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5 falsi miti sulla spada medievale

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    Faccio scherma e posso confermare ogni singola parola dell'articolo. Spero che un giorno ci lasceremo alle spalle questa cosa delle spade da 3-4 kg (delle incudini praticamente).

  • Oh ce ne sono molti! Oggi la scherma storica ( chiamata anche HEMA, acronimo di Historical European Martial Arts) si sta ritagliando uno spazietto piccolo piccolo a fianco della scherma olimpica, ma l

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    Dipende su cosa ti interessa sapere, l'arma intesa come strumento bellico o l'arma intesa come studio della tecnica di scherma? Nel primo caso ti consiglio "Storia delle armi di William Reid" è un p

Faccio scherma e posso confermare ogni singola parola dell'articolo. Spero che un giorno ci lasceremo alle spalle questa cosa delle spade da 3-4 kg (delle incudini praticamente).

In quanto storico ho sempre trovato super interessanti gli articoli come questo. Attraverso l'università non ho mai avuto modo di studiare nel dettaglio l'argomento "armi e tecniche di combattimento medievali", e non sono mai riuscito a trovare un manuale o saggio che ne parlasse nello specifico. Qualcheduno tra voi, quindi, ha dei testi da suggerirmi?

Oh ce ne sono molti! Oggi la scherma storica ( chiamata anche HEMA, acronimo di Historical European Martial Arts) si sta ritagliando uno spazietto piccolo piccolo a fianco della scherma olimpica, ma la disciplina è nata grazie ai primi studi filologici sui trattati medievali. Fatti un giro su Scrimipedia, o se mastichi l'inglese su Wiktenauer, delle enciclopedie su questo argomento. Devi sapere che ci sono due macro-famiglie conosciute oggi, quella tedesca e quella italiana. Il grande maestro patrio è Fiore dei Liberi, che scrisse un trattato a inizio XV secolo. Io l'ho studiato sul testo de Il Cerchio editore, Flos Duellatorum. Ma vi sono anche altri testi generici e più divulgativi come "La spada a due mani" di Andrea Conti, edito con Zhistorica. E parliamo solo di due mani! CI sono tantissimi testi di scherma rinascimentale, che trattano le discipline più diverse.

1 ora fa, SilentWolf ha scritto:

In quanto storico ho sempre trovato super interessanti gli articoli come questo. Attraverso l'università non ho mai avuto modo di studiare nel dettaglio l'argomento "armi e tecniche di combattimento medievali", e non sono mai riuscito a trovare un manuale o saggio che ne parlasse nello specifico. Qualcheduno tra voi, quindi, ha dei testi da suggerirmi?

 

Dipende su cosa ti interessa sapere, l'arma intesa come strumento bellico o l'arma intesa come studio della tecnica di scherma?
Nel primo caso ti consiglio "Storia delle armi di William Reid" è un po' pesantino (come un manuale universitario), ma offre una buona panoramica dalla preistoria alla guerra contemporanema, purtroppo si sofferma principalmente sui secoli XVIII-XIX (quasi metà del libro) contro gli altri periodi storici.
Nel secondo caso puoi cercare dei trattati come il Floss Duellatorum di Fiore dei Liberi e l'Opera Nova di Achille Marozzo. Sono entrambi dei testi didattici di scherma, rispettivamente del XIV e XV secolo. Questi non te li consiglio molto perché sono estremamente tecnici e senza una conoscenza della terminologia schermistica è abbastanza difficile (e probabilmente anche noioso) stargli dietro.

2 ore fa, aza ha scritto:

Se invece si cerca un’arma che richieda molta forza, bisogna guardare agli insospettabili archi da guerra, come gli archi lunghi inglesi: dove le repliche moderne hanno una forza di 60 libbre (270 Newton), paragonabili a quelle degli storici archi da caccia utilizzabili facilmente da un uomo adulto con una certa forza fisica, gli archi lunghi storici avevano forze dell’ordine di 100-180 libbre.
Oggi giorno, pochissimi arcieri sono in grado di tirare efficacemente con archi così duri: si tratta di forze tali che gli scheletri degli arcieri inglesi sono riconoscibili per la struttura delle ossa delle spalle e delle braccia.

A tale riguardo consiglio vivemente la lettura dell'interessantissimo articolo "Performance dell'arco da guerra inglese" sul sito "Baionette Librarie".
E, sempre sullo stesso sito, consiglio anche la lettura dei 4 articoli sulle armature.

