Jump to content

Benvenuto in Dragons´ Lair

La più grande e attiva community italiana sui Giochi di Ruolo.
Accedi o registrati per avere accesso a tutte le funzionalità del sito.
Sarai così in grado di discutere con gli altri utenti della community.

Quella copertina di Eberron è solo un segnaposto

Negli ultimi giorni numerose persone, sia negli USA che in altre parti del mondo, hanno iniziato a lamentarsi della qualità della copertina fin ora mostrata per Eberron: Rising from the Last War, primo manuale d'ambientazione cartaceo su Eberron per la 5e. Jeremy Crawford, dunque, Lead Designer di D&D 5e, ieri ha voluto rassicurare tutti con un Tweet, spiegando che la copertina fin ora mostrata su Amazon e sul sito ufficiale di D&D è una illustrazione interna al manuale usata come segnaposto (considerato che la news del manuale è diventata nota grazie al suo avvistamento sullo store di Amazon qualche giorno fa, non mi stupirei se la WotC fosse stata costretta a scegliere una immagine a caso perchè presa in contropiede e obbligata a rivelare il manuale prima del previsto, NdR). La vera copertina del manuale, creata da Ben Oliver, deve invece essere ancora rivelata.
L'immagine utilizzata al momento possiede più dettagli di quanto rivelato sulla copertina segnaposto. Potete vederla qui di seguito (cliccate sull'immagine per ingrandirla):

Read more...

Crawford rivela le razze presenti in Eberron: Rising from the last War

Attraverso il suo account Twitter, il Lead Designer Jeremy Crawford ha deciso di rivelare quali razze giocabili appariranno in Eberron: Rising from the Last War, il primo manuale ufficiale cartaceo su Eberron per la 5e in uscita il 19 Novembre 2019.
Le vere e proprie nuove Razze saranno:
Warfarged (Forgiati) Changelings (Cangianti) Kalashtar Shifters (Morfici) Nel manuale, inoltre, compariranno anche le versioni giocabili di:
Goblin Bugbear Hobgoblin Orchi (in un altro Tweet, Crawford chiarisce che gli Orchi di Eberron saranno leggermente diversi rispetto a quelli pubblicati in Volo's Guide to Monsters)
Read more...

Eberron: Rising from the Last War arriva a Novembre!

La Wizards of the Coast ha rivelato la data di uscita e il prezzo del primo manule d'ambientazione collegato a uno dei setting classici di D&D. Si tratta di Eberron: Rising from the Last War, specificatamente descritto come un "D&D Campaign setting and adventure book" (manuale d'ambientazione e d'avventura). Il manuale in lingua inglese uscirà il 19 Novembre 2019 al prezzo di 49,95 dollari (non sono ancora noti data di uscita e prezzo della versione italiana) e conterrà, oltre alle informazioni generali sul mondo di Eberron e un approfondimento dedicato alla città di Sharn, una campagna d'avventura ambientata nella regione del Mournland, nuove opzioni per PG, (tra cui la nuova Classe dell'Artefice e i Marchi del Drago), navi volanti, la nuova regola del Group Patron (un Background per il gruppo intero) e molto altro ancora.
Qui di seguito trovate la descrizione ufficiale di Eberron: Rising from the Last War, mentre in fondo all'articolo vi mostriamo la copertina standard del nuovo manuale e quella speciale della versione limitata (per ingrandire le immagini cliccate su di esse).
 
Eberron: Rising from the Last War
Esplorate le terre di Eberron in questo supplemento di campagna per il più grande gioco di ruolo al mondo.
Che sia a bordo di di una nave volante o della cabina di un treno, imbarcatevi in una emozionante avventura avvolta nell'intrigo! Scoprite segreti sepolti per anni da una guerra devastante, nella quale armi alimentate dalla magia hanno minacciato un intero continente.
Nel mondo post-bellico la magia pervade la vita di ogni giorno e persone di ogni sorta si riversano in Sharn, una città di meraviglie dove i grattacieli squarciano le nubi. Troverete la vostra fortuna nelle squallide strade cittadine oppure rovisterete gli infestati campi di battaglia alla ricerca dei loro segreti? Vi unirete alle potenti Case dei Marchi del Drago, spietate famiglie che controllano tutte le nazioni? Cercherete la verità in qualità di reporter di un giornale, di un ricercatore universitario o di una spia governativa? Oppure forgerete un destino in grado di sfidare le cicatrici della guerra?
Questo manuale garantisce strumenti di cui sia i giocatori che il Dungeon Master hanno bisogno per esplorare il mondo di Eberron, inclusi la Classe dell'Artefice - un maestro delle invenzioni magiche - e mostri creati da antiche forze belligeranti. Eberron entrerà in una nuova era di prosperità o l'ombra della guerra discenderà su di esso ancora una volta?
Una completa guida di campagna per Eberron, un mondo dilaniato dalla guerra e armato da tecnologia alimentata dalla magia, da uno dei titoli più venduti sul DMs Guild: Wayfarer's Guide to Eberron. Una veloce immersione nelle vostre avventure pulp grazie all'utilizzo dei luoghi d'avventura facili da usare e creati per il manuale, contenenti mappe di treni folgore (lightning trains), navi volanti, castelli fluttuanti, grattacieli e molto altro. Esplorate Sharn, una città di grattacieli, navi volanti e intrighi in stile noir, e crocevia per le genti del mondo sconvolte dalla guerra. Include una campagna per personaggi interessati ad avventurarsi nel Mournland. Giocate l'Artefice, la prima classe ufficiale ad essere rilasciata per la 5a Edizione di D&D dall'uscita del Manuale del Gioatore. L'Artefice fonde magia e invenzione per creare oggetti meravigliosi. Create il vostro personaggio usando un nuovo elemento di gioco: il Patrono di Gruppo (Group Patron), un Background per tutto il gruppo. 16 nuove razze/sottorazze - il numero più alto rispetto a quelle pubblicate fin ora negli altri manuali di D&D - in cui sono inclusi i Marchi del Drago, che trasformano magicamente certi membri delle razze del Manuale del Giocatore. Affrontate mostri orrorifici nati dalle guerre più devastanti del mondo. DETTAGLI DEL PRODOTTO
Lingua: inglese
Prezzo: 49,95 dollari
Data di uscita: 19 Novembre 2019
Formato: Copertina rigida


Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/eberron
Read more...

