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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Pippomaster92

Sezione III - Capitolo 1

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È il freddo, a svegliarvi. 

Le capsule in cui vi siete addormentate sono così efficienti che non ne avvertite il gelido morso: perdete conoscenza molto prima, e in teoria vi dovreste svegliare solo quando il vostro corpo è pronto.

Qualcosa, quindi, è andato storto.
Intrappolati nelle vostre tombe di ghiaccio, non avete modo di osservare l'esterno perché il lato trasparente delle capsule è coperto da qualcosa di trasparente, ma opaco. Il vostro fiato si condensa davanti al volto, mentre nella vostra mente intorpidita si fa strada un pensiero: siete chiusi dentro ad una bara, un sarcofago dal quale non potete uscire. Avreste dovuto svegliarvi, il coperchio si sarebbe dovuto aprire, e voi vi sareste trovati tra volti amichevoli. Un integratore proteico, un sorriso, qualche parola scambiata con i "vicini di letto"...un risveglio piacevole. 

Ma ora fa freddo, ora siete bloccati in una stretta capsula che vi stringe in un abbraccio mortale. Solo paura e istinto animale vi salvano: sapete che è possibile un'apertura di emergenza, premendo un tasto vicino al piede destro. 

Con qualche sforzo, alcune delle vostre capsule si dischiudono al mondo. Altre no. Reyna e Xei Pei si trovano ancora intrappolati, le porte che si sollevano appena ma poi restano così solo per uno spiraglio, pochi centimetri. Un guasto tecnico? Un ostacolo fisico? Impossibile dirlo attraverso il vetro opacizzato. Chi invece riesce ad uscire nel corridoio della Sezione scopre subito il motivo: ghiaccio.

L'intero corridoio è invaso dal ghiaccio, illuminato dalle luci bianche delle capsule aperte. Lo strato d'acqua congelata ha coperto alcune capsule interamente, ne ha bloccate altre in parte e ne ha addirittura schiantate alcune. Sul pavimento ci sono cinque o sei dita di acqua semi-ghiacciata, e l'aria è intollerabilmente fredda. Siete nudi, e anche se i vostri effetti personali sono assai vicini (ai piedi di ciascuna capsula, invero), la sola esposizione all'aria vi sta già facendo temere per le vostre vite!

NOTA

Spoiler
  • Benvenuti su Kepler! Oppure no?
  • Potete avere accesso ai vostri Oggetti Speciali.
  • Reyna e Xei Pei però sono ancora intrappolati, da soli non riusciranno ad emergere.
  • Tutti voi avete subito "una ferita" dovuta all'ipotermia.
  • Prossimo check-point: 23:59 di giovedì 21 maggio. 

 

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Ajand Fundar 

Il dolce risveglio in realtà è un gran casino. Veramente grosso. Spintono col piede per aprire la capsula e, a quanto sembra, sono fortunato: alcuni sono sicuramente morti ed altri lo saranno fra poco.

Ca**o, caz**, ca**o me**a! penso veloce, mentre il fischio si fa sentire e, completamente nudo ancora, mi avvicino ad una delle due “tombe chiuse”. Ho il terrore di guardare a quelle schiantate, la paura di vedere se siano di persone con cui sono venuto. Ormai considero un amico persino quel vampiro senza cuore di Mosis. 
Nonostante il freddo, porto entrambe le mani all’apertura del “sarcofago” per aprirla.

<<Benvenuti su Kepler un ca**o!>>

@master 

Spoiler

Master, in caso il freddo sia insopportabile, dimmelo che in caso correggo e mi metto il vestito senza la tua comprimitiva urlando “vestizione” xD

In caso faccia molto freddo ma non mortale, andrei ad aprire uno dei sarcofagi chiusi. Se con forza 3 ce la faccio velocemente, apro entrambi quelli chiusi prima di andarmi a vestire ed in caso essere sgamato subito xD

 

Edited by Zellos

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Reyna

Che cos'è questo freddo? è il primo pensiero che mi balena in mente mentre riprendo conoscenza Non me l'ero immaginato così l'arrivo.

