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[CdH] - Atto I, Capitolo I: Falkrest Abbey

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Athaulf - Barbaro

Mentra lavoravamo Esra ha dimostrato di essere sicuramente il più forte del gruppo. Gli do una pacca sulla spalla. Hai proprio dei bei muscoli tu. Che ne dici di usarli per aprire questa vecchia porta? Faremo rumore, certo. Ma non conosco altri modi di entrare senza essere invitati.

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    Alonewolf87

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    The Scarecrow

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Arenal - Elfo

Tiro un sospiro di sollievo quando il nostro lavoro finisce, sperando con tutto me stesso di non dover ripetere l'esperienza durante questa nostra spedizione.

Non vedo particolari alternative. La serratura e il legno sono troppo vecchi per essere fatti saltare. Dico dopo le parole di Athaulf, provando a guardare tra le assi per vedere se distinguo qualche forma nel buio della stanza.

Master

Non vedo nulla con Infravisione?

Esra

Comodo così eh... mi metto davanti alla porta, caricando per dare una spallata. Spallata che si risolve in un nulla di fatto vedi a mettere pressione addosso? sbuffo lascio a voi l'onore

Urgok (mezzorco)

Provo anch'io a cercare di sfondare la porta facendomi largo fra i miei compagni ma, al momento dell'impatto, il duro legno della porta mi restituisce il contraccolpo rimbalzandomi fin dentro le gengive.

L'universo sta cercando di dirci che dobbiamo prendere un'altra strada, dico laconicamente.

Athaulf - Barbaro

Sbuffo. È solo una vecchia porta. Lasciate fare a me va.

Mi faccio avanti e do una spallata con tutte le mie forze. La porta non si muove di un millimetro mentre io per poco non cado a terra.

Senza aggiungere nulla faccio un passo indietro con l'orgoglio più ferito della spalla.

Arenal - Elfo

Non intendo farmi fermare da del vecchio legno congelato dopo la fatica di poco fa. Dico quando i miei compagni non sembrano avere successo, provando a cercare un punto più debole su cui fare leva. Ma, nonostante i miei proclami, la porta sembra più solida del previsto. Temo che tu avessi ragione, Urgok. Mai sfidare l'universo. Commento frustrato, trattenendo esclamazioni ben più colorite.

  • Supermoderatore

Heinrich

Mentre i miei più giovani e aitanti compagni si avvicendano a cercare di aprire questa porta tra spallate e colpi d'ascia mi tengo in disparte, conscio che il mio vigore fisico non mi consente più facilmente di fare mosse del genere. Però a furia di guardarli e di vederli sprecare le loro energie con movimenti troppo ampi e scarsa precisione ne ho abbastanza e mi avvicino sospirando So che ascoltare i consigli di noi anziani risulta difficile a voi giovani pieni di belle speranze, ma a volte una bella dimostrazione pratica può valere più di mille parole. Posso? dico allungando una mano verso Urgok per farmi passare l'ascia.

Una volta che lo fa mi posizione studiando attentamente la distanza dalla porta e metto ben saldi i piedi a terra. Mi sputo sulle mani, mi sciolgo un attimo le spalle, confermo l'arco del colpo con un paio di mosse preliminari e poi CHONK! l'ascia cala con un arco perfetto e rapidissimo, facendo volare per aria le assi vicino al battente. Finalmente la porta si apre con un cigolio tremendo. Rimetto l'ascia in mano ad Ugrok con un sorrisetto soddisfatto Ecco, si fa così dico tutto tronfio.

Urgok (mezzorco)

Riprendo la mia ascia, la osservo come se stesso impugnando un artefatto mistico e poi guardo il vecchio chierico stupito: Hai... hai benedetto la mia ascia magica, prete! La mia ascia ora è magica! La sollevo al cielo e urlo felice come un bambino: Ho lasciato magicaaaaaaaaaa!"

