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L'impero del riciclo: D&D ha messo l'immaginazione in franchising

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Alla Gen Con il futuro aveva quarant'anni, salvo quando portava il logo di qualcun altro.

Giovedì notte, mezzanotte passata, io sulla poltrona con la diretta YouTube del "D&D Vision Keynote" e un bicchiere di nocino che era lì da Natale. Sul palco a un certo punto ci sono Tracy Hickman e R.A. Salvatore, e io da vecchio scemo penso: ecco, adesso annunciano qualcosa di loro. Un romanzo, una campagna, anche solo un'avventura di trenta pagine. Invece no. Le leggende della TSR erano lì a fare da tappezzeria mentre il vero annuncio della serata era un teaser con Darth Vader. Ho guardato il nocino, ho guardato Hickman, e ho capito che la serata avrebbe preso una piega precisa.

Mettiamola giù senza girarci intorno: da questo keynote esce una Wizards che si comporta come un'agenzia immobiliare. Non vende più mondi: affitta scaffali. Ai franchise altrui, ai nomi storici, perfino ai propri concorrenti. L'unica domanda che sembra circolare negli uffici di Renton è quale fandom non abbia ancora una ricevuta di D&D nel cassetto. E siccome su queste pagine ci conosciamo da un po', vi devo anche l'onestà di dirvi dove la mia bile si ferma. Ma con calma, prima c'è da sfogarsi.

Il centro commerciale di Azeroth

Il pezzo forte, confermato dopo la fuga di notizie di fine luglio, è Dungeons & Dragons: World of Warcraft, primo prodotto della linea Universes Beyond: accesso anticipato digitale dal 3 novembre 2026 per gli abbonati Master Tier di D&D Beyond che effettuano il preordine, uscita generale il 17 novembre. Un volume da 256 pagine con 11 nuove specie e 5 specie riviste, 6 nuove sottoclassi e 3 sottoclassi aggiornate, più di 60 incantesimi, oltre 50 mostri, 30 stat block di boss e le regole per più di 10 professioni, perché evidentemente qualcuno sentiva il bisogno di simulare al tavolo la coda per consegnare 10 pelli di lupo. Un’edizione standard, una Collector’s Edition con slipcase e lavorazioni dedicate a Orda e Alleanza, uno schermo del master, una miniatura promozionale di un Murloc, e un "Adventure Map Pack" di Icecrown che dell'avventura contiene soltanto un codice per scaricarla: compri una scatola di mappe stampate e la storia te la scarichi da solo.

La linea è ricalcata pari pari sull'omonima gallina dalle uova d'oro di Magic, e qui il discorso smette di essere una battuta sul MMO e diventa serio: quando il tuo piano editoriale è la fotocopia del reparto marketing di un altro gioco della stessa azienda, il game design non è più al volante: prende ordini, e nei manuali si vedrà.

Due onestà che vi devo. La prima: Azeroth è il candidato meno assurdo possibile, un mondo cresciuto a pane e D&D, con classi e dungeon che la quinta edizione sa digerire senza troppi conati. La seconda: un manuale di Warcraft, a differenza di una carta di Magic, non entra da solo nella vostra campagna. Il master può lasciarlo sullo scaffale; in un torneo di Magic non puoi espellere la tartaruga ninja che gioca il tuo avversario. Vero, verissimo. Però il marchio impara in fretta da dove arriva il mangime: se i manuali su licenza vendono meglio, si prenderanno il calendario e la promozione, e i mondi originali si prenderanno quello che avanza, come i tornei del giovedì nella saletta senza riscaldamento.

Due miliardi di buoni motivi

Non serve immaginare riunioni segrete con uomini in cravatta che sacrificano un manuale di Moldvay su un altare. I numeri sono pubblici e li ha depositati Hasbro. Nel 2025 il segmento Wizards of the Coast e Digital Gaming ha fatturato 2.186,9 milioni di dollari, in crescita del 44,7% sull'anno prima, con un utile operativo di 1.006,8 milioni. Il tabletop da solo è cresciuto del 62,2%, trainato, secondo Hasbro, dai set Universes Beyond, dal catalogo pregresso e da Secret Lair, con Avatar: The Last Airbender particolarmente forte nel quarto trimestre.. E nel secondo trimestre del 2026 Magic ha superato per la prima volta nella sua storia il mezzo miliardo di dollari in tre mesi: 545, per la precisione.

