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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Ricky Vee

[4 ed.] Capitolo I - I Monti Ramati

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HEAFORD

Vi trovate in un villaggio di circa 800 persone.

Si tratta di una piccola oasi di umani (con qualche eccezione di altre razze) in mezzo alla Piana del Sole.

E' una terra tranquilla, tanto che il villaggio si accontenta solo di una palizzata di legno, le porte sono sempre aperte, e gli unici soldati che vedete per strada sono alcune coppie di Guardie Cittadine intente a scherzare con la popolazione.

L'inverno è quasi finito, e oggi non fa molto freddo, nonostante ci sia qualche nuvola di troppo.

Il sole sta calando e dalle finestre delle case scorgete le prime luci delle lanterne. I camini iniziano a fumare e le strade si svuotano.

Un'altra giornata è quasi finita.

EU-2010-1721.jpg

Non molto lontane, notate i picchi di alcune montagne.

Con il buio che sta avanzando, notate che non è molto facile apprezzarne seriamente la bellezza, ma è impossibile non notarne i colori. Sono completamente rosse, e probabilmente è da ciò che deriva il nome "Monti Ramati".

Nonostante non siano molto alte, lo spettacolo è notevole. Probabilmente domani, dopo l'alba, potrete ammirarle veramente in tutto il loro splendore.

"Il Guerriero Danzante"

Nonostante la presenza di più taverne, a Heaford c'è una sola locanda.

Heaford non è il punto più strategico per i commerci nella Piana del Sole, trovandosi proprio al limite della pianura, ma qui gli scambi stanno crescendo e ogni giorno il villaggio ospita diversi viaggiatori.

Oggi non è un'eccezione, e la locanda il "Guerriero Danzante" è colma di gente.

Alcuni sono semplici paesani che vogliono spendere la serata con qualche birra, altri sono mercanti. C'è anche qualche avventuriero.

L'ambiente è accogliente e festoso, la locanda si erige su tre piani ed è piuttosto spaziosa. Su un palco, un uomo molto muscoloso e con lunghi capelli biondi è intento a ballare sulle note di un violino.

Tutti sono intenti a chiacchierare, a mangiare, a bere, a guardare lo spettacolo o a giocare a dadi.

E' una sera come le altre a Heaford, anche se per voi è la prima che spendete qui!

@Tutti

Spoiler:  
Vi trovate tutti a Heaford. Ciascuno di voi ha già ricevuto un pm con una "prefazione".

Per il momento siete tutti separati.

Considerando che il Guerriero Danzante è l'unica locanda del paese, ho pensato che vi trovaste tutti qui.

Però siete completamente liberi, quindi nel caso in cui vogliate fare altro, basta specificarlo :)

Se non l'avete ancora fatto, passate al topic di servizio per le regole nei post!!

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Appena superate le porte della palizzata mi fermo un'attimo a riprendere fiato e guardarmi attorno, gli abiti coperti di polvere.

"Heaford... finalmente sono quì, ma riuscirò a trovare le risposte alle mie domande?

Chi è la mia famiglia, chi è la mezzelfa che sogno, e chi era quella donna che mi ha urtato?"

Notando lo sguardo incuriosito di un paio di passanti mi rendo conto che, come al solito, rimuginare sui miei problemi mi ha fatto diventare teso come una corda... chiudo un'attimo gli occhi e respiro a fondo, per sciogliere i muscoli contratti del viso, e assumere un'aria più serena.

"Molto meglio... evitiamo di spaventare la gente, è proprio l'ultima cosa che voglio."

Più per curiosità, che con la vera speranza di otterenere informazioni utili, chiedo ad una coppia di guardie se conoscono la mezzelfa che sogno da giorni; ovviamente dico solo che una persona mi ha assicurato che quella ragazza ha informazioni sulla mia famiglia ("Non è completamente falso, dopotutto")... e, altrettanto ovviamente, nessuno di loro ha mai sentito parlare di lei.

Finito di parlare con le guardie, mi allontano con lo stomaco che brontola; il borsello è quasi vuoto, mi rimagono soldi solo per un paio di pasti e altrettanti notti in locanda, a patto di non sceglierne una troppo raffinata, poi dovrò mangiare la razioni da viaggio e dormire sotto gli alberi.

Sentendo un pò in giro, scopro che in paese c'è una sola locanda, quindi direi che non ho molta scelta.

Il locale è abbastanza rustico, ma spazioso e ben tenuto; scelgo un tavolo vicino ad una parete, in modo da non avere nessuno alle spalle; ho appena il tempo di posare a terra lo zaino e sedermi, che arriva una cameriera; è giovane e graziosa, e non sembra troppo intimorita dal mio aspetto, mentre mi chiede cosa ordino.

Le sorrido e le parlo col mio tono più gentile, per rassicurarla: "Uhm... mi basta una ciotola di zuppa, un pezzo di formaggio e del pane... e una tazza di birra, grazie mille."; la cortesia pare aver funzionato, perchè la cameriera mi sorride a sua volta, assicurando di portarmi delle porzioni adeguate prima di andare in cucina.

Mentre aspetto la cena, ascolto distrattamente il violino, e scruto la sala alla ricerca della mezzelfa.

@ DM

Spoiler:  
Ho lasciato il post in chiaro, perchè gli altri possano regolarsi di conseguenza... se devo mettere tutto sotto spoiler, dimmelo pure.

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Stringo la cappa sulle spalle, camminando con passo svelto e deciso, portamento eretto verso la locanda.

..Sono arrivata, posso riposare ora..

il grosso cappello ovale copre metà del viso proteggendo in parte anche dal freddo, è alzato da Sian per guardare più attentamente la gente attorno alla locanda mentre fa una breve sosta.

E' appena l'imbrunire, e di li a poco cominciano ad arrivare avventori.

Prendo posto in un piccolo tavolo, in disparte, lontano dal chiasso, dalla folla, dalla musica. Appoggio il cappello nel posto vuoto quasi a tenerlo prenotato per qualcuno.

Quando la cameriera si avvicina, le sorrido e chiedo "Una tazza di tè e una ciotola di riso. Grazie"

...non so quanto durerà la ricerca ma di sicuro se non trovo qualche lavoro che mi renda un pò di soldi, morirò prima di fame.

Mi guardo intorno alla ricerca di altri avventurieri, e anche di persone spiccatamente abbienti o mercanti facoltosi.

Spoiler:  
immagine post-13334-14347052344635_thumb.jpg cappello

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Ah Heafor, finalmente sono arrivato, mi chiedo solo perché proprio qui.

Bè ci penserò una volta riempita la pancia.

