Dardan
Circolo degli Antichi
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Prima missione - Per una giusta causa
Drokthar fissa Raskva, poi sposta lo sguardo su James. Sulle labbra del dhampir si dipinge un sorriso millimetrico, freddo e affilato come un foglio di pergamena. Si appoggia allo schienale della sedia, incrociando le dita lunghe e pallide. Ufficialmente, Raskva, il nostro compito per conto del Concilio dei Mercanti finisce nell'istante esatto in cui la borsa passa di mano e il debito viene dichiarato estinto. dichiara il direttore, con la sua solita precisione vellutata. La Morrigan & Larson riscuote crediti e chiude contratti. Non facciamo beneficenza e non offriamo scorte armate gratuite. Se vi limitaste a questo, la filiale incasserebbe la sua percentuale e la pratica verrebbe archiviata. Il capo fa una breve pausa, i suoi occhi castani si stringono mentre guarda James, valutando le implicazioni di quel patto misterioso a cui lo sciamano ha appena accennato. Ma ufficiosamente, sciamano, se avete stretto un accordo formale laggiù per ottenere tutto questo denaro, la faccenda cambia. Non lascerò che due dei miei agenti migliori subiscano le conseguenze di una promessa infranta con fazioni che non conosciamo, qualunque sia la vostra scadenza. Se scortare quelle ragazze lontano da Tsurlagol e portarle in quel posto sottomarino è l'unico modo per onorare il vostro accordo con chi vi ha finanziato, allora fatelo. Consideratelo un prolungamento della missione per tutelare la reputazione e gli interessi commerciali dell'agenzia. Seric Valndor fa un passo avanti dall'oscurità del corridoio, avvolto in un pesante mantello di lana cotta scura che profuma di pioggia e cuoio ingrassato. Ne porge due identici a voi e uno a Veylasha, senza dire una sola parola. Il suo sguardo, serio e inflessibile, vi fa capire che è ora di muoversi. Drokthar ha ragione, interviene Veylasha, sistemandosi il cappuccio sopra i capelli scuri mentre stringe la sua borsa di rimedi alchemici. Il tempo stringe e discutere qui non fermerà gli sgherri del porto. Se quel pirata ha intenzione di circondare il tempio, lo farà protetto dal buio di questa notte. @ Tutti
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La luna crescente
Kaelen rimane immobile al centro della stanza, gli occhi perennemente dilatati che si fissano sulla boccetta di liquido bluastro che Zarath tiene saldamente tra le dita. Per un brevissimo istante, una frazione di secondo, i muscoli della sua mascella si contraggono e la sua mano si sposta impercettibilmente più vicina al pugnale. Zarath lo nota subito: è la reazione istintiva di un animale in gabbia che vede la sua unica fonte d'aria. Ma il Tracciatore si controlla. Capisce la stazza del tiefling e la potenza del gruppo che ha davanti. Quando Fiore estrae il Catalizzatore Instabile, le rune cremisi proiettano una luce violenta sulle mappe di pelle umana appese ai muri. Kaelen fa un mezzo passo indietro, non per paura, ma per puro calcolo tattico. Valeria vi ha dato della merce costosa dice Kaelen, la voce che gratta come pietra focaia mentre sposta lo sguardo da Fiore a Shamàsh, ignorando l'inchino di Selyra e studiando la postura fiera del celestiale. E voi avete appena tirato fuori una bomba alchemica nel posto più sorvegliato della città. Siete pazzi, o non avete idea di cosa sia quel cilindro. Rimettilo dentro, ragazza. Se il riflesso di quella cosa filtra dalle fessure delle assi, le baliste sul camminamento ci ridurranno in cenere prima ancora che io possa stappare quel sale. Aspetta che il Catalizzatore venga nuovamente celato, poi fa un lungo respiro sibilante, incrociando le braccia sul petto borchiato e guardando Zarath dritto negli occhi. Il sorriso furbo del barbaro incontra la freddezza di un uomo che ha fatto della sopravvivenza un'arte spietata. Un mese di fiato continua Kaelen, accennando alla fiala. Valeria sa fare i suoi conti. Sa che per andare al Porto di Scoria, fare quello che dovete fare e sperare di tornare indietro, mi servirà ogni singola goccia di quel distillato. Vuoi vedere se ne ho bisogno, cornutone? Sì, ne ho bisogno. Questo posto consuma la carne. Ma se pensi di usarlo per tenermi al guinzaglio, ti consiglio di guardare meglio quelle mappe. Fa un cenno secco con il mento verso la parete di ossidiana. Il fango del Nord si muove. Le nebbie cambiano a seconda di come Vermilia sputa il suo sangue nel cielo. Senza di me, camminerete dritti dentro una bocca aperta o dentro un solco di mercurio bollente. Voi avete il mio fiato, io ho i vostri occhi per uscire da qui. Kaelen si allunga in avanti, tendendo la mano palmata e tesa verso Zarath, aspettando che il tiefling gli ceda la boccetta. La sua presa è ferma, non c'è il tremore di un drogato, ma la determinazione di un soldato che reclama le sue munizioni prima della battaglia. Se volete andare al Porto di Scoria conclude, lo sguardo che si fa improvvisamente affilato come la lama che stava curando , dobbiamo muoverci adesso. La Porta del Ferro è fuori discussione per voi, e la Porta del Carbone è sigillata per i controlli. Passeremo dalla Porta del Silenzio. I morti non fanno domande, e le sentinelle evitano quel varco come la peste a quest'ora della notte. Ma prima di aprire quella porta... devo sapere cosa avete intenzione di fare con quel cilindro una volta arrivati là. Il Porto di Scoria è un cimitero di navi e ferro vecchio. Cosa andate a svegliare? @ Tutti
