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Rafghost2

Circolo degli Antichi
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  1. Amara De Luca Vedo lo zombie ruzzolare giù dalla rampa di scale e a giudicare dalle condizioni della gamba sono sicura che non riuscirà a rialzarsi, così strisciante è una minaccia minima ma potrebbe richiamarne degli altri allora decido di eliminarlo ma non posso farlo con il bambino che guarda. Mi abbasso di nuovo a guardarlo e gli dico: "Mattia, aspettami qui e controlla che non ne scendano altri da dove siamo venuti. Mi raccomando, non girarti io mi occupo di quello davanti a noi così non ci farà del male, d'accordo?" gli faccio una carezza per dargli coraggio e supporto morale poi mi avvio verso lo zombie strisciante con l'ascia impugnata a due mani. Attendo a qualche passo di distanza che mi arrivi vicino in modo da prendere bene la mira e non sbagliare, cercando di colpirlo alla testa ma in ogni caso continuando a colpirlo finchè non smetterà di muoversi. Aggiusto la presa sull'ascia, do un'ultima occhiata che Mattia sia girato a guardare altrove e poi seguo lo strisciare della creatura aggiustando il punto di impatto in base al suo movimento. Arrivato nel punto prefissato abbatto l'ascia con forza, più volte se necessario. Eliminata la minaccia mi metto davanti al corpo ormai inerme per coprirne la vista al bambino, lo chiamo per farlo venire da me e riprendendolo per mano ci dirigiamo velocemente verso il parcheggio, senza alcun indugio, ma controllando ogni area pericolosa prima di attraversarla.
  2. Mako Mori Sento la mia lama affondare nel torace del bandito come fosse burro e mentre sto per estrarla, questo riesce a reagire bloccandomi la mano destra e sferrandomi un pugno in piena faccia. La testa mi scatta all'indietro per il colpo imprevisto, il sapore del sangue in bocca che fuoriesce dalle gengive ferite e dal labbro inferiore spaccato. Sento la presa sul mio polso salda e, consapevole che la mia forza sta nella tecnica e non nei muscoli, scelgo di non opporvi resistenza ma assecondo la direzione della forza della presa con un salto acrobatico laterale sul posto ruotando verso destra così da sfruttare il punto debole della presa situato nella zona in cui il pollice si serra sulle altre dita. Usando la torsione del corpo data dal salto per ruotare brutalmente la lama nel torace dell'avversario allargando la ferita e massimizzando il danno locale e il sanguinamento decido di impiegare anche la tecnica della lama fiammeggiante, così da terrorizzare i nemici e fiaccarne la volontà. Richiamo il Qi e lo infondo nella mia lama: "ARTE DEL FUOCO - Lama fiammeggiante". Sottili lingue di fuoco la avviluppano facendola sfrigolare nel petto della mia vittima, mentre con sguardo duro lo fisso negli occhi impassibile del terrore e della sofferenza che trasmettono. Meccanica Island of Blades (Posizione): garantisce fiancheggiamento (+2TC) sui nemici che sono minacciati da me e da un altro alleato. Valido sia su di me sia sull'alleato. SEMPRE ATTIVA Acrobazia: +9 Burning Blade (Manovra): Con un'azione veloce rende infuocata l'arma infliggendo 1d6+1/lv classe aggiuntivo. TC: in teoria essendo la lama già nel corpo dell'avversario il colpo è garantito altrimenti +6+2 (minaccia condivisa con SAM) = +8 Danni: 1d6+2 (BASE) + 1d6+2 (BURNING BLADE) = 2d6+4
  3. Ho fatto un post kilometrico... ci ho messo quasi due ore a scriverlo e immaginarlo. Spero vada bene in generale e anche la questione dell'erba. Ti va bene se ogni tanto tiro fuori qualche idea del genere o preferisci fare tu? In caso le fai risultare robetta se dovessero andare fuori dai tuoi canoni. Fammi sapere se devo cambiare qualcosa. Grazie
