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La luna crescente

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Zarath, barbaro tiefling

Ringrazio con un cenno Fiore, per poi dire in maniera semplicistica quindi questo coso ti sbriciola e vuoi la cenere che ne resta dal primo. Metto il palmo delle mani davanti a me, come a mostrare una banalità. Poi mi metto a contare le dita. Dieci parole... No. Un po' di più. Era così difficile?

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Devras

Sono ancora cogitabondo per quanto detto prima Questo cilindro chiedo all'alchimista danneggia anche chi lo usa? Può essere usato più volte? domando lasciando momentaneamente da parte la rabbia di Zarath

Shamàsh

"Bene." dico quasi divertito dal dramma messo su dall'alchimista e da Zarath. Concordando quasi in toto con le parole del tiefling. "Non ci voleva molto." tendo a difenderlo. Strano. Siamo agli antipodi. Nemesi l'uno dell'altro. La sua schiettezza. Il suo pragmatismo. Mi piacciono. "Oppure quegli occhi non sono fatti di fango. Ma sono laghi cristallini, ora increspati e intorpiditi da inutili dettagli." prendo il catalizzatore con delicatezza se il Mastro Alchimista me lo lascia "Il dono della sintesi è tra i più preziosi." E lascio che risponda alle richieste degli altri.

Modificato da Landar

  • Autore

Le pagliuzze d'oro negli occhi di Vesper smettono di ruotare per un istante, stabilizzandosi in un bagliore ambrato e fisso mentre ascolta la raffica di risposte dei cinque avventurieri. Il silenzio che segue è interrotto solo dal debole, ritmico battito liquido che proviene dall'interno del cilindro di ferro.

L'alchimista abbassa lentamente il braccio, permettendo a Shamàsh di sfilargli il catalizzatore dalle dita guantate in pelle di drago con studiata delicatezza.

Il dono della sintesi, paladino.

La voce di Vesper scivola tra i presenti come una lama fredda, soffermandosi prima su Shamàsh e poi tornando a posarsi sul tiefling.

Zarath conta le parole come se fossero monete, ma la magia e il Vuoto non si curano dei numeri. Se la verità vi spaventa quando indossa la sua veste più complessa, la fine di questo mondo vi lascerà muti.

Sposta le lenti ambrate su Fiore della Giungla e Devras, ignorando deliberatamente il commento sull'altruismo e concentrandosi sulla natura pragmatica delle loro domande.

Nessun danno per chi lo usa, Devras, purché le vostre mani non tremino al momento del rilascio. È un catalizzatore monouso. Una volta liberata la forza, le rune si spegneranno e il ferro diventerà una prigione per la scoria spirituale che ho richiesto. Non c'è un secondo colpo.

Infine, Vesper si volta interamente verso Selyra. La sua figura curva sembra quasi farsi più alta sotto il riflesso cremisi della Grande Luna Rossa che filtra dai lucernari. Un sorriso sardonico, quasi impercettibile, gli increspa le labbra pallide.

Le vostre vite, drow, valgono esattamente quanto la vostra capacità di sopravvivere. Chiedete tutele a chi manipola il decadimento. Volete qualcosa che vi protegga senza attingere alla vostra linfa?

L'alchimista si muove verso un piccolo scomparto nascosto dietro una lastra di ardesia, estraendo un astuccio di cuoio consumato dal tempo. Lo apre sul bancone, rivelando cinque frammenti di ossidiana levigata, ciascuno legato a un laccio di cuoio nero. I frammenti sono freddi, opachi, privi della benché minima luminescenza.

Amuleto del Respiro di Cenere. Non proteggeranno il vostro cuore dalle lame, né la vostra mente dai sussurri del Vuoto. Ma impediranno ai vostri polmoni di marcire mentre camminate nelle zone più dense di questa terra profanata. La Cenere di Vuoto non vi soffocherà. Consideratelo il mio investimento per assicurarmi che quel cilindro torni indietro pieno, e non abbandonato tra i resti dei vostri cadaveri.

Vesper fa un passo indietro, incrociando le braccia coperte dalla veste color prugna.

Il patto è sugellato dal ferro che stringete e dalle pietre che vi offro. Ora andate, prima che l'aria del mio laboratorio diventi troppo pesante anche per il vostro orgoglio.

@ Tutti

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore Della Giungla

Grrrrazie per gli amuleti, ne faremo buon uso. Rispondo a denti stretti, prima di accettare la sua offerta e uscire dal laboratorio insieme agli altri. Mi auguro di non dover più tornare qui. Mai visto un alchimista così antipatico. Sentenzio, rivolta agli altri una volta uscita.

