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FeAnPi
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Sì, la richiesta è principalmente per Pathfinder, ma posto qui sia perché in caso contrario la discussione non se la filirebbe quasi nessuno, sia perché comunque la risposta mi può derivare solo dalla 3.5.

Mi servirebbe qualcosa per replicare voti, ascesi e meditazione di matrice indiana come vengono mostrati nell'epica locale.

La risposta ovvia sarebbero i tanto celebrati talenti del libro delle imprese eroiche, ma qui ci imbattiamo in due problemi.

Uno, leggendo di quel manuale io mi immagino sempre Francesco d'Assisi come monaco di 17° livello (lingua del sole e della luna) santo con il talento voto di povertà, me lo confronto con la figura storica e con la figura agiografica, e inizio a ridere nel profondo dell'anima.

Due, quei talenti non sono adatti a replicare l'ascesi che ci presenta l'epica indiana per il semplice fatto che richiedono la bontà del personaggio e che offrono benefici duraturi. Di contro, il potere ottenuto mediante ascesi poteva "consumarsi", e -cosa più importante- il personaggio dell'epica ad aver ottenuto i maggiori effetti dall'ascesi rimane Raavana, un raakshasa buono tanto quanto la visione di Cthulhu porta alla sanità mentale.

Senza contare che i talenti "ufficiali" prevedono voti che forniscono benefici fino a che li rispetti, mentre quello che serve a me è un meccanismo per "mettere da parte" tot potere da riutilizzare in seguito. Ci sono casi nell'epica di poteri persi per l'esser venuti meno a un voto, ma sono piuttosto cose legate al dharma che all'ascesi vera e propria: Yudhisthira perde la sua facoltà di levitare perché è venuto meno al dharma, ma egli mantiene comunque le armi divine ottenute durante l'ascesi.

Altra cosa, ci dovrebbe essere la possibilità di ottenere mediante ascesi "armi divine", ovvero artefatti, impiegabili a seconda dei casi (potere degli stessi, intensità dell'ascesi) per uno o più incontri.

Insomma, un bel bordello.

Si accettano suggerimenti.

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Sì, la scarsa chiarezza è una delle cose che nascono mentre scrivi di fretta per poi farti la doccia e uscire presto di casa e resti fregato perché scopri che la pasta è infestata dalle farfalline solo dopo averla gettata nell'acqua.:banghead:

Ma, problemi culinari a parte, mi spiego meglio: possiedo un'infarinatura relativa all'ascesi indiana grazie ai miei studi universitari, e ho a disposizione più o meno tutti i testi del dipartimento di sanscrito nel caso in cui volessi approfondire, quindi grazie comunque per il link ma ora come ora non mi serve.

Anzi, considerando che il corso di sanscrito avanzato che sto seguendo prevede proprio la lettura di passi dell'epoca relativi alla rinuncia ascetica (con relative spiegazioni delle maggiori teorie interpretative) il problema non è tanto quello delle informazioni, quanto quello della loro resa in D&D.

Se quel che ho scritto è caotico, poi, il motivo è che al di là di tutto il bell'ordine del dharma si rivela abbastanza caotico anche quello che dovrei rendere.

In sostanza, mi servirebbero regole per voti e ascesi NON affini a quelle del libro delle imprese eroiche, ma modellate sull'ascesi come appare nell'epica indiana.

Ovvero:

- anche un malvagio può rispettare i voti e ottenere benefici dall'ascesi;

- l'ascesi è un do ut des, ovvero chi la pratica si impegna e rispetta i suoi voti al fine di ottenere una ricompensa eterna o un aiuto in questa vita;

- l'ascesi può fornire sia resistenza incredibile, sia l'intervento divino, sia la facoltà di impiegare armi divine, sia degli effetti veramente "magici".

Io stavo pensando a qualcosa come un meccanismo per fornire oggetti magici e/o incantesimi utilizzabili ad uso a seconda del livello di chi pratica l'ascesi e del tempo per cui la pratica. Una cosa del genere.

Tempo di pratica dell'ascesi:

-N giorni: replica un incantesimo di Livello una singola volta;

-N mesi: replica un incantesimo di Livello x 2 una singola volta;

-N anni: replica un incantesimo di Livello x 4 una singola volta;

-N decadi: replica un incantesimo di Livello x8 una singola volta.

(devo definire a quante unità di tempo far corrispondere N, 12 mi sembra scontato e la derivazione è troppo azzardata, pare legato a un'altra tradizione)

E' possibile suddividere la risultante fra più incantesimi (livello 0 = 1/2 livello)

E' possibile ottenere un oggetto magico di livello dell'incantatore pari alla risultante, utilizzabile per un singolo combattimento, anziché un incantesimo.

