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I vecchi manuali di D&D su DMs Guild ora hanno un Disclaimer

Disclaimer: vista l'alta sensibilità del tema trattato in questo articolo (considerato Tema a Rischio, come specificato negli articoli 1.6 e 1.12 del Regolamento di Dragons' Lair), abbiamo deciso di disabilitare i commenti. Si tratta di una soluzione temporanea, che abbiamo deciso di adottare in attesa di poter introdurre una versione più aggiornata del Regolamento. Nei prossimi giorni, infatti, lo Staff di DL' si riunirà per definire nuove linee guida riguardanti proprio la discussione di argomenti simili. Nel frattempo ci scusiamo per il disagio.
 
In linea con un annuncio sul trattamento della Diversità da lei rilasciato qualche settimana fa e in riconoscimento del fatto che, rispetto a 40 anni fa (quando D&D è nato), il mondo è cambiato, la Wizards of the Coast ha deciso di inserire all'interno dei vecchi manuali di Dungeons & Dragons pubblicati sul DMs Guild un Disclaimer riguardante il contenuto in essi trattato. Tale Disclaimer ha lo scopo di avvisare i lettori di oggi che quei manuali sono figli del loro tempo e che, quindi, possono contenere idee, concetti e affermazioni che non rispecchiano i valori del D&D di oggi. Un esempio di manuale in cui è stato inserito il Disclaimer è Oriental Adventures per la 1e.
Qui di seguito potete trovare la traduzione del Disclaimer in italiano:
Ed ecco qui la versione originale:
Fonte: https://www.enworld.org/threads/older-d-d-books-on-dms-guild-now-have-a-disclaimer.673147/
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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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  1. What's new in this club
  2. Annerine Ipazia Dezlentyr "Naturalmente non ho la presunzione di parlare a nome dei miei amici e compagni. Ma sono certa della loro caratura morale e del loro senso di giustizia" rispondo godendomi con la coda dell'occhio la sincope di Andor. Se lui si diverte a giocare ancora a guardie e ladri, almeno gli renderò il gioco più impegnativo.
  3. Andor Hawkwinter, ladri umano "wtf" Restituire... Cosa? Ma sono seri? "Certo... Porre fine alla storiaccia..." 'Tacci tua, Annerine... "Non disdegno una ricompensa... Il denaro è rotondo... Deve girare, giusto?" Mi mangerei le mani, se non indossassi dei favolosi guanti in pelle nera. "Dunque... Ci avete fatti chiamare, siam qua!"
  4. Kythorn 12 (Giugno) - Primo Pomeriggio "Mai detto che li avrei tenuti per me. Anche restituirli ha i suoi vantaggi, se si è intenzionati ad ottenerli. In fondo si stanno correndo dei bei rischi, è giusto reclamare una ricompensa per tali sforzi. Pochissimi sono coloro che fanno qualcosa senza nulla volere in cambio, siete sicuri di voler intraprendere questa strada?".
  5. Annerine Ipazia Dezlentyr "Temo siate in errore, messere. Io non ho interesse per il denaro in sé. Perché dovrei? Non mi vergogno di dire che la mia famiglia è molto ricca, e non mi ha mai fatto mancare nulla. No, quello che mi preme particolarmente è trovare questa Pietra e usarla per porre fine a questa storia una volta per tutte. L'oro che cela potrebbe essere restituito se non ai legittimi proprietari, almeno alle casse cittadine" e se questo significa che questo fascinoso "sarto" sarà nostro concorrente per il ritrovamento del denaro, tanto peggio per lui.
  6. Masumi Ascolto il continuo parlare delle persone al tavolo studiando i loro dialoghi. Fino ad ora i miei amici e le persone con cui parlano mi sono sembrati tutti come se fossero su un campo di battaglia e stessero muovendosi a studiare il nemico. Parole fatte per tirare qualche stoccata mirata solo a saggiare la forza dell'avversario MA ora il duello è al suo cuore. Io, che sono più bravo con la spada che con le parole, sono stato zitto. Ma mi è stata fatta una domanda ed è chiaro che devo rispondere. Io e la mia spada aiutiamo da sempre gli amici in difficoltà, salvaguardando il loro onore e anche le loro ricchezze. Rispondo facendo capire che la mia posizione non lascia passare alcun patto o possibilità di impadronirsi di soldi non miei.
