Vai al contenuto

Marbon

Ordine del Drago
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti pubblicati da Marbon

  1. mi associo ai ringraziamenti per la condivisione dell'articolo 🙂 una analisi dell'autore che centra in pieno tanti, forse non tutti, punti reali e concreti su cosa sia D&D. Un aspetto che invece penso debba essere sottolineato, come @CreepyDFire ha già avanzato, è il legame della 'lore' che ha D&D, e che a partire dalla 5.x sembra quasi essere stata sterilizzata per inseguire l'obiettivo dell'inclusività. Obiettivo legittimo e più che condivisibile. Ma a mio modesto avviso, errato nel modo in cui è stato portato avanti. L'inclusività riguarda i giocatori che si trovano attorno ad un tavolo, non i personaggi nelle storie che possiamo/vogliamo raccontare. Qui credo, più che le vere e proprie meccaniche di gioco (anche se esiste una correlazione tra lore e meccaniche), WotC ha veramente commesso l'errore; presentando un gioco dalle regole buone (almeno per gli standard dei game designer moderni) ma completamente asettico, con l'illusione che possa andare bene per tutte le sensibilità. La stessa narrativa , soprattutto i grandi capolavori, utilizzano attriti, conflitti e in certi casi la crudeltà , ma non per 'dividere' o essere 'contro' qualcuno, piuttosto per insegnare a distinguere il bene dal male (in modo semplicistico) o il giusto dallo sbagliato. Così è anche per i nostri giochi. I vecchi manuali di ambientazione trasmettevano un senso di mistero, di avventura, di tensione che i manuali moderni non hanno. Ed erano colmi di possibilità che inducevano il lettore (DM o giocatore che fosse) a fantasticare, e paradossalmente a chiedere di saperne ancora di più. Ecco, forse il tornare a riunire una vera lore alle regole potrebbe essere un buon modo per far sì che D&D continui ad essere il D&D delle origini.
  2. è un tema piuttosto serio e complesso sul condizionamento della nostra presente e futura società, al di là di cosa se ne pensi... inevitabilmente ne siamo in parte coinvolti ... ma per rimanere nel tema del thread ... come ha già detto @Maiden lo vuoi? paghi... altrimenti si passa oltre... senza nulla a pretendere... da entrambe le parti... come per tante altre più grandi ed importanti questioni, anche nel caso WotC, sono consapevolezza e resilienza (che va tanto di moda citare di questi tempi) che determineranno il successo o il fallimento della loro scelta. Pur consapevole che non essere proprietario di un qualcosa ( in questo caso un prodotto ludico) mi solleva da alcuni impegni/pensieri/preoccupazioni di mantenimento, gestione e/o perdita, e quindi teoricamente più libero e spensierato, personalmente preferisco l'impegno, e anche il sacrificio se vogliamo, attraverso il quale trovo la mia soddisfazione e soprattutto la mia 'autonomia'.
  3. Assolutamente d'accordo con te. Per questo penso che questa 'digitalizzazione' di WotC sia tutto sommato un falso problema. Se qualcuno ha necessità/piacere di giocare con l'ultima 'risorsa' creata per D&D a me non arreca nessun danno. Ovviamente scrivo da quasi 50enne che ha iniziato a giocare 40 anni fa. I ragazzi di oggi potrebbero avere più appeal con questa forma di noleggio proposta da WotC, più per sentirsi parte di una comunità che non per effettivamente avere necessità delle risorse 'extra' proposte. ma questa è una questione più ampia sull'evoluzione della ns società e dei nostri giovani. Per i più grandi che possono aderire a questo 'noleggio', le motivazioni hanno un carattere sicuramente diverso (pur sempre legittimo).
