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Attività dei Forum

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  1. Ultima ora

  2. Ho riletto 'le soglie del Caos' e mi ha lasciato insoddisfatto: troppa dissonanza cognitiva. Soprattutto se si intavolano viaggi tra i mondi. Che ci fa un cavaliere pseudo-templare italiano tra gnomi, nani ed elfi? E un'amazzone che cavalca velociraptor tra i beduini? Ci stanno bene come una spolverata di parmigiano sull'impepata di cozze. Ho quindi escogitato una versione rifondata del setting basata su questi assunti: Razze variopinte stile Talislanta ma niente animali antropomorfi: uomini corvo, uomini volpe, uomini ratto.... zero di tutto questo. Tutti i mondi hanno le stesse razze ma in percentuali diverse. Tutti i mondi hanno livello tecnologico medievale. La caratterizzazione avviene tramite il clima e il richiamo a culture terrestri: uno è un mondo desertico simil arabo, uno è freddissimo simil russo e l'ultimo ha clima mediterraneo simil italiano. L'antagonista principale è una società segreta che inibisce lo sviluppo tecnologico. Molti maghi ne fanno parte e molte figure di spicco della politica dei vari mondi. L'inibizione avviene vietando la scrittura ... dove la scrittura non è vietata viene molto scoraggiato il calcolo. Dove il calcolo avanzato è diffuso inventori e alchimisti 'pericolosi' vengono fisicamente eliminati. Fatemi sapere se vi piace di più o di meno della versione precedente! le_soglie_del_caos_manuale_completo.pdf
  3. Oggi

  4. @MattoMatteo Ti ha risposto correttamente. Per le eccezioni contattami in privato per capire che tipo di blog vuoi aprire. Se vuoi, puoi caricare direttamente i PDF dalla sezione Download. Se hai problemi, contattami pure in privato.
  5. Riesumo questo thread interessante condividendo due indovinelli preparati per l'avventura masterata nelle intense sessioni di luglio: Primo (generico) Lo fai con la mano, puoi con la testa. Lo fai con le staffe, ma non con la resta, lo fai col senno, con i sensi, e al tuo turno se non ci pensi. Lo fai col filo, senza attenzione e fai il contrario con la soluzione. Secondo (sulla porta di un ingresso congelato) Faccio tremare poveri e sovrani: li stringo alla mia morsa senza avere mani. Le coperte dei vivi, e il loro fuoco provano a combattermi, a resistermi un poco almeno fino al primo sole di primavera che, quando scalderà l'alta bandiera, porrà fine al tempo del mio governo. Nominami se vuoi passare all'interno.
  6. è giusto: io stabilisco dei principi primi e tutto discende da quelli. Ecco i tre principi su cui mi voglio basare: 1. Niente riletture. giochi in cui si rilegge lo stesso paragrafo sono i MUD o le avventure testuali ma NON i libri game. spezza l'immersione e maneggiare keyword la spezza ancora di più rendendo l'esperienza simile ad un esercizio di contabilità. Niente riletture. Se proprio bisogna ripassare dallo stesso nodo il suo testo DEVE cambiare. Questo implica che il numero massimo possibile di passaggi dallo stesso nodo deve essere finito. 2. Scelte sempre disponibili. Non mi piacciono meccaniche come 'se i punti furia superano X tutte le opzioni diplomatiche diventano indisponibili'. Se scrivo qualcosa è per usarlo: non voglio inibire intere sottosezioni in nome delle meccaniche. 3. Invogliare a rigiocare: uno magari gioca e pensa 'però questo villaggio e i suoi abitanti sono sospetti. mi fermerei a investigare ma è troppo rischioso. me li lascio alle spalle addentrandomi nella foresta'. finisce il libro ma la curiosità gli resta e allora.... rigioca con un PG diverso! La storia è diversa ma alcuni PNG e luoghi possono essere condivisi.
  7. A me piacevano i racconti dell'orrore di E.T.A. Hoffmann per il gran numero di aggettivi, tutti scelti con proprietà, e i lunghi elenchi che scriveva De Foe, oggi è tutta roba inguardabile, poi mi faceva anche molto ridere Jhonatan Swift anche, e soprattutto, quando prendeva la tangente si dimenticava la storia e finiva il racconto con una interminabile invettiva, era l'antenato di quelli che scrivono oggi i mega rant su internet. Per finire le cose il trucco fondamentale e fare bene la bozza e andare avanti cercando di contraddirsi il meno possibile (idealmente mai).
