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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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AndreaP

[TdG] Dark Heresy - Calixis Sector (Chapter III) - Shades on Twilight

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2 426 815.m41 - ora 307,85

@Ludovicus, Judith e Omar

Spoiler

 

La convocazione era arrivata inaspettata in una notte fonda che volgeva all’alba sulla luna di Scintilla. 

Era passato poco più di un mese dal completamento dell’indagine sul Coro Gioioso, un mese di attesa in cui gli accoliti non furono chiamati a compiere nulla se non compiti minori, avendo così il tempo di dedicarsi anche alle loro occupazioni.

Ora tuttavia erano convocati con urgenza nell’ufficio dello Hierophante Carsums, appartente alla cerchia più vicina all’inquisitore Skane. Il messaggio codificato indicava estrema urgenza ed era firmato ciascuno dal proprio inquisitore, a riaffermare l’esistenza di questa anomala squadra.

 

@Judith

Spoiler

La battle sister ricordava lo Hierophante Carsums che al ritorno dalla sua precedente missione, prima di recarsi su Scintilla, aveva provato a estorcere a lei e Ssang preziose informazioni. Tuttavia il messaggio firmato dall’Inquisitore Varak era chiaro e ancora una volta avrebbe dovuto lavorare con gli uomini di Skane

@Solomon e Kardrotus

Spoiler

 

Solomon e Kardrotus erano ormai una coppia di accoliti con esperienza al servizio dell’Inquisitore Skane con alle spalle alcune missioni in Maccabeus Quintus contro dove avevano indagato su un culto eretico che si era sviluppato in uno dei bassifondi della città

Questa volta la convocazione arrivò del tutto inaspettata e con la massima urgenza. Il messaggio veniva direttamente dallo Hierophante Carsums, appartente alla cerchia più vicina all’inquisitore, e con cui loro di solito si rapportavano per gli incarichi affidati

L’ufficio dello hierophante si trovava nei sotterranei di Bastion Serpentis e aveva un soffitto a volta, con costoloni incrociati che pareva schiacciare la stanza dalle pareti nere 
Una scrivania in finto legno con un tabdeck, e due sedie in plexyglass stavano al centro della stanza. Dietro la scrivania, alle spalle di una poltrona, un grosso quadro rappresentava Scintilla. 

 

Quando Omar, Judith e Ludovicus arrivarono nella stanza non vi era nessuno, tuttavia dopo pochi istanti altri due accoliti fecero il loro ingresso. 

@Omar

Spoiler

Omar conosceva i due accoliti di vista. Lavoravano anch’essi per l’Inquisitore Skane.

@Solomon e Kardrotus

Spoiler

I due accoliti guardarono gli altri presenti. Uno era loro noto di vista. Omar sapevano che era un uomo di Skane, mentre gli altri due non li conoscevano.

Bastarono pochi istanti e Carsums entrò nella stanza con aria tesa. “Non abbiamo tempo quindi salterò i preliminari. Voi tre penso che vi conosciate” disse indicando Omar, Solomon e Kardrotus “loro invece sono uomini dell’Inquisitore Varak che lavorano con noi per un accordo fra i due Inquisitori che non starò a discutere qui ne a valutare.”

@Solomon e Kardrotus

Spoiler

I due accoliti avevano sentito parlare di un team formato da membri di due inquisitori ma avevano sempre pensato fosse una pura diceria. Era del tutto irregolare e più unico che insolito

“Avete 25 segmenti per raccogliere i vostri oggetti e venire a trasportati sulla Magnus Ecthelion che attualmente orbita intorno a Scintilla. La verrete ragguagliati dal capitano sulla missione. Domande?”

@all

Spoiler

Eccoci qui. Vi prego di sistemare il vostro equipaggiamento prima del prossimo post. Dmitrij ha scritto che non è presente, penso per lavoro. Gestirò io Omar fino al suo ritorno. Vi prego di limitare le interazioni con lui.

 

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Solomon

Osservo rapidamente gli altri accoliti. Ho sentito parlare in passato di operazioni congiunte, ma come di qualcosa di quasi leggendario. Sicuramente irregolare.
No, se lo ha ordinato un Inquisitore non è affatto irregolare. Evidentemente fa parte di uno schema più grande che non posso minimamente comprendere. Io non devo comprendere tale schema per servire la Sua Volontà. Io devo solo obbedire alle parole dei Suoi servitori.