SELYRA - Bardo Drow

Vedo l'alchimista sparire e poi tornare con dei gingilli, speravo in qualcosa di più protettivo, come un'armatura magica ma appena ci spiega la funzione capisco che ci potranno essere molto utili.

Afferro il ciondolo e lo guardo controluce.

"Grazie per il dono!" sorrido e lo indosso, cercando un frammento di vetro per specchiarmi e vedere se mi dona al collo.

Saluto e mi congedo, l'affermazione di Fiore della Luna mi fa sorridere.

"Concordo! Ma spero di dover tornare qui perché significherebbe che siamo riusciti a distruggere l'ancora di Ferro!"

Shamàsh

Ringrazio gentilmente. Prendo l'amuleto con cura e lo indosso. Quindi saluto e mi congedo assieme agli altri. È un peccato che i gruppi che ci accompagnano non possono disporre dei nostri stessi vantaggi. Non chiederemo loro di accompagnarci. Troppo pericoloso.

Una volta fuori guardo Fiore, poi Selyra. Annuendo poiché concordo "In caso rimarrai fuori ad attenderci Fiore." sorrido.

Osservo il cielo, poi verso nord. "Suggerisco di andare diretti al Porto di Scoria. Non ha senso rientrare all'Ultimo Respiro e rischiare che qualcuno degli altri gruppi si metta in testa di accompagnarci. Troppo pericoloso." guardo infine tutti "Che ne dite?"

Modificato da Landar

Devras

Annuisco alla proposta di Shamash cosa dobbiamo aspettarci oltre questa città? per quanto pericolosa mi sembra piuttosto tranquilla, immagino non sarà lo stesso al di fuori domando all'alchimista

Zarath, barbaro tiefling

Prendo l'amuleto anche io, con una terra del genere questi gingilli non si rifiutano.

Usciamo.

Scrollo le spalle alla proposta del paladino, come se in realtà mi importasse poco. Sì, va bene... Questo posto mi ha già stancato.

  • Autore

Le parole del paladino e l'ingenuità di Devras bloccano la figura curva di Vesper un istante prima che possa ritirarsi dietro la tenda del suo retrobottega. L'alchimista si volta lentamente. Sotto la luce scarlatta dei lucernari, le pagliuzze d'oro nei suoi occhi ambrati si contraggono, fissandosi sui presenti con una freddezza geometrica.

Un verso aspro, simile a una risata soffocata, gli sfugge dalle labbra pallide mentre osserva Selyra specchiarsi nell'ossidiana e Fiore della Giungla ringhiare a denti stretti.

Tranquilla, bardo... l'ossidiana si abbina squisitamente al pallore dei drow, ma dubito che i mostri della notte eterna si cureranno del vostro senso estetico quando vi daranno la caccia.

Il suo sguardo si sposta poi su Fiore della Giungla, trafiggendola con deliberata indifferenza per il suo disprezzo.

Potete considerarmi antipatico quanto volete, Fiore, purché la vostra antipatia vi mantenga in vita abbastanza da non far marcire quel cilindro nella cenere. Non sono qui per essere amato. Sono qui per fare in modo che la vostra incompetenza non distrugga il mio lavoro.

Poi, l'alchimista si focalizza su Shamàsh e Devras. La menzione del Porto di Scoria e la domanda sulla tranquillità fuori dalle mura sembrano risvegliare in lui una severità quasi accademica, priva di qualsiasi pietà. Fa un passo avanti, appoggiando le dita guantate sul bancone di ardesia.

Tranquilla, Devras? Voi chiamate questo laboratorio e questa fortezza tranquilli solo perché le mura di basalto filtrano l'orrore. Ma appena farete un solo passo oltre le porte di ferro di Ouroboros, la vostra illusione si disintegrerà nello spazio di cento metri.

Vesper solleva un dito, indicando la direzione del Nord, verso cui Shamàsh ha suggerito di dirigersi.

Il paladino ha l'istinto del soldato, ma manca di lungimiranza alchemica. Volete andare dritti al Porto di Scoria senza passare dall'Ultimo Respiro? Una scelta audace. Ma sappiate esattamente cosa vi aspetta non appena varcherete quel cancello. Vi tufferete dritti nella Piana della Cenere Silenziosa. Lì dentro, il suolo è mezzo metro di polvere oleosa che assorbirà ogni vostro rumore. Camminerete in un vuoto pneumatico dove sentirete solo il battito del vostro cuore e il fumo acido che vi brucia la gola. Sotto i vostri piedi si nascondono le Bocche del Vuoto: un passo falso, e cadrete in crepacci invisibili di fumo sulfureo.

