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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo

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  • Il problema del tuo commento è che, alla fine, non smonta davvero l’articolo. Ne critica soprattutto il tono. Che è diverso. “Che logorrea”, “troppa retorica”, “più incisivo, asciutto e puntuale”: ci

  • MattoMatteo
    MattoMatteo

    Articolo favoloso! Se gli si potesse dare un voto da 0 a 10, darei senza dubbio 20 o 30! Grazie mille ad @aza per averlo tradotto, in modo da renderlo leggibile anche a chi non mastica l'inglese... vi

  • È anche una questione di credibilità della campagna e di coerenza del mondo di gioco. Le campagne fantasy, soprattutto nelle vecchie edizioni, sono sempre state in larga parte umano-centriche. Non a c

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Articolo in cui mi ritrovo appieno sia nell'amore per AD&D 2e sia per quello che mi ha portato a saltare la 4e e tralasciare questa 5.5 (oh per carità i manuali li ho comprati, non me ne sono pentito, ma non ci giocheremo).

Motivo per cui col mio gruppo presto rispolveremo una campagna di AD&D e dopo tanti anni stiamo iniziando a valutare anche campagne alternative a D&D. Forse il merito di questa 5.5 è stato quello di dare uno scossone e farti riscoprire altri gdr o vecchie edizioni.

Grazie dell'articolo

P.S. e sì! Fare il master a queste nuove edizioni è diventato più come essere un narrastorie.

Modificato da Bharbhotr

Hai portato uno splendido articolo @aza!

Riassume appiano tutte le discussioni che si sono fatte in questi ultimi mesi, almeno fin da quando ho iniziato a stare su D'L in maniera costante.

Purtroppo la parte relativa alla storia e alla mitologia (chiamatela pure lore, ma a me piacciono più le due nominazioni separate) è quella che forse si è più non solo tralasciata ma, letteralmente, trascurata. Io posso dirlo con tranquillità , non ho trovato un manuale di ambientazione degno di essere chiamato tale per la 5e!

Lascio una chicca per @roctopus. Io ho recuperato di recente alcuni manuali per Pathfinder 1e relativi alla schiatta dei giganti e dei domini dove vivono... Sono rimasto a bocca aperta per gli spunti e la cura nella descrizione delle abitudini, dei credi, e della società che si basa su di loro, come anche i loro insediamenti e i loro legami all'interno della regione del mare Interno. Una goduria da leggere la sera e rileggere in giorni successivi!

Mi piacerebbe tantissimo ritornare a leggere contenuti dei quel tipo, che a mio avviso sono il vero punto forte di qualunque GDR e soprattutto di D&D. Includendo anche contenuti crudi e non family-friendly che caratterizzano anche molti background delle razze iconiche (sia giocanti che non).

Ho detto la mia e spero di aver dato un ulteriore spunto di riflessione

Sinceramente

D.

Articolo meraviglioso, grazie per la traduzione!

6 ore fa, aza ha scritto:

L’aggiunta dei Dragonborn e dei Tiefling fu controversa all’epoca

Un cambiamento epocale. Da un certo punto di vista lo capisco: la nuova edizione aggiunge al manuale base contenuti opzionali delle edizioni precedenti. Ma quando le metti nel manuale base smette di essere percepita come opzionale. Come master puoi crearti un mondo con solo una o due razze o classi, ma i giocatori vedranno sempre quanto contenuto nei libri base come lo standard. Lo stesso avviene nelle avventure ufficiali, che integrano sempre tutti gli elementi del manuale

4 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

P.S.: se posso permettermi, consiglierei di tradurre anche l'articolo successivo: "Why 2nd Edition AD&D"... l'ho letto e trovo che anche questo sia molto ben fatto.

Concordo. Bellissimo articolo!

Il primo articolo che mi spiega davvero cosa c'è che non va in questa nuova edizione, che non ho mai neanche letto ma che ormai avevo già accantonato.

E la parte del power creep basta da sola basta a confermare questa decisione...

3 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Purtroppo la parte relativa alla storia e alla mitologia (chiamatela pure lore, ma a me piacciono più le due nominazioni separate) è quella che forse si è più non solo tralasciata ma, letteralmente, trascurata. Io posso dirlo con tranquillità , non ho trovato un manuale di ambientazione degno di essere chiamato tale per la 5e!

Per quello vanno più che bene i vecchi manuali o boxed set di ambientazione. Tieni tutta la parte di lore e lasci da parte le meccaniche (che comunque nei manuali dell'era TSR erano davvero una parte minima della produzione). Hai di che giocare per decenni, come minimo.

