo me "Non cambiare" non è la scelta con cui Paizo evita di sbagliare: è la scelta con cui Paizo fa la cosa giusta, e cioè quello che il target richiede.
Siamo chiari: Pathfinder (1E) esiste letteralmente perché i suoi acquirenti non volevano cambiare gioco. Paizo non ha venduto alla gente un'alternativa a 4e, le ha ri-venduto il gioco a cui stava già giocando - che a sua volta era già la riedizione del gioco a cui stavano giocando prima (3.0).
Se uno nel 2019 gioca ancora a Pathfinder, un gioco che nel complesso ha quasi 20 anni, non è per mancanza di alterative: è perché vuole esattamente quella roba lì, e vendergli dell'altro non funzionerebbe.
Immaginare che continuare a riproporre la stessa cosa sia la scelta vincente non è miopia, è, almeno per quanto riguarda il target principale di Paizo, l'unica scelta possibile.
Il che naturalmente implica ogni tanto di dare una ritinteggiata a tutto, per il semplice fatto che le idee, prima o poi, finiscono.

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Il fatto che la struttura di base abbia 20 anni non significa che sia tutta da rifare. Con il passaggio prima da 3.0 a 3.5 e poi da 3.5 a PF sono stati ridotti diversi problemi, e almeno per quel che mi riguarda l'aspettativa per PF2 è sempre andata in questo senso: mantenere ciò che in PF1 funzionava bene e sistemare il resto. Purtroppo non ho potuto leggere con la cura che desidererei il manuale di playtest e tantomeno ho potuto provare il nuovo sistema, quindi non sono sicuro della mia opinione, ma mi sembra che alcuni miglioramenti ci sono stati (e ovviamente ci sono anche parti discutibili), per cui prima o poi gli darò una possibilità. Se, come per PF1, le regole sono disponibili online, provare non costa letteralmente nulla. Se il prodotto mi convince, allora comprerò anche qualche manuale.

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A dirla tutta PF2 mi sembra un salto più importante del semplice mantenere ciò che funziona e cambiare il resto, in particolare per via del fatto che non è più basato su 3.0, ma su 4e.

Detto questo il sistema di fondo rimane sempre quello, per qualcuno è anacronistico e pleonastico, per qualcun altro è l'unico modo di giocare, più tutte le vie di mezzo del caso, ricollegandosi ai discorsi di target di cui sopra.

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12 ore fa, The Stroy ha scritto:

per qualcuno è anacronistico

È proprio questo che non capisco. Un sistema può piacere o non piacere per molti motivi, ma la sua età non dovrebbe avere alcun valore intrinseco, né positivo, né negativo. Non mi sembra che ci siano discussioni simili per giochi come Monopoly (1935, quindi ben più vecchio) o, caso estremo, per gli scacchi.

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Di discussioni sul Monopoly ce ne sono di ben peggiori, chiedi a @fenna :^)

"Anacronistico" comunque non vuol dire semplicemente "vecchio", ma "invecchiato male", "non al passo coi tempi", "superato". Molti assunti e pratiche su cui si basa PF si sono dimostrati poco efficaci, ad esempio i bonus/malus numerici per rendere aspetti narrativi o caratteriali, ma pure vengono usati in abbondanza come se non esistessero alternative. Queste soluzioni non sono anacronistiche perché hanno vent'anni, ma perché hanno vent'anni e oggi ne esistono di migliori.

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16 ore fa, The Stroy ha scritto:

 e vendergli dell'altro non funzionerebbe.o 

Ma no dai Stroyux

A naso da quello che ho visto io (non molto in realtà), l'indie nel gdr non è come l'indie nella musica, nella letteratura o in molti altri ambiti in cui si cercano cose di nicchia, elitarie, sperimentali, il badnami dei persiani e di Emerson, non si cercano volutamente "worst practices" per fare selezione all'ingresso

Al contrario mi sembra che i gdr indie cerchino soluzioni abbastanza catchy e per migliorare l'esperienza di gioco, il problema è proprio che poche persone giocano quindi non c'è proprio spazio per l'esposizione (a differenza ripeto di altri ambiti in cui la bassa esposizione è voluta proprio dagli autori)

Per esempio la roba che ti leggo evangelizzare un post ogni sei, il fail forward, mi sembra abbastanza intelligente e pulita da poter essere inserita immediatamente dagli incumbent, il problema ripeto è che il gdr è proprio lento e microscopico come fenomeno sociale (a differenza ad esempio del noise che ci ha messo 30 anni ad essere assorbito in un contesto in cui l'assorbimento delle innovazioni è velocissimo, e la massa assorbita cicloscopica). 

