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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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MencaNico

Pathfinder Unchained

Recommended Posts

Non se qualcuno ne aveva già parlato, comunque a questo link sono raccolte tutte le dichiarazioni ufficiali fatte in merito di Pathfinder Unchained, un manuale in lavorazione che dovrebbe portare molta aria fresca al regolamento a discapito però della retrocompatibilità con la 3.5.

E' una sorta di Unearthed Arcana praticamente, con regole opzionali da sostituire a quelle base per migliorare e semplificare il gioco.

A voi ^^

Edited by Nereas Silverflower

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nonostante stia passando a 5a edizione... questo è uno dei pochi manuali di PF che ancora mi interessa,... non lo vogliono ammettere.. ma secondo me stanno tastando il terreno per una eventuale seconda edizione

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bhè il suo ciclo vitale l'ha fatto, più che altro al momento non se ne sente il bisogno di una seconda edizione

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Come il ToB per D&D 3.5, sembra tanto un test per le meccaniche base di una successiva edizione, anche contando il fatto che si parla di playtest interno: in pratica, anziché testare il manuale, usano il manuale per fare il test.

Ci vedo una sorta di Pathfinder.5, che poi sarebbe D&D.3.5.5.5.

bhè il suo ciclo vitale l'ha fatto, più che altro al momento non se ne sente il bisogno di una seconda edizione

Non sono esperto nel mondo dell'editoria ludica, ma con D&D 5e là fuori, non sarebbe invece il momento di iniziare a tirare fuori una nuova edizione, da iniziare a progettare ora e fare uscire fra qualche anno, prima che troppi giocatori si stacchino completamente da Pathfinder?

Dopotutto Path è fuori da cinque anni, ormai, e la terza edizione di D&D da molto di più.

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Non capisco questa necessità di tirare fuori nuove edizioni forzate perché D&D è arrivata alla 5a edizione. PF va bene così com'è e se la sta cavando abbastanza bene. Non è detto che sfornare edizioni su edizioni sia sempre un bene (Vedi Edizione 4a di D&D che ha subìto l'allontanamento di moltissimi giocatori). Bisogna ponderare bene prima di gettarsi in una edizione che stravolga il sistema regolistico solo per anteporre gli interessi editoriali e la macchina della competizione fra marketing. Si rischia l'abbandono di coloro che in PF avevano trovato finalmente il giusto compromesso fra gioco, interpretazione e regole.

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Sono d'accordo con Erevis. Preferirei nuovo materiale per pathfinder invece di una nuova edizione. Nuove ambientazioni, nuovi archetipi, nuove avventure e adventure path...

Va bene introdurre nuove meccaniche (come tome of battle, tome of magic, magic of incarnum e psionici hanno fatto nella 3.5) ma NON in previsione di una nuova edizione!

Altrimenti (come nella 3.5) quelle nuove meccaniche saranno mal supportate e di nicchia (talenti appositi solo nel manuale in cui sono nate, niente revisioni o FAQ, niente "integrazione" con le vecchie classi).

Guardo a questo manuale con curiosità e scetticismo... Finora pathfinder non ha deluso quindi il beneficio del dubbio è più che legittimo.

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Chiarifico: non intendevo che Pathfinder ha bisogno di una nuova edizione perché le meccaniche ormai sono superate, ma che il momento e altri segnali fanno pensare che una nuova edizione potrebbe essere in arrivo. E sì, la maggior parte di questi segnali è di natura commerciale: la Paizo, per quanto abbia un'etica aziendale meno criminale rispetto alla WotC, non fa beneficenza.

Dubito che intenda sfornare splatbook in eterno, e l'idea di un Pathfinder 2.0 ormai è nell'aria da un bel po'. L'uscita di D&D 5 sicuramente mette delle pressioni sul lato economico dell'azienda, e Pathfinder Unchained ha una puzza di rinnovamento parecchio forte.

Poi chiaro che preferirei non vedere un Pathfinder 2.0 che vederne uno fatto male, ma una seconda edizione non mi sembrerebbe così assurda, né così imprevedibile.

OT:

bene introdurre nuove meccaniche (come tome of battle, tome of magic, magic of incarnum e psionici hanno fatto nella 3.5) ma NON in previsione di una nuova edizione!

Gli psionici sono in giro dalla 3.0 e sono stati uno dei primi splatbook per la 3.5.