  4. No. Io e te davanti a protezione, gli altri due dietro che portano la paglia e poi arretrano.
  5. Selene Mi risveglio all'improvviso come da un sogno. Ancora confusa da ciò che appartiene al regno onirico e ciò che è di questo mondo terreno, fatico a mettere ordine nei pensieri e a riconoscere ciò che mi circonda. Sento le membra intorpidite e le palpebre pesanti, istintivamente mi strofino gli occhi con la mano destra e realizzo che non sento dolore. Di scatto porto l'altra mano alla spalla per saggiare la ferita e non trovo nulla. Nè lo squarcio prodotto dalla lama avvelenata né la tunica strappata, sono completamente nuda, distesa sulla terra e sull'erba in un cratere profondo qualche metro. Mentre ancora la mia testa fatica a rimettere ordine nei pensieri e negli ultimi avvenimenti mi concentro sulle sensazioni che avverto. Sento una leggera brezza fresca sulla pelle, un formicolio al collo e alla guancia destra dove il veleno vi aveva inciso profonde crepe sanguinanti, la terra morbida sotto le mani, i sottili steli d'erba mossi dal vento che mi solleticano i fianchi e il sottile strato di pelle dietro le ginocchia. Inspiro forte dal naso sentendo l'aria che fluisce nei polmoni carica del profumo della primavera. Lentamente inizio a muovermi rimettendomi in piedi, mi passo le mani sulle morbide curve del sedere per rimuovere la terra e mi guardo attorno stupita. Mi trovo al centro di un cratere circolare sulla nuda terra, intorno a me ci sono cumuli di pietra scolpita in blocchi per la maggior parte spaccati e ammassati lungo la circonferenza. Fino a poco tempo fa qui sorgeva la torre del mago conosciuto col nome di Mistyclen, il mio maestro, fino a poco tempo fa qui sorgeva la mia casa e la mia vita tranquilla. Questo mi ricorda tristemente come la felicità duramente raggiunta mi sia nuovamente scivolata tra le mani e ricordi lugubri e dolorosi si riaffacciano alla mente. Ricordi di paura e freddo, di fame e solitudine. Chiudo gli occhi sopraffatta dall'emozione e l'immagine di una piccola mano gentile mi compare davanti, la mano che ha cambiato la mia vita in un momento, dando senso al trascorrere dei giorni e alla mia esistenza. Una piccola mano magica, in un certo senso, collegata ad un cuore grande e premuroso, quella di Mistyclen. Riapro gli occhi con un obiettivo chiaro in testa: Ritrovare quella mano! Con rinnovata decisione sento il mio corpo di colpo sveglio e pronto all'azione. Faccio un passo per dirigermi fuori dal cratere ma urto un oggetto duro e spesso. Guardo a terra e riconosco il mio vecchio grimorio magico. Mi piego a raccoglierlo e guardandomi intorno noto che nulla è sopravvissuto a quel bianco lampo di luce tranne qualche piccolo oggetto qui e lì. Passo a raccogliere le poche cose presenti nel cratere, felice di ritrovare il mio cappello magico, regalatomi in occasione del mio 15esimo compleanno e la mia borsa di componenti magici. Poco più in là c'è anche il corno magico che ho recuperato da Loyd questa mattina. Sembra che solo gli oggetti magici di una certa potenza siano sopravvissuti all'accaduto eppure nel cratere, oltre alla nuda terra si trova un tipo di erba mai vista prima. "Dev'essere opera della sfera di fuoco magico" penso incuriosita dallo strano colore bianco striato di rosso degli steli e dal fatto che si trova dove prima c'era un pavimento di pietra. Ne raccolgo diversi ciuffi mettendoli nella borsa per componenti con l'intenzione di analizzarli più tardi e mi dirigo fuori dal cratere verso quello che prima era l'ingresso della torre. Il sole è ormai basso sull'orizzonte e valuto che mi sia rimasta circa mezz'ora di luce. "Sarà meglio chiedere ospitalità al villaggio per stanotte, ma non posso bussare alla porta di qualcuno completamente nuda con solo un cappello e un libro." Un sorrisetto mi si affaccia sul viso al pensiero della scena di me che busso a diverse porte e le relative reazioni di mariti e mogli. So di non essere una brutta ragazza, anzi, alcune occhiate maliziose che mi rivolgono ogni tanto mi hanno confermato che più di uno mi trova attraente, almeno finché non scopre la mia natura tiefling. Passo lo sguardo sul mio corpo allo stesso modo in cui lo farebbe chi dovesse aprire la