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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida

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Rallo

Senza Penna

Eveline e Kyrian alla fine convengono con me che eliminare la strega era l unica via per non dover dormire con un occhio solo. Stringo la mano al barbaro mentre lascio che Penna smaltisca la rabbia come meglio creda anche se, considerati gli ultimi avvenimenti spero non ci metta troppo, non vorrei che ai minatori venga in mente di provare qualche altra ricetta esotica per cena.

"E tu...non dici niente?"

chiedo alla sciamana Turani

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  • Rallo Entriamo nel cerchio magico, so gia che la sensazione sara' sgradevole ma mai quanto le facce dei nobili che mi fissano con le loro espressioni severe. Se avessero passato piu tempo a gioca

  • Ascoltate le vostre posizioni, il Consiglio di ferro sembra essere disposto ad accontentarvi in tutto. Rassicurati i Rashemi che non c'è alcuna intenzione da parte della città di mettere in crisi i

  • Octopus83
    Octopus83

    Eveline Amici questa strega ci avrebbe logorato ed alla prima occasione avrebbe tentato una vendetta o qualche altro maleficio in queste montagne o altre zone. Non si sa chi serviva e perchè avevano

Immagini pubblicate

Andrej Tars

No Penna

"La lontananza da casa gli fa male. Può anche essere in disaccordo sulle tempistiche e sulla freddezza di Rallo, ma esserci liberati di quella stregaccia prima che ci tradisse è stato solo un bene", dico, cercando di immaginare dove possa essersi cacciato Pennarossa.

"In ogni caso, non credo che possa mettersi a vagare per queste lande da solo: sarà anche un esploratore e una guida, ma le terre dei Rashemi sono ostili e ben diverse da casa sua".

Affianco in ogni caso Eveline e osservo le tracce nella neve: dobbiamo usare quel poco vantaggio che ancora ci dà, prima del ritorno di un clima più mite.

Pennarossa

Da solo

La neve, così abbondante, avrebbe impiegato giorni a sciogliersi. Anche se le streghe non avevano più influenza sul clima, in alta montagna il sole avrebbe avuto un'azione lenta.

Ceredic guardava il manto in cerca di piccole ombre, a distanza regolare, che tracciassero una pista. Se solo avesse trovato qualcosa di vivo, di puro nel suo essere selvatico, di grandioso nel suo sopravvivere a quel clima, avrebbe finalmente avuto un po' di sollievo.

  • Autore

Non mio compito parlare, ma se tu chiedi, io rispondo dice Aslihan a Rallo, accompagnando le sue parole con un gesto per stringersi ulteriormente lo scialle addosso.

Alla fine, serve quasi un'ora al gruppo per ritrovare il loro compagno seguendone le tracce. Pennarossa ha percorso un lungo tratto in mezzo alla neve e ai picchi. Lo ritrovate ai margini di una piccola conca, inginocchiato a terra, nella mano un uccello dal piumaggio candido.

Nel momento in cui scollinate per andare incontro al ranger, questi si alza per venirvi incontro, il pennuto che spicca il volo allontanandosi da voi con un frullo di ali.

Ceredic

L'halfling si mosse verso i compagni, il collo torto per seguire con lo sguardo il volo della pernice. La balestra pendeva al suo fianco.

Quando il piumaggio bianco non divenne che un vortice indistinto in quel mondo niveo, dedicò l'attenzione ai compagni.

«Che fate in giro? Anche voi in cerca di un po' di umanità fra le bestie?».

Rallo

Osservo il gesto di Penna segnandolo nel taccuino all interno della mia testa.

"Quella pernice avrebbe riempito la pancia di un paio di noi ...che ce'... adesso sei anche diventato vegetariano?"

commento indicando l uccello che si allontana

Ceredic

L'halfling fece spallucce.

«Una vita per una vita...».

Si avviò per tornare da dove erano arrivati i suoi compagni.

«Troverò da mangiare di molto meglio quando saremo a quota più bassa e senza tutta questa neve».

Andrej Tars

"Oggi non moriremo di fame. E neppure domani. La strada è spianata e sappiamo dove andare. Facciamolo, ché la via è ancora lunga, il tempo poco e le nostre risorse scarse. Il cammino ci restituirà il buonumore... o lo farò io, a forza di raccontarvi storie meravigliose e di cantarvi perdute litanie", dico, tirando anche fuori un sorriso.

Siamo vivi, interi e il nostro viaggio può riprendere: alla morte e al dolore potremo pensare un altro giorno. Tanto, quei giorni non ci scarseggiano mai.