Faccio un leggero cenno di riconoscimento verso gli altri accoliti, poi alla domanda dello hierofante mi irrigidisco su una posizione simile all'attenti e scuoto la testa una sola volta "No, signore. Nessuna domanda, signore" e nel frattempo raccolgo mentalmente tutto ciò di cui potrei avere bisogno, ricostruendo il contenuto del mio bagaglio a memoria. Così quando dovrò effettivamente raggruppare i miei averi sarò rapido ed efficiente. 

Descrizoione

Spoiler

Solomon è un uomo del tutto anonimo. Ha un volto sbarbato e un cranio rasato, tratti somatici del tutto dimenticabili. Il fisico è nella media, tutt'altro che memorabile. 
Indossa vestiti molto comuni e non certo nuovi, ed ha al fianco un coltello e una pistola laser. Dall'atteggiamento potrebbe probabilmente dirsi un soldato della Guardia o comunque un qualche tipo di militare.

Master

Spoiler

Scheda completata con tutti gli acquisiti secondo le tue direttive. Lista al dettaglio presente in fondo.

 

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Ludovicus

Flashback

Spoiler

 

Silenzio nella biblioteca mentre sfoglio le pagine. Un attendente si avvicina e mi porge un piccolo foglio scritto a mano. C'e' solo una scritta nera sulla carta ingiallita senza la firma. La figura lesse la scritta sorridendo leggermente.

" … ci siamo … il momento e' giunto … "

Piego' il foglio riponendolo in tasca; consegno' il libro e si diresse verso casa per prepararsi

 

Al palazzo Ludovicus riconobbe Omar e Judith facendo un piccolo inchino. Non conosceva gli altri due, ma per prima cosa fece le presentazioni come educazione insegnava.

Ludovicus Eborius, piacere di conoscervi. 

Ascolto' le parole di Carmus annuendo. 

Nessuna domanda, sono pronto, ho già' tutto con me

Raccolse una borsa di cuoio nero che era vicino a lui e si preparo' alla partenza.

 

Descrizione

Spoiler

Ludovicus possiede una corporatura media e non ha nessun tratto distintivo o che faccia ricordare la sua anonima figura; una tra le tante che affollano i milioni di mondi dell'Impero. Veste con abiti semplici, una tunica di colore marrone cinta da una corda di canapa copre il suo corpo, lasciando aperta la parte sottostante con alcuni spacchi da cui si possono notare dei pantaloni di pelle marrone e degli stivali semplici e pratici. La tunica possiede un cappuccio che copre quasi sempre buona parte del viso, rasato e curato. Ludovicus possiede occhi verdi e non ha più' capelli, oramai un ricordo di gioventù' essendo completamente calvo. Pacato nei modi e nei toni non alza quasi mai la voce. Ha una sacca in cuoio sulle spalle.

 

 

 

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Kardotrus

Sono leggermente stupito quando mi rendo conto che lavoreremo con accoliti di un altro Inquisitore. La faccenda è molto strana, ci sarà da tenere gli occhi aperti. Almeno so di avere al mio fianco qualcuno su cui posso fare affidamento. Penso guardando Solomon e salutando Omar con un leggero cenno del capo.

La mia mente analitica si tuffa subito a cercare di capire il più possibile degli accoliti che ci accompagneranno nella missione.

Il mio sguardo si sofferma sopratutto sulla sorella, che mi lascia qualche secondo perplesso. Confido negli Inquisitori nella scelta degli accoliti, ma quella ha l'aria di qualcuna che si farà ammazzare senza problemi. 

