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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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AndreaP

[TdG] Dark Heresy - Calixis Sector

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@Ashtom

Spoiler:  
Le cose erano andate in modo del tutto inaspettato. Dopo la Tranch War Lord Ethan Cassian Ashton pensava di aver chiuso con tutto ciò che era guerra e massacri: portava ancora su di se, e soprattutto dentro di se, i postumi della sua esperienza giovanile. E così quel messaggio del Governatorato di Cyrus Vulpa, il suo pianeta, gli aveva lasciato una sensazione acida in bocca: chiedere ad un membro di una famiglia come la sua, radicata nella Nobiltà da secoli, altro sangue sembrava fuori da ogni logica. Con al sicurezza di poter essere dispensato da questo ennesimo sacrificio, grazie all'influenza che aveva la sua famiglia, si era presentato alla capitale regionale dove però aveva ricevuto due fogli con il Teschio Imperiale. Il foglio di ricollocamento nella sua vecchia 4a divisione assaltatori, ed il foglio di immediato move out: veniva messo in aspettativa dalla Imperial Guard e trasferito nell'Ordine Sacro. Subito la situazione gli fu chiara: già in passato la sua famiglia aveva garantito la preparazione dei suoi membri all'Inquisizione del Dio Imperatore. E lui sarebbe stato il prossimo."

Erano passati due mesi da allora e le cose non erano andate esattamente come lui pensava: separato dalla vita passata, fu testato e misurato, interrogato e analizzato. Gli fu letto il futuro da un veggente cieco che muoveva i tarocchi dell'Imperatore. Ma fatta eccezione di qualche inesgnamento impartito in una stanza scura che gli lasciarono un forte nausea, e un infinito numero di codici e segnali da memorizzare e distruggere, Ashton fu lasciato senza informazione solo con se stesso. Alloggiava sotto falso nome in un gigantesco habblock, un mega condominio, nell'Hive Sibellus su Scintilla, il pianeta capitale del Calixis Sector; aspettò per settimane una chiamata dai suoi signori, e in lui si instillò il dubbio di non essere stato ritenuto degno dell'Ordine Sacro.

Infine la chiamata arrivò quando un correre dagli occhi bianchi gli consegnò un messaggio con il simbolo dell'Ordine Sacro: il messaggio era essenziale e conteneva un'ora, una data e un luogo. L'istruzione di venire preparato e attendre la compagnia era firmata con una semplice scritta - L'Imperatore Protegge.

Giunta l'ora, Ashton si fece strada attraverso la massa in continuo movimento di persone anonime che caratterizza il quartiere Administratum, fino a giungere ad una piattaforma ascensore posta nel retro di un grosso ed imponente edificio la cui facciata era ricoperta di bassorilievi di teschi, urne e altri simboli di morte, ed era coronato da un immensa statua di un santo piangente. Sembrava che fosse atteso: un attendente che governava la piattaforma elevatrice lo stava osservando con occhi incuriositi.

@Magnusson

Spoiler:  
Arn Magnusson, o almeno questo era il nome che sapeva essergli stato dato, aspettava di essere chiamato. Le sue competenze derivavano da un passato che gli lasciava molti dubbi: chi era stato lui per avere quelle conoscenze?

Il Sacro Ordine che lo aveva accolto gli aveva impartito insegnamenti su un infinito numero di codici e segnali, e un veggente cieco che muoveva i tarocchi gli aveva letto il futuro cambiandogli la prospettiva di visione della realtà.

Ma fatta eccezione di qualche inesgnamento impartito in una stanza scura, Magnusson fu lasciato senza informazioni solo con se stesso.

Aspettò per settimane una chiamata dai suoi signori, e in lui si instillò il dubbio di non essere stato ritenuto degno dell'Ordine Sacro.

Infine la chiamata arrivò quando un addetto dagli occhi bianchi gli consegnò un messaggio con il simbolo dell'Ordine Sacro: il messaggio era essenziale e conteneva un'ora, una data e un luogo. L'istruzione di venire preparato e attendre la compagnia era firmata con una semplice scritta - L'Imperatore Protegge.

Giunta l'ora, Magnusson si fece strada attraverso la massa in continuo movimento di persone anonime che caratterizza il quartiere Administratum, fino a giungere ad una piattaforma ascensore posta nel retro di un grosso ed imponente edificio la cui facciata era ricoperta di bassorilievi di teschi, urne e altri simboli di morte, ed era coronato da un immensa statua di un santo piangente. Sembrava che fosse atteso: un attendente che governava la piattaforma elevatrice lo stava osservando con occhi incuriositi.

