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Messaggio aggiunto da aza,

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Serie TV di Ravenloft in sviluppo presso Netflix, cancellata quella sui Forgotten Realms

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  • CreepyDFire
    CreepyDFire

    Il problema è, avendo visto i risultati al botteghino con D&D - Honor Among Thieves, vale davvero la pena portare su schermo (sia in formato seriale o lungometraggio) storie del mondo di D&D?

  • Questo film, molto ben fatto a mio avviso, ha avuto un notevolissimo successo in streaming. Il problema nonostante l'enorme mole di materiale cui attingere, è dato da sceneggiatori incapaci, che riten

  • Lord Danarc
    Lord Danarc

    Ah non era Dark Sun? Concordo Sinceramente, nonostante io sia un fan dei FR, sono più contento che rimane la serie du Strhad, perchè la storia alla fine è quella ed è buona, se non la distruggono.

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Non è così strano visto il videogioco, probabilmente volevano evitare la competizione con la serie HBO e stabilire un' identità diversa.

  • Amministratore

La serie vedrà la presenza di Strahd.

Netflix sta sviluppando una serie live-action che racconterà la storia delle origini di Strahd von Zarovich. Deadline riferisce che Netflix sta sviluppando Ravenloft, una nuova serie TV di Dungeons & Dragons dedicata alle origini di Strahd. La serie viene descritta come una "serie fantasy prestigiosa" che combina avventura, horror gotico e romanticismo tragico. La sceneggiatura e la produzione esecutiva sono affidate a John August, che in precedenza ha lavorato con Tim Burton a film come Big Fish, La sposa cadavere e Dark Shadows. Tra i produttori esecutivi della serie figurano anche Alfonso Cuarón e Hasbro Entertainment.

Oltre alla notizia che una nuova serie TV di Ravenloft è in fase di sviluppo, Deadline riferisce anche che una serie dedicata ai Forgotten Realms precedentemente prevista "non è più in fase di sviluppo" presso Netflix. La serie era stata annunciata lo scorso anno e vedeva Drew Crevello alla sceneggiatura e Shaun Levy come produttore esecutivo. Non è stata fornita alcuna spiegazione per l'abbandono del progetto, ma alcune interviste precedenti avevano indicato che gli sceneggiatori stavano incontrando difficoltà nel trovare una struttura narrativa abbastanza solida per la storia.



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10 ore fa, Theraimbownerd ha scritto:

Non è così strano visto il videogioco, probabilmente volevano evitare la competizione con la serie HBO e stabilire un' identità diversa.

anche dai commenti che circolano in giro, è più probabile che abbiano ritenuto la trama horror-gotica di Ravenloft più attraente per il pubblico che non quella dei FR. Effettivamente l'horror potrebbe attirare un pubblico maggiore, che non un classico high-fantasy.

Ammetto che non so se essere contento o meno della cancellazione della serie sui Forgotten. Dicamo 65 contento 35 dispiaciuto 😄

Il problema è, avendo visto i risultati al botteghino con D&D - Honor Among Thieves, vale davvero la pena portare su schermo (sia in formato seriale o lungometraggio) storie del mondo di D&D?

Da appassionato di fantasy, in ogni sua forma, dico senza problemi che l'ambientazione di D&D sono una vera manna per i prodotti audiovisivi, soprattutto con una storia ed una mitologia estesa come solo chi si è infognato può sapere per prodotto di questo tipo.

Ma, analizzando il problema delle serie attuali, è che hanno criteri di "sostenibilità" (passatemi il termine) imbarazzanti:

  1. I numeri necessari per tenerle in vita, mero conteggio del numero di persone paganti un abbonamento che effettivamente guardano tali serie, si sono fatti via via sempre maggiori;

  2. Gli effetti visivi e speciali hanno avuto un impennata dei costi nell'ultimo periodo che rende oneroso produrre un prodotto del genere che ne richieda una grande quantità;

  3. Il pubblico generalista non si va a guardare serie di questo stampo, riprendendo il film menzionato poco sopra (una vera chicca che ha fatto un flop clamoroso), e quindi con quasi tutto il costo da recuperare va a ricadere sulle spalle degli appassionati e amanti del genere che, andando a vedere, rappresentiamo solo una piccola nicchia;

  4. C'è il problema della competizione con una miriade di altri contenuti passati, presenti e futuri che, essendo sfornati a pioggia e molto simili fra di loro per rendere il catalogo appetibile, diluiscono l'attenzione e/o fanno instaurare l'effetto di una perpetua indecisione su cosa iniziare a guardarsi;