Il Barbaro e il Monaco

Articolo di Ben Petrisor, con Dan Dillion e F. Wesley Schneider - 15 Agosto 2019
Nota: le traduzioni dei nomi delle meccaniche citate in questo articolo sono non ufficiali.
Questa settimana due Classi, il Barbaro e il Monaco, scoprono nuove possibilità da playtestare. Il Barbaro riceve un nuovo Cammino Primordiale: il Cammino dell'Anima Selvaggia (Path of the Wild Soul). Nel frattempo il Monaco ottiene una nuova Tradizione Monastica: la Via del Sè Astrale (the Way of the Astral Self). Vi invitiamo a dare una lettura a queste Sottoclassi, a provarle in gioco e a farci sapere cosa ne pensate. Tenete d'occhio il sito di D&D per un nuovo sondaggio e fateci sapere in quest'ultimo cosa ne pensate dell'Arcani Rivelati di oggi.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: il barbaro e il monaco
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/barbarian-and-monk
Read more...

Intervista a Massimo Bianchini di Asmodee Italia su D&D 5e

Massimo Bianchini, Country Manager di Asmodee Italia e dal 1997 una delle principali teste dietro alla traduzione dei manuali di D&D, ha di recente rilasciato un'intervista al sito Tom's Hardware, grazie alla quale possiamo farci un'idea più chiara sul modo in cui la Asmodee Italia gestisce la localizzazione di D&D 5e in italiano e su cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro.
L'intera intervista è disponibile sul sito Tom's Hardware, mentre qui di seguito potrete trovare alcuni estratti riguardanti specificatamente D&D 5e.
Grazie a @Checco per la segnalazione.
 
