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16 Nuovi Talenti

Articolo di Taymoor Rehman, Jeremy Crawford, Ben Petrisor, Dan Dillon e Ari Levitch - 13 Luglio 2020
L'Arcani Rivelati di oggi presenta una selezione di nuovi Talenti per Dungeons & Dragons. Ogni Talento offre un modo per diventare migliori in qualcosa o per ottenere una capacità del tutto nuova. Potete trovare questi talenti nel PDF disponibile più in basso.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
arcani rivelati: 16 nuovi talenti
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/feats
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Fuga dall'Abisso esce il 30 Luglio in italiano

In questi giorni la Asmodee Italia ha aggiornato la pagina del suo sito dedicata alle prossime uscite, rivelando finalmente la data di uscita di Fuga dall'Abisso, un'avventura per PG di livello 1-15 ambientata nel Sottosuolo dei Forgotten Realms e caratterizzata dalla presenza dei mostruosi Signori dei Demoni. Completamente tradotta in lingua italiana, l'avventura uscirà in tutti i negozi il 30 Luglio 2020.
Ovviamente è importante tenere presente che, come specificato sempre dalla Asmodee sul suo sito, le date da lei annunciate sono da considerarsi sempre indicative e potrebbero subire variazioni in caso di contrattempi.
Qui di seguito potrete trovare la descrizione ufficiale dell'Avventura, la copertina del manuale e la recensione da noi pubblicata su DL'.
Grazie a @AVDF per la segnalazione.
Fuga dall'Abisso
L’Underdark è un mondo sotterraneo ricco di meraviglie, un labirinto sterminato e contorto dove regna la paura, popolato da mostri orrendi che non hanno mai visto la luce del giorno. È quaggiù che l’elfo oscuro Gromph Baenre, Arcimago di Menzoberranzan, lancia un empio incantesimo con l’intenzione di infiammare l’energia magica che pervade l’Underdark: nel farlo, spalanca una serie di portali collegati al regno demoniaco dell’Abisso. Ciò che ne esce stupisce lo stesso arcimago, e da quel momento in poi, la follia che aleggia sull’Underdark non fa che crescere e minaccia di scuotere i Reami Dimenticati fin dalle loro fondamenta. Fermate la follia prima che divori anche voi!
Data di uscita: 30 Luglio 2020
Lingua: italiano
Formato: Copertina rigida
Articoli di Dragons' Lair:
❚ Recensione di Fuori dall'Abisso

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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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AndreaP

[TdG] WFRP The Enemy Within (Chapter II) - Shadows over Bögenhafen

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@all cutaway

“Il tuo tempo sta per terminare, amico mio”

Il mercante alzò lo sguardo dalla sua scrivania e incontrò gli occhi verdi intensi del suo interlocutore.

“Onestamente” disse con una punta di impazienza nella sua voce “non crederai che me ne sia dimenticato?”

L’altro uomo allungò una mano gracile verso il calice di vino rosso che stava sul tavolo.

“Sette anni”, sussurrò rispecchiandosi nella superficie rosso intenso del vino “Abbiamo fatto tanta strada insieme, tu e io”. L’altro chiuse il suo libro con un secco colpo.

“Risparmiami i tuoi ricordi romantici” disse all’improvviso “Non mi importa quante volte me lo hai ripetuto ‘Eri un secondo genito dimenticato quando ti ho incontrato’” disse mimando i toni del suo interlocutore con un certo sarcasmo “‘Ora tu hai la ricchezza, il potere, tutto ciò che ti ho premesso’ mi sono stufato di sentirlo, risparmi il fiato”

“Calmati” disse l’altro “L’avvicinarsi del pagamento ti rende nervoso e ti toglie il tuo normale humor!” Usò il tono delle tragedie formali volontariamente, poiché sapeva che lo avrebbe irritato.

“D’altra parte” proseguì “non è come se dovessi pagare il dovuto di tasca tua, non è vero? O avverto una nota di rimorso? Non avrei mai pensato che non avessi il fegato” sul suo volto si stampò un sorriso beffardo “Te lo garantisco, la tua posizione sarebbe potuta essere peggiore, ma è confortante sapere che uno può sempre contare sulla sete di soldi dell’uomo. Il tuo piano non può fallire, mio caro, brillante compagno - è pura poesia. Cosa può andare male?”

