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By aza

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    Come battere l'effetto Matt Mercer

    • Come si può reggere il confronto con campagne come quelle di Critical Role? Vediamo cosa ha da dire in merito Matt Mercer in persona.

    Articolo di Morrus del 30 dicembre 2018

    Su Reddit un utente chiamato Mister-builder ha chiesto a Matthew Mercer come gestire le persone che paragonano sfavorevolmente le proprie campagne ai video di Critical Role. Matt ha fatto un salto sulla piattaforma per rispondere al quesito posto da un utente:

    "Sto masterando una campagna per un sacco di nuovi giocatori e mi son ritrovato a dover gestire i soliti problemi legati ai "novellini" (quello che non parla, quello che ha bisogno di essere guidato, il personaggio Neutrale Buono che si comporta come un Caotico Neutrale e il Caotico Neutrale che viene interpretato come un Caotico Malvagio). Ma, ultimamente, sto affrontando una nuova situazione. Un terzo del mio gruppo si è interessato a D&D grazie a Critical Role. Mi piace Matt Mercer, come a chiunque altro, ma questi ragazzi hanno guardato più di 30 ore del programma prima di toccare un D20. Il Nano pensa che tutti i Nani debbano avere un accento irlandese e il Dragonide è sostanzialmente uguale a quello presentato su Critical Role (cosa che va benissimo, almeno finché non incontrano un PNG che viene interpretato in maniera diversa dal programma). Metà del gruppo mi ha chiesto come pianificavo di gestire le resurrezioni e, quando gli ho risposto che avrei deciso una volta che ci saremmo arrivati, non hanno fatto altro che mostrarmi ciò che fa Matt. Il nostro gruppo WhatsApp è pieno di video di Geek and Sundry su come giocare meglio ai GdR. Non c'è nulla di male nella loro passione per Critical Role, ma io non sono Matt Mercer e loro non sono i Vox Machina (NdT, ovvero i giocatori di Critical Role).  Ad un certo punto, le loro aspettative irrealistiche si scontreranno con la realtà. Come avete gestito dei giocatori che continuavano a nominare dei precedenti DM che avevano amato?

    TL;DR Critical Role è diventato l'archetipo di come dovrebbe funzionare D&D secondo i miei giocatori. Come posso fare in modo di fargli capire che io giocherò in maniera diversa senza deluderli troppo?"

    large.Critical-Role-Matt-Mercer.jpg.a0597c3ba387c1806c8fe98484986e1d.jpg

    Di seguito trovate la risposta di Matthew Mercer:

    "Leggere di fatti come questo mi rattrista veramente. In ogni caso, ciò che è importante è che il nostro stile di gioco è solo quello...il nostro stile di gioco! Ogni tavolo è differente ed è giusto che sia così! Se vogliono solamente "copiare" ciò che facciamo non è nulla di particolarmente creativo né è ciò che davvero porta la "magia" del gioco sulle nostre tavole.

    Io credo nell'importanza per ogni gruppo di discutere in anticipo riguardo a ciò che ci si aspetta da una campagna, così che ognuno possa essere contento e si riesca ad evitare le eventuali liti. Ma credo anche che sia responsabilità di CIASCUNO di impegnarsi per contribuire al divertimento generale e all'avanzamento della storia, non solo del DM. Come hanno scritto alcune persone qui sotto nei commenti, un giocatore vuole un particolare stile di gioco? Allora quello è un compito che ricade sulle SUE spalle. Deve fare in modo di unire il proprio stile a quello degli altri giocatori e del DM, e in questo mix unico potrete finalmente trovare lo stile di gioco unico del vostro tavolo.

    Sarebbe anche il caso che i tuoi giocatori si ricordino che noi siamo attori professionisti e che io sto facendo il master da più di 20 anni. Abbiamo speso gran parte del nostro tempo per imparare particolari tecniche che ci permettono di scegliere liberamente quanto vogliamo immergerci nel nostro personaggio. Chiunque potrebbe ottenere questi risultati se lo volesse, ma PRETENDERE di raggiungere immediatamente questo livello di confortevolezza e interesse sarebbe ingiusto e assurdo. Vogliono avere un'evoluzione emotiva complessa come quella di Scanlan? Allora dovrebbero riuscire ad impegnarsi tanto quanto ha fatto Sam. Non ci riescono? Non devono assolutamente preoccuparsi, troveranno certamente il loro modo per divertirsi.