Dopo aver chiesto informazioni a due guardie mi dirigo verso la locanda e una volta entrato mi siedo in uno dei pochi tavoli liberi. La stanza è parecchio affollata ma una cameriera mi si avvicina dopo pochi minuti, Gradirei un po' di zuppa e un bel boccale di birra se possibile dico sorridendo. Mentre aspetto il mio pasto lascio vagare lo sguardo tra gli avventori, la maggior parte sembrano semplici cittadini ma vicino a una parete intravedo anche un mezz'orco, chissà cosa lo porta da queste parti....

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Sono in viaggio da quasi una settimana, un po' provato ed affamato, in fondo questa e' la prima volta che lascio il mio villaggio natio per un viaggio cosi' lungo e non sono certamente un avventuriero esperto, anzi.

Non so bene cosa aspettarmi, ne' come trovare quello che sto cercando, ma sono determinato ad andare avanti. Finalmente scorgo davanti a me in lontananza quelli che sembrano essere i Monti Ramati, e ben prima di essi la palizzata di un villaggio, con il fumo che si alza dai camini delle abitazioni. A questa vista mi fermo un attimo ad ammirare il particolare effetto che il tramonto genera infrangendosi sulle rocce delle montagne.

Eccoli, finalmente! ce l'abbiamo fatta, li abbiamo raggiunti, la direzione era corretta!

I miei occhi si fanno lucidi, una lacrima scorre lungo la guancia, rigando il tatuaggio che ho su di essa.

Maestro, grazie a Riffin spero di ritrovarvi presto...

@DM

Spoiler:  
Per ora tengo Muttley invisibile, come azione minore, continuamente.

Incantesimo giornaliero preparato "Baratro Fantasma".

Hu... Hho... ehcrep' ic omaimref? Hot, nu oiggalliv, itivoum, omaidna ehc af ottehcserf.

Ihe, odev ied iout ilimis, ideihc es c'e' anu acetoilbib!!!

Gia', e' un villaggio. Siamo fortunati, questa notte finalmente riposeremo su un letto caldo e morbido, mangeremo qualcosa di caldo e ci faremo un bel bagno.

@DM

Spoiler:  
Per ora dovrebbe piu' o meno sembrare che sono quasi uno schizofrenico che parla da solo, se c'e' qualcuno intorno...
Varcate le porte del villaggio, scorgendo quelle che sembrano essere delle guardie o dei normali paesani (evito persone "losche" se rieco ad identificarle...), mi fermo li saluto e cerco di chiedere informazioni.

@DM

Spoiler:  
Chiedo informazioni di vario tipo se si dimostrano cordiali e disponibili (parlo un po' del villaggio, chiedo chi sono le personalita' di riferimento, ecc.).

Se serve:

Intuizione: +6

Diplomazia: +5

Bassifondi: +0

Buonasera, signori, mi chiamo Athros (facendo un cenno di inchino con la testa). Scusate se vi interrompo ma sono appena giunto in paese e reduce da un lungo viaggio. Mi chiedevo se c'e' una locanda rispettabile dove possa riposare questa notte.

Mhe...

Ah... coff, coff... chiedo scusa, il brontolio della mia pancia affamata. Un'altra informazione, di grazia: cortesemente potreste dirmi se c'e' una biblioteca qui vicino?

@DM

Spoiler:  
Escludo ci siano biblioteche in questo villaggio, ma dimmi tu.

Per ora lascio cadere la cosa, questo imp sara' un rompip...e

Avendo un'aria tutt'altro che minacciosa, vengo direzionato verso l'unica locanda del paese e mi incammino nella sua direzione. Quando varco la soglia mi guardo intorno e cerco un posto libero in posizione defilata per non dare nell'occhio e poter osservare e magari ascoltare quanto succede.

In un angolo noto un brutto ceffo, sembra un mezzorco sporco e impolverato, che mi osserva.... abbasso lo sguardo intimorito e vado nell'altra direzione della stanza rispetto a lui. Poi scorgo un umano in armi, ma dall'aspetto decisamente piu' rassicurante e....

Uauh! che splendida fanciulla! esile, stupenda, e non e' nemmeno armata!!! decisamente il lato della stanza da preferire, direi che non costituisce certamente un pericolo...

Abmirabuseg narg alleb aloitseb a attird!!! iad, itatrop ni anoz ehc al omaidrobba! aresats non is eggel...

Mugugno sottovoce Zitto, sciocco!

Mi dirigo e siedo nelle vicinanze della monaca umana, sorridendole, e prima di sedermi faccio roteare teatralmente il bastone sulla mano (se c'e' lo spazio, mi accerto di non fare un casino boia.... altrimenti non lo faccio) per darmi un tono...

@DM

Spoiler:  
Si, un tono da... pir.a...

Non faccio niente di particolarmente acrobatico, solo volteggiare il bastone sulla mano, un giro per poi appoggiarlo a terra al mio fianco

Acrobazia: +1

Quando giunge la cameriera, le sorrido e la saluto gentilmente.

Buona sera mia cara. Vorrei, per favore, della zuppa ed un calice di vino. Inoltre, gradirei pernottare qui, quindi vi chiedo la disponibilita' di una stanza e di un buon bagno caldo. Grazie.

Finche' attendo la cena, mi godo la musica del violino ma soprattutto mi guardo intorno e cerco di ascoltare voci e discorsi nella stanza. Guardo spesso, curioso, la monaca, ma non ho il coraggio di parlarle.

@Tutti

Spoiler:  
Chiedo scusa per il post chilometrico, in futuro cerchero' di essere meno prolisso... ma stamattina avevo tempo.

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Avrei dovuto chiedere un cavallo a Padre Hadrel, avrei DECISAMENTE dovuto chiedere un cavallo a Padre Hadrel!

Sarà da questa mattina che non riesco a pensare ad altro se non ad un bagno caldo e a delle lenzuola fresche e pulite, magari anche un buon piatto di zuppa affianco ad un camino scoppiettante ed un pettine per prendermi un po' cura di me stessa.

Senza dubbio è fantastica la vita fuori dal monastero, ma me la aspettavo un po' più...comoda ecco! Le stelle delle ultime notti d'inverno sono fantastiche, ma sarebbe molto più piacevole guardarle con un soffice materasso sotto la schiena al posto del duro terriccio.

Finalmente in lontananza la palizzata che si fa ad ogni passo sempre più vicina. I tetti che spuntano timidi ed un invitante marea di fili di fumo che si iniziano a levare dai camini all'imbrunire: sembra che anche oggi riuscirò ad avere un tetto sulla testa prima di coricarmi!

Il passo diventa di colpo più veloce, le gambe sembrano non sentire più la fatica delle ore di marcia ed il cuore si fa più leggero. Gli ultimi passi prima dell'ingresso della locanda sono fatti quasi con uno scatto da atleta che prova a raggiungere il traguardo prima del suo avversario.

E finalmente eccola...la sala comune è più accogliente di quello che sperassi ed un vivace baccano assale i miei sensi non appena apro la porta. Le risate dei bambini che corrono tra i tavoli si mischiano con la musica, l'odore di stufato, il tintinnio dei bicchieri sbattuti tra di loro per un brindisi ed il calore che solo una comunità unita può regalare.