In questa epoca di ritorno in auge del gioco di ruolo Asmodee si è “portata a casa” uno dei prodotti più noti e diffusi sul mercato: Dungeons & Dragons. Come sta andando la linea editoriale?
Sta andando molto bene, e anche Wizards of the Coast e Gale Force 9 sembrano molto contente di quanto stiamo sviluppando sul mercato. Non c’è la certezza assoluta, ma in base alle informazioni di cui siamo in possesso, l’italiano è la seconda lingua in cui vengono venduti più manuali al mondo (dopo ovviamente l’inglese)!
La domanda più “pressante” e diffusa nella community dei giocatori di D&D è: “quando esce il modulo X?” “qual è la linea editoriale per raggiungere le pubblicazioni USA?”. Cosa possiamo rispondere in merito? Wizards of The Coast ha “ingranato la quinta” nella velocità di lancio di prodotti… come riuscirete a stare al passo?
L’accelerazione da parte di Wizards of the Coast si è verificata nel corso dell’ultimo anno e al momento stiamo cercando delle contromisure per riuscire a stare al passo. L’idea iniziale era quella di seguire la schedule di uscite originale con l’inserimento in semi-contemporanea delle novità più importanti dell’anno. Ed effettivamente, almeno inizialmente, eravamo riusciti a recuperare “tempo”: la nostra frequenza di uscite era più alta rispetto a quella delle uscite americane.
Purtroppo ora non è più così: il successo world-wide di D&D ha dato un impulso pazzesco alle produzioni americane e stiamo cercando con tutte le nostre forze di tenere il ritmo. Occorre anche dire che alcuni accessori prodotti da Gale Force 9 (come gli schermi del DM dedicati alle campagne o le carte incantesimo, oggetti magici e dei mostri) sono produzioni aggiuntive che portano via risorse, e che vanno ad aggiungersi alla realizzazione dei manuali. (E bisogna anche aggiungere che il gioco da tavolo del Dungeon del Mago Folle, in uscita a fine anno, è andato in coda alla produzione: lo staff che se ne occupa, per ovvie esigenze di coerenza, è lo stesso).
Il discorso generale è che è molto difficile lavorare su prodotti in maniera che non presentino errori di traduzione, e come si può immaginare ciò porta via molto tempo. In ogni caso, pur essendo partiti in ritardo rispetto alle edizioni di altri paesi (Francia, Spagna o Germania, per nominarne qualcuno) siamo comunque in linea con il numero di uscite di questi ultimi.
Il mercato USA gode di numerose versioni “collector” dei vari volumi. Sarà possibile vedere qualcosa anche per il mercato italiano o i numeri attuali sono ancora lontani da permettere stampe di manuali in edizioni diverse?
Siamo in attesa, ormai da molti mesi, dell’autorizzazione alla pubblicazione di questi magnifici manuali “collector”, che sono molto richiesti e che speriamo prima o poi di riuscire a portare nei negozi.
D&D ricopre un posto particolare nella tua evoluzione sia di appassionato sia lavorativa. Da quanto segui il prodotto come “giocatore” e da quanto come “addetto ai lavori”? Quando hai saputo di avere “in casa” il gioco quali sono state le tue reazioni? Felicità o “terrore” per la fan base che avresti dovuto affrontare?
Considerando che il primo manuale che ho editato risale al 1997 (Manuale del Giocatore di AD&D Seconda Edizione) direi che la fase del “terrore” l’ho passata da un pezzo. Diciamo che per la Quinta Edizione ero un po’ preoccupato perché non avevo seguito molto le uscite in inglese dal 2014 in poi… Quando abbiamo ottenuto i diritti, nel 2017, ho dovuto rispolverare glossari e terminologie che non toccavo da molti anni (dal 2009, ultimo manuale che ho seguito per la Quarta Edizione), ma alla fin fine crediamo di avere svolto un buon lavoro.
Attualmente siamo arrivati alla sesta stampa, che consideriamo un bel traguardo! C’è da dire che ho curato solamente la pubblicazione del Manuale del Giocatore, per tutte le altre uscite mi sono avvalso di una mia collaboratrice storica molto in gamba, Chiara Battistini, che sta seguendo tutta la produzione, lavorando sulla traduzione di un’altra pietra miliare del settore, Fiorenzo Delle Rupi.
Quanto del tuo bagaglio culturale e di esperienza troviamo nella attuale versione del gioco? Ti sei “portato dal passato” qualche glossario o elemento che avete utilizzato per mantenere una coerenza con le vecchie edizioni?
Ho una cartella “Glossari” creata più o meno nel millennio scorso, che ho (abbiamo) utilizzato nel corso di tutte le edizioni. In origine, cercammo di mantenere coerenza con la vecchia scatola rossa di D&D, pubblicata da Editrice Giochi, come ad esempio il mitico Dardo Incantato.
In linea di massima abbiamo sempre cercato di mantenere il massimo della coerenza possibile tra un’edizione e l’altra, anche nei termini più ricercati. Per esempio, nella Guida degli Avventurieri alla Costa della Spada, di prossima uscita, i termini geografici sono esattamente gli stessi della scatola base di Forgotten Realms di AD&D Seconda Edizione, pubblicata più di vent’anni fa!
Attualmente Asmodee attraverso Gale Force 9 detiene i diritti per la pubblicazione dei manuali cartacei e non quelli PDF. Il mercato sempre più sembra richiedere la vendita in bundle o anche singola per le versioni digitali… se si aprisse la possibilità secondo te il mercato italiano sarebbe una piazza interessante per questa tipologia di distribuzione?
Devo dire che nutro forti dubbi in merito, da noi la pirateria è ancora ampiamente diffusa, anche se capisco che sarebbe molto comodo avere la versione in pdf dei manuali per facilità di consultazione durante le sessioni di gioco. C’è da dire che è un problema che non si pone, dal momento che questa non è una decisione che spetta ad Asmodee Italia ma bensì a Wizards of the Coast.
Qualche numero sulla vendita di D&D in Italia? Siamo rimasti alle 10.000 copie del Manuale del Giocatore, qualche aggiornamento?
Al checkpoint di metà luglio siamo arrivati a 14.000 copie, ma il periodo migliore dell’anno è da settembre in poi.

Fonte: https://www.tomshw.it/culturapop/asmodee-dungeons-dragons-e-giochi-di-ruolo-intervista-a-massimo-bianchini/
Read more...
Lord Danarc

Pathfinder 2e Impressioni su pathfinder 2e - beta

Recommended Posts

Ho visto che si è parlato spesso di P2.0 ma più che altro per determinare a che punto sia la situazione, mentre non ho trovato un topic con le impressioni di questa community. Ho visto il manuale di Playtest in italiano a Lucca (che è rimasto li) e ho avuto modo di dare un'occhiata alla versione updatata del manuale in inglese. Se mi sono perso il topic in cui si parla di questo chiedo scusa, potete chiudere istant (magari segnalandomi quel topic).

Per il resto mi sono approcciato a P2.0 perché ultimamente, dopo un paio di anni di gioco, la 5e inizia ad andarmi stretta. Troppo facile, poca roba e sopratutto inizia a starmi sulle balle il fatto che per livellare il PG ci vogliano sui 20 secondi, un paio di minuti se sei caster e devi decidere le spell. Sinceramente inizio a sentire la mancanza delle molteplici opzioni che c'erano in precedenza, pur senza arrivare all'infinito e oltre di 3-3.5-3.P.

Avendo potuto dare un'occhiata alle regole (sempre comunque in mutamento, stante il Playtest) ho notato una netta differenziazione rispetto a prima. Intanto alla creazione del personaggio. Potrebbe sembrare macchinoso, ma in realtà non lo è molto. si tratta di aggiungere bonus assegnati da quella che una volta era la razza, background e classe, oltre a quelli free. ho letto sul forum che c'è anche un'apposita app che aiuta, ma non mi sembra particolarmente difficile buildare il PG. certo se uno è abituato alla 5 potrebbe smettere di leggere a pagina 5.

La storia delle azioni è interessante. Certo un po' macchinosa e probabilmente avrà bisogno di appositi segnalini, ma l'idea di avere tre azioni da riempire come si vuole e che gli incantesimi necessitino di più azioni a seconda del numero di componenti è molto intrigante. Quindi uno può muoversi tre volte, attaccare tre volte o fare qualsiasi combinazione di questi, mente lanciare un incantesimo con componenti materiali e somatiche richiede due azioni, uno con componenti materiali, verbali e somatiche tre.

