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La luna crescente

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Shamàsh

Ascolto. Ascolto ogni parola con attenzione. Valeria ci propone una via d'uscita. Allo stesso tempo sembra aver già risolto l'enigma delle parole di Vesper. C'è però una contraddizione 'Se vuole farci uscire da questo mondo come possiamo aiutarlo?'

Sono lì, soppeso sguardi a parole. Mi sfilo i guanti d'arme chiedendo una pezza umida per pulirmi le mani ed essere pronto per la cena. In quel momento la porta fa 'slam' (cit.). La figura preceduta da una zaffata di zolfo e polvere di ossidiana è piuttosto inquietante. La osservo senza dire nulla. Solo quando ci raggiunge attendo finisca di parlare e esordisco "Salve a Voi." Quasi con ironia. Celata da una maschera impassibile.

Arrivo immediatamente al dunque. Un'occhiata verso Valeria. Come a chiedere il permesso di interloquire con l'oscuro monaco. Poi parlo "Indicaci quindi quei tre punti. Siamo dei buoni sarti." Continuo a scrutarlo. Non per conoscere le sue intenzioni. Per comprenderne la natura. La tacita richiesta di consenso a Valeria era per questo.

Master @Dardan

percezione del divino sul monaco per escludere "possibilità"

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Il silenzio nell'Ultimo Riposo diventa assoluto, rotto solo dal sibilo ritmico delle caldaie. Il monaco non apre bocca, ma poggia le dita nodose sulle estremità del cilindro di ossidiana. Improvvisamente, le rune incise sulla pietra iniziano a vibrare, emettendo un ronzio a bassa frequenza che fa tremare i boccali sul bancone.

L’ossidiana sembra liquefarsi visivamente, diventando un gorgo di oscurità che risucchia la luce scarlatta della Grande Luna filtrante dalle finestre. Non è una voce umana quella che ne scaturisce, ma un fenomeno acusmatico: il suono sembra originarsi direttamente all'interno dei vostri crani, come se il metallo stesse grattando le pareti della vostra mente. Le parole emergono da un coro di mille sussurri distorti, sovrapposti in una cacofonia che si ricompone in un senso logico terribile:

Quando il Cielo si farà Carne e la Terra si farà Spirito, tre nodi terranno avvinto il vivo al morto. Il primo nodo è il Sangue del Re tradito, che non bagna la terra ma la avvelena. Il secondo nodo è il Respiro del Drago di Ghiaccio, che non gela la carne ma il tempo stesso. Il terzo nodo è l’Occhio che non dorme, che guarda il Vuoto e lo chiama Fratello. Recidete la sutura, o il Faerûn diventerà l’ombra del suo stesso cadavere.

Il rullo si arresta bruscamente, tornando freddo e inerte, lasciando un retrogusto metallico in bocca a chiunque abbia ascoltato. Il monaco inclina la testa, le narici che fremono come se stesse annusando l'essenza stessa delle vostre anime, e finalmente la sua voce reale, rauca e spezzata, si unisce al silenzio:

Voi puzzate di destino. Portate addosso il calore di un sole che non esiste più, ma le vostre ombre sono già più lunghe di quanto dovrebbero essere. Tu che cerchi l’acqua pulita, cerchi l’impossibile: il sangue del Re tradito è ciò che scorre ora nei pozzi di Ouroboros. Se volete che il tempo torni a scorrere, dovete diventare le forbici del Fato. Prendetelo. È la bussola per i ciechi e la condanna per i vedenti. Valeria sa dove trovare il primo punto di sutura, anche se ha troppa paura per ammetterlo.

Il monaco fa un passo indietro, restando immobile come una statua di cenere vicino alla porta, mentre Valeria, pallida come un marmo sepolcrale, evita il vostro sguardo e inizia a pulire ossessivamente lo stesso punto del bancone con uno straccio.

@ Shamash

La tua Percezione Divina non rileva nulla , Il monaco non è malvagio è semplicemente un nativo della Notte Eterna.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore della giungla

Guardo il cilindro di ossidiana farsi liquido, assorbendo la luce ed emettendo suoni. Cosa darei per studiarlo più approfonditamente...ma al momento ho altre priorità.