Adesso mettetevi nei panni di un consiglio d'amministrazione e ditemi quale lezione dovrebbe trarre. Finanziare un'ambientazione nuova, aspettare dieci anni e sperare che qualcuno se ne innamori, oppure prendere atto che Spider-Man il lavoro l'ha già fatto? La risposta l'hanno data giovedì sera, in mondovisione, con il logo di un'altra azienda proiettato alle spalle di Hickman.

Star Wars, o dell'annunciare un annuncio

Per il 2027 la "Season of Rebellion" sarà Star Wars. Dettagli forniti: nessuno. Un teaser, una menzione, arrivederci all'anno prossimo. Trent'anni fa un editore si sarebbe vergognato di salire sul palco con così poco in mano; oggi la stessa povertà di contenuti si chiama "vision", e a giudicare dalla chat della diretta funziona pure. Prima si vende il marchio, poi si vedrà il gioco, e quest'ordine delle operazioni dice con chiarezza a chi stavano parlando: al fandom con il portafoglio già aperto, che al tavolo magari non si è mai seduto.

Peraltro la Wizards su Star Wars c'è già passata, col d20 System dei primi anni Duemila, prima che la licenza migrasse alla Fantasy Flight e poi a Edge, che negli ultimi anni si è concentrata soprattutto sulla ristampa e sulla rimessa in circolazione del catalogo esistente.

E qui vi confesso il mio problema vero con i jedi al tavolo di D&D. Non è la purezza del fantasy, figuriamoci, ho fatto giocare in una nave aliena in Mystara nel 1987 e non me ne pento. È che in un gioco di ruolo il mondo entra nelle regole, decide cosa merita spazio sulla scheda e che genere di storie il sistema rende facili; un motore che deve reggere contemporaneamente Faerûn, Azeroth e Tatooine finisce per non reggere bene nessuno dei tre, come quei ristoranti con il menu di quaranta pagine dove la carbonara e il sushi escono dalla stessa cucina, e al terzo boccone la differenza si sente tutta.

Icons, il reparto reliquie

Per noi pubblico storico c'è D&D Icons, la linea affidata a Joe Manganiello come Chief Creative Officer, con Margaret Weis e Tracy Hickman di nuovo su Dragonlance, Salvatore su Drizzt e Luke Gygax su Greyhawk. Sono nomi enormi, autori veri, e potrebbero perfino scrivere ottimi libri. La serata però ha mostrato una linea annunciata quasi senza prodotti dentro, tanto che sui forum il commento più gentile era di uno rimasto lì ad aspettare "la roba" mentre sul palco sfilavano persone.

Capiamoci sul perché questa mossa mi puzza, e sgombriamo il campo: i vecchi autori il palco lo meritano eccome. Mi puzza perché vengono esibiti come certificati di autenticità, il messaggio in codice per il grognard inquieto: tranquillo, dietro Darth Vader abbiamo conservato Gary Gygax sottovuoto. Richiamare i creatori di quarant'anni fa è la confessione, messa a verbale, che il team attuale non ha in canna un'ambientazione nuova capace di lasciare il segno come Dragonlance nel 1984. Quando un'azienda con quelle risorse deve chiedere ai "pensionati" di tornare in fabbrica, il problema non sono i pensionati.

Sui contenuti, due progetti distinti che parecchi resoconti hanno pasticciato. Luke Gygax completerà un'avventura partita da materiale inedito e incompiuto del padre, vista attraverso gli occhi di Melf, il suo vecchio personaggio. In parallelo arriva Greyhawk: Crown of the Witch Queen, un’avventura completa prevista per la fine del 2027 con Drelnza, la figlia vampira di Iggwilv. E qui il vecchio dentro di me ha drizzato le orecchie, perché la comunicazione ufficiale parla del "classico S4 del 1976", fondendo però due pubblicazioni diverse. L’avventura da torneo The Lost Caverns of Tsojconth risale al 1976, mentre la versione ampliata contrassegnata come S4, The Lost Caverns of Tsojcanth, uscì nel 1982. Chi ha scelto lei come villain i compiti a casa li ha fatti comunque, e da quelle parti non succedeva da parecchio.