Quanto a incarnum e ToB, sono fra le meccaniche più divertenti ed equilibrate di quell'edizione: preferirei di gran lunga un manuale di playtest con i controfiocchi come il ToB (il MoI non è mai stato un playtest, fra parentesi), che non uno basato su concetti supportati tantissimo ma fatto coi piedi alla Perfetto Arcanista.

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Credo che almeno per un altro paio d'anni non avremo stravolgimenti del sistema: la prossima estate esce Occult Adventures, e sappiamo che le classi base lì introdotte avranno l'approccio "classico". Mi parrebbe quindi poco sensato far uscire un manuale con 6 classi old style e poi dopo pochi mesi fare una nuova versione di PF.

Sono d'accordo con Erevis. Preferirei nuovo materiale per pathfinder invece di una nuova edizione. Nuove ambientazioni, nuovi archetipi, nuove avventure e adventure path...

O un nuovo atlante cribbio! Ci sono ancora 4 continenti e mezzo sconosciuti e uno sviluppato pochissimo.

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Gli psionici sono in giro dalla 3.0 e sono stati uno dei primi splatbook per la 3.5.

Quanto a incarnum e ToB, sono fra le meccaniche più divertenti ed equilibrate di quell'edizione: preferirei di gran lunga un manuale di playtest con i controfiocchi come il ToB (il MoI non è mai stato un playtest, fra parentesi), che non uno basato su concetti supportati tantissimo ma fatto coi piedi alla Perfetto Arcanista.

Quello che intendevo è, appunto, che accolgo volentieri nuove meccaniche (come quelle del Tob/ToM/MoI), ma mi lascia l'amaro in bocca che vengano introdotte e poi abbandonate perché "si passa alla prossima edizione". Diamine! Le errata che hanno fatto uscire per il Tome of Battle da metà in poi sono quelle del Complete Mage! E non si sono mai disturbati a far uscire quelle giuste!!!

Se introducono delle nuove meccaniche, mi piacerebbe che sfornassero anche una quantità di materiale equivalente a quello che hanno prodotto per le vecchie meccaniche... Tutto qui.

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Sarebbe bello, ma temo sia impossibile.

Ogni volta che introducono nuove meccaniche introducono anche modi in cui le vecchie meccaniche interagiscono con le nuove (vedi gli incantesimi che interagiscono con l'incarnum).

Fosse anche solo per questa ragione, le meccaniche più recenti non riceveranno mai il supporto di quelle più vecchie.

In Pathfinder il problema è meno pronunciato, ma rimane: basti pensare a quanti talenti esistono per le classi Core rispetto a quanti ne hanno le classi Advanced: è fisiologico e inevitabile, anche senza scomodare una nuova edizione che tagli il supporto (taglio particolarmente brutale nel caso di D&D 3.5, grazie appunto alle politiche da macellai della WotC, come la mutilazione delle FAQ del ToB).

Poi ok, non penso che abbiano intenzione di fare uscire un ipotetico PF2 entro l'anno, ma secondo me stanno pensandoci, lo stanno facendo già da un po', e Unchained è la prima avvisaglia. Secondo me, chiaro.

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si infatti. alla fine a livello regolistico il sistema è abbastanza saturo, decine di classi base, centinaia e centinaia di talenti, classi di prestigio ecc...

ora fanno uscire occult adventures.... tantissime altre classi e ci sta bene. am dopo questo? io dico che la linea Core ha detto quello che aveva da dire. non possono continuare a fare splatbook, senò finisce tipo 3.5. si concentrino su altro se vogliono che il sistema resti vivo per un altro po. ad un certo punto tutti si stufano. io mi sono stufato con Ultimate Combat e Ultimate Magic fate conto. gli uniti che mi hanno interessato dopo sono stati Mythic Adventures e Ultimate Campaign. qualche classe della nuova Advanced Class Guide.. ma poi basta.

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bhè già ultimate magic e combat rappresentano un discreto passo indietro rispetto ai precedenti, con regole semi inutili (andiamo chi è che ha giocato sul serio un wordcaster?), più che altro a me non piace il fatto che non abbiano il coraggio di supportare il materiale nuovo come si deve, ci sono zillantamila opzioni per le classi e le razze base, ma per le nuove poco e niente.

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Che mettano pure tutte le regole opzionali che vogliono, sappiamo tutti come gestirele, l'importante e' continuino a fare Adventure Path. Quello e' il piatto principale, il resto e' tutto contorno.

