Vai al contenuto
Visualizza nell'app

Un modo migliore per navigare. Scopri di più.

Dragons´ Lair

Un'app a schermo intero sulla tua schermata principale con notifiche push, badge e molto altro.

Per installare questa app su iOS e iPadOS
  1. Tocca l'icona di condivisione in Safari.
  2. Scorri il menu e tocca Aggiungi alla schermata Home.
  3. Tocca Aggiungi nell'angolo in alto a destra.
Per installare questa app su Android
  1. Tocca il menu con i 3 puntini (⋮) nell'angolo in alto a destra del browser.
  2. Tocca Aggiungi alla schermata Home oppure Installa app.
  3. Conferma toccando Installa.

Tutte le attività

Questa ricerca si auto aggiorna

  1. Ultima ora
  2. Desolazione di Hermada - Hope Falls - Lago - ore: 15:00 "Andrà tutto bene", dice Loki. "Zitto, matto. Che porta sfiga" lo rimbrotta Eve. "Se si mette male, lì sotto, urla nel cancom e aggrappati al cavo guida: ti tireremo fuori in un baleno, capito?" Artemis non fa che guardare i cristalli dell'orologio innestato nel polso della sua tuta da pilota. Non c'è tempo da perdere. L'Echo si immerge nell'acqua limacciosa del lago. I sommozzatori della Punta hanno piantato delle luci chimiche sul fondo e una fune guida che porta dritta al reattore del Athycos, mezzo sprofondato nella melma tossica. Il mech è costretto a muoversi molto lentamente perché, come se non bastasse l'acqua torbida, ogni eccessivo movimento del fondale alza nuvole di fango che oscurano il mondo. Quando accade Kaelin deve fermarsi per diversi minuti e aspettare che la visibilità torni accettabile. Così impiega quella che sembra una eternità a raggiungere il reattore, ma alla fine si trova davanti una specie di palla d'acciaio piena di tubi, dal peso di diverse tonnellate. L'acqua attorno alla palla è tinta di uno spettrale azzurro a causa dell'effetto Čerenkov. "Ottimo, il reattore è ancora bello vispo. Forse è anche troppo azzurro.. le particelle sono così eccitate che l'immagine si vede uno schifo" L'hacker sente la voce dell'ingegnere nel cancom. "Senti, cara" aggiunge poi Tessa, "non è che volevi fare un bambino o c4zzate simili, vero?" "Prendi la palla ed esci in fretta da lì e basta!" gli parla sopra Eve. Kaelin comincia a sentire un rumore nella sua cabina, un sibilo e poi come del ghiaccio che si rompe. Qualcosa luccica lungo la giunzione di due pannelli dell'abitacolo. L'hacker allunga una mano e la esamina inquieta: è bagnata. I sigilli ambientali a quanto pare non reggeranno a lungo. @shadyfighter07 Ok, come vuoi portare su la palla? Ruola la tua azione, scegli l'attributo e se spingerti al limite, esegui e risolvi i tiri.
  3. Thorne "Ti accompagneremo, dopotutto una piccola deviazione non ci cambierà molto. Siamo praticamente arrivati, che ne dite?" dicevo alla ragazza, mentre con lo sguardo cercavo approvazione nei miei compagni
  4. Nella sezione "Cerco Master/Giocatori" è riapparso il "morbo Temu"! 😭
  5. Siete in guerra con le Giubbe, quindi hai diritto ad una sola attività di downtime. Puoi comprare attività extra pagando 1 denaro per attività. Avendo prestanza 0, tiriamo due dadi e prendiamo il più basso: esce 3 e 4. Talitha brucia tre stress e scende a Stress: 4/9. Creiamo un progetto di mappatura spirituale da 8 (è una cosa grossa).