Eveline

Andiamo, quella strega ci stava avvelenando senza che ce ne accorgevamo, ci avrebbe messo in crisi nel momento più difficile. Bene che abbiamo risolto la cosa, non mancherà a nessuno in questo mondo ed abbiamo salvato decine di vite. Abbiamo molta strada da fare, avviamoci prima che Andrej decida di dirci quella volta che si è divertito con la cugina di qualche suo amico.

  • Autore

Chiuso almeno l'incidente e trovato un pur temporaneo riequilibrio, il gruppo si rimette infine in marcia. Obbittivo in direzione est: superare il passo di Thethkel, discendere il versante orientale della catena montuosa, e affacciarsi finalmente sulle steppe orientali.

Più facile a dirsi che a farsi. La camminata successiva è un'ordalia. Pur vero che il clima è in netto miglioramento, al punto che la neve cessa di cadere e il cielo comincia a ripulirsi dalle nuvole opprimenti. Tuttavia, la neve alta rende il procedere lento e faticoso, difficile trovare la via in mezzo a quelle vette sconosciute, così come reperire calore.

Quando finalmente, dopo un giorno di marcia e una notte passata ancora in quota, raggiungete e superate il limitare delle nevi, i vostri corpi sono spossati dalla fatica tremenda, dal gelo, e dalle privazioni.

La vista verso est è spettacolare e, quando giungete ad averne una buona visuale, vi soffermate a contemplare, con un misto di inquietudine e curiosità, la vastità delle piane orientali che si perdono fin dove l'occhio riesce a giungere. Un'eternità da percorrere a piedi.
Casa dice Aslihan a mezza voce e con una nota di sollievo.

Libero dalla neve, il terreno vi offre la traccia di una vecchia carovaniera che, più in basso rispetto a voi, prosegue verso sudest costeggiando le pendici dei Monti dell'Alba. I pendii orientali sono molto aspri, ricoperti di larici sparpagliati, segnati da frane, crepacci, erbe alte e secche. Verso sud, a qualche ora di marcia, scorgete sulla sommità di una collina i ruderi di una grande e antica fortezza: Cittadella Rashemar.

alpine-steppe-mountains-central-asia-alt

Per tutti

In questa mappa, consideratevi in una posizione intermedia tra le miniere di Tethkel e Cittadella Rashemar. C'è segnata anche la carovaniera che state seguendo.

rashemen.jpg

Andrej Tars

"Proprio una bella scampagnata... è esattamente per questo che ho deciso di arruolarmi nell'esercit... ah, no. Non ľho mai fatto: chissà davvero il perché!?!", mi lamento, ma solo perché adesso sono sollevato dall'idea di essere sopravvissuto senza perdere un qualche arto a causa del gelo.

"E questo, mia cara e miei cari, è il momento ideale per decidere se vogliamo capire quale male si annida nella Cittadella Rashemar.

Nonché per capire se una simile scoperta si allinei davvero col nostro obiettivo principale...".

Modificato da Ghal Maraz

Kyrian
Il barbaro guardò la pianura e sorrise: uno dei pochi sorrisi fatti finora.

Si inginocchiò e ne baciò l'erba.

Poi guardò i compagni e tornò serio. "Andiamo? Penso sia meglio prima avvicinarci alla città e capire la situazione con i nostri occhi. Non ci avvicineremo troppo, solo per chiarirci le idee rispetto alle storie"

Modificato da AndreaP

Rallo

Esausto, affamato ed infreddolito, trovo comunque il tempo di fermarmi ad osservare la vista che di colpo ci si para davanti. Non più cime ricoperte di neve e ghiaccio ma una splendida radura che si estende fino a toccare l orizzonte.

Il mio cuxo intirizzito non fa in tempo a scongelarsi che e’ gia’ ora di prendere decisioni.

Quanti giorni mancano al raduno dei clan?”

Chiedo alla sciamana turani

Eveline

E quanto ci vuole per la Cittadella Cedeic? Dovremo rifare il tragitto se vogliamo arrivare in tempo

Pennarossa

Appena la neve lasciò il posto all'erba, molto prima che l'occhio dei compagni potesse vedere una strada carovaniera diretta alla Cittadella Rashemar, l'halfling aveva già cominciato a seguire sentieri invisibili agli altri, allontanandosi in fretta per tornare presto e rapidamente, ogni volta con le mani piene. Principalmente muschi, licheni, bulbi e tuberi commestibili, ma anche una discreta quantità di piccoli, eppure carnosi, mammiferi della steppa. Offrì subito ciò che era edibile anche da crudo agli altri, lasciando il resto per le soste con il fuoco.

«Siamo circa a metà strada rispetto alle miniere, e la parte difficile era scendere quel tratto nella neve. Un altro giorno e potremmo essere alla Cittadella».