Prima ancora che la porta si chiuda, gli avventori più vicini all'ingresso si girano per guardarmi nel momento in cui butto sulle spalle il cappuccio che mi copriva la testa per tenermi al caldo, e diversi uomini restano a bocca aperta vedendo i miei lineamenti de mezz'elfa: di sicuro il vino bevuto dagli uomini esalta oltremodo la mia avvenenza, ma di certo non si può negare che sia stata baciata da Corellon, il dio della bellezza.

Uno sgabello libero vicino al bancone! E' mio!

Mi dirigo a con passo veloce verso il banco dell'oste e appoggio finalmente davanti i miei piedi il grosso sacco che avevo sulle spalle e che contiene la mia armatura.

Finalmente mi accomodo sullo sgabello e richiamo l'attenzione dell'oste con un sorriso che difficilmente passerebbe inosservato ad un uomo.

Salve e salute mastro! Il mio nome è Alatriel ed avrei tre richieste per voi. Le prime due sono senza dubbio le più fattibili e concrete: ho davvero bisogno di un piatto di zuppa calda e di una stanza dove potermi ristorare il corpo e lo spirito con un buon bagno caldo.

La terza è più che altro una curiosità...probabilmente non sapete neanche di chi parlo e di sicuro io non vi sto dando una gran mano con la sua descrizione, ma mi chiedevo se per caso conoscete un uomo che si fa chiamare Riffin. Dovrebbe essere abbastanza anziano da quel che so e sono anni che non ho sue notizie, ma provare non costa nulla, non credete?

La mia risata a fine discorso sembra tradire un briciolo di nervosismo, come quello di un bambino che scarta un dono sperando di trovare qualcosa di insperato.

@dm

Spoiler:  
Se dovessero servire delle prove per il discorso, ho +11 a diplomazia e +4 a bassifondi

@tutti, descrizione fisica:

Spoiler:  
Alatriel è una mezz'elfa molto attraente e con un fisico abbastanza imponente se si considera che del sangue elfico scorre nelel sue vene: è alta quasi 1,70 e pesa sicuro più di 60 kg (anche se farglielo notare non sarebbe troppo cortese...), una folta chioma bionda le sfiora le spalle e degli occhi nocciola da vero cerbiatto risaltano sul suo viso. Veste dei pantaloni ed una maglia di stoffa pesante, ed un mantello con cappuccio tra il grigio chiaro ed il bianco sporco le tiene calda la schiena. Porta con se una spada lunga infilata nel fodero sul suo fianco sinistro, una grossa sacca da cui proviene un forte rumore metallico quando si muove e che fa presupporre che contenga un'armatura, ed uno zaino sul quale è fissato uno scudo tondo in metallo con su delle incisioni a forma di onda. Lo scudo è di metallo lucidissimo e non presenta nessun graffio o ammaccatura, segno che è stato usato poco o nulla in battaglia.

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Varie persone sono entrare nella taverna mentre mangiavo; la maggior parte cittadini di Heaford che venivano a farsi una birra dopo una giornata di duro lavoro, più vari viandanti in cerca di ristoro; nessuno di loro particolarmente interessante, tranne un giovane umano che ogni tanto parla tra se...

"Matto come un cavallo... spero solo che non dia problemi."

Ho quasi finito di mangiare, quando entra un'altro viandante; inizialmente non mi curo di lui, visto che comincio ad essere stanco e cerco di valutare se spendere o meno i soldi per una camera, poi mi accorgo che il chiacchiericcio è calato notevolmente, mentre molte persone fissano attentamente il nuovo arrivato.

Incuriosito guardo nella sua direzione e vedo... la mezzelfa che da giorni assilla i miei sogni! La sorpresa è tale che resto parallizzato per vari secondi, mentre i miei pensieri vorticano tumultuosi. "Kord e Melora! Quella ragazza... è lei! E' LEI!" Quando finalmente riesco a riavermi dallo stupore, la mezzelfa ha avuto il tempo di sedersi al bancone e chiedere qualcosa all'oste.

Mi alzo in piedi di scatto, rovesciando il boccale quasi vuoto di birra, e avanzo ad grandi passi in direzione della ragazza; il mio volto è tirato in una smorfia che scopre i denti, a causa del caos di emozioni nella mia mente, e molti presenti sono sorpresi o addirittura spaventati.

Una volta raggiunto il bancone poso una mano sulla spalla della mezzelfa per farla girare verso di me, e le parlo in elfico: "ELA! Na ma siliel? At morphos oes intael quas? Eos genealiel kaliem quaed?"

@ tutti quelli che capiscono l'elfico:

Spoiler:  
"TU! Chi sei? Perchè continui ad apparire nei mie sogni? Cosa sai della mia famiglia?"

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Sorprese...

Evidentemente, questa sala comune ne rivela molte.

Conversazioni. Musica. Suoni. Nomi.

Già, nomi...

Un mezzorco si lancia tra la folla come se avesse trovato ciò che desidera da una vita.

La folla di gente cerca di scansarsi, vola qualche parola poco garbata nei confronti di colui che, con maniere poco "signorili" si è fatto strada senza fare troppe domande.

L'obiettivo è lì, vicino e ben visibile.

La mezzelfa.

Riffin?

Il volto dell'oste passa dall'essere sorridente all'essere perplesso e pensoso.

No, mi dispiace. Qui vedo sempre molta gente nuova, ma non ricordo nessuno con quel nome.

Sembra sincero.

In compenso, però, le altre due richieste sono esaudite nel migliore dei modi. In brevissimo tempo ti compaiono davanti una ciotola di zuppa fumante dal profumo delizioso, e una chiave con inciso il numero "14".

La stanza è al secondo piano. In tutto sono 4 monete d'argento. Nel prezzo è compresa anche la colaz...

Ehi! Ma che fai? Ma che modi sono questi?

Il mezzorco, dopo aver disseminato un po' di confusione nel locale, giunge dinnanzi agli occhi della fanciulla.

La mezzelfa!! Si! Si!!!

E' lei!!

Poco importa se, poco lontano, una cameriera con in mano zuppa, formaggio, pane e birra non ha trovato più il suo cliente.

Il viso è inconfondibile. E' davvero lei!

Ho sentito Riffin...?!?

La monaca Sian siede in disparte, ma il suo tavolo non è poi tanto lontano dal bancone.

Di persone interessanti, in questa locanda, ce ne sono a volontà!

E' pieno di gente strana, ma da come ti guarda la cameriera quando chiedi tè e riso, ti viene il dubbio che forse quella strana possa essere tu.

Ad occhio sembra che i mercanti degni di nota siano almeno 4. Nulla di eccezionale, intendiamoci, ma pare proprio che non vestano di stracci.