L'agenzia apre le succursali

Poi ci sono le partnership. Ghostfire Gaming produrrà materiale ufficiale per Ravenloft, Visionary Production per Eberron dal 2028, Kobold Press produrrà nuovi contenuti ufficiali per i Forgotten Realms a partire dal 2028, con pubblicazioni in formato fisico e digitale. Sono studi capaci, e qualcuno di loro quei mondi li conosce meglio di chi oggi tiene le chiavi dell'archivio a Renton, quindi i manuali potrebbero pure essere buoni.

Resta la fotografia industriale: la Wizards assume personale per portare dentro le proprietà degli altri e appalta a esterni la manutenzione delle proprie. Le prime uscite in appalto sono attese tra il 2027 e il 2028. Ai master toccherà l'ultimo mestiere rimasto in esclusiva: decidere quali manuali ammettere al tavolo, smistando il catalogo con la stessa pazienza che si riserva alla posta accumulata durante le ferie.

Athas, adesso col cellofan

E adesso la parte che mi costa fatica: Dark Sun. Torna nel febbraio 2027 come apertura della "Season of Survival", con due manuali: Edge of Oblivion, dedicato all’ambientazione, alle avventure e agli strumenti per il Dungeon Master, e Blood & Power, dedicato alle regole, alle opzioni per i personaggi e alla nuova classe dello Psion, bollino 18+ con avvertenze relative a linguaggio esplicito, violenza e spargimento di sangue, nudità e sessualità. Gli avvocati, è stato detto in conferenza, hanno preteso il cellofan sui volumi in negozio. Durante la presentazione sono state inoltre menzionate regole opzionali particolarmente cruente, comprese quelle per le decapitazioni, che sanno tanto di bollino VM18 messo in vetrina per far comprare il biglietto ai sedicenni. Athas era già un'ambientazione matura nel 1991, quando raccontava la tirannia e lo sfruttamento di un mondo morente senza bisogno di contare le teste mozzate.

Eppure, da vecchio che ha consumato la scatola del 1991, devo ammettere che stavolta il coraggio c'è. Un'ambientazione dove la magia ha ucciso il pianeta e le città-stato campano di schiavi non si può fare annacquata, e la Wizards degli ultimi dieci anni l'avrebbe annacquata di sicuro. Il bollino è la prima decisione editoriale di questo keynote che sembra presa da qualcuno che il materiale l'ha letto. Dark Sun potrebbe riuscire benissimo, e sarebbe la migliore smentita a questo articolo: me la auguro, davvero. Se lo Psion sarà una classe con una sua identità o l'ennesima mano di vernice su un incantatore esistente lo scopriremo ai playtest, ma il beneficio del dubbio, per una volta, glielo concedo.

Una nuova alba con l'usato garantito

Guardate le date, che l'aritmetica non fa sconti. Greyhawk nasce nel 1975, Star Wars nel 1977, Dragonlance nel 1984, Drizzt nel 1988, Dark Sun nel 1991, Warcraft nel 1994, World of Warcraft nel 2004. Il più giovane degli universi celebrati sul palco ha l'età per prendere la patente. Nel keynote c'erano anche strumenti nuovi per D&D Beyond e l'imminente Arcana Unleashed, quindi dire che ogni singolo annuncio fosse riciclo sarebbe comodo e falso; le luci più forti, però, hanno illuminato soltanto cose amate da decenni e già vendute più volte, spesso alle stesse persone.

Rimane il quadro d'insieme, ed è qui che la serata, con tutto il suo entusiasmo da palcoscenico, e ne aveva tanto, forse troppo, di quell'entusiasmo che si sente quando il copione lo ha scritto qualcuno che non sarà nella stanza quando arriveranno i conti, mi ha lasciato addosso una malinconia da fine stagione. Dal punto di vista dei conti funzionerà, i numeri di Hasbro lo garantiscono meglio di qualunque mia previsione. Ma un editore di giochi di ruolo si giudica da quello che immagina, e qui l'unica cosa immaginata in proprio è il piano di licenze. Noi al tavolo una difesa ce l'abbiamo ancora, ed è gratis: i manuali che possediamo già non scadono, e nessun reparto vendite può impedirci di giocarci.

