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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Alonewolf87

[Alonewolf87 - 3.5] Ritorno al Tempio del Male Elementale (parte 2)

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Saryl

Quando entriamo finalmente a Rastor ci mettiamo un'attimo a raggiungere la taverna locale.

Prima di entrare nella taverna mando in volo Huginn

«Alzati in volo, amico mio... fatti un bel giro qui attorno sul paese, ma poi spostati verso l'esterno delle mura e vedi com'è la situazione nei dintorni... noi qui passeremo la notte, quindi hai parecchio tempo, sentiti libero di tornare quando vuoi... a meno che non noti cose particolari, di cui devi mettermi subito a conoscenza...»

Quindi gli do qualche granaglia e lo accarezzo tra le piume della testa, prima di lasciare che si libri in aria.

La locanda è un posto piccolo ma veniamo accolti bene, anche perché qui non hanno molti ospiti, e per loro siamo quindi una fonte di buon guadagno.

Caelern ovviamente si lancia subito a fare conoscenza delle cameriere, al tavolo dove stanno giocando.

Ogni volta la stessa storia... non c'è volta in cui si risparmia...

Lo lascio divertirsi, e io mi trattengo con Tiberius e Julian.

@DM

Spoiler:  
Come da testo mi trattengo con Tiberius e Julian, lasciando Caelern a divertirsi.

Prima di entrare mando a fare un po' di esplorazione Huginn: dato che dobbiamo stare in locanda fino all'indomani penso abbia parecchio tempo in cui può dare un bello sguardo ai dintorni del paese; direi che si fa un rapido volo sopra il borgo e poi si dedica alle aree limitrofe oltre le mura, in tal modo controlla se ci sono strani movimenti o altri dettagli degni di nota, oltre magari a individuare strade e sentieri migliori di altri, o magari piste poco visibili se non conosciute.

Se non nota nulla di particolare resta libero e passa anche la notte fuori, senza problemi, mentre se vede qualcosa di cui ritiene sia importante avvisarmi torna verso la locanda a qualsiasi ora, magari picchiettando su una finestra e/o gracchiando per farsi notare (dato che di certo non può aprire le porte), o inviandomi un segnale tramite il legame empatico.

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Con un carboncino scrivo una cosa su una delle carte e passandolo alle due signore mentre giochiamo a carte, bevendo innocentemente il mio bicchiere di vino.

Dm

Spoiler:  
Signore, non litigate. Fatevi pure trovare entrambe in camera tra 10 minuti che appianeremo le vostre divergenze scrivo mentre provo a rilassare la mente. O si scandalizzano e rinunciano a me, oppure almeno da questa serata di beneficenza almeno tiro fuori qualcosa di nuovo. In ogni caso vittoria di pirro. Mai che mi capiti una bella ragazza che mi viene dietro... e che non voglia uccidermi, la mia solita fortuna.

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Dopo qualche tempo finite di cenare e vi ritirate nelle vostre stanza, visto che la locanda è vuota ve n'è stata fornita una singola a testa.

Ognuno si dedica variamente ai suoi rituali serali prima di andare a dormire.

@Caelern

Spoiler:  

Le due cameriere ti raggiungono alquanto imbarazzate poco prima che tu ti metta a letto. Hanno portato dell'altro vino con se e se ne versano un pò ridacchiando e ammiccando, porgendoti una coppa. Sembrano lasciare a te la prima mossa mentre fanno battutine varie.

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Dm

Spoiler:  
La sera appena arrivano mi alzo prendendo il boccale e bevendone appena mezzo sorso appoggiando il boccale e guidandole al letto, sfilandomi la maglietta e mettendole a loro agio facendole bere un po' mentre rompo i primi imbarazzi mettendole un po' piu' a loro agio dandomi da fare con entrambe a turno, avviando la serata sciogliendo gli imbarazzi e spingendole a lasciarsi andare al piacere e allo spirito della serata, seppure annebbiate anche solo leggermente dall'alcol, prima intorno a me, e poi piu' avanti nella serata se se lo sentono anche fra loro. (suggerendo di pero' stare attente al volume)

Dm bis

Spoiler:  
//questo sarebbe un cosa succede dopo la serata, se posso e non vengo rapito prima XD//

Appena le due donne si addormentano pesantemente per via della intensa serata mi infilo i pantaloni ed esco, salendo sul tetto della locanda piu' o meno sopra la camera di Saryl per sdraiarmi a guardare le stelle e rilassarmi. L'ombra di tristezza che mi segue come uno spettro mi abbandona totalmente quando mi ubriaco o vado a letto con qualche donna, ma subito dopo mi si stringe al collo come se fosse un collare stretto, come se fosse rimorso.