    INOLTRE, il nostro stile non è per tutti! Guarda i commenti qui sotto e vedrai quante persone non ci apprezzano, haha. Ho giocato con molti giocatori differenti, masterato campagne con stili e focus diversi e posso assicurarti una cosa...c'è un sacco di divertente varietà nel modo in cui un GdR da tavolo può essere giocato, che provando a "giocare come noi" stanno solo limitando le loro possibilità di trovare l'esperienza gradevole.

    In ogni caso, credo che la miglior soluzione sia affrontare un'onesta discussione proprio su questi temi assieme a loro. Specifica che la campagna sarà chiaramente la VOSTRA campagna (nel senso di tua e dei giocatori) e che è LORO responsabilità portare al tavolo ciò che vorrebbero vedere rappresentato. Mostragli questo post, se pensi che possa aiutare. Per lo meno, fagli vedere questo messaggio:

    "Ragazzi. Rilassatevi. Il vostro DM è spettacolare e sta facendo tutto questo per il VOSTRO divertimento. Apprezzatelo per questo, ascoltatelo e costruite qualcosa con lui e fate in modo che sia qualcosa di UNICO. Lasciate perdere le aspettative e limitatevi a divertirvi assieme come giocatori".

    In ogni caso, mi dispiace un sacco. Situazioni come questa non sono mai state un mio desiderio. Questi sono giorni strani. Stammi bene, amico mio."


    Edited by Alonewolf87


    Article type: Approfondimenti


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    Recommended Comments



    Non ho mai visto una puntata di Critical Role (né ho in programma di farlo, se è per questo) e ho letto di Mat Mercer per la prima qui su Dragons' Lair.

    L'invadenza dei mezzi digitali anche nel gioco di ruolo da tavolo è un dato di fatto e ne capisco anche l'utilità per alcuni di essi, ma leggere di situazioni simili è, a mio parere, davvero avvilente e non riesco a comprendere (sarà un mio limite...) come si possano raggiungere simili derive.

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    6 minuti fa, Checco ha scritto:

    Non ho mai visto una puntata di Critical Role (né ho in programma di farlo, se è per questo) e ho letto di Mat Mercer per la prima qui su Dragons' Lair.

    L'invadenza dei mezzi digitali anche nel gioco di ruolo da tavolo è un dato di fatto e ne capisco anche l'utilità per alcuni di essi, ma leggere di situazioni simili è, a mio parere, davvero avvilente e non riesco a comprendere (sarà un mio limite...) come si possano raggiungere simili derive.

    Mi sembra abbastanza normale. Non è diverso da chi prova due o tre master diversi e fa paragoni. 

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    1 minuto fa, Checco ha scritto:

    La mia riflessione non era incentrata su questo aspetto.

    E su quale, allora? Il fatto che Mercer sia visto su YouTube o dal vivo non cambia il fatto che la gente lo guarda fare il Master e fa naturalmente paragoni con i propri DM.

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    4 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

    E su quale, allora? Il fatto che Mercer sia visto su YouTube o dal vivo non cambia il fatto che la gente lo guarda fare il Master e fa naturalmente paragoni con i propri DM.

    Ti ripeto: la mia riflessione non era incentrata sull'aspetto "paragone".

    Riflettevo sull'invadenza dei mezzi digitali nel gioco "cartaceo" e sui loro effetti talvolta distorcenti.

     

     

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    47 minuti fa, Maxwell Monster ha scritto:

    se a quei tizi non và bene il DM dovrebbero cercarsene uno con i loro gusti

    Il problema (imho) è che quei tizi si sono così fissati con Mercer, che finiranno per convincersi che "l'unico master giusto" sia solo Mercer... e alla fine lo idealizzeranno a tal punto che, anche se facesse loro da master, non lo troveranno comunque all'altezza del Mercer che si sono immaginati!

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    4 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

    Ma l'eventuale "invadenza" non ha nulla a che vedere con l'argomento dell'articolo. Quello di Mercer è un discorso che era valido anche trent'anni fa.

    Rispetto alla validità del discorso anche trenta anni fa...non c'è dubbio, ma ti assicuro che senza 30 ore di show, senza gruppi what's app con tutorial su come si debba o non si debba giocare e senza i social per lo mezzo, la percezione del gioco era diversa e lo erano anche i metri di paragone e le esperienze e le aspettative vissute al tavolo.

