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Daimadoshi85

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Daimadoshi85

  1. Jayden J but with money DM Ho assunto sia un carro con cavalli, no?
  2. Mara de'Foionchi Guardo Tuccio un po' scocciata. Bel gruppo dimmerda mi sono ritrovata. Indico la testa di unicorno alla gatta. Ma sei ismita*? Non lo vedi che ha il corno legato apposta? *Rimbambita/stordita
  3. Gretchen Faccio una pausa e prendo un profondo respiro, guardando Jax con un'espressione dubbia. Tante belle parole, ma io non capisco se tu abbia davvero le palle o sia solo un fottooto illuso. ...E non ti ho ancora perdonato per quello che hai fatto. ...E la sola idea di entrare nella tua testa mi fa accapponare la pelle. Ma d'altronde noi non dovremo farlo, giusto Rigby?
  4. Paura 4 Le parole del ranger sembrano arrivare allo scorpione come una promessa incerta, ma abbastanza chiara da fermarlo un istante. La creatura solleva le chele, vibra sul posto e poi arretra di mezzo passo, lasciandovi intravedere il margine di una possibile tregua. Non si fida, ma per ora sceglie di non lanciarsi su di voi. La melma rossa si contorce sotto i colpi, come se steste aprendo una ferita viva nella pietra. Per un istante sembra cedere, poi la massa pulsa con violenza e si strappa in due con un suono umido e sgradevole. Due melme rosse più piccole si separano dal corpo principale, gocciolanti e instabili, e per un attimo entrambe sembrano scegliere il loro bersaglio. Una si allunga di scatto verso il mago, trascinandosi con una rapidità sorprendente lungo la roccia calda, lasciando dietro di sé una scia che fuma appena. Si lancia in avanti come una colata viva, pronta ad avvolgergli mani e gambe o a schiacciarlo contro la parete. L’altra, invece, si riversa verso Guendalina, attratta dal movimento furioso delle ali e dal suo caos incessante. La melma si solleva quel tanto che basta per colpirla di lato, tentando di ricoprirle le piume o di incollarla al terreno prima che possa beccarla ancora. Tutti
  5. Zarath Fosse facile! Esclamo, mentre con il martello decido, vedendo il calore della fornace, di tentare una cosa: sbilanciarlo. Con due pesanti colpi di maglio mirato alle gambe, tento di falciarlo per fare in modo che caschi rivolgendo la fornace verso il basso. Forse una mossa azzardata, ma questo potrebbe permetterci di allontanarci senza rischio di attacchi. DM
  6. Gretchen C'è stata una sorta di corteggiamento tra Jax e Althea, ma a mio parere Althea lo stava prendendo come un gioco. Poi Jax, tra le mille cag4te che diceva, ha colpito il libro. Lì Althea s'è inc4zzata e Jax è riuscito a chiudersi con lei in una barriera, cercando poi di baciarla. Lei mi sa che voleva incenerirlo, ma le ha fatto troppo schifo dopo. Davvero, non saprei dire perché non l'abbia fatto secco lì. Si è teletrasportata via. Non sono mai stata ferrata con le parole, questo è il riassunto migliore che potesse venirmi.
  7. La prova resta di sondare, non cambia. Semplicemente con il tiro di gruppo abbiamo un "capo" che prende stress per ogni fallimento. Ognuno tira per sé, facciamo i tiri su telegram. Le schede sono nel drive che mi pare aver messo nella pagina di introduzione. Questa settimana sono abbastanza full a lavoro, vi aggiorno appena riesco. Ad ogni modo per la prova scriviamoci su telegram.
  8. Zarath, barbaro tiefling Il mio viso si apre in un sorriso feroce, notando quanto sia scoperto dal mio lato questo strano mostro di ingranaggi e ferro. Mi concentro sulla mia bestia interiore, allungando la mia coda come se fosse il pungiglione di uno scorpione, poi mi lancio facendo un grosso balzo alle spalle del costrutto, con il maglio di lato, pronto a colpire uno dei punti indicati dalla nostra guida. DM