Caelern.. devi smetterla mi dico da solo, portandomi una mano al volto, non preoccupandosi magari di svegliare qualcuno. Sei patetico. Ogni volta ti senti come se la stessi tradendo. LEI ti ha tradito. LEI ti ha abbandonato! Dimenticala, cretino. dico lasciandomi scappare una lacrima. Il suo volto, i suoi capelli, il suo odore, il calore del suo corpo, sono cose che non riesco piu' a togliere dalla mia mente, E' l'unica cosa che il mio cuore desidera, anche se la mia testa sa' benissimo di non poter piu' avere.

Riprenditi, cretino... non puoi piu' averla... ti ha abbandonato... ti ha... mi dico, ma la mia voce si rompe mentre parlo, lasciando fluire alcune lacrime dagli occhi. Mi rannicchio a sedermi prendendomi le ginocchia con le braccia. Questo momento di estrema depressione post rapporto era sempre piu' frequente tanto piu tempo passava, tanti piu' metri mi separava da lei. Impossibile farmene una ragione.

//se anche qua non mi interrompe/rapisce/sgrida qualcuno passo una mezzoretta sul tetto e poi torno in camera dalle due//

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@ Caelern

Spoiler:  

Il ménage à trois va in porto, nonostante qualche difficoltà logistica e contorsionistica nel mentre e dopo un'oretta di divertimento sfrenato le due cameriere si addormentano assai soddisfatte nel tuo letto.

Con cautela esci dalla stanza e ti appollai sul tetto, guardando la luna calante e le stelle, rimuginando sul passato e sul presente. Mentre sei immerso in questi pensieri senti un frullo d'ali e a fianco a te atterra Huginn che gracchia e ti becchetta sulla mano.

@ Saryl

Spoiler:  

Dopo un'oretta che hai lasciato gli altri, già mezza addormentata tra le coperte senti dei leggeri rumori provenire dal tetto, come di passi, seguiti dopo qualche minuto dal gracchiare di Huginn

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Saryl

@DM

Spoiler:  
Sentendo passi sul tetto resto in ascolto insospettita. Poi sento anche Huginn, e la cosa mi rassicura.

Se ci fossero pericoli sarebbe venuto ad avvertirmi alla finestra... Però qualcuno sul tetto c'è davvero...

Curiosa, mi copro un po' e vado alla finestra della stanza, aprendola.

«Huginn... Huginn...» chiamo a voce non troppo alta, per evitare di fare troppo rumore nella notte.

«Ti ho sentito sul tetto... vieni qui, dai...» e quando arriva gli chiedo bisbigliandogli per non farmi sentire da nessuno.

«Chi è il furbo che cammina sul tetto a quest'ora?? Devo preoccuparmi??»

@DM

Spoiler:  
Ricorda che Huginn conosce il comune, quindi puoi farlo parlare tranquillamente come fosse un PNG all'occorrenza.

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Dm e Saryl

Spoiler:  
Ritraggo la mano d'istinto con voce rotta e scocciata. Huginn! Via! Non sono dell'umore, per favore! Lasciami stare, non mi riconosci?! Pure te ti ci metti ora. lo ammonisco col mio strano tono di voce agitando la mano per scacciarlo

Sento la voce di Saryl sotto di me, accorgendomi di averla eventualmente svegliata.

Ah, sei tu Saryl? chiedo alla donna. Il modo di parlare e' diverso, molto dal solito: non contorno di complimenti la sua persona in maniera esagerata, la voce e' chiaramente molto piu' bassa del normale e forse si intuisce facilmente che ho un groppo in gola bello profondo, anche se nonostante tutto questo ci provo malamente a sembrare di stare bene.

Ehila...Scusa, stavo.. Avevo solo bisogno di... Riflettere... E di un po' d'aria ... parlando tra me e me... e Huginn mi ha beccato alla mano...

