Tutti i contenuti pubblicati da Daimadoshi85
-
[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Gretchen ... E quando Jax ha provato a baciarla. Aggiungo, con una smorfia di ribrezzo.
-
[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Puoi descrivere il simbolo ai tuoi compagni e vedere di fare un tiro di gruppo! Va bene!
-
[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Secondo me basterebbe una prova da parte tua, hai efficacia superiore perché hai Gia le informazioni sul carrello e sul simbolo, sai cosa devi cercare. La metterei rischiosa puramente perché comunque potreste essere scoperti. @Mezzanotte ho spostato la discussione in un TDS per comodità
-
[TDS] Organizzazione, varie ed eventuali
Sai che segni ha , quello si . Ma almeno una prova di sondare la farei
-
[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Gretchen Ma sta zitto, che le hai fatto ribrezzo! Mi rivolgo poi verso Rigby Ecco, capisci il problema?
-
Capitolo 1: Cucchiamo a Cucca!
Mara Mi metto davanti a Rubicante, alzando un braccio a mezz'aria per fermarlo E canti davvero bene, devo dire, ma...boh, mi pare un po' una stupidaggine, porti a spasso un cavolo di unicorno. Ma poi non stavi lavando un fazzoletto? mi volto E te dove vai? rivolto alla gatta morta.
-
Capitolo 4 - Londra 1923: Les Fleurs Du mal
Niklas von Aehrentha Grazie mille, madame. rispose Niklas. La lettura delle carte lo aveva francamente stancato, poi gli sembrava sempre di ottenere un pugno di mosche. Gli sembrava sempre che chiunque cercassero fosse sempre un passo avanti a loro, irraggiungibile. Sbadigliò. Penso che sia decisamente l'ora di dormire. Vi auguro buona notte.
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Paura 3 La Fossa del Peperoncino vi avvolge in un caos caldo e rosso, fatto di sabbia che scricchiola sotto i passi, crepe nere che tagliano la roccia e colate rossastre che sembrano muoversi anche quando restano ferme. L’aria vibra di fruscii secchi, di movimenti rapidi nascosti tra le fenditure e di quella tensione sgradevole che si sente solo nei posti dove qualcosa sta per saltare fuori. Guendalina si lancia in avanti con la furia di una creatura che non ha alcuna intenzione di farsi rispettare da nessuno, tantomeno dal gigante che la segue. Becca la melma rossa con uno scatto violento, come se volesse dimostrarle chi comanda nella fossa — ma il colpo le si ritorce contro in un lampo brutto e caldo. Una vampata le investe le piume, e subito l’aria si riempie di odore di zolfo, cenere e pollo arrostito. Voi reagite di scatto, e la zuppa congelata dal bardo si stende sulle piume come una brina improvvisa, spezzando il crepitio del fuoco e trasformando il disastro in qualcosa di più salvabile. Guendalina sbatte le ali in preda al panico, sputacchiando e strattonando il terreno con gli artigli, mentre il caos attorno a voi si infittisce. La melma, però, non si è fermata. La sua massa rossa pulsa ancora nella crepa da cui è emersa, e adesso sembra essersi accorta di voi davvero. Per un istante resta immobile, appesa alla roccia come una ferita viva. Poi qualcosa si muove dietro di lei, nelle fessure più fredde della fossa. La Fossa del Peperoncino sembra trattenere il respiro mentre il caos attorno a Guendalina continua a crepitare e sbattere. Le fiamme sulle piume si sono spente, ma il terreno resta instabile: sabbia rossa, crepe nere, colate viscide che brillano alla luce tremolante. Poi, dal margine più freddo della cresta nera, una sagoma scura scatta fuori con un colpo secco di chele. È uno scorpione delle Secche, nervoso e rapido, attirato forse dal calore, forse dal rumore, forse dal disastro stesso. Si ferma un solo istante sulla roccia, come se stesse decidendo se la melma sia preda o rivale, poi orienta il pungiglione verso di voi. Non è solo. Tra le crepe più vicine, altri movimenti rispondono al suo arrivo: fruscii secchi, piccoli raschiamenti, ombre che cambiano posto troppo in fretta per essere seguite con chiarezza. La fossa vi sta osservando.