“Niente” replicò il primo a denti serrati. “Sigmar volendolo”

“Ormai amico mio” disse l’altro quasi rimproverandolo “dovresti averlo capito. Lui non può aiutarti”.

L’uomo non replicò. Sette anni gli avevano insegnato che non c’era modo di averla vinta quando il suo compagno usava questi toni.

@all

Spoiler:  
Vi ricordo che il cutaway è pensato per i giocatori, per apprezzare meglio la storia. I Pg non sanno niente di ciò
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Bögenhafen, città di commercio sulla via per la Bretonia, importante porto fluviale per il passaggio delle merci dai carri abili ad attraversare le montagne al metodo di trasporto più comune nell’Impero: l’acqua.

In primavera la città si animava di nuova vita, con la riapertura del passo di Helgart e l’inizio di una nuova stagione. E segno di questa rinascita era la Schaffenfest, la festa dell’equinozio di primavera.

In una mattina primaverile, riscaldata da un caldo sole in un cielo limpido, la Berebeli scorreva controcorrente il Bogen. Davanti a lei Bögenhafen, sullo sfondo a sud est le Gray Mountains, confine con la Bretonia.

La città era circondata da imponenti mura. Il fiume la divideva a metà la parte est più estesa della ovest, e due torri di guardia presidiavano l’ingresso via fiume alla città.

@all

Spoiler:  
Inizia qui la seconda avventura della campagna. Questa avventura è ovviamente investigativa e più corposa della prima.

Qui trovate la mappa della città con i luoghi rilevanti. Ovviamente i vostri pg non la conoscono. Voi con la Berebeli entrerete da nord.

https://drive.google.com/open?id=0B6WhRefTA9oOQzVIc1pJUkhiOVU&authuser=0

Come dicevo nell'ultimo post della Mistaken Identity, se volete postare qualcosa sull’ultimo giorno di viaggio, che so terminare i dialoghi, ragionare gli indizi trovati ecc., fate pure e prendetevi il tempo che vi serve

Col mio prossimo post approderemo.

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Rim

Finalmente potremo scendere da questa tinozza bruciacchiata

Borbotto vedendo la nostra destinazione finalmente raggiunta.

Chiedo quindi a Quartjin dove possiamo alloggiare in città e se c'è un quartiere o un ritrovo frequentato da nani.

Ottenute le informazioni vado da Jacob e gli chiedo di seguirmi da Mia, cercando di avere una chiacchierata privata noi tre solamente.

@Mia e Jacob se seguono e riusciamo a rimanere solo noi 3

Spoiler:  

Bene ragazza, qui pensi di poter scoprire perché davano la caccia alla tua sosia?

Mi gratto la barba

E altra cosa, che ne facciamo del prigioniero? Con il cacciatore di taglie andato non credo ci serva più a molto

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@Mia -infermeria-

Spoiler:  
Osservava la guaritrice mettere mani sulla sua ferita e muovere abilmente ago e filo. Lui di tanto in tanto puliva via il sangue con un panno come se stessero ricucendo un altro paziente e a denti stretti un po' per il dolore un po' per simulare un sorriso concluse quella discussione "Soldi? Terra? O forse un titolo? Io non lo farei mai fare ad altri. Spero ti daranno ancora problemi."

No... ora non sembrava stesse scherzando.

Quando le medicazioni furono completate si subì le raccomandazioni in silenzio pronto a farsi medicare ancora il giorno seguente.

Salito sul ponte si diede subito da fare per iniziare, lo sperava, l'ultima tappa di questo improvvisato viaggio sulla bagnarola. Muovendosi a destra e sinistra e su e giù incappò nel cadavere che era rimasto a poppa, ucciso da Alrik. Gli levò di dosso tutto quello che riteneva utile, lo osservò per qualche istante scuotendo il capo e dopo un saluto marziale lo gettò in acqua.