    20 minuti fa, Hobbes ha scritto:

    Cosa intendi con invadenza?

    A detta di un moderatore, la mia riflessione è off-topic, quindi mi fermo qui.

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    3 minuti fa, Checco ha scritto:

    Rispetto alla validità del discorso anche trenta anni fa...non c'è dubbio, ma ti assicuro che senza 30 ore di show, senza gruppi what's app con tutorial su come si debba o non si debba giocare e senza i social per lo mezzo, la percezione del gioco era diversa e lo erano anche i metri di paragone e le esperienze e le aspettative vissute al tavolo.

     

    Non sono d'accordo: è solo un problema (relativo) che con i mezzi digitali è solo più evidente, non più diffuso.

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    5 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

    Non sono d'accordo: è solo un problema (relativo) che con i mezzi digitali è solo più evidente, non più diffuso.

    Trenta anni fa non ci sarebbe stato alcun "Effetto Mercer" da battere.

    Comunque direi di chiuderla qui, sono off-topic o no?

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    1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

    Il problema (imho) è che quei tizi si sono così fissati con Mercer, che finiranno per convincersi che "l'unico master giusto" sia solo Mercer... e alla fine lo idealizzeranno a tal punto che, anche se facesse loro da master, non lo troveranno comunque all'altezza del Mercer che si sono immaginati!

    infatti , a mio avviso la fantasia la dovrebbero usare in gioco , non su cosa ottenere dopo tot ore\sessioni al 100% .

    le emozioni sono qualcosa di astratto , questi sembrano quelli che vogliono le sorprese dagli altri ,

    e poi si lamentano che non erano come se le immaginavano .

    io mi accordo con i PG in campagna gioco , cerco di accontentarli e ci si trova a metà strada ,

    con molti funziona , quelli no voleva dire che non facevamo squadra al tavolo .

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    43 minuti fa, Checco ha scritto:

    Trenta anni fa non ci sarebbe stato alcun "Effetto Mercer" da battere.

    D'altra parte non ci sarebbero stati nemmeno le discussioni sul game design, il contratto sociale, contenuti per insegnare a giocare o giocare meglio evitando trappole comuni e comportamenti sbagliati, una gran quantità di materiale fatto in casa e di facile accesso, un sacco di giocatori che hanno iniziato grazie ai canali di streaming... Ci sono lati buoni e lati meno buoni, ma i primi superano i secondi di molte lunghezze.

    Quanto all'effetto Mercer, secondo me il master in questione si lamenta troppo: se l'unica esperienza che quei giocatori hanno avuto con D&D o con il fantasy in generale è Mercer, è ovvio che sia il loro punto di riferimento e che pensino che si giochi così e basta. Non è diverso da come è sempre stato con WoW, Skyrim, Tolkien, i Blind Guardian o il cugino più grande che aveva il manuale.

    Anzi, il fatto che ci sia uno strumento che introduce al gioco e fa venire voglia imitarlo, fornendo anche un buon modello per orientarsi durante le prime sessioni, è una cosa bellissima: sta poi ai giocatori esperti insegnare che esistono anche tante altre possibilità e aiutare il gruppo a esplorarle, invece di frignare su Reddit.

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    Che ci siano dei lati positivi sono d'accordo anche io (l'ho peraltro scritto nel mio primo messaggio); non intendevo demonizzare alcunché, riflettevo solo sul fatto di come il digitale stia trasformando il gioco di ruolo pen-and-paper sempre di più, con GM superstar e gruppi di messaggistica che si passano le regole su come si dovrebbe giocare di ruolo (!).

    È una direzione che non mi piace, tutto qui, ma resta una mia opinione, null'altro.

    Quella che non è una mia opinione, invece, è che situazioni del genere fossero inimmaginabili nel 1985 (quando ho iniziato a giocare io) e pertanto mi fa strano oggigiorno leggere cose del genere.

    Edited by Checco
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    1 hour ago, Pippomaster92 said:

    Ma l'eventuale "invadenza" non ha nulla a che vedere con l'argomento dell'articolo. Quello di Mercer è un discorso che era valido anche trent'anni fa.

    No, è differente. E' un problema di autorevolezza percepita.

    Per sempre più persone, la presenza online è necessaria per rendere reale un fenomeno. Andare a cena in un ristorante di lusso non è un'esperienza completa se non si condivide la foto dell'evento online, per esempio.