  4. "2030 : Non avrai nulla e sarai felice" Sono scommesse che le aziende grandi e meno grandi fanno... non li critico e non li biasimo... il tempo darà torto o ragione delle scelte che stanno facendo. Tralasciando per un attimo l'italica realtà, tutto questo sistema è pensato per il mondo anglofono che conta milioni di utenti sparsi per tutto il mondo. Ci sono molti motivi per cui questa scelta ha delle fondamenta solide dal punto di vista WotC ; in primis l'adesione di tanti giocatori/clienti/utenti a questa filosofia di vita. Sarà la fine di D&D libero? tolgono qualcosa al mio gioco? La risposta per me è no. Già oggi, se voglio giocare di ruolo in modo 'digitale' , per piacere o necessità, posso farlo senza dover sborsare un solo quattrino, se non quelli per l'acquisto dei manuali e per la connessione dati (e qui si potrebbe aprire un capitolo a parte sul costo occulto da sostenere per poter giocare). Ho necessità di giocare con la nuova build/talento/oggetto magico proposto da WotC? Io assolutamente no. Ma è probabile che ci siano tanti giocatori che invece ne hanno bisogno. Quindi se a qualcuno serve, ed è disposto ad abbonarsi a questo tipo di servizio/gioco, sono ben contento che possano divertirsi al loro tavolo digitale! Quello che WotC sta provando a fare è un'operazione di marketing; innescare la curiosità e l'attesa per l'evento settimanale esattamente come fatto per le serie tv in onda sui vari netflix, sky, etc.. tenendo sempre alto l'interesse dei giocatori/utenti. Ce lo hanno detto e fatto intendere in molti modi negli scorsi mesi. Ci riusciranno? Non lo so, secondo me il gioco di ruolo è una forma di intrattenimento completamente differente rispetto ad una serie tv. Un aspetto che mi pare di intravedere, invece, sono le nuove opportunità per gli editori medi e piccoli che, se si sapranno muovere bene, potrebbero andare a colmare quegli spazi che WotC inevitabilmente lascerà liberi. E di una cosa sono convinto, non elimineranno mai la loro versione cartacea. Semplicemente il rischio è troppo grande di essere scansati da qualcun altro.
  5. non sempre tutti i giocatori al tavolo hanno lo stesso livello di interesse e la stessa passione per i giochi... molti si ritrovano per stare in compagnia, altri per godersi il gioco in modo piacevole e scorrevole, pochi sono quelli che vi dedicano tempo e risorse in modo costante ed impegnato. E non accade solo con i giochi di ruolo. Se siete riusciti a coinvolgere nuove persone al mondo del GDR , già questo è un bel risultato 🙂 Per quello che vale il mio parere, fate giocare questi nuovi giocatori al gioco che gli piace. Divertitevi assieme e create comunità. Avete già piantato i semi e se il terreno è fertile le piante cresceranno. Curatele ma non forzatele, rischiate solo di ottenere l'effetto contrario. Di questi nuovi giocatori alcuni tra qualche tempo abbandoneranno, altri continueranno a giocare al gioco che state giocando adesso e qualcuno , per curiosità o per noia, cercherà lui un gioco nuovo da fare e con altri compagni di gioco. 😉 Buon gioco a tutti voi! 🙂
  6. rileggere le interviste di questi autori e game designer è sempre un piacere... fa tornare anche a me indietro agli anni in cui da bambino ho iniziato a giocare 🙂 grazie @firwood per la traduzione se posso avanzare una proposta, sempre che non sia stato già fatto e non ne sono a conoscenza 😅 : una qualche intervista ai nostri 'traduttori' ed editori dell'epoca?
