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Bellerofonte

Circolo degli Antichi
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  1. Moggo Din Annuisco a Snorri, sono perfettamente d'accordo con lui. "...e lui? Lui com'è?" faccio gomitino a Chazia, ammicandole malizioso. Una parte di me è sconcertata. Pensavo che alla fine Snorri - papà - e Chazia - mamma - avrebbero superato insieme le loro diversità riscoprendo una forma di amore reciproco. Magari ci scappava anche il fratellino. Ho un po' timore che questa svolta ci allonterà, si sa, una volta che ti accoppi inizi a sparire dai gruppi di amici...
  2. Moggo Din "Uh...e non ci hai detto niente?" rispondo un po' sbigottito. Faccio un cenno di assenso con il capo all'ambasciatore e mi accendo la pipa, fumandola con le braccia conserte.
  3. Moggo Din Ho cominciato a frequentare altri fumatori nelle piazzette di Kel Boldar, gente a cui piace parlare. Non conosco i loro nomi, e forse loro non conoscono il mio, ma è un dato totalmente irrilevante; ci troviamo di tanto in tanto negli stessi posti, accendiamo le pipe, e qualcuno presto inizierà una discussione con un commento più o meno intelligente su ciò che accade a Kel Boldar. Conversazioni spicce, parole buttate al vento per fare aria, ma è un po' di tempo ormai che ho bisogno di farmi anch'io un'opinione sulle cose e quale modo migliore se non rubarla a qualcun altro? Qualcuno una volta si è incuriosito a Prati Fischianti, e la conversazione è virata pericolosamente sulla mia vita lì; per fortuna si parla solo di cose superficiali, si usano le parole come strumenti per portare acqua al proprio mulino e nulla più. Nessuno di loro mi ha saputo dire nulla delle caverne. Dovevo aspettarmelo. [...] Le parole di Snorri riecheggiano pesanti. Mi merito davvero qualcosa di meglio! Diventare un guerriero, entrare nel trog degli Adnur...sì, l'idea sta sedimentando. Però ho una fifa fottùta. Perciò quando vedo l'opportunità di passare il mio tempo con un'arma in mano ad allenarmi con altri rifiuto categoricamente la proposta. Una parola di troppo e rischio seriamente di fare male a qualcuno. No, meglio farmi valere nel campo che conosco meglio; i Mizpardin saranno felici di vedermi con una pialla in mano. Vorrei approfittare della loro indole durante il periodo in cui starò con loro per imparare la cultura del luogo.
  4. Ciao, non è online e ti tocca comunque tirare dei dadi, ma un (bel) po' di tempo fa ho scritto qualcosa che potrebbe fare al caso tuo.
  5. Moggo Din @DM, Snorri
  6. Moggo Din Mi sono accorto col passare delle settimane che niente e nessuno mi fa sentire più a casa della visione di Deljai sorridente che ci accoglie a lavoro finito. Mi interrogo cosa avrebbe fatto, lì sotto, nelle profondità. Probabilmente sarebbe fuggita anche lei. Della situazione surreale non rimane che l'amaro in bocca; quegli interminabili minuti in cui mi sono sentito giudicato, osservato, debole e compatito, ora sembrano echi lontani. Non so se il discorso salterà di nuovo fuori. Di sicuro non sarò io a iniziarlo. "DELJAI!" la abbraccio come si fa con una cugina che non si vede da tempo "Ne ho fin sopra le palle delle razioni da viaggio e della robaccia di caverna. Non vedo l'ora di mangiare qualcosa che non sappia di terriccio umido. Come sono stati questi giorni in nostra assenza? Novità sull'incoronazione?" @Master
  7. Moggo Din Torno su come fossi un bambino a cui hanno tolto il gioco dalle mani. Mi sento tradito. Il motivo principale per cui ho accettato di scendere nelle profondità come apripista è per dimostrare che siamo più che semplici wandak. Che siamo nani degni di Kel Boldar. Che possiamo buttare nel cesso il nostro passato e sceglierci il nostro posto in un clan, scegliere il nostro futuro. E invece? Se si tratta di lucertole troppo cresciute o insetti va tutto bene, ma quando incontriamo un vero pericolo scappiamo come dei bambini spaventati. Queste gallerie sono di Kel Boldar. Questo è il nostro fottùto territorio! Piscerei in ogni angolo di queste caverne se necessario, per tenere al sicuro il mio branco. Eppure torniamo indietro, con la coda tra le gambe (una parte di me è felice di non essere morta, per carità), ma se venissimo etichettati come codardi? Se ci sbattessero fuori dalla montagna perché non abbiamo messo in sicurezza questi cunicoli? Non me lo perdonerei mai. Non voglio tornare là fuori. Non posso tornare là fuori. "...Almeno state tutti bene?" borbotto mentre risaliamo. Lascio agli altri l'onere di riferire tutto ai dwir.