OFF: voi lo sapete che ora Urgok si metterà nei peggiori guai perché si è convinto di avere un'arma incantata, sì? 🤣

  • Autore

Il legno gonfio e indurito della porta cede infine sotto al precisissimo colpo di Heinrich, e l'uscio si spalanca lasciando entrare violentemente la luce del giorno nella stanza immersa nell'oscurità. Dinnanzi a voi si palesa quella che poteva essere stato un laboratorio di falegnameria, con una piccola porta di servizio che dava verso l'esterno per portare dentro e fuori materiali ed attrezzi senza passare per il maestoso ingresso principale, riservato a fedeli e pellegrini. Scaffali sbilenchi pendono dalle pareti, addossato alla parete alla vostra sinistra vi è un tavolo ingombro di martelli, seghe, pialle ed altri utensili da falegname mentre contro la parete a destra sono accatastate assi e tavole di legno ormai marcio. A terra sono sparsi chiodi e graffette metalliche, ed un mare di trucioli nasconde il pavimento di pietra. Ma ciò che coglie immediatamente la vostra attenzione è una creatura terrificante che, attirata dal rumore da voi provocato, proprio in questo istante sta entrando nel laboratorio attraverso una porta che si apre sulla parete di fronte a voi: un essere che si muove trascinando grottesche zampe con lentezza esasperante ma metodica, mentre tende verso di voi due arti superiori dall'aspetto irregolare e ripugnante. Quando la creatura entra nella lama di luce proiettata attraverso il passaggio tra le macerie, sussultate: sembra una creatura non morta originata dall'unione tra un frate, di cui conserva le fattezze del viso e le sembianze umanoidi, ed il legno marcio conservato nel laboratorio. Scorgete piccole larve bianche muoversi lungo il torace legnoso e scricchiolii di rami spezzati accompagnano ogni movimento scattoso dell'essere. Avanza verso di voi spalancando una bocca circolare disseminata di acuminati denti gialli.

Quale stregoneria potrà mai aver generato un'abominio simile?!?

irYruAm.png

@tutti

Heinrich ha, come preannunciato su Telegram, un round per muoversi e compiere un'azione; dopodichè, tireremo l'iniziativa.

Modificato da DarthFeder

  • Supermoderatore

Heinrich

Il petto mi si gonfia di orgoglio quando la mia dimostrazione dà i frutti sperati Ho ancora qualche freccia al mio arco pare penso tra me e me mentre getto lo sguardo dentro la stanza. Ma i miei pensieri di trionfo sono presto interrotti dall'inquietante creatura che appare strisciando e rantolando da un'apertura nella parete opposta. Una qualche abominazione non morta nelle spoglie di un frate miste a del legno marcio.

Mormoro una breve preghiera alla Prima Madre, alzando il suo simbolo sacro alle labbra, per poi tirarmi leggermente indietro. Rovisto nel mio zaino recuperando una fiala d'olio e la scaglio contro la creatura, sperando di colpirla. Dategli fuoco dico ad alta voce.

Urgok (mezzorco)

Faccio seguito all'ordine del chierico rovesciando lo zaino al suolo e rovistando furiosamente al suo interno per tirare fuori acciarino e innesco.

Athaulf - Barbaro

Non credo che il fuoco ci toglierà dal pericolo all'istante. Devo tenere il mostro occupato finché gli altri non riescono a neutralizzarlo. Scatto in avanti infilandomi nella stanza con lo scudo alzato. Punto l'estremità sul corpo del nemico per creare distanza e colpisco mirando alle gambe. Sono sicuro reagirà assaltandomi a sua volta e quindi rimango pronto a schivare. La mia priorità è la difesa.

Vorrei muovermi sul quadretto sopra al mostro. Non credo ci siano azioni che permettono di aumentare la difesa per cui tanto vale attaccare nel mentre.

Ho CA 1.

  • Autore

L'ampolla di olio impatta contro lo strano non morto, ed infrangendosi impregna il tessuto legnoso di cui è composto. Urgok con grande prontezza aziona il suo acciarino e lo scaglia contro il nemico, che in un battito di ciglia avvampa. Avvolto tra le fiamme, il disgustoso essere si contorce e sibila di dolore, lanciando un acuto lamento che riempie la stanza e si disperde come un'eco per i corridoi dell'Abazia. Con passo malfermo, la creatura si trascina verso di voi - è tanto vicina da permettervi di percepire il calore del rogo sulla vostra pelle; i trucioli di legno sul pavimento, pregni di umidità, fumano debolmente quando il non morto li calpesta. Vi sbarra la via verso la porta, distendendo le membra innaturalmente lunghe.
Nonostante tutto, continua ad avanzare e sembra raccogliere le forze per colpire chiunque gli capiterà a tiro.