porta: i seni tondi e lisci sono abbastanza prosperosi per i miei 17 anni, la pancia piatta e bianca al centro di fianchi sinuosi, le gambe lunghe e magre che terminano con piedi piccoli e affusolati, come anche le braccia, più avvezze a lavori di precisione che di fatica, con mani dalle dita sottili. Più di una volta il maestro Mistyclen, trovandomi triste e immersa nei miei pensieri per l'ennesimo trattamento sgradevole subito da qualche umano bigotto, mi aveva preso in giro dicendomi che avrei potuto fare la ballerina o la flautista in qualche compagnia. La scena mi era così comica che mi faceva sempre ridere riportandomi il buon umore, ma guardandomi ora con questa idea in testa mi ritrovo a pensare che forse non stesse scherzando e che effettivamente il mio corpo sia desiderabile. Il ricordo delle parole del bandito mi riporta con la testa al momento presente confermando da un lato la mia bellezza ma lasciandomi una sgradevole sensazione al pensiero di cosa mi sarebbe capitato in mano sua, con la consapevolezza che gli abusi finora subiti potrebbero conoscere nuove forme che a dieci anni non riuscivo a immaginare. Mi aggiro scalza tra i mucchi di macerie della torre alla ricerca di qualcosa di utile o di valore per trasformarlo in una tunica, visto che l'aria della sera inizia farsi pungente facendomi rabbrividire. Spostando alcuni pesanti blocchi di pietra di quello che era l'osservatorio in cima alla torre rinvengo uno strano strumento di cui non ho mai capito l'utilizzo, ma che dalla complessità tecnica con cui è realizzato e la qualità dei materiali dovrebbe valere diverse decine di monete d'oro. Poggio una mano sul grimorio e l'altra sullo strumento ormai inutilizzabile, chiudo gli occhi e creo l'immagine mentale della mia lunga tunica azzurra con un largo cappuccio, immagino la stoffa resistente ma leggera che mi avvolge, la trama della tunica sul petto intessuta con sottilissimi fili metallici intrecciati, simili ad una cotta di maglia con dei rinforzi sulle spalle somiglianti a piastre decorate con un motivo floreale dorato, le ampie maniche con polsini stretti. Nel complesso una versione leggermente migliorata di quella che avevo prima. Mentalmente la ripiego come se dovessi metterla in un cassetto e a quel punto infondo energia magica nel libro per poi farla fluire all'altra mano. Sento sotto la mano sinistra lo strumento cambiare consistenza divenendo un morbido fagotto di stoffa e quando il flusso cessa mi ritrovo con una bellissima tunica azzurra con decorazioni dorate sui bordi. La prendo dal colletto e lascio che si apra per poi indossarla. La sensazione della stoffa sulla pelle nuda è piacevole come una carezza e le misure sono perfette adattandosi al mio corpo come se mi fosse stata cucita addosso. Con il dorso di entrambe le mani tiro fuori il fiume di capelli argentei lasciandoli cadere sulle spalle, indosso il cappello magico e aggancio in vita la borsa dei componenti. Metto a tracolla l'artefatto a forma di corno e vado alla ricerca di un altro oggetto da trasformare. "Mi serve qualche spicciolo per comprare qualche attrezzo che ho perso nell'esplosione." Ravano ancora fra le macerie, scalza non avendo potuto creare anche degli stivali, finché non ritrovo qualcosa che faccia al caso mio e lo trasformo in un lingotto d'oro che metto in tasca. Sentendo che ormai il potere magico del libro si è affievolito, mi inizio ad incamminare con le poche cose recuperate, verso il villaggio. Decido di chiedere ospitalità alla famiglia del maniscalco di cui sono stata ospite solo qualche ora fa. "Lì potrò lavorare per ripagarmi vitto e alloggio e farmi fare gli strumenti che mi servono. Per qualche giorno dovrebbe andare bene." penso camminando svelta per quanto i piedi scalzi me lo consentano per non ritrovarmi troppo a lungo nella foresta durante la notte. Offgame
  6. Decisamente non io... 🤣 L'importante è non perdere troppo tempo, col rischio che arrivi la carovana durante il combattimento. Io avanzerei in formazione: io e Thurin come avanguardia, bak e Ely come trasportatori di paglia e retroguardia. Se troviamo nemici li falciamo, altrimenti facciamo fumo e ci prepariamo per l'accoglienza, senza tanti giri, ma con cautela.
