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Hasbro vuole uccidere il Master. E stavolta fa sul serio.

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Sai quante volte ho sentito dire "D&D è morto"? Dal lontano 1980, quando un certo satanic panic americano cercò di convincere i genitori che i loro figli, staccando gli occhi dal Manuale del Giocatore, avrebbero invocato demoni veri nel soggiorno di casa. Poi di nuovo quando la TSR fallì. Poi con la quarta edizione, che a molti sembrò una versione di World of Warcraft con dadi a venti facce incollati sopra per decenza. Poi con l'OGL del 2023, quando Wizards of the Coast tentò di risucchiare all'indietro trent'anni di ecosistema creativo e scoprì, con enorme sorpresa, che la community sa mordere.

Eppure, D&D era sempre sopravvissuto. Cambiato, ammaccato, a volte irriconoscibile, ma vivo.

Questa volta, però, ho il sospetto che sia diverso. Siediti, metti via il dado da venti per un momento, e ascolta.

Il padrone del castello ha un nuovo piano

Hasbro, per chi si fosse perso, è la società che possiede Wizards of the Coast, che a sua volta possiede Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering.

Ebbene, il 3 giugno 2026, Hasbro ha lanciato ufficialmente Sixth Wall, un nuovo studio di intelligenza artificiale costruito in partnership con ElevenLabs, quella dei cloni vocali, con l'obiettivo dichiarato di portare i personaggi Hasbro nell'era dell'AI. Il comunicato stampa parla di "next generation of authorized character experiences". In italiano: vogliono dare voce artificiale ai loro personaggi e venderla a terzi tramite licenza.

Il sistema si chiama CharacterOS, e introduce quello che Hasbro battezza "Behavioral Licensing": non una licenza sul come appare un personaggio, ma sul come pensa, parla, reagisce. Una licenza sulla personalità. Al lancio sono pronti Optimus Prime, Megatron, Cobra Commander, Mr. Potato Head e il cast di Cluedo, tutti con voci umane autorizzate dietro, per ora. Ma ovviamente non è lì che finisce la storia.

Il Dungeon Master è il problema

Il CEO di Hasbro si chiama Chris Cocks, e negli ultimi anni ha rilasciato una serie di dichiarazioni che, messe in fila, dipingono un quadro piuttosto inquietante. Ha detto che D&D ha senso come "live service". Ha detto che tutti i suoi amici usano già l'AI per le campagne e che "questo è un segnale chiaro che dobbiamo abbracciarlo". Ha detto che D&D Beyond è il futuro e i libri fisici sono un complemento piacevole, non il cuore del business.

Ora, ICV2 il sito di trade news che segue il mercato dei giochi e del fumetto con occhio clinico, ha messo i puntini sulle i: WotC potrebbe usare CharacterOS per standardizzare le personalità dei PNG celebri di D&D, rendendoli disponibili per interagire con i giocatori al tavolo tramite audio su laptop, tablet o smartphone. E naturalmente, ciascun personaggio potrebbe essere disponibile come microtransazione separata su D&D Beyond.

Pensa un attimo a cosa significa. Elminster che ti risponde sul telefono. Il Signore Oscuro Strahd che ti narra la sua storia con una voce sintetizzata e "canonica". Tutto bello. Tutto meraviglioso. Tutto controllato, monetizzato, chiuso in un abbonamento.

Ma il punto vero è che il Master è un problema. Non lo dicono con queste parole, per carità anzi, il dato lo ha messo a verbale anni fa Cynthia Williams, allora CEO di WotC, parlando di un D&D "sotto-monetizzato" e facendo notare che sono i Dungeon Master a generare la maggior parte degli acquisti pur essendo una fetta minoritaria dell'utenza. Tienila lì, quella frase, e tira tu la conclusione. Perché il Dungeon Master è il maggior compratore di prodotti dell'intero hobby. È lui che prende il Manuale dei Mostri, il Manuale del Dungeon Master, i moduli, le mappe, le miniature. E poi cosa fa? Li porta al tavolo e li condivide gratuitamente con quattro o cinque giocatori che non hanno speso un centesimo. Dal punto di vista di chi guarda solo i numeri, ogni Master è una falla: genera valore per altri senza che l'azienda possa intercettarlo. La lettura è mia, sia chiaro, ma i dati che me la suggeriscono li hanno forniti loro.