  8. Scusami octopus: sono preso da mille cose. Col tempo riponderò.
  9. Retorica atticista invece che asiana: degno dei grandi.
  10. Io per formazione, saggistica, scelgo molto bene gli aggettivi e li uso con proprietà ma poi preferisco ripeterli piuttosto che usare una variatio più elegante. Mi piace molto inventare dei neologismi per le cose che so che, tanto, leggerò solo io. Il mio problema è che non riesco a liberarmi dagli aggettivi, poi mi piace parlare con un registro "medio" non alto, non basso, diciamo divulgativo. Di fatti sono l'antiprosatore definitivo.
  11. Questa volta però ce la faccio. Il libro game lo finisco. Cascasse il mondo lo finisco. Mi faccio aiutare da Sol, da Claude, dai power ranger, dai super human samurai ma DEVO finirlo.
  12. Ho concluso con successo le elementari, le medie, il liceo e l'università. Avevo i problemi che avevo: dislessico, disgrafico e discalculico. La mia impressione è che la scuola italiana non sia particolarmente benevola nei confronti della prosa narrativa. Mi è sempre sembrato che venga attribuita molta più dignità alla saggistica e alla poesia, considerate forme espressive più "alte" e, in certi contesti, persino più rigorose. Infatti sulla prosa e le sue tecniche sono ignorante, so un po' i generi, cosa li caratterizza, quando sono nati, morti, reuscitati ma ne so più sulla morfologia della poesia e sulle figure retoriche che non sull'arco di evoluzione del personaggio, il difetto fatale, la scrittura trasparente, gli antagonisti, il tema delle opere che ho imparato per lo più on line. Con la poesia, però, non sono mai stato portato. Contare sillabe, cesure e metri non è mai stato il mio forte. Alla fine ci sono riuscito perché dovevo superare le verifiche, ma non è mai diventato qualcosa che mi appassionasse. Così mi sono avvicinato di più alla saggistica. Solo che, invece di descrivere persone, monumenti o libri realmente esistenti, mi diverte descrivere cose che non esistono. Avevo anche una bravissima professoressa di Fisica e Matematica, che mi ha trasmesso la passione per l'astronomia. Se devo scrivere un racconto o un brano di prosa, il risultato raramente mi soddisfa. Se invece devo costruire un atlante, un'ambientazione o una descrizione sistematica di un mondo immaginario, mi trovo molto più a mio agio e, non di rado, quello che produco funziona anche in gioco. Il mio metodo non è cercare di definire tutto fin dall'inizio. Preferisco costruire una buona "schedografia", stabilire delle premesse solide e poi aggiungere dettagli nel tempo, facendo sempre attenzione a non contraddire ciò che è già stato stabilito. Per esempio, immaginiamo un mondo in cui gli alberi sono blu e nel cielo ci sono due lune. Il pianeta è illuminato da una stella di classe F, giallo-bianca. La presenza di due lune modifica i ritmi biologici, favorendo predatori diurni e crepuscolari e influenzando le strategie di mimetismo visivo. Gli uccelli, ad esempio, potrebbero essere blu, e un albero apparentemente secco potrebbe sembrare ancora ricco di foglie semplicemente perché è ricoperto di uccelli. Da lì si continua a sviluppare il mondo. Se la stella di classe F ha una vita più breve del Sole, allora la vita potrebbe essersi evoluta molto prima oppure essere stata introdotta artificialmente da coloni provenienti da un altro sistema. Magari esiste ancora una nave madre, dotata di vasche di clonazione e matrici geniche, che continua a guidare l'evoluzione della biosfera del pianeta. Forse alcune culture, soprattutto quelle guidate da figure femminili, la venerano come una divinità. In un contesto simile, il creazionismo sarebbe un fatto scientificamente dimostrabile e la paleoastronautica una verità storica, non un'ipotesi. Mi piace lavorare così: non aggiungo elementi che contraddicano lo schema di partenza, ma torno più volte sullo stesso mondo, approfondendolo quando mi viene un'idea. Senza fretta. I miei lavori migliori sono nati proprio da anni di stratificazioni successive. Purtroppo, nel 2012 e poi di nuovo nel 2018, ho perso tutti i dati delle mie vecchie ambientazioni. Mi è dispiaciuto molto, ma in fondo penso che, se un giorno deciderò di rifarle, probabilmente verranno persino meglio. Se preferisci, posso anche renderlo più colloquiale e "da forum", con un tono meno formale e più vicino a una conversazione tra appassionati di GdR. EDIT: Le piante del pianeta col sole chiaro sono blu perché come pigmento fotosintetico usano l'antocianina al posto della clorofilla.
  13. Ricordo che seguivo un blog: gamberi fantasy. Non mi pare esista più. Parlava di 'show don't tell'. Un'impostazione di cui condivido la premessa: bisogna, nelle descrizioni, minimizzare l'energia necessaria al cervello per evocare l'immagine mentale di quanto si descrive. Non condivido tuttavia la conclusione: io faccio un uso MASSICCIO di aggettivi. Se voglio dare l'idea di un nerd magro e occhialuto userò gli aggettivi 'magro' e 'occhialuto'.... non cercherò, come prescritto, di fare in modo che il lettore inferisca queste informazioni dall'interazione tra il nerd e l'ambiente.... prospettiva folle: spreco di energie intellettuali per un risultato sempre deludente.