Prego l'Imperatore di sbagliarmi su di lei

Rispondo alla presentazione con un saluto marziale

Kardotrus Sharrantor, Arbitro di Maccabeus Quintus . Spero che la nostra collaborazione sia proficua per la gloria dell'imperatore

Alle parole di  Carmus rispondo semplicemente Ho tutto quello che mi serve. Pronto a partire in qualunque momento

Descrizione

Spoiler

Kardotrus è alto e robusto, con il volto segnato da una cicatrice devozionale sull'occhio destro a forma di teschio, a simboleggiare l'eterna devozione all'Imperatore, e dalle intemperie del suo mondo natale, Maccabeus Quintus. La testa è rasata, con radi capelli neri, mentre gli occhi castani sono perennemente in movimento, analizzando sempre l'ambiente circostante. Indossa l'uniforme degli arbitri, che ricopre una spessa cotta di maglia, mentre a ogni fianco porta un fucile a pompa. Sulla schiena porta un grosso martello fregiato con l'aquila dell'imperatore, come simbolo di giustizia di cui lui è l'araldo. Il suo sguardo è perennemente serio, e chi lo conosce sostiene che abbia disimparato a provare qualsiasi emozione che non sia la calma della legge e la furia della battaglia. 

 

Edited by Huriel

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Judith

I passi della sorella echeggiarono per i corridoio, più pesanti del solito. Presto Ludovicus e Omar compresero il perché. Judith si presentò in tenuta pesante, indossando la powerarmor simbolo non solo del suo ordine ma evidentemente del suo credo assieme a molti altri ammenicoli appesi qua e là. La lucida lega presentava segni di combattimento, il color era argenteo ed evidentemente era proprio della lega e non una successiva colorazione. Il sudario, esso stesso argenteo esternamente e rosso internamente con la simbologia nera, si agitava ad ogni passo frustando le gambe. Dal volto si sarebbe detto fosse una ragazza snella e atletica, purtroppo l'armatura non permetteva di osservare ulteriori dettagli e in più la rendeva piuttosto alta e larga rispetto agli uomini presenti.

Salutò Ludovicus e Omar, il primo lo conosceva bene, il secondo si era dimostrato un ottimo alleato e compagno. Attese immobile nell'ufficio l'arrivo dello Ierofante, al suo posto inizialmente si presentarono nuovi accoliti. Li osservò ma senza mostrare eccessivo interesse. Al loro ingresso e presentazione si presentò a sua volta con fare marziale "Sorella Militante Judith, Cantus dell'Ordine del Sudario d'Argento."

Pochi istanti dopo furono finalmente raggiunti da Carsums. Le sue parole non accesero la curiosità di Judith che rimase zitta mostrando col silenzio di essere pronta.

 

Descrizione

 

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Omar

Raggiunse i compagni con un largo sorriso sul volto, il caratteristico passo rilassato e molleggiato. Il riposo gli aveva fatto bene, ora era tempo di rimettersi al lavoro. Salutò Ludovicus con una pacca sulla spalla e strizzò l'occhio a Trix Sorella...
Adocchiò anche i due nuovi arrivati. Li aveva già visti in giro, al servizio del suo stesso inquisitore, ma non aveva mai avuto a che fare con loro direttamente. Li salutò sollevando la mano fino al viso, sfiorando rapidamente il sopracciglio.

Beh capo io son quasi pronto, mi mancano due ferri da comprare e ripartiamo sulla giostra. Se mi dici che ci dirà tutto il capitano sulla, non ho altro da chiedere.
Ci vediamo all'imbarco, eh?

Descrizione:

Spoiler

Un uomo alto e longilineo, sguardo spento e sorriso facile. Porta il pizzetto e i capelli raccolti in treccine aderenti al cranio.
Solitamente indossa abiti larghi e un lungo cappotto nero o marrone, sotto cui cela le proprie armi. Di frequente ha una bandana in testa.
Camminata ondeggiante e molleggiata con la tendenza a guardarsi spesso attorno.

 

omar_little__the_wire__by_lownlymusic-d5

 

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2 426 815.m41 - ora 307,85

Perfetto” disse Carsums “ritengo sia opportuno andiate subito. Il tempo è poco. Una navetta vi aspetta allo spazioporto 12. Se la vostra missione andrà bene i rivedremo domani” concluse

Poi dopo essersi avvicinato ai suoi accoliti aver detto loro qualcosa in disparte si allontanò subito

@Solomon, Omar e Kardrotus

Spoiler

Lo hyerophante si avvicinò ai tre e disse “Il tempo scarseggia quindi non posso dilungarmi. Sulla Magnus Ecthelion vi verrà consegnato un mio messaggio con ordini particolari per voi. Leggeteli con attenzione”. Quindi senza aspettare replica si allontanò.