  6. "Sì, è quello che fanno i minatori, Nero", dice Danil. "Nessuno scende in quel budello senza una maskatt. Li avverte se la morte sta arrivando. Ce ne presteranno qualcuna." si versa da bere. Il liquore di muffa deve essere di un'ottima annata perché sciocca la lingua. "Ho sentito dire che una volta, prima che il sole andasse in pezzi, usavano dei piccoli uccelli. Li avrei preferiti, credo. I sussurri mi mettono i brividi" alza la coppa verso Helene "Nessuna offesa per le presenti, s'intende" E questo pone fine alla vostra piccola riunione. Talitha si chiude nella stanza che ha adibito a luogo sacro del suo personalissimo culto. Graine sente rumori piuttosto inquietanti filtrare oltre la porta: sibili, sussurri, e poi anche grida. Danil lo prende per il braccio e gli versa da bere spiegandogli che è tutto normale. è come la maestra prega. Dopo qualche ora infatti i gemiti terminano e rivedete Helene: sembra star bene, una nuova e determinata luce negli occhi.
  7. grazie ragazzi. è una mia impressione o negli ultimi anni le traduzioni in italiano di avventure è diminuita?
  8. Oggi
  9. 9k1SICOPHY si è unito/a alla community
  10. jim9090u si è unito/a alla community
  11. Scheda terminata. Per quanto riguarda l'ingombro, se non ricordo male sono le monete complessive che fanno peso per cui, avendo trasformato 2 delle mie 86 m.o. in 20 m.a., mi ritrovo con un ingombro di 84+20 = 104 monete, giusto? Giusto ai fini del GdR, mi sono aggiunto la classica "winter blanket", la coperta invernale, di cui però non c'è traccia nei manuali di D&D dell'old school per cui, visto che i prezzi dell'equipaggiamento sono uguali, dal Rules Cyclopedia ho preso il mantello lungo (cloak, long) che costa 1 m.o. e l'ho trasformato in coperta invernale, acquistato e aggiuntio nel mio zaino. Mi sono tirato anche l'abilità secondaria (pag. 24) e l'età del mio pg (pag. 30): anche qui nulla di che, sempre ai fini del GdR. Manca solo il background, che spero di aggiungere entro stanotte. Come ingombro stomesso malissimo, stando ai calcoli del foglio di Google (maledetta corazza di maglia!)
  12. #55 12 Eleint 1489 - Pomeriggio [Nubi] @Elamaris e Guzman I due provarono ad approfondire su libri di storia, cercando Notizie storiche sulla comparsa dell'occhio in Faerun o sull'esistenza di sette che abbiano usato artefatti simili. Notizie sull'esistenza di altre sette non ne trovarono, ma Elmaris trovò notizie sulla comparsa dell'occhio: una leggenda diceva che fu portato in Faerum da un gruppo di avventurieri che aveva viaggiato attraverso le dimensioni per sconfiggere il semidio. Riuscitoci lo riportò indietro. Null'altro era indicato. @Tom Nestore e Meredic "No mi spiace, non lo conoscevo. Ho solo assistito all'evento: niente più. Non ho idea da dove venisse. Solo era vestito con abiti borghesi." rispose pacatamente @Alystar e Matarion "Derek Slage? Mai sentito. Ma se volete posso chiedere in giro" rispose la donna "Come pensate che sia implicato con la morte di mio fratello?"
  13. Un piano completamente desertico sarebbe il piano quasielementale della polvere. Altrimenti il terzo piano di Arborea Mithardir è un immenso deserto e chiaramente ci sono deserti nelle Terre Bestiali, in particolare su Krigala, il primo strato, dove il sole non tramonta mai.
  14. Alessandro alfieri Scuoto la testa per cercare di riprendermi balle botte cavolo, è quasi sera, però la situazione sembra più calma. Guardo le persone che vagano. Non so come sia possibile che siano in piedi , ma non mi hanno notato, farò meglio ad allontanarmi finché posso. Mi muovo di soppiatto strisciando con passo militare per nn farmi vedere Intrufolarsi 8, direzione bt 53
  15. Assolutamente si master, non vedo l' ora di vedere la reazione della mamma di Orion e della sacerdotessa quando realizzeranno la verità...la storia sicuramente rimarrà "Feral", per usare le parole del libro. Io comunque sono troppo curioso di vedere che farà @Voignar . Che, ridendo e scherzando, mi sembra sia quello messo peggio tra di noi in termini di sfiga.