Fissa Devras, stringendo gli occhi.

E se davvero punterete a Nord, verso il porto, vi scontrerete con i Picchi di Basalto e il Vortice del Nord. L'aria lassù crepita di magnetismo alchemico. Se indossate metallo pesante, le vostre armature vi peseranno come piombo e le vostre bussole impazziranno. Lassù i fulmini scarlatti colpiscono le rocce in un silenzio assoluto, attirati dalla magia e dal ferro. E ogni volta che oserete pronunciare una componente verbale per i vostri incantesimi, la Luna Rossa vi sputerà addosso una scarica arcana.

Vesper lancia un ultimo sguardo a Zarath, il barbaro tiefling che già mostra noia e fretta di muoversi.

Andate pure, dunque. Schifate pure l'Ultimo Respiro e lasciate indietro i vostri compagni deboli; in questo il paladino ha ragione, portarli con voi significherebbe solo regalare carne da macello agli Erranti della Cenere o ai Sifoni di Vermilia. Ma non sottovalutate la Notte Eterna. Fuori da qui non c'è orizzonte, non c'è luce bianca, e persino le vostre ombre si allungheranno davanti a voi, deformate e tre volte più lunghe, quasi avessero fretta di scappare dai vostri corpi.

L'alchimista fa un passo indietro, svanendo nella penombra del retrobottega, mentre la sua voce giunge un'ultima volta, fredda e definitiva.

La Strada delle Ossa è l'unica via artificiale. Se le lanterne a mercurio sono ancora accese, vi offriranno sei metri di barlume protettivo. Fuori da quei coni di luce... siete solo prede sotto Vermilia. Ora uscite. Il tempo stringe, e il ferro del cilindro ha fame.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Shamàsh

Rimango silenzioso ascoltando l'alchimista "Mi sembra sia stato chiaro." dico grattandomi il mento "Ma dovremo esserlo anche noi e non permettere ad alcuno degli altri gruppi di seguirci. È diventata una nostra responsabilità." ritorno sui miei passi "Andiamo dunque all'Ultimo Respiro. Prepariamoci per il meglio."

SELYRA - Bardo Drow

"Sono d'accordo" rispondo a Shamash "Puntiamo diritti all'obbiettivo senza voltarci, quello che è davvero da evitare ora è di portarci dietro delle zavorre e rischiare le nostre vite, già in pericolo, per proteggere altri!".

Guardo Devras "Hai tu la mappa vero? Cerchiamo di capire da che parte dobbiamo mouoverci!"

Fiore Della Giungla

Concordo. Ma prima di andare, credo sia meglio prepararci un attimo. Dico, mentre la mia armatura si riforma sopra di me. L' inchiostro si muove sulla terracotta, andando a disegnare un armadillo rotolante che si muove dal mio petto al mio braccio. Poi mi avvicino a Shamash e lo tocco, permettendo all' armadillo di muoversi dalla mia armatura alla sua. Nel frattempo sui miei guanti iniziano a spuntare fiori neri, orchidee bellissime che ricoprono i miei palmi.

E concordo. A quanto pare noi siamo speciali per questo mondo. Portare altri con noi potrebbe metterli in pericolo.

Master

Do' enhanced defense al paladino e metto cura ferite di livello 2 nei miei guanti, da poter usare 10 volte prima di dover essere ricaricato.

  • Autore

Le ultime parole di Maestro Vesper fluttuano ancora nell'aria satura di cianuro quando la porta del suo laboratorio si chiude alle vostre spalle con un rintocco metallico, netto e pesante. Fuori, Ouroboros vi accoglie nuovamente con la sua spietata architettura di ossidiana. Il cielo è un abisso nero come pece, dominato dalla sagoma opprimente di Vermilia, la Grande Luna Rossa, che versa la sua luce malata sulle strade come un olio scarlatto, rendendo le vostre ombre lunghe, distorte e innaturali.

Sotto i mantelli portate con voi il cilindro di ferro freddo ottenuto dall'alchimista: il Catalizzatore Instabile. Le sue rune pulsano ancora di quella debole luce cremisi, identica alla luna che vi sovrasta, e a ogni passo avvertite quel battito irregolare al suo interno, quel rollio liquido e pesante che sembra voler spaccare il metallo. Avete firmato il patto con il vostro prossimo passo; ora siete legati alla promessa di restituire a Vesper un pezzo della prima cosa che quel pezzo di Vuoto distruggerà.