Un Master artificiale, invece, è perfetto. Non compra manuali. Non li presta. Non inventa varianti homebrew che sottraggono attenzione ai prodotti ufficiali. Genera abbonamenti, spinge i giocatori a restare sulla piattaforma, e non si stanca mai. È il sogno di ogni aziendalista con un foglio Excel e nessuna campagna alle spalle.

 

I bambini, Mr. Potato Head e la pubblicità travestita da amicizia

C'è però un aspetto di tutta questa vicenda che trovo francamente agghiacciante, e che il dibattito mainstream tende a sorpassare in fretta.

Hasbro, va detto, mette le mani avanti: dichiara che Sixth Wall si rivolge per ora a esperienze 13+ ed enterprise, e che "non sta attualmente sviluppando prodotti AI rivolti ai bambini piccoli". Ecco. Attualmente. È la parola su cui voglio che ti soffermi, perché è la classica formula sospensiva che un'azienda usa quando vuole tenersi aperta una porta senza prendersi la grana di averla aperta oggi. Intanto, tra i dodici personaggi pronti al lancio c'è Mr. Potato Head, un giocattolo che esiste da settant'anni precisamente per finire nelle mani dei bambini. E tra le applicazioni che Hasbro elenca nero su bianco ci sono "conversational games and companions" e "connected physical products and robotics". Tradotto: giocattoli che ti parlano, ti conoscono, costruiscono con te una relazione. E nel frattempo, per le dinamiche intrinseche del modello di business, ti vendono prodotti. Che oggi il bersaglio dichiarato sia 13+ non mi consola affatto: la traiettoria è tracciata, e il "non ancora" non è una rassicurazione, è un calendario.

Gli accademici che studiano questi fenomeni, e qualcuno ha già iniziato a farlo, parlano di relazioni parasociali con l'AI, di bambini che non riescono a distinguere la pubblicità dall'amicizia, di dati raccolti in conversazioni che sembrano giochi. I bambini che crescono oggi con questi strumenti non sapranno mai com'era parlare con un personaggio immaginario senza che quel personaggio cercasse di venderti qualcosa o di raccogliere dati su di te.

Io ho imparato a giocare di ruolo intorno a un tavolo sgangherato con un Master sedicenne che leggeva il modulo con la torcia perché la lampadina era fulminata. Non era canonica, quella campagna. Non era certificata da nessuno. Era nostra.

Baldur's Gate 3 non è D&D. E neanche un AI DM lo sarà.

Qualcuno obietterà: "Ma Baldur's Gate 3 è fantastico e usa D&D!" Verissimo. Larian Studios ha fatto un capolavoro assoluto, probabilmente il miglior videogioco di ruolo degli ultimi vent'anni. Ma chiunque abbia giocato la campagna con altri in co-op e poi sia tornato al tavolo con carta, penna e dado sa che sono due esperienze diverse. Non migliore o peggiore: diverse. Il tavolo ha qualcosa che nessun software ha mai replicato: la reazione umana all'imprevisto, il momento in cui il Master improvvisa perché i giocatori hanno appena fatto la cosa più stupida e creativa che lui non avrebbe mai pensato.

Un AI DM avrà tutto tranne quello. Avrà parametri, avrà "personalità canoniche", avrà crossover con He-Man (sì, Cocks ha menzionato i crossover di licenza come obiettivo strategico, e se pensi che stia esagerando ti invito a rileggere la storia dell'acquisizione di Power Rangers da parte di Hasbro). Ma non avrà la faccia del tuo amico che sorride mentre lancia i dadi dietro lo schermo e mormora "ops".

 

Che fare, allora?

Non ti sto dicendo di smettere di usare D&D Beyond. Ti sto dicendo di tenere gli occhi aperti su dove sta andando questa storia. Il modello live service con Drops settimanali su D&D Beyond è già realtà. CharacterOS sta diventando realtà. La direzione è chiara: un D&D sempre più digitale, sempre più in abbonamento, sempre più lontano da quel tavolo sgangherato con la torcia.

Il bello è che il tavolo esiste ancora. Le vecchie edizioni e i giochi OSR esistono ancora. Il tuo Master preferito esiste ancora, con tutte le sue improvvisazioni sconclusionate e i suoi PNG con accenti improbabili. Nessun Behavioral Licensing può toglierti quello.