  7. 🤔😤😡....😇🤣 La dualità Aasimar/ Tiefling si sta intensificando in me... Immagina angioletto e diavoletto sulle spalle che si azzuffano...🤣
  8. Perfetto. Grazie delle delucidazioni. Sto già pensando al post. Il fulcro sarà sul valutare la situazione, riequipaggiarsi e decidere dove indagare. Mi ero imposto di non accoppare quel bandito per avere info sennò l'avrei stecchito subito...adesso?
  9. Ok grazie. Giusto per linearità e comunione di pensiero: cosa intendi tu per valore di un oggetto? Se un oggetto da 200mo si rompe come lo calcoleresti? Sempre 200mo perché riparabile o spiccioli in base alle materie prime / pezzi recuperabili? Ripeto che mi interessa solo coprirmi, riacquisire l'aspetto dell'immagine del PG. Altra domanda: le ferite? Il fuoco magico mi ha guarito, mi sembra di capire o sbaglio? Pf?
  10. Hai parlato di macerie e crollo quindi qualcosa deve essere rimasto. Hai detto che gli oggetti magici sono sopravvissuti o solo i "miei" oggetti magici sono sopravvissuti? Mi vuoi lasciare una linea guida su oggetti anche rotti che possono essere trasformati, visto che il limite del compendio è nel valore e nel volume? Considerata la mole di roba che c'era nella torre... Come obiettivo vorrei almeno non andare in giro come una meretrice, non dico ripristinare tutto l'equipaggiamento perché una buona metà lo considero inutile. Si può fare? Vado libero?
  11. Va beeeeneeeee.... Fortunatamente ho scelto il compendio alchemico... Sai come funziona?
  12. Quindi devo andare in giro NUDA con un cappello una borsa e un corno? Vestiti, zaino e tutto il resto è vaporizzato o posso cercarlo tra le macerie?
  13. Bellissimo post, grazie. Come la mettiamo con l'equipaggiamento? Se mi dai qualche indicazione la implemento nel mio post, che farò oggi entro sera. Mi sta prendendo veramente tanto...
  14. Per me possiamo fare un mix. Andrei furtivo per eliminare quelli eventualmente già fuori, anche se con il sole non dovrebbero essercene. Poi andiamo all'ingresso della caverna e diamo fuoco alla paglia. Bakban e Elyndra @Alzabuk @shadyfighter07 più indietro, io e Thurin @Landar a chiudere la morsa lateralmente. Se dovessimo entrare bisogna eliminare il fumo...
  15. Scusa Elisa @shadyfighter07 , cambio di programma. Reputo più logica questa linea d'azione. Ci vedremo più avanti... 😉
  16. Amara De Luca Dopo aver recuperato quasi tutte le componenti del kit medico e averle buttate alle meglio nello zaino mi avvio verso l'uscita sud del bar. Vedo, attraverso la vetrina, molte persone che corrono terrorizzate fuori dalla stazione e, mentre sto per aprire la porta sento un'altra esplosione. Istintivamente mi contraggo abbassando la testa, scatenando l'ennesima fitta di dolore dal ventre ferito. Guardo a destra e vedo che la banchina verso nord è completamente vuota: "Come al solito la gente si riversa fuori dal punto più ovvio come un gregge di pecore lasciando intere vie d'esodo completamente inutilizzate." Valutando più sicuro lasciare la stazione da un'altra via, per evitare di finire nella folla delirante in fuga, mi dirigo verso l'uscita del bar che da sul binario 1, proprio davanti al sottopassaggio che porta ai parcheggi dove ho lasciato la macchina. Prima di aprire la porta, mi inginocchio davanti a Mattia e, guardandolo negli occhi con un sorriso affettuoso e le mani poggiate sulle sue spalle, gli dico, con tono rassicurante: "Adesso usciamo da qui e andiamo alla macchina che ho lasciato nel parcheggio e poi ti riporterò dalla tua mamma, d'accordo? Sei pronto? Andiamo..." Prendo Mattia per mano tenendolo alla mia destra per fargli da scudo da eventuali pericoli provenienti dalla massa in fuga, apro la porta, controllo velocemente la situazione e altrettanto velocemente mi lancio verso il sottopassaggio. Scendo le scale fino a metà togliendomi dalla vista e poi, camminando rasente alla parete destra, scendo più lentamente i rimanenti gradini per sbirciare oltre l'angolo e valutare la pervietà del percorso per risparmiare al bambino la vista di altri di quegli esseri, se possibile.