  7. Kythorn 12 (Giugno) - Primo Pomeriggio "Oh beh in un certo senso mi avete già risposto. Due persone su due che evitano accuratamente di rispondere alla mia domanda, che peraltro dovrebbe incuriosirli se non ne sapessero nulla. Comunque noi abbiamo solo le informazioni che Fel'rekt ha inteso da Loreloth mentre interrogava il Neverember, parliamo di un mucchio di soldi nascosti e credo di avere una vaga idea del perché li stiano chiedendo ad un Neverember. È un peccato che quei soldi restino lì a prender polvere non credete? Noi vogliamo trovarli prima che li trovino altri, soprattutto se sono degli orribili cultisti o dei criminali. Suppongo che anche voi vogliate lo stesso e penso anche Renaer Neverember, sempre che non la abbia lui in realtà.". Il mezzelfo vi guarda fisso in volto in attesa di una vostra risposta, l'intensità del suo sguardo è palpabile, sembra quasi aver dismesso quei suoi modi affettati ora che è venuto al sodo e vi ha fatto la sua offerta.
  8. Andor Hawkwinter, ladro umano sospettoso. "E abbiamo capito come mai Fel'Rekt stesse tenendo d'occhio Loreloth, e di riflesso Neverember..." Glisso elegantemente sul riferimento alla pietra, non volendomi sbilanciare ancora. "Quindi resta da capire il vostro collegamento con questa faccenda. Qualche informazione l'abbiamo raccolta, è vero. E sicuramente anche voi ne avete. Ma cortesia vuole che siate voi a parlare per prima, avendoci invitati qui. Siate schietto e aperto, suvvia, e vi assicuro che noi lo saremo con voi!" Sfoggio il mio adorabile sorriso, lo stesso che mi ha aperto tante porte... e tante gambe.
  9. Annerine Ipazia Dezlentyr Questo Nevercott è affascinante e affabile, ma se spera che gli si dica tutto quello che sappiamo così, senza nemmeno pensarci su... è un ingenuo. "Invero siamo mossi da numerose motivazioni. Parlando per me, lo faccio spinta sia dal desiderio di rendermi utile che per... senso di colpa. Mi sento responsabile per la morte del povero Floon e credo di dovergli almeno questo"
  10. Kythorn 12 (Giugno) - Mezzogiorno "Molto probabile, anche se ci tengo a dire che nulla è davvero mio dato che, anche nel caso di abiti già confezionati, l'abile mano che li ha confezionati non è la mia." risponde con un certo recitata umiltà e tono affettato, i classici atteggiamenti dell'alta borghesia e dei ciecoli nobili. È chiaro come sia una figura altolocata, raffinata, abituata ad avere a che fare con persone di prestigio e con una certa dialettica artificiosa e di circostanza. "Credo ci sia un comprensibile fraintendimento. In questa storia non ero assolutamente coinvolto e Fel'rekt non è al mio servizio. Aveva delle questioni in sospeso con Loreloth ed ha scoperto che aveva preso di mira il Neverember, per questo lo sorvegliava in segreto e ha cercato di impediene il rapimento. Non sapeva ancora le motivazioni dietro all'interesse della drow per il nobile, ma le ha scoperte una volta rapito mentre interrogavano Neverember in maniera brutale. Ora voi quanto siete a conoscenza della faccenda? Suppongo che Renaer Neverember vi abbia raccontato della Pietra di Golorr, o vi ha tenuto segrete le motivazioni per cui è stato preso di mira dalla Mano Destra del Nessus?".