Io intanto il nocino l’avevo finito da un pezzo, mentre sul palco parlavano di sinergie. Hickman e Salvatore, temo, erano ancora lì, sorridenti, ad aspettare come me che qualcuno annunciasse un mondo nuovo. Se secondo voi il vecchio brontola a vuoto e Universes Beyond è la manna che porterà al tavolo i vostri amici videogiocatori, i commenti stanno lì apposta: portate argomenti, confessate pure quante volte avete ricomprato le stesse mappe, e se dovete tirare sassi, tirate bene.


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  • firwood
    firwood

    Quello che manca è la capacità editoriale in primis. E successivamente manca la voglia di investire soldi veri. Meglio incassare dalle licenze senza metterci un centesimo che "rischiare" di pubblicare

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    Non so se avete letto l'ultima notizia riguardo alla GenCon... La linea "D&D Icons" ha vnsto il premio, dato dal sito Gaming Trend, "Best of Gen Con 2026". Senza aver pubblicato nulla. Senza aver

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    Parole tante, entusiasmo farlocco a mille (triste e falsissimo sentito in diretta), promesse molte, notizie vere e concrete, a parte le nuove iterazioni di D&D Beyond, zero. Si sta avverando quant

Non posso che trovarmi totalmente d’accordo. Speramo bene ma l’outlook non è positivo

Articolo scritto veramente bene e con il giusto cinismo che mi piace e che la Hasbro si merita.

A me personalmente Star Wars col D20 system era piaciuto, non devi certo giocarlo nel Faerun... però era piaciuto.

Per tutto il resto, come già detto, aspetteremo di vedere i libri per giudicare, intanto lasciamo loro il beneficio del dubbio... certo la paura di manuali all'acqua di rose (come Planescape e Spelljammer), di un Athas che sia solo opzioni di violenza gratuita senz'anima resta però... però...

Una piccola nota che riprende anche il tuo discorso... anni fa ci fu un contest su una nuova ambientazione da cui nacque Eberron... ci vuole così tanto? Sarebbe un investimento così esoso?

Parole tante, entusiasmo farlocco a mille (triste e falsissimo sentito in diretta), promesse molte, notizie vere e concrete, a parte le nuove iterazioni di D&D Beyond, zero.

Si sta avverando quanto predetto già un paio d'anni fa: D&D non è più un prodotto ma solamente un marchio da appiccicare a quanta più "roba" possibile. E per roba intendo davvero "roba". Il gioco di ruolo ormai è relegato in un angolino per poveracci, cui viene dato il contentino di vedere sul palco i vecchie leoni ormai imbolsiti che raccontano di eventi di quarant'anni fa con la lacrimuccia nostalgica (che comunque qualche emozione la suscita se hai vissuto quel periodo).

Staremo a vedere cosa succederà. Lo scetticismo comunque è tantissimo. Di Star Wars (altro marchio decaduto da quando è nelle mani di Disney e sotto la gestione della ex presidente Kennedy, come quasi tutte le IP possedute del resto) non me ne frega una beata cippa. Mi ha fatto piacere la notizia dei FR affidate a Kobold Press del buon Wolfgang Baur, che di gdr qualcosina ne sa. Le collaborazioni costanti con gente del calibro di Greenwood, Coock e Grub sono una solida iniezione di fiducia. I prodotti che hanno sfornato sono mediamente di alta qualità. Ci spero.

Così come spero nella pubblicazione di un nuovo manuale d'ambientazione di Dragonlance fatto come si deve.

  • Amministratore
1 ora fa, Bharbhotr ha scritto:

Una piccola nota che riprende anche il tuo discorso... anni fa ci fu un contest su una nuova ambientazione da cui nacque Eberron... ci vuole così tanto? Sarebbe un investimento così esoso?

Era il 2002... il Fantasy Setting Search fu un concorso pubblico che invitava chiunque a inviare un'idea per un nuovo mondo di gioco. I numeri furono colossali: la redazione venne sommersa da oltre 11.000 proposte da una singola pagina.

I tre finalisti furono:

  • Keith Baker, autore creativo e appassionato di storie pulp.

  • Rich Burlew, che poco dopo avrebbe fondato il mitico webcomic The Order of the Stick.