Impiego qualche secondo prima di capire che la situazione non è normale e che la capsula è ricoperta di ghiaccio MERDA! esclamo mentre premo il pulsante di apertura d'emergenza MERDAMERDAMERDA!

Athna Richiamo il mio assistente personale che fortunatamente Che diavolo sta succedendo? TIvra e Keiko stanno bene? Domando continuando a forzare il portello

 

Spoiler

Direi che potrei provare con una azione di
Forza 1 + assistente 3 (Tivra) se si è liberata

 

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Keiko Yamashita

Stringo con forza le palpebre, sentendo una sensazione di freddo che attanaglia tutto il mio corpo.. Stavo sognando fino a quel momento, sognavo di ricordi felici su di un prato, per la precisione un parco insieme a tanti altri ragazzini con cui divertirmi. Me ne stavo su di un altalena a dondolarmi avanti e indietro senza sosta, uno di quei vecchi giochi di cui ho tanto sentito parlare, ma di cui non ho il minimo ricordo di che sensazione si possa provare nell'utilizzarla.. Eppure sono sicura di esserci stata, nei ricordi che mi sono stati messi nella testa. Quel sogno alla fin fine era il frammento della memoria che è stata costruita appositamente per me, ma poi.. Proprio nel bel mezzo di tutto ciò, le fiamme hanno iniziato a dilaniare tutto quello che mi circondava per lasciare semplicemente un mare di cenere nera e, dopo aver chiuso gli occhi con un certo spavento, li riapro per ritrovarmi completamente immersa in uno strano liquido.. Pare essere acqua e pare che ci sia qualcuno all'esterno di questo liquido, racchiuso in una sorta di superficie di vetro.. Qualcuno che mi osserva, qualcuno che scrive, ma non riesco a capire niente di ciò che mi sta succedendo, se non iniziare a sentire una grossa sensazione di freddo.. Quel liquido pare diventare sempre più freddo fino a quando non riapro gli occhi per ritrovarmi all'interno della capsula con cui sono partita.

Il mio corpo trema un poco, ma è semplicemente una prima reazione che viene ben presto sopita dalla mia abilità che, attraverso l'utilizzo di un trucchetto, riesco a creare una "barriera" su tutta la mia epidermide che permette di mantenere una temperatura adeguata del corpo, così da farmi tirare un leggero sospiro di sollievo e sentire il sangue circolare con più tranquillità. Kuro non pare risentire di questo problema, essendo un robot, mentre io cerco il tasto vicino al piede destro per permettere alla mia capsula di aprirsi e così fuoriuscire di lì.. Uscire nuda da quella capsula mi crea un effetto talmente nostalgico.. Mi sembra di aver già provato una sensazione del genere, ma non è questo il momento per rifletterci, mentre la mia espressione neutra osserva tutto quello che sta accadendo. Ghiaccio ovunque.. Qualcosa non sembra essere andato per il verso giusto.
Reyna?
E' la prima parola che dico, cercando di trovare proprio la figura della donna in mezzo a quelle tombe di ghiaccio, mentre fuoriesco per mettere i piedi nell'acqua gelida, sentendo un'altra sensazione di freddo che mi porta ad aumentare ulteriormente la temperatura che mi circonda, così da iniziare a creare del vapore che fuoriesce dove i miei piedi affondano. I miei occhi smeraldini cercano la capsula in cui si dovrebbe trovare proprio Reyna. Ciò che vedo e Ajand che cerca di aprire una delle due tombe di ghiaccio, riconoscendo che l'altra appartiene proprio a Reyna.