E' possibile dimezzare il risultato dell'ascesi per utilizzare due volte l'effetto, o alternativamente suddividerlo per quattro in modo da poterlo utilizzare cinque volte.

E' possibile sottoporsi all'ascesi per superare lo stadio della vita mortale (dopo morti, si passa in automatico a essere esterni del tipo più consono con GS pari alla risultante o meno).

Tuttavia, mi sembra orrendamente sbilanciato.

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.... sei troppo oltre per il mio livello mentale ....

In pratica , per quanto la mia piccola testa riesce a concepire, tu non stai cercando un "nuovo stile di incantesimi/uso degli incantesimi" ma bensì un modo di assegnazione di tali incantesimi con dei "bonus" riguardanti il tipo di ascesi scelta dal giocatore.

Non saprei.

Forse è sbilanciante ma dare un +1 al TxC e ai danni per livello di incantatore potrebbe essere una scelta fattibile?

Ovviamente tale bonus sarebbe applicabile anche all'uso di oggetti magici (abilità).

????

Forse creando una CDP denominata "Ascesi" a cui assegnare il bonus per livello Max +10 in cui il 10 liv proponga il "considerato come esterno medio" (più probabile???)

Mi ripeto...sei troppo oltre ....

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Naa... sono semplicemente fuso di mio, tutto qui. ^^

Io sto semplicemente cercando un modo per replicare i poteri e i vantaggi che nell'epica indiana si ottengono mediante l'ascesi in D&D.

Ho pensato agli incantesimi perché sono uno strumento duttile, con cui rendere molte cose, ma non sono comunque perfetti per il mio scopo.

La CdP, di certo, non va bene: l'ascesi era pratica "comune" anche fra le persone normali una volta raggiunta una certa età. Nell'ambientazione per cui mi servono queste regole vorrei recuperare questo aspetto, con nutriti numeri di elfi moolto anziani i quali, pur essendo di livello basso, hanno ottenuto grandi privilegi mediante ascesi.

(sì, avrò gli elfi basati sulla società indiana dell'epica; e la loro lingua sarà anche il sanscrito! essere in lettere classiche ha i suoi vantaggi, anche se la fusione cerebrale totale non ne è mai pienamente controbilanciata)

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allora devi fare qualcosa livello per livello, che ne so dare tipo talenti metamagici bonus come se gratuiti al 5 10 15 20 liv , tipo incantesimi potenziati ecc ecc ma dati se di razza elfica e via dicendo, ma così facendo destabilizzi le altre razze , a meno che non scindi la cosa dal razziale e dici, "tutte le razze possono accedere all'ascesi dal nlivello, la razza elfica vi accede dal 1 livello data la condizione sociale" poi dai dei bonus al livello di ascesi raggiunta creando una tabella e un abilita tipo:

1 liv = 1 pt ascesi

2 liv = 3 pt ascesi

3 liv = 5 pt ascesi

5 liv = 7 pt ascesi

I punti ascesi li potresti far spendere in abilità o talenti creati ad oc.

tipo crei il talento

path Varuna (incarna l’aspetto maestoso e terribile)

path Mitra (l’aspetto clemente e benevolo)

(sottolineando che io non ne so nulla ne di veruna ne di mitra presi così come sono dal link di prima :P)

e crei delle abilità aquisibili spendendo i punti ascesi (che ho inventato li per li poco sopra)

Ripeto che non ne so nulla però credo /suppongo che potrebbe venir fuori qualcosa di simpatico, tipo chi segue il path veruna sarà distruttivo l'altro curerà o conforterà meglio, lasciando intendere che si possano mischiare le due vie e che così non toccheresti gli incantesimi già esistenti ma li rafforzi con i bonus dei due path.

ovviamente gli elfi avranno più punti da spendere quindi saranno più "potenti/portati" delle altre razze.

Spero di esserti utile con le mie fantasticherie :P

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Il problema di creare una classe apposita è che, a quanto ho capito, l'ascesi reca benefici a seconda del tempo per cui la si pratica, e la meccanica delle classi non riflette ciò(altrimenti tutti gli anziani sarebbero personaggi di alto livello). Potresti rendere la cosa in un sistema di punti assegnati dipendentemente dal tempo per cui si è praticata l'ascesi. Dopodichè creare una lista di capacità speciali, ognuna con un relativo "Prezzo" in punti. Poi ad ogni capacità potresti assegnare un numero frazionario, che rappresenti quanto quella capacità aumenti il LEP. Sommando i numeri assegnati a ciascuna delle capacità del personaggio si otterrebbe il suo aumento di LEP.