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@Master

Spoiler:  
Passo quell'intera settimana di attesa in preda alla noia a rimuginare su quello che mi era stato mostrato e su quel poco che mi era stato detto. In questo momento l'ultima cosa che mi interessa è il grande onore di poter servire nuovamente l'Imperatore, vorrei ritornare alla mia biblioteca ed alla mia vecchia magione ma sfortunatamente non posso sottrarmi a tutto questo in nessun modo. Quell'appartamento così grande ma così vuoto e quell'attesa snervante mi stavano uccidendo, la pazienza non era mai stata dalla mia parte.

Poi arriva finalmente il giorno dell'appuntamento, mi preparo di tutto punto e raccolgo le mie cose, incluse le armi, poi abbandono il condominio. Mi faccio largo tra la folla senza tante cerimonie, a spinte ed a spallate, la mia pazienza è esaurita ed ora mi interessa solamente chiudere questa faccenda. Una volta raggiunta la base del palazzo controllo il mio chrono "Almeno sei stato puntuale", poi senza perdere altro tempo salgo sulla piattaforma e faccio segno all'attendente di salire. Mi porto la mano destra alla bocca mentre sbadiglio.

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Mi sveglio di soprassalto con la solita sensazione di non sapere dove mi trovo, lame di luce filtrano dalle imposte, il rumore della monorotaia del quartiere administratum mi riporta alla realta'. Da diversi giorni ormai vivo segregato in questo appartamento in attesa di conoscere il mio destino, la coscrizione ed il successivo addestramento erano stati inaspettati e sbrigativi.

"Tuo padre era un brav uomo ed un servo fedele dell imperatore"

questo era il ritornello che erano soliti ripetermi ad ogni nostro incontro ritornello che mi lasciava ogni volta frustrato ed amareggiato, non avevo ricordi nitidi di mio padre ma se il suo nome all interno dell Ordine era cosi onorato io avrei fatto del mio meglio per far risplendere ulteriormente il nome dei Magnusson. Mi alzo seduto sul letto, le mie mani vanno automaticamente alla boccetta di analgesici che tengo sul comodino, ne butto giu due con un bichiere d acqua dal sapore stantio chiudendo gli occhi per qualche secondo sperando che questa volta facciano effetto e mi portino via le voci che ho nella testa.

Stavo per andare a fare una doccia pensando a come trascorrere l ennesima giornata di prigionia quand ecco che un messo dell Ordine mi consegna la chiamata, ho atteso talmente tanto questo messaggio eppure ora che lo stringo tra le dita lo semto in qualche modo .. estraneo. Il giorno dell appuntamento rsco di buon ora passando inosservato tra le milioni di persone del settore Calixis, giunto alla base di un palazzo imponente e riccamente decorato mi dirigo verso un attendente che mi osserva come se stesse aspettando il mio arrivo.

"Salute buon uomo, il mio nome e' Arn Magnusson"

Dico mostrando la lettera di convocazione

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@Ashtom

Spoiler:  
L’uomo guardò con attenzione la faccia di Ashtom e ‘fra un momento ci muoveremo’ disse. Dopo un istante un’altro uomo salì sul montacarichi.

@Magnusson

Spoiler:  
L’uomo guardò distrattamente il foglio che Magnusson gli mostrava e quindi ‘Passa’ disse. Sul montacarichi vi era già un’altra persona, un militare all’apparenza.

Come indicava la nota era stata convocata più di una persona. Una volta che entrambe le persone furono salite, l’attendente azionò il meccanismo a catena che comandava l’elevatore, che inaspettatamente iniziò a scendere, e una servoporta chiuse l’apertura sopra di lui con un fragoroso boom. La piattaforma continuò a scendere per alcuni minuti attraverso livelli di servizio, in profondità nelle budella del distretto governativo.

Quando il montacarichi si fermò, davanti ai due Accolti si aprì un corridoio grigio, illuminato vagamente dal dei globi luminosi posti sopra delle torce sorrette da cherubini. L’attendente fece segno di scendere e proceder in quella direzione.

Solo la prima parte del corridoio era illuminata, il resto del percorso era nell’oscurità. Mentre proseguivano per il corridoio i globi alle loro spalle iniziarono a spegnersi e nuovi globi si accesero davanti a loro.