Comprendendo ciò che sta accadendo o, ancora meglio, iniziando a temere il peggio, non posso far altro che correre velocemente in direzione della capsula della sorellona per poggiare le mani su di questa nel tentativo di aprirla, ma non solo.. Una volta compreso, a primo tatto, che è il ghiaccio a rendere il tutto più complesso, inizierei ad aumentare ancora di più la temperatura che mi circonda e, presa dal panico che la donna all'interno possa essere morta o quasi, le mie mani e i miei avambracci verrebbero completamente ricoperti di fiamme vive per velocizzare il processo di apertura.
REYNA!
Stavolta mostro un'espressione ben chiara ed è paura e preoccupazione.

x Master

Spoiler

Forza 3 in caso

 

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Sumio Ozawa

Mi ero avviato con confidenza verso la capsula criogenica, sapendo bene che non c'è nulla da temere nel processo. Eppure una volta arrivato lì, la consapevolezza che stavo per addormentarmi per più tempo di quanto abbia mai vissuto in tutta la via vita e viaggiare nello spazio verso un nuovo mondo, una paura irrazionale mi cominciò a tormentare. La paura dell'ignoto.

Mi sveglio da un lungo sonno senza sogni, ancora ricordando la pausa prima del viaggio come fosse ieri. Ma non era ieri... erano duecento anni fa!

Mentre cerco di riprendere conoscenze, noto qualcosa che non va. Freddo? Ghiaccio? Ma che?

Non c'è una spiegazione a tutto questo, se non che la nave ha avuto un incidente. Siamo naufragati?

Al momento non sono nelle condizioni di ragionare razionalmente sugli avvenuti, noto invece che alcune capsule sono bloccate dal ghiaccio e provo ad aiutare. O almeno quello era il piano prima che mi rendessi conto che l'aria è gelida ed io sono nudo.

Non posso aiutare nessuno se muoio di freddo. Corro a cercare le mie cose, sperando che vestirmi possa aiutare con questo freddo.

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Ajand e Sumio corrono subito a vestirsi: i loro abiti non sono perfetti per questo clima incredibilmente rigido, ma è certamente meglio del costume adamitico standard.

Altri, invece, non hanno la stessa preoccupazione: Keiko e Tivra ignorano il pudore e accorrono per aprire la bara-capsula di Reyna. Le loro dita fanno presa con difficoltà, il ghiaccio che incrosta la bara di Reyna è scivoloso. Anche quando riescono ad afferrare il bordo, sollevare il coperchio risulta praticamente impossibile. Tivra si trova a dover infilare il braccio meccanico per far leva, in una posizione molto poco pratica per questo tipo di operazioni. 

Alla fine, il fiato che si condensa e i corpi tremanti, le due donne riescono a liberare la loro amica...più o meno nello stesso momento in cui Ajand riesce ad aprire la capsula di Mosis. L'uomo emerge imprecando e tremando, e lo stesso fanno altri coloni che sono riusciti a liberarsi dal ghiaccio che li imprigionava. 

Reyna 

Spoiler

Dati insufficienti. 
Impossibile collegamento con Visnu. Nessun segnale.
...
...
...
Nessun segnale. 

 

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Reyna

Dopo uno sforzo considerevole, Tivra e Keiko riescono finalmente a liberarmi da quella prigione ghiacciata ed è come una specie di rinascita S-state bene? domando tremolante abbracciando le due ragazze Dobbiamo vestirci... mormoro guardando l'intera stazione invasa dal ghiaccio

Cosa può essere successo? mi chiedo mentre recupero i miei vestiti e le mie cose dal loro alloggiamento

Eshu non risponde dico quasi più per fare mente locale che per discutere con gli altri Le capsule funzionano, ma loro hanno l'energia di riserva, la gravità sembra un po' più forte... finisco di vestirmi e di recuperare le mie cose Senza energia come fa a funzionare la gravità artificiale? Non può, vuol dire che siamo su un pianeta...