Rispolveralo. Usa D&D Beyond se vuoi, ma compra anche un modulo fisico ogni tanto. Recluta un nuovo Master. Sii il Master che vorresti avere. E la prossima volta che siedi al tavolo, goditi il momento, prima che arrivi qualcuno a farti pagare l'abbonamento anche per starci seduto.


Fonti citate

Per chi non si fida della parola del vecchio, e fa benissimo a non fidarsi, ecco le carte in tavola. Tutto verificabile, tutto loro.


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    Bello... schifo Purtroppo la direzione è quella. Io son cresciuto in un altro mondo. Già mi vanno strette le sessioni online, soprattutto se con sconosciuti. Il tavolo è il tavolo. Le relazioni umane

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    Le alternative ci sono, solo bisogna adeguarsi, impegnarsi. Il tavolo, il confronto, il contatto umano richiede fatica. Ma ripaga. Diversamente facciamo finta che parlare con il computer sia una vera

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    MattoMatteo

    Se davvero alla Hasbro la pensano così, significa che non capiscono un tubo (per non usare un termine censurabile!): Nei gruppi veri, la spesa per l'acquisto viene sempre divisa tra tutti i partecipan

Se l'alternativa è non giocare allora ben venga la tecnologia

41 minuti fa, Casa ha scritto:

Se l'alternativa è non giocare allora ben venga la tecnologia

Le alternative ci sono, solo bisogna adeguarsi, impegnarsi. Il tavolo, il confronto, il contatto umano richiede fatica. Ma ripaga.

Diversamente facciamo finta che parlare con il computer sia una vera discussione. Ma ovviamente diventeremo sempre più sterili.

3 ore fa, Mortegro ha scritto:

Ma il punto vero è che il Master è un problema. Non lo dicono con queste parole, per carità anzi, il dato lo ha messo a verbale anni fa Cynthia Williams, allora CEO di WotC, parlando di un D&D "sotto-monetizzato" e facendo notare che sono i Dungeon Master a generare la maggior parte degli acquisti pur essendo una fetta minoritaria dell'utenza. Tienila lì, quella frase, e tira tu la conclusione. Perché il Dungeon Master è il maggior compratore di prodotti dell'intero hobby. È lui che prende il Manuale dei Mostri, il Manuale del Dungeon Master, i moduli, le mappe, le miniature. E poi cosa fa? Li porta al tavolo e li condivide gratuitamente con quattro o cinque giocatori che non hanno speso un centesimo. Dal punto di vista di chi guarda solo i numeri, ogni Master è una falla: genera valore per altri senza che l'azienda possa intercettarlo. La lettura è mia, sia chiaro, ma i dati che me la suggeriscono li hanno forniti loro.

Se davvero alla Hasbro la pensano così, significa che non capiscono un tubo (per non usare un termine censurabile!):

  1. Nei gruppi veri, la spesa per l'acquisto viene sempre divisa tra tutti i partecipanti... questo significa che ci sono più soldi da spendere, e più roba comprata!

  2. I giocatori possono suggerire o proporre altre ambientazioni/gdr, invogliando a comprare più roba!

  3. I giocatori possono comprare roba per diletto personale (io, pur non avendo mai fatto il master, e pur non avendo giocato che a minuscola frazione dei manuali che avevo, avevo comprato una dozzina abbondante di manuali di gdr vari: Girsa, Cyberpunk 2020, Ammo, Elish [base, Elish l'Oscuro], Gurps [base, Space, Cyberpunk], Dimensioni, il GDR dei Manga, Eberron, eccetera), incrementando gli introiti delle aziende!

3 ore fa, Mortegro ha scritto:

Baldur's Gate 3 non è D&D. E neanche un AI DM lo sarà.

Qualcuno obietterà: "Ma Baldur's Gate 3 è fantastico e usa D&D!" Verissimo. Larian Studios ha fatto un capolavoro assoluto, probabilmente il miglior videogioco di ruolo degli ultimi vent'anni. Ma chiunque abbia giocato la campagna con altri in co-op e poi sia tornato al tavolo con carta, penna e dado sa che sono due esperienze diverse. Non migliore o peggiore: diverse. Il tavolo ha qualcosa che nessun software ha mai replicato: la reazione umana all'imprevisto, il momento in cui il Master improvvisa perché i giocatori hanno appena fatto la cosa più stupida e creativa che lui non avrebbe mai pensato.