  9. Scusatemi il ritardo, cerco di postare il prima possibile! Spero stasera!
  10. Gretchen ... E quando Jax ha provato a baciarla. Aggiungo, con una smorfia di ribrezzo.
  11. Puoi descrivere il simbolo ai tuoi compagni e vedere di fare un tiro di gruppo! Va bene!
  12. Secondo me basterebbe una prova da parte tua, hai efficacia superiore perché hai Gia le informazioni sul carrello e sul simbolo, sai cosa devi cercare. La metterei rischiosa puramente perché comunque potreste essere scoperti. @Mezzanotte ho spostato la discussione in un TDS per comodità
  13. Sai che segni ha , quello si . Ma almeno una prova di sondare la farei
  14. Gretchen Ma sta zitto, che le hai fatto ribrezzo! Mi rivolgo poi verso Rigby Ecco, capisci il problema?
  15. Mara Mi metto davanti a Rubicante, alzando un braccio a mezz'aria per fermarlo E canti davvero bene, devo dire, ma...boh, mi pare un po' una stupidaggine, porti a spasso un cavolo di unicorno. Ma poi non stavi lavando un fazzoletto? mi volto E te dove vai? rivolto alla gatta morta.
  16. Niklas von Aehrentha Grazie mille, madame. rispose Niklas. La lettura delle carte lo aveva francamente stancato, poi gli sembrava sempre di ottenere un pugno di mosche. Gli sembrava sempre che chiunque cercassero fosse sempre un passo avanti a loro, irraggiungibile. Sbadigliò. Penso che sia decisamente l'ora di dormire. Vi auguro buona notte.
  17. Paura 3 La Fossa del Peperoncino vi avvolge in un caos caldo e rosso, fatto di sabbia che scricchiola sotto i passi, crepe nere che tagliano la roccia e colate rossastre che sembrano muoversi anche quando restano ferme. L’aria vibra di fruscii secchi, di movimenti rapidi nascosti tra le fenditure e di quella tensione sgradevole che si sente solo nei posti dove qualcosa sta per saltare fuori. Guendalina si lancia in avanti con la furia di una creatura che non ha alcuna intenzione di farsi rispettare da nessuno, tantomeno dal gigante che la segue. Becca la melma rossa con uno scatto violento, come se volesse dimostrarle chi comanda nella fossa — ma il colpo le si ritorce contro in un lampo brutto e caldo. Una vampata le investe le piume, e subito l’aria si riempie di odore di zolfo, cenere e pollo arrostito. Voi reagite di scatto, e la zuppa congelata dal bardo si stende sulle piume come una brina improvvisa, spezzando il crepitio del fuoco e trasformando il disastro in qualcosa di più salvabile. Guendalina sbatte le ali in preda al panico, sputacchiando e strattonando il terreno con gli artigli, mentre il caos attorno a voi si infittisce. La melma, però, non si è fermata. La sua massa rossa pulsa ancora nella crepa da cui è emersa, e adesso sembra essersi accorta di voi davvero. Per un istante resta immobile, appesa alla roccia come una ferita viva. Poi qualcosa si muove dietro di lei, nelle fessure più fredde della fossa. La Fossa del Peperoncino sembra trattenere il respiro mentre il caos attorno a Guendalina continua a crepitare e sbattere. Le fiamme sulle piume si sono spente, ma il terreno resta instabile: sabbia rossa, crepe nere, colate viscide che brillano alla luce tremolante. Poi, dal margine più freddo della cresta nera, una sagoma scura scatta fuori con un colpo secco di chele. È uno scorpione delle Secche, nervoso e rapido, attirato forse dal calore, forse dal rumore, forse dal disastro stesso. Si ferma un solo istante sulla roccia, come se stesse decidendo se la melma sia preda o rivale, poi orienta il pungiglione verso di voi. Non è solo. Tra le crepe più vicine, altri movimenti rispondono al suo arrivo: fruscii secchi, piccoli raschiamenti, ombre che cambiano posto troppo in fretta per essere seguite con chiarezza. La fossa vi sta osservando.