Credo che la Visnu sia atterrata su Kepler dico questa volta a beneficio degli altri ma ovviamente qualcosa è andato storto. Ho provato a contattare Eshu e non risponde. Non so quanti sistemi siano ancora in funzione

Athna localizza superstiti, usa le fonti di calore dei corpi

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Ajand Fundar 

<<Mosis, vestiti! Ci manca soltanto di finir flatlineato per un raffreddore!>> gli dico, mentre gli passo la roba è vado a vedere come stiano gli altri, dando una mano a glitch ad entrare nella sua “tomba”. Mi metto anche il casco dell’armatura, per poter ascoltare la musica e per poter vedere un poco meglio in questo buio.

<<Ci sono altre tombe di ghiaccio? Qualcuno ha bisogno di aiuto?>> dirigendomi verso la prima che vedo, facendo cenno a glitch. Mosis prova a controllare quali sistemi siano spenti e non semplicemente mal funzionanti.

Spoiler

Mi avvicino a Xi Pei e provo ad aiutarlo: direi forza 3 ed Assistente 3 per attrezzi-forza bruta del robot. 
Direi che Mosis usa computer 1 ed Assistenti 3? Sennò intelligenza 2.

 

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Neil Katsuhido

L'imbarco ormai è finito e gli occhi lentamente calano in quella capsula la quale mi accompagnerà nel sonno piu lungo di tutta la mia vita. ..chissa cosa ci attenderà al nostro risveglio..?!... penso con sguardo rivolto al futuro prima che i sensi mi abbandonino definitivamente.

Un pungente freddo mi fa ridestare da quel surreale sonno. Il mio corpo ancora non completamente cosciente cerca di recuperare le sue funzioni, mentre mi sforzo di riaprire gli occhi. ..cosa..è tutto questo g..elo.. E' il primo pensiero che mi assale prima di sentire la voce di Keiko ..questa..è...Keiko..cosa sta succe..dendo... Lentamente le mie palpebre riescono ad aprirsi completamente, mentre il mio corpo sta iniziando ad obbedirmi. 

Con qualche sforzo riesco ad uscire dalla capsula ormai congelata ..state..bene?! domando con ancora qualche difficoltà guardandomi intorno. cos'è..questo..gelo..?! continuo a mezza voce ancora confuso recuperando il mio equipaggiamento e rivestendomi. Ormai riprese le complete funzioni il mio sguardo inizia ad analizzare l'ambiente che lo circonda si è successo sicuramente qualcosa... rispondo all'affermazione di Reyna ...ad ora non sappiamo neanche dove siamo..se ci sono stati problemi potremo essere in qualsiasi altro pianeta... il mio sguardo si fa ancora piu concentrato mentre do un paio di colpetti al mio bracciale olografico per vedere se è ancora in funzione. Dovremmo provare a riavviare la connessione di Eshu..forse cosi possiamo capire dove siamo e cosa è successo... 

Edited by AndRe89

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Sumio Ozawa

Copertomi abbastanza, mi faccio forza e raggiungo gli altri, controllando che nessuno sia in condizioni gravi e, in caso lo siano, mi avvicino per aiutarli.

Intanto grido. Abbiamo un tecnico tra noi? Qualcuno vada al centro controlli e veda se possiamo attivare i riscaldamenti!

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Ci sono numerose capsule, in questa metà anello del Secondo Livello, che sono completamente intrappolate dal ghiaccio. Xi Pei viene liberato, così come Mosis e Glitch.
Altre riuscite ad aprirle, ma sono rimaste danneggiate chissà quando e l'interno è occupato da cadaveri congelati, spesso deformati dalla rapida espansione dei liquidi interni. 

Vi rivestite tutti come potete, facendo un rapido inventario dei vostri averi: con voi non avete cibo e, tolto il braccio meccanico di Ajand, non avete nemmeno molte fonti di calore. Beh, a parte Keiko, se ciò che dice è vero. 

