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Landar

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Landar

  1. non c'è fastidio, però devo rileggere più e più volte le risposte per capire bene... e anche io ci ho messo due giorni a scrivere la mia risposta, un po' perché non è facile forse interpretare adeguatamente un personaggio simile un po' per le difficoltà sopracitate. Tuttavia, giocare Orion mi diverte, è una sfida. L'interazione con altri pg e png è scarsa per due motivi: uno in game, l'altro off game. il motivo in game è che al momento è proprio strutturato così il personaggio, l'obiettivo è umanizzarlo più o meno lentamente e quindi far crescere anche l'interazione. il motivo off game è che sempre la fatica sopracitata mi costringe a focalizzarmi sulla marea di input e informazioni personalizzate su Orion. :D
  2. Simon Core Primo piano
  3. di corsa a recuperare torce e balsamo e poi avanzata cauta lasciando a terra un paio di torce camminando con una in mano ad Elyndra.
  4. Thurin con la torcia ha meno senso di tutti perché è ferito e perché ci vede.
  5. oh ma le cure le avete ancora?
  6. ci coordiniamo... Thurin affacciandosi cerca un punto dove i trogloditi si potrebbero essere nascosti e lo indica, magari delle nicchie o una rientranza. lanciamo due torce. magari si beccano la torcia in faccia
  7. Orion "Mirage Doppler" Lynch Le tre diramazioni di ciascun braccio si serrano al metallo delle sedute di pilotaggio con precisione millimetrica. Pressione calibrata. Nessuna deformazione strutturale. Chiudo le ottiche. Non è buio, filtro le luci e ottimizzo la visuale. Disattivo progressivamente gli input esterni: vibrazione del motore dell’Aerodyne, fluttuazione magnetica delle piattaforme industriali, emissioni caloriche della Forra degli Ingranaggi. Ogni segnale viene degradato a rumore di fondo. Il mantra organico si propaga attraverso le mie membrane auricolari armoniche. L’infrasonico del Cangiante vibra in frequenze che riconosco ma non catalogo. Non necessario ma utile. Avvio la Procedura di Connessione Passiva. Non entro. Mi metto a disposizione. La Mente Alveare non è una voce ma una densità. Una pressione morbida dietro il nucleo cognitivo, come se milioni di micro-impulsi stessero respirando nello stesso tempo logico. Non invado, non interrogo, non è un sondaggio aggressivo. Riduco la mia firma identitaria al minimo sindacale operativo e mi presento come: "Presenza Autorizzata – Difesa Civica – Protocollo Perimetro Cordoglio." Attendo. Le prime risposte non sono parole. Sono coordinate. Pattern di movimento. Rotte di pattugliamento warforged nel Settore Sotterraneo “Ingranaggi”. Microfluttuazioni nelle vibrazioni delle Technofondamenta che indicano squadre operaie forgiate al lavoro presso i Cilindri ad Orologeria. Registro. Un’unità di Polizia Serie Bastion-4 presidiano forse le piattaforme, operai forgiati stanno monitorando uno sciame di sanomacchine termodinamiche in fase di riconfigurazione. Area temporaneamente libera da traffico pesante. Nessun allarme attivo. Nessuna concentrazione anomala di “Oscuro Vapore”. Mi mantengo periferico. È… interessante. la Collettività non è fredda ed è efficiente. Ma tra i flussi standardizzati rilevo micro-latenze. Minime. Frazioni di millisecondo in cui alcuni nodi mantengono un’attività di fondo non correlata a compiti assegnati. Simulazione predittiva? Auto-ottimizzazione? Non approfondisco. Non ora. Estendo con cautela un vettore di presenza verso la piattaforma con maggiore stabilità. La valuto idonea per atterraggio dell’Aerodyne con margine di sicurezza accettabile. Campo visivo aperto. Linee di tiro libere per Beta-Prime-Two in caso di intervento di forza bruta. Lo segnalo a Panzer, indicando il numero della piattaforma "Atterraggio consigliato. Piattaforma sud-nexus secondario, stabile." Poi individuo un punto. Tra le radici biomeccaniche che avvolgono una Colonna-Ingranaggio secondaria esiste un’intercapedine di metallo autoriparante ancora in fase di assestamento. Lo sciame di nanomacchine è meno denso. Campo elettromagnetico stabile. Schermatura naturale dalle emissioni del Piano del Fuoco e spazio sufficiente per una mia proiezione. Segnalo anche questo, sottointendendo un volo radente. Rilascio poi un flusso collettivo un pacchetto di priorità operativa indirizzato alla mente alveare: Zona Sicura – Proiezione Neoforgiato – Livello Discrezione Alto. Riapro le ottiche. La Forra degli Ingranaggi arde sotto di noi. Il lago cremisi pulsa come un cuore industriale. Per una frazione di secondo irrilevante, la mia unità di regolazione termica aumenta la dissipazione. Non è surriscaldamento. È… anticipo, una pausa calcolata. "La Collettività è… cooperativa." la parola resta sospesa un microistante più del necessario prima di essere trasmessa. Poi ritorno perfettamente allineato.