 

3 ore fa, aza ha scritto:

4 – Il peso

Capita spesso che le spade ci vengano descritte come pesanti blocchi di metallo che richiedono forze immense per essere utilizzati: in realtà, le spade del medioevo sono piuttosto leggere.
Una spada a una mano, ad esempio, pesa poco più di un chilogrammo e persino la spada lunga si attesta tra 1,2 e 1,8 kg: impugnata a due mani, quest’arma pesa su ciascuna mano meno di quanto lo faccia la spada da lato, dimostrandosi più agile e, contro ogni previsione, più adatta a un personaggio di forza inferiore. Perfino uno spadone si attesta su un massimo di 6 kg!

Tuttavia questi pesi apparentemente lievi si possono tradurre in armi più o meno agili da impugnare: la spada ha un complesso sistema di distribuzione del peso lungo tutta l’arma, dovuto principalmente alla forma della lama e al pomello in fondo all’impugnatura: due armi apparentemente simili e dello stesso peso possono mostrare un baricentro più vicino alla punta, concedendo una maggiore capacità di taglio, o alle mani, implicando una maggiore manovrabilità.

Direi che questo (e la citazione precedente, relativa agli archi) conferma una mia idea di alcuni anni fà, quando ancora giocavo a D&D 3.5: si dovrebbe usare la Destrezza per il tiro per colpire, e la Forza per il danno, per TUTTE le armi.

51 minuti fa, MattoMatteo ha scritto:

Direi che questo (e la citazione precedente, relativa agli archi) conferma una mia idea di alcuni anni fà, quando ancora giocavo a D&D 3.5: si dovrebbe usare la Destrezza per il tiro per colpire, e la Forza per il danno, per TUTTE le armi.

Hhm, a voler assegnare i modificatori su txc/danni in modo "più realistico" bisognerebbe considerare anche le stance dell'arma.

Modificato da Nyxator

1 minuto fa, Nyxator ha scritto:

bisognerebbe considerare anche le stance dell'arma

Le "stance" sarebbero i vari "stili/tecniche di combattimento" (nonostante abbiano lo stesso nome, non parlo di quelli del guerriero della 5° edizione)?

1 ora fa, MattoMatteo ha scritto:

Direi che questo (e la citazione precedente, relativa agli archi) conferma una mia idea di alcuni anni fà, quando ancora giocavo a D&D 3.5: si dovrebbe usare la Destrezza per il tiro per colpire, e la Forza per il danno, per TUTTE le armi.

Per esperienza posso dire che se traducessimo un combattimento con armi bianche (di archi o altro non parlo, non avendo esperienza) le caratteristiche più importanti sarebbero: DES - INT/SAG - COS - FOR in questo ordine. Le spade nonostante non abbiano i pesi improbabili di videogiochi e giochi di ruolo pesano, parecchio, soprattutto perché hanno un bilanciamento cui non siamo abituati a tenere e perché sforzano muscoli che non si usano in praticamente nessun'altra situazione (l'avambraccio), quindi non è tanto una questione di forza, quando più di resistenza allo sforzo (quindi direi costituzione). Detto questo a parte le varie pippe mentali da simulazionismo e simili credo che la FOR sia giù di per se una caratteristica abbastanza bistrattata (soprattutto in 5e) senza bisogno di andare anche a rubarle quel poco che regola 😉

Altra nota divertente, richiede usare molta più forza uno striscia (cioè lo "stocco") che una spada a due mani (che ne richiede ancora meno della spada ad una mano, tant'è che è un'arma consigliata per le donne che vogliono iniziare)

Articolo eccezionale. 

invece per la storia delle statistiche nel gioco meglio lasciare tutto com’è. Il realismo in questo caso sarebbe inversamente proporzionale alla giocabilità e quindi al divertimento. Fare gli arcieri in 3e era difficile, quasi come fare i paladini. 

@Sulrandir @Nocciolupo Grazie degli spunti. Vedrò di approfondire appena possibile. 😉

 

2 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

Per esperienza posso dire che se traducessimo un combattimento con armi bianche (di archi o altro non parlo, non avendo esperienza) le caratteristiche più importanti sarebbero: DES - INT/SAG - COS - FOR in questo ordine.

Hmmmmm....decisamente interessante. In particolar modo l'idea di coinvolgere l'Intelligenza e la Sagezza nel combattimento. Se ti va, argomenta un po' di più quello che intendi. M'interessa molto. Come coinvolgeresti le varie Caratteristiche da te citate nel combattimento?

2 ore fa, MattoMatteo ha scritto:

Le "stance" sarebbero i vari "stili/tecniche di combattimento" (nonostante abbiano lo stesso nome, non parlo di quelli del guerriero della 5° edizione)?

Sono il modo in cui si impugna l'arma/ci si difende/si attacca con un'arma.  (cose come posta reale di vera finestra ecc)

Spoiler

TRrs.jpg

 

VDPDR2f.jpg

 

1 ora fa, Lord Danarc ha scritto:

invece per la storia delle statistiche nel gioco meglio lasciare tutto com’è. Il realismo in questo caso sarebbe inversamente proporzionale alla giocabilità e quindi al divertimento.

