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Volete una lettura con i controfiocchi?

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Sapevate dell'esistenza di una specie di "Capitolo perduto" del Signore degli Anelli? E' un testo che Tolkien intendeva inserire come capitolo finale del libro, dopo la partenza di Frodo. Non si tratta di un mero abbozzo, in quanto Tolkien ne aveva approntata una versione dattiloscritta definitiva, ma all'ultimo momento decise di toglierlo, perchè rovinava il finale del libro. Peraltro l'autore ebbe sempre il dubbio, come testimmoniano alcune lettere da lui scritte in quel periodo (Ad es. La realtà in trasparenza).

Fonte della società Tolkieniana Inglese.

Una sera di Marzo del 1436 Messer Samavise Gamgee era nel suo studio a Casa Baggins. Era seduto alla vecchia e consumata scrivania, e stava scrivendo con la sua grafia lenta e rotonda su alcuni fogli di carta, fermandosi spesso a pensare, Poggiato su un leggio al suo fianco c’era un grande Libro Rosso scritto a mano. Fino a poco prima ne aveva lette alcune pagine alla sua famiglia, infatti quello era un giorno speciale: il compleanno di sua figlia Elanor. Quella sera, prima di cena, era finalmente arrivato alla fine del libro. Ci aveva messo alcuni mesi a leggerne i tanti capitoli (nonostante avesse ritenuto opportuno omettere alcune parti), perché era solito leggere il libro solo nei grandi giorni. Altre ad Elanor, erano presenti anche i giovani Frodo e Rosie, e i piccoli Merry e Pipino, ma gli altri bambini non c’erano. Erano al sicuro al letto, perché erano ancora troppo piccoli per i Libro Rosso. Cioccadoro aveva solo cinque anni, perché nella sua profezia Frodo aveva commesso un piccolo errore, e lei era nata dopo Pipino. Ma non era ancora l’ultima della famiglia, poiché Samvise e Rosie sembravano voler rivaleggiare con vecchio Gerontius Tuc nel numero dei figli, proprio come Bilbo lo aveva battuto in età. C’erano i piccoli Ham, e Margherita, e Primarosa ancora nella culla.

Ora Sam stava “avendo un po’ di pace”. La cena era finita, e con lui c’era solo Elanor, ancora in piedi perché era il suo compleanno. Stava seduta in silenzio, guardando il fuoco, e girandosi spesso verso suo padre, Era una bella ragazza, più chiara di pelle e più snella della maggior parte delle altre razze hobbit, e la luce del fuoco brillava sui suoi capelli rosso-oro. In lei viveva in ricordo della grazie degli Elfi, per dono se non per retaggio. “Cosa stai facendo, caro papà Sam?” disse infine. “Dicevi di volerti riposare, speravo che avresti parlato con me”.

“un attimo, Elanorellë”, disse Sam. Lei posò le braccia su di lui e sbirciò da sopra la sua spalla.

“Sembra qualcosa tipo Domande e Risposte”, disse “Si è così”, disse Sam. “il Signor Frodo ha lasciato le ultime pagine del Libro per me, ma io non ho mai osato metterci mano. Sto ancora prendendo appunti, come direbbe il vecchio signor Bilbo. Qui ci sono tutte le domande che mamma Rosie,tu e i bambini mi avete fatte, e di seguito scrivo la risposta, quando la so. Gran parte delle domande sono tue, perché solo tu hai ascoltato il Libro più di una volta”.

“Tre volte”, disse Elanor, guardando la pagina scritta con cura sotto la mano di Sam.

Nani & c. Il piccolo Fordo dice che sono quelli che gli piacciono di più. Cos’è successo a Gimli? Le Miniere di Moria sono state riaperte? Ci sono ancora Orchi laggiù?

Gimli: è andato a lavorare per il re, come aveva detto, e ha portato con se molta della sua gente del Nord. Hanno lavorato a Gondor così a lungo che orami sono si sono abituati e si sono stabiliti là, sui Monti Bianchi non lontani dalla Città. Gimli va una volta l’anno alle Caverne Scintillanti, Come lo so? Informazioni del signor Peregrino, che torna spesso a Minas Tirith, dove ha un’ottima reputazione.