Non vi erano porte nel corridoio e l’unico tratto distintivo era un leggero odore di disinfettante chimico.

Dopo cinque minuti il corridoio terminò in una porta corazzata in metallo: si sentì il rumore di serrature che si aprivano e i battenti iniziarono ad spalancarsi con un sibilo di aria pressurizzata e un gracchiare di cardini.

La stanza al di la presentava un insieme di casse di metallo polverose che riportavano simboli inintelligibili, ammassate contro un muro, mentre adiacente all’altro muro vie era un tavolo chirurgico completo di cinghie di contenzione. La cosa che colpiva di più della stanza era uno specchio che copriva la parte superiore del muro opposto all’entrata.

Lo specchio lentamente divenne trasparente fino a rivelare al di la una stanza in acciaio. Nella stanza vi era una figura alta, dalla faccia magra, vestita con un cappotto di pelle rossa sulle spalle che stonava con il camice da medico che portava sotto. L’uomo li stava guardando.

Dietro di lui, coopero da un telo grigio sgualcito, vi quello che sembrava un corpo appoggiato su una qualche forma di struttura metallica usata per autopsie. Sopra il corpo a mezz’aria aleggiavano un paio di teschi smaltati di bianco da cui fuoriuscivano una varietà di strumenti di ottone e un lungo ago da siringa.

L’uomo fece cenno agli Accoliti di avvicinarsi alzando la mano destra ricoperta da un guanto di latrice rosso, e dopo una scarica statica, la sua voce iniziò ad uscire da una piccola griglia messa sul soffitto.

‘Salute Accoliti, io sono il Medica-Interrogator Sand e voi dovreste essere in nuovo sangue di valore per la nostra Santa Guerra! Vedremo, lontano da me mettere in dubbio chi sa giudicare meglio del sottoscritto!

Ora vi prego di dirmi i vostri nomi”.

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Descrizione per Pentolino (non far caso all'ambientazione della stessa, serve solo a rendere più descrittivo il tutto):

Spoiler:  
Davanti a voi, appoggiato ad un muro, c'è un uomo dall'aspetto tetro e leggermente inquietante, ha un qualcosa che vi innervosisce ma che allo stesso tempo non riuscite ad identificare. L'uomo vi nota con un rapido guizzo degli occhi e sbadiglia distrattamente portandosi la mano destra al viso, non vi riconosce come una minaccia e perde quindi ogni interesse in voi. Ma quel rapido sguardo è stato sufficiente a farvi decidere di cambiare direzione... quegli occhi così inquietanti sono più minacciosi della sua alta statura e delle numerose armi che reca con se. E' molto abbronzato, la tonalità della pelle non è esattamente bronzea ma solo leggermente più chiara. I capelli sono neri come lo spazio profondo, corti sopra e lunghi sui lati e dietro; le orecchie a stento si notano. Una lunga cicatrice parte da dietro l'orecchio sinistro e scende fino alla base del collo, le pupille sono di un raro grigio chiaro che sfuma nel bianco e nel buio della notte gli donano l'aspetto di un fantasma. Sembra stanco ed irrequieto allo stesso tempo, gli occhi non smettono un secondo di guizzare a destra o a sinistra come a ricercare chi sa quale pericolo. E' giovane e ha poco più di due dozzine di inverni alle spalle eppure sembra più vecchio della sua età effettiva. Dalle sue spalle pendono due grossi fucili, uno laser ed uno shotgun mentre agganciate alla cintola fanno bella mostra una spada ed una pistola laser.

P.S.: Se vuoi vatti a leggere il mio precedente spoiler.

Quando l'altro uomo sale sull'elevatore mi volto a fissarlo con quei frenetici occhi spettrali, lo scruto rapidamente da capo prima di rivolgergli un freddo cenno del capo. Lo ignoro mentre si presenta all'attendente lasciando vagare lo sguardo sull'ambiente circostante, rimango interdetto per un istante quando l'elevatore inizia a scendere visto che per qualche strano motivo mi aspettavo che dovessimo salire invece che scendere. "Nel sottosuolo eh? In effetti sembra più adatto..."

Infilo le mani nelle tasche mentre l'elevatore scende, ho l'aspetto di uno con la luna storta e dalle occhiaie che mi ritrovo si capisce facilmente che non sono solito dormire molto. L'elevatore si ferma aprendosi su quel buio corridoio 'Molto teatrale' sogghigno mentre lo attraverso a passo svelto.