  8. Moggo Din E quindi è così che finisce? Lasciamo questo demone ai posteri? Sono combattuto. Se da un lato riconosco che gli Uzdraz hanno ancora bisogno di noi, e metteremo in serio pericolo le loro vite se perissimo qui, dall'altro non potrei mai perdonarmi un atto di codardia. Se fossi da solo, lo potrei anche capire...ma Kel Boldar...! Se qualcuno finisse nelle grinfie del mostro, non sarà colpa della nostra codardia? Guardo dritto nel buio, ascia in mano. La stringo. Poi guardo gli altri, impauriti. Se al mio posto ci fosse stato il Moggo di Prati Fischianti, avrei mollato questo posto appena annusato l'odore mortifero. E invece mi trovo costretto da una lealtà nuova e inaspettata. Già, ma verso chi? Snorri ha detto la sua. Tra noi, è quello più intelligente. E qualsiasi cosa ci sia nelle tenebre non posso sconfiggerla certo da solo! Ringhio, maledicendo questa stupida situazione. "Giuro che tornerò!" E infine anch'io inizio a indietreggiare.
  9. Moggo Din "Ti pentirai di avermi invitato come si sono pentiti i miei vicini quando mi hanno lasciato usare il loro cesso!" vorrei davvero colpire qualcosa, ma non ho un obbiettivo preciso e la medicina mi impedisce di scagliarmi - fortunatamente - contro i miei compagni. Non sono il più brillante della comitiva, ma anch'io so riconoscere una trappola quando ne annuso una. Rimango di guardia all'entrata del cunicolo, pronto ad attaccare qualsiasi malvagia sorpresa esca fuori di lì all'improvviso. "Controllate tra i resti, o sulle pareti. Dev'esserci qualcosa che ci fa capire chi è 'sto strònzo!"
  10. Moggo Din Urlo, spaventato, e mi nascondo dietro il piatto dell'ascia. Cerco di guardare in fondo all'oscurità: chi è che ha parlato?
  11. Moggo Din "A me sembra invece che siate tutti dei pezzi di-" un altro femore spaccato dal mio stivale mi fa trasalire prima di terminare la frase. Guardo a terra. Disgusto. Inspiro quell'aria di morte, poi metto una mano in una delle pieghe dei vestiti ancora insanguinate e tiro fuori una di quelle boccette piene di liquido torbido che servivano a placare i nervi. La stappo e la ingurgito. Il suo effetto dovrebbe iniziare tra un po'. "Il nostro compito è rendere questo posto sicuro per chi verrà dopo di noi, Andr. E se ti stai cacando nelle mutandine di pizzo, cantaci una bella canzone e vedi che ci passa...!" Se la morte non va da Moggo, Moggo va verso la morte. Mi muovo verso l'ingresso del tunnel che sembra la causa di questo malessere collettivo.
  12. Moggo Din Mi tolgo la pipa di bocca, la sbatto contro il mio pugno per toglierne il tabacco ardente e la rimetto a posto malamente. Sento gli occhi dei miei compagni puntati su di me. Riesco come ad ascoltare i loro pensieri, che sfiorano di nuovo la vicenda della figlia dell'umano nella foresta, che si chiedono come un animale come me sia finito qui sotto con loro, che mi temono e mi sopportano solo perchè non possono fare altrimenti. Mi sento di nuovo solo. Questa cosa mi fa incazzàre. "E allora?" rispondo a tono ad Andr "Torna a pulire quei tubi di mèrda se non hai abbastanza palle da stare qui sotto! Credevi saremmo rimasti a raccogliere margheritine? E voi altri CHE C.AZZO VI GUARDATE?!" ho la bava alla bocca.
  13. Moggo Din Ringhio. Un po' di civilità prende possesso del mio corpo e mi avvicino così a Snorri accendendo la pipa ed esalando una boccata a forma di demone. Mentre mi si calmano i nervi cerco anche di capire da dove provengano gli sbuffi osservando il movimento del fumo. "Ogni pelo sul mio cùlo mi sta dicendo di andarcene da qua...ma siamo l'avanguardia, càzzo! E poi se una femmina non si fa indietro e io sì, tutti mi prenderanno per il cùlo a vita." sputo a terra, sbuffando verso Chazia. Mi metto davanti al gruppo e faccio cenno agli altri di sistemarsi in posizione. I crepiti delle ossa schiacciate dagli stivali mi fanno rabbrividire ogni secondo di più.