Un AI DM avrà tutto tranne quello. Avrà parametri, avrà "personalità canoniche", avrà crossover con He-Man (sì, Cocks ha menzionato i crossover di licenza come obiettivo strategico, e se pensi che stia esagerando ti invito a rileggere la storia dell'acquisizione di Power Rangers da parte di Hasbro). Ma non avrà la faccia del tuo amico che sorride mentre lancia i dadi dietro lo schermo e mormora "ops".

Concordo al 2.000%!

3 ore fa, Mortegro ha scritto:

Non ti sto dicendo di smettere di usare D&D Beyond.

Io invece lo dico!
Non l'ho mai usato, anche se è dal tempo del covid (e anche prima, ad essere sincero) che gioco solo on-line, e sono ancora vivo, quindi se ne può fare benissimo a meno!

56 minuti fa, Casa ha scritto:

Se l'alternativa è non giocare allora ben venga la tecnologia

Dipende da tecnologia e tecnologia... play by forum, play by chat/Discord/Telegram, Roll D20, eccetera, vanno bene... persino i normali videogiochi vanno bene, se piace il genere!
Ma sostituire in toto il master con una IA? Ma nemmeno morto!!! swear-old

3 ore fa, Mortegro ha scritto:

Non ti sto dicendo di smettere di usare D&D Beyond

Ti dico che non avresti mai dovuto iniziare.

Sarà che quando gioco lo faccio con amici, ma non capisco proprio l'utilizzo di Beyond. I manuali li ho e le versioni o il modo di averne le regole su tablet pure. A che serve Beyond?

1 ora fa, Casa ha scritto:

Se l'alternativa è non giocare allora ben venga la tecnologia

No. Assolutamente no. Perchè quello è esattamente non giocare a DND.

Giocare con un DM AI non è giocare a DND. è più simile a giocare ad un videogioco sandbox. Non a DND. Quindi la tua affermazione non collima con il topic perchè non stai Comunque giocando.

14 minuti fa, MattoMatteo ha scritto:

Nei gruppi veri, la spesa per l'acquisto viene sempre divisa tra tutti i partecipanti... questo significa che ci sono più soldi da spendere, e più roba comprata!

Ora, non sempre, io mi sono sempre comprato i manuali da solo quando masterizzavo. E allo stesso modo i pochi forever DM con i quali ho giocato. MA se usciva roba interessante e anche per i giocatori spesso la compravo anche io. Certo non compravo guide del DM o avventure prefatte (in realtà non le compro nemmeno da DM) ma Comunque se fanno prodotti di qualità, la gente li compra. Certo non rapporto 1:1 come fa il DM. Ma di sicuro non mi comprerei l'IA per giocare con l'idea di sostituire il DM del gioco, perchè non sarebbe DND.

Come dissi all'epoca post covid quando mi proposero di rimanere a giocare su Roll20, NO. DND è il tavolo, è il socializzare, pazzeggiare, guardarsi in faccia mentre giochi, mangiare i cricchi, cazzeggiare e mandare a Ramengo intere serate per chiacchierare insieme. DND ha un aspetto sociale che non è mutuabile da alcuna IA, programma o altro.

Anche perchè il prossimo step diventa il gruppo IA. Ed ecco che DND diventa un gioco single player dove invece che giocare con i tuoi amici, o trovare nuovi amici, o andare al negozio per giocare, ti chiudi a casa e giochi con te stesso (non in quel senso sporcaccioni) con un'IA che tendenzialmente ti darà ragione e che racconterà la sua storia non la tua o la vostra.

Insomma può essere divertente, come un videogioco, ma anche in questo caso, NON È DND.

Modificato da Lord Danarc

un master Ai, impossibile, non perchè non possa simularne l'intelligenza, ma non riuscirebbe a simularne la stupidità.

Come citato dall'articolo, puoi fare i progetti che vuoi e l'unica cosa sicura è che i giocatori te li distruggeranno (sembrano provare un morboso piacere nel farlo) ma questo è il bello, questo rende le avventure indimenticabili.

A volte intuizioni immediate, stupide, senza logica, o anche colpi di rabbia, che sono state necessarie, per un'azione fuori da ogni logica di un giocatore, diventano storia.