Su quello non ci piove: sennò al primo azzardo di parata su clavata di gigante lo scudo e il braccio del guerriero (e il guerriero scatoletta di tonno) fanno crock all'unisono ¹ e bisogna riconsiderare i vari bonus CA.

¹

Spoiler

(il popolano di lv0 invece può usare un'azione immediata per fare questa faccia a lato 👉 :eek-old: prima di finire splattato a livello molecolare)

 

Grande articolo, ne vorremmo altri! (magari sulle armature? :P)

Articolo molto interessante.

Alle risorse citate (ci sono diversi canali youtube dedicati alla scherma storica, sia italiani che esteri, alcuni fanno anche ricostruzioni oltre a spiegare tecniche e caratteristiche dei vari stili/armi) aggiungerei Nova Scrimia di Graziano Calvani, che tratta gli stili di diverse armi antiche cercando di ricostruirli partendo dalle fonti e dall'uso pratico.

Modificato da Mezzanotte

3 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

quindi non è tanto una questione di forza, quando più di resistenza allo sforzo 

Anche io, leggendo "La figlia della spada", dove la protagonista è una poliziotta (quindi non una lanciatrice di coriandoli), ho appreso che le lezioni colla katana (quella che nei film i samurai impugnano senza neanche spettinarsi), alla fine di ogni lezione la trovava stanca morta e sudata come a ferragosto.

 

3 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

(quindi direi costituzione)

E' OT ma: no, sempre Forza. Costituzione è la capacità di resistere all'impepata di cozze e alla finestra aperta che fa corrente senza la maglietta di lana.
E' vero che le marce forzate richiedono TS Tempra/Cos, ma c'è di mezzo anche il fiato, e comunque nulla con sostenere pesi esterni al tuo corpo... Ed è anche credo l'unico caso ambiguo.

1 ora fa, SilentWolf ha scritto:

Hmmmmm....decisamente interessante. In particolar modo l'idea di coinvolgere l'Intelligenza e la Sagezza nel combattimento. Se ti va, argomenta un po' di più quello che intendi. M'interessa molto. Come coinvolgeresti le varie Caratteristiche da te citate nel combattimento?

In un combattimento ci sono vari fattori che influenzano l'esito. Il primo, sembra scemo, ma è di fatto il più importante è la velocità (quantomeno nel combattimento armato, in quello a mani nude è un'altro discorso). Il fatto è che, armature a parte, il primo colpo dato bene chiude lo scontro, che sia mortale o meno, quindi generalmente quello che è più veloce, cioè che ha la DES più alta vince.
Al secondo posto vengono tecnica, intuizione ed intelligenza vera e propria, diciamo la capacità di leggere l'avversario, che cosa intende fare e se possibile di sorprenderlo. Alla fine la scherma è tutta una questione di "inviti" che sono delle trappole praticamente, io ti offro un determinato bersaglio sperando che tu ti comporti in un determinato modo così che io mi comporti di conseguenza, quindi qua INT o SAG.
Terzo la resistenza, e qua non sono d'accordo con @MadLuke. Io sono una persona forte fisicamente, sono più pesante e leggermente più alto della media, alle medie facevo rugby dove ero terza linea (cioè quello piccolo di quelli grossi, e nonostante questo contro persone molto meno forti di me, ma più resistenti faccio fatica, se magari ad inizio duello sono in vantaggio più il combattimento si prolunga più inizio ad avere i riflessi lenti ed a far fatica a parare i colpi, per questo secondo me in uno scenario che voglia simulare un combattimento o le caratteristiche ad esso associate la COS è mediamente più importnate della FOR. La forza a mio avviso, aldilà di essere influenti su determinate armi particolarmente pesanti (montanti, scudi, strisce) diventa influente nel gioco streto, cioè quando si entra in lotta, oppure se uno è veramente tanto più forte dell'altro che quest'ultimo fa fatica a parare i suoi colpi.

6 minuti fa, Nocciolupo ha scritto:

se magari ad inizio duello sono in vantaggio più il combattimento si prolunga più inizio ad avere i riflessi lenti ed a far fatica a parare i colpi, per questo secondo me in uno scenario che voglia simulare un combattimento o le caratteristiche ad esso associate la COS è mediamente più importnate della FOR.

Mmm... Forse hai ragione. :-)

A volere fare un parallelo, il discorso Cos e duelli è un pò come una versione ridotta di un incontro di boxe alla Alì vs Foreman.