Noti anche diversi avventurieri. Alcuni sono riuniti in piccoli gruppi, mentre altri sembrano soli.

E' proprio uno di questi che si avvicina e si siede proprio lì dove hai lasciato il tuo cappello, facendo roteare il bastone con un mezzo sorriso davanti ai tuoi occhi. Il giochino è riuscito, anche se non sembra molto in gamba.

E' un mago, forse... Ma che fa? Ci prova con te?

No, impossibile. Non parla.

Si è solo seduto al tuo tavolo e ha cercato di attirare la tua attenzione, ma non ha proferito una parola.

Prima che tu possa decidere su come comportarti, vedi che la sua espressione cambia. Qualcosa alle tue spalle, in direzione del bancone, ha attirato la sua attenzione.

Riffin...??

Quel nome è giunto distintamente alle orecchie di Athros.

Magari non è QUEL Riffin, chi può saperlo. Ma il nome in fondo non è così comune, perciò o si tratta di una grandissima coincidenza, o questo individuo pare essere abbastanza famoso.

A pronunciarlo, è stata una mezzelfa seduta al bancone centrale, che ora pare essere stata letteralmente assalita da un mezz'orco che la sta riempiendo di domande.

Che abbia sentito anche lui "Riffin"? Quante persone lo stanno cercando in questa locanda?

Forse non hai neanche bisogno di quella biblioteca che non eri riuscito a trovare in questa città e per cui, anzi, con le tue domande avevi suscitato l'ilarità dei soldati.

E che ce ne facciamo di una biblioteca? Manteniamo l'ordine con le poesie?

Così avevano detto. Idioti.

Ma forse qualche risposta ce l'hai lì, davanti ai tuoi occhi.

In disparte.

Dalen è lì, seduto e con la sua birra in mano.

E' una città piccola, ma curiosa. La locanda è molto vivace e sembra che tutti abbiano qualcosa da fare.

Ma nessun segnale per il momento.

In compenso, tra i tanti avventori, la tua attenzione si concentra su quel mezz'orco.

Cosa ci fa qui?

Bella domanda. E' impossibile saperlo.

Ma da come corre verso il bancone, qualcosa ti dice che ha trovato quello che cercava.

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Senza lasciare trasparire nulla che un lieve sorriso quasi di circostanza, attendo fiduciosa il pasto richiesto, cercando con uno sguardo in tralice la cameriera.

..E questo tizio...? chissàche vuole...

"Siete per caso un giocoliere?" parlo con un tono leggero e pacato "o forse un barbaro?" accentuando la frase inarcando le sopracciglia in segno di disappunto.

...potrebbe esser quello che stavo aspettando? Però che modi sconvenienti... se fosse successo da dove provengo, sarei passata per una donna di mal affare..

Mio malgrado sposto il cappello, appoggiandolo allo zaino, fissandolo con il sottile laccio di cuoio. Esito, ancora qualche istante come a ricontrollare che tutto sia in ordine, quasi a volere evitare, ora, il dialogo.

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@DM e Syian

Spoiler:  
Aggiungo solo queto perche' purtroppo stamattina ho qualche problema a postare (una lentezza disarmante), e DarkSight mi ha anticipato. Siccome la sua azione si svolge prima di quanto scrivo, aggiungero' solo questo primo paragrafo
Accomodandomi mi sembra che la giovane e bella umana abbia detto qualcosa, ma escludo si riferisse a me, il modo era un po' sgarbato e parlava di un barbaro... mi volto per guardarla e capire ma sta armeggiando con il cappello a tesa larga e lo zaino.... Non si rivolgeva a me, probabilmente qualche nodo fatto in maniera maldestra che non vuole sciogliersi l'ha fatta imprecare...

Mangio con gusto la mia zuppa e gusto buona parte del mio calice di vino, ma ne tengo un po' per accompagnarlo fra poco a uno dei miei sigari, al quale mi concedero' finalmente per un po' di relax prima di ritirarmi per ripulirmi e riposare.

Giocando con il cucchiaio nella zuppa penso Ah, maestro, ricordo ancora perfettamente le tiepide serate autunnali quando, seduti sotto la grande quercia, discutevamo delle differenze tra chi domina l'Arte e chi ne e' dominato... Mi mancano i confronti con lei.

Il mio sguardo vuoto vaga senza meta per la stanza, anche se sovente indugia sull'aggraziata e piacevole umana, nonostante la concorrenza di un'altra giovane umana appena entrata che si dirige verso il bancone, anzi si direbbe una mezz'elfa a ben vedere, ma molto meno aggraziata ed un po' piu' "morbida e piazzata", mentre la mia mente va al pensiero del mattino successivo, quando cerchero' qualche informazione su questa persona a me misteriosa, Riffin, nel villaggio, nonostante gli sfotto' di quelle stupide guardie...

Anche se e' passato qualche anno, vista la datazione delle lettere che ho ritrovato, spero comunque che qualche persona di questa comunita' lo abbia incontrato, e magari perche' no, abbia incontrato anche il maestro. In fondo, questo e' un insediamento molto vicino ai Monti Ramati, probabilmente e' un passaggio obbligato per chi si reca sulle montagne. Li' era diretto il mio mentore.

E quel simbolo...

Portando la mano chiusa poco davanti a me sopra il tavolo con il palmo rivolto in alto, aprendola pronuncio sottovoce una semplice parola in linguaggio arcano e creo ad una ventina di centimetri sopra di essa l'immagine roteante della stella argentata a otto punte rinchiusa in un cerchio, il simbolo che ho trovato raffigurato sulle lettere e sulla tunica.

@DM

Spoiler:  
Lancio il trucchetto Prestidigitazione per creare l'immagine sopra la mia mano. Non mi preoccupo di essere visto, sono assorto nei miei pensieri, lo faccio quasi distrattamente...

Prestidigitazione - Trucchetto del Mago

A volonta' - Arcano

Azione Standard Distanza 2

Effetto: Il personaggio usa questo trucchetto per ottenere uno degli effetti seguenti.

- (...)

- far comparire dal nulla un piccolo oggetto o immagine che permane fino alla fine del turno successivo del personaggio

- (...)

Nulla di cio' che crea il mago con questo trucchetto puo' infliggere danni, fungere da arma o utensile, od ostacolare le azioni di un'altra creatura. Questo trucchetto non puo' riprodurre gli effetti di nessun altro potere.

Speciale: il personaggio puo' tenere attivi fino a 3 effetti di prestidigitazione contemporaneamente.

Vengo quasi colto da un sobbalzo e ridestato, come se mi fossi svegliato di soprassalto udendo il discorso della mezzelfa all'oste, nonostante fossi immerso nei miei pensieri.