Riposò il necessario, cioè poco a causa dei ritmi che aveva imposto il capitano. In parte fu un bene poiché la mattina seguente il Sole primaverile irradiò con un caldo benvenuto il loro arrivo a destinazione. Osservò a lungo le alte mura della cittadina, la quale a lui sembrava enorme, e le torri che ne controllavano l'accesso da nord attraverso il fiume.

Attese che Sylia si facesse vedere sul ponte e le si avvicinò "Lo vedi questo Sole? Rappresenta la fine dell'Inverno e per quanto possa sembrare strano è un giorno importante per me... ecco perché ieri notte con quell'orso non potevo morire. Tu bevi birra?" e mentre attendeva la risposta cercò con lo sguardo Alrik per chiamarlo e farlo avvicinare.

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dipende dai punti di vista, ho circa 30 anni.....

Sorrido a G.

Non so di che orso parli, ho rimosso i ricordi con la trance elfica....e non è come dire, che non voglio ricordare la nostra trance ci fa decidere coscientemente cosa immagazzinare e cosa scartare, quello l'ho scartato....

Spoiler:  

Grazie master :)

PS gli elfi si ubriacano?!!!? O sono come Legolas?

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Jacob

Prendo al volo il sacco di monete che mi ha lanciato Alrik e sotto la luce di una torcia le osservo per bene

​" … conio di Nuln in prevalenza … e poi Altdorf … e' venuto dal sud … reclutato probabilmente … "

Rimetto le monete nel sacchetto e le porgo ad Alrik mentre parlo a tutti i miei compagni

Il cacciatore di taglie non aveva segni particolari, ne tatuaggi di riconoscimento. Cosa abbastanza prevedibile; se fai questo mestiere non devi essere ricondotto a niente e a nessuno. Dalle monete si vede che si e' spostato parecchio. Ci sono monete in prevalenza di Nuln, il sud-est dell'impero, vicino al confine e poi qualche moneta di Altdorf; si e' spostato in capitale, forse reclutato da qualche tuo ammiratore …

Osservo Mia ​…. Imperatrice.

Osservo per un attimo il fiume

La faccenda sta diventando pericolosa e misteriosa e non so voi… ma io sono curioso e adoro i misteri… speriamo di trovare qualche risposta a Bogenhafen...

Attendo il mio turno in infermeria

@Mia

Spoiler:  
Mentre mi cura appena stringe le bende sulla ferita alla coscia stringo i denti, ma il dolore e' molto più sopportabile e alle sue domande rifletto per un attimo

Non mi sono fatto molte idee, ma una cosa e' certa. Il cacciatore di taglie ci ha seguito dalla capitale. Deve aver avuto buoni informatori, oppure una disponibilità' in denaro per sapere quando Quartin sarebbe salpato.

Mi alzo lentamento

Non ha indovinato il posto ne lo sapeva prima. E' un professionista, credimi, li conosco bene; ha calcolato la distanza possibile con la barca e sa che nessuno naviga con l'oscurità'; secondo me hanno lasciato i cavalli o un carro poco lontano dal luogo dove ci hanno attaccato e ci hanno atteso seguendoci lungo la riva del fiume. L'orso invece e' casuale.

Mi rimetto in sesto i vestiti e mi volto verso di lei.

Gudrod e' a posto secondo me. Si trova bene con Alrik, e questo mi basta e poi credono entrambi in tutte quelle cose come onore e gloria; secondo me ci si può' fidare. Garantisco io per Gorden; la piccola Sylia mi sta simpatica

Mi incammino verso l'uscita

​Grazie delle cure … Imperatrice ...

Mi posiziono in coperta e stendo una coperta con sopra il mantello per dormire la notte e così' faro' anche il giorno dopo fino all'arrivo a Bogenhafen.

@Rim Mia

Spoiler:  

Ti seguo nella nostra conversazione privata e alla tue domande rispondo rapido osservando la citta' in lontananza

Qui secondo me ci potrebbero essere le risposte che cerchiamo. Per il prigioniero io sarei per lasciarlo andare. Non e' un delinquente, ha solo preso parte alla cosa attirato dal guadagno facile. Io lo lascerei andare.