  5. Mettiamoci anche la pessima qualità della scrittura dei film e delle serie (smantellamento delle stanze creative e riduzione degli addetti alla scrittura della sceneggiatura), come anche la tendenza ad annacquare il prodotto con contenuti poco pertinenti alla storia sviluppata, tanto per poter accalappiare un ampio pubblico ma snaturando nel contempo l'essenza di quello che il prodotto dovrebbe essere sulla carta (e anche qui sarebbe interessante andare a vedere a quale edizione si andranno ad ispirare per i contenuti della serie);

  6. Infine... vogliamo dimenticare in che periodo storico siamo? Scordate il politically correct e la cancel culture?? Il buon vecchio Strahd, come verrà edulcorato per renderlo appetibile per il pubblico generalista e che si indigna con una facilità assurda???

Quindi, in sintesi, Io non ci vedo niente di male negli adattamenti di D&D, ma critico fortemente il sistema produttivo e il periodo storico attuale! Oltretutto, già il fatto che hanno cancellato la serie sui Forgotten Realms la dice lunga che hanno altre gatte da pelare al momento, come una certa difficolta a riportare tale prodotto su schermo... Ho i miei dubbi, soprattutto conoscendo Netflix (meno ne avrei avuti se fosse stata prodotta da HBO), ma questi sono i tempi che corrono... Spero non venga fuori una vaccata.

Ho detto nuovamente i miei due spicci sulla questione e spero di aver dato qualche punto di riflessone.

Sinceramente,

D.

  • Autore
31 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Il problema è, avendo visto i risultati al botteghino con D&D - Honor Among Thieves, vale davvero la pena portare su schermo (sia in formato seriale o lungometraggio) storie del mondo di D&D?

Questo film, molto ben fatto a mio avviso, ha avuto un notevolissimo successo in streaming.

Il problema nonostante l'enorme mole di materiale cui attingere, è dato da sceneggiatori incapaci, che ritengono di conoscere la materia (in questo le ambientazioni di D&D) meglio degli autori, ci devono ficcare dentro il politically correct forzatamente, devono lasciare un finale aperto per i sequel e miscelare il tutto per raccattare quanti più spettatori possibile.

Visto come è stato trattata l'opera di Tolkien con quell'immane mucchio di sterco che è gli Anelli del potere, o Sapkowski dalla seconda stagione di The witcher, o ancora Jordan con la Ruota del tempo, mi aspetto porcherie simili.

Se gli sceneggiatori si concentrassero sul solo pubblico davvero interessato, ossia i giocatori di D&D, farebbero già ascolti eccellenti. Invece vorranno raccattare la signora che lavora a maglia mentre ascolta la tv, lo sportivo pigro spaparanzato sul divano con la panza di fuori che scorre svogliatamente la programmazione, lo studente colto e aristocratico che considera il genere fantasy una subcultura per disadattati e ne verrà fuori il solito pappone insipido.

Almeno sulla serie dei Forgotten Realms ci stavano lavorando gli sceneggiatori del film, che hanno dimostrato di aver capito lo spirito del gioco di ruolo. HBO, con la sua serie sequel di BG3 si stanno prendendo un bel rischio. Tanto alla fine ci metteranno tette e pelo in bella vista, ettolitri di sangue con decapitazioni e mutilazioni assortite, e alla fine porteranno a casa la pagnotta. Lo showrunner, Mazin, è competente, ma è davvero difficilissimo creare un seguito adeguato del videogame.

La serie su Ravenloft è stata affidata a John August (ha lavorato a film di Tim Burton come Big Fish e La sposa cadavere), che uno sprovveduto non è, ma Ravenloft è molto lontano dalle atmosfere macabre e fiabesche dei film di Burton, virando decisamente più sul terrore e sulla paura autentica che non sul bizzarro.

Vedremo cosa salterà fuori. Se devo scommettere un euro, lo punterei su HBO piuttosto che Netflix.

Un piccolo inciso che c'entra solo di striscio con l'argomento: negli ultimi anni sto apprezzando sempre di più le produzioni coreane rispetto a quelle USA: trame davvero ben scritte, con gli eventi che vengono chiusi e sono coerenti con lo sviluppo narrativo, attori molto molto bravi ad interpretare i loro ruoli (i cattivi sono davvero odiosi, i buoni non sono perfetti), il tono è attentamente calibrato (se sono serie leggere sono ironiche o "esagerate" al punto giusto, se sono drammatiche o intense sanno commuovere... insomma, sono nettamente superiori in tutto e per tutto. Soprattutto per quanto riguarda le sceneggiature. Prettamente fantasy consiglio Arthdal Chronicles (trasmessa qualche anno fa da Netflix, davvero molto molto bella), più recenti The East Palace (dai toni più cupi); una serie che mischia fantasy, ironia e leggende orientali è A Korean Odyssey; più recenti Alchemy of soul è un'altra serie molto carina, o ancora Island.

