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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida

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Eveline

Procediamo, evitiamo i guai se possibile anche se gli sarebbe piaciuto molto indagare su quella fortezza manteniamo un andatura costante evitando di avvicinarsi troppo qualcuno potrebbe pattugliare la zona più vicina. Ci fermeremo domani durante le ore più calde, cercando un ombra

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  • Octopus83
    Octopus83

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Immagini pubblicate

Pennarossa

«Luce incostante, forse troppo per muoversi tranquilli, e dobbiamo riposare. Potrei preparare un rifugio per la notte».

L'halfling descrisse come. Avrebbe scelto un pendio con muschi e licheni che formavano un tappeto compatto, cominciato a tagliare il suolo come se volesse affettarlo per qualche metro, quindi sollevato un lembo di quella tela vegetale per procedere orizzontalmente, separandola dal terreno.

Con quel telo naturale a fare da tetto mimetico, avrebbero avuto riparo e nascondiglio.

Ma non era possibile se gli altri volevano muoversi.

  • Autore

La determinazione di Kyrian ed Evelin nel voler proseguire sfruttando la notte per marciare non visti ha la meglio. Pennarossa era già pronto ad illustrare al gruppo sofisticate tecniche di mimesi naturale e sartoria ecocompatibile, ma le sue spiegazioni non sembrano interessare troppo né Kyrian, che gli sventola una mano davanti al naso con un "Sìsì ok bravissimo, però sticàzzi andiamo", né Eveline, che commenta con un "Ew" l'idea di coprirsi con del muschio, non importa se sistemato su un telaio di rami o direttamente sulla pelle immacolata.
Andrej e Rallo, invece, paiono davvero troppo assorti in una discussione sulle abitudini sessuali e riproduttive delle streghe Bheur (con Rallo che elabora su rischi di congelamento e difficoltà di lubrificazione, mentre Andrej insiste ciò nonostante sulle potenzialità del Circolo). I due si limitano a seguire il gruppo in coda, incuranti di ciò che attorno accade.

Poco male, perché la marcia procede, a rilento ma procede, e senza particolari accadimenti.

Con un'unica, enorme eccezione. Proprio mentre la mole di Rashemar e della collina rocciosa su cui si trova incombono su di voi, complice anche la luce lunare che da dietro ne ingigantisce ulteriormente le proporzioni, notate qualcosa sollevarsi in volo dalle rovine. Qualcosa di grosso, molto grosso, direste enorme, che con ampi battiti d'ali lascia la rocca. Il grido che la creatura lancia vi fa, per un istante, gelare il sangue nelle vene, timorosi che un solo movimento possa rivelare la vostra presenza.
Così fortunatamente non è e, per vostra fortuna, la bestia alata non si dirige verso di voi, ma verso le praterie aperte.

Beasts of Rashemar

Dopo attimi di panico riprendete il cammino, ora assai più silenziosi, le chiacchiere di Rallo e Andrej ora ridotte a pochi bisbigli.
Tre ore di marcia forzata dopo la fortezza di Rashemar è ormai alle spalle e la carovaniera che punta decisa verso sudest. Il sole ancora non fa capolino, manca ancora qualche ora all'appuntamento, nonostante una strana aurora bluastra che si palesa nella direzione del vostro cammino, non esattamente dove ci aspettereste veder sorgere il sole comunque.
La fatica vi impone comunque di fermarvi, con Andrej e Pennarossa che mostrano i primi segni di cedimento, e soprattutto Rallo incapace di proseguire mentre si trascina i piedi ed espone lunghe sequele di lamenti.
E voi sapete benissimo quanto Rallo possa lamentarsi.
Che sia il momento giusto per Ceredic per risfoderare le sue doti mimetiche?

per tutti

Andrej e Ceredic 1 livelli di affaticamento, mentre sono 2 per Rallo. Direi che è il caso vi fermiate, ma potete decidere di proseguire se così preferite.
La carovaniera continua a sud est, tenendo la catena montuosa sempre sulla vostra destra e già un poco più distante. Difficile valutare quanto prosegue, quando ci sarà luce saprete di più, ma per quel che vedete, avete davanti svariti giorni di cammino.
Supponendo vogliate accamparvi, le 8 ore di riposo occuperanno le ultime ore della notte, l'alba e buona parte del mattino.

Pennarossa

L'halfling conosceva bene i propri limiti. Si spinse allo stremo per accontentare la volontà dei compagni di proseguire, ma si fermò quando si rese conto che Rallo ormai si trascinava, e avrebbe rallentato tutto il gruppo per non lasciarlo indietro.