Non volevo svegliarti, scusami... Hai forse.. Sentito qualcosa di quello che ho detto?

EDIT: saryl, rileggi xD

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Saryl

@DM - Caelern

Spoiler:  
Huginn vola da me gracchiando e prima che possa dirmi qualcosa sento la voce di Caelern da sopra il tetto.

«Ah, ma sei tu...» dico parlando dalla finestra, anche se non posso vederlo «Vuoi farmi forse pigliare un colpo?

Sentire passi sul tetto a quest'ora non è che sia una gran cosa...»

Poi però ascolto le sue parole successive

Toh... non sembra stare molto bene... Che gli prende?

«Non ho sentito niente, se ti può rassicurare... sei strano però ora... che ti passa per la testa?»

E dopo un istante di pausa in cui faccio spallucce tra me e me

«Hai bisogno di compagnia o preferisci star lì da solo?»

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Saryl

Spoiler:  
Uhg penso fra me e me, combattuto.

Scendo dal tetto penzolando giu' e raggiungendo la finestra, sedendomi sul cornicione per non invaderle così di prepotenza la stanza senza preavviso.

Non ne ho mai parlato con molta gente, quindi provare non fa' mai male, no? le chiedo retorico, guardando a terra. Sono a petto nudo, con solo i pantaloni indosso.

Ecco.. io.. non ero così. Non ero un dongiovanni del diavolo... stavo pensando alla donna che ho amato. dico non con estrema difficolta'.

Ci conoscevamo da quando eravamo bambini. Una volta adulti volevamo sposarci, era in eta' da matrimonio, ma pochi mesi dopo, accompagnando mio padre per nave ci attaccano i pirati. lui muore davanti a me, io finisco naufrago. ci metto piu' di un anno a tornare e quando arrivo la trovo maritata ad un nobile perchè alla famiglia servivano soldi. Elaboro un piano per scappare assieme, e lei si tira indietro per paura, dicendo che avrei dovuto rifarmi una vita, che tanto lei sarebbe vissuta bene e di non pensare... non pensare a lei. concludo tirando su col naso e stopicchiandomi gli occhi col polso destro.

Insomma, son partito da allora. Cerco ogni giorno di rifarmi una vita, cambiare. Un tempo ero all'opposto: un po' introverso e del tutto disinteressato alle altre. Forse cambiando avrei potuto passare oltre, ma ogni anno che passa ci credo sempre meno.

Sbuffo scoraggiato, girandomi verso di lei.

Appropostio, scusami se ti ho disturbato stasera o se ti ha dato fastidio il mio modo di fare in tutto questo tempo.

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Saryl

@DM - Caelern

Spoiler:  
Vedere l'allegro e scaltro bardo in quelle condizioni mi stupisce notevolmente, ma ascolto tutta la storia, mentre lo faccio entrare e lo invito a coprirsi, tanto per non dovergli parlare mentre è a petto nudo. Non che la cosa mi imbarazzi, in realtà, ma mi viene naturale farlo coprire.

Abbasso lo sguardo dispiaciuta mentre mi parla delle sue disavventure, ma poi sbuffo e lo guardo con decisione, quasi fossi inca*zata.

«E sei ancora qui a roderti le budella per quella là?!» gli tiro una pacca sulla scapola, bella tosta, come a volerlo far rinsavire.

«Scusa la schiettezza e forse il poco garbo, ma la tua "amata" forse non ti amava poi tanto come credevi... mettiti l'anima in pace! Se non è voluta venire via con te significa solo che tu non eri ciò che voleva alla fine dei conti, e di conseguenza significa che non era davvero la donna giusta per te!...» mi alzo, lo sto praticamente rimproverando, anche se in modo amichevole.

«Frignone! Kaa!» gracchia Huginn in tono canzonatorio.