Moria: non ho novità, forse la profezia di Durin non è per il nostro tempo. I luoghi oscuri hanno ancora molto bisogno di essere ripuliti. Credo che sarà un grosso problema liberare le sale di Moria da tutte le creature malvagie, e serviranno molte azioni audaci, perché in quei luoghi ci sono senz’altro ancora molti Orchi. Forse non ce ne libereremo mai del tutto.

Legolas è tornato dal Re? Resterà da lui?

Si, è tornato a sud con Gimli, e ha portato molta della sua gente da Boscoverde il Grande (come lo chiamano adesso). Dicono che fosse un bellissimo spettacolo vedere compagnie di Nani e di Elfi viaggiare insieme. Gli Elfi hanno reso la Città e la terra dove vive il Principe Faramir, più belle che mai. Si, Legolas rimarrà lì, almeno finché ci resterà Gimli; ma penso che un giorno anche lui attraverserà il Mare. Tutte queste cose me le ha dette il signor Meriadoc, che ha fatto visita a Dama Éowyn nella sua casa bianca.

I Cavalli, interessano a Merry. Che vorrebbe tanto avere un pony tutto suo. Quanti sono i cavalli che i Cavalieri hanno perduto nelle battaglie? Ne hanno ancora adesso? Che ne è stato del cavallo di Legolas? Cosa ha fatto Gandalf di Ombromanto?

Ombromanto è andato nella Bianca Nave con Gandalf, ovviamente, l’ho visto con i meii occhi, e ho visto Legolas a Isengard lasciare il suo cavallo libero di tornare a Rohan. Il signor Meriadoc dice di non sapere quanti cavalli siano andati perduti, ma oggi a Rohan ce ne sono ancora più di prima, perché nessuno li ruba più. I cavalieri hanno anche molti pony, soprattutto a Clivovalle: bianchi, marroni e grigi. Il prossimo anno, quando tornerà da una visita a Re Éomer, il signor Meriadoc intende portarne uno al suo omonimo.

Elanor vorrebbe saperne di più su di loro, cosa ha visto Legolas a Fangorn? E vede ancora Balbalbero oggi? La piccola Rosie è molto ansiosa per le Entesse, le cerca ogni volta che va in un bosco. Saranno mai ritrovate? Lei spera di si.

A quanto ne so, disse Sam, Legolas e Gimli non hanno raccontato cosa hanno visto, non ho sentito nessuno che abbia più visto un Ent da quei giorni. Gli Ent sono molto riservati e non amano molto la gente, grande o piccola che sia. Anche io vorrei che le Entesse fossero ritrovate, ma temo che il problema sia troppo antico e profondo per la gente della Contea. Penso che forse le Entesse non vogliono essere ritrovate, e forse gli Ent sono ormai stanchi di cercarle.

“Bene, cara”, disse Sam, “Questo inizio di pagina è tutto il lavoro di oggi”, Sospirò. “Ma non può andare nel Libro in questa forma, è molto diverso dalla storia scritta dal signor Frodo. In qualche modo dovrò scrivere un capitolo o due in uno stile più appropriato. Il signor Meriadoc potrebbe aiutarmi, è bravo a scrivere e sta facendo uno splendido libro sulle piante.

“Non scrivere più stasera, parla con me, papà Sam!”, disse Elanor, e lo fece accomodare accanto al fuoco.

“Dimmi”, disse lei, mentre erano seduti vicini e la soffice luce gialla illuminava i loro visi, “Parlami di Lórien, il mio fiore cresce ancora laggiù, papà Sam?”

“Celeborn vive ancora la tra i suoi alberi e i suoi Elfi, e non ho dubbi che anche il tuo fiore vi cresca ancora. Ma ora che posso guardare te, la cosa non m’interra molto”.