Quindi la fusione tra i due piani non è ancora completa...ha sorprendentemente senso. Un processo complesso come questo avrà sicuramente dei punti di ancoraggio da cui partire, e se riuscissimo a separarli...forse sarebbe abbastanza da salvare il Faerun! E magari sopravvivere noi stessi. Quando ho ricevuto l' invito al matrimonio non avrei mai pensato che mi sarei potuta cacciare in un guaio del genere. Eppure devi ammettere che l' idea di essere un' eroina...ha il suo fascino, indubbiamente. Nonostante l'intrinseco pericolo.

Se il sangue si questo "Re tradito" infetta così a fondo la terra di Ouroboros vuol dire che la fonte non può essere lontana... Cos'è che tu spaventa tanto Valeria? Dico, sorpresa dall' atteggiamento della nostra locandiera. Finora era stata così spavalda, completamente abituata agli orrori di questa terra che è difficile immaginare qualcosa che possa spaventarla al punto di non poter parlare.

Shamàsh

Continuo a fissare per qualche istante il monaco. La sua presenza rimane inquietante ma ora più accettabile. I suoi modi, l'aura di magia oscura che lo circonda, quel cilindro e la sua voce nelle nostre menti. Tutto mi mette in allarme. Tutto è in dissonanza col mio spirito. Quel che dice sembra però di aiuto. Quanto possiamo fidarci? Quanto effettivamente le sue parole servono al nostro scopo? E se fosse invece un inganno? Osservo le espressioni di tutti. Dei miei compagni. Del professore. Dei gruppi al nostro seguito. Non dico nulla. Fiore lo sta già incalzando. Anche se sembrano più suoi pensieri ad alta voce.
Mi giro verso Valeria. Il monaco sembra ormai aver detto tutto. Ma attende. Come se avesse pronte altre risposte alle nostre domande.

tutti

ma il professore e gli altri dove erano quando stavamo da Vesper? ora come regiscono?

Devras

Allungo una mano verso la "mappa" E lei perchè ci sta aiutando?

SELYRA - Bardo Drow

Il monaco non risponde alle nostre domande quando poste ma usa il cilindro per farlo. Sembra incredibile come ciò che un istante prima era solida roccia ora diventi liquida ed inizi a parlare con mille voci penetrati, mi scuotono e mi fanno vibrare come la melodia più dolce del mondo, ma le note non sono piacevoli ma piuttosto pungenti e pericolose.

Appena nomina Valeria, volgo il mio sguardo a lei, noto il pallore spettrale di qualcosa che la turba e la consuma prima che finga di affaccendarsi a pulire il bancone.

Il mio sguardo torna su gli altri "Qualsiasi cosa che scorre sottoterra nasce dalla montagna e va verso il mare!" esclamo come a voler confermare l'affermazione di Fiore.

Siamo inciampati per caso in qualcosa di più grande di noi, dobbiamo rialzarci e se riusciamo a farlo non saremo solo noi a giovarne.

Zarath, barbaro tiefling

Sospiro. Incrocio lo sguardo dell'aasimar, dopo che la voce del monaco mi è risuonato nel cervello in una cacofonia terribile. Il mio volto è visibilmente stanco.

Ogni volta che incontriamo qualcuno di nuovo, ci mette in allerta, su questa terra.

Cerco di mangiare di nuovo, ma appena porto il cucchiaio alla bocca il retrogusto mi rende il tutto immangiabile. Getto il cucchiaio nella ciotola.

Mi volto verso il monaco, poi verso Valeria. Non lo dico, ma il mio sguardo parla per me. E quindi...?

Resto in attesa della risposta a Fiore, anche se ho paura non aiuterà.

  • Autore

Il silenzio nell'Ultimo Riposo si fa assoluto, rotto solo dal sibilo ritmico delle caldaie che filtrano il mercurio rosso. Valeria smette di pulire il bancone e guarda Selyra, poi Fiore della Giungla, con una gravità che spegne ogni traccia della sua precedente spavalderia.

Perché vi aiuto? Perché sono stanca di vedere gente convinta di poter camminare nel fango senza affogare, risponde Valeria, la voce ridotta a un sussurro roco. Ciò che mi spaventa, elfa, non è la morte. È la consapevolezza che siamo tutti parte di un rito che non finisce mai. Il Re tradito non è una metafora: è la fonte che nutre il cuore di Linden, il punto finale di questa agonia. Ma se volete spezzare la sutura, non potete colpire la testa del serpente finché le sue spire stringono ancora la terra.