Mentre le porte in metallo si aprono rumorosamente lancio una rapida occhiata all'altro uomo 'Mi domandavo, Arn sta per Arnold o cosa...?' poi le porte si aprono e senza attendere la sua riposta avanzo nella stanza. "Ho la netta sensazione che vedrei più orrori in una sola giornata qui sotto di quanti ne ho visti in quella guerra".

Faccio un passo avanti fissando l'uomo negli occhi Lord Ethan Cassian Ashton mi limito a dire, pronuncio il nome ed il titolo distrattamente come se ciò non mi riguardasse.

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@All descrizione

Spoiler:  
Alto dal fisico robusto ma non massiccio Arn e' un individuo assolutamente nella media, una di quelle persone la cui fisionomia resta sempre difficile da ricordare, ha il cranio completamente rasato sulla cui nuca vi e' tatuato il simbolo dell imperatore occhi neri ed un espressione dura e decisa ma a volte al limite tra lo stralunato ed il sofferente, ha modi educati e mai intimidatori. Veste abiti di tela e pelle completamente neri ed uno zainetto di ottima fattura sulle spalle, non ha armi in vista ( sono in spiaggia con ipad e wifi messicana ..mi scuso se non eccedo troppo in dettagli mi faro' perdonare piu' avanti)

Una volta presentata la convocazione all attendente vengo fatto salire a bordo di un montacarichi, saluto la persona ll interno con un cenno del capo ed abbozzando un mezzo sorriso, ha un aspetto piuttosto spavaldo e l equipaggiamento che indossa mi fa capire che non e' un tipo da prendere alla leggera Dopo un leggero sobbalzo la piattaforma inizia a scendere nei sotteranei del palazzo.

Dopo alcuni minuti passati in un silenzio assordante la piattaforma si ferma schiudendo le porte su un corridoio che ricorda quello delle vecchie chiese, angeli dalle facce paffute sorreggono globi di luce spettrale che illuminano il corridoio al nostro passaggio.

""gia' ..teatrale o intimidatorio? Sai come si dice, intimorisci il tuo avversario e sei gia' a meta' strada"

terminato anche questo percorso un enorme portone dai cardini rumorosi come cingoli si apre mostrandoci l interno di una stanza che a prima vista mi fa correre un brivido lungo la schiena.

"Arn sta per..." e' una domanda semplice ma stranamente mi ritrovo a riflettere qualche secondo prima di rispondere

"Arn sta solo per Arn...piacere di conoscerti" dico con voce monotona

l intero ambiente e' semideserto fatta eccezione per un tavolo operatorio, un enorme specchio campeggia sulla parete opposta alla nostra, specchio che gradatamente si dissolve mostrandoci finalmente il nostro interlocutore.

"Il mio nome e' Arn Magnusson eccellenza"

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‘Bene, torniamo ai nostri affari. Io rappresento il Santo Ordine dell’Inquisizione Imperiale che tutti noi serviamo. I nostri signori vi hanno chiamato qui per assisterci nell’investigazione in relazione ad un fatto di estremo interesse che recentemente ed inaspettatamente è venuto alla luce. ‘

Fece una breve pausa.

‘Per vostra informazione ora siamo nelle profondità del Templum Mori, la casa dei morti dove governano i Lords Praefecta Mortem e dove vengono riconosciuti e conati i caduti ed i persi della grande città. Non vi stupirà quindi sapere che stiamo per vedere una cadavere e, anche se io dubito che per voi sia una nuova esperienza, questo cadavere ha qualcosa di, diciamo, singolare’

Sand spostò lil lenzuolo grigio andando a mostrare il corpo di un uomo adulto umano con il busto aperto e con i visceri rimossi. Mentre continuava a parlare i servoteschi continuato ad entrare ed uscire dalla stanza per riapparire con tubi di vetro e giare nei loro artigli di ottone, contenenti quelli che sembravano organi da mostrare di volta in volta ai due Acoliti.

‘Ora’ riprese ‘se volete cortesemente prestare attenzione, alle domande risponderò alla fine’.

‘Il corpo è stato identificato come tale Saul Arbest, 23 anni, lavoratore dell’Hiv, lavoratore non qualificato. Formalmente appartenente alla Tantalus Indentature, risulta residente in: chamber 6/23 stack 717# Coscarla Division, zona sud, Hive Sibelius.

Il soggetto è stato trovato morto sulla midhive transit rail tre giorni or sono mentre il treno tornava al deposito. Un esame preliminare della scena suggeriva morte per overdose di droghe. D’altra parte una seguente autopsia svolta da biologi forensi ha rivelato certe anomalie che hanno richiesto il nostro intervento.