“Ma io non voglio guardare me stessa, papà Sam, voglio guardare altre cose, voglio vedere la collina di Amroth dove il Re incontrò Arwen, e gli alberi d’argento, e il piccolo Niphredil bianco, e l’Elanor d’oro nell’erba sempre verde, voglio sentire gli Elfi cantare”

“E allora forse un giorno li sentirai, Elanor, io dicevo la stessa cosa quando avevo la tua età, e anche dopo, ma non avevo speranze. E invece li ho visti, e li ho sentiti!.

“Avevo paura che stessero tutti salpando con le loro navi, papà Sam. E allora presto non ne sarebbe rimasto più nessuno, e sarebbero rimasti solo i luoghi, e….”

“E cosa Elanorellë?”

“E la luce si sarebbe spenta”.

“Lo so”, disse Sam. “La luce brilla sempre meno, Elanorellë, ma non si è ancora spenta.. Da quando posso parlare con te, penso non si spegnerà mai del tutto; infatti io credo che anche chi non ha mai visto una cosa, può tuttavia ricordarla. Però” sospirò, “Non è come vederla coi propri occhi, come ho fatto io”:

“Come vivere davvero dentro una storia?” disse Elanor. “Una storia è ben diversa, anche quando racconta fatti che sono accaduti. Vorrei poter tornare ai giorni antichi!” “Le persone come noi lo desiderano spesso”, disse Sam. “Tu sei nata alla fine di una grande Era, Elanorellë; ma anche se è finita, come diciamo noi, le cose non si concludono mai in modo così netto. E’ più come un tramonto d’inverno. Gli Alti Elfi sono quasi tutti salpati con Elrond, ma non tutti, e quelli che non sono partiti aspetteranno ancora un po’. E gli altri, quelli che sentono questa è la loro casa, resteranno ancora di più. Ci sono ancora cose da vedere e forse le vedrai prima di quanto speri”.

Elanor rimase silenziosa per qualche attimo prima di parlare ancora. “All’inizio non avevo capito cosa significasse per Celeborn dire addio al Re”, disse, “Ma ora credo di averlo capito. Sapeva che Dama Arwen sarebbe rimasta, ma che Galadriel se ne sarebbe andata. Penso che sia stato triste per lui e per te, caro papà Sam”, Elanor mosse la mano e Sam ne strinse forte le dita affusolate nella sua mano scura, “Perché anche una persona che tu amavi se ne andata. Sono felice che Frodo dell’Anello mi abbia vista, ma vorrei potermi ricordare di lui”.

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PARTE DUE (maledetto limite di 10.000 caratteri!)

“E’ stato triste, Elanorellë”, disse Sam baciandole i capelli, “ma ora non lo è più, e sai perché? per prima cosa, il signor Frodo è andato dove la luce Eflica non muore mai, e si meritava questo premio, e anche io ho avuto il mio, ho avuto un sacco di premi. Sono un hobbit molto ricco. E c’è un’altra ragione, che ora ti dirò. E’ un segreto che finora non ho rivelato a nessuno, e non ho scritto ancora nel Libro. Prima di andarsene, il signor Frodo ha detto che forse sarebbe arrivato il mio tempo. So aspettare. Penso che forse non ci siamo detti addio per sempre. Ma so aspettare. Questo è ciò che ho imparato dagli Elfi: essi non si preoccupano del tempo. Quindi penso che Celeborn sia ancora felice tra i suoi alberi, alla maniera degli Elfi. Il suo tempo non è ancora arrivato, non è ancora stanco della sua terra. Quando sarò stanco potrà andarsene “.

“E quando sarai stanco, anche tu te ne andrai, papà Sam, andrai ai Porti con gli Elfi, e io verrò con te. Non mi separerò da te, come ha fatto Arwen con Elrond”.

“Forse, forse”, disse Sam baciandola dolcemente. “E forse no. La scelta di Lúthien e Arwen viene per molte persone, più o meno, Elanorellë. E non è saggio scegliere prima del tempo.

“E adesso, mia cara è anche ora che una ragazza di quindici primavera vada a letto. Devo parlare con mamma Rosie”.