  17. Se esco dal bar e giro a sinistra verso il centro città passo davanti alla porta grande. È una grande sala d'attesa e quindi vedo fino dall'altra parte? O magari sento i bambini piangere... Boh...
  18. @Melqart potresti aggiungere la struttura interna della stazione? Se riesco verosimilmente a vedere Elisa @shadyfighter07 mentre esco dalla stazione le darei una mano con i bambini. Dimmi tu.
  19. @Melqart Hai qualche specifica per il post stazione? Perché se vogliamo riunirci bisogna puntare verso sud, lato Mattia @simo.bob direi, sennò diventa lunga. Col mio PG mi dirigerei verso casa, la caserma VVF o un supermercato / farmacia, così ti puoi fare un'idea del prossimo futuro. Ti lascio la prelazione su dove si trovano prima di decidere in autonomia. Idealmente la mia auto è parcheggiata fuori dalla stazione, può andare per recuperare un coltellino da soccorso (quelli a serramanico con frangivento e taglia cinture per capirci) che avrei già inserito nell'equipaggiamento iniziale se non fosse stato per la restrizione che hai dato? Grazie
  20. Eryn - Paladina Tornate alla fattoria troviamo Thurin e Bakban che hanno preparato dei fagotti di paglia e ci aggiornano del ritrovamento dello zaino con il taccuino. "Credo proprio che le due persone passate dopo il carro siamo io ed Ely. Sono tornata in città per segnalare la scomparsa e mi hanno affidato la scorta della carovana che passava di qua così da poter indagare." spiegò commentando le note sul diario. "È curioso che il carro vada e venga da Flame Fault, dovrebbe essere totalmente disabitato. Finita la missione di scorta credo convenga indagare." sguardo fisso e pensieroso rivolto alle possibili implicazioni di questo aspetto. Tornando con i pensieri alla missione: "È tempo di rimettersi in marcia, ormai è passata un'ora. La buona notizia è che abbiamo trovato l'erba per l'infuso e mi sembra che sia tutto pronto qui. Partiamo alla svelta che senza un mulo ci vorrà un po' più del previsto per arrivare alla polla." valuto la posizione del sole per stimare il tempo mancante al tramonto. "Dovrebbero rimanerci 1-2 ore di luce al nostro arrivo." "Siamo pronti?" chiedo recuperando il mio zaino e il resto dell'attrezzatura.
  21. Ti consiglio di passare sotto il treno perché le porte da quel lato sono sicuramente bloccate, visto che le uscite aperte sono sulla banchina opposta.
  22. Amara De Luca Quando vedo il ragazzo prendere il kit sanitario sto per gioire ma poi viene lanciato in mezzo al bar aprendosi e spargendone il contenuto sul pavimento. "Maledizione!!!" Vedo il disinfettante spargersi sul pavimento, guardo alla mia destra sugli scaffali dietro il bancone e provo a prendere la prima bottiglia di superalcolico che ho a portata. meccanica Alcol la prendo solo se non significa beccarsi una coltellata. Visto che il barista è un po' più indietro magari riesco ad afferrare una vodka o qualsiasi altra cosa di forte, altrimenti lascio stare e proseguo. (KARMA???) Mi dirigo subito alla valigetta aperta, prendendo una zuccheriera o una manata di bustine dal bancone quando ci passo affianco mettendole insieme al resto e dando, nel frattempo, un'occhiata fuori dal locale per valutare la situazione. "Vieni Mattia, aiutami! Presto raccogli tutto quello che puoi, dammi l'ascia." Prendo l'ascia da Mattia e mi affanno a recuperare almeno le componenti più importanti, continuando a guardare fuori per non essere colta di sorpresa dagli zombie che ancora vagano per la stazione. Prendo anche la bottiglietta del disinfettante e la metto in tasca con la crepa verso l'alto. "Speriamo ne sia rimasto almeno un po'." Recuperato il possibile chiudo alla meglio la valigetta, recupero l'ascia e mi dirigo verso la porta del locale. "Andiamo Mattia!" poi rivolta al barista: "Ragazzo, vattene da qui finchè sei in tempo o morirai!" Meccanica Per l'uscita dal bar valuto il tuo prossimo post con il posizionamento degli zombie per decidere, anche se in teoria ne hanno ancora per un po' a smangiucchiarsi tutto quel gruppo che hanno davanti. Kit sanitario, cerco di recuperare almeno: 5 paia di guanti sterili monouso per evitare infezioni; 10 compresse di garza sterile 10 x 10 e 2 compresse 18 x 40 in buste singole; 1 confezione di cotone idrofilo per tamponare in caso di abbondante perdita di sangue; 2 rotoli di cerotto alto 2,5 cm per bloccare le garze; 1 paio di forbici; 3 lacci emostatici arteriosi per emorragie importanti; 2 confezioni di ghiaccio istantaneo per distorsioni o contusioni. Non necessariamente la totalità delle quantità, ti segno in rosso le cose più importanti, nel caso non riesca a prendere tutto ma solo alcune cose.
