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Bellerofonte

Circolo degli Antichi
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  1. Ogni volta che subiscono ferite scendono di dado, questo è il senso, giusto? È molto interessante, soprattutto perché se si controllano molte unità è seccante tener conto dei PF di ognuno.
  2. Moggo Din Mi brillano gli occhi, e tutto contento annuisco e mugugno qualcosa di approvazione e orgoglio. Questo posto è davvero il paradiso di un nano!
  3. Moggo Din I miei occhi si illuminano quando sento le due parole "libri" e "figure" insieme. Il dono della lettura è tra i più grandi che mi sono stati fatti da quando ho lasciato Prati Fischianti. Proseguo seguendo a ruota il gruppo e tentando di memorizzare quanto più possibile sui luoghi e le funzioni di Kel Boldar, fido che parte di queste andrà comunque perduta già a fine giornata. Una cosa che imparo è a chiamare "zio" ogni mio superiore (?). "Uhm...grazie Deljai." siamo ancora dei Thrylvorn, e penso sarebbe inutile chiedere quale possano essere le mansioni che ci verranno assegnate: abbiamo già visto com'è essere un operaio fuori dalla montagna, quanto potranno cambiare le cose all'interno? "Però sui guaritori, ecco..." mi schiarisco la voce; non so proprio da dove iniziare. "...prima di iniziare a lavorare forse è meglio che- beh, sai, veniamo da fuori." Non ce la faccio proprio a dirle la verità. Cerco gli altri con gli occhi, il fiato strozzato in gola.
  4. Moggo Din Di domande ne ho a bizzeffe. "Cos'è il Phor? E il Metoik? E come si va nei bagni pubblici? Nella biblioteca ci sono libri con i disegni?" Ma forse è un altro il quesito che dovrei porre alla guida: "Dove si trovano i guaritori?" dò un'occhiata complice agli altri. Meglio togliere il basilisco dalla stanza il prima possibile.
  5. Moggo Din I miei averi non è che siano tantissimi, e l'unica cosa che posso mettere sotto il "letto" - strano modo di usare questa parola, su delle cuccette del genere - è l'ascia che ho guadagnato poco tempo fa. Con quella specie di arancia acida ancora tra le mani mi avvicino a Deljai augurandole un buon giorno. "Come si chiamano questi...cosi?" le chiedo allungando la mano col frutto mezzo spappolato dal morso che gli ho dato prima. "...e se ne volessi comprare altri? O se volessi comprare dei vestiti? Come si fa a guadagnare soldi, qui? Non vedi alberi da abbattere..."
  6. Ciao! Se non sbaglio nel Perfetto Arcanista, Cityscape e forse anche nella Dungeon Master Guide II (tutti edizione 3.5) ci sono diversi capitoli dedicati alla tua domanda se ben ricordo. Un elemento molto figo è l'arcane hazard, cioè disastri "naturali" che accadono in posti in cui ci sono molti oggetti magici, maghi e incantesimi. Ad esempio un'epidemia magica che dona poteri arcani alla gente ma li fa ammalare (facendoli trasformare in mostri? Oppure esplodere in mezzo alla città? O semplicemente dando vita ad un culto pericoloso?). O ancora, le città sono infestate da alcuni mostri prodotti dagli scarti magici (elementali della corruzione, incantesimi viventi e lokus sono un esempio, non se in 5e sono stati importati però). Come dici tu, oggetti molto potenti richiedono controllo. Un oggetto meraviglioso maggiore potrebbe dover essere "accatastato" per legge e monitorato, e chi ne introduce nuovi senza pagarci le tasse viene multato (?). Oppure, alcuni chierici lavorano nei campi per garantire sostentamento alla città, ma non vengono pagati abbastanza e chiamano sciopero, rischiando di far morire di fame tutti. Pensaci, ogni elemento magico alla fine è bastato su qualcosa di reale no? Quindi basta fare un passo indietro e pensare: cosa farebbe il capitalismo se avesse per le mani la magia?