Il monaco cieco, percependo il dubbio di Devras e la saggezza brutale di Zarath, inclina la testa. Le sue orbite vuote sembrano studiare le giunture e il nucleo del costrutto, riconoscendo in lui una parentela con l'ingegneria alchemica della città.

Il barbaro vede il flusso, ma qui tutto è distorto, mormora il monaco. E tu, creatura di ingranaggi e volontà, senti la risonanza del ferro meglio di chiunque altro. Se volete raggiungere Linden e sciogliere l'incantesimo, dovete prima indebolire i tre contrafforti che lo tengono fermo. Se colpite la fonte ora, la reazione alchemica vi polverizzerà. Il cilindro è una diagnosi del dolore: dovete prima spegnere i tre nodi minori, o le vostre ombre diventeranno parte della cenere prima ancora di avvistare Linden.

Valeria sospira, notando che Shamàsh ha smesso di mangiare per via del sapore metallico che infesta ogni cosa. Si sporge sul bancone, indicando le direzioni delle tre ancore prima del confronto finale.

Volete la fonte? Allora dovete prima colpire dove la terra urla più forte:

A Nord, al Porto di Scoria, l’Ancora di Ferro è una macchina insaziabile che pompa il vuoto nel sottosuolo. Per abbatterla vi servirà il Catalizzatore Instabile di Vesper: inserendolo nel cuore del pistone, trasformerete l'energia in un incendio alchemico che divorerà il metallo. Forse proprio tu, costrutto, sarai l'unico in grado di avvicinarti a quel calore.

Sposta poi lo sguardo verso le vette gelide a Nord-Ovest. L'Abbazia di Ossidiana custodisce il secondo nodo, il Monolito che vibra alla frequenza del buio. Per spegnerlo vi serviranno Scalpelli in Ferro di Luna, recuperabili dai fabbri del Porto. Ma ascoltate bene: proprio i monaci lì sopra distillano la Linfa di Vetriolo, un acido che ottengono purificando il sangue corrotto dei pellegrini attraverso la preghiera e l'alchimia fredda.

Infine, il monaco indica la zona a Sud-Ovest. Quella Linfa è l'unica cosa capace di sciogliere l'Ancora di Legno Nero, nascosta nel Groviglio di Radici Fossili della Selva delle Querce Nere. È un ammasso di alberi mutanti che filtrano il cielo: senza l'acido dei monaci, le radici continueranno a tenere avvinta la realtà, rigenerandosi più velocemente di quanto possiate colpirle.

Valeria vi guarda uno a uno, le mani pesanti sul bancone. Catalizzatore per il ferro, scalpelli lunari per la pietra e linfa di vetriolo per le radici. Solo dopo aver sabotato il vapore, armonizzato la roccia e dissolto il groviglio, potrete marciare verso Est, verso Linden. È lì che l'incantesimo nasce, ed è lì che dovrà morire.

@ Tutti

Se la sto facendo troppo complicata ditemelo pure.

gli altri vostri compagni di viaggio al momento non sono con voi , dall'alchimista il gruppo del professore è entrato con voi mentre il gruppo del tiefling è rimasto fuori , e quando siete tornati tutti gli altri sono tornati nelle loro camere , credete che l'influsso del piano e della luna rossa li abbia colpiti in maniera profonda .

A voi.

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore della giungla

Catalizzatore...Linfa...scalpelli...mugugno mentre segno tutto sul mio taccuino degli appunti, dove conservo tutti i disegni da cui traggo la mia magia. Nonostante la difficoltà ammetto di essere eccitata. Questo mondo è un puzzle da risolvere, e ho sempre adorato i puzzle.

Molto bene...almeno adesso abbiamo una strada da seguire. Da quanto ci dite probabilmente adesso ci conviene tornare da Vesper e prendere questo Catalizzatore Instabile...anche se sono sicura che c'è lo farà pagare in qualche modo strano dico con un sospiro. Tornare già da quel lunatico non è certo quello che volevo.