@AdG

Spoiler:  
Nel giorno di viaggio cerco un momento per parlare con Quartin in disparte

Joseph sto andando a Bogenhafen, ma non ci sono mai stato e non mi piace andare in un posto che non conosco senza un piano di fuga. Hai qualcuno di cui mi posso fidare? Posso fare un lavoro per lui o anche pagare se necessario. Spero che le tue informazioni non siano troppo care...

@AdG

Spoiler:  
Ovviamente molte parti le dico con linguaggio segreto ladri per non insospettire nessuno

Appena vediamo Bogenhafen il giorno mi sembra più splendente e penso a voce alta….

​Bogenhafen … citta' governata da Gilde di mercanti … qui conta solo il denaro. Non sembra cambiata molto dall'ultima volta che ci sono passato...

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"Qurtjin, sai dove posso trovare in questa città un armaiolo a cui rivendere armi e armature? Jacob, mi farebbe piacere che tu venissi con me, perchè mi sembri quello con più fiuto per il commercio."

Riprendo in mano i soldi e mi siedo con Gudrod e Sylia a bermi una birra, prima di scendere a terra, carico come un mercante ambulante.

@Gudrod, Sylia

Spoiler:  
"Sarebbe comodo essere circondato da elfi, che sanno scordare ma solo quanto non voglio che mi venga ricordato o rinfacciato.

Ed invece bevi il vino? Rare volte mi è capitato di assaggiare questa bevanda, che viene dalle terre meridionali, ma a dispetto della fama di delizia non mi piace molto: preferisco sopra tutto la birra di frumento e l'idromele, che per fortuna sono abbastanza comuni da queste parti.

Gudrod, l'altro giorno mi era capitato di vederti con una mappa in mano: eri diretto da qualche parte prima di incontrarci?"

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@G, AlriK

Spoiler:  

A quanti anni le vostre donne vengono considerate adulte? Perché mi sento costretta a dirvi che state facendo bere tipo una bambina di 12 anni.....tanto perchè poi non vi sentiate in colpa quando vomiterò la colazione in giro piangendo e chiamando la mamma!!!

Assaggio la birra vagamente titubante, un sorsone per vedere che succede!!!

Cosa vorresti che dimenticassi di te Al? Posso farlo se ti fa piacere!!!!

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@Sul ponte

Spoiler:  
Gudrod squadrò l'elfa da capo a piedi ignorando quanto aveva detto dell'orso, per lui erano parole oscure o forse credeva potesse essere una battuta che non aveva assolutamente capito. Per questo motivo passò direttamente a parlare di cose più abbordabili "Bene... chiederemo del latte." a quanto pare non conosceva vie di mezzo "Alrik io intendevo in una taverna, a quanto pare gli altri hanno da fare e dopo quel che è accaduto ieri all'imbarcazione non intendo minimamente togliere a Joseph nemmeno un goccio di alcool. Voglio offrire io oggi. E intendo godermi questa festicciola imperiale e saggiare se nella più importante festività dell'anno servono birra degna del nord e della fine dell'inverno."

A quel punto il biondo si adoperò per le manovre di ormeggio.

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@Mia

Spoiler:  
Durante il viaggio Mia aveva osservato i fogli che Alrik aveva trovato nelle tasche del Bounty Hunter. Uno era un suo ritratto, o forse della sua sosia. Gli altri due erano scritti che davano una nuova luce alla vicenda.

Joseph sembrava felice di essere arrivato.

“No Rim,” disse rivolto al nano “non mi risulta che ci siano quartieri particolari dove vivono Nani, che io sappia almeno. Di solito gli affari con loro li trattano direttamente gli Steinhäger, una delle potenti famiglie mercantili di qui; quindi non vi sono molti nani stabili, tali da giustificare un quartiere. Per lo meno l’ultima volta che sono venuto, era così”. Poi spostò la sua attenzione su Alrik “Te li compro io, ad un prezzo ragionevole. Entrare in città con della mercanzia da vendere può attirare l’attenzione della gilda dei Mercanti o dei Pedlar. Io posso occuparmene direttamente: 28 Corone per tutto, e non avrai fastidi.” disse con un sorriso. “Quanto a quello la” aggiunse rivolto all’uomo che giaceva legato in una stanza del cabinato “se volete lo riporto a Weissbruck, tanto devo tornarci. Vi chiedo solo di pagargli il vitto: non posso sobbarcarmi anche il suo; 1 scellino sarà sufficiente!” Poi, bevuto un sorso di una forte bevanda trasparente che teneva in una bottiglia e portava sempre con se chiamandola “il fuoco dell’Averland”, concluse.