Ovvero, alle volte prendo l'insalata, alle volte le patate al forno e altre le verdure gratinate. Ma la Tagliata di Chianina rimane il piatto principale!

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ad un certo punto tutti si stufano. io mi sono stufato con Ultimate Combat e Ultimate Magic fate conto. gli uniti che mi hanno interessato dopo sono stati Mythic Adventures e Ultimate Campaign. qualche classe della nuova Advanced Class Guide.. ma poi basta.

Ci si stufa perché non se ne ha mai abbastanza o perché le campagne create con gli amici durano sì e no una settimana di gioco reale. Ci si stufa perché si ha sempre bisogno di qualcosa di nuovo, perché abituati a essere stimolati dalle novità (anche le più idiote) invece che a stimolarsi. Così un giorno abbiamo le classi nuove, gli ultimate, il mythic, e poi occult e valanghe di richieste nuove; alla fine le idee saranno talmente poche che ci rifileranno la regola che per l'iniziativa si deve girare una plancia numerata con Mickey Mouse che ci sorride; per effettuare una prova di manovra da combattimento devi comprare una spada dall'armiere della paizo che ti spedisce anche il porto d'armi, oltre a una decina di corsi gratuiti di scherma per mimare meglio ciò che si sta per compiere; per lanciare un incantesimo devi chiamare al call center adibito della tua zona che a soli 50 cents/minuto ti clacola la traiettoria, il tempo di lancio, ti descrive in viva voce ciò che accade e infine tira anche la RI al posto del bersaglio... Bah, chi si accontenta gode?

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ma infatti ormai gioco sostanzialmente con CORE+APG+UC+UM. e occasionalmente prendo da altri manuali, tipo per ora ho uno swashbuckler nel gruppo... e giochiamo da un anno e mezzo e rotto, le novità le ho introdotte nello stile di gioco, non nelle opzioni per i pg

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Io h opaura che la 2a ed. di Path sarà l'analogo della 4a di D&D....uno dei problemi è che ormai per Path ormai han fatto quintali di roba...se uno ha già un sacco di roba per Path e si trova bene così perchè dover riniziare il ciclo da capo?Senza contare non è detto che sara un nuovo sistema....insomma...o iniziano per la nuova edizione facendo roba "diversa"(es. partendo da zone di Golarion non ancora toccate e quindi facendo i vari "moduli" connessi contendo che mancan almeno 2 continenti ancora da vedere e nuovo sistema di regole)o finiscono ciò che manca per la prima...

Insomma...boh se facessero la 2a ed non mi verrebbe da comprarla perchè mi trovo già bene così...(si uno potrebbe obbiettare che potrebbe esser coì per ogni nuova edizione ma ad esempio la 5a di D&D s discosta molto dalla 3.5....quindi o pathfinder 2 avrà un'evoluzione simile o la vedo bigia...perchè a fare la 3.76 a sto punto uno rimane sulla 3.75 con 1000kg di roba in più)....

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Un Pathfinder 2 sarebbe un'auto-mazzata editoriale, con tutti gli Adventure Path, i moduli, i Companion, i manuali d'ambientazione e quant'altro tutti impostati per Pathfinder. Potrebbero mantenerne la compatibilità solo facendo un (orrore!) Pathfinder.5, il quale sarebbe un'auto-mazzata in un altro senso.

Insomma, qualunque passo sarebbe sbagliato. Se c'è l'intenzione di portare aria fresca, l'unica sarebbe fare del tutto un gioco diverso, che non ha niente a che vedere con Pathfinder.

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dipende molto da successo commerciale della 5a edizione. Comunque prima o poi qualcosa uscirà, non illudetevi che potrà durare 10 anni Pathfinder. Se la 5a edizione in particolare farà il Boom, dovranno necessariamente fare una nuova edizione o soccombere.

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Guest Aurelio90

La Paizo ha un'altra politica di rapporto con i suoi clienti rispetto alla WotC: li sa ascoltare, e tiene in considerazione le loro opinioni. Quindi dubito che, nel futuro immediato, si metteranno a fare una seconda edizione di PF fatta alla caciocavallo per fare più vendite della 5° edizione. Si rende pienamente conto che, fin dai suoi esordi, la gente rimane fedele ai suoi prodotti e partecipa attivamente ai forum di discussione, dunque perché correre il rischio di perdere fan e amanti del gioco?