2 426 815.m41 - ora 332,42

Lo spazioporto 12 era fra i più piccoli di Bastion Serpentis e utilizzato per le navette di collegamento suborbitale.

Una navetta nera dell’Imperial Navy era presente e affianco ad essa una squadra di soldati in armatura nera. Un’ufficiale con il tradizionale soprabito scuro dell’Imperial Navy si fece avanti: era giovane, non più di trent’anni perfettamente sbarbato e con piccoli occhiali.

“Signora e signori. Sono il vostro ufficiale per questo trasporto: mi chiamo Nelder. Il tempo è essenziale: ho l’ordine di trasportarvi il prima possibile con i vostri equipaggiamenti e assicurarmi del vostro arrivo in sicurezza. Vi prego di salire subito sulla navetta”

@all

Spoiler

Ho preferito gestire i due momenti in un unico post per indirizzare la cosa. Il secondo evento avviene 25 segmenti dopo (un giorno sono 1000 segmenti). Se nel mezzo dovete fare qualcosa possiamo giocarlo. 

 

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Solomon

Al punto di randez-vous mi presento con il mio bagaglio, abbastanza ingombrante perchè composto da numerosi strumenti di morte: una spada lunga, un fucile a pompa di buona fattura e un fucile dalla canna molto lunga. 
Sotto il colletto dell'abito si intravede ora una skinsuit nera come la notte, e sulla pistola laser è stato montato un exterminator.
Non parlo né ai miei compagni di squadra né all'ufficiale, semplicemente annuisco con un cenno secco ed entro nella navetta senza un secondo di esitazione.
La mia mente è la mia fortezza. La mia fortezza non è sguarnita. I miei cancelli sono la Fede. La mia armata è la Fede. I miei assassini, i miei cannoni, le mie sentinelle e tutte le mie armi sono la Fede. La mia mente è la mia fortezza. La mia fortezza non è sguarnita.
Finisco di recitare la brevissima preghiera proprio mentre varco il portellone del mezzo. Sono soddisfatto da ciò. 

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Ludovicus

La pacca di Omar mi coglie impreparato come sempre. Mentre camminiamo squadro i miei nuovi compagni per avere un'idea di cosa potrebbero essere. Per tutto il viaggio sono silenzioso e annoto gli ultimi dettagli sul mio quaderno scrivendo  a mano.

" … altro giro … altra giostra … per la gloria dell'Imperatore … "

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Judith

Anche la ragazza, oltre all'armatura, sembra pesantamente armata. Tuttavia osserva gli altri come se stesse considerando la possibilità che non siano in possesso di tutto il necessario. Le abilità contavano molto ma spesso era fondamentale avere l'attrezzatura giusta per ogni evenienza.
Ricambiò il saluto a Nelder con fare marziale "Dunque procediamo." disse mettendo piede sulla scaletta per salire.

 

tutti

Spoiler

Abbiamo tutto l'equipaggiamento tattico/tecnico necessario? Comunicatori sia da usare all'interno del gruppo sia per grandi distanze, attrezzi da 'scasso ed hackeraggio', armi adatte ad ogni situazione comprese granate, etc etc? :D

 

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Kardotrus

Mi presento al luogo di ritrovo con il pesante zaino pieno di tutto quello che potrebbe servirmi in una missione. Noto con piacere che anche gli altri hanno fatto lo stesso. 

Non si tratta di sopravvivere, ma di portare a termine una missione. Sebbene potremmo non tornare, almeno non deluderemo l'Imperatore.

Entro nella navetta senza esitazioni, in attesa del decollo

Come io sono stato chiamato per il sacro lavoro, cosi chiamerò altri a me.

Dico con un sussurro, citando le parole di una delle Lettere dell'Imperatore. Sorrido pensando a questa missione, e alle altre che lo hanno preceduto. 

 

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2 426 815.m41 - ora 307,97

Velocemente la nera navetta prese il volo e si mise in traiettoria per l’orbita, superando un velo di nubi spesse.
Nel nero cosmico subito di fronte a loro comparve la sagoma della Magnus Ecthelion, un Imperial Dominator Class Crusier. La vista della nave era impressionante, lunga poco meno di un chilometro e armata con una serie di batterie di cannoni lastre che si estendevano per più di metà della nave a prua e poppa. La prua della nave era stata sagomata per rappresentare un guerriero in armatura la cui spada levata costituiva il Cannone Nova della nave da guerra. 