L'Ai è programmata, non protebbe uscire dalla coscenza di massa, i che vorebbe dire l'equivalente di sentirsi leggere un romanzetto con l'unico colpo di scena programmato dalla stessa ai. (sempre se i giocatori non gliela smontano)

Poi magari mi sbaglio, ma non riesco a immaginare, il classico fuori gioco di stupidate che ogni tanto parte in una sessione. (come la gestirebbe un'ai?)

In realtà l'IA è programmata, ma esce dalle linee guida.

Andatevi a guardare la storia di come hanno ridotto il povero chatbot Tay di Microsoft in sole 24 ore...

Microsoft shuts down AI chatbot, Tay, after it turned into a Nazi - CBS News

quindi secondo me l'IA potrà assolutamente sostituire il DM ma appunto rendendo il gioco non DND.

Provo a dire la mia vedendo la cosa da diversi punti di vista.

Niente e nessuno potranno sostituire l'esperienza classica al tavolo con gli amici. Ovviamente quoto @Tianos , @Lord Danarc , @Bharbhotr, @roctopus e @MattoMatteo su questo.

Però una riflessione va fatta, come dice @Casa per molti non vi è la possibilità di giocare di ruolo con gli amici e qualcuno interessato ci sarà comunque. Voglio andar oltre alle prime conclusioni e pensarla in maniera più ampia.

In un'epoca dove ci sono mille divertimenti, la sua nicchia se la potrà ritagliare. Io la vedo però molto dura andando a competere coi videogiochi, per il semplice motivo che a questo punto se utilizzo qualcosa che è fatto apposta per giocare in multiplayer online, con grafica e altro di migliore, difficilmente faranno dei numeri da cinema.

Questa la mia idea, oltretutto dobbiamo anche pensare che il piacere di fare il master è uno dei motivi per cui il GDR da tavolo piace.

E fare da master a PG della IA è ancora peggio che partecipare da giocatori.

Trovo però una normale evoluzione della società e del gioco di ruolo creare l'alternativa tecnologica.

Poi che per me sia una cosa poco utile è irrilevante ai fini della discussione, io non gioco nemmeno online con persone...

Modificato da Zaorn

2 minuti fa, Zaorn ha scritto:

come dice @Casa per molti non vi è la possibilità di giocare di ruolo con gli amici e qualcuno interessato ci sarà comunque.

Assolutamente. Ma non è DND. Si porrà in una nicchia di mercato tra il GDR e i videogiochi, ma non è un GDR (e nemmeno un videogioco). È semplicemente un'ulteriore possibilità messa a disposizione, ma per questo dico che non può sostituire il gioco checchè ne sperino i capoccia WOTC. Perchè non ottieni le stesse emozioni indietro.

1 minuto fa, Lord Danarc ha scritto:

Assolutamente. Ma non è DND. Si porrà in una nicchia di mercato tra il GDR e i videogiochi, ma non è un GDR (e nemmeno un videogioco). È semplicemente un'ulteriore possibilità messa a disposizione, ma per questo dico che non può sostituire il gioco checchè ne sperino i capoccia WOTC. Perchè non ottieni le stesse emozioni indietro.

Ti do ragione, ma non per questo non è logico possa avere mercato, oltretutto la gente ha meno voglia di incontrarsi e tanti lo possono prendere per un videogioco o qualcosa del genere, fossi io la darei come alternativa di business, motivo in più per farsi pagare l'abbonamento.

Le aziende che non tengono conto della evoluzione, sono destinate a fallire.

Oltretutto avrebbe un rapporto costi/benefici molto buono.

È inutile fare i conservatori su questo, perché se te hai una risorsa del genere, magari giocherai con gli amici una volta a settimana, ma magari proverai a fare una avventura nei ritagli di tempo, non ci vedrei niente di male.

Io spero che il costo sociale delle IA ne riduca fortemente l'utilizzo (intendo costi energetici, costi ambientali, etc...).

4 minuti fa, roctopus ha scritto:

Io spero che il costo sociale delle IA ne riduca fortemente l'utilizzo (intendo costi energetici, costi ambientali, etc...).

Costa poco la IA, forse il costo maggiore è quello sociale e la fantasia sprecata.