Le classi sono (finalmente?) più complesse che in 5. molte delle abilità che si acquisiscono con i livelli si basano sull'aumento del livello di competenza in vari aspetti, dalle skills alle armi ecc. Residuano alcune abilità di classe specifiche, come l'attacco furtivo del ladro, che però arriva al max a 4d6 (mi pare). Sarà interessante vedere come impatterà nel gioco questa modifica. Inoltre i PF sono fissi. 10+cos per il guerriero o 8+cos per il chierico e così via. Ci sono una marea di talenti divisi per tipo (retaggio, di classe...) e questo permetterà un'enorme differenziazione e anche molti trick. Inutile dire che mi piace molto. I talenti possono funzionare sempre o essere attivati tramite azioni, reazioni o azioni libere. 

Come dicevo il sistema di abilità a proficiency mi piace, semplifica il vecchio concetto di gradi in abilità ma non lo stantardizza eccessivamente come in 5e (la cosa che mi piace meno della 5 è la gestione delle abilità solo tramite la competenza).

Insomma quello che emerge da una veloce lettura è una gestione del personaggio  decisamente più pesante della 5 e che si avvicina a quella di 3 edizione. Non ho avuto modo di guardare ancora le sezioni successive alle classi, e non so bene come gli incantesimi possano impattare, ma mi riprometto di farlo appena possibile. 

In conclusione, a me questa beta intriga, e non escludo di poter ripassare a P2.0 dopo l'estate (e dopo aver finito la campagna di 5e attuale) proprio perchè la 5 inizia a stancarmi con le sue poche opzioni dal punto di vista delle regole. Troppa semplificazione alla lunga mi stanca, per quanto il bilanciamento che ha la 5e sarà difficile da eguagliare (sopratutto in un prodotto più complicato come P2.0) ma dovendo porre sulla bilancia questi aspetti preferisco (idealmente) un gioco più pesante.

Da quello che ho letto nel forum però mi è sembrato di intendere che perlopiù non si è molto favorevoli a questa seconda edizione o mi sbaglio? Che ne pensate di quello che sta venendo fuori?

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

1 ora fa, Lord Danarc ha scritto:

Che ne pensate di quello che sta venendo fuori?

Non mi piace.

Eccessivamente, anzi, inutilmente pesante e ancora troppo legato al concetto di system mastery e di R0 per i miei gusti.

Probabilmente sarà gradito da una grossa fetta dei fans della prima edizione, ma ho la sensazione che la complessità raggiunta rischi inoltre seriamente di essere letteralmente intimidatoria per i neofiti.

My two cents, of course.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Da giocatore della prima edizione mi piace.

Il sistema delle tre azioni, dopo un po' di pratica, risulta migliore della vecchia suddivisione in azioni standard, round completo, movimento, free, swift

Il nuovo multiclasse migliora di gran lunga quello presentato nel pathfinder Unchained che personalmente trovo ottimo 

Le revisioni portate alle razze permetteranno alle stesse, una volta che avremo a disposizione una buona fetta di talenti, ad avere un maggiore impatto anche ai livelli successivi così, magari, da evitare il: "faccio l'umano che così ho un talento in più" 

Unica pecca i talenti di skill, troppo inutili nella maggior parte dei casi

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

L'impressione che avevo avuto a inizio playtest era di una bella struttura riempita di cose poco interessanti, come tutti i vari talenti da +1.

Non so come sia la situazione ora, ma dal poco che avevo seguito non mi pareva che i designer si muovessero nella direzione giusta. Non nel senso di fare un gioco che non piace a me (non è a me che deve piacere), ma di fissarsi su idee pessime (la risonanza) e seguire un modello di test che mi pare fallato (aggiornare metà degli incantesimi e lasciare l'altra metà, pure problematica, intonsa).

Questo a prescindere dal mio giudizio sul gioco, che mi sembra pignolo, pesante e anacronistico, ma di cui come dicevo non sono il target.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho iniziato a giocare praticamente con Pathfinder e, una volta capito che si trattava di un gioco basato sulla System Mastery, ho accettato di buon grado e ho avuto la mia buona fetta di divertimento con la prima edizione.

Nutrivo diverse speranze con la seconda edizione, soprattutto speravo avrebbero ripreso molte cose proposte in Pathfinder Unchained che avevo adorato: la semplificazione di certi concetti e meccaniche in una direzione mirata solo a rendere più fluida l'esperienza (specie le classi unchained), il sistema di variant multiclassing (poi ripreso), insomma avevo grosse speranze che fosse un PF mirato a rendere più fluida l'esperienza di gioco, senza sacrificare la system mastery come è successo in D&D 5e (edizione che continuo tuttora a giocare).

 

Quello che mi sono trovato tra le mani all'uscita del playtest non è semplicemente quello che speravo fosse. La personalizzazione, apparentemente ampia, si rivela fasulla perchè le opzioni selezionabili sembrano volutamente poco incisive, come se il gioco avesse paura di dar fiducia al giocatore. La stessa lettura del manuale mi è risultata difficile, nel vero senso della parola: troppi giri di parole, troppi rimandi a pagine che rimandano ad altre pagine, che rimandano a regole poco chiare o la cui interpretazione in diversi casi non viene nemmeno spiegata. Non mi aspettavo un sistema di facile lettura, ma nemmeno uno zibaldone di regole verboso e irritante.

Personalmente, mi ha lasciato deluso, perchè mi dà l'impressione che si sia sforzato di andare in direzioni sbagliate.

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites

 

1 hour ago, The Stroy said:

L'impressione che avevo avuto a inizio playtest era di una bella struttura riempita di cose poco interessanti, come tutti i vari talenti da +1.