La navetta era poco più di un piccolo insetto nei confronti della grande nave e sparì subito in uno dei suoi hangar per atterravi.

Senza parlare ne perdere tempo il tenente Nelder condusse gli accoliti attraverso una serie di corridoio presidiati ove i soldati li salutavano con deferenza. 

@Judith

Spoiler

La Battle Sister si rese conto che la nave era chiaramente in stato di allerta, pronta al combattimento

Dopo numerosi minuti i compagni raggiunsero una stanza conferenze con un grosso tavolo oleografico, sedie e schermi.

Il Capitano vi raggiungerà al più presto” disse il tenente per poi andarsene

Frattanto un attendete portò un carrello con alcune brocche di bevande, acqua e bevande analcoliche, lasciando da soli poi i cinque.

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Ludovicus

Mentre viaggiamo prendo nota degli spostamento che stiamo facendo. Mentre camminiamo saluto come posso i soldati anche se tutta questa deferenza mi imbarazza. Arrivati nella stanza osservo il tavolo ma la mia attenzione viene catturata dal carrello. Chiudo il mio diario e mi avvicino al carrello. Prendo una brocca con l'acqua e dopo aver preso un bicchiere in mano mi rivolgo ai miei compagni

Qualcuno gradisce un bicchiere d'acqua?

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Kardotrus

Rimango abbastanza allibito dalle dimensioni e dall'armamento della nave in cui attracchiamo. Avendo passato la maggior parte della mia vita su Maccabeus Quintus le uniche navi che ho utilizzato erano navi da trasposto persone o simili, mai navi di quella tipologia. Saluto i soldati con il saluto militare ogni volta che posso, cercando di evitare di rimanere indietro nel gruppo. Nella stanza  prendo un bicchiere e accetto un po dell'acqua offerta da Ludovicus

Dato che partiremo in missione insieme potremmo approfittare di questo momento prima dell'arrivo del capitano per conoscere un po meglio le capacità di ognuno di noi. Per chi non mi conosce io sono un Arbiter, se non lo aveste già intuito dall'uniforme. Mi sono occupato di diversi casi di eresia su diversi pianeti, l'ultimo sul mio pianeta natale, Maccabeus Quintus. Preferisco il combattimento ravvicinato usando questi e do una pacca a i due shotgun sui fianchi e questo afferro e mostro il martello ornato col simbolo imperiale, per poi riporlo nella sua custodia, per poi attendere che anche gli altri si presentino

 

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Ludovicus

Sorrido a Kardotrus mentre gli porgo il bicchiere

Io sono Ludovicus e sono uno studioso, o un accademico se preferite il termine. Cerco di conoscere al meglio i nemici dell'impero per fornire poi le conoscenze per poterli sconfiggere.

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Judith

"Io mi adeguo." rispose atona "Portando le leggi dell'Impertore ove c'è eresia." quell'uomo era uno sconosciuto e un arbiter. Sicuramente uno capace considerando il fatto fosse stato scelto per quella missione, assieme a loro. L'assenza di Ssang in qualche modo aveva generato un vuoto, difficile da colmare. Per quanto riguardava lei invece c'era poco da aggiungere. Seppur il suo ordine era tra i più misteriosi considerando le origini nebulose era risaputo fossero discrete guerriere pronte anche al sacrificio estremo.
Si guardò attorno poi tornò a fissare i due "La nave è in stato di allerta. Presto entreremo in combattimento."

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Solomon

Entro nella sala e mi siedo compostamente, appoggiando il bagaglio a portata di mano con una certa attenzione in modo che non intralci il passaggio. 
Con calma, prendo un bicchiere d'acqua e bevo un sorso dissetante. 
Ascolto le presentazioni degli altri. 
Quando la Sorella ha terminato, mi schiarisco la voce per far capire che sto per parlare ed evitare di interrompere od essere interrotto.
"Solomon. Il mio compito è quello di appianare le difficoltà davanti ai Santi uomini che Lo servono. Mi piace pensare al mio lavoro come a quello di un disinfestatore. Trovo i parassiti e li elimino. Nessuno si fa del male. Trovo che le nostre brevi vite debbano avere uno scopo utile; non lo pensate anche voi?" chiedo seriamente incuriosito.
"Comunque, il mio dovere mi ha fornito una discreta esperienza nell'uso di armi da fuoco a media e lunga gittata, e nell'uso di armi bianche nel corpo a corpo. In tal modo mi è concesso di rimuovere piccoli ostacoli davanti al cammino di grandi persone"