Il problema che dici tu esisterà pure, ma potrebbe non essere né un problema della massa dei giocatori pigri o che non si informano, né degli autori che fanno "roba troppo avanti" ma proprio del fenomeno gdr, le cui dimensioni sono talmente piccole e il business model talmente inefficiente che richiede un unico grande centro gravitazionale (il monopolista, D&D) per non evaporare nel vuoto

Questo è quello che mi sembra, se poi conosci un gioco di ruolo che vuole proprio "peggiorare" l'esperienza di gioco (così come Finnegans Wake peggiorava l'esperienza di una lettura piacevole) dimmelo, ma tanto lo so che non esiste (e non esisterà mai.).

(Quindi per riconnettermi, penso che funzionerebbe eccome, non come chi clicca nel link di "musica" e chiude il video dopo 30 secondi; è solo una questione di pubblicità ed esposizione in generale)

 

 

p.s. e poi smettila :dictionary-old:di ripetere che 3.P è un sistema vecchio di 30 anni, abbiamo capito così come abbiamo capito che il fail forward è una soluzione elegante e molto utile; piuttosto informaci di altro, prova a enciclopedizzare tutte le nuove soluzioni di design che telli ma non showi, magari commentandole, oppure prova a scriverne tu qualcuna sul tuo blog, sennò rendi la tua intelligenza veramente inutile

Modificato da Lord Karsus
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Il 28/2/2019 alle 22:36, Checco ha scritto:

Cerca jeepform

C'è veramente poco online, poco. Per esempio non capisco a cosa si riferiscano nella pratica quando parlano di "metatechniques", "repetition" (of wat?!), non capisco nella pratica in che modo si distacchino dal fantasy a favore della vita reale (a naso sono robe che appena le vedi capisci ma a spiegarle vattelappesca), "dissolves character ownership" invece è molto immaginabile, comunque interessante, thanks 🙂 

post scriputum le righe di prima: da 'sto http://jeepen.org/games/upgrade/ link si capisce molto di più; bah, sostanzialmente è un gdr con pochissime regole e ambientazione reale; è una idea che penso abbiano avuto il 99% dei giocatori che non conoscevano la parola Jeepform, comunque penso che sia molto meglio del tipico gdr 

Molto meglio...

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Il gioco non lo giudico per l'innovazione delle meccaniche, anche perché vedo poco di nuovo da scoprire in generale.

Avendoci giocato posso dire le seguenti cose.

Potenzialità del sistema: molto alte. Il ruolo è ben definito e si ha la sensazione di poter decidere i punti di forza del personaggio, districandosi tra le diverse combinazioni, ben più facili da scegliere rispetto alle premesse. Anche creare il personaggio è alla fin fine facile, rispetto alle perplessità iniziali. La gabbia numerica è molto efficace e non appiattisce i personaggi, ma dà i giusti vantaggi e svantaggi, mantenendone nel complesso una forte coerenza ruolistica. Lo stesso vale per i mostri e per tutto il resto.

Gameplay: molto scorrevole e divertente. Il sistema a tre azioni combinato alle possibilità, dà modo di decidere con soddisfazione le tattiche, senza comunque mandare in palla i giocatori.

Immediatezza di gioco e delle regole: accettabile. Con così tante opzioni non è facile come in altri giochi padroneggiare il sistema e le sue regole e incantesimi. Ma onestamente non si può avere tutto. Su tante cose potevano fare meglio, ci sono comunque papiri necessari per giocare (basti pensare agli incantesimi di trasmutazione).