«Cerco un rifugio, finché mi reggo in piedi. Non è il caso che quell'essere visto alla cittadella ci veda allo scoperto, se tornasse indietro mentre riposiamo».

Chiese alla donna Turani quale fosse l'accampamento tipico della sua gente, e se avesse consigli da dare su quanto stava per fare.

Cercò di compensare con l'esperienza quel che gli mancava in energie.

Survival

Tiro con svantaggio: 16.

Modificato da Dmitrij

Andrej Tars

Bene così, in fondo.

Erano stanchi, vero, ma essersi lasciati alle spalle quell'orrore non suonava ad Andrej come una cosa sbagliata, anzi.

Per di più, la creatura alata che li aveva terrorizzati poco prima pareva un essere notturno e la crescente speranza dei primi raggi mattutini era un piccolo, ma efficace, toccasana.

Dovevano affidarsi a Ceredic, per cercare un riparo: Andrej sapeva fare ben poco, in quel frangente. Avrebbe potuto confortare il compagno, almeno, se non fosse scattato subito in azione, nonostante la stanchezza che pur era palese anche in lui.

Rallo

L energia spesa negli ultimi giorni nell elaborare lunghi ragionamenti susseguiti da una sequela di idee geniali inizia a pesare sul mio corpo. Avanzo trascinando i piedi e facendo notare a tutti come gli gnomi siano dei fenomenali scattisti, imprendibili nelle corte distanze ma decisamente poco avvezzi alle maratone. La vista della creatura alata arriva a darci una svegliata, Penna iniziaa a guardarsi attorno in cerca di un rifugio dove passare quel che resta della notte.

"Kyrian, tu sei di queste parti...hai mai visto o sentito parlare di una bestiaccia del genere?"

chiedo al Rashemi mentre mi stringo nella coperta

Eveline

la donna si chiuse nel suo manto elfico per nascondersi dalla creatura, il cuore le iniziò a battere forte quando comprese la grandezza ed un crescente interesse monto dentro di lei. Una creatura fatta oscura che preda durante la notte più profonda disse borbottando sperando di non essere sentita dalla bestia alata.

Una volta finita la lunga camminata decise di parlarne con il gurppo Sono impressionata dalla creatura, sarebbe interessante capire cosa è quella creatura e quanto lontano si spinge nella caccia, qualche gruppo pazzo potrebbe addirittura preparare una esca per adescarla e combatterla la prossima notte. Sono sicura ci potrebbe dire qualcosa sul cosa sta diventando quella roccaforte.

farei delle prove per approfondire qualsiasi cosa possa conoscere della creatura. Se serve ho anche una magia (ho 2 slot in totale a riboso breve) per rendermi "competente" in un ambito e quindi poi poter fare gli approfondimenti del caso. Mi piaceva molto l'idea di "chiedere agli spiriti" approfondimenti.

Ceredic

«La creatura? Volete sapere della creatura?».

L'halfling ripensò a quell'ombra gigantesca che aveva disegnato il suo profilo nella notte, illuminata a tratti dalla luna; all'ambiente in cui aveva vissuto; alle sue esperienze e alle letture dei rapporti dei ranger della sua compagnia.
Un'idea cominciò a formarsi nella sua mente, e la espose ai suoi compagni.

«In ogni caso, per attaccare al meglio, sia io che Rallo dobbiamo essere nascosti. Un rifugio ci serve anche se volete tentare una imboscata. Poi a fare da esca potete mettervi voi, se ci tenete, o costruiamo dei fantocci».

Intanto proseguì nella sua opera di scavo.

Natura

#natura-X-la-creatura: 23

Modificato da PietroD

Rallo

Penna ha ragione!”

Quasi mi aspetto il terreno si apra per inghiottirmi e spedirmi all inferno non appena finisco di pronunciare quelle parole.

Ammesso sia necessario attaccarla, e io non credo proprio, cosa vi fa pensare che quell affare possa parlare e non sia solamente una bestiaccia che ha deciso di farsi casa nella cittadella?”

Commento

Inoltre, abbiamo lasciato giustamente di minatori al loro destino perché vogliamo arrivare in tempo all evento Turani…ma abbiamo di colpo tempo per suicidarci con un ombra gigante e ringhiante? No grazie.”

  • Autore

Pennarossa ed Eveline si mettono un po' a discutere con voi di quanto visto volteggiare attorno a Rashemar, attingendo dalle reciproche conoscenze.

A loro modo di vedere, profilo e dimensioni, sommati all'ambiente in cui trovate e alle abitudini notturne mostrate dalla creatura, restringono il campo ad una parola: drago.