Mordicchiò la punta di una radice con soddisfazione, poi la usò per indicare la zona circostante ai ruderi.

«Il problema è che per evitarla, e girarci intorno a una distanza sufficiente per non essere visti da chi vi si trova, rischiamo di perderne almeno il doppio».

Modificato da PietroD

  • Autore

Tirato un po' il fiato, decidete di rimettervi in cammino e valutare il da farsi strada facendo, dato che in ogni caso la direzione è tracciata.
Aslihan ha tenuto lo sguardo incollato sulle steppe, poco interessata alla fortezza in rovina, mentre accompagna il cammino con una melodia sommessa. Si ferma per rispondere alla domanda di Rallo Kurultai sarà tra tre lune e ventidue soli. Siamo molto lontani, aspetta lungo lungo viaggio, non sappiamo cosa incontremo sulla via, non è bene arrivare ultimo momento, non saremo pronti. Per poi aggiungere. Voi pensa che mio popolo ha qualcosa da fare in vostro vecchio campo di pietra. Voi pensate stupido.
Vi impressiona la velocità con cui Aslihan sta imparando la vostra lingua. Soltanto poche settimane prima era praticamente incapace di comunicare con voi.

Strada e tempistiche

Stime approssimative:
Proseguire sulla carovaniera fino al punto più vicino a Rashemar: circa 1,5 giorni
Deviazione per raggiungere Rashemar: 1 giorno aggiuntivo A/R salvo ostacoli
Deviazione per restare lontani da Rashemar ed evitare eventuali sentinelle: 1 giorno aggiuntivo

Modificato da Dmitrij

Kyrian
"Stare qui a parlare non ci permetterà di capire quale sia la situazione e come aggirare la città" disse Kyrian "dobbiamo avvicinarci per capire. Poi prenderemo la decisione: non sappiamo se ci siano sentinelle o altro."

Andrej Tars

"Se non ci interessa indagare la Cittadella, allora ci basta tenercene lontani, ma senza dover per forza allungare il percorso più di tanto. Certo, potrebbero esserci sentinelle, e se ci vedessero, potrebbero anche allertare qualcuno e mandarci contro una spedizione armata... o qualcosa del genere. E allora saremmo fregati e dovremmo ripensare il nostro agire", rispondo a Kyrian, di cui comprendo bene la preoccupazione.

"Ma perché dovrebbero decidere di assalirci, se passiamo e basta? Voglio dire, se questo male è davvero così aggressivo, allora forse non saremmo al sicuro nemmeno passando più lontani... o notando delle sentinelle. Cercare di sembrare meno minacciosi possibili non potrebbe essere la soluzione migliore? Andando semplicemente per la nostra strada?", aggiungo, cercando un confronto sensato con le opinioni dei miei compagni.

"Anche perché, tentare di ridurre le distanze per individuare delle sentinelle ci farebbe perdere del tempo a prescindere. Camminare spediti e guardarci le spalle finché non ne siamo lontani è una possibilità che non escluderei".

  • Autore

Ancora svariate ore di marcia e la fatica che si fa sentire, mentre camminate e discutete discenendo lentamente il pendio dei monti. Verso sera, con il sole che scompare dietro le vette e lunghe ombre che cominciano a stendersi sulle piane orientali, avete sensibilmente ridotto la vostra distanza dalla Cittadella Rashemar. Incrostata su una gigantesca protuberanza rocciosa che sporge dal fianco della montagna come un goffo dente pietroso ricoperto di massi ed erbacce rinsecchite, con l'imbrunire scorgete i bastioni che cingono la struttura circolare, collassati in più punti e privati del loro scopo. Ora che vi siete abbassati sensibilmente di quota, la struttura incombe su di voi dall'alto, ancora lontana diverse ore di marcia, ma capace di proiettare un senso di disfacimento e inquietudine.
Intravedete una strada che pigramente si inerpica su per il pendio con ampie volute e tornanti. Frane e smottamenti ne hanno cancellato ampi tratti. La vostra carovaniera prosegue la sua discesa aggirando l'area ad una distanza di quattro o cinque chilometri in linea d'aria. Se qualcuno da lassù osserva, probabilmente può tener d'occhio il passaggio di carovane e viandanti, almeno durante il giorno, quando la luce lo consente. Che possa poi anche intervenire in qualche modo, è tutto da vedere.

Info

Potete decidere di:
- cercare dove accamparvi per la notte
- approfittare del buio per risalire il pendio e avvicinare le rovine della fortezza
- approfittare del buio per proseguire la marcia e oltrepassare la fortezza
- altro che decidete
Proseguire la marcia, in una direzione o l'altra, imporrà delle fatiche aggiuntive :)

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