Ma... la mezzelfa ha pronunciato il nome Riffin??? E' mai possibile che una straniera lo conosca? e se conoscesse anche Forbius? Che probabilita' c'e' che due stranieri stazionino nella stessa locanda, nello stesso momento, cercando la stesa cosa? Nessuna, e' un segno del fato! Devo parlarle, subito!

Mentre raccolgo il mio bastone e le mie cose per portarmi verso di lei ed invitarla a sedersi al mio tavolo mi accorgo che il mezzorco si sta muovendo verso di lei... e mi blocco.

No! cosa intende fare quello scherzo della natura? Ha l'aria del tipico assassino, dello sgherro da bassifondi... si e' alzato di scatto e sta mostrando i denti come un animale infuriato... per gli dei degli inferi, che cosa intende fare, assalirla? e io che faccio? Potrei appellarmi ai poteri delle ombre e chieder loro di bloccarlo.... uhmmm.... e se riesce a liberarsi? quello mi ammazza... riflettiamo un momento... io sono un mago, domino e controllo la scena dalla distanza mi ha insegnato il maestro! Si, ma come??????

Inizio a sudare, il cuore mi batte all'impazzata, il panico inizia a bloccarmi il respiro e temo per la vita della giovane che potrebbe avere informazioni vitali per me, soprattutto appena il mostro alza la mano e la posa sulla spalla della giovane....

Ma che fa adesso, la insulta? E' proprio uno zotico... ma forse non la sta insultando, non mi sembra il suono gutturale di quegli esseri verdi e non sembra un tono arrabbiato, e non sputa parlando.... sembra qualcosa di piu' armonioso e melodico... vuoi vedere che adesso anche gli orchi conoscono linguaggi tipo l'elfico o simili? Tse, come no....

Realizzo pero' il mio comportamento, la mia impotenza e la mia incapacita' di agire appena dimostrate. Arrossisco in volto e mi lascio cadere sulla sedia adombrandomi in viso, umiliato e mi vergogno di me stesso.

Se fosse stato un vero combattimento? Se io, o peggio, un mio compagno fosse stato in serio pericolo, questa sarebbe stata la mia capacita' di reazione? Il nulla...? La paura che mi ha bloccato...? Tutti gli insegnamenti del mio maestro Forbius, tutte le prove alle quali mi ha sottoposto, sono dunque state vane?

Il maestro aveva ragione quando mi diceva "Le tue paure sono il tuo piu' grande nemico. Prima dovrai sconfiggere loro, solo dopo potrai sconfiggere il tuo avversario". Comprendo ora perche' non mi ritenesse ancora pronto, perche' insistesse con quegli esercizi.... Ho ancora molta strada da fare per diventare un grande mago! penso sconsolato.

Ora devo reagire, nelle mie meditazioni riflettero' anche su questo, su come sconfiggere il demone della paura, ma ora meglio che mi avvicini alla giovane mezzelfa e le parli, magari cosi' le do una buona scusa per liberarsi della bestia nel caso stesse cercando di rimorchiarla e lei non sappia come scaricarlo. Anche se quello scudo attaccato allo zaino...

Raccolgo le mie cose, poi mi avvicino alla mezzelfa e le parlo, impacciato:

B-B-Buonasera mi-mi-milady, mi permetta di... presentarmi: il mio nome e' Athros, e viaggio in questa valle alla ricerca di un mio carissimo amico. Per caso mi e' parso di averle udito fare il nome "Riffin" poc'anzi. Ebbene, si da il caso che anche io stia cercando questa persona, in quanto in ottimi rapporti con chi da me cercato.

Mi permetta di offrirle qualcosa, se vuole accomodarsi con me al mio tavolo potremmo parlare delle nostre comuni conoscenze, magari ci saremo di aiuto.

Dicendo questo ignoro bellamente il mezzorco e le indico il mio tavolo invitandola a seguirmi.

@Tutti

Spoiler:  
Presentandomi faccio un breve inchino e se Alatriel mi porge la mano, un po' tremante e timido, faccio il gesto di baciargliela, da vero parac...o ma impacciato

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Finalmente un bicchiere d'acqua per dissetarmi ed un buon piatto di zuppa mi fanno allargare un sorriso sul viso mentre lascio sul bancone più di quanto dovuto all'oste ma non faccio in tempo ad assaporare la prima cucchiaiata di minestra che sento un forte rumore dietro di me. Appena mi giro ecco venire verso di me un mezz'orco con l'urgenza e la leggiadria di una mandria di buoi impazziti che travolge diversi avventori e mi si para davanti.

Rimango alquanto sorpresa quando lo sento parlare correttamente in elfico Toh...adesso anche i mezz'orchi parlano elfico correttamente?

@chi capisce l'elfico

Spoiler:  
Apparirti nei sogni? Te lo concedo, come approccio è senz'altro originale, ma non sono venuta nella locanda per cercare l'avventura di una notte. Senza offesa naturalmente...

Accenno un sorriso al mezz'orco.

Forse avrà bevuto un paio di boccali di troppo, anche se c'è da dire che l'alcool aiuta a socializzare eheheh

Giusto il tempo di rispondere all'aitante dongiovanni che un ragazzo mi si para davanti accennando un inchino ed un baciamano quando si presenta. All'improvviso mi rendo conto di aver attirato forse troppa attenzione all'interno del locale e le mie guance si iniziano a far rosse per l'imbarazzo.

Inizio a pensare che forse avrei dovuto parlare a voce più bassa...

Ma...Riffin? Vuoi vedere che ho fatto centro?

Un misto di curiosità e speranza mi pervade il cuore mentre torno in me.

Più che volentieri! Ad ogni modo il mio nome è Alatriel, felice di fare la tua conoscenza. Un momento solo...

Raccolgo la mia sacca appoggiandone la tracolla sulla spalla e, rivolgendomi con cortesia al curioso corteggiatore prima di andare verso il tavolo con la ciotola della zuppa in mano:

@elfico

Spoiler:  
Con permesso...

@master

Spoiler:  
Mi sono reso conto che non ho scalato dalle monete iniziali il valore del simbolo sacro di Padre Leopold (10 mo) quindi mi restano 8 mo in totale, non 18... 7 d'oro e 5 d'argento dopo che ho pagato il pasto, la camera e lasciato la mancia :P

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Sentendo la risposta della ragazza, mi rendo conto di aver fatto la figura dell'imbecille... o peggio; poi, mentre cerco di raccogliere le idee e formulare una frase di senso compiuto, arriva lo strano ragazzo che avevo adocchiato prima, che intavola una discussione con la mezzelfa.

Sono sul punto di scacciarlo in malo modo, quando il giovane pronuncia un nome, Riffin, che sembra fare presa sulla ragazza, tanto che i due si dirigono assieme al tavolo del ragazzo.

"Non posso perdere quest'occasione!"

Con voce più bassa e pacata, attiro la loro attenzione, parlando in comune: "Aspettate... non sò chi sia questo Riffin di cui parlate, ma se vi interessa posso aiutarvi a cercarlo. In cambio vi chiedo solo di ascoltare la mia storia... per favore, per me è molto importante."