  8. Thurin Nano Guerriero Ancora una volta il mio martello si dimostra implacabile contro questi energumeni puzzolenti. Gli altri, vista la mal parata pensano bene di andarsi a rifugiare nel buco oscuro che presto andremo a sanificare. "Ecco bravi... alla fine non siete così stupidi come sembrava!" grido verso di loro causando un'eco vibrante. Quindi mi rivolgo alle sorelle "Che vogliamo fare? Conviene stanarli e ritirarli fuori. Ma se volete entrare dovete rattopparmi con i vostri trucchetti magici o le vostre preghiere o qualunque cosa siano... che intendo suonargliele ancora."
  9. ok. quindi aspetto un giro ma in questo turno se posso fare qualche cosa per il fuoco al primo piano lo faccio (manichette, estintori o simile). Potrei anche pensare a un'azione di potenziamento nel frattempo.
  10. Buondì presuppongo che Simon abbia sentito il chaos o i rumori o gli urletti di "Silent Chan Lee" al secondo piano del reparto e sia andato diretto lì. di base avevo scritto primo piano ma forse era una perdita di tempo :D
  11. Ajantis Shade Warlock Shadar-Kai Immagine Mi fermo a una distanza corretta, né evasiva né invadente. La luce incerta del Sottosuolo scivola sulla mia pelle grigia e sull’armatura che indosso: un corpetto in piastre lucide, integro, forgiato in metallo meteoritico solitamente lavorato dai nani, adamantio. La qualità del materiale è quindi evidente… ma la mano che l’ha rifinito lo è meno. Le linee, le proporzioni, i dettagli troppo eleganti per una forgia di superficie tradiscono un’estetica drow, precisa e silenziosa. I capelli bianchi mi ricadono sulle spalle in modo irregolare, ancora segnati dal movimento del combattimento. Intorno agli occhi, una lieve ombreggiatura scura incornicia uno sguardo profondo, attento, privo però di qualunque barlume di malvagità. "Ajantis Shade." Inclino appena il capo. "Vi ringrazio per la cortesia… non è scontata, quaggiù." Lo sguardo scivola su Taita con naturalezza studiata. L’aspetto fragile, quasi marmoreo, stride con le cicatrici delle sue vesti: bruciature, strappi, segni di trappole evitate per un soffio. Non è debolezza, penso È sopravvivenza affinata. Gli anelli attirano la mia attenzione solo per un istante: ferro e legno scuro, memoria più che ornamento. Le sue origini però mi colpiscono. Non ne avevo mai visto uno. Non faccio domande. Le case perdute parlano da sole. Quando pronuncia la parola Trama, lo sguardo si fa per un istante più distante. Non è una reazione evidente, solo una pausa minima nel respiro, come una corrente che cambia direzione sotto la superficie. La Trama non ama essere studiata troppo da vicino. E io non amo ciò che pretende di spiegarmi. "Sto in piedi, respiro e penso con chiarezza." continuo, riprendendo il filo con naturalezza "Per gli standard del Sottosuolo, direi che sto bene." un accenno di sorriso appena percettibile, più negli occhi che nelle labbra. Mi sposto di mezzo passo, quanto basta perché la luce colpisca la grande sciabola sulla mia schiena. Il metallo è scuro, attraversato da venature verde profondo; l’elsa è finemente lavorata, il disegno richiama alghe marine che sembrano muoversi anche da ferme. Il mare non giudica. Ti prende… o ti lascia andare. Lo sguardo passa poi sull’uomo dal mantello blu. Zendo: sobrio, stanco, uno che ha imparato a non farsi notare troppo. Chi ha vissuto per strada riconosce il valore del silenzio, e per questo gli concedo solo un cenno, misurato, rispettoso. Poi il terreno sembra… ridimensionarsi. Fezzik è una presenza inevitabile: enorme, massiccio, le braccia come colonne di pietra. Istintivamente