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    • By Marcot95
      Salve ho appena comprato il set introduttivo di Pathfinder e a giorni mi arriverà a casa. Girando su internet mi sono accorto di una cosa: la prima edizione del manuale di gioco in italiano non c'è in nessun negozio. Data l'uscita della seconda edizione l'anno prossimo, mi chiedevo se la prima edizione in italiano è uscita fuori produzione e quindi devo ripiegare sull'usato o sulla versione in inglese. Oppure basta solo ordinarlo dalla casa editrice italiana? Voi ne sapete qualcosa?
      Una seconda domanda: l'inglese del manuale di gioco di pathfider è comprensibile per uno che sa l'inglese scolastico?
       
      Grazie mille :)
    • By GammaRayBurst
      Quasi per caso oggi ho trovato una conversione ben fatta delle regole per i livelli epici. Non è completa, in particolare mancano diverse classi, ma per alcune di queste non dovrebbe essere difficile ricavare le regole al volo:
      Classi unchained (barbaro, convocatore, ladro, monaco): forse il monaco può creare qualche problema, ma in generale non dovrebbero differire troppo. Classi alternative (antipaladino, ninja, samurai): ricalcano rispettivamente paladino, ladro e cavaliere, non sembra complicato riadattare i concetti. Classi ibride (arcanista, attaccabrighe, cacciatore, crociato, intrepido, investigatore, skaldo, sciamano, sicario, stirpefuriosa), classi occulte (cineta, medium, mesmerista, occultista, psichico, spiritualista) e altre (morfico, vigilante): la loro progressione va creata da zero e non sempre hanno talenti epici che si possono adattare, fatta eccezione per le classi ibride. Inoltre è assente una tabella o delle indicazioni per la ricchezza in funzione del livello. Li è costato un po' di tempo trovare una formula che descrivesse l'attuale progressione nei primi 20 livelli e permettesse di estenderla oltre. Se vi interessa, la formula è del tipo a*b^(livello-1)-c, dove a = 7.26120881754, b = 1.28813220583, c = 9.28061482493, approssimata in modo che la terza cifra da sinistra sia 0 o 5. Non sono sicuro che abbia senso proseguire con questa progressione, visto che il livello di ricchezza tende a divenire incommensurabile a livelli molto alti, ma forse la straordinarietà dei personaggi epici sta anche nella possibilità di comprare un intero pianeta senza battere ciglio... Nel dubbio lo propongo comunque.
      Livello Denaro Livello Denaro Livello Denaro 21 1,450,000 gp 56 10,500,000,000 gp 91 73,500,000,000,000 gp 22 1,900,000 gp 57 13,500,000,000 gp 92 95,000,000,000,000 gp 23 2,450,000 gp 58 17,500,000,000 gp 93 120,000,000,000,000 gp 24 3,150,000 gp 59 22,500,000,000 gp 94 160,000,000,000,000 gp 25 4,050,000 gp 60 28,500,000,000 gp 95 205,000,000,000,000 gp 26 5,250,000 gp 61 37,000,000,000 gp 96 260,000,000,000,000 gp 27 6,750,000 gp 62 47,500,000,000 gp 97 335,000,000,000,000 gp 28 8,700,000 gp 63 61,500,000,000 gp 98 435,000,000,000,000 gp 29 11,000,000 gp 64 79,000,000,000 