Ellanor, si alzò, e passò dolcemente la mano tra i capelli di Sam, ricci e castani con qualche chiazza grigio. “buona notte, papà Sam. Ma…”

“Non voglio nessun buona notte ma”, disse Sam.

“Stavo per dire: ma non ti andrebbe di mostrarmela?

“Mostrarti cosa, cara?”

“La lettera del re, ovviamente, ce l’ hai da più di una settimana”

Sam sobbalzò. “Per il cielo!” disse “Le storie si ripetono sempre” E si viene sempre ripagati con la stessa moneta. Noi spiammo il povero signor Frodo, e ora i nostri famigliari spiano noi! Spero che nemmeno tu avessi intenti maliziosi, almeno. Ma come l’hai saputo?

“Non c’è stato bisogno di spiare”, disse Elanor. “Se volevi tenere il segreto, non sei abbastanza attento. E’ arrivata mercoledì scorso con la posta del Decumano Sud, ti ho visto mentre la prendevi, Era impacchettata in seta bianca, e aveva i grandi sigilli neri. Chiunque avesse ascoltato il Libro, avrebbe immaginato subito che veniva dal Re. Ci sono buone notizie? Me la mostri, papà Sam?”

“Visto che sai così tanto, è bene che su sappia tutto”, disse Sam. “Ma niente cospirazioni. Se te la mostro, tu passi dalla parte degli adulti e devi comportarti correttamente. Deciderò io quando dirlo agli altri. Il Re sta arrivando”.

“Sta arrivando qui?”, gridò Elanor, “A casa Baggins?”

“No cara”, disse Sam, “ma sta venendo di nuovo a nord. Non lo faceva da quando eri piccola. Ora la sua casa è pronta, non entrerà nella Contea, perché ha dato ordine che nessuno della Gente Alta possa entrare, dopo quei furfanti, e non vuole infrangere le sue stesse regole. Però arriverà fino al Ponte, e ha mandato un invito speciale ad ognuno di noi per nome”.

Sam aprì un cassetto, ne trasse fuori un rotolo di carta e lo tolse dall’involucro. Era scritto in due colonne, con belle lettere d’argento su fondo nero. Sam lo srotolò e lo mise vicino ad una candela sulla scrivania, perchè la figlia lo leggesse.

“Splendido”, gridò Elanor, “Riesco a leggere la Lingua Corrente, ma l’altra colonna cosa dice? Penso sia Elfico, ma finora mi hai insegnato pochissime parole elfiche”.

“Si è scritta in un tipo di Elfico usato dai nobili di Gondor”, disse Sam. “Io l’ho decifrata abbastanza da capire che dice le stesse cose, sole che traduce tutti i nostri nomi in Elfico. Il tuo è identico in entrambe le colonne, perchè il tuo nome è elfico. Ma Frodo è Iorahel, Rosie è Meril, Merry è Gelir, Pipino è Cordof, Cioccadoro è Glorfinniel, Hamfast è Baravorn e Margherita è Eirien.. Ora sai tutto”.

“Meraviglioso!” disse Elanor, . “Ora abbiamo tutti nomi elfici. Che splendida conclusione per il mio compleanno” Ma qual è il tuo nome, papà Sam? Non l’hai detto”.

“E’ un po’ particolare”, disse Sam. “Infatti nella parte elfica, se vuoi saperlo, il Re dice: “Messer Perhael che dovrebbe essere chiamato Panthael”. Significa: Samvise che dovrebbe essere chiamato il Saggio. Ora sai cosa pensa il Re del tuo vecchio padre”. “Non pensa niente di meglio di ciò che penso io, papà Sam, Pherhael–adar carissimo”, disse Elanor. “Ma c’è scritto che verrà il due di Aprile, fra soltanto una settimana!

“Quando cominciamo a prepararci? Dobbiamo farlo, Come ci vestiremo?”.

“Questo devi chiederlo a mamma Rosie”, disse Sam. “Ma noi abbiamo già cominciato a prepararci, siamo stati avvisati da molto tempo, ma non abbiamo detto niente, perchè non volevamo che smetteste di dormire la notte, o almeno non ancora. Dovrete essere bellissimi, e in piena forma. Avrete tutti dei vestiti stupendi e ci muoveremo in carrozza.