  14. Moggo Din Sono un po' dispiaciuto. Ho come l'impressione che Snorri sappia sempre tutto, e ogni volta che ho la riprova della fallacità di questo pensiero, ne resto scontento. Pazienza. Scendiamo nell'oscurità. Quello che troviamo in fondo al fosso... "Non mi piace per niente." Sto facendo quest'esplorazione con l'ascia in mano, a breve mi ri-verranno i calli.
  15. Moggo Din Sto per iniziare il solito rituale di addestramento e connessione con l'animaletto, ma prima mi giro un attimo verso Snorri: "Allora? Ci hai capito qualcosa?"
  16. Moggo Din Eccoli, eccoli di nuovo. Attendo che Snorri faccia il suo e traduca le iscrizioni da bravo studioso quale è, mentre io cerco come al solito animaletti da poter utilizzare. Ho il sospetto che più a fondo andiamo, meno se ne trovino...
  17. Moggo Din "Gas...!" mi rivolgo a Chazia con l'indice inquisitorio. Mi toglie le parole di bocca. "...e non solo. Ho sentito che gli uccellini smettono di cantare se ne inalano troppo."
  18. Moggo Din Ringhio verso il passaggio ora libero. Tutto mi fa pensare che il cadavere in cui ci siamo imbattuti abbia compiuto un ultimo eroico gesto prima di lasciarci la pelle, bloccando questo cunicolo. E ora tocca a noi doverci rimettere piede dentro. Avanzo di sei metri nell'oscurità, dove il passaggio è ora libero, appoggiato sull'ascia a mò di bastone da passeggio. Respiro l'aria. Cerco un odore che temo. Quello di cadavere.
  19. Moggo Din "Mmmm" mugolo, toccando quei pali con la punta dell'ascia. È vero, non è propriamente legno, ma una trave è pur sempre una trave. Li osservo più da vicino, cercando di intuire quanto ne sapeva il taglialegna che ha provveduto a sistemare quei pali per tenere su il soffitto e che strumenti ha usato per intagliarli come voleva lui. Se gli altri hanno bisogno di una mano a spostare le pietre, che facessero pure un fischio.
  20. Nel mio caso, 95%: Scherzi a parte, raccontare una storia tutti insieme crea un senso di condivisione profonda. Chi sta al tavolo intreccia con gli altri una parte molto intima di sé, l'immaginazione. Per farlo però ci si deve sentire a proprio agio nell'esprimersi di fronte agli altri, e trovare soprattutto una storia abbastanza entusiasmante ed "accogliente" nei confronti dei personaggi tale da stimolare la propria fantasia. Ho scoperto che tra tutti i miei amici che giocano io sono quello che riesce meglio a mettere tutti a proprio agio al tavolo. Ciò mi riempie di orgoglio. Non ho mai capito davvero il perché o il come ci riesca. Immagino di avere una certa sensibilità nei confronti delle altre persone, e di aver letto/visto/giocato abbastanza da comprendere come si racconta una bella storia. (correggetemi pure, se volete, ma non credo che si possa essere bravi master senza queste capacità). Il resto è mistero.
  21. Moggo Din Raccolgo l'ascia del povero dwir, deciso a riportarla a Kel Boldar. Per quanto riguarda le ossa, queste mi rattristano non poco. Cerco di dimenticare in fretta la loro forma e l'inquietudine che riescono a infilarmi nelle ossa; stringo l'ascia e avanzo verso l'ignoto insieme agli altri. "Cauti, mi raccomando."
  22. Moggo Din In maniera totalmente casuale, decido di iniziare dal tunnel la cui entrata sia più lontano possibile dai ritrovamenti ossei. Chi mi ama, mi segua!
  23. Moggo Din "Uhm...ehrr-" misuro con le mani la grandezza di un osso di pollo, poi, non contento, le allargo fino all'estensione di tutte le mie braccia, e ancora le restringo fino a mezzo metro. Sono confuso. "È difficile dirlo, Andr." lascio perdere le misure ad occhio e mi gratto la testa. "Tutto sembra enorme quando sei un cosino grande quanto il mio pipo." (?)

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