Poi da lì possiamo andare al porto e distruggere l'ancora dopo aver preso gli scalpelli. Poi ci dirigiamo all'abbazia e finiamo all'ancora prima di dirigerci a Linden...e distruggere il primo di questi fili. Spero solo che gli altri saranno più semplici...dico, non credendoci troppo.

SELYRA - Bardo Drow

Molte informazioni, troppe tutte in una volta, la pista da seguire sembra chiara, ma complessa ed oscura perché quel che dovremmo fare non è semplice e dalle parole di Valeria e da quanto ci ha detto Vesper molti hanno tentato ma hanno fallito.

Chi siamo noi dopotutto per riuscirci?

Quanti hanno "puzzato" di destino prima di noi?

"Vero!" rispondo a Fiore "Sappiamo dove andare e cosa fare!"

Esclamo per tornare poi ad essere assorta nei miei pensieri.

Dallo zaino prendo il mio blocco dove scrivo le ballate e segno di luoghi che dovremmo visitare, il manufatto da trovare e l'oggetto da utilizzare per spezzare il legame.

  • Porto di Scoria (Nord): Ancora di Ferro - Catalizzatore instabile di Vesper

  • Abazzia di Ossidiana (Nord-Ovest): Monolito - Scalpelli in Ferro di Luna

  • Selva delle Querce Nere (Sud-Ovest): Ancora di Legno Nero - Linfa di Vetriolo

  • Linden (Est)

Chiudo il quaderno ed osservo gli altri per vedere se hanno la mia stessa preoccupazione in volto.

Shamàsh

Annuisco alle parole di Valeria. Seguo ogni dettaglio con grande attenzione. Vedo gli altri, saggi, annotare tutto quanto. Io provo a tenere a mente le informazioni importanti.
Catalizzatore da Vesper per l'Ancora di Ferro. Recuperare la Linfa prima di arrestare le vibrazioni del Monolite con gli scalpelli. Infine alla Selva delle Querce Nere.

"Spero non abbia il coraggio di chiederci altro. Mi sembra anche lui bisognoso di mutare le cose in questo modo. D'altronde dovrebbe essere uno dei maggiori promotori del mutamento." concludo riferendomi all'accenno di Fiore sulle possibili richieste dell'alchimista. "Andiamo."

  • Autore

Uscite dalla locanda dell'Ultimo Riposo e la città-fortezza di Ouroboros vi accoglie con il suo respiro opprimente...non c'è sollievo all'esterno , l'aria è una miscela densa di ozono e zolfo, e la Cenere di Vuoto , quel pulviscolo oleoso e grigio che piove dal firmamento nero ,scivola incessantemente dai tetti spioventi in quercia nera, simili a lame rivolte verso la Grande Luna Rossa.

camminate su ciottoli irregolari che danno la sgradevole sensazione di calpestare una fila di denti marci. Ogni passo risuona tra le mura ciclopiche di ossidiana, mentre le ombre sembrano allungarsi per artigliare i vostri mantelli. La direzione è chiara: dovete risalire il labirinto di ardesia fino al laboratorio dell'alchimista...

quando la pesante porta del laboratorio si schiude, venite investiti da un vapore azzurrognolo che profuma di mandorle amare. Il Maestro Vesper è lì, una figura curva e spettrale nella sua veste color prugna incrostata di sali. Le sue dita, coperte dalla pelle di drago nero macchiata d'argento vivo, si muovono con una frenesia millimetrica su una serie di filamenti metallici.

Si volta lentamente. Le sue protesi oculari di vetro ambrato brillano nell'oscurità del laboratorio; all'interno, le pagliuzze d'oro danzano vorticosamente, analizzando le correnti di energia che emanano dai vostri corpi.

Siete tornati...stride la sua voce, simile a una lima che tortura un cristallo...siete ancora interi, un miracolo in questa città che divora se stessa. , ma le vostre anime sferragliano in modo diverso ora , portate addosso il sapore del ferro dell'Ultimo Riposo e l'odore metallico di verità che non avreste mai dovuto scoprire...

Eala un tenue vapore azzurro, studiando il taccuino che Fiore della Giungla stringe ancora tra le mani e l'espressione assorta di Selyra.

Perché interrompere il mio silenzio? Non si torna da Vesper per cortesia. Avete scoperto che il mondo non è solo fumo e ingranaggi, ma una ferita che non smette di spurgare? Ditemi... cosa vi serve per credere di poter sfidare l'agonia di questa terra?