Mentre state facendo la conta di ciò che avete, e di chi altri potete recuperare (oltre a voi avete trovato altri tre sopravvissuti, ma le capsule in questo mezzo anello sono 2500), Tivra alle vostre spalle scatena un gran fracasso e vi voltate proprio mentre la donna finisce di staccare un pannello dalla parete, facendone piovere pezzetti di ghiaccio "Qui c'è un accesso remoto, stando a quanto scritto. Qualcuno si intente di informatica?" chiede con un sogghigno rivolto al suo "capo".

Mosis comincia a lavorare all'interfaccia, ma dopo un po' si rialza e scuote il capo "Tutto fritto. Non so dire se per il freddo che ha rovinato gli impianti, o per qualcosa di precedente. Posso accedere solo alla sezione analogica, ma non posso ricavarne dei dati. La possiamo usare per provare a manomettere le porte, o riattivare l'impianto ambientale e alzare questa c@zzo di temperatura, ma ho bisogno di una mano. Qualcuno di esperto"

NOTA

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 22 maggio. 

 

Edited by Pippomaster92

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Sumio Ozawa

Controllo uno ad uno le persone che liberiamo, valutando velocemente le condizioni di quelli congelati per vedere se le condizioni degli organi interni sono recuperabili, poi inizio a segnare sul mio tablet i risultati dei miei test. Morto, organi conservati, riusabili per un trapianto...

Per tutti quelli che sono vivi ma sembrano scossi, controllo che lo stato mentale sia stabile testando i riflessi degli occhi e facendo veloci domande.

Purtroppo non posso aiutare Mosis on i controlli, ma sono d'accordo con il piano d'azione.

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Reyna

Prendi in giro? domando a Tivra avvicinandomi al pannello per dare una mano a Mosis Dobbiamo dirigerci al centro di controllo. E magari fare un salto ai magazzini per recuperare qualche cosa per scaldarci dico tremando leggermente

 

Spoiler

Direi idee 2 e informatica 3
Oppure scienza 2 e informatica 3

 

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Keiko Yamashita

Non appena riesco ad aprire la capsula di Reyna, insieme all'aiuto della sua assistente, non posso far altro che cercare di ricambiare in fretta l'abbraccio con la donna. Faccio calare i miei poteri, tornando a sentire il ghiaccio del luogo e, allo stesso tempo, beandomi del contatto umano con l'unica persona, oltre a Friedrich, a cui tengo. Rimango avvinghiata a lei per qualche secondo, permettendo al costrutto mentale di stabilizzarsi per via dello shock che stava prendendo la mia mente al pensiero che la donna fosse morta e che mi ritrovassi completamente da sola in compagnia di estranei. Le mani stringono con forza le schiena della sorellona, mentre il corpo riprende a tremare per il freddo, nascondendo il volto sul suo petto per il tempo necessario a calmarmi.
Comprendo anche le problematiche del freddo e, quindi, faccio terminare quell'abbraccio di riunione, lasciando che possa vestirsi e permettendo anche a me stessa di darmi il tempo di prendere abiti adatti alla temperatura attuale. Riattivo i miei poteri, giusto per tornare a scaldare il corpo, completamente nudo, nell'attesa di prelevare l'abbigliamento adatto a tutto ciò. Una volta che mi sono vestita, torno in direzione di Reyna e, la mia intenzione, è quella di creare una fiamma che si frapponga tra me e lei, così che possa scaldare entrambe nell'attesa di pensare ad un piano. Non invito gli altri ad unirsi, ma ovviamente non avrei nulla da ridire se lo facessero.

Non mi intendo di informatica, quindi non mi faccio avanti per quanto riguarda ciò che dice Tivra, semplicemente proseguo nell'unica soluzione temporanea che mi viene in mente, sperando che quel focolare possa scaldare un poco.. Nonostante il mio corpo non possa reggere in eterno quello sforzo. Do uno sguardo ai vari sopravvissuti, notando semplicemente Ajand e Neil tra quelli che mi ricordo meglio, specialmente il secondo con cui ho condiviso anche qualche parola.
Dove siamo?
Chiedo infine in direzione di Reyna, con uno sguardo vagamente preoccupato, iniziando a temere che qualcosa non sia proprio andato per il verso giusto e che quindi, quelli che dovevano essere semplicemente un paio di mesi, potrebbero diventare molti di più.. Sempre se si è in grado di sopravvivere.