La causa della morte è stata infatti un collasso totale sistemico dovuto al rigetto di tessuti appartenenti ad un organo artificiale sintetico impiantatogli. Tale organo ha distrutti il suo sistema nervoso centrale nel tentativo di superare la risposta immunitaria.

In altre parole questo…’

Il servo teschio mostrò una giara contenente un lungo fascio biancastro di tentacoli vetrosi ondeggianti, che ancora si muovevano, ancora vivi.

‘… gli ha tolto la vita dall’interno del suo corpo. Con che scopo? Non lo sappiamo, ma la mia opinione è, in una parola, controllo - neurale e sinaptoco, forse peggio.

Ci sono anche altre cicatrici e segni di operazioni di un tipo meno singolare; un polmone sostituito da un cavità toracica nascosta, forse per uso come corriere. Inoltre un nervo ottico rimosso, pelle asportata dal suo stomaco, non ho idea del perché. L’analisi istologica mostra segni di composti alchemici, anticoagulanti, vaccini e sostanze simili.

Il chirurgo era sicuramente esperto, ma dalle lesioni e dallo stress dei tessuti, dubito si preoccupasse in qualche modo del dolore avvertito dal paziente. Nei fatti, dal danno subito dalle corde vocali, la mia ipotesi è che abbia probabilmente urlato finché ne fu in grado.'

‘Ma è questo piccolo mostro che ci interessa’ disse indicando la giara. ‘Non penso abbiate bisogno di conoscere le analisi fatte su di lui ne l’Omnissian edict, per comprendere che questo non è solo illegale, è proibito, è eresia. Il solo occuparsi di questo genere di tecnologia oscura è sufficiente per garantirsi una sentenza di morte dal Santo Ordine, dagli Arbites o dal Mechanicus.

E io sono sicura che voi, come me, desideriate sapere come tale raro e vile costrutto sia finito arrotolato intorno alla spina dorsale di un qualche anonimo lavoratore della parte più infima della catena.'

Fece un gesto e il servoteschio si allontanò con la giara.

‘L’uomo non aveva precedenti penali, era stato dichiarato non abile alla sua mansione, licenziato se preferite, circa 60 giorni fa e ne fu denunciata la scomparsa 32 giorni fa da sua sorella, tale Lili Arbest, residente nello stesso hanstack. Abbastanza tempo per cacciarsi in ogni sorta di problemi, penso sarete d’accordo con me. Queste cicatrici sono non più vecchie di otto o dieci giorni, al più. Non sappiamo altro su di lui.’

‘Questa deve essere una investigazione sotto copertura, nessun coinvolgimento ufficiale ne notifica alle autorità locali, e nessuna sa per altro che il corpo sia qui in questo momento. Coscarla è un hive periferico, un approccio sotto copertura attirerà mino attenzione di un calcio in una porta, e più facilmente eviteremo di cancellare indizi che ci portino al nostro eretico.’

‘Dovete scoprire il Perché e il Dove se potete, meglio ancora scoprite Come. Meglio di tutto Chi sia il responsabile.

Andate con la Grazia del Dio Imperatore. Ah, e prove ulteriori sarebbero una benedizione se le trovaste’.

A questo punto Sand si fermò e guardò gli Accoliti.

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'Se ci avessero considerato degli avversari non saremmo qui a parlarne.'

Ascolto l'uomo in silenzio mentre nella mia mente si iniziano a formare varie ipotesi 'Aveva qualcosa con se?' domando ad un certo punto Qualsiasi cosa che possa risultare utile? Potrebbe anche essere stata nascosta dalla vittima. Andrebbe interrogata la sorella in modo approfondito e setacciata la sua casa, anche se potrebbe essere infruttuoso. La cosa più probabile è che abbia cercato disperatamente un'altra occupazione fino a farsi trarre in inganno -o meno- e finire in queste condizioni. Ammettendo come ipotesi che sia stato sfruttando come corriere, quell'impianto serviva evidente come strumento di controllo a distanza. Questo potrebbe spiegare perché non si sono disfatti del cadavere e dell'impianto, visto che se non fosse stato trovato quell'impianto nel suo corpo ora non saremmo qui... o sbaglio?'