I grandi rettili non temono né la luce del giorno né l'oscurità della notte, ma alcune specie, più scaltre o subdole, approfittano dei loro sensi affinati per andare a caccia nelle ore notturne, durante le quali possono piombare sulle loro vittime ancora ignare. La presenza di nubi, poi, offre ai grandi rettili nascondigli in cui celare parzialmente la propria presenza.

Se quest'ipotesi fosse confermata, è possibile che l'esemplare che avete visto possa appartenere alle specie dei draghi rossi, che abitano montagne e colline, o meno probabilmente di quelle blu, solite nelle zone desertiche ma anche in quelle isolate, o nere, che prediligono le paludi ma non disdegnano antiche rovine.

Si potrebbe ipotizzare anche qualche appartenente alla specie metallica, come esemplari di rame, oro o argento, ma la ritenete una possibilità più remota. Rashemar è noto per essere un luogo di male, un drago metallico dovrebbe trovarsi lì solo in esplorazione, o come guardiano custode di ciò che infesta le rovine.

Altra possibilità ancora è che si tratti di qualcosa emerso dal sottosuolo, se Rashemar ha collegamenti di questo tipo. Draghi d'ombra o delle profondità possono approfittare dell'uscita che le rovine offrono per avventurarsi all'esterno durante la notte.

Infine, ci sono anche sottospecie di draghi o specie draconiche, come viverne, dragonnel o jabberwock.

In qualsiasi caso, un avversario di quelle dimensioni è potente, brutale e astuto, se sfidato.

Eveline

Rallo non ti piacerebbe avere un bacino affettuoso da un Drago? potresti essere così piccolo che potrebbe risparmiarti per usarti come cantastorie giocoliere!

sorrido ai compagni stremati Quindi mi pare di capire che non vorreste invitare nel nostro rifugio di fortuna il drago delle rovine. Sono curioso di capire se qualcuno ha qualche storia da raccontare su questa creatura, quando vedremo qualche .. civile .. barbaro .. delle steppe magari ne potremo parlare.

Kyrian.

"Purtroppo non ne so' di più su quella creatura" rispose "MA posso dire che la zona ad est delle montagne è parte del Rashemen solo formalmente: è terra perduta e mai più ripresa dopo gli eventi dell'orda di anni prima"
"Condivido l'idea di un rifugio nascosto"

Ceredic

«Spero che un rifugio ci basti. Gli esseri che cacciano di notte spesso non usano solo la vista, e l'odore di... tutti noi... è difficile da nascondere».

Potevano solo sperare che il vento disperdesse l'usta che lasciavano prima che arrivasse a solleticare l'appetito del grosso rettile.

  • Autore

Sotto la guida esperta di Pennarossa, vi allontanate un po' dalla carovaniera alla ricerca del posto adatto ad accamparvi. Lo trovate dove una depressione nel terreno, erba alta e alcuni grandi massi rotolati fin qui dalla montagna chissà quanto tempo prima offrono sufficiente riparo dal vento, dall'umidità e da occhi indiscreti.

Proprio grazie all'erba alta potete approntare giacigli, ma anche schermare per quanto possibile la vostra presenza. Niente fuochi accesi significa che il vostro pasto saranno gallette, qualche pezzo di formaggio duro, strisce di carne secca. Abbastanza per riempire la pancia, non per scaldarvi, e le notti sono ancora gelide. Avete razioni a sufficienza ancora per qualche giorno, ma presto sapete che dovrete cominciare a procacciarvi il cibo da soli.

Stabiliti i turni di guardia, lasciate che i vostri corpi esausti crollino nell'abbraccio degli spiriti benevoli della notte. Soltanto una volta, poco prima che l'aurora faccia capolino ad est, chi veglia sul gruppo avverte ancora il battito di ali possenti e una cupa sagoma che solca il cielo dove stelle lucenti si alternano a nuvoloni ingombranti.
Vuoi per l'abilità della vostra guida, vuoi per un colpo di fortuna o la benevolenza degli dei, o forse semplicemente per via della pancia già piena, la creatura sorta da Rashemar sembra non fare proprio caso a voi, tornando alle rovine, dove sparisce nuovamente alla vista.

Il sole ha già compiuto buona parte del suo cammino di ascesa in cielo, quando smontate il campo e siete pronti a riprendere il cammino. Rashemar è ormai alle vostre spalle, non vedete più movimenti nel corso della giornata attorno alle maledette rovine, ed è tardo pomeriggio quando, sempre seguendo la carovaniera, voltate verso sud aggirando un crinale che, infine, nasconde la sinistra fortezza alla vostra vista. E, naturalmente, voi alla sua.