  16. ownji si è unito/a alla community
  17. su miei gruppi di 5° ho già dato dati . posso aggiungere questi dettagli che ho visto e\o vissuto : quelli che vengono da 1° , 2° ed OSE si son adattati alla varietà . quelli che vengono da 3° , 3.5 e PF 1° , si son lamentati in buona parte , pare l ' edizione che più manchi di mezze misure , se ti piace , in 5° ti trovi male . quelli che vengono da 4° , si son adattati alla parte grossolana . quelli che vengono dai supercazzola-system , o le gilde in rete , si son convinti che se metti 10 minuti di dettagli per azione , ti pigli Vantaggio fino alla pensione con + 18 , gnocco e caffè , e firma autenticata di Tolkien "bravo guagliò ti si fattu nu bellò Piggi !" . l ' ultimo caso copre molti novizi che han cercato D&D indirizzati (fuorviati) da le varie serie web ( e toccano i dadi il meno possibile , puzzano) . credo che il modo più genuino di D&D , sia avvicinarsi al tavolo con fantasia , poi le regole del varie edizioni son strumenti che devon adattarsi alle persone del gruppo , non il contrario .
  18. Ok... ho risposto... è stato un po un parto questo giro perché, chi più chi meno, siete tutti e cinque in un momento importante e cruciale per il vostro personaggio.. quindi volevo curare le risposte ancora meglio del solito. Spero stiate apprezzando tutti la trama generale e le sotto trame che stanno vivendo ognuno dei vostri personaggi. Giusto per fare un minimo riassunto e chiarezza delle tempistiche. Orion: per te siamo al primo pomeriggio.. ipotizzando un pranzo importante... potrebbero essere più o meno le 14.30 del pomeriggio Scarlett: la mattinata è stata confusa e agitata... Non sai bene quanto tempo sia passato... Ma per potrebbero essere più o meno le 12.30 Ana: è da poco cominciata l'ora buca di giornalismo.. quindi direi che per te potrebbero essere più o meno le 12.15 Nathan: stesso discorso di Ana.. anche per te potrebbero essere circa le 12.05 Darius: sei leggermente più avanti di Ana e Nathan.. per te potrebbero essere più o meno le 12.30. Siete più o meno tutti allineati sulla stessa linea temporale.. tranne Orion per il quale sono andato un po più avanti velocemente per far giocare anche a lui il suo momento importante della giornata.
  19. Non appena Chierico e Mezzorco avranno compilato la scheda, nel frattempo preparo una bella introduzione 😊
  20. firwood ha iniziato a seguire Proposta "indecente"
  21. Dato che di solito con i gruppi fissi la stagione di gioco termina a giugno, a qualcuno potrebbe interessare fare qualche partita con AD&D (2E) giusto per passare qualche oretta e provare il sistema (per chi non l'hai mai usato) o fare un ritorno alle origini (per chi invece ci ha giocato e magari l'ha abbandonato)? Si giocherebbe da remoto, con Fantasy Grounds (c'è da scaricare solo il client, del tutto gratuitamente), un microfono e... voglia. Se la cosa può interessare, mi offro come DM. Giusto per il periodo estivo.