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Fiore della Giungla

Il catalizzatore instabile dico in maniera secca, sicura di me. O almeno mi mostro tale. Suppongo tu possa già immaginare a cosa ci servirà. Voglio sperare che, vista l' importanza della nostra missione, tu ce lo possa dare a un prezzo ragionevole. Nonostante cerchi di tenere il controllo dei miei pensieri, non è mai stato qualcosa in cui sono brava. E infatti non posso fare a meno di pensare. "Sempre che tu sappia che significa la parola "ragionevole" "

Shamàsh

Di nuovo raggiungiamo la "tana" dell'alchimista. Stessi odori. Il naso pizzica. Stesse sensazioni. Brividi lungo la schiena. Mi guardo di nuovo attorno sperando di notare cose nuove. Sperando di vedere il catalizzatore già pronto sul bancone. D'altronde lui sapeva e le sue parole sono ancora una volta... troppe. Vuote. Saluto con un cenno del capo.
Non ne aggiungo altre invece a quelle di Fiore. Certo avrebbe potuto evitare la parte del prezzo.

Modificato da Landar

SELYRA - Bardo Drow

Torniamo dall'alchimista, avrei certamente preferito evitare di mettere di nuovo piede in questo luogo ma sembra sia inevitabile.

Abbozzo un sorriso quando sento il suo sguardo addosso, ma l'odore pungente che il laboratorio emana mi fa pizzicare le narici.

Lieta che sia stata Fiore della Giungla a chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.

"Scommetto che Messer Vesper ha già pronto l'articolo e non sarei sorpresa se già sapeva il motivo per cui siamo tornati" cerco di usare un tono amichevole per mascherare il disagio che provo in questo posto così opprimente.

  • Autore

Le lenti ambrate di Vesper scattano con un ronzio metallico, focalizzandosi prima sul volto di Fiore della Giungla, poi scivolando su Shamàsh e Selyra. Un sorriso sbiadito, privo di qualsiasi calore umano, si fa strada tra le rughe del vecchio alchimista. Il vapore azzurrognolo intorno a lui sembra addensarsi, reagendo alla tensione della stanza.

Ragionevole.

La voce di Vesper gratta l'aria, ripetendo la parola di Fiore come se stesse assaggiando un veleno sconosciuto. Solleva una mano guantata in pelle di drago, indicando i filamenti metallici che vibrano sul bancone.

Una parola curiosa per chi cammina sull'orlo del baratro. Voi cercate il fuoco che accende i mondi e mi chiedete di pesarlo sulla bilancia del vostro baccello di rame.

L'alchimista si volta di schiena, i passi felpati che non producono rumore sul labirinto di ardesia del pavimento. Raggiunge uno scaffale colmo di ampolle di ossidiana sigillate con ceralacca plumbea. Shamàsh osserva i suoi movimenti, ma sul bancone non c'è nulla di pronto; solo polvere d'argento vivo e fiale vuote. Vesper allunga le dita sapienti, sfiorando i vetri scuri prima di estrarre un cilindro di ferro freddo, percorso da rune che pulsano di una debole luce cremisi, identica alla luna che sovrasta Ouroboros.

Selyra ha l'intuito affilato delle sue genti, ma pecca di ottimismo.

Dice, senza guardare il bardo d'oro e d'ombra. Torna a voltarsi, tenendo il cilindro sospeso tra le dita. All'interno si avverte un battito irregolare, un rollio liquido che sembra voler spaccare il metallo.

Sapevo del vostro ritorno, sì. Ma il catalizzatore instabile non è una merce. È un pezzo di Vuoto che ha dimenticato come morire. Non vi chiederò oro, Fiore della Giungla. L'oro non pulisce il sangue dai ciottoli di questa città.

Fissa gli avventurieri, le pagliuzze dorate nei suoi occhi finti che ora ruotano a una velocità folle, analizzando le loro auree.

Il prezzo è un legame. Voglio un pezzi della prima cosa che questo catalizzatore distruggerà. Sia essa una porta, un costrutto o il cuore del vostro peggior nemico. Lascerete che la Cenere di Vuoto consumi quel residuo per mio conto, oppure il cilindro rimarrà dove si trova. Siete pronti a firmare questo patto con il vostro prossimo passo?