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Ajand Fundar

<<Nella m**da, ecco dove siamo.>> dico avvicinandomi alle tombe di ghiaccio e dopo aver fatto una preghiera ai lineati, guardo se hanno dei vestiti da parte, accompagnato dai due gemelli ( che dopo essersi vestiti si sono già messi le maschere).

<<Mentre siamo qui a non far niente ed aspettando che i cervelloni facciano le loro magie, prendiamo tutto per coprirci ed ogni cosa possa essere utile.>> dico, iniziando a cercare in primis vestiti e cose utili.

Mosis si avvicinò a Reyna, così come fece Glitch, nel suo robot-sarcofago.

<<La ragazza si chiama Keiko, se non sbaglio, vero?>> Domanda Mosis a Reyna, dopo essersi avvicinato. <<Non so quanta aria abbiamo, visto che tutti i sistemi sono staccati. Una fiamma viva consumerà l’ossigeno prima. È il caso di muoverci...>>
<<Glitch, sai dove sono i pannelli di manutenzione delle porte? Quelli per meccanici: così possiamo aprirli, almeno per far passare un po’ d’aria.>>

Master

Spoiler

Direi assistenti 3 e non so cosa...computer? Riparazioni? 
Mosis da una mano a Reyna, anche glitch, ma dopo avermi detto per le porte. 
Io cerco roba utile, vestiti e materiale per coloro che sono vestiti più leggeri con i due gemelli.


Tag vari

Spoiler

 

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Xi Pei Lan

Finalmente, terminatii convenevoli, ci imbarchiamo con tutta la sezione III, pronti al lungo sonno.

Una tomba per duecento anni, quasi una tomba di ghiaccio.

Ghiaccio...

L'ultimo pensiero prima di addormentarmi è anche il primo al risveglio.

Ghiaccio!

Penso nervoso quando vedo la capsula bloccata nonostante il pulsante di emergenza.

E il freddo, certamente.

Mantengo la calma. Se stiamo tutti nella stessa situazione, siamo morti. Se qualcuno è libero, mi libererà.

Ed infatti, così è.

Ringrazio l'altro membro dell'equipaggio che mi ha liberato, e cerco di capire cosa diamine è successo.

I problemi più impellenti sono: accedere alle interfaccie per capire cosa è successo e il freddo.

Per la parte informatica non posso fare nulla, per il freddo...

Spoiler

Cerco in giro qualcosa che possa fare una reazione fortemente esotermica controllata.

"Abbiamo modo di scoprire quanto tempo siamo stati nelle capsule? Se sono passati duecento anni, potremmo essere atterrati sulla parte sbagliata di Kepler, altrimenti..."

Dico a tutti e nessuno.

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Reyna

Ha ragione dico a Keiko risparmiamo aria e mi dispiace il cinismo, ma cercate di recuperare quanto di utile da chi non è stato fortunato come noi O forse sono stati proprio loro i fortunatu

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Neil Katsuhido

Un suono di ghiaccio spezzato richiama la mia attenzione ..un pannello!... penso fiducioso di poter riattivare la connessione di Eshu, prima che le parole di Mosis ci informino che il sistema è "andato" mh non sono abituato a questi elaborati impianti... esordisco osservando dispiaciuto il pannello ..però se riuscite anche solo riattivare l'impianto ambientale sarebbe ottimo... concludo lasciando spazio a chi ha piu capacita di me.