  22. @TheBaddus Scarlett Bloomblight - a casa... ancora con Tanaka Tanaka resta in silenzio per qualche secondo, lo sguardo che indugia su di te più a lungo del solito. Le sopracciglia si corrugano appena, come se stesse ricalibrando qualcosa dentro di sé. Forse non si aspettava che prendessi sul serio quella mezza richiesta buttata lì, mascherata da battuta. Forse pensava che avresti sorriso, sdrammatizzato… e che tutto si sarebbe chiuso così. Invece no. Il tuo voler capire, il tuo fermarti davvero su quelle parole, lo ha colto alla sprovvista. Te ne accorgi perché, per la prima volta da quando siete soli, Tanaka non sembra più guidato dall’istinto. È presente, ma altrove allo stesso tempo. Ti fermi anche tu, lo osservi meglio. Temi per un istante di aver perso il controllo che avevi su di lui fino a poco prima… poi capisci che non è affatto così. È successo l’opposto. Nei suoi occhi non c’è più solo desiderio, né sfida. C’è qualcosa di più profondo, quasi disarmante. Un legame che non passa dal dominio o dal gioco, ma da una scelta consapevole. Fiducia. Ed è una parola che, su di lui, pesa come una confessione. «Purtroppo non è così facile, Scarlett…» dice infine, con un mezzo sospiro. «Questa non è una cosa che si sistema parlando con la persona giusta o facendo pressione su quella sbagliata.» Fa una pausa, come se stesse cercando il modo meno patetico per dirlo. «Non funziona come le solite cose… non è una bustina di coca... non sono le risposte di un compito, non è qualcosa che puoi strappare a qualcuno.» Nel tono c’è rassegnazione, ma non amarezza. Quando torna a guardarti, però, accenna un sorriso. «Però… grazie per aver pensato che sia possibile.» Quel sorriso ti spiazza più di qualsiasi provocazione precedente. Si sposta, si siede sul bordo del letto, infilando i pantaloni con movimenti lenti, quasi distratti. Lo vedi fissare un punto qualunque della stanza, un poster, una macchia sul muro, come se fosse più facile parlare senza incrociare il tuo sguardo. «La verità è che non so nemmeno io chi dovrei essere, oltre a quello che mostro...» ammette. «Forse sono solo questo. Fine.» Indossa la maglietta, si alza in piedi. Le spalle sono dritte, ma qualcosa nel modo in cui evita i tuoi occhi tradisce una crepa. Poi si volta di nuovo verso di te. «È meglio che vada. A mio padre non gliene fregherà un ca$$o se sono sparito, ma devo far sapere a Cory e agli altri che sto bene.» Capisci che, per ora, non riuscirai ad andare oltre. E in fondo lo sai anche tu: quello che ti ha chiesto non è un favore come gli altri. Non è una scorciatoia, né una trattativa. È qualcosa che richiede tempo. Pazienza. Continuità. Tutte cose che non fanno parte del tuo solito arsenale. Una sfida a cui non sei abituata. Quando siete alla porta, Tanaka si ferma un’ultima volta. Si gratta la nuca, chiaramente a disagio. «Comunque… prima…Beh.. È stato… » esita, cercando la parola giusta. «... Surreale.» Ti guarda, serio ma sincero. «Hai davvero qualcosa in più, Scarlett.» Un accenno di rispetto, non di sfida. «E grazie per essere tornata a cercarmi.» Poi aggiunge, quasi di fretta: «Appena recupero un altro cellulare ci sentiamo. Ah… e ti riporto i vestiti.» Lo osservi allontanarsi a passo svelto verso casa, l’andatura un po’ rigida, lo sguardo che controlla l’ambiente attorno a sé. Non per paura, ma per abitudine. E tu rimani sola coi tuoi pensieri. off game Non ho reputato necessario un altro tiro su eccitare perchè faceva tutto un po parte della stessa scena. Questa cosa del redimere del tutto la figura di Tanaka agli occhi degli altri e di se stesso te la voglio far sudare un pochetto ahahah.. Ho velocizzato un po facendolo andare via, perchè mi piaceva l'idea che, rimanendo sola, tu avessi tempo