gp 99 560,000,000,000,000 gp 30 14,500,000 gp 65 100,000,000,000 gp 100 720,000,000,000,000 gp 31 18,500,000 gp 66 130,000,000,000 gp 101 925,000,000,000,000 gp 32 24,000,000 gp 67 170,000,000,000 gp 102 1,200,000,000,000,000 gp 33 31,000,000 gp 68 220,000,000,000 gp 103 1,550,000,000,000,000 gp 34 40,000,000 gp 69 280,000,000,000 gp 104 2,000,000,000,000,000 gp 35 51,000,000 gp 70 360,000,000,000 gp 105 2,550,000,000,000,000 gp 36 66,000,000 gp 71 465,000,000,000 gp 106 3,300,000,000,000,000 gp 37 85,000,000 gp 72 600,000,000,000 gp 107 4,250,000,000,000,000 gp 38 110,000,000 gp 73 775,000,000,000 gp 108 5,450,000,000,000,000 gp 39 140,000,000 gp 74 995,000,000,000 gp 109 7,050,000,000,000,000 gp 40 180,000,000 gp 75 1,300,000,000,000 gp 110 9,050,000,000,000,000 gp 41 235,000,000 gp 76 1,650,000,000,000 gp 111 11,500,000,000,000,000 gp 42 300,000,000 gp 77 2,150,000,000,000 gp 112 15,000,000,000,000,000 gp 43 390,000,000 gp 78 2,750,000,000,000 gp 113 19,500,000,000,000,000 gp 44 500,000,000 gp 79 3,550,000,000,000 gp 114 25,000,000,000,000,000 gp 45 645,000,000 gp 80 4,550,000,000,000 gp 115 32,000,000,000,000,000 gp 46 830,000,000 gp 81 5,850,000,000,000 gp 116 41,500,000,000,000,000 gp 47 1,050,000,000 gp 82 7,550,000,000,000 gp 117 53,500,000,000,000,000 gp 48 1,400,000,000 gp 83 9,700,000,000,000 gp 118 68,500,000,000,000,000 gp 49 1,750,000,000 gp 84 12,500,000,000,000 gp 119 88,500,000,000,000,000 gp 50 2,300,000,000 gp 85 16,000,000,000,000 gp 120 115,000,000,000,000,000 gp 51 2,950,000,000 gp 86 21,000,000,000,000 gp 121 145,000,000,000,000,000 gp 52 3,800,000,000 gp 87 27,000,000,000,000 gp 122 190,000,000,000,000,000 gp 53 4,900,000,000 gp 88 34,500,000,000,000 gp 123 245,000,000,000,000,000 gp 54 6,300,000,000 gp 89 44,500,000,000,000 gp 124 315,000,000,000,000,000 gp 55 8,100,000,000 gp 90 57,000,000,000,000 gp 125 405,000,000,000,000,000 gp Infine mancano dei mostri epici, che però possono essere convertiti con poco sforzo dai manuali di D&D.
      Cosa ne pensate?
    • By Lichsimpatico
      Ho cercato su internet ma il manuale in italiano è "venduto" solo da una parte che richiede l'iscrizione e carta di credito pur essendo questo gratis in quanto il link (a rapidshare, mentre tutti gli altri sono con mediafire) è caduto. Qualcuno potrebbe uplodarlo così posso trasportare delle cose da 3.5 a path senza dover chiedere ogni volta?
    • By Nereas Silverflower
      Eccovi un'anteprima sul nuovo manuale in uscita per la linea Player's Companion di Pathfinder, il Martial Arts Handbook, un tomo per tutte le vostre necessità marziali.
      Posso prendermi solamente un momento per dirvi quanto sono entusiasta di vedere che finalmente il Pathfinder Player Companion: Martial Arts Handbook sta per raggiungere gli scaffali in forma fisica e per diventare disponibile in forma di download digitale come PDF su paizo.com? Sono decisamente entusiasta! Questo è il manuale che ho atteso di vedere per anni e finalmente è qui!