@firwood vecchio mio! Attualmente ci sto provando a recuperare quelle vecchie perle, perché mi piace leggere e avere spunti da introdurre nelle campagne che conduco.

Purtroppo ritorniamo ad un commento che ho lasciato un paio di giorni prima proprio sul fatto di recuperare tali manuali... ed sta diventando impegnativo e dispendioso nell'epoca attuale (anche se traboccano le risorse in rete e anche qui su D'L avete fatto varei retrospettive nel tempo su mostri e regni).

Per il resto mi piacerebbe che il manuali vengano considerati come una risorsa da utilizzare e non un mero soprammobile (che è anche una delle ragioni della crisi dell'editoria assieme al cambio delle abitudini di fruizione del sapere).

Spero che si ritorni ai vecchi fasti dopo questa nasata... anche se sarà difficile

Sinceramente

D.

8 ore fa, Bharbhotr ha scritto:

Fare il master a queste nuove edizioni è diventato più come essere un narrastorie.

da parte mia , con la 5.0 no .

io gioco e faccio giocare .

mi associo ai ringraziamenti per la condivisione dell'articolo 🙂

una analisi dell'autore che centra in pieno tanti, forse non tutti, punti reali e concreti su cosa sia D&D.

Un aspetto che invece penso debba essere sottolineato, come @CreepyDFire ha già avanzato, è il legame della 'lore' che ha D&D, e che a partire dalla 5.x sembra quasi essere stata sterilizzata per inseguire l'obiettivo dell'inclusività. Obiettivo legittimo e più che condivisibile. Ma a mio modesto avviso, errato nel modo in cui è stato portato avanti. L'inclusività riguarda i giocatori che si trovano attorno ad un tavolo, non i personaggi nelle storie che possiamo/vogliamo raccontare. Qui credo, più che le vere e proprie meccaniche di gioco (anche se esiste una correlazione tra lore e meccaniche), WotC ha veramente commesso l'errore; presentando un gioco dalle regole buone (almeno per gli standard dei game designer moderni) ma completamente asettico, con l'illusione che possa andare bene per tutte le sensibilità.

La stessa narrativa , soprattutto i grandi capolavori, utilizzano attriti, conflitti e in certi casi la crudeltà , ma non per 'dividere' o essere 'contro' qualcuno, piuttosto per insegnare a distinguere il bene dal male (in modo semplicistico) o il giusto dallo sbagliato. Così è anche per i nostri giochi. I vecchi manuali di ambientazione trasmettevano un senso di mistero, di avventura, di tensione che i manuali moderni non hanno. Ed erano colmi di possibilità che inducevano il lettore (DM o giocatore che fosse) a fantasticare, e paradossalmente a chiedere di saperne ancora di più.

Ecco, forse il tornare a riunire una vera lore alle regole potrebbe essere un buon modo per far sì che D&D continui ad essere il D&D delle origini.

6 ore fa, CreepyDFire ha scritto:

Lascio una chicca per @roctopus. Io ho recuperato di recente alcuni manuali per Pathfinder 1e relativi alla schiatta dei giganti e dei domini dove vivono... Sono rimasto a bocca aperta per gli spunti e la cura nella descrizione delle abitudini, dei credi, e della società che si basa su di loro, come anche i loro insediamenti e i loro legami all'interno della regione del mare Interno. Una goduria da leggere la sera e rileggere in giorni successivi!

Mi piacerebbe tantissimo ritornare a leggere contenuti dei quel tipo, che a mio avviso sono il vero punto forte di qualunque GDR e soprattutto di D&D. Includendo anche contenuti crudi e non family-friendly che caratterizzano anche molti background delle razze iconiche (sia giocanti che non).

Beh, non è strano. Il gruppo di sviluppo di Pathfinder 1 viene direttamente da chi scriveva contenuti per D&D 3.5. Era il gruppo editoriale di Dragon e di Dungeon.

17 ore fa, firwood ha scritto:

Come scritto nell'articolo tradotto da Aza, sono un giocatore più che soddisfatto di AD&D 2E. A partire da gennaio partirò con un nuovo gruppo per giocare tutta la Grand Campaign che ho tradotto per intero

Grand Campaign? quale Grand Campaign? 🤔

44 minuti fa, Ghal Maraz ha scritto:

power fantasy

Power fantasy D&D originale? Decisamente no. Non lo era l'edizione originale, non lo era il BECMI, non lo era AD&D. Quando rischi di morire per il graffio di un gatto o il morso di un topo, di "power" c'è ben poco. Sempre che per power fantasy tu intenda la definizione comunemente adottata.