di rielaborare con calma tutto quello che ti è successo negli ultimi giorni! @Ghal Maraz Nathan Clark - ora buca del mercoledì con Max e Noah Noah ti guarda come se stesse ancora cercando di capire se la conversazione stia succedendo davvero. Sbatte le palpebre un paio di volte, poi inclina appena la testa. «Io? Oggi pomeriggio?» ripete, sinceramente spiazzato. «Beh… sì. Credo di sì. Non ho niente da fare…» aggiunge, abbassando lo sguardo sulle scarpe. Solo dopo qualche secondo trova il coraggio di rialzare gli occhi su di te. Un mezzo sorriso gli nasce sulle labbra, timido ma genuino, come se avesse appena deciso di fidarsi. «Sì… sì, ci vengo molto volentieri in quel posto nel bosco con te, Nathan.» Quando fai il nome di Max, lui si inserisce subito nella conversazione. Si sistema il cappellino di lana, poi tira meglio la bretella dello zainetto sulla spalla. Il tono resta apparentemente rilassato, ma noti come un lieve nervosismo nei suoi gesti che stono un poco col personaggio. «Nel bosco?» ripete, con una risatina breve. «Beh… non so se sia proprio una grande idea andare così a zonzo tra gli alberi.» Scrolla le spalle, cercando di sembrare naturale. «Io oggi pensavo di scendere allo skate park con i ragazzi… perché non venite anche voi due?» propone, avvicinandosi e poggiando una mano sulla spalla di Noah. Il contatto improvviso lo fa trasalire appena, ma non si ritrae. «Un po’ di chill, quattro risate… dimenticatevi il bosco, no? Dai.» Fa una breve pausa, poi aggiunge quasi di getto: «Magari lo dico anche ad Ana…» Si ferma un istante, consapevole di come suoni. «Lo so, lo so… a volte sembra avere un palo nel cu*o...» si affretta a correggersi, «ma in realtà ci sta dentro. È una tipa tosta.» Alla fine tace, lasciando cadere le parole. Ti guarda apertamente, soprattutto te, con una punta di speranza negli occhi. @SNESferatu Ana Rivero - in corridoio con la bidella e il pensiero ad Eliza La bidella assume subito un’espressione comprensiva quando le racconti quella mezza verità studiata al volo. «Oh, capisco!» esclama. «Allora immagino tu possa restare qui.» Chiude la frase con un risolino che ti arriva dritto sui nervi, viscido quanto inutile. Poi, però, non si ferma. Anzi. Inizia a parlare. Tanto. Troppo. Di cose che non potrebbero importarti di meno. Ti racconta della suora — pare sia scivolata, dice — e che in ospedale hanno dovuto operarla perché si era rotta il femore. Ora sta meglio, a quanto pare, ma la ripresa sarà lunga, lunghissima. Probabilmente per un bel po’ non si farà vedere a scuola. Dentro di te inizi a contare i secondi. Che diventano minuti. E più Brenda parla, più la necessità di liberartene e tornare da Eliza si fa urgente, quasi fisica. Rispondi a monosillabi, annuisci, sorridi quando serve, sperando che colga il segnale. Alla fine, dopo quello che ti sembra un tempo infinito di chiacchiere inutili, la bidella si decide finalmente a salutarti e ad allontanarsi lungo il corridoio. Non aspetti un secondo di più. Ti giri sui tacchi e torni immediatamente indietro, svoltando l’angolo e fermandoti davanti alla porta dell’ufficio del coach. Da dentro non proviene alcun suono. Attendi. Forse mezzo minuto. Forse meno. Con cautela ti avvicini e appoggi l’orecchio al legno. Niente. Silenzio. Poi, all’improvviso, uno stridio. Un rumore metallico che gratta sul pavimento. Una sedia che si sposta? La scrivania? Non lo capisci. Esiti. Restare ancora un attimo o entrare adesso? Stai per afferrare la maniglia — noti solo ora che è stata riparata — quando la porta si apre di colpo. Il coach Moss è davanti a te. Per un istante non riesce a nascondere la sorpresa, poi le sue labbra si incurvano in un ghigno appena accennato. «Signorina Rivero!» commenta. «Vedo che