Non so come sia la situazione ora, ma dal poco che avevo seguito non mi pareva che i designer si muovessero nella direzione giusta. Non nel senso di fare un gioco che non piace a me (non è a me che deve piacere), ma di fissarsi su idee pessime (la risonanza) e seguire un modello di test che mi pare fallato (aggiornare metà degli incantesimi e lasciare l'altra metà, pure problematica, intonsa).

Questo a prescindere dal mio giudizio sul gioco, che mi sembra pignolo, pesante e anacronistico, ma di cui come dicevo non sono il target.

Il target è il vero problema. Pathfinder fa parte di un business model affermatosi negli ultimi quindici anni: pubblico manuali core nuova edizione, pubblico splatbook e moduli, dopo tot anni faccio una nuova edizione per ripetere il ciclo. I giocatori devono buttar via tutto e ripartire da capo senza che l'esperienza di gioco cambi. Il punto è proprio che il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco, quindi se vuoi resettare il mercato per vendere di nuovo tutto da capo non puoi introdurre innovazioni vere. Pure se ne metti poche rischi che ti scoppi tutto in faccia, vedasi la quarta edizione. Quindi metti cambiamenti di facciata.

A prescindere dall'etica della cosa, questo ha effetto sul design. Se la ragione principale per creare una nuova edizione è "fare una nuova edizione" è probabile che l'obiettivo della revisione non sia chiaro ai designer stessi. Velocizzare la gestione di gioco? Migliorare l'immersione? Rendere la simulazione più realistica? Aumentare l'epicità? Aumentare la drammaticità? Diminuire il tempo di preparazione delle sessioni? Implementare un sistema di creazione dei personaggi più flessibile?

Quindi vorrei capire: chi ha letto la beta quali miglioramenti si aspetta in gioco da questi cambiamenti?

  • Like 4

Share this post


Link to post
Share on other sites

Se nessuno ne parla probabilmente nessuno ci gioca!

2 ore fa, Ji ji ha scritto:

Il punto è proprio che il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco

 

Quoto la perfetta consulenza di Jijux, la 3.0+ era una droga creata in laboratorio da Monte Cook e company, e riesce a dare un fortissimo effetto up (i down li conosciamo, parte gente che crede alla Stormwind fallacy). Io faccio outing e ammetto di essere drogato dell'unica roba divertente di 3.P, i.e. la creazione del personaggio.

"Il target non vuole un gioco diverso, vuole lo stesso gioco", non c'è molto altro da aggiungere, è così e basta. Io me ne sarei altamente fottuto della new wave di semplificazione e avrei impostato il gioco, dichiarandolo sin dall'inizio, sulla creazione e personalizzazione del personaggio. Perché non accentuare quello che ti differenzia (e che probabilmente ti ha fatto nascere, e non ti fa capitolare?)

Secondo me la cosa migliore da fare era chiamare Cook e company o meglio qualcun'altro, che minchia ne so un team di PhD quant, e immediatamente SBATTUTO LA CREAZIONE DEL PERSONAGGIO OVUNQUE, avrei cercato di iniettare la droga (la creazione del personaggio) in qualche modo nel flow di gioco stesso. 

Per esempio: ci sono alcune meccaniche che permettono di scegliere giorno per giorno incantesimi (gli spontanei), i talenti (martial flexibility), o altra roba (oggetti magici, privilegi di classe che ti permettono di scegliere opzioni giornalmente, etc.), quella è un'ottima base di partenza. Un'altra leva potente e già presente ma in misura irrisoria è il riaddestramento. Un'altra sono i talenti di leadership, o famigli, compagni animali ed eidolon, che quando muoiono puoi rebuildare (esempio: il Summoner che anziché avere un eidolon fisso lo può rebuildare ogni volta che lo evoca e il giocatore può sperimentare varie build). 

In questo modo, tra l'altro, permetti ai giocatori di sperimentare tutti i centomila manuali che necessita il tuo business model per sopravvivere. Magari fornire più opzioni per ogni manuale base (es. nel Core proporre 30 classi anziché 10, e in ogni espansione 20 archetipi anziché 5, insomma inflazionare un po' la situation, chi se ne fotte). Al massimo un po' di semplificazione nel modo in cui puoi integrare le opzioni nei personaggi e qualche roba sul combattimento, basta. 

Così si potrebbe giocare tra una sessione e l'altra, addirittura. Insomma aumentare il coefficiente di addicion della droga. 

Tanto, seriamente, chi se ne sbatte se il gioco diventa ancora più rotto (per il maggior numero di combinazioni possibili, impossibili da prevedere in fase di design)? La gente ha giocato alla 3.P per 15 anni, e all'80% dei giocatori non crea nessun problema!

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Seriamente, ci sono migliaia di discussioni qui su DL tra 3.5, 4, P e 5, non ho MAI, dico MAI e ripeto MAI. E te lo ripeto MAI e inoltre MAI, e poi MAI e poi MAI  visto nessuno che chiedesse se qualcun'altro avesse cercato di implementare tecniche di Improvisational Theatre (btw, qualcuno è mai riuscito a trovare un manuale? io provai ma nessun PDF serio sull'argomento) per ruolare un personaggio, o su come fare per ruolare bene un battutaro (io per esempio avrei consigliato di iscriversi a Spinoza.it e assorbire quell'atmosfera sbalorditiva), o un personaggio violento, o come riuscire a dare quella che in gergo tecnico della scrittura si chiama Voce del personaggio (espressioni ricorrenti, linguaggio utilizzato, uso delle pause) per non parlare del fatto che un gdr è meraviglioso perché si potrebbero inserire tecniche del cluster del linguaggio del corpo, la PNL, delle tecniche argomentative e altra roba che non cito per non fornirti il colpo di grazia ai cogliòni

 

Solo domande su build. Per dire quanto è forte la droga. A 'sto punto... :ka-old:

Share this post


Link to post
Share on other sites

In effetti implementare le amatissime meccaniche di creazione del PG nelle sessioni di gioco sarebbe un obiettivo di design estremamente appropriato! Chapeau.