Mi fermo un secondo per riflettere abbassando lo sguardo sulla stanza 'In che modo è stato ritrovato il cadavere? Molto probabilmente è morto sul posto, non avrebbe senso scaricare un cadavere su una tratta usata. Dalla posizione del cadavere si capisce se stesse correndo, camminando o altro? Sono stati setacciati i dintorni della scena?' Poi taccio.

"Penso che debba cambiarmi per un giro nei bassifondi..."

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L interrogator ha appena finito di illustrarci la situazione e subito il militare inizia a subissarlo di domande, daltronde come dargli torto? Tecnologia aliena innestata nel piu sacro dei templi, il corpo umano...

'non capisco una cosa, chiunque abbia commesso questo abominio si e' preso grandi rischi e deve aver sostenuto costi non da poco, perche' dunque abbandonare quel mostro e non tentare di recuperarlo?'

Le parole mi escono lente e dubbiose quasi fosse un pensiero pronunciato ad alta voce

' inoltre, come ha giustamente sottolineato Lord Ashton , e' evidente che quel poveraccio sotto il lenzuolo rappresentasse un facile obiettivo per un eretico in cerca di proseliti, assolutamente anonimo, disperato e senza un soldo , e' possibile quindi pensare che gli abbiano proposto di trasportare merce inlegale al suo interno e che il nervo ottico rimosso ed il costrutto fossero un modo efficace per controllarne gli spostamenti, esiste la possibilita' che all interno di quella ...cosa ..vi siano dati o registrazioni recuperabili? Credo sia il caso di fare anche una ricerca sul tipo di traffici inleciti piu' frequenti in quel settore e sulle bande criminali che li gestiscono, che ne pensi?'

Distolgo di proposito lo sguardo dall inquisitore, la sua presenza inizia a pesare sul mio stato d animo, sono nervoso e visibilmente a disagio ma cerco di mascherarlo mostrando un eccessivo entusiasmo nei confronti della missione

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'Molte domande' riprese Sand 'a cui potrò rispondere solo in parte. Per il resto dovrete trovare voi le risposte sul campo è il compito che vi è stato dato.'

'Dunque, il cadavere è stao trovato morto sulla midhive transit rail mentre un treno tornava al deposito: il conduttore lo ha trovato steso prono sui binari lungo il viadotto poco dopo la stazione del Distretto; già morto. Non ci risulta avesse nulla con se eccetto i vestiti. Come vi dicevo le indagini le ha svolte la forza di sicurezza locale e non abbiamo voluto in alcun modo esporci per avere direttamente informazioni: sappiamo bene come le notizie si possano diffontere. Starà a voi, se lo ritterete opportuno, recuperarle.'

'Il Mechanicus ha esaminato con noi quel fascio sintetico: è tecnologia eretica e non si può prelevare nulla di buono da essa; verrà distrutta al più presto'

'In relazione alla criminalità sappiamo che nel distretto agiscono narcobande.'

'Questo è quello che posso dirvi'.

'Salvo abbiate altre domande, passiamo alla consegna del materiale che vi servirà per la missione'

Sand rimase di nuovo in attesa. L'odore chimico dei disinfettanti stava divenendo fastidioso. Una luce al neon iniziò a sfarfallare.

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'Non ho altre domande riguardo il caso' dico con voce impastata mentre sbadiglio nuovamente schermando la bocca con la mano.

Mi volto verso il pelato al mio fianco 'In poche parole dovremo muoverci con informazioni di seconda mano. Ottimo' esclamo sarcasticamente. 'Dovremo fare rapporto periodicamente?'

"Narcobande eh?" Lancio uno sguardo al tatuaggio del pelato ed ai miei abiti militari "Proprio perfetti" penso annoiato.

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Le informazioni che ci vengono date sono poche e generiche, sostengo per un attimo lo sguardo del militare che come me sembra piuttosto infastidito da questo velo di mistero che l interrogator non sembra propenso a rimuovere

gia' informazioni di seconda mano e impossibilita' di andare a fondo all unico indizio che abbiamo

Borbotto in risposta alla sua affermazione

la copertura ci verra' fornita dall Ordine o dovremo arrangiarci da soli anche su questo?

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Sand guardò i due con occhi freddi

Si, bene, mi dispiace che il grande Chapters degli Astartes e i Cori Benedetti dei Santi Militanti siano tutti occupati per ora, cosicché siate voi a dover compiere le indagini…

Ma voglio essere chiaro. Lasciatemi porvi una domanda: cosa pensate che l’Inquisizione cerchi nei suoi agenti? Pensiate di essere degli schiavi ubbidienti? Semplici portatori di torce, che seguano come cagnolini il proprio maestro, in cerca del suo compiacimento? Certo che no.