alla fine si è presentata a scuola. Molto bene… avevo giusto bisogno di parlarle.» Il tuo sguardo scivola immediatamente oltre le sue spalle, all’interno dell’ufficio. Ti sembra vuoto. Nessuna traccia di Eliza. @Theraimbownerd Orion Kykero - a casa con la somma sacerdotessa Il pranzo si svolge come una recita studiata alla perfezione. La tavola è apparecchiata con una cura quasi eccessiva, come nelle grandi occasioni: porcellane tirate fuori solo per le feste, tovaglioli di stoffa piegati con precisione, una luce calda che filtra dalle finestre e rende tutto… normale. Troppo normale. Tua madre si muove per la sala con un’energia che non le vedevi da tempo, sorridente, premurosa, attenta a riempire i bicchieri prima ancora che qualcuno li svuoti. Ogni tanto ti sfiora una spalla passando alle tue spalle, un gesto che vorrebbe essere affettuoso e che invece ti irrigidisce. Madre Elain D’Arques mantiene un portamento impeccabile. Mangia poco, lentamente, parla con voce pacata. Fa domande generiche sulla scuola, sul rendimento, sui “talenti” di Juno e Diana, lodandole con un cenno del capo quando rispondono in modo educato. Con te è gentile, persino cordiale… ma più di una volta la sorprendi a osservarti di sfuggita, lo sguardo che si fa sottile, analitico, come se stesse valutando qualcosa che solo lei può vedere. Poi distoglie gli occhi e torna a sorridere, come se nulla fosse. Juno spezza il pane con le dita più del necessario, lo riduce in briciole senza accorgersene. Diana annuisce spesso, troppo spesso, a qualunque cosa dica tua madre, e ogni tanto ti lancia uno sguardo rapido, carico di un’intesa silenziosa. Quando Madre Elain parla del “privilegio di nascere sotto lo sguardo della Dea”, Juno si schiarisce la gola e beve un sorso d’acqua di troppo. Nessuna delle due nomina apertamente quello che verrà dopo, ma è lì, seduto a tavola con voi, come un convitato invisibile. Tua madre, a un certo punto, posa le posate e batte piano le mani, sorridendo. «Direi che possiamo iniziare a prepararci per porgere i nostri omaggi alla Dea. È un giorno importante.» Scendete nel seminterrato. La stanza rituale è fredda, scavata nella pietra, illuminata da candele disposte in cerchi concentrici. L’aria profuma di resine e incenso, un odore antico che ti si attacca alla pelle. Lì sotto il tempo sembra rallentare, come se il mondo di sopra fosse già lontano. Madre Elain e tua madre indossano le loro vesti da Somme Sacerdotesse con gesti lenti e solenni: tessuti scuri, pesanti, ricamati con simboli di fertilità e motivi vegetali. Quando sono pronte, sembrano più alte, più distanti, figure che appartengono più al culto che alla famiglia. A Juno e Diana vengono consegnate tuniche chiare, semplici, da accolite; le infilano in silenzio, aiutandosi a vicenda con mani che tremano appena. Anche a te porgono una veste. È dello stesso colore di quella delle tue sorelle, ma il taglio è leggermente diverso, pensato per “onorare” il tuo ruolo. Tua madre ti sistema la veste sulle spalle con gesti attenti, quasi premurosi. Sorride, e nella luce tremolante delle candele quel sorriso sembra ancora più sicuro di sé. «È una celebrazione speciale.» dice a voce bassa, come se stesse condividendo un segreto sacro. «Un dono della Dea riservato a poche elette.» Le sue dita indugiano un istante sul tessuto. «Un modo per avvicinarti davvero a Lei… per farti sentire la Sua presenza.» Si raddrizza, guardandoti negli occhi. «È un passo importante verso il tuo futuro, Orion. Un segno di elezione.» Poi aggiunge, con un tono dolce che sa di promessa: «Dopo questo, molte cose saranno più chiare. Per te. Per tutti noi.» Le sue parole cadono una dopo l’altra, morbide, rassicuranti. Promesse di vicinanza, di appartenenza, di