-
Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Afferrate il facchino per le ascelle e lo trascinate via dal telaio della finestra con una rapidità quasi brutale, sfruttando il suo stesso peso come copertura. Il corpo paralizzato scivola senza resistenza sul pavimento sporco del corridoio, lasciando dietro di sé solo il rumore secco degli stivali e l’odore acre di carbone, olio vecchio e ferro caldo. Il locale di servizio arriva in fretta: una stanza angusta, più nascosta che segreta, con scaffali storti, teli appesi, cassette vuote impilate senza ordine e una macchia d’umido che si allarga sul pavimento come un’ombra. Lo spazio è abbastanza stretto da inghiottire un uomo, abbastanza sporco da non farsi guardare due volte, e abbastanza lontano dal passaggio principale da offrire qualche respiro in più alla banda. Fuori, la stazione continua a vivere nel suo ritmo stanco e sporco. Le luci elettriche attorno all’edificio principale tagliano il buio con una freddezza quasi innaturale, ma più in là, verso i binari, la notte resta padrona: solo lampade a olio, qualche lanterna elettroplasmatiche nelle mani dei più ricchi, e le ombre dei facchini che si allungano e si spezzano tra le ruote dei carri. Il rumore dei convogli non si è mai davvero fermato; vibra nelle pareti, sale dal pavimento, entra nei denti. Da qualche parte, un fischio lontano si spegne nel soffio del vapore, e la stazione sembra trattenere il fiato insieme a chi la sta violando. Jonah abbassa il facchino dietro una pila di casse, provando a non lasciare tracce troppo evidenti, ma il pensiero corre già oltre: Orla, la contabile dei Lampionari, può servire a costruire una copertura credibile, magari un malore temporaneo, un ritardo nei controlli, una giustificazione che tenga il corpo fuori dai registri per il tempo necessario. Per adesso, però, il facchino è solo una massa inerme, una prova vivente di quanto sottile sia diventato il margine tra il colpo e il disastro. Il veleno di Medusa tiene ancora, ma non per sempre; il tempo comincia già a lavorare contro di voi, anche se in silenzio. Poco distante, Syrus resta fermo a pensare alla porta incatenata che aveva visto nel piano spettrale. Non si muove quasi, come se ogni gesto potesse spezzare l’assetto fragile del Velo. Il Sussurro sente la presenza prima ancora di vederla: non un volto, non una voce, ma la sensazione precisa di essere osservato attraverso uno strato di aria fredda, come se un occhio senza palpebre stesse cercando la sua sagoma. Il freddo attorno alla porta non è sparito; è rimasto addosso al corridoio, sui metalli, sulle pareti, e persino sull’idea di restare lì troppo a lungo. Bernardus non è lontano, ma in questo momento non basta a spezzare la sensazione che il Velo abbia preso nota della banda. Il Sussurro percepisce chiaramente che qualcosa, dall’altro lato, sta prestando attenzione. Non si tratta ancora di un attacco, né di una parola articolata, ma di quella quiete troppo tesa che precede un movimento. Una volontà nascosta. Un ascolto. Per un istante la stazione sembra dividersi in due respiri diversi: quello del locale di servizio, pieno di polvere e di corpi nascosti, e quello della porta incatenata, dove il buio ha cominciato a riconoscervi. Siete dentro il colpo, ma adesso il margine è più sottile, il silenzio più carico, e ogni cosa sembra aspettare di capire chi, per primo, farà un errore. Davanti a voi, la stazione continua a muoversi come se nulla fosse, ma adesso sapete che il tempo non è dalla vostra parte. Il carico è ancora lì, da qualche parte tra i binari e i registri, e l’unico modo per arrivarci è muovervi con attenzione, prima che il facchino scompaia dal rumore, prima che la porta risponda, prima che qualcuno noti che qualcosa non torna. Quale vagone cercate, e chi di voi si muove per primo? Tutti
-
La luna crescente
Zarath, barbaro tiefling Per tutte le due ore di viaggio, seguo in silenzio Kaelen, ma cerco di notare, analizzare e imparare ogni movimento, traccia e direzione che la nostra guida fa e osserva. L'aver vissuto da nomade nelle terre selvagge dovrebbe aiutarmi in questo, il problema è proprio capire quanto c'è di diverso in queste terre sconosciute e come si può sopravvivere. Voglio assolutamente imparare come si muove e come è fatto questo mondo, preferisco essere preparato. Non sappiamo cosa ci attende. Al suo fermarsi, osservo dove punta il dito e come ha capito tutto questo,indossando anche le mie lenti dell'aquila. Seguo quello che dice, prendo il maglio in mano e cerco un riparo dove mi indica. Questo dovrei essere ben in grado di farlo anche qua. DM
-
La luna crescente
Zarath Naaah. Gli lascio la boccetta volevo valutare le parole di Valeria e le tue. Devo ancora capire di chi e quanto fidarmi. Dico sostenendo lo sguardo dell'uomo. Sorrido. Stavolta più sincero. E penso di fidarmi più di te che degli altri. Finalmente uno che parla chiaro.