  18. Afferrate il facchino per le ascelle e lo trascinate via dal telaio della finestra con una rapidità quasi brutale, sfruttando il suo stesso peso come copertura. Il corpo paralizzato scivola senza resistenza sul pavimento sporco del corridoio, lasciando dietro di sé solo il rumore secco degli stivali e l’odore acre di carbone, olio vecchio e ferro caldo. Il locale di servizio arriva in fretta: una stanza angusta, più nascosta che segreta, con scaffali storti, teli appesi, cassette vuote impilate senza ordine e una macchia d’umido che si allarga sul pavimento come un’ombra. Lo spazio è abbastanza stretto da inghiottire un uomo, abbastanza sporco da non farsi guardare due volte, e abbastanza lontano dal passaggio principale da offrire qualche respiro in più alla banda. Fuori, la stazione continua a vivere nel suo ritmo stanco e sporco. Le luci elettriche attorno all’edificio principale tagliano il buio con una freddezza quasi innaturale, ma più in là, verso i binari, la notte resta padrona: solo lampade a olio, qualche lanterna elettroplasmatiche nelle mani dei più ricchi, e le ombre dei facchini che si allungano e si spezzano tra le ruote dei carri. Il rumore dei convogli non si è mai davvero fermato; vibra nelle pareti, sale dal pavimento, entra nei denti. Da qualche parte, un fischio lontano si spegne nel soffio del vapore, e la stazione sembra trattenere il fiato insieme a chi la sta violando. Jonah abbassa il facchino dietro una pila di casse, provando a non lasciare tracce troppo evidenti, ma il pensiero corre già oltre: Orla, la contabile dei Lampionari, può servire a costruire una copertura credibile, magari un malore temporaneo, un ritardo nei controlli, una giustificazione che tenga il corpo fuori dai registri per il tempo necessario. Per adesso, però, il facchino è solo una massa inerme, una prova vivente di quanto sottile sia diventato il margine tra il colpo e il disastro. Il veleno di Medusa tiene ancora, ma non per sempre; il tempo comincia già a lavorare contro di voi, anche se in silenzio. Poco distante, Syrus resta fermo a pensare alla porta incatenata che aveva visto nel piano spettrale. Non si muove quasi, come se ogni gesto potesse spezzare l’assetto fragile del Velo. Il Sussurro sente la presenza prima ancora di vederla: non un volto, non una voce, ma la sensazione precisa di essere osservato attraverso uno strato di aria fredda, come se un occhio senza palpebre stesse cercando la sua sagoma. Il freddo attorno alla porta non è sparito; è rimasto addosso al corridoio, sui metalli, sulle pareti, e persino sull’idea di restare lì troppo a lungo. Bernardus non è lontano, ma in questo momento non basta a spezzare la sensazione che il Velo abbia preso nota della banda. Il Sussurro percepisce chiaramente che qualcosa, dall’altro lato, sta prestando attenzione. Non si tratta ancora di un attacco, né di una parola articolata, ma di quella quiete troppo tesa che precede un movimento. Una volontà nascosta. Un ascolto. Per un istante la stazione sembra dividersi in due respiri diversi: quello del locale di servizio, pieno di polvere e di corpi nascosti, e quello della porta incatenata, dove il buio ha cominciato a riconoscervi. Siete dentro il colpo, ma adesso il margine è più sottile, il silenzio più carico, e ogni cosa sembra aspettare di capire chi, per primo, farà un errore. Davanti a voi, la stazione continua a muoversi come se nulla fosse, ma adesso sapete che il tempo non è dalla vostra parte. Il carico è ancora lì, da qualche parte tra i binari e i registri, e l’unico modo per arrivarci è muovervi con attenzione, prima che il facchino scompaia dal rumore, prima che la porta risponda, prima che qualcuno noti che qualcosa non torna. Quale vagone cercate, e chi di voi si muove per primo? Tutti
  19. Zarath, barbaro tiefling Per tutte le due ore di viaggio, seguo in silenzio Kaelen, ma cerco di notare, analizzare e imparare ogni movimento, traccia e direzione che la nostra guida fa e osserva. L'aver vissuto da nomade nelle terre selvagge dovrebbe aiutarmi in questo, il problema è proprio capire quanto c'è di diverso in queste terre sconosciute e come si può sopravvivere. Voglio assolutamente imparare come si muove e come è fatto questo mondo, preferisco essere preparato. Non sappiamo cosa ci attende. Al suo fermarsi, osservo dove punta il dito e come ha capito tutto questo,indossando anche le mie lenti dell'aquila. Seguo quello che dice, prendo il maglio in mano e cerco un riparo dove mi indica. Questo dovrei essere ben in grado di farlo anche qua. DM
  20. Zarath Naaah. Gli lascio la boccetta volevo valutare le parole di Valeria e le tue. Devo ancora capire di chi e quanto fidarmi. Dico sostenendo lo sguardo dell'uomo. Sorrido. Stavolta più sincero. E penso di fidarmi più di te che degli altri. Finalmente uno che parla chiaro.

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