  7. Da 25 anni che uso il tipo di terreno per rendere interessanti i combattimenti... D&D 3.x aveva già tutte queste meccaniche codificate 😉
  8. grazie 🙂 approfitto e faccio due ultime domande: secondo la tua esperienza quanto è più lungo un incontro con la meccanica a tre azioni rispetto ad una meccanica a due azioni? soprattutto per i livelli medio alti (diciamo dal 6-7 in su). E quanto un DM deve essere preparato per gestire al meglio le tante opzioni (senza scordarsele 😅) che i mostri/png hanno a disposizione? PS: ho sempre avuta una buona impressione riguardo alla Paizo. Purtroppo non sono amante dell'arte che utilizzano nei loro prodotti, ma è questione di gusti 😉
  9. Uap! Stuzzicante... ma deve essere particolarmente impegnativo per il DM... chi di voi gioca da lato DM, se avete voglia e tempo, come gestite solitamente le partite? (ad esempio : numero di PG, numero tipico di mostri/png per incontro, quale è il livello oltre il quale il numero di opzioni disponibili diventa 'pesante' da gestire, etc...) sempre grazie in anticipo a chi risponde (intanto grazie @Zaorn 🙂 )
  10. Non ho mai giocato a Pathfinder... ho letto alcune cose di Pathfinder 1E , che mi sembrava all'epoca solo un D&D 3.x con implementate delle Houserule, ma non ho mai letto il regolamento di Pathfinder 2E. Vorrei cogliere l'occasione per fare solo una domanda senza dover andare a leggere il regolamento (appunto 😅 ) : anche i mostri e PNG (quindi interazione lato DM) hanno il turno a tre azioni ? Grazie per la risposta 🙂
  11. si... in quel momento avevo un pò di tempo libero e la testa da distrarre... la griglia di battaglia era di 2 x 2 mt... un centinaio di miniature dispiegate... l'assedio è durato due intere sessioni di gioco da 4-5 ore l'una... pur a livelli bassi (PG di 4° livello) sono state sessioni epiche. Sono passati un paio di anni da quando le abbiamo giocate, ma sono rimaste molto impresse nella memoria dei miei giocatori; e non solo per il finale che è stato in bilico fino all'ultimo tiro di dado 🙂
  12. allora se vi dico che per la campagna B10 - L'Oscuro Terrore della Notte convertita alla 3.5, vi dicessi che mi sono stampato lo scenario dell'assedio a Sukiskyn su griglia di battaglia in bianco e nero e poi l'ho tutta colorata a mano... mi prendereste per matto ? 😅
  13. quando la farai giocare 🙂, se hai tempo e voglia, raccontaci come è andata
  14. niente flame 🙂 le regole del DM indicano come base di lavoro per modificare il LI di un incontro, o aumentando il GS del singolo mostro o aumentando il numero dei mostri. Quello di fornire aumenti di caratteristica o potenziamenti magici aggiuntivi o bonus situazionali , è una formula possibile senza dubbio, ma piuttosto aleatoria se pensata per adeguare concretamente i LI stimati per party da 4 PG che si trasformano in 6PG. E per la mia esperienza la concentrazione di potere di un party di 6 PG non è uguale a quello di 4 PG + 2 PG. Ma è molto maggiore. Se 4 PG ha un valore-potere pari al 100%, 6 PG non hanno un valore-potere pari al 150%, ma qualcosa di più (stimabile approssimativamente ad un 160-170% in funzione della composizione del party). Aggiungo che la combinazione dei poteri di due incantatori puri (soprattutto se di 5° livello o superiore), e se giocati bene, è di particolare rilievo, il che mi porta a suggerire l'aumento del numero dei mostri. Con l'aumento delle quantità di mostri per gli incantatori è più facile utilizzare incantesimi ad area di particolare efficacia nel neutralizzare la massa e rendendo comunque bilanciato il gioco : i pg consumano risorse (incantesimi) e la massa (mostri in quantità) viene eliminata velocemente. Concordo con te che quando cadono gli incantatori spesso il gruppo si ritrova in difficoltà, ma questo vale per tutte le situazioni. Sicuramente il numero di mostri aumenta l'alea dello scontro, più tiri di dado aumentano sempre la variabilità dell'esito, ma anche i personaggi sono di più e con a disposizione i loro poteri.