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Omar

Omar se ne stava un poco di lato, osservando la curiosa scenetta in corso tra i suoi compagni di lavoro. La formalità di certe situazioni lo lasciava sempre perplesso e divertito, soprattutto quando riguardavano pari grado, gente che doveva fare gruppo, creare coesione.
Nel frattempo pensava a cosa fosse lui, quale fosse al definizione di sé che avrebbe fatto contenti gli altri... Omar, disse sorridendo a tutti però ragazzi mi mettete in difficoltà. Io sono... mmm... uno che facilita le cose. Se c'è da parlare, parlo, se c'è da sparare sparo. Infondo basta usare questo, no? disse toccando con l'indice la tempia.
Hey Sorella, se presto ci sarà da menar le mani, io direi che ti starò vicino eh? Quasi vicino almeno.

Edited by Dmitrij

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2 426 815.m41 - ora 308,01

Dopo pochi minuti un rumore annunciò un oggetto sferico che calava dal soffitto in centro alla stanza. Una scarica elettrostatica e odore di ozono anticiparono l’immagine olografia del torso di un uomo. La figura presentava una specie di filtro bionico sulla bocca mentre la pelle era coperta da sottilissimi fili che convergevano in una cappa poi collegata al muro dietro di lui. 
L’uniforme era quella di un alto ufficiale della Marina Imperiale. L’uomo guardò gli accoliti per poi parlare con una voce profonda e una cadenza rituale.

“Saluti. Sono il Capitano Sephery, Signore della Magnus Ectheion. Sarò veloce ma il tempo è scarso.” 
Detto questo uno schermo sulla paretesi illuminò mostrando una gigantesca nave scura: quello che colpiva era il profilo di quella nave in quanto il contorno era contorto e pareva incartarsi con grosse rocce. Presto divenne chiaro a tutti che l’oggetto era in realtà l’agglomerato di già navi di vari stili, molti dei quali non erano identificabili come imperiali. Piccole porzioni dell’oggetto parevano comparire e scomparire mostrando a volte l’interno come se tutto divenisse trasparente.

“Quella che state guardando è uno Space Hulk che recentemente è fuoriuscito dall’Immaterium all’interno del sistema e che è in rotta di collisione con Scintilla.”
Fece una pausa “Signori, ho l’onore di introdurvi colui che vi spiegherà il motivo per cui siete qui e cosa ci si aspetta da voi.”

La grande porta della stanza si aprì ma non fu quasi sufficiente a permettere l’ingresso della massiccia figura che chinandosi la oltrepassò.

Un’armatura nera ricopriva un guerriero alto quasi due metri e mezzo. In una mano teneva un elmetto e al suo fianco vi era un’antica bolt pistol. L’uomo guardò gli accoliti con i suoi occhi grigio metallo

Davanti a loro vi era un Adeptus Astartes, uno dei guerrieri scelti dal Dio Imperatore, uno Space Marine

Accoliti” disse il capitano Sephery “Vi presento il Fratello-Sergente Agamorr dell’Ordo Xeno Deathwatch. Lui ha il compito di illustrarvi al vostra missione”

Il Fratello-Sergente Agamorr annuì verso l’ologramma del Capitano appoggiò il suo eletto e sollevò una bacchetta di controllo del sistema oleografico.