  11. Andor Hawkwinter, ladro umano NOBILE "Eggià. Già, già. Posso capire certamente la vostra sorpresa signor... Nevercot? Posso aver mai indossato qualcosa di vostro, per caso? Non saprei! Ad ogni modo, la vostra sorpresa è lecita come dicevo. Certo, potrebbe sembrare strano che facciamo tanta fatica per aiutare un nostro pari, soprattutto considerando la nostra fantastica guardia cittadina! Ma voi? Se per noi le ragioni possono essere molteplici, non riesco proprio a immaginare come un mercante di vesti, per quanto pregiate, possa essere coinvolto in questa storia, al punto di ingaggiare qualcuno di fenomenale come Fel'Rekt!"
  12. Kythorn 12 (Giugno) - Mezzogiorno "Milady." riaponde il mezzelfo al presentarsi di miss Annerine, accompagmando la parola con un gesto della testa ed uno al drow per invitarlo ad aiutare la giovane nobile a sedersi; cosa che il drow fa senza battere ciglio. "Oh beh non sono di nobili natali come voi, quindi è comprensibile non abbiate mai sentito di me. Non sono che un umile merciaio itinerante, specializzato in abbigliamento maschile, fornisco materiali sartoriali ed abiti già confezionati provenienti da tutta la Costa della Spada ed oltre per le boutique più rinomate di questa ed altre città. Ho saputo quello che avete fatto per l'erede dell'ex Lord Svelato; notevole a dir poco, soprattutto voi milady. È stato sorprendente scoprire che siate dotata di tali poteri innati; è un bene che non tutto il male venga per nuocere e che da un retaggio difficile possano nascere nuove opportunità di affermazione e rivalsa, a dispetto dei pregiudizi. Vero?" ed il suo sguardo, fino ad allora su Annerine, si posa su quello Kaimir al quale risponde dopo un intenso attimo. "Vedete, è curioso vedere dei nobili cimentarsi in faccende simili, non solo rischiando la reputazione personale e del proprio casato od ordine, ma anche la vita e le conseguenze di un sentiero insidioso fatto più di ombre che di luci. Mi chiedo che cosa vi spinga, per voi e la vostra missione divina forse la risposta è fin troppo ovvia, ma voi altri? È solo intraprendenza personale o è la noia ed il bisogno di sensazioni forti? O forse è una più prosaica e scontata avidità? Anche se sarei pronto a scommettere che il motivo non è questo, almeno non preminentemente. Sbaglio forse?".
  13. KAIMIR GOST Tiefling paladino di Lathander Raggiunta la locanda rimango un po' stupito quando il drow ci porta ad un tavolo al piano di sopra e veniamo accolti da un mezz'elfo. Non mi aspettavo di parlare con colui che probabilmente ha assunto Fel'rekt, ma forse meglio così, potremmo ottenere più informazioni. Immagino conoscerà già i nostri nomi. Ad ogni modo piacere di conoscerla, sono Kaimir Gost. dico sedendomi al tavolo. A cosa dobbiamo quest'invito? Non credo sia solo per ringraziarci di aver aiutato il vostro amico...
  14. Annerine Faccio una mezza riverenza verso il mezz'elfo "Annerine Ipazia Dezlentyr, un vero piacere conoscervi" aspetto che Andor mi scosti la sedia, e mi unisco al tavolo.
  15. Andor Hawkwinter, ladro umano incuriosito. La giornata inizia male: non trovo nulla da indossare! Impiego quasi un'ora a decidere cosa mettere, per fortuna ho dato disposizione di svegliarmi presto... Il problema è che non conosco bene la cultura drow, e non so come impressionarli. Alla fine opto per un vestito scuro, mantello porpora ed un magnifico cappello a tesa larga con piuma. E non è lo stesso dannato cappello che indossa uno dei due commensali? Non proprio uguale, ma abbastanza simile da farmelo togliere con un gesto di stizza. E che cavolo! Siedo al tavolo con disinvoltura. "Andor, del casato Hawkwinter. Abbiamo avuto il piacere di conoscere Fel'Rekt, sebbene in circostanze spiacevoli, ma non mi pare di aver mai sentito il vostro nome."