  15. Alcuni designer davano qualche anno fa consigli e suggerimenti (addirittura con un manuale se non ricordo male) su come condurre campagne per quei Dungeon Master "pigri". Credo che questo articolo si riferisca a quel filone di consigli. Se mi dovessi impigrire come DM , probabilmente non masterizzerei per nulla, proprio perchè ritengo che masterizzare sia una vera e propria arte di cui anche l'improvvisazione al tavolo fa parte. Da un punto di vista puramente 'teorico', al termine di una avventura o campagna, come DM sarebbe auspicabile la condivisione con i giocatori di quanto giocato per avere una sorta di 'valutazione' sul come si è condotto il gioco (il DM in D&D dovrebbe essere anche un 'arbitro'). Critiche, positive o negative che siano, sono quelle che ti fanno crescere nell'arte del masterizzare. Purtroppo non ripongo fiducia nella sola ed esclusiva improvvisazione: non può fornire ai giocatori nessun parametro di valutazione sulla qualità della conduzione di gioco del proprio DM. I giocatori possono valutare solo se è stato divertente o meno giocare. E sicuramente può bastare questo per divertirsi ad un tavolo, ma è cosa diversa, per me, dal sapere veramente masterizzare. Ecco perchè non sposo la filosofia del DM pigro 😉
  16. Segreti... dicerie... voci di fondo... alcune sono vere , altre sono false o mezze verità... Io le ho sempre utilizzate per arricchire il mondo di gioco: informazioni nuove sul passato dell'ambientazione, per far sapere ai giocatori che il mondo di gioco procede anche senza di loro, o come indizi (o depistaggi) dell'avventura/campagna in corso. Sono comunque tutti legati alla campagna di gioco e preparati in precedenza. Come DM scelgo/decido quando e dove è possibile che i personaggi possano ottenere tali dicerie/segreti , se pongono le domande giuste o cercano nel posto giusto. Sarà forse che il mio tavolo non ha un ritmo di gioco serrato e quindi ho abbastanza tempo per prepararmi... ma se come DM dovessi 'impigrirmi' probabilmente non farei il DM 😉
  17. Assolutamente! però qualche altra meccanica che avrebbe potuto da una parte limitare il potere della magia e dall'altra renderla comunque interessante e stimolante da giocare, si sarebbe potuta introdurre. I margini per farlo, secondo me, c'erano... purtroppo la 4e , e poi la 5e, sono andati in altre direzioni di design 😉
  18. un adattamento specifico per RHoD non saprei... ma in linea di massima non limitarti solo ad aumentare in proporzione matematica i Livelli di Incontro... per la mia esperienza (conduco una campagna 3.5 con 7 PG) la concentrazione di potere di 6 PG non è pari al LI x 4 PG maggiorato del 50%... 6 PG, soprattutto se i giocatori sanno giocare, sono molto più forti. Inoltre considera sempre la composizione del gruppo: se hai un incantatore 'puro' (mago, stregone, chierico, druido) in aggiunta al tipico gruppo, la loro capacità di azione sarà molto più amplificata, sia per singolo incontro sia per somma degli incontri giornalieri. Io ti suggerisco di aumentare i LI anche del 60-70% (un LI5 puoi tranquillamente trasformarlo in un LI8) dando priorità all'aumento del numero di mostri minion, piuttosto che ad aumentare PF o modificare caratteristiche ed altro dei mostri esistenti.