Le serie recenti che mi sono davvero piaciute, anche se completamente diverse tra loro per tono e tipologia sono Lezioni vere, La giudice, The wonderfools, Agent Kim reactivated... insomma, ce ne sono per tutti i gusti e sono di diverse spanne superiori alle recenti serie made in USA, che spesso sono sceneggiate malissimo, infarcite di quell'ideologia balorda militaresca tipica degli americani, molto superficiali e scontate. Almeno per me è cosi. Questione di gusti.

Modificato da firwood

Io avrei preferito vedere una serie sui Forgotten Realms generica che sulla vita di Strahd Von Zarovich anche se Ravenloft mi piace molto come ambientazione .

Netflix è una pessima notizia

5 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

... vogliamo dimenticare in che periodo storico siamo? Scordate il politically correct e la cancel culture?? Il buon vecchio Strahd, come verrà edulcorato per renderlo appetibile per il pubblico generalista e che si indigna con una facilità assurda???

Basta che lo fanno queer con gli impianti per il cambio di sesso.

Golden Globe e premio della critica assicurato.

4 ore fa, firwood ha scritto:

Tanto alla fine ci metteranno tette e pelo in bella vista, ettolitri di sangue con decapitazioni e mutilazioni assortite

Ah non era Dark Sun?

4 ore fa, firwood ha scritto:

Vedremo cosa salterà fuori. Se devo scommettere un euro, lo punterei su HBO piuttosto che Netflix.

Concordo

4 ore fa, Dardan ha scritto:

Io avrei preferito vedere una serie sui Forgotten Realms generica che sulla vita di Strahd Von Zarovich anche se Ravenloft mi piace molto come ambientazione .

Sinceramente, nonostante io sia un fan dei FR, sono più contento che rimane la serie du Strhad, perchè la storia alla fine è quella ed è buona, se non la distruggono.

  • Autore
1 minuto fa, Lord Danarc ha scritto:

Ah non era Dark Sun?

😂

E' HBO, quindi questi elementi ci devono essere a prescindere!

3 ore fa, firwood ha scritto:

Se gli sceneggiatori si concentrassero sul solo pubblico davvero interessato, ossia i giocatori di D&D, farebbero già ascolti eccellenti. Invece vorranno raccattare la signora che lavora a maglia mentre ascolta la tv, lo sportivo pigro spaparanzato sul divano con la panza di fuori che scorre svogliatamente la programmazione, lo studente colto e aristocratico che considera il genere fantasy una subcultura per disadattati e ne verrà fuori il solito pappone insipido.

il problema attuale della qualità della scrittura, secondo la mia modesta opinione, sta proprio nell'abbandono generale delle stanze creative.

Per chi non è addetto ai lavori o non è appassionato della settima arte, questi erano spazi che, fino a prima della chiusura forzata causata dal COVID, erano importanti per gli sceneggiatori, gli scrittori delle storie e, anche se in misura minore, per gli showrunner. In pratica erano spazi reali dove si mettevano insieme professionisti che, confrontandosi e studiando il materiale esistente (se presente), riuscivano a strutturare meglio la trama del prodotto audiovisivo e renderla ricca ed avvincente. Questo si può vedere in moltissimi prodotti audiovisivi all'interno di uno stesso anno. Oltre alla bravura dello sceneggiatore/scrittore, è indubbio che maggiore è il numero di professionisti, tanto maggiore è la qualità e l'organicità dei dialoghi all'interno del prodotto.

Posso portare tre esempi recenti dello stesso anno (2023), che ho potuto vedere di persona al cinema e che rimangono sul tema fantasy:

  1. Ritornando a D&D - Honor Among Thieves, come già accennato una vera chicca non solo per chi apprezza D&D ma anche per il avere battute azzeccatissime e personaggi ben caratterizzati, in questo film si erano messi insieme 4 professionisti: 3 sceneggiatori (John Francis Daley, Jonathan Goldstein e Michael Gilio) e 2 scrittori (Chris McKay e Michael Gilio);

  2. Per un altro film come The Last Voyage of the Demeter, che presenta delle forzature nei dialoghi e decisioni sulla parte finale ma rimane godibile, sono stati messi insieme 2 professionisti: 2 sceneggiatori (Bragi Schut Jr. e Zak Olkewicz) e 1 scrittore (Bragi Schut Jr.) che si è rifatto all'opera letteraria originale;

  3. Un altro film che ha fatto il botto al botteghino in quell'anno, ma rimane una vera cialtronata dal punto di vista della scrittura con cortocircuiti logici che mi hanno fanno storcere non poco il naso, è The Super Mario Bros. Movie, dove è stato assunto Matthew Fogel a fare sia da sceneggiatore che scrittore.