    Nel caso in oggetto, i giocatori sembrano credere che questo Mercer abbia una qualche forma di autorevolezza e che perciò il suo modo di giocare sia "quello giusto". Non UN modo di giocare bensì IL modo di giocare. Il motivo è che il suo gruppo di gioco trasmette online e ha molti followers, quindi acquisisce quest'aura magica. Per il giocatore old school diventa difficile spiegare ai nuovi che quel modo di giocare è un'iterazione tra tante possibili e che il gruppo di gioco non è obbligato a giocare così. Nella peggiore delle ipotesi i giocatori cercheranno di costringermi a seguire il canovaccio di Mercer dicendo "eh ma se lo fa lui che è Matt Mercer tu chi sei per voler fare diversamente?"

    Convinti dalla presenza online che questo tizio abbia una qualche autorità riconosciuta, appunto.

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    Adesso è un fenomeno più visibile e relativo ad un singolo individuo (Mercer) ma niente di nuovo: avendo giocato in molti gruppi ho incontrato spesso il principio di autorevolezza riferito ad altri o precedenti Master.

    Non mi sembra una cosa così nuova o sconvolgente, semplicemente ora è facile da individuare e riferendosi in particolare a Mercer e pochi altri DM (invece che a numerosi DM anonimi) sembra un evento di proporzioni maggiori.

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    37 minuti fa, Checco ha scritto:

    gruppi di messagistica che si passano le regole su come si dovrebbe giocare di ruolo (!).

    Non capisco perché trovi così strana l'idea di spiegare come si dovrebbe giocare. Credo siamo tutti d'accordo che esistano pratiche oggettivamente buone per il gioco (sessione zero, contratto sociale, player agency, trasparenza, gestione della competizione, regole che funzionano per lo stile di gioco, eccetera) e non mi sembra stravagante l'idea di scrivere a riguardo, sostenere che sia meglio fare così ed eventualmente diffondere il messaggio... Ma d'altra parte mi sono anche preso del fascista e del massone per questo, quindi forse sbaglio io qualcosa.

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    47 minuti fa, The Stroy ha scritto:

    Non capisco perché trovi così strana l'idea di spiegare come si dovrebbe giocare. Credo siamo tutti d'accordo che esistano pratiche oggettivamente buone per il gioco (sessione zero, contratto sociale, player agency, trasparenza, gestione della competizione, regole che funzionano per lo stile di gioco, eccetera) e non mi sembra stravagante l'idea di scrivere a riguardo, sostenere che sia meglio fare così ed eventualmente diffondere il messaggio... Ma d'altra parte mi sono anche preso del fascista e del massone per questo, quindi forse sbaglio io qualcosa.

    Non trovo strana l'idea di spiegare come si dovrebbe giocare (spesso lo si fa anche su questo forum e peraltro io stesso a volte partecipo a discussioni del genere), ma più che altro riflettevo su come l'atto stesso dello "spiegare il gioco" sia cambiato nel tempo e di come oggigiorno sia stato anch'esso in gran parte "digitalizzato" e non mi piace la voracità dei mezzi digitali.

    Ciò che trovo avvilente è, a conti fatti, proprio quello che sosteneva Ji Ji a proposito della "autorevolezza percepita" e di quella sorta di sudditanza che si porta dietro.

    C'è pure da dire che per me il gioco di ruolo al tavolo è anche un'occasione per mettermi in "modalità aereo" (non sempre ci riesco, ma quando posso ci provo) e che ammetto di avere un'avversione quasi istintiva per alcuni fenomeni, tipo il GM superstar con lo show delle sue performances su YouTube o i gruppi di messaggistica.

    Edited by Checco
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    1 ora fa, The Stroy ha scritto:

    Non capisco perché trovi così strana l'idea di spiegare come si dovrebbe giocare.

    @Pippomaster92

    @The Stroy Non fare quello che salta i post solo perchè non sono scritti in due righe (va bene tutto, ma poi non ci lamentiamo che oggi la gente non comunica più). 😉

    La questione non è che sia strano spiegare come si dovrebbe giocare. La questione è che in determinate condizioni diventa letteralmente impossibile spiegare qualcosa a qualcuno. A voglia parlare di "sta poi ai giocatori esperti insegnare che esistono anche tante altre possibilità e aiutare il gruppo a esplorarle, invece di frignare su Reddit".
    Perchè questo sia possibile, c'è bisogno di persone disposte ad ascoltare e a imparare.