48 minuti fa, Nocciolupo ha scritto:

Terzo la resistenza, e qua non sono d'accordo con @MadLuke. Io sono una persona forte fisicamente, sono più pesante e leggermente più alto della media, alle medie facevo rugby dove ero terza linea (cioè quello piccolo di quelli grossi, e nonostante questo contro persone molto meno forti di me, ma più resistenti faccio fatica, se magari ad inizio duello sono in vantaggio più il combattimento si prolunga più inizio ad avere i riflessi lenti ed a far fatica a parare i colpi, per questo secondo me in uno scenario che voglia simulare un combattimento o le caratteristiche ad esso associate la COS è mediamente più importnate della FOR. La forza a mio avviso, aldilà di essere influenti su determinate armi particolarmente pesanti (montanti, scudi, strisce) diventa influente nel gioco streto, cioè quando si entra in lotta, oppure se uno è veramente tanto più forte dell'altro che quest'ultimo fa fatica a parare i suoi colpi.

Aspetta però, perché "forza" nel mondo reale non vuol dire granché. Stiamo misurando quanto peso spingi? Quanto sollevi? Quanta potenza sviluppi in un movimento limitato? Quanto resisti in una posizione di tensione prolungata? Sono tutte cose diverse per un atleta, puoi banalmente immaginarti il body builder in palestra (o anche il muratore in cantiere) che valuta quanto peso mettere sul bilanciere se fa la panca piana o uno squat, confrontare atleti diversi nello stesso settore, o in settori diversi: tirare su più peso con una trazione è questione di forza, non di costituzione, ma un atleta capace di ciò dura anche più tempo in posizione di front lever (calisthenics, non ti allego le immagini ma trovi facile che tanto va di moda) sebbene non ci sia una correlazione 1:1 e a Tizio riesce meglio una delle due a Caio l'altra, perché banalmente essere più forte (i palestrati si metteranno a parlare di differenze tra volume, massa, di fibre, e un sacco di altra roba con poco approfondimento anatomico/medico) ti fa pesare meno il singolo sforzo. Però non ha senso usare punteggi diversi per rappresentare queste cose, o mettere su una scheda parametri come il peso che puoi sollevare o trascinare. Sarebbe inutile tenere traccia di queste differenze, il corpo diventa migliore nelle cose che fa più le fa e ci bastano parametri generici per confrontare 'corpi' diversi.

Ben diverso chiedersi quanto tieni prima di cadere a terra sotto delle frustate, a camminare nel ghiaccio, a fare la maratona, e queste cose (insieme ad altre che non c'entrano niente) sono un fatto di Costituzione nella finzione di D&D (e molti altri giochi). C'è ovviamente una sovrapposizione, non dico che non chiederei un TS di costituzione per vedere se i nostri eroi riescono a sostenere 12 ore di combattimento epic fantasy stile, ma è più per dare a ogni caratteristica lo spazio di 'finzione' che richiede che per una pretesa di simulazione (Beowulf non riuscirebbe a combattere il mostro marino per il tempo che dice, ma vogliamo che i nostri eroi siano come Beowulf a volte).

Nonostante non abbia trovato nuove nozioni da imparare, questa è la prima volta che ne sento parlare in italiano. La cosa mi ha fatto davvero molto piacere.
Trovo l'articolo ben fatto e mi sembra che spieghi in maniera abbastanza chiara tutto quello che si ripromette di chiarire, nonostante sia abbastanza sintetico. Mi piace.

 

2 ore fa, Nocciolupo ha scritto:

Terzo la resistenza, e qua non sono d'accordo con @MadLuke. Io sono una persona forte fisicamente, sono più pesante e leggermente più alto della media, alle medie facevo rugby dove ero terza linea (cioè quello piccolo di quelli grossi, e nonostante questo contro persone molto meno forti di me, ma più resistenti faccio fatica, se magari ad inizio duello sono in vantaggio più il combattimento si prolunga più inizio ad avere i riflessi lenti ed a far fatica a parare i colpi, per questo secondo me in uno scenario che voglia simulare un combattimento o le caratteristiche ad esso associate la COS è mediamente più importnate della FOR. La forza a mio avviso, aldilà di essere influenti su determinate armi particolarmente pesanti (montanti, scudi, strisce) diventa influente nel gioco streto, cioè quando si entra in lotta, oppure se uno è veramente tanto più forte dell'altro che quest'ultimo fa fatica a parare i suoi colpi.

Quello di cui parli tu si dovrebbe tradurre regolisticamente con l'affaticamento come conseguenza dei round di combattimento. Questa però è una cosa che D&D di base non fa, ed in genere non vedrai un personaggio diventare affaticato dopo un tot di turni passati in combattimento.
Tra l'altro questa è una caratteristica di tanti sport da combattimento. Lotta, pugilato, scherma, sono attività in cui devi spingere al massimo ininterrottamente per alcuni minuti, ed è estenuante e molto diverso dall'alzare millemila chili al bilanciere.

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