-
Capitolo 4: La stagione dei Dragoni. Autunno
Daimadoshi85 ha risposto a L_Oscuro a un discussione DiscussioniWaterdeep - Il furto dei Dragoni in Waterdeep - Il furto dei DragoniJayden Twins on the road
-
[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Gretchen Magia del sangue... Continuo io ma in una maniera più corrotta e complessa. In più non usa il proprio, ma quello degli altri. Facile così. Sollevo un sopracciglio. Ma oltre a questo, parlerei anche di un'altra questione. Esclamo, guardando Jax dritto in faccia. C'è modo per scoprire se qualcuno è stato ammaliato?
-
Capitolo 1: Cucchiamo a Cucca!
Mara de'Foionchi Eh noi siamo qua che stavamo cercando dei cavalli, poi dopo ti abbiamo sentito cantare e hai una voce così bella... Dimmi, come ti chiami? Era un tuo componimento quello?
-
[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Gretchen Continuo a mangiare mentre tengo d'occhio il prigioniero. Alle frasi di Maelira alzo gli occhi al cielo ma non dico niente, a parte forse un lieve verso di scherno che mi esce dalla bocca. Chiedo all'oste Ha dato per caso delle tempistiche Mastro Rigby? Sarebbe parecchio urgente. Tutti
-
Capitolo 4: La stagione dei Dragoni. Autunno
Daimadoshi85 ha risposto a L_Oscuro a un discussione DiscussioniWaterdeep - Il furto dei Dragoni in Waterdeep - Il furto dei DragoniJayden Con Jayla
-
Capitolo 0: Il profumo del pericolo
Paura 4 Il gigantesco pollo si butta contro la melma, caricando col becco in avanti e dando delle beccate a ripetizione contro la melma che, in qualche modo, subisce il colpo. Il timore di Einor è in effetti fondato. Potrebbe non restare niente della melma da cucinare, con Guendalina nei paraggi! La melma rossa si ingrossa e si muove flettendo la punta, tentando di abbrancare Guendalina in una morsa rovente, la gallina si difende spostandosi, ma troppo tardi. La melma rossa la colpisce, dando fuoco alle sue piume. Guendalina chioccia Coccodèèè mentre agita le ali, se non fate in fretta stasera mangerete pollo per cena in salsa piccante! Tutti
-
Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
Lady Alcaest soffia dalla cerbottana e prende al collo il malcapitato che, immediatamente, porta la mano al collo e cerca l'origine del dardo. Spalanca gli occhi, notando nell'ombra la sanguisuga, ma l'effetto del veleno è ormai in corso. Il facchino si appoggia al muro, paralizzato. Ora non vi resta che nascondere il corpo.
-
La luna crescente
Zarath Abbastanza per un mesetto. Continuo la frase di Fiore, estraendo la boccetta dalla tasca dove l'avevo infilata, protetta dal rischio di rompersi, osservando e mostrando alla luce della lanterna il liquido denso e bluastro che si racchiude al suo interno, così denso da riflettere a fatica i raggi. Guardo l'uomo negli occhi, con un cenno di sorriso furbo in faccia. Non ho mai visto questo mondo o queste sostanze, ma ho vissuto abbastanza per sapere quando un uomo dipende da qualcosa. Tengo la boccetta ferma tra le dita. Osservo la sua reazione. Non per sadismo. Voglio verificare le parole di Valeria. Siamo in un mondo sconosciuto e ci siamo fatti affidare cose e una missione da sconosciuti, senza ancora sapere chi è veramente amico e chi invece ci farà ammazzare. Per istinto, questo è l'uomo che mi ispirerebbe più fiducia qui, probabilmente potrei imparare da lui i trucchi per sopravvivere in questo mondo, quindi è assolutamente prioritario essere certi che nessuno dei personaggi che abbiamo incontrato ci stia in realtà mandando in una trappola per topi. Dove noi siamo i roditori taglie forti.
-
La luna crescente
Zarath Ancora una volta mi mantengo silenzioso, mostrandomi solo come una presenza intimidatoria dietro i miei compagni, pronto a rispondere con il metallo ad ogni lama sguainata. Avanzo sicuro, con i denti snudati e pronto a reagire, se servirà. Tutti Vogliamo decidere chi terrà il cilindro? Così magari sarà più comodo gestirlo davanti a gente. Se volete lo tengo io, ma non vorrei avere troppe cose 😅
-
La luna crescente
Zarath Gli odori nei dintorni di vicolo del Vetriolo mi ricordano le cerchie infere. Non le ricordo con nostalgia, ma è la cosa che mi fa pensare di più al nostro mondo. Mi assicuro che la fiala sia ben protetta, cercando di foderarla intorno a del tessuto per cercare di ridurre i rischi il più possibile. Quando veniamo fermati, decido di tenermi in silenzio, hanno già parlato in tre di noi, meglio vedere se sarà necessario ricorrere alle armi.