Ad esempio un PG ha praticato l'ascesi per un tempo sufficiente a garantirgli abbastanza punti da acquisire due capacità, Capacità 1 e Capacità 2, che hanno rispettivamente +1/2 e +3/4 di aumento di modificatore. Sommando questi due numeri si ha +5/4, ovvero 1,25, quindi il suo LEP aumenta di uno.

Non so se mi sono spiegato bene :-p comunque dovrebbe essere un metodo bilanciato se si è accurati nell'assegnare a ciascuna capacità un giusto aumento di LEP.

PS

sì, avrò gli elfi basati sulla società indiana dell'epica; e la loro lingua sarà anche il sanscrito! essere in lettere classiche ha i suoi vantaggi, anche se la fusione cerebrale totale non ne è mai pienamente controbilanciata

Mi hai convinto a iscrivermi a Lettere Moderne :lol:

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Potresti utilizzare un metodo simile a quello per la creazione di oggetti magici.

In base al bonus che si desidera ottenere (e alla durata del beneficio) si deve meditare/rinchiudersi in monastero/altro per tot tempo.

Magari puoi anche ispirarti alle regole per la creazione degli oggetti magici per quanto riguarda il tempo necessario.

Esempio: X vuole avere il potere di lanciare una volta al giorno Cura ferite moderate (livello 2, LI 3); un oggetto magico con questa capacità avrebbe un valore di 2160 mo e richiederebbe 3 giorni per essere creato; allora X deve meditare 3 giorni/3*n giorni/3 settimane.

Calcoli il tempo di meditazione in base alla capacità (e quindi al valore che avrebbe un oggetto magico).

Se la meditazione è una cosa alla portata di tutti il metodo potrebbe non richiedere talenti e incantesimi conosciuti (a differenza della creazione degli oggetti magici), in modo che anche un qualsiasi elfo che abbia a disposizione qualche decina d'anni possa arrivare ad avere capacità potenti ^^

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Allora, no, l'ascesi non sarebbe solo per gli elfi.

Ma, avendo una vita lunghissima ed essendo basati sulla cultura indiana dell'epoca in cui tutti i vecchi delle caste alte erano tenuti a dedicarsi all'ascesi, sono sostanzialmente i maestri di tale pratica.

Avevo comunque in modo di inserirla come meccanismo per i "santi" della religione similoccidentale della cultura umana dominante: così San Nicolaus (citazione pataccosa, lo so), patrono dell'ordine degli inquisitori, pur essendo stato un debole guerriero in vita divenne un potente solar dopo la morte perché praticò a lungo l'ascesi.

Insomma, cose del genere.

La CdP è impraticabile, perché imporrebbe il levitare dei PNG di alto livello.

Ora, vorrei mantenermi con un tetto massimo di 8° livello per i PNG potenti diffusi, e quindi una nazione di vecchietti di livello alto, semplicemente, non ci sta.

Quella dei punti è una soluzione, ma rimane il problema del bilanciamento dei punti stessi...

I giorni e basta invece mi lasciano un po' così: la meccanica a tempo semplice potrebbe portare o vantaggi enormi ai PNG (se i giorni contano molto), o minuscoli ai PG (se servono anni di meditazione).

Io vorrei un qualcosa di intermedio.

Del genere che conta il lasso di tempo dedicato all'ascesi, ma conta anche il tuo potere personale.

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Del genere che conta il lasso di tempo dedicato all'ascesi, ma conta anche il tuo potere personale.

Nel senso che se sei già potente è più facile ottenere i "poteri"?

Se è così potresti permettere di ridurre il tempo necessario al raggiungimento della capacità spendendo px (o magari introducendo una riserva di "punti ascesi", sullo stile dell'Artefice).

In questo modo i png di basso livello impiegheranno molto più tempo di chi è più potente (pg o png di alto livello).

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Esatto: in questo modo un eroe in dodici anni può ottenere quello che un normale individuo non ottiene in venti, e un essere davvero potente può ottenere cose superiori (ad esempio, il raakshasa Raavana ottenne con l'ascesi, stando al Ramayana, la facoltà di non poter essere ucciso praticamente da nessuno se non da un uomo).

Non voglio però mettere una meccanica di spesa in termini di punti esperienza.

La mia ipotesi di prima prevedeva un moltiplicatore basato sul tempo di ascesi e sul livello per render conto di questo.