Alla fine sono quasi implorante, ma devo evitare di essere preso per pazzo o pericoloso.

Spoiler:  
Se uno dei due (soprattutto la mezzelfa) accetta di ascoltarmi, prendo la mia roba dal tavolo e li raggiungo al loro.

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Bentrovata allora Alatriel, mia signora. Permettetemi dunque di offrirvi la cena, fa sempre piacere scambiare due chiacchiere con persone a modo

e guardo momentaneamente il mezzorco mentre enfatizzo i termini "persone" e "a modo", poi riporto lo sguardo su Alatriel e proseguo

soprattutto di fronte a del buon cibo. Qualcosa mi dice che gli argomenti di discussione non ci mancheranno questa sera, viste le conoscenze comuni.

Hehehe... mi par di capire che l'adone zannuto verde-grigio e dai modi tutt'altro che signorili ci stesse provando con la giovane e, adesso che la guardo meglio, molto attraente mezzelfa. Illuso! Non ci sono specchi da dove vieni??? Le ho fatto un bel favore a crearle una via d'uscita, eviteremo cosi' possibili malintesi.... Spero il poco affabile mezzorco non si innervosisca e mi pesti per questo...

Avvisato l'oste che paghero' io le consumazioni di Alatriel accompagno la mia ospite al tavolo, le scosto la sedia permettendole di accomodarsi dove meglio preferisce e mi siedo poi di fronte a lei.

Vado diretto al punto, inziando a parlare per primo in modo da conquistare la sua fiducia e farle capire che il mio non e' stato un tentativo di abbordaggio maldestro come quello del mezzorco, e' un interesse sincero per Riffin:

Dunque hai pronunciato proprio il nome Riffin quando hai interrogato l'oste?

Al cenno di assenso di Alatriel continuo:

Bene, spero potremo esserci di aiuto. Io non conosco personalmente Riffin, lo conosce il mio maestro, e a quanto ho potuto dedurre lo conosce anche molto bene. Il mio maestro Forbius e' un grande mago, ed io il suo apprendista, veniamo da Brindgeford, un villaggio a circa una settimana di viaggio verso sud, nella valle.

@DM

Spoiler:  
Non abbiamo detto il nome della mia citta' natale, quindi la chiamo Brindgeford. Altrimenti dimmi che cambio.
Ho fondati motivi di pensare che loro due, oltre ad un certo Leopold, facessero parte di una qualche sorta di gruppo.

Mi guardo bene dall'usare termini come "setta", "confraternita" o altro che possa far intendere cose "strane". In fondo sono un novellino innocente, ma non proprio uno stupido e soprattutto non so bene nemmeno io cosa possa esserci dietro la loro collaborazione....

Spesso infatti il mio mentore si assentava per periodi piu' o meno brevi, per "questioni di lavoro" le definiva lui. Ma dall'ultima volta, non e' ancora tornato..... ed era diretto verso i Monti Ramati.

Ho ritrovato alcune vecchie lettere che Forbius e Riffin si scambiavano, su tutte e su una tunica del maestro vi era uno strano simbolo, che a me non dice nulla pero'.

Con queste ultime parole estraggo dal mio zaino una delle lettere e la mostro alla mezzelfa, perche' per qualche motivo mi ispira fiducia, sono rilassato mentre le parlo. Il simbolo riprodotto e' una stella argentata a otto punte rinchiusa in un cerchio.

Sono molto preoccupato per il maestro, quindi eccomi qui in cerca di spiegazioni e di lui.

A questo punto, abbassando la voce e avvicinandomi leggermente a lei, le faccio l'occhiolino, e guardandomi in giro aggiungo:

Non sono un avventuriero navigato, mi vedi... anzi sono tutt'altro, a dirla tutta questa e' la mia prima esperienza lontano da casa e prima quando il mezzorco si stava avvicinando a te sembrava avere un tono bellicoso, ma sono stato incapace di agire e prevenirlo.... fortunatamente si e' risolto tutto nel migliore dei modi. Non sono un codardo pero'!

Tornando ad un tono di voce normale proseguo

Se rimarremo insieme.....

Al che mi blocco un attimo e... divento paonazzo per la vergogna e inizio ad agitarmi protendendo le braccia con le mani aperte davanti a me ed agitandole in segno di distanza e di scusa, pensando che le mie ultime tre parole si possono prestare a facile fraintendimento...

cioe' no, aspetta... non fraintendermi... non volevo dire insieme in quel modo... non sono quel porco del mezzorco... volevo semplicemente dire che potremmo unire le nostre forze in questa ricerca in una sorta di collaborazione. Si ecco, volevo proprio dire questo "Se collaboreremo!"

E mi zittisco facendomi piccolo piccolo nel mio posto, con la testa abbassata e lo sguardo pietoso del bambino che l'ha fatta grossa verso di lei...

Durante il mio dialogo con Alatriel continuo di tanto in tanto ad osservare in maniera sfuggente l'umana per cercare di capire se ha reazioni strane ai nomi che faccio.... Potrebbe essere il mio giorno fortunato!

[EDIT]

@Tutti

Spoiler:  
Scusate ma oggi ho propblemi a postare, devo avere problemi di connessione.... MattoMatteo mi ha anticipato mentre aspettavo si caricasse il mio post, quindi aggiungo sotto un paio di cose per incastrarci meglio
@DM, Alatriel e Thorn

Spoiler:  
Sisi, vaneggia pure zannuto... 1 a zero per l'umano!

penso mentre accompagno Alatriel al mio tavolo. Dal momento che per me il mezzorco non e' di nessun interesse lo ignoro, ma se Alatriel lo invita a seguirci non oppongo resistenza e parlero' ugualmente come ho scritto a meno del "non sono quel porco del mezzorco" che sostituisco con un meno pericoloso "non sono un maiale"

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Sono ancora perso nei miei pensieri quando il mezz'orco si alza di scatto e si precipita verso il bancone o ha appena visto una dea o ha visto il suo peggior nemico, difficile interpretare quell'espressione, in ogni caso appoggio la mano sulla spada pronto ad intervenire ma appena lo vedo fermarsi davanti all'avvenente mezz'elfa entrata poco prima mi fermo decisamente la prima opzione, certo che se voleva attirare la sua attenzione ci è riuscito, avrà bevuto un boccale di troppo.

Ma quello che accade appena dopo mi stupisce ancora di più se le mie orecchie non mi ingannano quell'orco ha parlato in elfico, quel tizio è sempre più interessante, ma forse è meglio che vada a salvare quella fanciulla anche se sembra se la cavi abbastanza bene anche da sola.

In quel preciso momento vedo un altro ragazzo alzarsi e fare il baciamano alla ragazza, per la miseria fa conquiste in un lampo, che sia lui? Be' a questo punto il mio intervento non è più necessario.