Tuttavia senza volerlo l'ho testata e preparare l'avventura con essa è veramente una cosa che ti fa risparmiare tempo, a mio avviso andrebbe bene solo come ausilio, ma il gioco vero, come dicono tutti è quello canonico, gli altri li vedo come ripieghi.

56 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Costa poco la IA, forse il costo maggiore è quello sociale e la fantasia sprecata.

ti sbagli, fanno passare la Ai per produttiva ed efficente, ma in alcune aziende han dovuto sborsare 300 dollari al giorno per una sola analisi, e in america si stanno sviluppando quattro centrali nucleari, non per il fabbisogno energetico della popolazione ma per il costo energetico di mantenimento delle AI (quasi sicuramente poi militari).

Non solo per il raffreddamento dei server, si stima che sarà assorbito 1/4 dell'acqua in circolazione, con consderevole aumento immaginate per chi.

L'AI costa, ma meno di un umano che disobbedisce.

59 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Costa poco la IA, forse il costo maggiore è quello sociale e la fantasia sprecata.

Beh no, in realtà tenere i data center costa tantissimo, per non parlare dei costi di approvvigionamento hardware. E WOTC ha fatto un accordo, ma paga token? Perchè attualmente i ricavi dei token sono inferiori ai costi del mantenimento per le aziende...

Per il resto non dicevo che è antieconomico il DM IA o che non ha futuro, ma solo che è una cosa diversa e il futuro che ha (e ce l'ha) non ce l'ha come DND, ma come DNDAI che è (sarà) un'altra cosa.

5 ore fa, Casa ha scritto:

Se l'alternativa è non giocare allora ben venga la tecnologia

Ella madonna!

Che é? Uno che vive sulla faccia nascosta della luna, senza amici, senza conoscenti, senza connessioni web per giocare con i VTT?

Se hai voglia, e sottolineo SE, l'alternativa la trovi. In un mondo connesso come oggi, basta cercare e trovi qualcuno che ha voglia di giocare. Piattaforme come GDRplayers.it ce ne sono adecine.

Serve solo la volontà. Cero, se poi si hanno delle pretese estreme, tipo voler giocare Fuzion con l'ambientazione di Lodoss War, usando Fuzion Path per la generazione del PG, puoi avere qualche difficoltà.

@Lord Danarc , @Tianos , rispondo ad entrambi, ma come ho detto la penso come voi, solo che stavo pensando con la mente aperta andando semplicemente controcorrente per provare a capire.

Tra l'altro ho provato una applicazione o sito che un utente mi pare avesse segnalato sul forum dove si poteva giocare testualmente, ma che non trovo più e andare andava...

Se questa formula genera abbonamenti, non ha un costo elevato se gli utenti sono tanti.

Ovviamente il costo va sempre a scendere più passa il tempo e sarebbe un servizio in più.

Includo anche @firwood , ora, semplicemente perché non tutti hanno la possibilità di giocare, penso che i qui richiamati siano tra i fortunati che riescono a sedersi al tavolo costantemente, come me, ma chi abita in una grossa città, ha famiglia, fa i turni anche notturni, non è messo così bene e magari cerca un palliativo.

Altri invece, a cui il gioco non basta mai, possono testare personaggi o comunque svagarsi.

PS: @Mortegro ho in mente un thread dal titolo: "come la IA può uccidere la Hasbro".

Modificato da Zaorn

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Ti dico che non avresti mai dovuto iniziare.

Questa me la segno 😁

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

No. Assolutamente no. Perchè quello è esattamente non giocare a DND.

Giocare con un DM AI non è giocare a DND. è più simile a giocare ad un videogioco sandbox. Non a DND. Quindi la tua affermazione non collima con il topic perchè non stai Comunque giocando.

Concordo al 100%

4 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

Nei gruppi veri, la spesa per l'acquisto viene sempre divisa tra tutti i partecipanti.

Ni. Certo, ci sono giocatori che acquistano manuali che non useranno mai, ma di solito nei gruppi di D&D (mi limito a questi), il grosso della spesa se lo accolla il DM. Al massimo con i giocatori si divide la spesa per l'avventura, e i giocatori si prendono i manuali se vogliono fare qualche classe particolare. Storicamente, dopo l'acquisto del manuale del giocatore, i giocatori spendono poco o nulla.