  16. Kythorn 12 (Giugno) - Mezzogiorno Andor, con una delle carrozze di famiglia, passa a prendere Annerine e gli altri di voi e vi fate portare fino a poca distanza della Locanda del Portale Spalancato dove entrare in perfetto orario. Il clima è il solito, anche se nei dintorni non vedete Volo, non che sia la prima volta che non lo troviate in locanda e dopotutto è perfettamente normale. Anche Durnan non si vede, al momento. Yagra è al suo posto ad uno dei tavoli in compagnia di altri, gente della sua risma ad una prima occhiata. Obaya Uday, la chultiana sacerdotessa di Waukeen, che Andor aveva avvicinato qualche giorno prima è da sola, intenta a scrivere su un diario; quando vi nota entrare rivolge un breve cenno di saluto all'Hawkwinter e poi torna a posare gli occhi sul diario. Una cameriera, già vista altre volte, vi si avvicina per chiedere che cosa desideriate, ma non fate tempo a risponderle che un fischio giunge alle vostre orecchie da sopra. Alzando lo sguardo vedete il drow affacciato alla balaustra dal secondo piano che vi fa segno di salire. Sembra in perfetta forma, segno che deve aver ricevuto delle discrete cure magiche, ben più di quelle basilari fornite inizialmente dalla Vigilanza Cittadina. La cameriera a quel punto vi lascia andare dire altro od accompagnarvi, stranamente; forse ha ricevuto indicazioni di lasciarvi soli durante il vostro incontro. Saliti trovate il drow che nel frattempo si è diretto ad un tavolo lontano sia dalla balaustra che dal corridoio che conduce verso le camere in affitto della locanda. Al tavolo c'è un mezzelfo (non mezzo drow) dall'aria rispettabile, nel suo vestiario appariscente ma di ottima fattura contraddistinto però da un cappello terribilmente appariscente. Al tavolo, apparecchiato già anche per voi, trovate già pronte diverse portate nonché bottiglie di vino e di altri alcolici; nulla di paragonabile alla sontuosità delle tavole imbandite di voi nobili ma certamente una tavolata notevole. "Benvenuti, prego accomodatevi, mangiamo e conosciamoci meglio. Il mio nome è J.B. Nevercott e voglio ringraziarvi per aver tirato fuori dai guai Fel'rekt." vi dice con fare un poco affettato ed un elegante gesto della mano diretto ai posti a sedere di fronte a lui.
  17. KAIMIR GOST Tiefling paladino di Lathander Porterò l'esperienza al tempio nei miei ricordi, sia per l'incontro con Valetta, creatura affascinante ed esotica, si per gli strani oggetti esposti. La visita al tempio ci da sì nuove informazioni, interessanti, ma per ora poco utili a capire come muoverci in tutta questa feccenda. Tornato a casa però finalmente trovo qualcosa che potrà far luce su quanto sta avvenendo. Bene bene...finalmente forse abbiamo qualcosa su cui lavorare penso leggendo la lettera, fiducioso per l'incontro di domani
  18. Annerine Ipazia Dezlentyr Osservo le meraviglie "meccaniche" con occhio ammirato: sembrano giocattoli incredibilmente complessi, ma ho sentito dire che funzionano quasi come se fossero magici. È una strana cosa, specialmente per me che ho un rapporto particolare e intimo con la magia. Ma lo stupore è maggiore quando incontriamo questa "Valetta": mai vista prima una creatura tanto strana e comunque interessante: il fatto che di possa discorrere con lei come se fosse un'umana la rende se possibile ancora più strana ai miei occhi. Ma tutto ciò è un buco nell'acqua, perché non può o non vuole dirci molto sulla strana arma del drow. Per fortuna torno a casa giusto per trovare una lettera del suddetto drow. L'indomani mattina dovrò parlarne ai miei compagni e poi recarmi all'incontro.