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Per trovare la progressione giusta però dovresti prima definire il metodo di calcolo del tempo "base" e il tempo "per livello" a cui vuoi arrivare (IMHO).

Ad esempio, il divisore potrebbe essere metà del livello: quello che a un p(n)g di 1-2° richiede 10 mesi, a un pg di 19-20° ne richiede solo 1.

Oppure potrebbe essere più adatta una progressione non lineare (LV*LV)?

:bye:

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Stavo pensando a una cosa diversa. In primo luogo devo trovarmi un numero "n" di unità di tempo, Mahabharata e Ramayana suggerirebbero 12, visto che i protagonisti si dedicano all'ascesi per 12 anni esatti in entrambi i poemi, ma il numero pare piuttosto collegato all'antico avvicendamento fra sovrani e sacerdoti che ad un periodo di ascesi preciso. Sette sembra troppo scontato.

Comunque, poi avevo in mente dei moltiplicatori associati alle unità di tempo:

- ore: x 1/2

- giorni: x 1

- mesi: x 2

- anni: x 4

- decadi: x 6

- secoli: x 8

La mia idea originale, esposta prima, era di applicare questo moltiplicatore al livello totale del personaggio che pratica l'ascesi per fargli ottenere un incantesimo del livello risultante, utilizzabile una volta sola, o tot incantesimi tali che la somma dei loro livelli sia pari al livello risultante.

In più, ci sarebbe la possibilità di convertire tali livelli di incantesimi in oggetti magici di pari LI per un solo scontro, o in ricompense nell'aldilà.

Ad esempio, il cavaliere Paulus passa in devota preghiera (leggi: ascesi per la cultura umana della mia ambientazione) enne ore prima di iniziare il raid contro i barbari delle pianure circostanti. E' un guerriero di 2° livello, per cui ottiene un incantesimo di livello 1 da utilizzare una volta sola; sceglie benedizione. In qualsiasi momento, da ora in poi, potrà ottenere una benedizione come azione gratuita. Se lo spiegherà come la ricompensa di Dyeus Pǝtr per la sua devozione.

Di contro, il pio frate Wulfried (esperto di 1° livello) ha passato numerose (enne) decadi a preghare nel monastero, seguendo in tutto e per tutto i dettami di Dyeus Pǝtr. Ma questo vuol dire che ha maturato 6 livelli di incantesimi. Tuttavia, egli sceglie di spenderli per diventare, da morto, un esterno di LEP pari almeno a 6; si fa una fama di sant'uomo fra i suoi confratelli, e ben presto piccoli miracoli iniziano a essere attribuiti alla sua benevolenza.

Invece, il vecchio Naiva è un elfo che, raggiunti i 150 anni d'età, si è dedicato subito all'ascesi senza rispettare la norma di vivere prima altri 300 anni come padre di famiglia. Prossimo ormai alla morte, ha maturato un bel po' di livelli di incantesimi: è di 2° livello, e ne ha maturati per 16. Così, quando nella foresta scelta come luogo di meditazione si imbatte in un branco di animali selvatici che vorrebbero assalirlo, non ha problemi a riempirli di calmare animali; gli avanzano poi sufficienti livelli per lanciare un creare cibo e bevande e far sorgere misticamente cibo dal nulla per gli eroi che sono giunti a visitarlo.

Infine, un avventuriero di 10° livello ha meditato per enne giorni; la sua ascesi viene ripagata quando in una visione scorge i cori degli Nsues, i suoi patroni divini, e chiede loro un aiuto per la battaglia che dovrà combattere a breve contro gli elfi delle colline. Chiede un'arma che lo aiuti nell'impresa, e ottiene un arco lungo +2 anatema degli elfi che rimarrà con lui sino alla fine della prima battaglia in cui lo userà.

Insomma, pensavo a uno strumento del genere, duttile ma forse sbilanciante.

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più che altro lo vedo troppo "vago", cioè non c'è una vera e propria "tabella di percorrenza" possibile da applicare.

cioè:

mi sveglio la mattina e passo 2 ore a meditare cosa ottengo?

e poi

Le due ore che o passato ieri le sommo alle 2 ore che passo oggi?

e poi

A parte scrivere da background che ho fatto 10 anni di meditazione come posso rendere fattibile dal 1 liv per gli altri raggiungere un tale livello di ascesi???

Insomma è davvero sbilanciante e caotico come metodo.

Credo sia migliore la scelta di assegnare un punteggio spendibile in base alle azioni non fare una cosa a caso.