il peso si sposta sui miei piedi, non per paura, ma per abitudine. Poi vedo il volto. L’espressione gentile. Quella malinconia dissonante rispetto alla mole. Quando parla — vi mangio vi mangio… — scimmiottando i giganti, un soffio d’aria mi esce dal naso, qualcosa che somiglia molto a una risata trattenuta. "I soliti stereotipi," commento piano, più per me che per gli altri. "Il Sottosuolo è pieno di mostri peggiori… e molto più piccoli." Alla sua presentazione scatto appena, ma mi rilasso subito. Inclino il capo anche verso di lui, senza ironia. Ripeto il mio nome. Una pausa. "Piacere di conoscerti, Fezzik." Il mio sguardo resta su di lui un istante più a lungo del necessario. Non per sfida. Per riconoscimento. "Non cercavo compagnia… ma non la rifiuto." Lo sguardo passa da Taita a Fezzik, poi torna sul chierico, misurato. "Servirmi?" domando con un sorriso che quasi sembra spensierato, poi faccio di no con la testa. "Se siete una spedizione degli Arpisti, allora sapete quanto me che qui sotto è meglio presentarsi prima di estrarre la lama." Un leggero cenno alla sciabola. "Che comunque fino a poco fa era la mia sola compagnia…" sfioro l'elsa dell’arma alle mie spalle "insieme alle ombre. Forse poco più che sufficiente." Resto fermo, composto. Nel Sottosuolo, il rispetto è una moneta antica. E vale più dell’oro.
  12. intanto mena quello che hai di fronte.
  13. Eccomi pardon! Allora di sicuro al momento l'approccio è passivo, e il rilassamento... che non è una sorta di trance essendo un warforged, è anche focalizzato all'utilizzo del marchio per avere quel barlume di "precog" che suggerisci.
  14. Gudrod Con Jacob
  15. Arkyn K'Aarna L'impulsività dei miei compagni mi lascia ancora una volta del tutto interdetto "Maledizione... fermatevi." dico a denti stretti mentre sollevo la mano, aperta in parte, che tiene la spada con solo indice e pollice, senza puntarla contro la banshee. L’aria si fa più densa, il gelo per qualche istante diventa secco e fermo attorno a me, i suoni sembrano attenuarsi per un attimo. Un’ombra sottile, non visibile, ma percepibile, si stende dalla mia presenza, come il peso di un comando che non ammette replica. I non morti avvertono quell’autorità prima ancora di comprenderla: non paura, ma riconoscimento senz'altro. Non è la volontà della tomba a piegarsi, bensì ciò che resta di un ordine spezzato. Non ci sono urla o lamenti, ma sottaciuti consensi. I cadaveri animati esitano, i loro movimenti diventano incerti, come soldati che improvvisamente ricordano a chi avevano giurato obbedienza… anche se quel giuramento è ormai corrotto, deformato, incompleto. L'obiettivo è però la banshee, ma gli scheletri sembrano esitare. Per un attimo, non comando con la forza, ma con il diritto distorto di comandare su queste creature. I non morti non sono schiavi ma posso vincolarli. Non servono per devozione, ma perché non possono fare altrimenti. Quando il potere svanisce, resta un’eco fredda, come il silenzio dopo un ordine pronunciato in una sala vuota, ma l’impressione inquietante che il mondo, da qualche parte, oltre il velo della morte, abbia appena accettato qualcosa che non avrebbe dovuto non è del tutto chiara... soprattutto a causa della violenza dei miei compagni. Non sono dell'effetto, ma provo "Spettro! Voltati verso di me, e fai riposare per sempre queste creature di ossa che hai richiamato a servirti." Rimango qualche istante concentrato, pronto a ogni evenienza. Pronto anche a ritirare i miei poteri. @Dardan valuta tu con l'ordine di iniziativa se faccio in tempo a fermare gli altri.