  14. Secondo la guida al sito, puoi il numero di blog apribili dipende dal rango: Utente registrato: 0 Ordine del Drago: 1 Circolo degli Antichi: 2 Concilio dei Wyrm: 3
  15. Io ho scritto delle avventure per GURPS: sono corrette, impaginate, illustrate e in pdf, ci sono segnati tutti gli autori, anche se mi pesa andarle ad aprire e cercare il nome di tutti quelli che ci hanno collaborato. Per metterle nel dowlload a chi devo spedirle? Che oggetto devo mettere? Cosa devo scrivere nella mail? In questo periodo sono malato ma vorrei fare le cose per bene lo stesso.
  16. anche io ho cominciato molte volte ma non ho mai finito nulla (di leggibile)!
  17. Ciao a tutti. Ho due blog e vorrei crearne un terzo ma non trovo il pulsante per farlo... c'è un massimo di due blog per utente?
  18. Dubito che sia lui a scegliere i team. Molto probabilmente lui ha scelto il team per il suo setting, mentre per il resto è la faccia di rappresentanza.
  19. Pubblicherò il link alla versione elettronica, trasposizione fedele di quella cartacea, sia del gioco base che dell'espansione 1 vs N. Rimani sintonizzato sul blog. OT: Finito il betatesting la inserisco nei libri game che ho in cantiere da un poco. Vorrei farli uscire per Android e IOS o forse, perché no, anche come autoproduzioni print on demand.
  20. se andiamo a vedere anche questo è nulla di nuovo... ve lo ricordate il 'nobel per la pace' ad Obama sulla fiducia ? 🤪 comunque potrebbe essere stato un premio/riconoscimento alla capacità di Manganiello di convincere WotC a ritirare dentro sotto una nuova 'forma' le vecchie firme di D&D che in tanti tra i fan avrebbero voluto da parecchio tempo. l'attesa purtroppo logora... ma questa dobbiamo praticare... vedremo se Manganiello si sarà meritato questo premio e se sarà stato bravo a selezionare i vari team di lavoro per D&D Icons😉
  21. Raccapricciante... si premia il denaro invece che la bravura! 🤮
  22. Non so se avete letto l'ultima notizia riguardo alla GenCon... La linea "D&D Icons" ha vnsto il premio, dato dal sito Gaming Trend, "Best of Gen Con 2026". Senza aver pubblicato nulla. Senza aver nemmeno uno straccio di preview o altro. Così, sulla fiducia. Assomiglia molto al FIFA Peace Prize che quell'enorme deterginatiche di Infantino ha inventato per Trump the Dumb. Al peggio non c'è mai limite purtroppo.
  23. Buondì @aza ! Giusto per curiosità, siete riusciti a trovare un plugin per l'esportazione delle conversazioni?
  24. Grazie mille: la mia intenzione è testarlo a fondo, sia in coppia che in solitario, perfezionarlo quanto più possibile e usarlo in una collana di libri game che vorrei far uscire (non so bene quando).
  25. Ciao questo secondo me è un ottimo regolamento per combattmenti, perché ha alcune delle caratteristiche che io reputo chiave. Prima di tutto si parla di tiri contrapposti, non di tiri alternati. In questo modo si aumenta la tensione al tavolo e crea dinamicità. Non ci sono fasi del turno in cui si apsetta che l'altro faccia qualcosa ma è un continuo tiro di dadi e prendere decisioni tattiche. Per secondo mi piace che le opzioni funzionino come una sorta carta sasso: quello che decido ora ha un effetto immediato e influenza quello che accadrà dopo. Terzo mi piace l'idea che ogni combattente abbia una risorsa da spendere. E mi piace che le armi abbiano una portata diversa che obbliga a comportarsi in modo differente. Qui si aprono molte possibilità per varianti, legate a statistiche dei personaggi, tipologia di arma (l'oplologia è affascinante) o di armatura. Pensa portarlo in gioco fantasy, in cui alcune creature per esempio non avrebbero mai bisogno di rifiatare (un nonmorto, per dirne una), o alla necessità di usare manovre in combattimento per bere una pozione. Somiglia un po al sistema che usavamo con i miei giocatori, che però era basato sulle regole di Warhammer 👍🏻
  26. In genere l'avanzamento della storia e un maggior approfondimento dell'ambientazione. Ma considerando che nessuna delle due cose è accaduta con i FR, speriamo bene.

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