“Non so che affari vi portino a Bögenhafen, comunque, visto che siete qui, vi consiglio di andare alla Schaffenfest: è uno spettacolo che merita di essere vista, oltre alla fiera degli animali in vendita, dico..”

Poi si appartò per un istante a parlare con Jacob.

@Jacob

Spoiler:  
Joseph guardò negli occhi Jacob. "Se cerchi aiuto vai dal Kalus Werner, il fabbro. Ha un negozio vicino a Handwerker Bahn. Digli che ti ho mandato io. E mi raccomando, stai lontano dal Pit, la zona abitativa a di la di Westendam: è un posto malfamato e pericoloso. E non mi devi niente. Ci si aiuta fra colleghi”

La Berebeli rapidamente superò le torri che lungo il fiume, come proseguimento delle mura, delimitavano l’ingresso alla città e si diresse alla sponda est, Ostendamm. Numerose barche era attraccate alla riva, di molte dimensioni, tutte circondate da uno sciame di scaricatori. Le urla riempivano l’aria.

Il porto era separato dalla città da un interminabile fila di magazzini, contrassegnati dalle insegne delle varie famiglie mercantili proprietarie: Il leone sputafuoco, il guanto di armatura con la spiga, la botte con la S impressa, il fiore.

Tutti segni della profonda vocazione mercantile della città.

Quartjin fece accostare la barca al un molo contrapposto ad un magazzino con il leone sputafuoco.”il molo degli Haagen, coloro che mi hanno assoldato.” disse il boatman “famiglia delle Wasteland, con forti contatti a Marienburg”.

Subito un messo della casata, accompagnato da un messo cittadino, addetto alla tassa sulle merci, si avvicinarono alla barca. “Ora vi saluto” disse Quartjin “è stato un piacere viaggiare con voi. Spero di rivedervi. Io vado dagli Haagen a concludere gli affari. Che Sigmar vi protegga. E Ranald vi accompagni”.

Scesi dal molo senza problemi - in una città mercantile come questa l’interesse delle tasse era rivolto alle merci e non alle persone, soprattutto in giorni come quelli - il gruppo superate i magazzini si ritrovò in quella che era conosciuta come Hafen Strasse, una delle vie principali della città.

Come due fortilizi contrapposti le sedi di quelle che dovevano essere due gilde importanti della comunità occupavano i due primi palazzi, quasi a presidiare l’accesso ai porti: la gilda degli scaricatori fluviali a sud e la gilda dei carrettieri a nord. A parte questi edifici le case circostanti sembravano povere e i vicoli sterrati. Proseguendo oltre sulla strada lastricata le costruzioni miglioravano fino ad aprirsi di fronte a loro in Dreiecke Platz ove sorgeva il municipio cittadino il municipio cittadino.

La cosa che colpì subito tutti fu che la gente qui era molto meno presente che nel porto. La motivazione fu subito chiara e annunciata in lontananza di fronte a loro dalle grida di gioia e dalla musica. Come annunciava il manifesto appeso li accanto, era in corso la prima giornata della Shaffenfest.

@Landar

Spoiler:  
Sul cadavere trovi 6 penny e 3 scellini. La sua spada probabilmente era già caduta in acqua quando era morto.