La sua voce riverberò profonda nella stanza
“Grazie Capitano. Signori. Circa tre giorni fa una cattedra di psyker approvati dell’Inquisizione avevano registrano un anomalo disturbo intenso dell’aethyr nei pressi del Golena Reach. Non siamo stati in grado di capire cosa avessero percepito i loro sensi finché la telemetria della marina confermò l’emergere di questa Space Hulk che abbiamo chiamato in codice ’Twilight’”.
La Twilight è entrata nello spazio reale in una traiettoria che la porterà direttamente nell’atomosfera superiore di Scintilla in meno di una giornata siderale. 
Anche se non vi è una procedura standard per questo genere di incidenti, la raccomandazione in caso di hulk che siano troppo vicine ad un sistema planetario è di eliminarle, cosa che la Battlefleet Calixis si stava preparando a fare. 
D’altra parte appena dopo averla individuata è stato anche intercettato un segnale di un transponder proveniente dal cuore della Hulk, un segnale in codice che l’Inquisizione ha identificato essere quello del leggendario Inquisitore Adorjin,
Adorni sparì sei secoli orsono e nessuno sa cosa gli accadde. 
Il segnale da allora si è ripetuto due volete ad intervalli causali.
Il materiale denso con cui è composta la Twilight e le anomalie installi che potete chiaramente vedere sullo schermo rendono impossibile una lettura precisa dell’interno della hulk.“
“L’Inquisizione ha ordinato alla Battlefleet Calixis di dare tutto il tempo possibile ai sui agenti per scoprire il fato di Adorni e recuperare la sacra arma che lei una volta portava, la Luminous Reproach.”
“E qui entrate in scena voi. Vi è stato concesso l’onore di entrare nella Twilight. Avete 750 segmenti per determinare la fonte del segnale, assicurarsi la lama se possibile e fuggire prima che la Navy distrugga l’hulk.”

Lo Space Marine si fermò osservando gli Accoliti

@all

 

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    • By Ipergigio
      Qui potrete assistere alle sessioni di alcune cronache del Mondo di Tenebra e delle Cronache di Tenebra in italiano!
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      Iscrivetevi in tanti and enjoy it!
    • By Garyx
      Cerco un massimo di 6 investigatori per lo scenario Reign of Terror: 
      -i personaggi sono già pronti;
      -ambientato all'inizio della Rivoluzione Francese 1789 e con una seconda parte nel Regime del Terrore 1794. 
      Vorrei tenere un ritmo di almeno un post ogni due giorni, se avete domande o altro chiedete pure 😉 
    • By Elin
      Ciao a tutti,
      mi sono imbattuto per caso in questo gdr, di cui se non ho capito male è uscito ora un quickstart. Vi lascio il link al gioco e al quickstart: https://edizioniepoke.it/prodotto/il-tempo-della-spada/
      Ora la domanda: la descrizione sul sito dice che è basato sul sistema di gioco SwORD, a quanto pare un sistema generico. Ho cercato un po' in rete ma non ho trovato nulla .Qualcuno lo conosce? Avete qualche link dove posso reperire materiale o informarmi un po'?
      Grazie!
    • By Casa
      Ieri, grazie RPJ di Comicon, ho provato Not The End
      nel link si parla del  kickstarter ma io parlerò della mia esperienza; non sarà una analisi rigorosa del gioco di cui non dispongo il manuale.
      Questo è il primo punto: mi sono presentato alla sezione senza sapere praticamente nulla del gioco; solo la breve introduzione (necessaria per inquadrare l'ambientazione dato che non ce n'è una specifica del gioco) della oneshot fatta dal narratore (il  master) con una paginetta di riassunto regole e le schede personaggio.
      Nessun problema ad entrare subito nel vivo del gioco, anche perché si trattata di una sessione di stampo narrativo (non sono in grado di valutare se con tale regolamento si può scendere di più sul tattico di quanto abbiamo fatto in gioco)
      Infatti la meccanica è questa: si dichiara cosa si vuole fare e quali proprie “caratteristiche e abilità”  possono supportare la nostra zione (più se ne riescono a narrare/giustificare meglio è), si valuta la riuscita dell’evento (fase randomica del gioco) e si narra l’esito dell’azione.
      Per determinare l’esito dell’azione non si tirano i dadi!
      Il sistema è chiamato HexSys e consiste nel pescare da un sacchetto dei token che danno influenze  favorevoli (bianchi) o sfavorevoli (neri) all’azione (bianchi); quanti token bianchi ci sono nel sacchetto  dipendono da quante tue capacità sei riuscito ad inserire nella tua narrazione e dall’aiuto che ti possono dare i compagni, quelli neri li stabilisce il master in base alle difficoltà dell’azione, dalle circostanze, da che “strada” hai preso con la narrazione, ecc
      Quindi più bianchi si pescano più la tua azione non solo riesce ma si arricchisce di fattori positivi, più neri allora magari l’azione riesce (perché hai il positivo) ma ci saranno risvolti negativi che poi entreranno nella narrazione.
      Questa meccanica (banalmente citata da me, in realtà ci sono diverse sfaccettature da approfondire col manuale) mi è veramente piaciuta; innanzitutto per la diversità dal solito tiro di dadi, infatti pescare dal sacchetto da una sensazione “adrenalinica” altrettanto valida che il tiro di dado, inoltre c’è la variabilità (scelta tattica?) di poter scegliere quanti token estrarre.
      Stimolante anche non solo il fatto di raccontare gli eventi per inserire nel sacchetto più i token bianchi possibili ma anche di narrare evitando di inserire tratti negativi dati dalle” sventure”(è una meccanica di gioco) avute dai token neri dell’estrazione precedente. (esempio: devi incitare la folla ma hai come sventura la voce roca, quindi quello che ti veniva farlo naturale con un discorso ora sei stimolato a farlo per altra via)
      Non sono ben riuscito a capire quanta libertà di narrazione ha il giocatore. L’impressione è che sia molto ampia ma io, ancorato a DnD, chiedevo spesso al narratore la descrizione del luogo o cose riguardo le conoscenze del mio pg.
      L’impressione generale di questa oneshot è stata ampiamente positiva, da rifare assolutamente!
      Vuoi per una mia “svolta interiore”, vuoi che fare il dm su roll20 è più oneroso in termini di tempo (preparare mappe, token, schede oggetto, ecc), sto volgendo lo sguardo verso gdr più narrativi rispetto a DnD e il manuale di Not The End lo comprerei immediatamente.
      L’unico limite è il mio gruppo di gioco a cui già non sono riuscito a far digerire dungeon world figuriamoci se tiro via loro i dadi!
      Ma un giorno ci riuscirò!!!!
       