destino. Eppure, sotto quella calma studiata, senti il peso di ciò che non viene detto. Quando siete tutti al vostro posto, Madre Elain si volta verso di te. Per un istante il suo volto è solo quello di una donna sui cinquanta, elegante, composta. Poi i suoi occhi si fanno più duri, più profondi, come se stesse guardando oltre la tua pelle. «Orion...» dice con voce calma, solenne «sei pronta per cominciare?» @Voignar Darius Whitesand - nel bosco con gli spacciatori La paura ti inchioda. Il tuo sguardo rimbalza senza sosta dalla canna della pistola puntata contro di te all’uomo che ti si avvicina per afferrarti. Il cervello corre, ma non trova appigli. Scappare non è un’opzione. Restare fermo, nemmeno. Alla fine agisci quasi senza decidere davvero. D’istinto. Richiami il potere che ti è stato tramandato dai tuoi avi. Sai che, senza preparazione, esiste un solo modo per farlo funzionare: mantenere il contatto visivo, salmodiare le litanie in latino. Nulla di discreto. Nulla di elegante. Ma ora è una questione di vita o di morte. Ti viene in mente la fattura del legaccio. Un incantesimo di base. Non li fermerà davvero. Non li annienterà. Ma imporrà loro un vincolo: non potranno arrecare danno fisico ad altri. Quanto basta per sopravvivere. Le parole latine iniziano a fluire dalla tua bocca con una naturalezza inquietante. Poi lo senti. Il tatuaggio alla base del collo prende a formicolare, sempre più forte, come se reclamasse attenzione. Un’ondata improvvisa di esaltazione ti invade. Non è un’emozione tua. Ti esplode dentro come qualcosa di estraneo, antico. Per un istante potresti resistere. Invece no. Lasci che entri. Lasci che ti attraversi, che impregni ogni cellula del tuo corpo, mentre pronunci l’ultima parte della formula. Il potere che risponde è devastante. Molto più di quanto avresti mai immaginato. La terra vibra sotto i tuoi piedi. Dal sottobosco emergono rampicanti irti di spine, squarciando foglie morte e radici. Si avvolgono attorno all’uomo con la maglietta metal — Viper — che li guarda con un misto di incredulità e puro terrore. Si dimena, inutilmente. I viticci sono più forti. Più vivi. «Che… che cavolo stai facendo?!» urla il rasato, quello con la pistola. Con la coda dell’occhio lo vedi irrigidirsi, puntarti l’arma con ancora più decisione. «Smettila subito o sparo!» L’esaltazione ritorna, più intensa. Ti guida. Alzi un braccio verso di lui. Lo sparo esplode. Il sibilo del proiettile ti sfiora, ovattato dal silenziatore. Un rampicante si è avvolto al suo polso all’ultimo istante, deviando la mira. Altri viticci lo circondano, lo sollevano da terra. La pistola gli sfugge di mano e cade a terra con un tonfo sordo. I lamenti dei due uomini si fondono, soffocati. I rampicanti li tengono sospesi, stringendosi anche attorno al collo. Tu sei lì, immobile, entrambe le braccia sollevate verso le tue vittime. I loro occhi ti fissano. Terrorizzati. Imploranti. Ed è proprio quello sguardo a spezzare l’incanto. L’esaltazione si ritrae. La lucidità ritorna, pesante, improvvisa. Torni padrone di te stesso. Davanti a te resta solo un bivio, netto e irreversibile. Finire ciò che hai iniziato, non lasciare testimoni dei tuoi poteri, della tua natura di stregone. Oppure lasciarli andare. Vivere con la consapevolezza di aver avuto la scelta… e di non aver macchiato le tue mani di sangue.
  23. io personalmente ho sempre giocato ibrido , dalla prima edizione italiana , quindi non mi faccio troppi problemi . è pur vero che ho perso gente che aveva poca elasticità mentale , tipo gli assatanati del Multi Classe e "ho visto un tutorial che si vince così" . da me fai il PG , con un minimo di senso , e lo giochi senza pretese . se piace , benvenuto , se no , hasta la vista .