Ora il fatto che alcuni prodotti presentino molti sceneggiatori e ancora rimane, ma viene sempre più relegato a pochi prodotti. Provate a buttare un occhio sulle ultime produzioni. A parte nomi conosciuti, sia nei film che nelle serie vengono ingaggiati sempre meno professionisti (anche che possono ricoprire più ruoli allo stesso tempo). Molti prodotti mediocri, sufficienti o riconosciuti all'unanimità come brutti, hanno sempre uno dei seguenti elementi:

  • O ci sono sempre gli stessi nomi dietro, quindi è oggettivamente gente incapace;

  • O c'è troppa poca gente per rendere ricca la struttura narrativa di un prodotto audiovisivo, in genere legato a nuovi nomi o al poco budget.

4 ore fa, firwood ha scritto:

Un piccolo inciso che c'entra solo di striscio con l'argomento: negli ultimi anni sto apprezzando sempre di più le produzioni coreane rispetto a quelle USA: trame davvero ben scritte, con gli eventi che vengono chiusi e sono coerenti con lo sviluppo narrativo, attori molto molto bravi ad interpretare i loro ruoli (i cattivi sono davvero odiosi, i buoni non sono perfetti), il tono è attentamente calibrato (se sono serie leggere sono ironiche o "esagerate" al punto giusto, se sono drammatiche o intense sanno commuovere... insomma, sono nettamente superiori in tutto e per tutto.

O provato a buttare un occhio sull'aspetto menzionato, e penso che impieghino molta gente come supporto, magari nemmeno menzionandola troppo come sarebbe di dovere, per la scrittura. Ricordo che la società coreana è estremamente competitiva e, in genere, è una figura sola quella che spicca sopra tutto il resto (a parte gli attori che appaiono e effettuano la performance in carne ed ossa).

@Mezzanotte ti adoro 🤣

La versione di Strahd che non pensavo mai di desiderare ora la voglio!

Rainbow Gay GIF by LGBTQ Youth

Modificato da CreepyDFire

  • Autore
25 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

il problema attuale della qualità della scrittura, secondo la mia modesta opinione, sta proprio nell'abbandono generale delle stanze creative.

Questo è sicuramente una parte del problema. A mio avviso, il problema maggiore è la presunzione di alcuni pseudosceneggiatori assunti da showrunner incapaci. Questi ultimi sono quelli che dovrebbero avere le competenze per capire chi è in grado di fare cosa.

Invece, specie dopo il covid, gli showrunner si sono sentiti una specie di superuomini e soprattutto superdonne in grado di condizionare il pubblico facendo si che avessero la loro stessa (distorta) visione della realtà. Non tutte le registe sono Kathryn Bigelow, e non tutte le attrici sono Maryl Streep. Calco la mano sulle donne dato che nel periodo post covid sono stati assegnati moltissimi ruoli di questo tipo a donne per evitare che le case produttrici fossero accusate di sessismo in pieno scandalo Weinstein. Durante questi anni bui per il cinema e le serie TV, l'unica qualifica necessaria per ottenere incarichi erano sesso, colore della pelle e orientamento sessuale. Competenza, capacità, bravura non erano necessarie. Se ripenso alla promozione fatta per gli Anelli del potere mi viene ancora la pelle d'oca. Scene imbarazzanti e patetiche davanti alle telecamere da parte del cast... brrrrr.

Showrunner incapaci hanno assunto sceneggiatori altrettanto incapaci ma talmente presuntuosi da credere di sapere cosa stavano facendo. Aggiungi la morale imperante degli ultimi anni che DOVEVI tassativamente inserire nelle trame, pesa essere tacciato di essere razzista, sessista, omofobo e qualsiasi altra cosa passasse per la testa dei responsabili e il quadro è fatto: un piattume sconsolante, opere involontariamente comiche, trame raffazzonate, attori e attrici improbabili, recitazione penosa.

Le cose sono cambiate ultimamente, anche se la qualità, questa sconosciuta, lascia molto spesso a desiderare.

Riguardo a come lavorino in Corea non ne so nulla. So solo che sono bravi, ma bravi bravi. Il lavoro è mirato a soddisfare gli spettatori, e non a gratificare la morale di qualcuno.