    @Ji ji ha descritto perfettamente il problema nel suo precedente post (evidenzio in rosso le parti fondamentali per chiarezza):

    1 ora fa, Ji ji ha scritto:

    No, è differente. E' un problema di autorevolezza percepita.

    Per sempre più persone, la presenza online è necessaria per rendere reale un fenomeno. Andare a cena in un ristorante di lusso non è un'esperienza completa se non si condivide la foto dell'evento online, per esempio.

    Nel caso in oggetto, i giocatori sembrano credere che questo Mercer abbia una qualche forma di autorevolezza e che perciò il suo modo di giocare sia "quello giusto". Non UN modo di giocare bensì IL modo di giocare. Il motivo è che il suo gruppo di gioco trasmette online e ha molti followers, quindi acquisisce quest'aura magica. Per il giocatore old school diventa difficile spiegare ai nuovi che quel modo di giocare è un'iterazione tra tante possibili e che il gruppo di gioco non è obbligato a giocare così. Nella peggiore delle ipotesi i giocatori cercheranno di costringermi a seguire il canovaccio di Mercer dicendo "eh ma se lo fa lui che è Matt Mercer tu chi sei per voler fare diversamente?"

    Convinti dalla presenza online che questo tizio abbia una qualche autorità riconosciuta, appunto.

    Per poter capire davvero il problema bisogna aver avuto almeno una volta l'esperienza dell'essere la voce di minoranza in un gruppo oramai già ciecamente convinto di una determinata visione del mondo. A voglia a provare a insegnare qualcosa.

    Quello che dite riguardo al fatto che questo non è un problema nuovo è corretto: da sempre ci sono conflitti interni ai gruppi riguardo a determinate visioni di gioco. Ciò che sottovalutate, però, è che negli ultimi 30 anni è cambiata l'entità del problema. Grazie a internet sono cambiate radicalmente le possibilità di interazione con la comunità dei giocatori, cosa che ha completamente trasformato gli equilibri interni ai rapporti tra i giocatori.

    Prima i giocatori apprendevano nuove informazioni solo attraverso il proprio gruppo di gioco, attraverso il passa parola o, al limite (nel caso di chi ci andava), presso i negozi o le convention di settore; poi si è iniziato ad acquisire informazioni attraverso i forum online (un passa parola di entità maggiore ma ancora limitato, in quanto bisogna avere attivamente il desiderio di partecipare a una discussione e spendere energie in dibattiti che possono durare molto tempo, o richiedere anni per capire davvero bene); infine abbiamo la trasmissione di informazioni tramite Social Network e, ancora più rilevante, tramite video (veloce, semplice, richiede poco sforzo e, anzi, può non richiederne alcuno...l'influenza spesso viene subita, non messa in discussione).

    La disponibilità di mezzi di informazioni veloci, capaci di raggiungere in un attimo milioni di persone, molto attraenti e che non richiedono alcuno sforzo, negli anni ha scombinato a volte in maniera anche radicale gli equilibri sociali all'interno dei gruppi di ruolo. Prima la principale autorità era il Master o, in quei gruppi collettivamente attivi, il gruppo intero (al limite c'era il negoziante): avendo rare occasioni (rispetto ad oggi) per potersi relazionare con altre persone sull'argomento, era il Master o il gruppo ad essere riconosciuto come la principale fonte di apprendimento, il principale referente di fiducia. Adesso è possibile apprendere informazioni sul gioco da chiunque, addirittura dalle stesse grandi personalità che lavorano nel business: il Master è passato dall'essere la principale voce autorevole a un amico alla pari degli altri, mentre la principale fonte di autorità sono inevitabilmente diventati gli stessi designer che creano i giochi o i Master professionisti di grande fama, che giocano da decenni e che mostrano le loro campagne su video visualizzati da milioni di persone.

    E se già la situazione è ostica nel caso di gruppi composti da persone disponibili ad ascoltare, diventa letteramente impossibile nel caso di giocatori ottusi. Mi spiace ragazzi, ma l'essere giocatori veterani oggi non conta più nulla, a meno che non si abbia a che fare con persone disposte ad ascoltare. Per capire il problema, dovete prima sperimentare cosa significa essere la voce solitaria in un gruppo che, per quanto più esperta degli altri, la gente non ha voglia di ascoltare.

    Edited by SilentWolf
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