  19. Kythorn 11 (Giugno) - Pomeriggio e Sera L'incontro con Neverember è ormai finito ma nuovamente egli dimostra la propria gentilezza ed accortezza facendo arrivare da delle ottime botteghe di sartoria della città degli indumenti del tutto simile, se non identici, a quelli che avete indossato la sera prima per il finto evento a cui avete partecipato secondo le vostre famiglie e che ora sono in pessime condizioni dopo i difficili scontri che avete dovuto affrontare e si prende pure la libertà di fornire una nuovo farsetto d'arme, altrettanto elegante, per Andor, ed una nuova cotta di maglia per Kaimir, le cui armature avevano subito pesanti danni ed erano ormai da buttare. Vi date quindi appuntamento per metà pomeriggio presso la Casa delle Mani Ispirate, il tempio di Gond di Waterdeep, dopodiché venite ricondotti alle vostre rispettive dimore o sedi dalla carrozza messa a disposizione del Neverember. Il tempio del Signore di Tutti gli Artigiani è un edificio squadrato in pietra circondato da dei porticati che ospitano diverse botteghe e laboratori dove i sacerdoti danno vita al proprio ingegno ed alla propria perizia artigianale creando opere d'arte, nuove invenzioni ed oggetti di mirabile fattura. All'interno la grande sala principale è del tutto spoglia se non per due file di dodici piedistalli sui quali sono esposti delle rappresentazioni reali od in scala di quelle che probabilmente sono ritenute delle creazioni straordinarie e degne di essere ammirate e prese a fonte d'ispirazione per i devoti: un modello funzionante, alto di circa un metro, di una torre campanaria fatta di metallo, bronzo, legno e vetro e da cui proviene un incessante ticchettio. Un disco bianco su cui sono montate al centro due piccole punte dorate, allungate e cesellate in maniera molto elaborata, e sulla cui circonferenza sono distribuiti dodici numeri; una strana macchina in legno con una seduta e dei complessi ingranaggi collegati a quelle che hanno tutta l'aria di essere della ali fatte di tela, simili a quelle dei pipistrelli; un modello in miniatura di una tartaruga dragone meccanizzata, la targa recita "Grande Belchy. Affondata nel Porto di Deepwater nel Giorno delle Meraviglie del 1363 DR; una sorta di elmetto con un paio di piccole ed articolate braccia e mani a cui stato dato il nome di "elmo risvegliante"; un modello in miniatura di una strana struttura rossa e dalla forma simile ad una manta la cui targa recita "Il Marpenoth Scarlatto. Sommergibile lantanese. Varato nel 1489 DR. Riuscite ad ottenere un incontro con uno dei sacerdoti artigiani più rinomati del tempio. Di fronte a voi compare un'essere che non avete mai avuto modo di vedere, ma soltanto sentito raccontare: un dragonide. L'essere bipede sembra una via di mezzo un drago ed un essere umano: la sua pelle scagliosa dalla tonalità ocra presenta dei riflessi bronzei sulla scaglie più grosse e sulle escrescenze ossee che spuntano dal suo viso, le sue mani hanno solo quattro dita artigliate così come i piedi nel quale una delle dita è rivolta all'indietro in maniera simile alle zampe degli uccelli. Gli occhi assomigliano a quelli di un rettile e la sua statura alta è accompagnata da una costituzione robusta ma non massiccia. Rispetto ad un drago la differenza più evidente, oltre alla statura eretta sono la mancanza della coda e delle ali. Il suo aspetto è talmente alieno da non riuscire nemmeno a capire se si tratti di una femmina o di un maschio così come se si tratti di un individuo giovane, di mezza età od adulto, per quel che riuscite a comprendere vi sembra stare in perfetta forma. E' la persona di fronte a voi a dirimere ogni dubbio presentandosi come Valetta, sacerdotessa itinerante fermatasi a Waterdeep da qualche tempo. Le raccontate dell'arma che avete visto in mano al drow e Masumi espone le proprie conoscenze su armi molto simili che stanno prendendo piede in estremo oriente. La dragonide è molto interessata al racconto di Masumi e gli rivolge diverse domande riguardo ai progressi tecnologici di quelle terre lontane. Qunado poi cercate di tornare a porre l'attenzione sul motivo per cui siete venuti al tempio, la dragonide vi conferma si tratti di una "pistola", un'arma in