1 liv = 2 ore di meditazione al gg = N pt da spendere in una tabella creata ad OC.

2 liv = 2 ore di meditazione al gg = N + 2 pt da spendere in una tabella creata ad OC.

una tabella in cui puoi mettere tipo:

25 pt ascesi spesi = 1 liv ascesi = un incantesimo pari a Liv PG+ 1/2 liv ascesi = 1 inc di liv 1 al 3 liv di PG (circa) al giorno azione gratuita.

50 pt ascesi spesi = 2 liv ascesi = un incantesimo addizionale

75 pt ascesi spesi = 3 liv ascesi = un incantesimo addizionale + arma divina 1 volta al gg

100 pt ascesi spesi = 4 liv ascesi = un incantesimo addizionale + arma divina 2 volta al gg

(o roba simile ma per rendere l'idea della non casualità va bene, insomma dare potere liv per liv invece ceh a caso)

e via dicendo.

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Solo che l'ascesi dovrebbe essere continua.

E, chiaramente, un PG potrebbe avere ascesi da BG... di ghisa.:lol:

Senza contare che non farei enne pari a 2, ma a molto di più.

Comunque, riaggiorniamo la discussione a sabato/domenica... sperando che Lucca porti consiglio.

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  • 2 weeks later...

E' passata addirittura una settimana, ma devo ammettere che né Lucca, né la febbre hanno portato molto dal punto di vista del consiglio.:banghead:

Però cerco di riordinare quello che avevo stabilito prima.

1) in primo luogo, l'ascesi deve essere continua: se fai due tot ore oggi, tot ore domani, tot ore dopodomani, ti contano le singole ore giornaliere, non la loro somma. I giorni, mesi, anni e le decadi d'ascesi offrono dunque vantaggi tanto grandi proprio perché ben pochi possono sopportare un periodo tanto lungo di ascesi.

2) il numero enne mi sa che alla fine lo fisserò a 12; fa riferimento a un'altra tradizione, però è un numero "magico" abbastanza noto che nella mia ambientazione posso ficcare abbastanza bene in vari posti senza creare troppi problemi.

3) le unità di tempo e i moltiplicatori vengono definitivamente fissati a: ore x 1/2; giorni x 1; mesi x2; anni x4; decadi x 8. Non è una progressione molto lineare, lo so, ma non mi interessa che lo sia.

4) il "prodotto dell'ascesi" è pari ai propri livelli/dadi vita (regole Pathfinder: sono esattamente la stessa cosa... amo quel regolamento) moltiplicati per il moltiplicatore dell'unità di tempo. Esempio: un PG di 5° che medita per dodici ore ottiene 2,5 come "prodotto dell'ascesi", un PNG di 2° che medita per dodici anni ottiene 8 come "prodotto dell'ascesi".

5) al costo di 1 punto, è possibile acquisire un livello di incantesimo specifico da impiegare automaticamente in qualsiasi momento successsivo (gli incantesimi di livello 0 valgono come 0,5 punti). Così, il nostro PG di 5° con i suoi 2,5 punti acquisisce gli incantesimi invisibilità e virtù, il PNG di 2° acquista rianimare morti e cura ferite critiche (il classico santone guaritore).

6) alternativamente, al costo di 1 punto per livello dell'incantatore dello stesso, è possibile richiedere l'utilizzo di un artefatto minore per un singolo combattimento. Ad esempio, un PG di 15° con una ascesi di 12 giorni può richiedere l'utilizzo di un'arma al 15° LI (diciamo un artefatto minore, la spada +5 di un deiwoes capace di utilizzare una volta sigillo di giustizia) per un singolo combattimento.

7) infine, al costo di 1 punto per DV della forma desiderata, è possibile "acquistarsi" una forma di esterno superiore dopo la morte. Ad esempio, un PNG di 4° livello, dopo aver dedicato 120 anni all'ascesi, può diventare un qualsiasi esterno di allineamento compatibile con DV pari o inferiori a 32.

8) tutti, buoni o malvagi, possono praticare l'ascesi; in certe regioni viene concesso solo ad alcuni ceti, e in altre zone solo certi individui hanno modo di sottoporsi all'ascesi, ma sostanzialmente essa non è vietata a nessuno.

E direi che ci siamo: c'è la possibilità di ottenere le armi divine; riesco a replicare i miracoli dei santi richiesti dal culto simil-occidentale; riesco a rendere conto di alcuni effetti mitologici dell'ascesi indiana...

Non sarà una bellezza esteriore, ma almeno è una regola funzionale.

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      Ciao, MadLuke.
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