@Wonder

Spoiler:  
@all

Spoiler:  
Vi ricordo che la mappa di Bögenhafen che vi ho dato nel primo post ha il nord in basso.

https://drive.google.com/open?id=0B6WhRefTA9oOQzVIc1pJUkhiOVU&authuser=0

Qui trovate gli stemmi delle quattro casate impressi sui magazzini.

https://drive.google.com/open?id=0B6WhRefTA9oOV2RCcWtxdVdQVTQ&authuser=0

Questa è la locandina della Shaffenfest

https://drive.google.com/open?id=0B6WhRefTA9oOaGZBUG43MWxVdjA&authuser=0

@Knowledge all

Spoiler:  
Le Wasteland sono un ex provincia dell’Impero da secoli indipendente posta a nord ovest, fra l’Impero e la Bretonia. Territorio brullo attraversato dal Reik, ha come punto rilevante, nella foce di quest’ultimo la città di Marienburg, il più grande porto commerciale dell’Old World.

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"Mastro Quartjin, se vuoi ti do anche la mia spada di riserva, così arriviamo a quattro spade, una balestra, un'armatura di cuoio ed un paio di pugnali. A rivenderli potresti arrivare a guadagnare quasi un centinaio di corone, quindi mi sembra un accordo equo darteli alla metà di questo valore, senza fastidi. Guarda questa armatura di cuoio: è di ottima qualità e tutta colorata di nero, che dona un aspetto minaccioso e aiuta a nascondersi tra le ombre per colpire con la balestra. Vogliamo parlare delle spade? Sono tutte ottime e quella che ho aggiunto ora è come nuova. Che ne dici di cinquanta corone per comprare tutto?"

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@all sulla barca prima di scendere

Spoiler:  

Il barcaiolo guardò il nordico. “Per tutto non più di 35 Corone. E ti faccio già un favore perché mi sei simpatico. Prendere o lasciare figliolo”

@Rikkardo e Ocram

Spoiler:  
Check di Haggle: d100=29 sulla tua skill di 15 con un bonus di +3 per il supporto di Jacob. E’ un tiro contrapposto e non è andato molto bene.

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@omnibus in nave

Spoiler:  
Effettivamente non mi sembra un buon prezzo, ma non ho voglia di perdere tempo in altri mercanteggiamenti e tutta quella roba mi rallenterebbe parecchio a terra.

Sorrido e porgo la mano per siglare l'affare.

"Affare fatto, vecchio mio. A Bogenhafen vorrei comunque provare ad investirli in qualche pezzo d'armatura nuovo: dove posso trovare un buon armaiolo?"

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Jacob

@AdG

Spoiler:  
Do una bella stretta di mano a Jospeh

Grazie Joseph, a buon rendere.

Osservo le armi per bene mentre Alrik mercanteggia

Secondo me e' un buon prezzo, ma ci mettiamo dentro anche il vitto per il prigioniero, che ne dici Joseph?

@AdG

Spoiler:  
Uso linguaggio segreto ladri

Secondo me e' un buon prezzo, Vecchia volpe, ma ci mettiamo dentro anche il vitto per il prigioniero, puoi dargli qualche moneta quando scende? che ne dici Joseph?

Scendo dalla barca assieme agli altri ma prima di farlo mi avvicino al prigioniero

@AdG

Spoiler:  
Abbiamo deciso di lasciarti andare, ma non farci pentire di questa decisione. Joseph ha detto che prosegue verso il tuo villaggio. Sei stato attratto da guadagni facili, ma per farli devi essere scaltro ed esperto e al momento non mi sembra che tu abbia queste qualità'. Torna a casa, fai qualcosa di buono e sta lontano dai guai.

Gli porgo la mano

Buon fortuna.

Sistemo lo zaino, fisso lo scudo e mi preparo a scendere assieme ai miei compagni.

​Dobbiamo trovare un posto dove passare la notte, ma temo che tutte le locande siano piene. Ci sarà' qualche tendopoli abusiva dove pernottare, oppure dovremo arrangiarci. Andrei verso la piazza e vi consiglio una cosa.

Faccio un passo poi mi fermo e intimo i miei compagni

Borsello nascosto per bene, i ladri alle fiere sono come le api sul miele...

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A quanto pare era giunto il momento, il fiume non era né come il mare aperto né come i fiordi del nord. Non c'era ghiaccio, non c'era tempesta, non c'erano pericoli. Era noioso. A terra sembrava ci si potesse divertire di più considerando quanti guai erano in grado di attrarre gli altri.