“Dovrò fare tre inchini, o uno solo?” chiese Elanor.

“Uno andrà bene, uno per il Re e uno per la Regina”, disse Sam, “Perché, anche se la lettera non lo dice, penso che ci sarà anche la regina, e quando la vedrai, mia cara, saprai che aspetto ha una dama degli Elfi, tranne che nessuna è più bella di lei. Ma le sorprese non sono finite, perché rimarrei stupito se il Re non ci invitasse alla sua grande casa sul Lago Evendim. Là ci saranno Elladan, ed Elrohir, che vivono ancora a Gran Burrone, e con loro ci saranno gli Elfi, Elanorellë, e canterano sull’acqua al crepuscolo. Ecco perché ti ho detto che forse li avresti visti prima di quanto pensavi”.

Elanor non disse nulla, ma rimase in piedi a guardare il fuoco, e i suoi occhi splendevano come stelle. Alla fine sospirò e si mosse. “Quanto rimarremo?”, chiese, “immagino che prima o poi dovremo tornare”. “Si, e lo vorremo anche in un certo senso”, disse Sam. “Ma potremo restare fino al raccolto del fieno, quando dovrò tornare qui. Buona notte, Elanorellë. Dormi fino al sorgere del sole, non avrai bisogno di sognare”.

“Buona notte papà Sam. Non lavorare più, perché ora so come deve essere il tuo capitolo. Scrivi la conversazione che abbiamo avuto noi due, ma non stasera”. Elanor lo baciò, ed uscì dalla stanza. Sam ebbe la sensazione che il fuoco si affievolisse quando lei uscì.

Le stelle splendevano nel cielo scuro e terso. Era il secondo giorno di quel periodo magico, chiaro e senza nuvole, che ogni anno arrivava nella Contea verso la fine di marzo, e che ogni anno era accolto ed acclamato come qualcosa di sorprendente per quella stagione. Tutti i bambini erano ormai a letto, era tardi, ma qua e là c’erano ancora luci che brillavano nelle case di Hobbiton, e punteggiavano il paesaggio notturno.

Messer Samvise stava alla porta, e guardava lontano ad oriente, avvicinò a sé Madama Rosie, e la cinse col braccio.

“Il venticinque di marzo!” disse. “In questo giorno, diciassette anni fa, Mmglie Rosie, non credevo che ti avrei più rivista. Ma ho continuato a sperare”.

“Io non avevo mai avuto speranze, Sam” disse lei, “Non fino a quel giorno; e poi improvvisamente cominciai a sperare. Era circa mezzogiorno, e mi sentivo così felice che cominciai a cantare. E mia madre disse: “Calma, cara” Qui intorno ci sono i furfanti” e io dissi: “Che vengano! Il loro tempo è quasi finito, Sam sta tornando”. E tu sei tornato”.

“Si” disse Sam. “Sono tornato al luogo che più amo al mondo, dalla mia Rosie e al mio giardino”.

Tornarono dentro, e Sam chiuse la porta. Ma mentre lo faceva, improvvisamente sentì, profondo ed inquieto, il sospiro e il mormorio del Mare sulle spiagge della Terra di Mezzo…....

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sto iniziando a leggere IL NOME DELLA ROSA, pare bello, ha anche una piantina dell'abbazia dove si svolge la vicenda.

Ho finito di leggerlo (mamma mia quanto ci ho messo!! :stupefatt d'altronde non ho avuto moltissimo tempo libero in questo periodo :-( )

Lo consiglio a ... Tutti. Veramente un bellissimo libro e ottimamente inserito nel periodo storico.

Leggetelo! ciao :-D

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Io l'ho letto in tre giorni, quasi non mangiavo e non dormivo! Molti dicono che Il nome della rosa sia un mero esercizio letterario, ma a me è piaciuto moltissimo. E' anche vero che io mi sono sorbita per due volte il film senza battere ciglio, quando la maggior parte delle persone che conosco lo ritiene una mattonata insostenibile.

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