«Vuoi continuare a vivere nel passato? Con tutto quello che stiamo vivendo ancora rimugini su un amore andato male?... Smettila dico io! Non ha senso! Ti preferisco di gran lunga allegro e donnaiolo! Che sia una brutta cosa lo dici tu! E te lo dice una ragazza... Il mondo è pieno di donne, e troverai quella che ricambierà il tuo amore un giorno, ma basta piangerti addosso!... Tutti abbiamo la nostra storia triste, ma ci vedi piangere sul passato? Devi andare avanti! Forse ti ha amato un tempo, ma poi ha smesso, altrimenti sarebbe fuggita con te! Ha davvero senso continuare a struggersi per un amore che non era forte come pensavi?! Suvvia, amico mio...»

Quindi mi avvicino e mi siedo vicino a lui, cingendogli le spalle con un braccio «Il passato non si cambia, va ricordato e usato come esempio e metro di paragone, ma non va rimpianto... ora sei tra amici, ed è al futuro che devi guardare... se vai avanti guardando indietro, va a finire che inciampi!» dico sorridendo e tirandogli una manata sulla coppa, alzandomi di nuovo.

«Ora va a dormire, va'...» gli dico ridacchiando.

@Caelern

Spoiler:  
Ho deciso che Saryl non sopporta frignoni e depressi,

e da buona stregona blaster ha dei modi esplosivi e diretti di affrontare i discorsi a volte xD

Ha cercato di farti vedere le cose in prospettiva, speriamo che non la prendi male :D.

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Saryl

Spoiler:  
rimango preso totalmente in contropiede dall'esplosivo modo di fare della ragazza, estremamente diretto e schietto. Dapprima rimango leggermente infastidito dal modo troppo diretto, ma a metà qualcosa scatta, come se realizzassi evidentemente qualcosa e dallo sguardo passo e abbattuto lo alzo a guardarla direttamente negli occhi. Con una copertura sulle spalle la ragazza poi mi passa un braccio, sorrideno tra i denti quando parla della metafora dell'inciampare se si guarda al passato.

...Sai cosa? dico facendo due volte cenno d'assenso col capo. ...diamine, hai ragione. Hai ragione su tutta la linea. le confermo guardandola negli occhi.

Cioe', mi ci vorra' ancora un po' per dimenticarla, per passare veramente oltre, ma questa è la giusta prospettiva. Sono caduto un po' in una crisi di identità da quando è successo mi sono commiserato dentro di me, forse ho sempre sperato che un giorno mi venisse a cercare lei, ma diamine se hai ragione. Io devo essere io e vivere. dico alzandomi e andando verso la porta, restituendole lo scialle.

Ti ho disturbato abbastanza, e tu prendendomi a schiaffi morali hai fatto piu' di quanto avessi bisogno. Devo ritrovare chi sono veramente e vivere la mia vita... ci vorrà tempo per ritrovarmi, ma non è certo il momento in mezzo a drow assassini, culti mortali, eccetera. Per il momento saro' il classico donnaiolo esuberante che conosci. le dico concludendo aprendo la porta.

Trovero' l'occasione di ricambiare quanto hai fatto per me stasera dandomi la spinta, ma intanto, ad essere onesti continuo sorridendo piu' onestamente Tutti i complimenti su quanto fossi magnifica che ti ho fatto erano tutti sinceri, e la donna con le pa**e che ho visto stasera era la donna magnifica che vedevo riflessi nei tuoi occhi. Dovresti essere piu' estroversa, ti dona tanto. concludo con l'occhiolino uscendo.

Beh', scusami ancora se ti ho svegliato. Io allora vado. esco, se non vengo interrotto, tornandomene in camera a dormire.

Saryl

Spoiler:  
Scherzi? Quello che gli serviva era un cazzotto in faccia da un amico con tanto di ''ma ti vuoi ripigliare?!'' , e quello ha dato saryl XD poi ha un debole per le donne forti lui XDD

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L'indomani vi svegliate a metà mattina decisamente riposati e vi date ad una robusta colazione con l'oste.

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La mattina scendo vestito di tutto punto sbadigliando vistosamente coprendomi con la mano mentre mi siedo al tavolo.

Oh, che nottata, non dormivo così bene da tanto. dico anche piu' tranquillo anche del solito.

Bene, oggi dobbiamo rimetterci in viaggio. Dobbiamo sperare di anticipare quelli la' e quindi dovremmo partire il prima possibile. Il punto e': per dove? Sara' la stanchezza ma non ricordo esattamente il luogo che sospettavamo essere quello dove sia scappato il ladro.