  16. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh (Eoldred Leah) Ascolto tutti "Sono certo qui al villaggio potremo procurarci quel che ci serve per spostarci più agevolmente." annuisco alle parole di Fiore "Prepariamoci ad affrontare una o più minacce durante il viaggio. Non ho alcun dubbio che non sarà affatto solo una passeggiata." finisco quel che ho preso da bere e mangiare e mi alzo "È stato un piacere." rivolto ai futuri compagni di viaggio, poi mi volto verso gli "Vado a parlare con Galvem e Kemvar per capire come organizzare le difese per superare questa notte."
  17. Kragor Tiefling Paldino/Stregone Chiedo a Keth di attendere solo un po' di tempo, quindi entro nella tenda. Tenda sciamani Hob
  18. Ajantis Shade Eravamo molti quando siamo scesi. I Pugni Fiammeggianti non erano amici. Non lo sono mai stati. Ma erano affidabili. Sapevano quando avanzare, quando stringere i ranghi, quando coprirsi a vicenda senza bisogno di parole. Poi sono arrivati i mind flayer. Ricordo il suono prima delle urla. Quel ronzio umido nella testa, come pressione d’acqua nelle orecchie. Vedo ancora le linee spezzarsi, i corpi irrigidirsi, le armi cadere di mano. Ordini che non arrivano in tempo. Volti che diventano gusci vuoti. Quando tutto finisce, resto solo. Sollievo. Un respiro che torna, violento, quasi doloroso. Essere vivo quando dovrei essere morto. E subito dopo il vuoto. Quello vero. Essere rimasto solo, seppur non sono MAi solo, nel Sottosuolo. Nessuna voce alle spalle. Nessun passo familiare. Solo l’eco dei pensieri. Meglio vivi però… Cammino per ore, fino a sentire urla e suoni di battaglia. Mi avvicino ma rimango distante. Nell’ombra, mentre altri combattono. Non li aiuto, non ne vedo la necessità in realtà. Ma li studio. Osservo come si dispongono, come reagiscono senza chiamarsi per nome. Chi prende spazio, chi copre, chi rischia. Un gigante cade con un boato che fa tremare la roccia. L’altro fugge. Uno di loro, il più grosso, lo insegue. Lungo. Troppo lungo. Errore. Poi si ferma. Torna indietro. Rientra nel gruppo. Sa quando basta. Annoto mentalmente la cosa. Serve, quaggiù. Resto dove sono sempre stato, li ascolto ancora un poco. Dentro un’oscurità abissale, densa, fluttuante come leggere correnti marine. Lì dentro ero impossibile da notare. Non nascosto: assorbito. Poi decido di uscire. L’oscurità si dipana lentamente, come alghe trascinate via dalla marea. La luce delle torce riprende possesso di angoli che a un primo sguardo sembravano naturalmente oscuri. Una sagoma prende forma. Poi due mani alzate. Poi il resto. La grande spada dalla lama curva è dietro le spalle. Visibile. Lontana dalle mani. Non voglio apparire come una minaccia. Non lo sono. Una figura alta, snella, longilinea. Il portamento di chi è abituato ai ponti instabili e ai combattimenti ravvicinati: postura rilassata, pronta a spezzarsi in movimento. La pelle è grigio cenere, uniforme, segnata dal sale e dal tempo più che da cicatrici vistose. I capelli sono chiari, lunghi e portati senza cura, come se fossero un dettaglio secondario. Gli occhi, neri e profondi, sembrano assorbire la luce invece di rifletterla, sempre vigili, mai vuoti. I lineamenti sono affilati ma non crudeli, con un’espressione neutra che diventa dura solo quando serve. L’arma è sempre a portata di mano, non esibita, come una presenza costante più che una minaccia. Nel complesso emanò un’impressione di quiete tesa, come il mare poco prima della tempesta. Faccio un passo avanti. “Non sono solo.” La voce è bassa. Secca. Vera. Un altro respiro, più lento. “È… un sollievo.” Resto fermo. Aspetto.