Bilanciamento poteri: molto schifo. Sicuramente sono da bilanciare gli incantesimi rispetto al resto del gioco, ce ne sono di poco utili e a volte non sono adeguati alle possibili di un combattente. Stessa cosa per i vari talenti e tante opzioni fatte male su cui spero lavorino per creare qualcosa che metta in risalto la marea di opzioni e combinazioni. A volte sei costretto a picchiare come miglior soluzione, anche da incantatore.

Opzioni e costruzione del personaggio: da paura. I giocatori con le sole opzioni del playtest possono fare quasi ogni concept della passata edizione, e non sto scherzando. Certo, non delle classi occulte o altre più specifiche... In ogni caso ci sono rimasto di stucco.

Nel complesso il gioco non raggiunge la sufficienza, vi sono errori grossolani da sistemare assolutamente, ma il sistema funziona e bene. Così come il target, bene o male hanno realizzato cosa mi aspettavo al tronco, ma vedo tanti rami da potare e altri da raddrizzare. Sono fiducioso che le cose migliorino e il prodotto finale possa essere adeguato come sequel del primo.

Per me il playtest serviva per vedere l'efficacia delle parti fondamentali, nascondendo apposta i dettagli.

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Il 4/3/2019 alle 01:25, Zaorn ha scritto:

Il gioco non lo giudico per l'innovazione delle meccaniche, anche perché vedo poco di nuovo da scoprire in generale.

Avendoci giocato posso dire le seguenti cose.

Potenzialità del sistema: molto alte. Il ruolo è ben definito e si ha la sensazione di poter decidere i punti di forza del personaggio, districandosi tra le diverse combinazioni, ben più facili da scegliere rispetto alle premesse. Anche creare il personaggio è alla fin fine facile, rispetto alle perplessità iniziali. La gabbia numerica è molto efficace e non appiattisce i personaggi, ma dà i giusti vantaggi e svantaggi, mantenendone nel complesso una forte coerenza ruolistica. Lo stesso vale per i mostri e per tutto il resto.

Gameplay: molto scorrevole e divertente. Il sistema a tre azioni combinato alle possibilità, dà modo di decidere con soddisfazione le tattiche, senza comunque mandare in palla i giocatori.

Immediatezza di gioco e delle regole: accettabile. Con così tante opzioni non è facile come in altri giochi padroneggiare il sistema e le sue regole e incantesimi. Ma onestamente non si può avere tutto. Su tante cose potevano fare meglio, ci sono comunque papiri necessari per giocare (basti pensare agli incantesimi di trasmutazione).

Bilanciamento poteri: molto schifo. Sicuramente sono da bilanciare gli incantesimi rispetto al resto del gioco, ce ne sono di poco utili e a volte non sono adeguati alle possibili di un combattente. Stessa cosa per i vari talenti e tante opzioni fatte male su cui spero lavorino per creare qualcosa che metta in risalto la marea di opzioni e combinazioni. A volte sei costretto a picchiare come miglior soluzione, anche da incantatore.

Opzioni e costruzione del personaggio: da paura. I giocatori con le sole opzioni del playtest possono fare quasi ogni concept della passata edizione, e non sto scherzando. Certo, non delle classi occulte o altre più specifiche... In ogni caso ci sono rimasto di stucco.

Nel complesso il gioco non raggiunge la sufficienza, vi sono errori grossolani da sistemare assolutamente, ma il sistema funziona e bene. Così come il target, bene o male hanno realizzato cosa mi aspettavo al tronco, ma vedo tanti rami da potare e altri da raddrizzare. Sono fiducioso che le cose migliorino e il prodotto finale possa essere adeguato come sequel del primo.

Per me il playtest serviva per vedere l'efficacia delle parti fondamentali, nascondendo apposta i dettagli.

Ah, dalle premesse non pensavo che non avrebbe raggiunto la sufficienza. 

Per il resto concordo con chi dice che il target è diverso, chi cerca qualcosa in PF lo fa avendo voglia di continuare a giocare con un gioco diverso dalla 5. Mentre il primo PF era un fix di 3 il secondo non è il fix di 5. 

Ho comunque notato da più parti (anche fuori dal forum) una forte critica al bilanciamento, sopratutto relativo ad incantesimi e simili. Speriamo che questi problemi vengano risolti. 

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