Tali creature sono diffuse, le potete trovare sotto ogni sasso nell’Administratum o, che l’Imperatore ci salvi, nell’Ecclesiarchia, e ne troverete tanti che si aggirano come invertebrati.

No! Le nostre guerre sono condotte con agenti che hannol’azione e l’iniziativa scolpite nelle ossa. Noi abbiamo bisogno di proattività e volontà, scaltrezza, saggezza, coraggio e determinazione. Un accolito che non sa agire di sua iniziativa per aiutare a sconfiggere i molti nemici dell’umanità è meglio che muoia presto prima che uccida altri con la sua vergognosa inadeguatezza!’

L’interrogator sospirò piano.

‘Bene, abbiamo parlato abbastanza. Questa per voi è una possibilità per mostrarci come vi muovete sul campo. Consideratelo una prova delle vostre qualità, perché per molti versi questo è quello che dovete mostrarci.’

‘Se ora vi è più chiaro quello che ci aspettiamo da voi, possiamo procedere con il passo successivo: la consegna del materiale. Naturale verrà la risposta sulla copertura e sui rapporti. Aprite pure la prima cassa alla vostra sinistra.’

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"Sul serio ci sta facendo la predica? Ora che ci penso potrei fare in modo da risultare inadeguato all'inquisizione... scuoto il capo tra me e me Su, Cassian non pensare da inetto. Hai passato la Tranch War e passerai anche questo" sospiro sconsolato. 'Cristallino' dico distrattamente mentre mi stropiccio gli occhi con la mano destra, poi mi avvicino alla cassa 'Vediamo...' mi limito a sussurrare mentre tento di aprirla; se fa resistenza provo ad usare il coltello nascosto nello stivale come leva.

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La voce metallica dell Interrogator stride nelle mie orecchie come unghie che grattano l alabastro, dovrei sentirmi motivato da questo suo discorso, pronto a tutto per la causa dell imperatore, invece per ora mi sento solo innervosito dalla sua prosopopea.

'Certo certo, tutto chiaro, questa boccaccia a volte va oltre quanto gli e' consentito'

dico con tono velatamente sarcastico, per poi sussurrare un

'testa di caxxo'

in modo che solo il militare possa sentirmi

'Sono ansioso di mettere tutte le mie qualita' al servizio della causa'

"Gia'...ma la causa di chi?"

dico poi avvicinandomi alla cassa e chinandomi su di essa per aprirla

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Gli Acoliti aprirono la cassa e guardarono il contenuto. Sand, mentre i due estraevano gli oggetti, prese a descriverli.

‘2 Coscarla Pass Tokens: Questi apparecchi codificati, ognuno della dimensione di una piccola e spessa moneta, permettono di avere autorizzazione legale per la Coscarla Division e passaggio gratuito su sulla rail intorno alla midhive area.’

‘2 Coblast Assay Cognomen: Queste carte di metallo codificate sono marcatori di identità: ce ne è uno per ognuno di voi e include un code tag da enforcer che vi permetterà di portare legalmente armi per autodifesa. Vi presentano come “agenti collegati al Coblast Assay”, una corporazione mercantile di Siebellus di dubbia reputazione ma di considerevole potere, specializzata in servizi tecnologici e di forza bruta.’

‘2 Hand Vox: Questi comunicatori personali economici e di aspetto trascurato usano canali privati crittografati e sono ottimi in un raggio di alcuni chilometri nell’Hive. Date le interferenze sul segnale nelle aree dell’Hive dove state andando, il traffico voce è quasi impossibile a distanze maggiori o fra i livelli, eccetto che con comunicazioni via cavo. In ogni caso per i vostri scopi saranno perfetti’

‘2 Low Hiver’s Overcoats: Questi soprabiti voluminosi dal collo alto, fatti a patchwork in pelle e tessuto, sono comuni trai lowhiver in Sibellus e si adatteranno comodamente sui vostri abiti offrendovi anche un po di protezione aggiuntiva.’

‘2 Chem Lamps: Queste piccole lampade portatili usano una reazione chimica per generare luce. Illuminano un’area di circa tre metri di raggio o generano un fascio di luce bianca di 6 metri.