Spoiler:  
In parte non ricordo veramente io xD

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La notte passa senza problemi il che non può che rendermi felice; l'indomani mattina, mi alzo presto come sempre, mi alleno e poi completo il tutto con le consuete abluzioni. Prima di scendere nella sala comune, mi fermo un'altra mezz'ora a pregare Heironeus affinchè conceda forza al mio braccio e coraggio al mio cuore; recupero quindi tutto il mio equipaggiamento e scendo al piano inferiore, dove trovo Caelern già in piedi

Buongiorno esordisco Sei più mattiniero del solito oggi

Mi sistemo al tavolo e faccio una buona colazione, aspettando l'arrivo di Saryl e Cliff

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@ tutti

Spoiler:  

Sapete solo che ci deve essere un tempio nascosto tra le montagne, ma non sapete di più

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Dormire in un letto dopo un viaggio è sempre una piacevole sensazione. Mi sveglio riposato e in forze, così che mi metto anche a fare esercizi mattutini. Preparato tutto il necessario, scendo per la colazione.

Parlando a bassa voce, espongo agli altri una mia idea: siccome non sappiamo di preciso dove andare, direi di iniziare a cercare in una delle zone che ci ha indicato l'oste ieri sera. Dice che ci sono gli orchi che razziano da una parte, e degli gnoll arroccati in un vulcano dall'altra. Noi cerchiamo un tempio nascosto, quindi tenderei per gli gnoll. Voi che ne pensate? Avete un piano?

Io suggerisco di andare verso il vulcano e vedere cosa troviamo. Orchi che razziano li vedo poco attinenti ad un culto nascosto.

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Saryl

@Caelern

Spoiler:  
«Ahah...» ridacchio alle adulazioni del bardo, che sono riuscita a far ripigliare dal malumore.

«Non dubito fossero sinceri! Ci mancherebbe altro!... Che sono magnifica mi pare abbastanza ovvio, no?!» dico scherzando.

«E non ci provare con me, ora basta adularmi... Andiamo a letto, o ti mando in camera tua a calci!» concludo, sempre in tono scherzoso.

Quindi Caelern si congeda e possiamo dedicarci all'attività per cui la notte è stata creata.

Il mattino dopo scendo per ultima, stiracchiandomi, assieme a Huginn.

Ho ancora i capelli scompigliati a causa del letto, ma non me ne curo particolarmente al momento.

«Bene... mancavo solo io a quanto pare...» commento con tono autoironico, poi ascolto le parole degli altri.

«Anche io penso che sia più probabile trovare il tempio nel vulcano dove si nascondono gli gnoll... tenete presente però che se sono arroccati là credo non sarà facile anche solo entrare... dovremo essere molto cauti...» quindi guardo Huginn che nel frattempo è volato sul tavolo a beccare delle briciole di pane «Amico mio, ieri sera nel tuo volo sei riuscito ad individuare qualche pista per le montagne? Hai notato qualcosa di interessante sul territorio della tua ronda??»

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@Saryl

Spoiler:  

No Huginn non ha notato nulla di particolare ieri. Ci sono una serie di sentieri che tagliano la montagna, quello più battuto, a parte quello da cui siete giunti, è quello su cui razziano gli orchi.

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Huginn

«Kaa!»

«Tutto regolare, kaa! Niente di interessante... Ci sono più sentieri che tagliano la montagna, kaa!

Quello più usato dev'essere quello dove razziano gli orchi, kaa... come diceva l'oste!»

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Quasi quasi, e dico quasi, mi verrebbe da pensare che se io fossi il gran cattivone sguinzaglierei degli orchi a attaccare chiunque prenda la strada davanti a casa mia, ma in effetti mi nasconderei pure dietro a degli gnoll, quindi in realta' una vale l'altra.

Come dicono Julian e Saryl mi accodo per controllare prima gli gnoll.

Piani... Mah, vedremo com'e'la situazione e improvvisiamo.

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      Ciao ragazzi, vorrei formare un gruppo che si trova a giocare in pub a tema fantasy.
      Se come me vi divertite di più a giocare in una atmosfera realmente fantasy, davanti ad un buona birra fresca ed un piatto fumante, beh allora scrivetemi così organizziamo
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