  23. Considerato che in forza ho -1 non mi sembra una grande idea. che altre opzioni ci sono? Posso usare acrobazia per sganciarmi dalla lotta?
  24. Selene Mi risveglio confusa dagli ultimi avvenimenti, sudata e con la pelle ancora in fiamme come se il contatto con quell'uomo ustionato mi avesse trasmesso la sua condizione, ma allo stesso tempo sento una piacevole sensazione che mi pervade. Tanto per cambiare la mia esistenza è divisa fra gli opposti: luce e oscurità, bene e male, disagio e benessere. Ricordo che stavo combattendo contro uno dei banditi che ha assaltato la torre del mio Maestro Mistyclen, ci trovavamo nel magazzino e c'era quella magnifica sfera. Un improvviso senso di mancanza mi stringe il cuore come se avessi perso qualcosa di importante. Riapro gli occhi ma non vedo nulla... sono avvolta nell'oscurità anche se poco alla volta distinguo qualche sagoma, ma è tutto nero... ogni cosa. Vengo colta dallo smarrimento: "Forse sono morta per le ferite e l'emorragia o forse per quel maledetto veleno o...". All'improvviso si accende una piccola fiammella, non è la sfera che galleggiava nel sotterraneo ma emana ugual luce e la sensazione che genera in me è identica. Subito sento una sorta di muta gioia diffondersi nel corpo, come un sorso di tè caldo che scende lungo la gola in una giornata invernale, i dubbi e la paura si dissipano in un istante lasciando spazio solo ad un'irrefrenabile bisogno di toccare quella luce e farla mia. Inizio ad incamminarmi come ipnotizzata da quella piccola fiammella avvolta da un'aura magica di una potenza terrificante ma pura, pura come l'essenza stessa della trama. Quando nei libri, che ho lungamente studiato alla ricerca della conoscenza e della verità, si parla della magia, a cui gli incantatori attingono, viene sempre descritta come qualcosa di neutro, nè buono nè malvagio, qualcosa di superiore alle dualità del mondo terreno, ma ho sempre avuto l'impressione che si trattasse di supposizioni, teorie, filosofia. Adesso che mi trovo davanti questo fulgido esempio delle parole vergate su pergamena non posso che prendere atto di quanto fossero vere, ma allo stesso tempo una pallida, pallidissima descrizione di come la magia si presenti nella sua vera forma, prima che la volontà di chi la usa la "sporchi" inevitabilmente. Come la neve che fiocco dopo fiocco si deposita in un morbido strato cristallino ma che al solo tocco perde già molta della sua bellezza pura e naturale. Arrivata a distanza di braccio dalla fiammella esito ad allungarlo, timorosa di contaminare tanta purezza anche se magneticamente attratta da essa. Nel profondo del cuore, oltre i desideri, dove non alberga menzogna, sento di poterla sfiorare, come se qualcuno me ne avesse concesso l'onore. Alzo il braccio destro verso la fonte di luce rendendomi conto che non fa male, non c'è sangue e la pelle è integra, ma l'attrazione è talmente soverchiante che anche questa incredibile rivelazione passa in secondo piano. Allungo le dita per gli ultimi centimetri che mi separano dalla fiamma, finalmente la tocco e...

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