  • Philip Nathan Toomey, accademico e poi collaboratore ufficiale della WotC.

Per contratto, le idee dei finalisti non vincitori divennero di proprietà della WotC e sono tuttora protette da un rigido accordo di non divulgazione.

Quindi che dire... se vogliono di materiale ne hanno.

Mi trovo d'accordo che di 'innovativo' non c'è assolutamente nulla... tranne la riedizione di DS.

faccio solo una considerazione (che non vuole essere una difesa di WotC/Hasbro) : ma secondo voi un editore multinazionale il cui scopo è in primis fare quattrini, che vantaggio avrebbe nel pubblicare un prodotto nuovo a rischio di andare incontro ad un clamoroso 'flop'? E già lo hanno provato sulla loro pelle nel passaggio da 3e alla 4e.

Fintanto che riescono a 'ritinteggiare' i loro attuali prodotti/ambientazioni avendo dei discreti numeri a favore continueranno così.

Inoltre, con questa loro politica di franchise (CoC, WoW, SW, etc..) stanno letteralmente fagocitando tutto al punto che a breve la scelta per i clienti/hobbysti sarà quella tra comprare 'spazzatura' o 'monnezza'. Dinamica che solitamente si consolida in situazioni di monopolio (o quasi).

Solo se uno o più editori concorrenti riusciranno a pubblicare qualche nuovo prodotto veramente 'innovativo' e che avranno la forza di non cedere alle 'lusinghe' di WizBro (e a ripensarci guardandosi in dietro l'era OGL del d20 ha in qualche modo 'bloccato' l'innovazione) , allora D&D e tutto il mercato ludico potrebbe veramente 'rinnovarsi'.

Intanto attendiamo e complimenti a @Mortegro per l'articolo 🙂

Non so io da una parte capisco la tristezza nel vedere riproposte ed esternallizzate solo IP storiche, dall'altra sono tutti nomi a cui sono legato e mi fa piacere vederli rinfrescati, anche se vengono messi in mano a terzi. Se Greyhawk, i Forgotten, Dark Sun etc continuano a vivere è un bene. Qualcun'altro continuerà ad appassionarsi come feci io a suo tempo.

Certo se si cerca qualcosa di nuovo L'unica opzione è guardare fuori dalla WotC. I giochi di ruolo sono un hobby versatile e abbordabile, basta volgere lo sguardo altrove per trovare nuove avventure. Pathfinder è sempre a disposizione, altrimenti c'è il buon vecchio Warhammer, lo storico Stormbringer...

13 ore fa, aza ha scritto:

Era il 2002... il Fantasy Setting Search fu un concorso pubblico che invitava chiunque a inviare un'idea per un nuovo mondo di gioco. I numeri furono colossali: la redazione venne sommersa da oltre 11.000 proposte da una singola pagina.

I tre finalisti furono:

  • Keith Baker, autore creativo e appassionato di storie pulp.

  • Rich Burlew, che poco dopo avrebbe fondato il mitico webcomic The Order of the Stick.

  • Philip Nathan Toomey, accademico e poi collaboratore ufficiale della WotC.

Per contratto, le idee dei finalisti non vincitori divennero di proprietà della WotC e sono tuttora protette da un rigido accordo di non divulgazione.

Quindi che dire... se vogliono di materiale ne hanno.

Cavoli! E' vero! Mi ero totalmente dimenticato che Rich Burlew era arrivato in finale. Quanto avrei voluto vedere la sua ambientazione. Lo seguo fin dal 2004 quando iniziò le strisce online, ho fatto anche il suo kickstarter. E' veramente bravo, ma mi ha sempre dato l'idea di essere una persona umile e alla mano, almeno conversandoci sul forum e vedendo le sue scelte "lucrative"

Una cosa mi chiedo...su Dragonlace (che adoro), avendo i libri, l'ambientazione originale e tutto quello che uscì per la terza edizione, cosa mai potrebbero darci di più in 5.5?

8 ore fa, Bharbhotr ha scritto:

Una cosa mi chiedo...su Dragonlace (che adoro), avendo i libri, l'ambientazione originale e tutto quello che uscì per la terza edizione, cosa mai potrebbero darci di più in 5.5?