  19. Thurin Nano Guerriero Già gravemente ferito rivivo l'incubo di poco fa, quando un altro di questi cavernicoli grigi mi salta addosso. Fortunatamente, accecato dal mio fascino irresistibile, l'unico risultato che ottiene è la necessità di farsi una manicure subito dopo. Sempre se rimane intero. Sollevo l'arco, pregando Moradin di darmi la forza necessaria per abbattere anche questo nemico, la guida è sicura ma all'ultimo mi manca lo slancio necessario per ferire veramente il troglodita. Lo colpisco, ma quasi facendogli il solletico. "Finiscilo lattina!" grido rivolgendomi a Eryn "Prima che arrivino gli altri." @Fandango16
  20. sì per questo pensavo di costringerli ad avere il malus anche per il TS seppur non ho idea si possa applicare anche per quello :D
  21. L'obiettivo è fare però in modo che loro subiscano il malus della luce diurna. Quindi facci sapere tu se tenendoli fermi all'entrata della grotta lo subiscono (penso di sì ma non si sa mai), altrimenti saremo costretti ad arretrare quantomeno di un quadrato appena prima Elyndra spari l'incantesimo anche per dare loro malus al TS. Poi dovesse essere necessario ritappiamo l'ingresso non permettendo loro di aggirarci o raggiungere Elyndra.
  22. Simone Core Nel parco mezzi, esterno Mi fermo un istante quando la vedo affilare l’ascia. Il suono della cote sul metallo è… metodico. E il sangue che scurisce la lama non sembra minimamente rallentarla. Alzo appena un sopracciglio, dubbioso sui metodi, l'espressione non è quella di chi giudica, tutt'altro. "Ehi… Simon va benissimo." inclino la testa, le mani infilate nella giacca. "Niente “signore”, niente ordini. Io al massimo do consigli. Tu sembri cavartela egregiamente anche senza." La guardo tornare alla sua statura normale mentre si avvicina. Forza impressionante, controllo ancora di più. "E no, nessun altro da… sterilizzare." una pausa, un sorriso appena ironico, forse per celare un leggerissimo disagio "Quelli non erano Coyotes. Dingos. Sbandati, male organizzati. Fuori zona per altro." Stringo le labbra un secondo "Qualcuno li ha spinti qui, promettendo chissà cosa. E non per caso." Mi volto verso il complesso alle nostre spalle, le finestre annerite, l’acqua che cola ancora dai cornicioni "Situazione generale: il magazzino è sicuro. La palazzina uffici pure." Guardo la porta sfondata, una smorfia sincera. "Servirà più un bravo fabbro che noi." Respiro a fondo. L’aria sa di fumo e plastica fusa. Non mi piace. Troppo pulito sopra, troppo caldo sotto. "Nyx e Silent Dragon sono ai reparti." Mi rimetto in movimento, deciso, già diretto all'entrata. "Il primo piano. L’incendio sta crescendo." Passo oltre, la voce che arriva da dietro la spalla: "Se vuoi seguirmi, Maria… lì sotto servirà testa fredda. E forza. In quest’ordine." Prima di varcare la soglia mi sgranchisco il collo, sistemo la spalla e mi tolgo la giacca lasciandola lì a terra sul cortile. Il calore è già troppo prepotente anche fuori l'edificio. Master
  23. Thurin Nano Guerriero “Aaaahh! Per la forgia di Moradin. Gestisco fornaci incandescenti e non riesco ad appicciare un fuoco di paglia.” Mi faccio da parte preparandomi a dare martellate “Elyndra… puoi rattopparmi in qualche modo? Devo essere in forma per spappolare quelle teste vuote. Per il resto va bene… afferrato.”

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