      Ps
      questa non è una recensione (non ho il manuale) ma veloci sensazioni date da una one shot giocata di persona.
    • By SilentWolf
      Il celebre Gdr sui Lupi Mannari targato White Wolf sta ricevendo per la prima volta non una, ma addirittura due conversioni videoludiche. Date uno sguardo ai primi trailer.
      Nonostante la cancellazione dell'E3 2020 - la più importante convention sui videogiochi d'America - per via del coronavirus, in questi giorni è iniziata una lunga stagione dedicata al videogioco che potrebbe durare fino ad Agosto e che sarà caratterizzata da diversi eventi online, durante i quali saranno annunciate tutte le novità del settore. In questi ultimi giorni, in particolare, sono stati rivelati i trailer di due giochi ispirati al Gdr Werewolf: the Apocalypse pubblicato dalla White Wolf: si tratta di Werewolf: the Apocalypse - Earthblood e di Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest.
      Werewolf: the Apocalypse - Earthblood
      Prodotto da Cyanide Studio, Werewolf: the Apocalypse - Earthblood era stato annunciato con un breve teaser nell'ottobre del 2019. In questi giorni, invece, è stata fornita una descrizione più dettagliata sulla storia raccontata nel gioco e mostrato un primo trailer in computer grafica. Per quel poco che si conosce, dovrebbe trattarsi di un videogioco improntato maggiormente all'azione.
       
      Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest
      Si tratta del nuovo progetto di Jacek Brzeziński e Artur Ganszyniec (e del loro nuovo studio Different Tales), due dei creatori del primo capitolo videoludico di The Witcher e tra gli sviluppatori che hanno realizzato giochi quali Dying Light, Hitman, Wanderlust: Travel Stories e Wanderlust: Transsiberian. Non si sa molto di Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest, ma dovrebbe trattarsi di un Gdr videoludico. In questi giorni è stato mostrato un primo teaser trailer dedicato all'atmosfera che il gioco vuole ricreare:
       
      Che ne pensate di questi due giochi annunciati? Siete curiosi di vedere per la prima volta Werewolf: the Apocalypse nelle vesti di un videogioco?
      Diteci la vostra nei commenti.
      Fonti:
      https://multiplayer.it/notizie/werewolf-the-apocalypse-earthblood-nuovo-trailer-introduce-gioco.html
      https://multiplayer.it/articoli/werewolf-the-apocalypse-heart-of-the-forest-annunciato-gioco-creatori-the-witcher.html
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