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Sentendo il mezz'orco richiamare la nostra attenzione mentre mi avvio verso il tavolo, mi volto per incrociare il suo sguardo e annuendo, dico:

Massì, prendi pure con calma le tue cose e raggiungici per un brindisi...dove si può bere per due, si beve anche per tre!

Se è davvero ubriaco, ci sarà da divertirsi ad ascoltare la sua storia, ma se è lucido la cosa potrebbe anche farsi interessante...

Mi accomodo sulla sedia accettando con un sorriso il gesto cavalleresco del ragazzo e poso la sacca davanti a me per non disturbare gli altri avventori, poi poso entrambi i gomiti sul tavolo posando lievemente il mento sui palmi delle mie mani ed inizio a seguire il labiale di Athros con lo sguardo finchè non pronuncia il nome di Leopold catturando completamente la mia attenzione. Il mio sguardo si fa fisso sul suo e resto in silenzio soppesando ogni parola riguardante questo fantomatico gruppo e continuo a guardarlo fisso in viso anche dopo aver intravisto il simbolo a otto punte nella lettera che mette sul tavolo.

Non ho una reazione immediata al suo modo impacciato di uscire dalla gaffe: sono immersa nei ricordi su Padre Leopold e non esce dalla mia bocca nessuna parola tranquillizzante che solitamente proferirei in una situazione del genere per stemperare l'imbarazzo.

Raccolti gli ultimi pensieri su quello che è potuto essere il passato di Leopold, finalmente sbatto un paio di volte le palpebre come per uscire da una trance e mi mordo leggermente il labbro inferiore prima di tornare a parlare:

Quel simbolo non mi è nuovo. Fammi indovinare: la tunica di cui parlavi è azzurra e sembra che non sia mai stata usata, vero? Ne ho trovata una identica tra gli effetti personali di Leopold, che tra le altre cose era mio padre ed è venuto a mancare non più di due lune fa.

Se il tuo mentore era amico di mio padre, sappi che puoi contare su di me per la sua ricerca: ho delle curiosità da appagare su com'era la vita di Leopold prima che venissi al mondo e non penso ci siano molte altre persone oltre questo mago e Riffin capaci di potermi dare delle risposte concrete.

E indicando il mezz'orco che si avvicina al tavolo con la sua roba concludo:

...e non credo che un altro paio di braccia belle robuste siano da disprezzare per una ricerca del genere...

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La posa e lo sguardo di Alatriel mi hanno rapito, durante il mio racconto.

Ha un viso stupendo, riesco a perdermi nei suoi occhi quando mi osserva, in quella posizione con il mento appoggiato sui dorsi delle mani incrociate. E... quando si e' morsa il labbro.... ahhh.... vorrei saper disegnare per farne un ritratto in quella posa, tali sono armoniosi i suoi lineamenti, o un bardo per dedicare una canzone al suo sguardo e ai suoi occhi.

Le ho raccontato senza rendermene conto perfino che sono uno sbarbino... e se l'e' risa per bene, ma non l'ha dato a vedere, gentile ed educata. Chissa' cosa pensera' di me adesso pero'...

Ma e' la figlia di Leopold, ed il fatto che abbia citato il blu della tunica senza che io l'abbia detto mi conferma che sa di cosa parliamo, e posso fidarmi di lei.

Sto per recuperare la mia dignita' ed assumere una posa meno ridicola rialzandomi sulla sedia, quando accenna al mezzorco, e lo vedo accomodarsi... al mio tavolo? dei suoni incomprensibili provengono qualche secondo dopo, piu' o meno dalla mia spalla destra

Heb, on ocid... soc'e' otseuq erotef ehc non ocseir a ereggel? Ho, Hgrhhhhhha, rep ittut i irongis ied evon, AM OMAITS ODNAZREHCS??? Nu ocro etnetef ats rep isredes... izna im oggerroc is e' aneppa otudes la ortson olovat? Ic anivor al azzaip! Oiccic, ammams... Oladnam aiv, non ocseir a eraripser.... ehcna es oi non oripser a neb eredev, am es issaripser non ieras ni odarg id olraf!!! Atipsac... am e' ol orrehgs elogailgat ehc omaibba otaicorcni lla'atartne? E' uip' otturb id nu'aipra....

@DM

Spoiler:  
Credo sia meglio se metto io direttamente la "traduzione" di cosa dice il famiglio, cosi' risparmiamo sbattimenti... lo metto in spoiler dopo ogni dialogo. Al limite mi dici se preferisci diversamente.

Beh, no dico... cos'e' questo fetore che non riesco a leggere? Oh, Ahhhhhhrgh, per tutti i signori dei nove, MA STIAMO SCHERZANDO??? Un orco fetente sta per sedersi... anzi mi correggo si e' appena seduto al nostro tavolo? Ci rovina la piazza! Ciccio, smamma... Mandalo via, non riesco a respirare.... anche se io non respiro a ben vedere, ma se respirassi non sarei in grado di farlo!!! Caspita... ma e' lo sgherro tagliagole che abbiamo incrociato all'entrata? E' piu' brutto di un'arpia....

Mi volto verso la mia spalla destra e pronuncio alcune parole apparentemente incomprensibili

Olliuqnart, rep aro e' nu ocima a otnauq erap...

@DM

Spoiler:  
Tranquillo, per ora e' un amico a quanto pare...
As ereggel? ic onos ehcetoilbib ellad eus itrap??? Am huau.... aihccev eplov, im oggartsid len oilgitsopir a ereggel nu omitta e ut iav a ennod aznes id em? Heb, nu op' aznam rep eresse nu'eihccero a atnup, am ah nu narg leb ottesum. E l'artla, l'anamu? hhhhaha... oh otipac, onihccirib!!!

@DM

Spoiler:  
Sa leggere? ci sono biblioteche dalle sue parti??? Ma uauh.... vecchia volpe, mi distraggo nel ripostiglio a leggere un attimo e tu vai a donne senza di me? Beh, un po' manza per essere un'orecchie a punta, ma ha un gran bel musetto. E l'altra, l'umana? ahahhhh... ho capito, biricchino!!!
Yelttum, iats odnaregase, oh otavort nu'acima ehc ecsonoc Dlopoel, e' aus ailgif

@DM

Spoiler:  
Muttley, stai esagerando, ho trovato un'amica che conosce Leopold, e' sua figlia
Detto cio', riporto lo sguardo verso i miei ospiti sospettando di incrociare sguardi a dir poco basiti per quanto sta succendendo e mi giustifico

Scusatemi, non sono un ventriloquo, ne tantomeno sono pazzo. Non spaventatevi per cortesia dico rivolto ad Alatriel, l'orco ha sicuramente visto ben di peggio, quantomeno il mattino quando si alza... e rendo visibile Muttley con un semplice gesto della mano, il quale salta subito al centro del tavolo rivolto verso il mezzorco con lo sguardo in tralice, a gambe leggermente aperte e con le braccia a pugni chiusi che appoggiano sui fianchi, in posa di sfida... e iniziando un ballo, una specie di haka maori per impressionare il mezzorco...