La quarta edizione è stata un fallimento? Si, e lo dicono pure gli stessi designer in diverse interviste e video che si trovano facilmente su Youtube (attenzione, fallimento commerciale nel senso che non ha incontrato il favore del pubblico e a livello di vendite è stata un disastro), oltre che i bilanci finanziari di Hasbro all'epoca. Basta aver voglia di cercare le informazioni e si trova tutto nero su bianco.

Quella che tu definisci logorrea, per me è invece è semplicemente dettaglio. L'autore si prende tutto il tempo che serve per spiegare un concetto astratto e complesso, dal quale traspare la passione per quello che scrive. E spiegarsi per bene è un'arte che sta andando perduta, visto che adesso si vuole una narrazione "asciutta e sterile", dato che la capacità di attenzione attuale di molti è inferiore ai 10 secondi, o di cinque righe. Dopo di che non ricordano nemmeno l'inizio del discorso.

In merito a cosa sia D&D nel 2026... a mio avviso è un marchio senza lo spirito che lo ha alimentato per 5 lustri, buono solo per spillare soldi ai clienti più giovani. Un gioco di ruolo dove si impersonano delle semidivinità praticamente immortali fin dal primo livello, svuotato di ogni parvenza di sfida reale, votato ad un gioco mordi e fuggi per un pubblico distratto e volubile, con classi appiattite e simili una all'altra, un "politically correct" fastidioso e strisciante nella terminologia e nell'arte adottata nei manuali.

5 minuti fa, aza ha scritto:

L’aggiunta dei Dragonborn e dei Tiefling fu controversa all’epoca. I Mezzorchi sono stati discussi fin dai tempi di AD&D. I Drow come personaggi giocanti? Ancora un parafulmine. Persino i modificatori ai punteggi di caratteristica, quei piccoli incentivi che spingono le razze verso certe classi, hanno acceso infinite discussioni sul fatto che rafforzino il fantasy o lo limitino.

Comunque volevo chiedere una precisazione su questo punto relativo alle razze. Come mai il Dragonborn fu divisivo all'epoca? E lo chiedo proprio perchè ho iniziato a giocare con la 5° edizione.

Posso comprendere le altre razze menzionate nell'articolo, soprattutto quelle del Tiefling e del Drow (anche se sono ottime per le campagne con PG malvagi), ma sui Dragonborn non capisco il punto. Onestamente li trovo più bilanciati rispetto ad un Mezzo-Drago, che veniva usato sempre e comunque come razza mostruosa da affiancare o come PNG di supporto o come nemico da affrontare.

Sinceramente curioso

D.

Modificato da CreepyDFire

11 minuti fa, CreepyDFire ha scritto:

Come mai il Dragonborn fu divisivo all'epoca? E lo chiedo proprio perchè ho iniziato a giocare con la 5° edizione.

Nelle edizioni precedenti, nei manuali base, c'erano sempre e solo le razze classiche (in alcune edizioni la razza ERA la classe). L'introduzione di una razza aliena (tranne che per Dragonlance dove c'erano i dragonidi, ma erano soprattutto PNG e/o mostri) che era praticamente impossibile da giustificare nella lore tradizionale erano il primo motivo di discussione. Inoltre l'origine stessa di questa razza ha avuto, nel corso del tempo, diverse interpretazioni, spesso contradditorie, sulle sue origini, insieme a quella schifezza immonda della Spellplague, uno degli eventi "cambiamondo" peggiori mai scritti.

Tieni anche presente che nelle vecchie edizioni di D&D (o AD&D) il bilanciamento NON ESISTEVA e ce se ne fregava altamente! Basta vedere gli elfi nel "complete book of elves", dove sono presentate delle classi devastanti, nettamente più potenti delle altre.

Nelle versioni più recenti si trovano delle commistioni di razze per i pg imbarazzanti: tiefling/mezzo vampiro/un quarto drow/un sesto mezzo drago, tre quarti rettiliano... una mera ricerca della combo più devastante con un bel mix/max (abitudine che personalmente trovo odiosa).

L'introduzione di queste razze, insieme alle modifiche fatte al regolamento, ha spostato la scelta della razza da interpretare da un semplice gusto "letterario" ad una motivazione meramente pratica per avere il pg più devastante durante le partite.

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