Edited by Ji ji
  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
1 ora fa, Lord Karsus ha scritto:

Seriamente, ci sono migliaia di discussioni qui su DL tra 3.5, 4, P e 5, non ho MAI, dico MAI e ripeto MAI. E te lo ripeto MAI e inoltre MAI, e poi MAI e poi MAI  visto nessuno che chiedesse se qualcun'altro avesse cercato di implementare tecniche di Improvisational Theatre (btw, qualcuno è mai riuscito a trovare un manuale? io provai ma nessun PDF serio sull'argomento) per ruolare un personaggio, o su come fare per ruolare bene un battutaro (io per esempio avrei consigliato di iscriversi a Spinoza.it e assorbire quell'atmosfera sbalorditiva), o un personaggio violento, o come riuscire a dare quella che in gergo tecnico della scrittura si chiama Voce del personaggio (espressioni ricorrenti, linguaggio utilizzato, uso delle pause) per non parlare del fatto che un gdr è meraviglioso perché si potrebbero inserire tecniche del cluster del linguaggio del corpo, la PNL, delle tecniche argomentative e altra roba che non cito per non fornirti il colpo di grazia ai cogliòni

 

Solo domande su build. Per dire quanto è forte la droga. A 'sto punto... :ka-old:

Cerca jeepform, vedrai che qualcosa si trova anche su D'L.

  • Thanks 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Gusti a parte, a me la cosa che ha più infastidito di Pathfinder 2 è stata la gestione del Playtest e le sconcertanti differenze fra quanto detto e quanto fatto dai Game Designer. E non mi sto riferendo alle frasi iniziali come: "Faremo un gioco semplice e bilanciato" che poi sono state puntualmente disattese, quelle sono solo trovate pubblicitarie e me ne frega poco.

Mi riferisco a cose come la presentazione della classe X, nella quale si commentava la capacità Y presentandola come molto importante quando poi, nel sistema di gioco, era poco utile o irrilevante... Insomma, non si capiva se i game designer stessero prendendo in giro l'utenza (atteggiamento deprecabile che da solo mi basta per non dare più una occhiata al gioco) o proprio non avessero capito il gioco che loro stessi stanno scrivendo (e questo è pure peggio, anche perché ne abbiamo già avuto un esempio con la 3.0 e 3.5 di game designer che non sapevano cosa stavano facendo!).

In generale quindi io non ci giocherò, sia per questione di gusti che "morali".

Per quanto riguarda l'implementazione poi effettiva delle meccaniche, so di qualcuno (@social.distortion per esempio) che con il suo gruppo aveva provato il playtest e diceva che la struttura del gioco non era male. Chiaramente ci sono obrobri (la risonanza) e altri piccoli errori qui e li (incantesimi o capacità sballati ecc), ma in generale lo avevo sentito più soddisfatto di quanto mi aspettassi. Ecco, diciamo però che se il target è social.distortion pubblicizzarsi come "semplice e bilanciato" non è una gran strategia di marketing.

 

PS: concordo (come praticamente sempre, anche quando siamo in disaccordo) con @Ji ji sulla questione business-related, questa cosa della nuova edizione per riproporre la stessa cosa mi perplime sempre! Capisco che non tutti possano permettersi grandi innovazioni (come hanno fatto in 5E, per rimanere su un gioco mainstream: stesso nome ma gioco completamente diverso) ma questo accanimento sul modello "ha funzionato una volta, funzionerà sempre" non riesco a capirlo!

Share this post


Link to post
Share on other sites
14 minuti fa, smite4life ha scritto:

questo accanimento sul modello "ha funzionato una volta, funzionerà sempre" non riesco a capirlo!

Non credo che il modello sia quello. Secondo me "Non cambiare" non è la scelta con cui Paizo evita di sbagliare: è la scelta con cui Paizo fa la cosa giusta, e cioè quello che il target richiede.
Siamo chiari: Pathfinder (1E) esiste letteralmente perché i suoi acquirenti non volevano cambiare gioco. Paizo non ha venduto alla gente un'alternativa a 4e, le ha ri-venduto il gioco a cui stava già giocando - che a sua volta era già la riedizione del gioco a cui stavano giocando prima (3.0).
Se uno nel 2019 gioca ancora a Pathfinder, un gioco che nel complesso ha quasi 20 anni, non è per mancanza di alterative: è perché vuole esattamente quella roba lì, e vendergli dell'altro non funzionerebbe.
Immaginare che continuare a riproporre la stessa cosa sia la scelta vincente non è miopia, è, almeno per quanto riguarda il target principale di Paizo, l'unica scelta possibile.
Il che naturalmente implica ogni tanto di dare una ritinteggiata a tutto, per il semplice fatto che le idee, prima o poi, finiscono.