Vi incamminate in silenzio lungo le vene fangose della città. I ciottoli appuntiti scricchiolano sotto i vostri stivali con quel suono viscido di denti marci che si spezzano, mentre dai tetti a lama la Cenere di Vuoto scivola giù in rivoli grigiastri. L'aria, densa di zolfo e ozono, pizzica i polmoni. Le case si stringono sopra di voi, lasciando intravedere solo squarci di quel firmamento maledetto. Incrociate poche figure: ombre avvolte in mantelli pesanti che camminano rasente ai muri, terrorizzate dal bagliore rosso che tinge i loro volti di una maschera cadaverica.

Dopo diversi minuti di cammino, la struttura massiccia e meno spigolosa dell'Ultimo Riposo appare davanti a voi. La locanda sembra un polmone che respira a fatica in questo labirinto di ardesia. Spingete il pesante portone di quercia nera, ed è come se un muro di calore e odore di birra vi venisse incontro, offrendo un rifugio temporaneo dalla maledizione scarlatta dell'esterno.

Quando entrate , poco distante dal bancone, la figura del monaco cieco è ancora esattamente lì, immobile nella penombra come una statua scolpita nella cenere. La benda di seta nera copre le sue orbite vuote, e i solchi grigiastri delle ferite da Cenere di Vuoto pulsano debolmente sulla sua pelle, reagendo alla vicinanza del cilindro di ferro che avete recuperato. Non si è mosso di un millimetro da quando vi ha rivelato la profezia dei tre punti di sutura

Valeria è piegata su uno dei tavoli di legno scuro, intenta a strofinare la superficie con una spazzola di saggina rigida e un panno umido. Sta grattando via con vigore uno strato di quella Cenere di Vuoto oleosa che qualche avventore deve aver trascinato dentro sui vestiti, lasciando una scia grigiastra e gommosa difficile da rimuovere. Sotto i colpi della sua spazzola, il legno emette uno scricchiolio sinistro. Sentendo i vostri passi, Valeria interrompe il movimento. Si raddrizza, getta il panno logoro in un secchio di ferro che produce un rintocco sordo e fissa i vostri occhi, leggendo subito la stanchezza, l'odore di ozono e il bagliore cremisi delle rune del cilindro che portate al fianco. Si avvicina al bancone, vi si appoggia con un colpo secco delle mani e vi sfida con lo sguardo.

Vedo che avete avuto quello che volevate da Vesper, esordisce Valeria, la voce che gratta come carta vetrata, e ora che pensate di fare? Raggiungerete il primo punto a Nord, il Porto di Scoria, contando solo sulle vostre forze? Vi sentite così forti e invincibili da uscire dalla città ed affrontare il viaggio da soli? Se pensate di poter sfidare l'oscurità la fuori senza una guida che sappia leggere i sussurri del fumo, la vostra marcia finirà prima ancora che le mura di ossidiana svaniscano alle vostre spalle.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Devras

Le parole di Valeria non mi fanno ben sperare, ma d'altronde niente in quel luogo lo fa non possiamo chiedere ad altri di unirsi in questa impresa rispondo brevemente ma qualsiasi indicazione potrebbe esserci utile

Fiore Della Giungla

Beh, siamo arrivati fino a qui a piedi, non ci sottovaluterei se fossi nei tuoi panni. Dico a Valeria un po' piccata. Ma è vero che una guida locale potrebbe essere utile. Hai suggerimenti? Chiedo curiosa. Con quello che sappiamo di questa città e di questo mondo è difficile immaginare qualcuno che si guadagna da vivere in questo modo, ma le persone possono sempre sorprenderti.

SELYRA - Bardo Drow

I buoni propositi di non coinvolgere altre persone al di fuori di noi in questa folle impresa decadono sentendo le parole di Valeria.

In effetti, abbiamo solo una mappa, ci indica la direzione da percorrere ma non i rischi che potremmo incontrare e senza una guida saremo solo vagabondi che brancolano nelle nebbie.

Sorrido a Valeria

"Stai forse dicendo che qualcuno potrebbe aiutarci?"

Shamàsh

Gli odori di questa città sono sempre pungenti. Sembra di stare alle pendici di un vulcano ma avvolto dall'oscurità e velato dalla luce mefitica di Vermilia. Ho un gesto di stizza,. Sembra di essere alle porte dell'inferno. Vado avanti. Per raggiungere la locanda, il nostro momentaneo rifugio.