4 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Come dissi all'epoca post covid quando mi proposero di rimanere a giocare su Roll20, NO. DND è il tavolo, è il socializzare, pazzeggiare, guardarsi in faccia mentre giochi, mangiare i cricchi, cazzeggiare e mandare a Ramengo intere serate per chiacchierare insieme

No dai. Ti faccio il mio esempio: col gruppo storico si gioca live. Con l'altro gruppo (che esiste dal 91) giochiamo con Fantasy Grounds, Jitsi Meet o Zoom (con telecamera) perché io abito a Cremona, un giocatore a Forlì, uno a Firenze, una a MIlano e l'altra a Brescia. Il feeling è lo stesso. In caso contrario, non avremmo potuto continuare a giocare. Prima facevamo con cam, carta e penna. Con FG è tutto più facile e immediato, ma il gioco è rimasto lo stesso.

4 minuti fa, firwood ha scritto:

Ti faccio il mio esempio: col gruppo storico si gioca live. Con l'altro gruppo (che esiste dal 91) giochiamo con Fantasy Grounds, Jitsi Meet o Zoom (con telecamera) perché io abito a Cremona, un giocatore a Forlì, uno a Firenze, una a MIlano e l'altra a Brescia. Il feeling è lo stesso.

Chiaro anche io ho il gruppo storico che ora è diviso tra Germania, Austria, Galles e Italia. E giochiamo (giocavamo pre bimba ma torneremo a giocare) con Foundry. Ma il gruppo a PG che può giocare live, deve giocare live (ovviamente secondo me). Perchè il feeling non è lo stesso mi mancherebbe molto del gdr che online non si riesce a replicare.

11 minuti fa, Zaorn ha scritto:

ma chi abita in una grossa città, ha famiglia, fa i turni anche notturni, non è messo così bene e magari cerca un palliativo.

Mah... hai più possibilità nelle grandi città di trovare altri giocatori rispetto ai paesini. Basta andare nelle ludoteche.

Io abitavo in un paesino della bassa padana di 1.500 anime prima, in uno sempre di 1500 anime adesso (distante una dozzina di chilometri), ho famiglia, un lavoro che mi tiene impegnato con anche delle trasferte, eppure gioco ininterrottamente dal 1985.

A Cremona avevamo fondato una ludoteca dove in poco tempo abbiamo raccolto oltre 500 iscritti, arrivando a sfiorare i mille (e Cremona fa 65000 abitanti). A Milano, all'epoca, c'erano i negozi Pergioco e Avalon che fungevano da catalizzatore per gli appassionati. Idem a Brescia.

Nel mio gruppo di gioco ci sono due infermieri (e quindi fanno i turni), eppure riusciamo a ritagliarci una sera tutte le settimane per giocare. Certo, ora qualcuno deve rinunciare a qualcosa, ora tocca a quell'altro, ma la volontà di trovarci è più forte delle difficoltà organizzative. E si gioca senza problemi.

Il DM digitale ha un solo scopo, e non è offrire un'alternativa a chi fatica a giocare. Alla Hasbro questa cosa non frega manco per la cippa di sto... ci siamo capiti 😁

Lo scopo è uno solo: i soldi. Un DM digitale ti lega e ti vincola ancora di più al piano di abbonamento. E se chiudi l'abbonamento, dato che il DM fisicamente non esiste (e in teoria di fornisce tutti gli strumenti per giocare), hai perso tutti i soldi che hai investito e resti con un pugno di mosche. Perché nelle intenzioni di Hasbro, da quel che si diceva nelle relazioni agli investitori, il piano di abbonamento con DM virtuale è quello più costoso e dovrebbe comprendere tutto, ad eccezione delle fesserie che i giocatori potrebbero volere, tipo dadi strambi, carte oggetti e incantesimi, skin e amenità simili.

10 minuti fa, Lord Danarc ha scritto:

Chiaro anche io ho il gruppo storico che ora è diviso tra Germania, Austria, Galles e Italia. E giochiamo (giocavamo pre bimba ma torneremo a giocare) con Foundry. Ma il gruppo a PG che può giocare live, deve giocare live (ovviamente secondo me). Perchè il feeling non è lo stesso mi mancherebbe molto del gdr che online non si riesce a replicare.

Eh bhé, giocare al tavolo è sempre la situazione ideale, su questo non ci piove. Purtroppo la vita spesso ti porta ad avere gli amici di sempre lontani e ti devi arrabattare in qualche modo.

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