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Il fatto che la struttura di base abbia 20 anni non significa che sia tutta da rifare. Con il passaggio prima da 3.0 a 3.5 e poi da 3.5 a PF sono stati ridotti diversi problemi, e almeno per quel che mi riguarda l'aspettativa per PF2 è sempre andata in questo senso: mantenere ciò che in PF1 funzionava bene e sistemare il resto. Purtroppo non ho potuto leggere con la cura che desidererei il manuale di playtest e tantomeno ho potuto provare il nuovo sistema, quindi non sono sicuro della mia opinione, ma mi sembra che alcuni miglioramenti ci sono stati (e ovviamente ci sono anche parti discutibili), per cui prima o poi gli darò una possibilità. Se, come per PF1, le regole sono disponibili online, provare non costa letteralmente nulla. Se il prodotto mi convince, allora comprerò anche qualche manuale.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

A dirla tutta PF2 mi sembra un salto più importante del semplice mantenere ciò che funziona e cambiare il resto, in particolare per via del fatto che non è più basato su 3.0, ma su 4e.

Detto questo il sistema di fondo rimane sempre quello, per qualcuno è anacronistico e pleonastico, per qualcun altro è l'unico modo di giocare, più tutte le vie di mezzo del caso, ricollegandosi ai discorsi di target di cui sopra.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
12 ore fa, The Stroy ha scritto:

per qualcuno è anacronistico

È proprio questo che non capisco. Un sistema può piacere o non piacere per molti motivi, ma la sua età non dovrebbe avere alcun valore intrinseco, né positivo, né negativo. Non mi sembra che ci siano discussioni simili per giochi come Monopoly (1935, quindi ben più vecchio) o, caso estremo, per gli scacchi.

Share this post


Link to post
Share on other sites

Di discussioni sul Monopoly ce ne sono di ben peggiori, chiedi a @fenna :^)

"Anacronistico" comunque non vuol dire semplicemente "vecchio", ma "invecchiato male", "non al passo coi tempi", "superato". Molti assunti e pratiche su cui si basa PF si sono dimostrati poco efficaci, ad esempio i bonus/malus numerici per rendere aspetti narrativi o caratteriali, ma pure vengono usati in abbondanza come se non esistessero alternative. Queste soluzioni non sono anacronistiche perché hanno vent'anni, ma perché hanno vent'anni e oggi ne esistono di migliori.

  • Like 2
  • Thanks 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
16 ore fa, The Stroy ha scritto:

 e vendergli dell'altro non funzionerebbe.o 

Ma no dai Stroyux

A naso da quello che ho visto io (non molto in realtà), l'indie nel gdr non è come l'indie nella musica, nella letteratura o in molti altri ambiti in cui si cercano cose di nicchia, elitarie, sperimentali, il badnami dei persiani e di Emerson, non si cercano volutamente "worst practices" per fare selezione all'ingresso

Al contrario mi sembra che i gdr indie cerchino soluzioni abbastanza catchy e per migliorare l'esperienza di gioco, il problema è proprio che poche persone giocano quindi non c'è proprio spazio per l'esposizione (a differenza ripeto di altri ambiti in cui la bassa esposizione è voluta proprio dagli autori)

Per esempio la roba che ti leggo evangelizzare un post ogni sei, il fail forward, mi sembra abbastanza intelligente e pulita da poter essere inserita immediatamente dagli incumbent, il problema ripeto è che il gdr è proprio lento e microscopico come fenomeno sociale (a differenza ad esempio del noise che ci ha messo 30 anni ad essere assorbito in un contesto in cui l'assorbimento delle innovazioni è velocissimo, e la massa assorbita cicloscopica). 

Il problema che dici tu esisterà pure, ma potrebbe non essere né un problema della massa dei giocatori pigri o che non si informano, né degli autori che fanno "roba troppo avanti" ma proprio del fenomeno gdr, le cui dimensioni sono talmente piccole e il business model talmente inefficiente che richiede un unico grande centro gravitazionale (il monopolista, D&D) per non evaporare nel vuoto

Questo è quello che mi sembra, se poi conosci un gioco di ruolo che vuole proprio "peggiorare" l'esperienza di gioco (così come Finnegans Wake peggiorava l'esperienza di una lettura piacevole) dimmelo, ma tanto lo so che non esiste (e non esisterà mai.).

(Quindi per riconnettermi, penso che funzionerebbe eccome, non come chi clicca nel link di "musica" e chiude il video dopo 30 secondi; è solo una questione di pubblicità ed esposizione in generale)

 

 

p.s. e poi smettila :dictionary-old:di ripetere che 3.P è un sistema vecchio di 30 anni, abbiamo capito così come abbiamo capito che il fail forward è una soluzione elegante e molto utile; piuttosto informaci di altro, prova a enciclopedizzare tutte le nuove soluzioni di design che telli ma non showi, magari commentandole, oppure prova a scriverne tu qualcuna sul tuo blog, sennò rendi la tua intelligenza veramente inutile

Edited by Lord Karsus
  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
Il 28/2/2019 alle 22:36, Checco ha scritto:

Cerca jeepform

C'è veramente poco online, poco. Per esempio non capisco a cosa si riferiscano nella pratica quando parlano di "metatechniques", "repetition" (of wat?!), non capisco nella pratica in che modo si distacchino dal fantasy a favore della vita reale (a naso sono robe che appena le vedi capisci ma a spiegarle vattelappesca), "dissolves character ownership" invece è molto immaginabile, comunque interessante, thanks 🙂 

post scriputum le righe di prima: da 'sto http://jeepen.org/games/upgrade/ link si capisce molto di più; bah, sostanzialmente è un gdr con pochissime regole e ambientazione reale; è una idea che penso abbiano avuto il 99% dei giocatori che non conoscevano la parola Jeepform, comunque penso che sia molto meglio del tipico gdr 

Molto meglio...