  7. Moggo Din Se qualcuno mi cerca, mi troverà in mezzo a un gruppetto di nani tra cui c'è anche Deljai, mentre si parla delle ultime (?) news sulla situazione reale. @DM
  8. Moggo Din Lo stupore non mi abbandona mai, nemmeno per un secondo. Ogni passo che faccio dentro la Dimora Benedetta è colmo di sbalordimento. Inizio a pensare che sotto il cielo blu non ci sia che un vasto nulla, prati, foreste e villaggi, miseria e ingiustizia: tutto la meraviglia del mondo è concentrata invece dentro queste mura di roccia scavata. Mi sento così fortunato a sentirmi per la prima vera volta...a casa. Mi approccio alla festa titubante. Non voglio sfigurare o creare problemi ai miei compagni, che invece bene o male sembra sappiano quello fanno. Mi metto a origliare un gruppetto che parla (si lamenta?) dell'assenza di un re. Sono qui da pochissimo, perché questo argomento mi prende subito? Forse temo che il problema della discendenza possa affliggere l'idea del paradiso perfetto che mi sto facendo? O forse mi riscopro soltanto ora fan della royal family? Mi incuriosisco sempre di più e infine mi faccio coraggio e chiedo informazioni sulla situazione attuale. Chi è il favorito? Chi può fare qualcosa per smuovere la situazione? Quali sono le conseguenze di essere senza un re per molto tempo? @DM
  9. Moggo Din Seguo annuendo la guida e i miei compagni. Preferisco non portare con me l'ascia, meno sono armato, meno danni posso fare. Prendo i vestiti che mi vengono dati, non ho alcun senso della moda, tantomeno quella di Kel Boldar.
  10. Moggo Din La mia espressione meravigliata è uno specchio fedele di ciò che c'è dentro di me. Kel Boldar mi accoglie in ogni modo possibile, e sono esterrefatto dalla sua grandezza tanto quanto dal calore emanato dagli sguardi della delegazione e della costellazione di cittadini dietro di loro. Strabuzzo gli occhi a vedere Siddin lì in mezzo. Forse per scherzo potrei aver accennato al fatto che volevo mangiarla - forse, o l'ho solo pensato? - e invece eccola lì, già parte integrante della città. Chi ci accoglie è un funzionario, è chiaro. Credo di aver sentito il nome del suo clan mormorato dagli abitanti del villaggio, che mi hanno spiegato a grandi linee i nomi dei principali trog. Così quando sento "Wijirstoldin" non ho dubbi che finiremo a fare più o meno quello che facevamo prima al villaggio, ma stavolta dentro la montagna. Quel pozzo l'ho scavato abbastanza bene, dopotutto. Chissà che non sia questa la carriera che più mi si addice? Certo, a questo punto sarebbe più divertente entrare a far parte del sotto-clan Uzdraz, avendone la possibilità... Lasmakdin. Un clan minore, ne sono sicuro. Mi sforzo di ricordare, ma ehi: ci sono davvero un sacco di nomi, e mi ci vorrà un po' ad impararli tutti. "Moggo" pronuncio, lasciando la parola a Snorri e Chazia, indicando quest'ultima mentre annuisco di approvazione "...anch'io come ha detto lei. HoAbbiamo costruito un pozzo, sai?" Accetto volentieri di cambiarmi d'abito, a patto che mi lascino tenere la mia collana di zanna di lupo, monito dell'animale che rischio di diventare. Vorrei davvero partecipare alla festa, bermi l'intera montagna in birra e gozzovigliare, ma ho paura di ciò che potrebbe accadere. Forse sarebbe meglio evitare e raggiungere i Kalasar il prima possibile...ma la festa...! Ci voglio davvero andare...!
  11. Moggo Din Cammino dietro gli altri, svuotando a terra la cenere della pipa; quando ci avvicinamo alla montagna e la figura del vecchio nano si palesa, mi fermo a guardarlo dritto negli occhi per qualche secondo. Faccio mia la sua tristezza. Non c'è bisogno di parole o gesti. Stacco lo sguardo con il cuore un po' più pesante e continuo a seguire il gruppetto. Dopo il corno e i corridoi, sento rapidamente l'odore della pietra nuda sostituirsi a quello dell'aria montana; non ricordo di aver mai camminato per così tanto con la bocca aperta e lo sguardo all'insù, già affascinato dall'ingresso, sono estasiato dalla visione della vera Kel Boldar. Quel vuoto nel petto che di tanto in tanto viene riempito di dolore e fame e furia si colma del tepore dell'arpa d'argento, come una calda carezza materna data sincera a un orfano; le lacrime scendono mentre ridacchio tra me e me. Ce l'ho fatta. Chi l'avrebbe mai detto? Chi avrebbe mai scommesso un solo pezzo di rame sulla disperata impresa di un ubriacone iracondo? Metto una mano sulla spalla di Naugrim, l'altra su quella di Snorri. Li guardo, poi mi rivolgo anche a Chazia e Andr. "Grazie." la voce mi trema. "Grazie di avermi fatto arrivare fin qui. Non ce l'avrei mai fatta da solo. Vi devo moltissimo." Kel Boldar dietro di loro è bellissima. Conserverò l'immagine dei loro volti su questo sfondo per sempre.