-
Colpo II: All'ombra dell'Argonauta
La stazione di Gaddoc si alza come un mostro di ferro e fuliggine nel cuore dell’eterna notte di Doskvol: un luogo in cui il buio non è mai davvero assenza, ma una massa viva che viene tagliata, a fatica, da lampioni elettrici soltanto attorno all’edificio principale. Là fuori, verso i binari e i capannoni, la luce cambia faccia e si fa povera, tremolante, quasi umana: lampade a olio nelle mani dei facchini, poche lanterne elettroplasmatiche per chi può permettersele, e lunghe strisce d’ombra che si stendono tra i convogli come stracci bagnati. Due ore fa, poco dopo le 22:00, è arrivato il carico di Wintercliff su un elettrotreno carico di reagenti diretti ai laboratori militari di Whitecrown; i Lampionari hanno soffiato la notizia abbastanza in anticipo perché la banda potesse prepararsi e scegliere il momento giusto. Il colpo comincia adesso, quando la stazione ha ancora addosso il sudore del lavoro e il carico è troppo fresco per essere davvero dimenticato. La finestra di servizio è lì, un rettangolo sporco incastonato nel fianco del magazzino, con la vernice consumata e la cornice gonfia di umidità; dentro, il corridoio sa di carbone, olio vecchio e ferro tiepido, e il ronzio lontano dei treni vibra nel pavimento come un cuore meccanico. La banda si muove bassa, rapida, come se stesse attraversando il respiro di una macchina addormentata. Per un attimo, tutto sembra funzionare: il rumore della banchina copre i passi, il fumo si arrampica tra i piloni, e il flusso del lavoro inghiotte anche l’idea che qualcuno stia passando dove non dovrebbe. Poi il rischio si chiude su di voi. Un facchino compare proprio sotto la finestra, tornando indietro con un secchio ammaccato e una torcia bassa. Si ferma di colpo, alza lo sguardo e stringe gli occhi, come se avesse appena visto muoversi qualcosa nel buio del vano. La sua ombra si allunga sul telaio proprio mentre l’ultima parte della banda sta ancora finendo di passare, e per un istante il mondo resta sospeso tra il respiro trattenuto e il grido che potrebbe rovinare tutto. Il carbone scricchiola sotto i suoi stivali, la fiamma della torcia trema, e l’odore acre dell’olio gli si attacca ai vestiti come una seconda pelle. Non è abbastanza vicino da avervi già riconosciuti, ma è abbastanza vicino da trasformare l’ingresso in un errore mortale se decide di chiamare aiuto. Per un battito di cuore, Gaddoc sembra trattenere il fiato insieme a voi. Le luci elettriche attorno all’edificio restano nette e fredde, ma più in basso, tra i binari, il buio è fitto e pieno di forme incerte; la pausa dei facchini è finita solo per uno, e quello basta a cambiare il peso dell’intera scena. Il corridoio dietro la finestra vi ha già inghiottiti per metà, eppure il colpo non è ancora davvero vostro: basta un gesto sbagliato, un rumore secco, un urlo soffocato male, e la stazione si chiuderà su di voi come una morsa. Tutti
-
Capitolo 4: La stagione dei Dragoni. Autunno
Daimadoshi85 ha risposto a L_Oscuro a un discussione DiscussioniWaterdeep - Il furto dei Dragoni in Waterdeep - Il furto dei DragoniJayden ... Volare? Alzo un sopracciglio... Ma sono un po' preoccupato per questo nano... Ah, dobbiamo chiamare pure il Lord Svelato... Magari voi chiamate il Lord, io intanto comincio a caricare qualcosa sul carro. Che di roba ce n'è da caricare.
-
Capitolo 1: Cucchiamo a Cucca!
Mara de'Foionchi Ma che bella... A me 'ste cose mi commuovono. Esclamo continuando ad ascoltarla rapita. Non sembra aver ascoltato i miei consigli, ma almeno posso sentire la sua estensione vocale. Eh c4zzo, sarebbe ancora più bello se anche l'unicorno cantasse!
-
[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Gretchen Nel mentre Maelira parla, d'impeto tiro un pugno dritto sullo stomaco al nostro prigioniero, osservando le sue reazioni con fare scientifico. Se qualcuno mi guarda stranito, alzo un sopracciglio e rispondo era un ultimo test. Qualcuno sa leggere nel pensiero?