Teniamo buona la tua azione, andremo in ordine di iniziativa.

Arenal - Elfo

Direi che la scusa delle "vecchie ossa" non funziona più, amico mio. Dico sorridendo ad Heinrich, voltandomi preoccupato verso la porta quando sento dei passi. La creatura è disgustosa, ma allo stesso tempo mi incuriosisce: non sembra un normale non morto. Magari la sua trasformazione è legata in qualche modo alle larve nel suo corpo. Heinrich e Urgok danno fuoco alla creatura, ma non sembra essere ancora caduta. La stanza è troppo stretta: estraggo quindi il mio arco e incocco una freccia, cercando di mirare attraverso i miei compagni.

Master

Inizio a scrivere l'azione, anche se si svolgerà per ultima.

Estraggo l'arco lungo e attacco. Suppongo che lui abbia copertura: fammi sapere la penalità al tiro per colpire.

  • Supermoderatore

Heinrich

L'esperienza aiuta a sfruttare al meglio le poche energie rimaste, ma non potrà mai sostituirsi completamente al vigore della gioventù dico esemplificando queste parole con il mio spostarmi verso la retroguardia, lasciando ad altri il compito ingrato di gestire in mischia la creatura.

Esra

Si, ma così siamo bersaglio facile dico estraendo la spada facciamoci largo e usiamo la porta come collo di bottiglia.

Urgok (mezzorco)

Elfo, se il barbaro carica io non posso essere da menooooo!

Sfoderò il gladio, scavalco gli altri compagni messi a muro davanti all'uscio e attacco il non-morto in fiamme staccandogli pezzi di carne putrefatta e legnosa con mia grande soddisfazione.Questa spada magica e' favolosa, penso fra me e me.

  • Autore

La situazione diviene in un battibaleno assai concitata: mentre il saggio Heinrich si rifugia nelle retrovie, Athaulf e Urgok si levano a formare un'avanguardia. Il barbaro si lancia contro la creatura levando la spada, ma un movimento scattoso del non morto riesce a fargli mancare il bersaglio! L'impeto è tanto che Athaulf si sbilancia, scivolando in avanti e finendo contro il nemico avvolto dalle fiamme: si ritrae da esso con un urlo, mentre l'odore di carne ustionata sale alle narici dei presenti. La mano, il torace, il volto del barbaro si coprono nel giro di pochi istanti di vesciche sanguinolente laddove le fiamme vive hanno lesionato la pelle dell'uomo.
La sventura di Athaulf permette, tuttavia, a Urgok di contrattaccare. Si getta contro la creatura con furia, intaccando la pelle morta simile a corteccia e colpendo fino a far sgorgare del sangue nerastro e grumoso dalla profonda ferita inferta.

Anche Arenal, dalla seconda linea, si unisce all'attacco: nonostante la zuffa turbinante, riesce a scoccare una freccia che colpisce il collo legnoso del non morto, rimanendovi conficcata in profondità.

La creatura gorgoglia e sibila, un rivolo di sangue cola dalle fauci spalancate in un urlo di dolore mentre si accascia scricchiolando in ginocchio. Ancora non-viva, ma a malapena, tenta di graffiarvi con gli arti avvizziti ma schivate senza difficoltà i suoi deboli colpi.

Da qualche parte, oltre la porta divelta alle spalle della creatura, giunge un verso gutturale e raschiante. Altre creature stanno rispondendo al richiamo sofferente del vostro avversario!

Tutti

Il non morto subisce 8 danni dal fuoco e 3 danni dai vostri colpi; è in fin di vita.

Athaulf subisce 6 danni da fuoco.

Fine del primo turno di combattimento.

  • Supermoderatore

Heinrich

Ma non potevate stargli lontano e lasciare che bruciasse da solo? dico davanti all'assurda scena di Athaulf che rovina addosso al non morto infiamma e rimane ustionato quasi peggio lui.

Intanto però i rumori di altre creature in avvicinamento si fanno sentire quindi carico la fionda e la faccio roteare cercando di colpire uno dei non morti.

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