Con grande sorpresa di tutti, probabilmente, il nordico abbracciò Gilda "Mi mancherà la tua zuppa. Chissà cosa dovrò mangiare da qui in avanti durante i viaggi. Stammi bene."

Poi Gudrod si avvicinò a Quartjin e lo ringraziò con una vigorosa stretta di avambraccio "Finalmente ci salutiamo, spero di non vederti mai più" scoppiò in una sonora risata "ma grazie di tutto. Da oggi forse potrai stare sereno e lontano dai casini, mi auguro che la scorsa notte il fuoco non abbia fatto troppi danni. Ah... quasi dimenticavo. Una buona locanda? Vorrei offrire birra ai nuovi compagni e se vorrai, potrai unirti. Poi dovrò anche riparare il mio usbergo."

Lasciò la presa e poi raccolse tutte le sue cose, compresa la spada dello scagnozzo ucciso nel vicolo quindi percorse la passerella e posò piede sulla banchina.

"Che Ulric vi dia forza e vigore." rivolto a Gilda e Quartjin "E voi altri, muoviamoci, oggi è anche la mia di festa e vi offro un giro."

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Mentre contrattano cerco di cogliere, da brava bimba buona, se si stanno fregando ed in caso lo farò notare con una battuta o qualcosa del genere, dato che conosco il barcaiolo da qualche giorno prima!!

Quindi G. andiamo con Al, se non ho capito male.....ecco io vorrei anche cercare qualche mago per vedere se posso fare degli acquisti, tanto che siamo qui....e ormai sapete cosa sono....

Spoiler:  
se fosse viva sarebbe già libera in giro, quindi ottima per la lucciola secca ehhehehe

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Il nordico scosse la testa verso l'elfa "E' così faticoso usare il nome intero?" non sembrava scocciato ma sicuramente a disagio "Da quel che ho capito basterà cercare per trovare ogni cosa."

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Sospiro abbassando un istante lo sguardo, poi lo rialzo e sorrido

Vorrei dirti di no....ma sarebbe una bugia, non sono abituata ai nomi umani e tanto meno a quelli nordici.... Tante consonanti mi intrecciano la lingua.....vorrei sentire te a pronunciare bene il mio!!!! Sai lo hanno riadattato la mamma ed il papà, perchè era difficile per loro!

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      Ieri, grazie RPJ di Comicon, ho provato Not The End
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      Questo è il primo punto: mi sono presentato alla sezione senza sapere praticamente nulla del gioco; solo la breve introduzione (necessaria per inquadrare l'ambientazione dato che non ce n'è una specifica del gioco) della oneshot fatta dal narratore (il  master) con una paginetta di riassunto regole e le schede personaggio.
      Nessun problema ad entrare subito nel vivo del gioco, anche perché si trattata di una sessione di stampo narrativo (non sono in grado di valutare se con tale regolamento si può scendere di più sul tattico di quanto abbiamo fatto in gioco)
      Infatti la meccanica è questa: si dichiara cosa si vuole fare e quali proprie “caratteristiche e abilità”  possono supportare la nostra zione (più se ne riescono a narrare/giustificare meglio è), si valuta la riuscita dell’evento (fase randomica del gioco) e si narra l’esito dell’azione.
      Per determinare l’esito dell’azione non si tirano i dadi!
      Il sistema è chiamato HexSys e consiste nel pescare da un sacchetto dei token che danno influenze  favorevoli (bianchi) o sfavorevoli (neri) all’azione (bianchi); quanti token bianchi ci sono nel sacchetto  dipendono da quante tue capacità sei riuscito ad inserire nella tua narrazione e dall’aiuto che ti possono dare i compagni, quelli neri li stabilisce il master in base alle difficoltà dell’azione, dalle circostanze, da che “strada” hai preso con la narrazione, ecc
      Quindi più bianchi si pescano più la tua azione non solo riesce ma si arricchisce di fattori positivi, più neri allora magari l’azione riesce (perché hai il positivo) ma ci saranno risvolti negativi che poi entreranno nella narrazione.
      Questa meccanica (banalmente citata da me, in realtà ci sono diverse sfaccettature da approfondire col manuale) mi è veramente piaciuta; innanzitutto per la diversità dal solito tiro di dadi, infatti pescare dal sacchetto da una sensazione “adrenalinica” altrettanto valida che il tiro di dado, inoltre c’è la variabilità (scelta tattica?) di poter scegliere quanti token estrarre.
      Stimolante anche non solo il fatto di raccontare gli eventi per inserire nel sacchetto più i token bianchi possibili ma anche di narrare evitando di inserire tratti negativi dati dalle” sventure”(è una meccanica di gioco) avute dai token neri dell’estrazione precedente. (esempio: devi incitare la folla ma hai come sventura la voce roca, quindi quello che ti veniva farlo naturale con un discorso ora sei stimolato a farlo per altra via)
      Non sono ben riuscito a capire quanta libertà di narrazione ha il giocatore. L’impressione è che sia molto ampia ma io, ancorato a DnD, chiedevo spesso al narratore la descrizione del luogo o cose riguardo le conoscenze del mio pg.
      L’impressione generale di questa oneshot è stata ampiamente positiva, da rifare assolutamente!
      Vuoi per una mia “svolta interiore”, vuoi che fare il dm su roll20 è più oneroso in termini di tempo (preparare mappe, token, schede oggetto, ecc), sto volgendo lo sguardo verso gdr più narrativi rispetto a DnD e il manuale di Not The End lo comprerei immediatamente.
      L’unico limite è il mio gruppo di gioco a cui già non sono riuscito a far digerire dungeon world figuriamoci se tiro via loro i dadi!
      Ma un giorno ci riuscirò!!!!
       