grado di scagliare con grande forza e velocità un proiettile metallico grazie alla combustione di una speciale mistura di polveri, un dono di Gond stesso a Lantan. Vi racconta come l'arma si stata sviluppata durante il periodo in cui quella nazione si è trovata catapultata ad Abeir a seguito del cataclisma magico della Piaga della Magia; un'invenzione resasi necessaria per affrontare le gravi minacce a cui il regno si è trovato sottoposto in quel mondo ostile ed ignoto. Vi racconta anche come Lantan non sembri intenzionata a diffonderne la conoscenza al di fuori dei propri confini o di avviarne una esportazione. Vi appare genuinamente sorpresa che un drow ne possieda una e la preoccupa l'ipotesi che possa averla sottratta a qualcuno o che qualche lantanese abbia imbastito un commercio illegale di queste armi, soprattutto perché la loro produzione dovrebbe essere ancora molto limitata ed attentamente supervisionata dai loro inventori ed armaioli oltre che dal culto di Gond e sotto stretto controllo del Culto di Gond e delle autorità di Lantan. Altro non sa, o forse non può dirvi, e così abbandonate il tempio non del tutto soddisfatti di quanto scoperto, ma sicuramente con dei nuovi elementi ad arricchire il puzzle di questa arzigogolata ed avvicente faccenda che sembra ruotare intorno alla Pietra di Golorr ed al tesoro che cela. Rientrate a casa prima dell'ora di cena e tutti trovate ad attendervi un messaggio fattovi recapitare da dei portalettere: "Il mio nome è Fel'rekt Lafeen, il drow che teneva d'occhio il Neverember. Sono stato rimesso in libertà. Incontriamoci al Portale Spalancato domani a mezzogiorno.".
  20. Kythorn 11 (Giugno) - Primo Pomeriggio "Penso che sia giusto che torniate nelle vostre dimore e che mettiate ordine alle vostre persone." dice gentilmente osservando le ferite ancora non del tutto guarite, le macchie di sangue ed i danni ai vostri indumenti. "Avete fatto molto per me, non posso farvi rischiare oltre le vostre vite e le vostre energie sono chiaramente poche. Adesso la mia sicurezza è in mano alla Vigilanza Cittadina fino a che non rafforzerò il mio corpo di guardie personali. Mi hanno già informato del numero di agenti, fra i quali anche degli incantatori, che si occuperanno di me e devo dire di sentirmi alquanto al sicuro. Ma voi fate bene a cercare di proseguire le indagini ed io cercherò di fare lo stesso tramite le mie conoscenze e contatti, anche se pare chiaro che nessuno sabbia davvero qualcosa al riguardo di questa pietra, chi la abbia o come trovarla. Magari tutta questa caccia al tesoro è inutile e frutto di dicerie mentre la pietra si trova nelle man di mio padre a Neverwinter." "Chiunque può entrare nelle aree pubbliche, ma quelle riservate al personale ed alle cariche istituzionali sono strettamente sorvegliate e da quando mio padre è stato destituito non posso più sfruttare la mia parentela per raggiungerlo nei suoi uffici o partecipare ad eventi riservati od elitari." dice ad Andor forse per la prima volta dispiaciuto di non poter far uso del proprio legame di sangue con quel padre disprezzato.
  21. Andor Hawkwinter, ladro umano disperato. "Oppure!" Mi affretto ad aggiungere. "Oppure potremmo cercare nel castello, o neo palazzo, col permesso di Lord Neverember. Così potremmo anche proteggerlo. Piccola pausa ad effetto... E azione! "Ma avrebbe potuto parlarne con qualcun altro? Aveva un uomo fidato?"
  22. KAIMIR GOST Tiefling paladino di Lathander Mi sa che ci conviene abbandonare l'idea di scoprire dove e cosa sia la pietra per il momento. Forse è il caso di prepararsi ad una visita dei cultisti o dei loro demoni alati. Se non per riprendere Renaer, verranno in cerca di vendetta dico cercando di portare l'attenzione su quella che per me è la minaccia più immediata. Potremmo mettere qualche incantesimo a protezione della casa o che comunque ci aiuti e avvantaggi nel caso di attacchi. Nel frattempo potremmo raccogliere informazioni su quanto avviene in città e le voci che girano...lo so, è un piano molto "passivo" ma al momento non saprei da dove riprendere ad indagare concludo con poca enfasi e cercando di pensare dove potremmo andare per cercare di avere qualche indizio da seguire.