  19. lo strapotere degli incantatori purtroppo è stata una questione non gestita particolarmente bene; anche se è stata sempre una caratteristica di D&D che salendo di livello gli incantatori sono sempre stati difficili da arginare. Una delle poche limitazioni introdotte è stata quella sulla creazione degli oggetti e della ricerca magica; per crearli si dovevano possedere i giusti talenti e venivano spesi px (anche se pochi) piuttosto che guadagnarli, come avveniva invece in BECMI. E riguardo all'utilizzo degli oggetti magici qualcosa è stato comunque fatto non potendo essere cumulati bonus dello stesso tipo. Sufficiente? No. Però era evidente lo sforzo dei designer di provare a gestire anche quell'aspetto del gioco. Sulle combo assurde, limitandosi al solo utilizzo dei manuali Core, non ho mai riscontrato la possibilità di pesanti e particolari sbilanciamenti, soprattutto ai bassi livelli. Però forse eravamo anche noi del ns gruppo a non ricercare ossessivamente i bug del sistema 😉
  20. La 3e è stata figlia del suo tempo... e secondo me è stata anche 'vittima' di se stessa ; del business di cui WotC aveva bisogno in quel periodo e anche di quello che molti suoi clienti chiedevano. Quello che denunciate voi è storia : power-player spinto e ricerca costante della build migliore. WotC ha odorato il business, ha proposto una valanga di libri opzionali (assieme poi a quelli dei tanti 3P) e i suoi clienti li hanno acquistati e ne hanno richiesto sempre di più. Innegabile. Ma il comune sentimento 'popolare' di 'difficoltà' nel padroneggiare il sistema o di 'abbandono' del vecchio spirito di gioco (rispetto alle edizioni precedenti) di cui spesso è etichettata la 3.x, secondo me , deriva dalla grande sovraesposizione di tutti questi libri accessori che hanno letteralmente invaso i tavoli da gioco. Se ci limitiamo a guardare l'impianto regolistico Core della 3.x , seppur complesso, ha una razionalizzazione, una logica e una chiarezza delle regole, che all'epoca metteva in ulteriore ordine quanto già era stato fatto con AD&D2e rispetto alle edizioni precedenti, facendolo evolvere. A distanza di anni, giocando solo con il Core della 3.x, e senza influenze di manuali opzionali (o pochissime solo per colmare una specifica situazione di ambientazione), io continuo ad avvertire le stesse sensazioni ed emozioni di quando giocavo con il BECMI, con maggiori possibilità di scelta e di interpretazione (razze, classi, stili di combattimento e di magia), ma tutto sommato gestibili e contenute, ed una cassetta degli attrezzi a disposizione del DM che consente di gestire veramente tutto senza difficoltà. Financo i combattimenti senza griglia, seppure si è sempre prestato al suo utilizzo. Un ultimo commento sul PP : c'è sempre stato, e ci sarà forse sempre. Ricordo, solo come esempio, quando in BECMI non era menzionato un limite numerico all'utilizzo contemporaneo degli oggetti magici che portavano a CA vergognose , oppure la gestione dei feudi che, per come era strutturata, ti consentiva di salire di livello molto velocemente, etc... il PP lo si faceva con quello che il sistema ti metteva a disposizione. Eravamo noi ragazzi(ini) ad essere PP, non il sistema. Come non lo è stato la 3.x e tutte le edizioni successive.
  21. fare paragoni tra le edizioni, soprattutto quale sia meglio o quale peggio, l'ho sempre trovato un po' fuorviante. Come ha ben spiegato Mortegro nel suo articolo, i vari cambiamenti avvenuti nel corso del tempo sono stati dettati, a torto o ragione, dal 'busines' e dai cambiamenti della società ( e lo sarà ancora nei prossimi mesi e anni). Ma sono comunque una evoluzione del gioco. E ogni edizione ha sempre cercato di soddisfare il pubblico di riferimento del suo tempo. Credo che oggi ci sia poco interesse in generale per la parte 'gestionale' di un gioco di ruolo, forse anche dettato dal facile accesso a sistemi informatici che una volta non c'erano. Vedo già annoiarsi i giocatori (e non solo quelli più giovani) nel tenere traccia di razioni, frecce, torce ed ingombro (solo per fare degli esempi) figurarsi stare dietro alle regole di gestione dei feudi, all'invecchiamento dei personaggi, etc... Però credo che, come ho già detto, sia anche lo specchio della nostra attuale società. Anche spostandosi su un altro tema, quello dell'intrattenimento cinematografico, si sono ridotti tantissimo i 'film' a favore delle serie: da una parte i produttori guadagnano notevolmente di più, dall'altra gli spettatori hanno molto meno tempo per stare a guardare un film di 2-3 ore piuttosto che una puntata di 40-50 minuti 1 volta a settimana ( e spesso nel momento in cui hanno disponibilità di tempo di guardarla con l'on-demand). Anche D&D si è spostato e si sta spostando dal classico GDR proveniente dai wargames ad un GDR più storytelling, immediato da imparare e giocare, veloce nel narrare una campagna. Per poi iniziarne un'altra. Quando ero ragazzo le nostre campagne erano praticamente infinite... 