In genere l'avanzamento della storia e un maggior approfondimento dell'ambientazione. Ma considerando che nessuna delle due cose è accaduta con i FR, speriamo bene.

Non so se avete letto l'ultima notizia riguardo alla GenCon...

La linea "D&D Icons" ha vnsto il premio, dato dal sito Gaming Trend, "Best of Gen Con 2026". Senza aver pubblicato nulla. Senza aver nemmeno uno straccio di preview o altro. Così, sulla fiducia.

Assomiglia molto al FIFA Peace Prize che quell'enorme deterginatiche di Infantino ha inventato per Trump the Dumb.

Al peggio non c'è mai limite purtroppo.

Modificato da firwood

5 minuti fa, firwood ha scritto:

Non so se avete letto l'ultima notizia riguardo alla GenCon...

La linea "D&D Icons" ha vnsto il premio, dato dal sito Gaming Trend, "Best of Gen Con 2026". Senza aver pubblicato nulla. Senza aver nemmeno uno straccio di preview o altro. Così, sulla fiducia.

Assomiglia molto al FIFA Peace Prize che quell'enorme deterginatiche di Infantino ha inventato per Trump the Dumb.

Al peggio non c'è mai limite purtroppo.

Raccapricciante... si premia il denaro invece che la bravura! 🤮

se andiamo a vedere anche questo è nulla di nuovo... ve lo ricordate il 'nobel per la pace' ad Obama sulla fiducia ? 🤪

comunque potrebbe essere stato un premio/riconoscimento alla capacità di Manganiello di convincere WotC a ritirare dentro sotto una nuova 'forma' le vecchie firme di D&D che in tanti tra i fan avrebbero voluto da parecchio tempo.

l'attesa purtroppo logora... ma questa dobbiamo praticare... vedremo se Manganiello si sarà meritato questo premio e se sarà stato bravo a selezionare i vari team di lavoro per D&D Icons😉

3 ore fa, Marbon ha scritto:

l'attesa purtroppo logora... ma questa dobbiamo praticare... vedremo se Manganiello si sarà meritato questo premio e se sarà stato bravo a selezionare i vari team di lavoro per D&D Icons😉

Dubito che sia lui a scegliere i team. Molto probabilmente lui ha scelto il team per il suo setting, mentre per il resto è la faccia di rappresentanza.

17 ore fa, firwood ha scritto:

Dubito che sia lui a scegliere i team. Molto probabilmente lui ha scelto il team per il suo setting, mentre per il resto è la faccia di rappresentanza.

si concordo... non mi sono espresso ampiamente prima... non intendevo che ha scelto i 'membri' che compongono i team di lavoro... mi riferivo alla sua capacità di essere riuscito a selezionare/coinvolgere nel progetto D&D Icons i team (nel loro complesso) che si occuperanno delle ambientazioni. Spiegato meglio : bravo a coinvolgere L. Gygax e Hichmann , con i loro rispettivi team, in D&D Icons.

Il 04/08/2026 alle 10:39, aza ha scritto:

Era il 2002... il Fantasy Setting Search fu un concorso pubblico che invitava chiunque a inviare un'idea per un nuovo mondo di gioco. I numeri furono colossali: la redazione venne sommersa da oltre 11.000 proposte da una singola pagina.

Ne uscì anchel'Alfeimur 😂

Trovo paradossale la dicotomia tra facciamoci il GdR che vogliamo con lo stracciamoci le vesti per quello che offre il panorama attuale !!! Ma sti caxxi gli strumenti audiovisivi/letterali li abbiamo ..... мужество, товарищи ( per il colore !!!!) Solo per aggiungere un po' di calore/colore !https://www.calameo.com/labouinotte/read/00582364108d71115f336

12 ore fa, erico ha scritto:

Trovo paradossale la dicotomia tra facciamoci il GdR che vogliamo con lo stracciamoci le vesti per quello che offre il panorama attuale !!! Ma sti caxxi gli strumenti audiovisivi/letterali li abbiamo

Se intendi dire che, vista la picchiata verticale della qualità di D&D, la scelta migliore è tornare ad usare versioni precedenti o usare altri sistemi... beh, è quello che stà dicendo il 99% degli utenti di questo sito (e probabilmente dei giocatori di tutto il mondo)! 😅

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