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Zarath, barbaro tiefling

Perdo la pazienza. Ormai qui si parla per dare aria alla bocca, non capisco niente di quello che dicono, e ormai ne ho piene le scatole. Ma che vuol dire?!

Cito, cercando di imitare la voce di Vesper "È un pezzo di vuoto che ha scordato come morire."

NON HA SENSO. Siete o non siete in grado di parlare senza fare questi continui mi agito, agito le braccia in maniera convulsa vaneggimenti! Vuoi un pezzo della prima cosa che questo coso distruggerà, ma se lo distrugge come ce lo prendiamo questo pezzo!

  • Autore

Un silenzio di tomba cala nel laboratorio alchemico, rotto solo dal ronzio frenetico delle protesi oculari di Vesper che scattano all'istante verso il mastodontico barbaro tiefling. Le pagliuzze d'oro nei suoi occhi di vetro ambrato si bloccano, fissando le corna e i gesti convulsi di Zarath.

L'alchimista non si scompone. Lentamente, piega la testa di lato con l'angolazione innaturale di un rapace notturno. La sua veste oscilla, liberando un'altra folata di vapore al sapore di mandorle amare. Un suono acuto e stridente esce dalla sua gola: Vesper sta ridendo.

La carne è sempre così impaziente di fronte all'infinito.

La sua voce gratta il silenzio, fredda e tagliente come i ciottoli di ossidiana all'esterno. Fa un passo verso Zarath, sollevando il cilindro di ferro per portarlo all'altezza degli occhi del tiefling. Le rune cremisi sul metallo sembrano brillare più intensamente, riflettendo la luce della Grande Luna Rossa.

Il senso sfugge solo a chi guarda il mondo con occhi fatti di fango, Zarath. Quando quel cilindro si aprirà, la forza contenuta disintegrerà il vostro bersaglio, riducendolo in polvere e pura energia grezza. Quella polvere non svanirà. Diventerà Cenere di Vuoto, legata magneticamente a questo contenitore.

Vesper picchietta il guanto in pelle di drago nero sul cilindro, producendo un rintocco metallico e sordo.

Io non voglio un pezzo di roccia o un lembo di carne sanguinante. Voglio l'essenza residua che rimarrà intrappolata nelle pareti di ferro di questo costrutto dopo l'impatto. A voi serve il potere distruttivo per superare l'ostacolo; a me serve la scoria spirituale che ne deriverà. Ora la tua mente di ferro e rabbia riesce a masticare questa verità, o hai bisogno che io la riduca in poltiglia per te?

L'alchimista sposta lo sguardo sul resto del gruppo, tenendo il catalizzatore sospeso a mezz'aria , in attesa di una decisione definitiva.

@ Tutti

A voi .

@Cronos89 @Daimadoshi85 @Landar @shadyfighter07 @Theraimbownerd

Modificato da Dardan

Fiore Della Giungla

Un classico reagente insomma Dico con un sospiro. Poteva dircelo anche senza insultare il mio compagno. Non tutti sono avvezzi al funzionamento dell' alchimia Mi sento in dovere di difendere Zarath, dopo tutte le volte che lui l' ha fatto sul campo di battaglia.

Non vedo perché negarvelo. Non ne avremmo comunque fatto uso. Spero solo che voi lo usiate per aiutare chi ne ha bisogno. Dico, anche se ho MOLTA poca fiducia che lo farà davvero.

SELYRA - Bardo Drow

Avverto una sorta di energia negativa avvolgere la stanza, a volte solo chiedere senza aggiungere altro sarebbe la cosa migliore.

Anche io pecco in questo, probabilmente la mia è solo e semplicemente presunzione, ma il discorso non mi quadra.

"Messer Vesper! Il cilindro non serve solo a noi! Ma per salvare questo piano e tanti altri, tante vite. Volete il vostro reagente? Ve lo porteremo. Ma quanto vale per voi la nostra vita? Probabilmente niente ma se quello che volete è davvero così importante non credete che le nostre vite andrebbero in qualche modo...tutelate? Un qualcosa che ci protegga davvero in questa missione sarebbe utile! Non una pozione ricavata dal nostro stesso sangue ma qualcosa che ci permetta di sopravvire. Lo avete?"

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