😅 Aggiungo e concludo che ogni edizione ha il suo 'spirito' e le regole di cui è composta restituiscono un determinato stile di gioco che con molta fatica e a forza si riesce a replicare giocando con un'altra edizione. Ma tutte le edizioni sono D&D e ognuna di esse è 'buona' di essere giocata se ci fa divertire al tavolo 😉
  22. mi associo ai complimenti per l'articolo 🙂 una buona 'fotografia' delle differenze tra le edizioni e delle motivazioni che hanno portato a queste differenze. Aggiungo che l'aspetto commerciale per cui sono state introdotte, secondo me, è dovuto al cambiamento della nostra società, del nostro stile di vita, della velocità dei cambiamenti, delle nuove tecnologie. Personalmente mi piacciono molti degli aspetti della filosofia delle prime edizioni, e nelle nostre campagne 3E ne abbiamo mantenute diverse (scorrere del tempo, campagna prevalente ai personaggi, mortalità), però è un fatto reale che il tempo di gioco a disposizione (per noi) è limitato e che non ci consente di poter attingere a tutti quegli aspetti del gioco (gestione dei feudi, avanzamenti di livello con addestramento, la stessa ricerca magica) che usavamo quando eravamo ragazzi.
  23. capisco... però più che home-rule mi pare che tu abbia 'creato' un sistema di regole apposito che gestisce qualcosa che nulla c'entra con le vere e proprie regole del gioco di D&D (mi pare di aver capito, e suppongo che ti riferisci alla 5E). Quelle regole di D&D semplicemente non prevedono la gestione di feudi o città. Non hai modificato una regola, o cambiato una regola con un'altra... stesso dicasi per il funzionamento di un timer per decidere le reazioni di PNG e fazioni. Ovviamente è il mio punto di vista 😉
  24. se acquisti un gioco ne dovresti apprendere le regole al meglio che puoi e giocarlo com'è stato progettato. Solo il confronto tra giocatori che applicano questa stessa filosofia può restituire, secondo me, il risultato di 'giocare bene o male' il gioco. E questo concetto è valido tanto per i giochi da tavolo quanto per i giochi di ruolo. Escluse poche eccezioni nei giochi di ruolo il DM/GM/Narratore o come lo si vuole chiamare ha (anche) il compito di arbitro e di amministratore delle regole. Eventuali Home-rule personalmente le ho introdotte quando il regolamento non è stato scritto in modo chiaro ed univoco, per eliminare le ambiguità e non per piegare il gioco al mio/nostro gusto personale. Devo dire però che è una cosa che risale a parecchi anni fa, sia per alcuni giochi da tavolo che per i giochi di ruolo, e in alcuni casi a causa di traduzioni errate dall'inglese all'italiano. Quindi per rispondere alla tua domanda : personalmente non trovo necessità di cambiare regolamento. Se non trovo soddisfazione cambio direttamente gioco o, se proprio ne avessi capacità, forza e tempo, proverei a scrivere direttamente il mio gioco 'ideale'.🙂
  25. no flame 🙂 ... non ne farei una questione di tipo nazionale (USA, Europei, Cinesi, etc...) le pulsioni/passioni sono comuni a tutti gli esseri umani, di qualsiasi colore, genere e società. quello che contraddistingue una persona equilibrata da una che non lo è, è il suo grado culturale ed educativo. Questo è quello che ci permette di sapere controllare le nostre passioni e pulsioni . compresa la paura. Che piaccia o no, gli americani sono nostri parenti molto stretti : togliendo il nome 'americano' vedremo che molti sono di provenienza europea 😉 Aggiungo : per quanto una parte della loro popolazione abbia un livello culturale 'discutibile', il GDR (e tante altre cose) lo hanno comunque inventato loro 🙂

Impostazioni cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo con il tuo consenso, cookie statistici (analytics) per misurare e migliorare i servizi. Non utilizziamo cookie di profilazione pubblicitaria. Leggi la Cookie Policy oppure gestisci le preferenze.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.