      Illustrazione di Alyssa McCarthy
      Martial Arts Handbook fornisce nuove opzioni per tutti i personaggi che si focalizzano sulle forme marziali del combattimento. Sebbene il vostro primo pensiero possa essere rivolto a monaci e attaccabrighe, qualunque tipo di personaggio che utilizzi la forza, l’agilità oppure l’astuzia per prevalere sul campo di battaglia troverà opzioni utili in questo manuale. Esso presenta un certo numero di opzioni ispirate sia dagli stili di combattimento del mondo reale, che da quelli precedentemente istituiti nella storia di Golarion. Ciò include il danzatore da battaglia (battle dancer, traduzione non ufficiale), ispirato dalla capoeira, e i tutori dell’ordine Chu Ye (Chu Ye enforcer, traduzione non ufficiale), vigilianti che indossano temibili maschere oni per opprimere gli umani di Chu Ye.

      Illustrazione di Michele Giorgi
      Oltre a fornire opzioni marziali per molte classi, incluse alcune decisamente atipiche come il medium dei maestri (medium of the master, traduzione non ufficiale), abbiamo anche espanso le tecniche esistenti e già disponibili ai personaggi. Ciò significa che ci sono molti nuovi talenti di stile, trucchi per le armi e talenti per concedervi più opzioni per le vostre manovre di combattimento. In questo manuale ci sono anche delle nuove tecniche! Tre le mie preferite ci sono le nuove tecniche combinate (combination techniques, traduzione non ufficiale) che vi conferiscono dei bonus per aver attaccato con successo lo stesso bersaglio con le stesse durante un round. Gettate nella mischia alcune mosse distintive e del nuovo equipaggiamento, e questo manuale diventerà un qualcosa che non potrete perdere!
      Se siete in cerca di una possibilità di migliorare lo stile di combattimento del vostro personaggio oppure volete semplicemente un nuovo modo per colpire un cattivone, assicuratevi prendere il Martial Arts Handbook!
      Luis Loza,
      Sviluppatore
      Link all’articolo originale: https://paizo.com/community/blog/v5748dyo6sgd8?Boards-Dont-Hit-Back  
      Visualizza articolo completo
       
    • By Nereas Silverflower
      Andiamo a scoprire nuovi ed interessanti opzioni per gestire i costrutti nelle vostre partite in Pathfinder.
      I costrutti sono stati un elemento comune nelle storie fantasy per decenni e non è affatto una sorpresa che siano altrettanto diffusi nel mondo di Golarion. Queste creature includono esseri che spaziano da dei semplici famigli meccanici fino ai colossi, costrutti torreggianti della taglia di un'intera fortezza. Il Pathfinder Campaign Setting: Construct Handbook dà un’occhiata a queste creature artificiali e fornisce nuove opzioni, sia per i giocatori che per i DM che desiderano rafforzare la presenza dei costrutti nelle loro avventure.

      Illustrazione di Alyssa McCarthy
      Sebbene gran parte di questo manuale sia pensata per essere utilizzata dai DM, la prima porzione fornisce un significativo ammontare di materiale per i giocatori. Nello specifico, il manuale contiene una descrizione completa delle regole per creare un costrutto, fornendo informazioni dettagliate per ciascuna parte del processo. Inoltre, contiene anche modifiche aggiuntive per i costrutti che espandono quelle presenti nella Guida alla Magia. Un certo numero di nuovi oggetti magici aiuta anche nella gestione dei costrutti, inclusi nuovi manuali dei golem per facilitare la costruzione di tutti i nuovi tipi di golem oppure l’olio anatema delle macchine (machinbane oil, traduzione non ufficiale) che può rallentare i costrutti ostili.
      I giocatori che desiderano ricevere i propri costrutti troveranno molto utili alcuni degli archetipi del manuale, come il creatore di congegni meccanici (clocksmit, traduzione non ufficiale) per il mago oppure l’evocatore di costrutti (construct caller, traduzione non ufficiale) per il convocatore scatenato. D’altro canto, se combattete spesso contro i costrutti, potreste voler dare un’occhiata ad altri degli archetipi presenti. Un paladino con l’archetipo Cercatore del Padre della Forgia (Forgefather’s seeker, traduzione non ufficiale) si basa sul fermare i costrutti pericolosi con capacità come punire costrutti, mentre un guerriero con l’archetipo dello sciacallo (scrapper, traduzione non ufficiale) può raccogliere parti dai costrutti distrutti per migliorare la sua armatura.

      Illustrazione di Graey Erb
      La parte principale di questo manuale è costituita da un enorme bestiario. Esso racchiude molti nuovi costrutti di diverse tipologie che i DM possono utilizzare nelle loro campagne. Alcuni di questi includono quelli più comuni come i costrutti meccanici oppure i golem, ma anche una categoria totalmente nuova: i misteriosi automi (automatons, traduzione non ufficiale)! Gli automi sono costrutti creati durante il culmine dell’Impero Jistka e presentano potenti capacità, come il camuffamento adattivo (adaptive camouflage, traduzione non ufficiale) dell’automa predatore (stalker automaton, traduzione non ufficiale) oppure il raggio di energia (energy beam, traduzione non ufficiale) dell’automa cecchino (sharpshooter automaton, traduzione non ufficiale). I DM che desiderano continuare ad utilizzare alcuni dei loro costrutti preferiti possono modificarli con molti nuovi template. Un costrutto infestato (haunted construct, traduzione non ufficiale) è infuso da un’anima malvagia che ha preso il controllo del corpo del costrutto, mentre un costrutto con piastre runiche (runeplated construct, traduzione non ufficiale) è infuso con la magia del peccato di Thassilon.
      Luis Loza,
      Sviluppatore
      Link all’articolo originale: https://paizo.com/community/blog/v5748dyo6sgcu?Build-Them-Up-Break-Them-Down  
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