Modificato da firwood

avete già detto tutto...

sottolineo solo un passaggio di @CreepyDFire

C'è il problema della competizione con una miriade di altri contenuti passati, presenti e futuri che, essendo sfornati a pioggia e molto simili fra di loro per rendere il catalogo appetibile, diluiscono l'attenzione e/o fanno instaurare l'effetto di una perpetua indecisione su cosa iniziare a guardarsi;

questa costante corsa nel produrre e buttare fuori un prodotto per fare quattrini ha invaso ormai quasi tutti i settori. Cinema e SerieTV non sono escluse. Già se fossero realizzate da Professionisti privi dai tanti condizionamenti di cui avete ampiamente già parlato, verrebbero fuori opere probabilmente non all'altezza delle aspettative. Mettendoci WOKE, incapaci e quant'altro purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti...

3 ore fa, firwood ha scritto:

A mio avviso, il problema maggiore è la presunzione di alcuni pseudosceneggiatori assunti da showrunner incapaci. Questi ultimi sono quelli che dovrebbero avere le competenze per capire chi è in grado di fare cosa.

Sfondi una porta aperta vecchio mio!

Lascia stare anche il fatto che, soprattutto oggi, raramente senti qualcuno dire a qualcun altro la celebre frase di Fantozzi (che ogni tanto servirebbe anche dirla a gente con esperienza):

interstellar-cagata-pazzesca-1839800571.jpg

Ritornando al discorso delle stanze creative... si è in quattro o cinque chiusi in una stanza, magari anche con il regista, e si stanno buttando giù idee su come bisogna far approcciare una scena ai protagonisti... ma vi immaginate quanti "Ma questa è una trovata stupida come la m****! Ma che ti dice il cervello! Sarebbe molto meglio se si fa in questo modo..." si saranno detti! Quante sedie si saranno tirati!! Quante creature mitologiche avranno spiccato il volo!!!

E invece, quando si è da soli, si fa subito a sentirsi...

Sto Cazzo PFP - Sto Cazzo Profile Pics

3 ore fa, firwood ha scritto:

Le cose sono cambiate ultimamente, anche se la qualità, questa sconosciuta, lascia molto spesso a desiderare.

Perdere tanti milioni a ogni film/serie andati male... sai... si cerca una giustificazione... come anche uno o più colpevoli (cit. gente incompetente).

9 ore fa, firwood ha scritto:

. Tanto alla fine ci metteranno tette e pelo in bella vista, ettolitri di sangue con decapitazioni e mutilazioni assortite, e alla fine porteranno a casa la pagnotta.

Già solo con tette e pelo me lo vendono 😕

Da un lato il produttore sarà Cuaron, non proprio l'ultimo venuto. Come regista ci ha regalato dei bei film, per me primo tra tutti I Figli degli Uomini.
Dall'altro lato il produttore sarà Cuaron, che ha prodotto l'ultimo adattamento de Le Streghe di Dahl.

Penso anche che Ravenloft non sia esattamente la scelta vincente. Letteralmente è un collage di tropi horror, molto buono per divertirsi al tavolo e provare a ripetere certe atmosfere e certi temi. Ma in una serie TV non è niente di nuovo. Per quanto banalotti (almeno superficialmente), almeno gli FR sono D&D vero e proprio. Non dico che avrebbero potuto osare con un Eberron, però magari si poteva tentare un Mystara, oppure un Sigil/Spelljammer, che può un po' cavalcare lo stile dei Guardiani della Galassia e piacere un po' a tutti senza essere troppo distante dal materiale originale e senza essere l'ennesima serie sui vampiri.

C'è anche un altro punto interessante da valutare: i personaggi da dove verranno? Da Barovia? O da un altro mondo? Uno dei grandi problemi al tavolo, giocando Ravenloft, è sempre stato avere personaggi che c'entrano poco con l'atmosfera gotica.

Temo che verrà qualcosa di simile a Castlevania, che a me è piaciuto, ma che non ha molto a che vedere con D&D.

Il 04/09/2026 alle 20:25, CreepyDFire ha scritto:

Ritornando al discorso delle stanze creative... si è in quattro o cinque chiusi in una stanza, magari anche con il regista, e si stanno buttando giù idee su come bisogna far approcciare una scena ai protagonisti... ma vi immaginate quanti "Ma questa è una trovata stupida come la m****! Ma che ti dice il cervello! Sarebbe molto meglio se si fa in questo modo..." si saranno detti! Quante sedie si saranno tirati!! Quante creature mitologiche avranno spiccato il volo!!!


Il brainstorming è ampiamente studiato e trattato in organizzazione aziendale, non credo proprio che volassero sedie

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