Una docile e calda fiamma richiama pero la mia attenzione. Sorrido osservando Keiko quando utilizza il suo potere per generare quella tenue fonte di calore, in fondo la mia curiosità anche se in piccola parte ed in una ben diversa situazione sembra essersi soddisfatta. sicuramente non siamo nella situazione che ci avevano descritto.. rispondo sorridendo alla domanda di Keiko e sopratutto all'affermazione di Ajand, ..almeno siamo vivi...e visto quello che pare sia successo credo che siamo stati anche fortunati... proseguo passando pero ad un tono piu analitico e freddo, rendendomi conto che saremo semplicemente potuti morire tutti con estrema facilità. con questo, come ha detto Reyna, direi di raggiungere il prima possibile centro di controllo.. concludo infine dirigendomi verso l'equipaggiamento che ancora non avevo preso. Apro quindi una lunga valigetta poggiata dove erano le mie cose. Risulta essere alta quasi quanto me, dentro la quale altro che non c'è che il mio armamento perfettamente suddiviso in appositi scomparti per fortuna sembra tutto integro.. rifletto prima di richiudere e mettermi sulla schiena, quella strana "valigetta".

Riuscite quindi a riattivare l'impianto? domando, guardando chi è intento a lavorare sul pannello, mentre mi stringo le spalle per resistere al freddo pungente.

Spoiler

Se non dovesse ripristinarsi l'impianto provvedo a cercare degli abiti piu pesanti da mettere sotto (sciarpe, magliette, ecc..)

Percezione+3 Ricerca+1 (non so se serve)

 

 

 

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Non ci sono molti abiti pesanti tra gli averi dei passeggeri, e per aprire certi scompartimenti privati scoprire di dover aggirare lucchetti genetici personalizzati (non tutti si fidavano dei compagni di colonizzazione, pare) o peggio di dover rompere uno spesso strato di ghiaccio. Ma con 2500 capsule significa che avete comunque accesso a molta roba. 

Alcuni effetti personali sono del tutto inutili, ma qualcuno ha avuto la buona idea di portare con sé un fucile a microonde. Un'arma sporca da usare contro una persona, ma Xi-Pei e Neil riescono a lavorarci un po' fino a regolarla nel modo giusto. Usandola per irradiare una capsula vuota create un sacco di scintille, un sacco di ghiaccio sciolto, vapore...e un po' di calore. L'arma non durerà in eterno senza una fonte per ricaricarla, ma potreste scaldarvi così per un'oretta...

Intanto Reyna e Mosis lavorano all'impianto cercando di riattivare almeno il sistema ambientale. Ma sembra che Mosis ci abbia visto giusto: è tutto fritto, o meglio gelato. Normalmente le basse temperature non sono un problema per questi sistemi (diavolo, devono funzionare in condizioni di vuoto assoluto all'interno di una nave spaziale), ma sembra che il ghiaccio abbia rovinato qualcosa a livello meccanico. 

Tivra e Glitch invece si mettono a lavorare al pannello che la donna ha sradicato. Dopo qualche tentativo andato a vuoto, Glitch riesce a sbloccare una piccola leva meccanica divorata dal ghiaccio. Si spezza sotto la sua mano, ma Tivra usa la propria presa d'acciaio (o meglio, la propria presa di lega di acciaio e titanio) per afferrare il moncone e piegarlo.

Con un rumore raschiante, molto ghiaccio andato in pezzi, il portellone che conduce all'anello interno si apre. Di venti centimetri. Altri ghiaccio sembra bloccare ulteriori movimenti. 
Uno dei tre sopravvissuti che avete liberato dalle capsule si riveste e risponde alla domanda di Keiko "Siamo in una situazione di merd@, ecco dove siamo. Intrappolati nel ghiaccio, qui ci crepiamo tutti quanti" il panico sembra essersi impadronito di lui. E considerata la stazza e i muscoli in fibra sintetica che sporgono da sotto la pelle, non è una bella cosa avere un tipo così rinchiuso con voi. 

NOTA

Spoiler
  • Prossimo check-point: 23:59 del 25 maggio. 

 

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