Lui e' Muttley, il mio famiglio. E' un Imp dei libri, ama molto leggere. Io e lui ci parliamo in un linguaggio che solo noi due possiamo capire, non conosce altre lingue purtroppo... E' molto schivo, di norma... ma... si e' un po' agitato alla vostra vista. Mi stava cercando di dire che e' molto onorato di fare la vostra conoscenza...

Am ies irouf emoc nu enoclab? Otarono rep li enodrev? Aruap ehc acnaibannaz iuq it inivor id ettob, he? Rep al ailgif id Dlopoel etnematrec onos otarono, izna... elideihc es ah nu oilgimaf animmef, isoc' ic omaiccaf nu'aticsu a orttauq

@DM

Spoiler:  
Ma sei fuori come un balcone? Onorato per il verdone? Paura che zannabianca qui ti rovini di botte, eh? Per la figlia di Leopold certamente sono onorato, anzi... chiedile se ha un famiglio femmina, cosi' ci facciamo un'uscita a quattro
e cosi' facendo fa un inchino rivolto verso Alatriel, quindi ritorna sulla mia spalla

Orbene signor mezzorco, non ricordo il vostro nome. Il mio e' Athros, permettetemi di offrire qualcosa da bere anche a voi cosi' facendo attiro l'attenzione della cameriera con un gesto

Che cosa vi porta qui a Heaford? Siete un avventuriero?

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Fortunatamente la ragazza (di cui ora conosco anche il nome, Alatriel) è comprensiva, e accetta di ascoltarmi; in poco tempo recupero il mio zaino e la cena, oltre a scusarmi con la cameriera per il disturbo arrecato.

"Devo ricordami di lasciarle qualcosa in più come mancia."

Arrivo al loro tavolo giusto in tempo per sentire altri due nomi: Leopold, il padre di Alatriel, e Forbius, il maestro del ragazzo... anzi, del mago, a quanto pare; questo mi dà da pensare.

"Se il ragazzo è un mago, anche se giovane ed inesperto, farei meglio a non sottovalutarlo; non ne ho mai conosciuto personalmente nessuno, ma da quello che ho sentito possono essere pericolosi; meglio averlo come amico che come nemico..."

Come per confermare le mie parole il giovane mago prima si mette a confabulare tra se in un linguaggio assurdo, poi fà apparire un piccolo mostriciattolo al centro della tavola.

Con gli occhi fuori dalle orbite non posso fare a meno di esclamare "Che diamine..."; quando il ragazzo ci spiega cos'è quella cosina e ce la presenta mi rilasso un pò.

"Quindi questo sarebbe un famiglio, eh? Ne avevo sentito parlare, ma ne ho visti solo un paio, e da una certa distanza. Beh, piacere di conoscerti Muttley..." dico con aria non del tutto convinta.

Ormai Athros ha finito la sua spiegazione, quindi è il mio turno.

"Il mio nome è Thorn, e per prima cosa vorrei scusarmi per il mio comportamento di prima... ma quando sentirete la mia storia capirete il perchè della mia agitazione.

Sono stato abbandonato poco dopo la nascita in una foresta, ma per fortuna sono stato trovato ed allevato da dei morfici; sfortunatamente, a parte la mia famiglia adottiva, il resto del villaggio non mi vedeva di buon occhio, quindi non appena diventato abbastanza grande me ne sono andato, anche per cercare di trovare la mia vera famiglia... e scoprire perchè mi hanno abbandonato.

Sono cinque anni che viaggio, senza trovare nulla... fino ad alcuni giorni fà; dopo un banale incidente, una donna che aveva fatto cadere le provviste che avevo appena comprato, ho cominciato a fare tutte le notti lo stesso sogno: il volto di Alatriel, e la voce di quella donna che mi dice di andare a Eaford... ed eccomi qui." concludo stringendomi nelle spalle.

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"Quanta gente... tutti figli di barbari?"

inarcando vistosamente le sopracciglia come se potesse fulminare qualcuno da li a un momento.

"Le buone maniere non esistono in questo paese pare.."

squadro i nuovi arrivati al tavolo. Cerco di capire da dove provengono e che mestiere fanno.

"Tu con quel bastone non mi stai simpatico."

concludo per finire.

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Però... il mezzorco ha solo la scorza brutta, sembra un tenerone per il resto. Bene, mi sembra affidabile... o almeno per ora non mi ridurrà ad una poltiglia sanguinolenta! cavolo, guarda che braccia che ha...

Dicendo ciò sento nuovamente parlare di barbari, la voce proviene dal tavolo dell'umana, che ci guarda stizzita...

Mi sa che c'è l'ha proprio con me, ha detto "Tu con quel bastone...", mi sta forse dando del buzzurro? e che diamine, non siamo agitati come un gruppo di ubriaconi alla fiera del paese, e Thron ha modi molto contenuti, le da pure le spalle... mi sa proprio che abbiamo miss simpatia nel tavolo qui a fianco...

Scusate un momento dico ai miei due ospiti.

Prendo il bastone, mi alzo e raggiungo l'umana e mentre tengo il bastone in una mano lo addito (il bastone) con l'indice dell'altra

Vi assicuro che non morde, mia signora. Mi chiamo Athros; io ed i miei nuovi amici saremmo lieti di averla al nostro tavolo, se gradite. Abbiamo storie interessanti da scambiarci, che potrebbero allietare la vostra serata e magari anche voi ne avrete qualcuna che ci incuriosira'. Ve ne prego, onorateci con la vostra presenza

Tse, certo, come no... la dama dei salotti per bene qui avra' il tremendo problema di capire cosa farsi preparare da mangiare domani a pranzo e poi dove farsi scarrozzare nel pomeriggio.... Gran storia ci raccontera'... Ricchi spocchiosi....

Guardo per un attimo verso il mio tavolo, cercando gli sguardi dei miei nuovi amici Cavolo... speriamo che Alatriel e questa non si mettano subito a litigare... il maestro mi ha sempre detto che le donne sono come i galli, non ce ne puo' essere piu di uno nel pollaio....

Vedendola titubante, insisto Suvvia, unitevi a noi, perche' non trascorrere una piacevole serata? Siamo gente a modo, ve l'assicuro e le tendo una mano facendo seguire il gesto da uno sguardo interrogativo, e attendo che si alzi e mi segua al nostro tavolo, sorridendole

Vediamo se sei davvero cosi' str...a o te la tiri tanto e basta...

Non mi spostero' da qui finche' non vi alzerete e mi seguirete al nostro tavolo! Sappiatelo...

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