  24. Senz'altro. Ma, in concreto, nella vostra esperienza diretta, quanti gruppi giocano in questo modo? Non è una polemica, ma mi piacerebbe davvero sentire le esperienze di chi gioca con la 5E. Se si usano sistemi diversi... non vale 😁 Nelle ludoteche dove vado più spesso, tra Cremona, Brescia e Mantova, o più raramente Milano e Torino, non vedo grosse differenze nello stile di gioco. Sistemi diversi hanno stili di gioco diversi e quindi non paragonabili (o comunque influenzati da altri fattori determinanti).
  25. Ho aggiunto le competenze alla scheda. Se non mi sfugge qualcosa dovrei essere pronto. Quando iniziamo?
  26. Personalmente concordo con @Percio su questo aspetto : non è tanto una questione di regolamento ma di approccio sia dei DM che dei giocatori alle situazioni. Possiamo forse dire che è una tendenza più facile in chi è nato con le moderne versioni e il focus sulle power combo, min/max ecc...ma non direi che il regolamento impone quello stile di gioco per forza
  27. Dietger - Umano Guerriero Bene! Commento guardandomi intorno. Questo posto è perfetto. Inizio subito a cercare qualcosa di pesante da far rotolare giù dalla rupe. Cerco grosse rocce o tronchi da far rotolare giù dall'erta roccioso mentre passano i nemici. Giusto come benvenuto prima di affrontarli.
  28. Ti capisco e comprendo la tua frustrazione. Come dicevo altrove, chi è nato, ruolisticamente parlando, dalla 3.x in poi, ha in testa quasi sempre solo il min/max, i talenti, e via di seguito. Il personaggio non è più l'alter ego pensante del giocatore, ma un mero elenco di valori e statistiche da consultare sulla scheda. L'evoluzione delle meccaniche di gioco, l'omologazione del regolamento, il tentativo di risolvere ogni situazione ha reso tutto molto più meccanico, spegnendo l'immaginazione e la capacità di improvvisare dei giocatori. Un esempio banale che mi è appena venuto in mente: provate a leggere una descrizione ben fatta di una stanza ad un gruppo di giocatori "giovani" che hanno giocato solo alla 5e, abituati ad usare le mappe moderne e fate lo stesso ad un gruppo di giocatori "vecchi" abituati ad usare il teatro della mente. I primi dimenticheranno quasi subito la descrizione focalizzandosi sulla mappa e su quello che essa contiene, anche se non coincide esattamente con le parole del DM, i secondi staranno molto ma molto più attenti alla descrizione e cominceranno ad analizzare le parole alla ricerca di elementi che "stonano o risaltano" in quanto detto. Ovviamente parlo sempre per quello che è la mia esperienza con quanto mi capita di assistere in ludotoeca, e questi esempi non sono l'eccezione, ma la norma. Ovviamente, la mia età ed esperienza mi fanno vedere le cose in modo diverso rispetto ai ragazzini di oggi.
  29. Melqart ha risposto a Monkey77 a un discussione Servizio 1 in Un nuovo destino
    Sto ancora cercando di capire come agganciarmi in modo armonico al PG di @Darakan. Entro stasera vi faccio sapere di preciso cosa andrò a giocare e faccio la scheda entro domani sera. @Monkey77 la riduzione del MdL di arcani rivelati è disponibile?
  30. hiranoor ha modificato la sua foto profilo
  31. Kai del tempio di Pelor Le parole di Gorrak non mi fanno affatto paura. Sciocco, i giusti non hanno paura della morte! Alzo una mano verso il furfante e gli ordino: Non muoverti! La mia voce ha un riverbero ultraterreno. Porto la mano alla cintura cercando la mia mazza quando entra qualcuno che mi chiede chi sono io e chi è Gorrak. Sono talmente sorpreso che non so cosa dirgli. E tu? Chi sei adesso? Azioni: Hold person su Gorrak, concentrazione CD 15 ho +9, TS Volontà CD 15. Se fallisce il TS per 4 round non può fare nulla, nemmeno parlare. Può ritentare il TS ad ogni round però. Poi come azione di movimento estraggo l'arma.

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.