Share this post


Link to post
Share on other sites

Il gioco non lo giudico per l'innovazione delle meccaniche, anche perché vedo poco di nuovo da scoprire in generale.

Avendoci giocato posso dire le seguenti cose.

Potenzialità del sistema: molto alte. Il ruolo è ben definito e si ha la sensazione di poter decidere i punti di forza del personaggio, districandosi tra le diverse combinazioni, ben più facili da scegliere rispetto alle premesse. Anche creare il personaggio è alla fin fine facile, rispetto alle perplessità iniziali. La gabbia numerica è molto efficace e non appiattisce i personaggi, ma dà i giusti vantaggi e svantaggi, mantenendone nel complesso una forte coerenza ruolistica. Lo stesso vale per i mostri e per tutto il resto.

Gameplay: molto scorrevole e divertente. Il sistema a tre azioni combinato alle possibilità, dà modo di decidere con soddisfazione le tattiche, senza comunque mandare in palla i giocatori.

Immediatezza di gioco e delle regole: accettabile. Con così tante opzioni non è facile come in altri giochi padroneggiare il sistema e le sue regole e incantesimi. Ma onestamente non si può avere tutto. Su tante cose potevano fare meglio, ci sono comunque papiri necessari per giocare (basti pensare agli incantesimi di trasmutazione).

Bilanciamento poteri: molto schifo. Sicuramente sono da bilanciare gli incantesimi rispetto al resto del gioco, ce ne sono di poco utili e a volte non sono adeguati alle possibili di un combattente. Stessa cosa per i vari talenti e tante opzioni fatte male su cui spero lavorino per creare qualcosa che metta in risalto la marea di opzioni e combinazioni. A volte sei costretto a picchiare come miglior soluzione, anche da incantatore.

Opzioni e costruzione del personaggio: da paura. I giocatori con le sole opzioni del playtest possono fare quasi ogni concept della passata edizione, e non sto scherzando. Certo, non delle classi occulte o altre più specifiche... In ogni caso ci sono rimasto di stucco.

Nel complesso il gioco non raggiunge la sufficienza, vi sono errori grossolani da sistemare assolutamente, ma il sistema funziona e bene. Così come il target, bene o male hanno realizzato cosa mi aspettavo al tronco, ma vedo tanti rami da potare e altri da raddrizzare. Sono fiducioso che le cose migliorino e il prodotto finale possa essere adeguato come sequel del primo.

Per me il playtest serviva per vedere l'efficacia delle parti fondamentali, nascondendo apposta i dettagli.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites
Il 4/3/2019 alle 01:25, Zaorn ha scritto:

Il gioco non lo giudico per l'innovazione delle meccaniche, anche perché vedo poco di nuovo da scoprire in generale.

Avendoci giocato posso dire le seguenti cose.

Potenzialità del sistema: molto alte. Il ruolo è ben definito e si ha la sensazione di poter decidere i punti di forza del personaggio, districandosi tra le diverse combinazioni, ben più facili da scegliere rispetto alle premesse. Anche creare il personaggio è alla fin fine facile, rispetto alle perplessità iniziali. La gabbia numerica è molto efficace e non appiattisce i personaggi, ma dà i giusti vantaggi e svantaggi, mantenendone nel complesso una forte coerenza ruolistica. Lo stesso vale per i mostri e per tutto il resto.

Gameplay: molto scorrevole e divertente. Il sistema a tre azioni combinato alle possibilità, dà modo di decidere con soddisfazione le tattiche, senza comunque mandare in palla i giocatori.

Immediatezza di gioco e delle regole: accettabile. Con così tante opzioni non è facile come in altri giochi padroneggiare il sistema e le sue regole e incantesimi. Ma onestamente non si può avere tutto. Su tante cose potevano fare meglio, ci sono comunque papiri necessari per giocare (basti pensare agli incantesimi di trasmutazione).

Bilanciamento poteri: molto schifo. Sicuramente sono da bilanciare gli incantesimi rispetto al resto del gioco, ce ne sono di poco utili e a volte non sono adeguati alle possibili di un combattente. Stessa cosa per i vari talenti e tante opzioni fatte male su cui spero lavorino per creare qualcosa che metta in risalto la marea di opzioni e combinazioni. A volte sei costretto a picchiare come miglior soluzione, anche da incantatore.

Opzioni e costruzione del personaggio: da paura. I giocatori con le sole opzioni del playtest possono fare quasi ogni concept della passata edizione, e non sto scherzando. Certo, non delle classi occulte o altre più specifiche... In ogni caso ci sono rimasto di stucco.

Nel complesso il gioco non raggiunge la sufficienza, vi sono errori grossolani da sistemare assolutamente, ma il sistema funziona e bene. Così come il target, bene o male hanno realizzato cosa mi aspettavo al tronco, ma vedo tanti rami da potare e altri da raddrizzare. Sono fiducioso che le cose migliorino e il prodotto finale possa essere adeguato come sequel del primo.

Per me il playtest serviva per vedere l'efficacia delle parti fondamentali, nascondendo apposta i dettagli.

Ah, dalle premesse non pensavo che non avrebbe raggiunto la sufficienza. 

Per il resto concordo con chi dice che il target è diverso, chi cerca qualcosa in PF lo fa avendo voglia di continuare a giocare con un gioco diverso dalla 5. Mentre il primo PF era un fix di 3 il secondo non è il fix di 5. 

Ho comunque notato da più parti (anche fuori dal forum) una forte critica al bilanciamento, sopratutto relativo ad incantesimi e simili. Speriamo che questi problemi vengano risolti. 

  • Thanks 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.