  23. Kythorn 11 (Giugno) - Primo Pomeriggio "Nulla. Come vi dicevo non eravamo in buoni rapporti da diverso tempo e mi sono dissociato nettamente dalla sua ombra e dalle sue azioni. Ho rivendicato quella che tutti conoscevano come Villa Neverember perché apparteneva in origine alla famiglia di mia madre ed è per questo che ne ho ristabilito il nome originario, tutto il resto non mi riguarda più." dice il giovane uomo rabbuiandosi un poco in viso. "Se non la ha con sé, potrebbe essere nascosta a palazzo o nel castello, un qualche luogo difficile da raggiungere per i suoi agenti, altrimenti l'avrebbe già recuperata. Dubito quindi che si tratti di questa residenza, anche se non posso esserne certo, però da quando ha ricevuto la nomina di Lord Svelato non ha quasi mai messo più piede qui."
  24. Andor Hawkwinter, ladro umano affascinato Neverember parla di un tizio che fa magie senza fare magie. Affascinante! Ma la cosa importante è "La pietra! Renaer, quella pietra... Forse non è proprio una pietra, ci hai pensato? Forse si chiama così per qualche altro motivo, e somiglianza a qualche altra cosa. Pensaci un istante. Tuo padre, prima di andare a Neverwinter, ti ha detto o dato qualcosa? Qualsiasi cosa!?" A andiamo Renaer! Qualcosa devi sapere! Dragoni! Oro! Mio!
  25. Kythorn 11 (Giugno) - Primo Pomeriggio "Nient'altro, mi dispiace. Quello che mi ha detto è frutto delle mie deduzioni estrapolate da quel poco che mi hanno detto mentre mi interrogavano. Non è stata il classico cattivo dei romanzi che srotola la matassa dei suoi piani diabolici ed astutissimi in un monologo autoincensante prima di porre fine alla vita del suo avversario." dice il nobile cercando di fare dell'ironia. "Suppongo verrà informato dall'investigatore del Vigile Ordine dei Magistri e Protettori, un certo Barnibus Blastwind. Un tipo davvero particolare quel mago, molto arguto, in effetti devo dire che quanto vi ho detto è stato anche merito delle sue meticolose domande e deduzioni. Pensate è riuscito a capire che la mia seviziatrice era una drow ancor prima che glielo raccontassi. Ha notato un paio di capelli addosso a me; li ha guardati, li ha annusati e poi ha accennato ad una qualche costosa fragranza femminile al mughetto con una nota di un qualche raro fungo sotterraneo e che la lucentezza argentea del capello unita alla sua setosità e sottilezza lo rendevano inequivocabilmente un capello di un drow, femminile, non una persona comune ma benestante dato i costo di quella essenza che quindi non poteva essere del drow imprigionato con me e di cui era già al corrente. Ha fatto poi una magia e ha capito che fosse di una persona malvagia e quindi ha formulato la sua deduzione cercando poi retoricamente una conferma da parte mia. Ogni tanto il suo collega gli faceva qualche domanda o considerazione e lui rispondeva sempre con un 'Elementare Cromley.'. Mi ha fatto molte domande, anche non inerenti solo al rapimento di stanotte, credo sia ben informato su tutto quanto successomi fino ad ora. Probabilmente ha parlato con Hyustus Staget (il capitano del quartiere del porto che ha fermato Masumi e Kaimir al magazzino) od ha ricevuto un rapporto riguardo a quanto gli abbiamo raccontato sul mio rapimento." Kaimir & Masumi "Non so se sia davvero persa. Secondo quel mago se la stanno cercando così ossessivamente, qui a Waterdeep, non deve essere in mano a mio padre a Neverwinter e nemmeno dispersa ed irritrovabile. Forse a torto forse a ragione, pensano che io possa saperne qualcosa o che comunque essa sia in mano a qualcuno o nascosta in un luogo ben preciso."
  26.  

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