      Ps
      questa non è una recensione (non ho il manuale) ma veloci sensazioni date da una one shot giocata di persona.
    • By SilentWolf
      Il celebre Gdr sui Lupi Mannari targato White Wolf sta ricevendo per la prima volta non una, ma addirittura due conversioni videoludiche. Date uno sguardo ai primi trailer.
      Nonostante la cancellazione dell'E3 2020 - la più importante convention sui videogiochi d'America - per via del coronavirus, in questi giorni è iniziata una lunga stagione dedicata al videogioco che potrebbe durare fino ad Agosto e che sarà caratterizzata da diversi eventi online, durante i quali saranno annunciate tutte le novità del settore. In questi ultimi giorni, in particolare, sono stati rivelati i trailer di due giochi ispirati al Gdr Werewolf: the Apocalypse pubblicato dalla White Wolf: si tratta di Werewolf: the Apocalypse - Earthblood e di Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest.
      Werewolf: the Apocalypse - Earthblood
      Prodotto da Cyanide Studio, Werewolf: the Apocalypse - Earthblood era stato annunciato con un breve teaser nell'ottobre del 2019. In questi giorni, invece, è stata fornita una descrizione più dettagliata sulla storia raccontata nel gioco e mostrato un primo trailer in computer grafica. Per quel poco che si conosce, dovrebbe trattarsi di un videogioco improntato maggiormente all'azione.
       
      Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest
      Si tratta del nuovo progetto di Jacek Brzeziński e Artur Ganszyniec (e del loro nuovo studio Different Tales), due dei creatori del primo capitolo videoludico di The Witcher e tra gli sviluppatori che hanno realizzato giochi quali Dying Light, Hitman, Wanderlust: Travel Stories e Wanderlust: Transsiberian. Non si sa molto di Werewolf: the Apocalypse - Heart of the Forest, ma dovrebbe trattarsi di un Gdr videoludico. In questi giorni è stato mostrato un primo teaser trailer dedicato all'atmosfera che il gioco vuole ricreare:
       
      Che ne pensate di questi due giochi annunciati? Siete curiosi di vedere per la prima volta Werewolf: the Apocalypse nelle vesti di un videogioco?
      Diteci la vostra nei commenti.
      Fonti:
      https://multiplayer.it/notizie/werewolf-the-apocalypse-earthblood-nuovo-trailer-introduce-gioco.html
      https://multiplayer.it/articoli/werewolf-the-apocalypse-heart-of-the-forest-annunciato-gioco-creatori-the-witcher.html
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