La vostra attenzione, nel frattempo, viene attirata da ben altro. Quando la carovaniera riprende il suo percorso verso est, compare all'orizzonte un pinnacolo che si erge roccioso e solitario in mezzo alla pianura leggermente ondulata, che prosegue ininterrotta in ogni direzione verso est. A renderlo molto particolare, oltre alla sua collocazione solitaria, è una luce bluastra che luccica al suo vertice, quasi che un stella notturna si sia lì posata, ostinata a restare anche durante il giorno. Per quanto vi sforziate, nessuno di voi ha memoria o conoscenza di un luogo simile.
La strada sembra proprio puntare in quella direzione.

Beacon.jpg

Modificato da Dmitrij

Pennarossa

Il periodo di riposo, stretti vicini per tenersi reciprocamente al caldo in quel riparo precario e temporaneo, fu abbastanza da permettere all'halfling di recuperare la lucidità, persa per le fatiche della marcia forzata. Era stata un'esperienza nuova per lui, abituato a muoversi da solo e rispettare i ritmi del proprio corpo. Avrebbe fatto molta più attenzione, d'ora in poi, ai segnali di stanchezza, e non solo ai propri.

Controllò lo stato di Rallo. Non sembrava perfettamente in sè, ma in fondo non lo era mai sembrato neanche prima. Quanto a energie, invece, pareva essersi ripreso, non avrebbe rallentato la marcia. Almeno a condizione di non forzarla nuovamente.

Quando ebbero recuperato i loro averi, Ceredic tolse i due paletti che reggevano il tetto d'erba e lo accompagnò al suolo, perché fosse pronto per loro o per altri ad adempiere allo stesso scopo. Tracciò alcuni segni che parevano scarabocchi sulle rocce circostanti, «Segnali da ranger» spiegò ai compagni, per indicare a chi avrebbe saputo leggerli la presenza del rifugio e il suo passaggio in quei luoghi.

Ripreso il cammino non tracciò altri segni ma ne cercò, osservando la carovaniera almeno quanto osservava il paesaggio, in cerca di indizi di passaggi recenti di qualsiasi genere di creatura: ciotoli smossi, ciuffi di peli, segni di accampamento.

Impossibile non notare lo spettacolo che la natura offrì improvvisamente a tutti loro. Guardò la sciamana, in attesa di spiegazioni.

Cercò di penetrare con gli occhi quell'aura bluastra in cima al pinnacolo, puntò contro di essa la propria balestra, come avrebbe fatto prendendo la mira. Non ci volle molto perché rinunciasse e continuasse il cammino. Forse avrebbe visto di più quando la distanza fosse stata minore. Comunque il blu era il suo secondo colore preferito, forse avrebbe portato bene. Ma non ci sperava troppo.

Tiri di dado

/roll 1d20+11 #survival_per_tracce = 29

/roll 1d20+11 #percezioni_sul_pinnacolo = 14

Modificato da PietroD

Rallo

Esausto ed infreddolito, dopo aver sbocconcellato svogliatamente la mia razione, mi avvolgo nella coperta addormentandomi quasi di colpo. La creatura torna a farsi vedere ma fortunatamente, l idea di mimetizzare il campo e montarlo fuori dalla via principale ci aiuta ad evitare lo spiacevole incontro.

"Se al mattino cammini il pomeriggio ti geli le chiappe, se al mattino ti geli le chiappe il pomeriggio cammini"

mi lamento trascinando i piedi cercando di tenere il passo. La monotonia della marcia viene spezzata dal comparire all orizzonte di un picco che sembra emettere uno strano bagliore.

"Che roba e' quella?"

chiedo alla sciamana che ci accompagna

Andrej Tars

Vorrei dire che sono sorpreso dal fatto di essere sopravvissuto a una probabile minaccia mortale, solo per incontrare un altro possibile ostacolo... ma nulla, ormai, mi sorprende, a meno che non si tratti di una novità piacevole o positiva, in questa parte di viaggio.

Il fatto che nessuno di noi abbia una qualche vaga idea di cosa sia quel pinnacolo roccioso rafforza la mia teoria, almeno per il momento.

"Mi pare che stavolta non abbiamo molta scelta... a meno di non voler abbandonare la strada. E nemmeno quella mi sembra una prospettiva invitante", commento, mentre mi copro gli occhi dal bagliore del sole con la mano e provo a scorgere qualche altro dettaglio delľaffioramento davanti a noi.

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