  12. Moggo Din Coloro che portano cibo e acqua a Moggo si abituano presto al suono ritmico dell'accetta che sbatte furiosa contro i tronchi, con l'intramezzo occasionale di una bestemmia ben piazzata quando l'utensile rimbalza per un colpo dato male, o il ceppo scivola per l'umidità della superficie. L'odore di segatura impregna i dintorni. Sul lato della casupola al limitare del bosco un telo ripara dalla pioggia un grosso ammontare di ceppi già tagliati. Alcuni dei nani preferiscono avvicinarsi a quei luoghi solo quando la grossa ascia non è conficcata nei pressi, segno che Moggo è andato nei boschi a fare il suo sporco lavoro. Lontano dal crepuscolo, quando le tenebre avvolgono le strade di fango e tutti sono a dormire, qualcuno giura di aver visto Moggo aggirarsi Thrylvorn, la sua sagoma sedersi a osservare il draco dormiente per ore, fissandolo come si fissa un quadro o una statua. Ma forse è solo la suggestione o i brutti sogni, subprodotto del trauma di chi ha visto un corpo umano tranciato di netto come fosse un animale al macello. @DM La vita procede solitaria, almeno fin quando Snorri non si fa avanti. @Snorri
  13. +1 Non ti preoccupare, meglio così che "dobbiamo finirla a ogni costo, anche se non ci diverte più"
  14. Keep it as simple as possible, sia per te che per i giocatori. Trovare un accampamento significa cercare tracce ('sti banditi dovranno pur uscire ogni tanto dalla foresta, no?), quindi secondo me è Sopravvivenza, non Percezione. Diciamo che decidi che il percorso dall'ingresso della foresta all'accampamento impiega, diciamo, un giorno di cammino: sono 8 ore secondo il DMG, per ogni ora extra gli serve un tiro di marcia forzata. Appena entrato tira Sopravvivenza CD 20 per trovare tracce Se riesce, ci mette esattamente un giorno, in cui c'è un encounter di 1D4 lupi. Se fallisce, allunga di 1D6 ore e becca un altro encounter (un orso, magari) Se fallisce di 5 o più, rispunta ad un'altra uscita della foresta: non ha fatto nessun progresso, ha solo per un giorno di razioni Se non riesce ad arrivarci in un giorno preciso, è costretto ad accamparsi di notte nella foresta. Tira un altro encounter (dei serpenti sotto le rocce sembrano sensati, per cambiare dai soliti lupi) Il secondo giorno ritira Sopravvivenza CD 15 (oppure CD20 se il giorno prima ha fallito di 5 o più). Se riesce, trova l'accampamento Se fallisce, allunga di 1D6 ore e becca un encounter (a questo punto magari dei banditi di pattuglia, che se sconfitti possono dirgli la posizione dell'accampamento senza troppi problemi, tengono più alla loro vita che ad altro) Se fallisce di 5 o più, finisce nella tana di qualche animale (branco di lupi, un orso, etc.) Se per due giorni di fila fa tiri di schifo, il terzo giorno la CD comunque scende a 10. Avrà perso diverse risorse nel cercare l'accampamento, ma per "bruteforce" alla fine qualche progresso lo avrà fatto.
  15. Moggo Din Dopo l'iniziale sconforto, una parte di me inizia ad abituare - perfino ad apprezzare questa sistemazione. È una punizione che merito. Certo è che l'animale che è in me sbraita per uscire fuori da lì e ottenere la libertà. Anche se non con la stessa foga di prima, ogni tanto tiro qualche calcio alle pareti per frustrazione. Non ho ancora capito cosa vogliano farne di me, né i miei "amici" del pozzo, quelli che ho salvato e che mi portano la birra, riescono a darmi altre informazioni. Non posso far altro che aspettare.
  16. Harumori "Akai" Ashikaga
  17. Esattamente. [Fonte]
  18. Harumori "Akai" Ashikaga Avanzo nella devastazione, pronto a sguainare in qualsiasi momento. Mi fermo dietro Shen e lo guardo interrogativamente. Prego davvero sia qualcuno dei nostri.
  19. Harumori "Akai" Ashikaga @Sezione II
  20. Moggo Din Mi siedo per terra e chiedo ad uno dei nani che mi fanno la guardia se hanno un po' di tabacco da spartire con me, per accendermi la pipa. Non sono mai stato bravo a cantare, ma prendo a mormorare qualcosa di triste in Malke che ho sentito distrattamente sentito da Alfie nelle mie sere in taverna. Ogni soffio di fumo della pipa si trasforma magicamente in un demone dalle fauci enormi, come me li raccontavano da bambino. ...mi fermo. Com'è che continuava? Càzzo. Non me lo ricordo più. È passato troppo tempo. O forse non sono mai stato sobrio abbastanza a lungo da impararla tutta.
  21. Moggo Din Non so che altro fare, se non stare in silenzio e obbedire pazientemente a ciò che mi viene detto. Ho molto a cui pensare.
  22. Moggo Din Non riesco a guardare Chazia in volto, così mi sfilo l'altra ascia che ho preso ai briganti e il pugnale, facendoli cadere a terra.

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