Raggiunta la porta apriamo senza troppi complimenti. Il monaco è ancora dentro. L'odore è decisamente più accogliente qui nonostante la sua presenza. Le parole di Valeria invece denotano sempre la sua piccante ironia.
Mi limito a salutare, lasciando siano gli altri a danzare con le parole. Non desideriamo coinvolgere i gruppi che ci hanno seguito fin qui, ma una guida locale invece potrebbe essere importante.

Zarath, barbaro tiefling

Sto diventando insofferente e mi rendo conto di non essere l'unico, anche l'angelo non sembra adorare il posto, forse per motivi differenti però. Alle parole di Valeria il mio unico pensiero è E allora indicateci una guida. Questo posto mi dà sui nervi.

Sbuffo, lasciando fare a Fiore o Selyra.

  • Autore

Valeria vi ascolta immobile, lo sguardo che passa dal cipiglio orgoglioso di Fiore al sorriso calcolato di Selyra, fino a incrociare le braccia sul bancone quando Zarath sbuffa e Shamàsh si stringe nel mantello. Il silenzio della locanda è rotto solo dallo scricchiolio ritmico del legno che si assesta e dal sommesso, inquietante ronzio del cilindro che portate al fianco.

Un angolo della bocca di Valeria si solleva in una smorfia che vorrebbe essere un sorriso, ma che ha solo il sapore dell'ironia amara di chi ha visto troppi idealisti morire fuori dalle mura.

Arrivare fin qui a piedi dimostra solo che avete stati fortunati, o che Vermilia vi sta tenendo in serbo per qualcosa di peggio, fiorellino dice, rivolgendosi a Fiore della Giungla senza tuttavia disprezzo, ma con la fredda lucidità di chi vive di baratti. La fuori non ci sono strade. Ci sono solo fumo, cenere che vi consuma i polmoni e cose che vi annusano prima ancora che possiate sentire il loro odore.

Fa un cenno con la testa verso Selyra e Devras. Ma avete cervello. Sapere di essere ciechi è il primo passo per non cadere in un dirupo. E sì, c'è qualcuno. Qualcuno che ha ancora il coraggio di infilare gli stivali nel fango del Nord senza impazzire.

Valeria si gira, allungando una mano sotto il bancone di quercia nera. Ne tira fuori una boccetta di vetro piombato contenente un liquido denso e bluastro, opaco, e la fa scivolare sul bancone, facendola fermare esattamente davanti a Zarath.

Si fa chiamare Kaelen il Tracciatore prosegue Valeria, abbassando la voce di un tono. È un reietto, persino per gli standard di Ouroboros. Vive nell'Anello Esterno, rannicchiato nel Vicolo della Cenere Fredda, proprio a ridosso delle mura. Kaelen non vende sieri e non vende ferro. Vende i suoi occhi. Sa come aggirare le pattuglie dei Segugi della Luna e conosce i sentieri di roccia che portano al Porto di Scoria senza calpestare le vene di mercurio bollente.

In quel momento, un brivido improvviso attraversa la stanza. Le ferite da Cenere di Vuoto sulla pelle del monaco cieco, seduto nell'angolo, iniziano a emettere un calore biancastro. L'uomo solleva di scatto la testa calva, le orbite coperte dalla benda nera rivolte non verso di voi, ma verso l'alto, come se stesse guardando attraverso il soffitto di legno, dritto verso il cielo scarlatto.

Il primo ferro stride... sussurra il monaco, la voce vitrea che sembra vibrare all'unisono con le rune del vostro Catalizzatore Instabile. ...le Fauci della Fortezza si stringono. Se il Tracciatore non berrà il sale della terra, il Porto diventerà la vostra pira.

Valeria lancia un'occhiata tesa al monaco, poi torna a fissarvi, battendo un dito nodoso sulla boccetta di liquido blu.

Kaelen non muove un passo per oro o promesse. Ha i polmoni corrosi dal fumo del Nord. Quello che vedete lì dentro è un distillato di Sali di Zolfo Purificati. Gli serve per respirare un altro giorno. Se volete che vi guidi vivi fino al Porto di Scoria, prendete questa boccetta, andate nel Vicolo della Cenere Fredda e dategliela. Ma fate attenzione... l'Anello Esterno a quest'ora è pattugliato dalle sentinelle della città, e i disertori non sono gli unici a nascondersi tra i cumuli di fuliggine.

L'aria nella locanda sembra farsi improvvisamente più fredda, mentre il cilindro di ferro al vostro fianco emette un rintocco più pesante, quasi un battito cardiaco accelerato.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

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