‘1 Coded DataSlate: Questo pad dal case in ottone contiene alcune informazioni su Coscarla e i dati che vi ho già comunicato su Arbasts. Il pad permette anche di effettuare registrazioni video e audio. E’ protetto dal codice 3D#0# che se non inserito causa il reset del device.’

‘1 BioSample Kit: Sperando che vi serva, questo set contiene tre piccole fiale per la raccolta di componenti organici e un piccolo analizzatore con un raggio di circa un metro.

In caso rilevi tessuti mutageni emette un chiaro segnale con una luce rossa. Il Kit inoltre contiene un bisturi.'

‘1 Money Pouch con 120 Thrones monete e banconote usate per cianfrusaglie e corruzione. Sono sicuro che se ve ne servissero di più saprete trovarli.

‘Questo è tutto. Coscarla è raggiungibile in non più di qualche ora via transit rail. Mi aspetto qui il vostro rapporto nel giro di pochi giorni, non di più’

‘Che il Dio Imperatore vi protegga. Ora tutto dipende da voi’

Detto questo la schermata a specchio si oscurò e gli Acoliti rimasero da soli.

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Scoperchio rumorosamente la cassa per poi alzare il coperchio e posarlo di lato, poi insieme al pelato comincio ad estrarre gli oggetti al suo interno. La voce di Sand si fa sempre più irritante e lanciando una breve occhiate al mio compagno di disavventura e faccio per dirgli qualcosa, poi mi blocco e taccio.

Sand scompare ed io ignorandolo poggio a terra lo zaino e i due fucili che vi sono agganciati, poi mi sfilo il lungo e leggero soprabito tan che copriva la mia vecchia uniforme urbana, lo appallottolo e lo infilo rapidamente nello zaino. Ora che guardi più da vicino ti rendi conto che nonostante l'altezza sono un tipo più agile e slanciato che robusto e muscoloso. Raccolgo il soprabito in pelle e lo indosso sbuffando, è troppo pesante e ingombrante per i miei gusti. Raccolgo distrattamente il pass ed il marcatore d'identità infilandoli in una delle numerose tasche del pantalone, poi prendo la ricetrasmittente e la lampada e le ripongo nello zaino. Faccio scrocchiare la schiena per poi voltarmi verso il pelato, Sand mi ha fatto passare la voglia di stuzzicarlo e perciò quando parlo lo faccio senza ironia 'Come ci dividiamo il resto?' in realtà vorrei semplicemente evitare di caricarmi troppo, ma questo non lo dico.

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Osservo gli oggetti all interno della cassa, alcuni di essi mi suonano subito utili, altri potrebbero diventarlo, altri ancora un ingombro privo di qualunque utilita' ma mettersi a questionare ancora con il medical interrogator sarebbe utile quanto mettere la mano in una pressa idraulica.

Tolgo lo zaino tattico ed indosso il soprabito, dovrebbe rendermi comune ed anonimo ma per ora mi sento come un coniglio bianco in mezzo ad un autostrada, raccolgo poi il pass ed il marcatore di identita mettendoli in una delle tasche del pesante indumento.

Apro lo zaino, al suo interno , la custodia in pelle contenente il fucile smontato ne occupa gran parte ma vi e' ancora un po di spazio per metterci i comunicatori le lampade e tutto il resto, percepisco nella voce e nell attegiamento di Ethan lo stesso fastidio che provo anch io , cerco quindi di velocizzare le ultime operazioni.

'Li prendo io stai tranquillo, penseremo dopo a come divederceli ora andiamo via da questo posto, questa puzza mi sta facendo venire voglia di vomitare'

indosso lo zaino per poi dirigermi verso l enorme portone, faccio un passo all interno del buio corridoio ed ecco che di nuovo i paffuti cherubini accendono i globi luminosi, proseguo in silenzio all interno del corridoio fino ad arrivare al montacarichi, vorrei parlare con il mio compagno d armi, spiegargli come la penso, ma nonostante mi trovi all interno di un corridoio avvolto nella semioscurita' mi sento addosso centinaia di occhi ed orecchie, tengo quindi le mie valutazioni per un altro momento.

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Raccolgo infine la saccoccia con le monete e la getto nello zaino, lo richiudo e me lo riappendo sulle spalle insieme ai due fucili. "Forse sono over-equipaggiato..."

'Già, è il caso di muoverci'. Accompagno il pelato fuori dall'edificio prima di rivolgergli a lui nuovamente 'Iniziamo dal luogo del ritrovamento del cadavere'.

Poi mi avvio in direzione della transit rail per Coscarla.

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