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TdG - Sussurri nella Cenere
Sosto a pochi passi da quell'altare che ai miei occhi appare così debole, sovrastando l'elfa con tutta la mia statura imponente. Stringo forte la tracolla della spada, sentendo il metallo freddo della guardia premere contro la spalla come un'àncora che mi tiene legata alla realtà. Sotto i miei piedi, i germogli e i fiori selvatici sembrano quasi finti, così fragili, così radicalmente opposti alla pietra spoglia, al ghiaccio perenne e agli abissi cosmici del mio Nord. Cervi anziani che vanno a morire...ripete la voce della spada nella mia testa, un sibilo metallico che sprizza puro disprezzo...ti sta offrendo di fare la badante ai vecchi, Angbroda. Che insulto. Tagliale la gola e andiamocene. Una fitta acuta e improvvisa mi trafigge la tempia destra, costringendomi a stringere i denti così forte che la mascella mi fa male. Digrigno i denti per l'irritazione e per il tormento che mi mozza il respiro; viscida, arrogante e denigratoria tanto quanto le Madri. Ogni volta che quelle entità o questa maledetta lama aprono bocca, la mia testa ricomincia a dolere come se volesse spaccarsi in due. Disprezzo profondamente questo oggetto e i suoi continui insulti, ma resto pragmatica. È forte, è pesante, è un'arma eccellente. Finché taglia la carne dei miei nemici e mi serve per sopravvivere, sopporterò la sua insolenza e il dolore fisico che mi scarica nel cranio. Ignoro la lama e mi concentro sulla piccola elfa. Le sue parole sulla portata della sua debole divinità mi fanno salire il sangue alla testa, riaccendendo per un istante il fuoco fastidioso dietro la nuca. Il mio nome è Angbroda, esordisco. La mia voce è ancora ruvida per la tensione della fuga, ma ha il peso di una frana di ghiaccio che si abbatte sulla vallata. E ti sbagli sulla tua Madre, Shanny. Lo sguardo di una divinità dei campi non può sopravvivere dove il sole stenta a spuntare e la roccia rigetta i semi con violenza. Lassù non c'è posto per la sua compassione o per i suoi fili d'erba. Le uniche cose che guardano il mio popolo dal cielo sono le stelle fredde, e l'unica cosa che risponde da sotto la terra è il caos primordiale che dorme nei tumuli. Noi professiamo l'Antica Fede, e sappiamo che questo mondo è dominato da antiche entità che non si curano dei vostri piccoli raccolti o dei vostri inverni miti. Abbasso per un istante gli occhi su Justice. Il felino ha smesso di fare le fusa e ha bloccato lo sguardo su di me, come per valutare la minaccia. Si avvicina lentamente, annusando il terreno attorno ai miei stivali di cuoio consumati e iniziando a girare incuriosito attorno alle mie gambe. Rimango perfettamente immobile, rigida come un tronco gelato. Lascio che la bestia prenda il mio odore di sangue, grasso d'orso e neve profonda, senza fare movimenti bruschi che possano spaventarla, prima di spostare di nuovo i miei occhi celesti sulla sacerdotessa. Faccio un piccolo, secco passo indietro per sottrarmi al cerchio di Justice, senza distogliere lo sguardo dal volto tempestato di lentiggini di Shanny. Un sorriso amaro, tirato e privo di calore mi increspa le labbra. Non sono venuta fin qui per fare la carità a dei cervi moribondi, continuo, tenendo la mano sinistra salda sull'impugnatura della mia spada. Avverto la solita, sorda pulsazione di calore della magia selvaggia che mi preme contro lo stomaco, un flusso caotico pronto a scatenarsi se i miei pensieri dovessero farsi troppo densi e la testa troppo pesante. La morte pietosa e i cicli naturali sono concetti che appartengono a voi, deboli dell'estate meridionale. Nel mio villaggio si caccia per strappare la vita con la forza dalle fauci dei predatori, non per raccogliere ciò che la terra ha già deciso di scartare perché vecchio. Le strane tracce nella foresta mi piacciono decisamente di più. L'ignoto che striscia fuori dai confini protetti della vostra civiltà è un bersaglio degno del mio tempo. Stringo le dita attorno all'elsa dell'arma, quasi a voler zittire con la pura forza di volontà qualunque altro commento velenoso che la lama vorrebbe riversarmi nel cervello.
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Passaggio verso nord
@ All'esterno della torre (Lorelai e Tiburzia) @ All'interno della torre @ Tutti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Sorrido alle parole di Chand, grata che riesca a mantenere alto il morale, poi ascolto attentamente il confronto tra lui e Gib. La discussione sulla sicurezza degli edifici a est e sulla passerella di assi è sensata, ma il tempo scorre implacabile. Rinfodero il martello da guerra, tenendo lo scudo ben saldo sul braccio sinistro. Il fango e il sangue del draco ora coprono del tutto le sette stelle gemelle di Selûne, lasciando la superficie scura e anonima. Mi volto verso il resto del gruppo, annuendo alle parole del tenente. Gib ha ragione a non voler andare allo scoperto, ma Chand ha ragione sull'urgenza , ogni secondo perso avvicina quegli innocenti alla fine sussurro, mantenendo la voce molto bassa per non rompere il silenzio della radura. Muoviamoci come ha detto il tenente. Io e Kaerith terremo gli occhi aperti sulle retrovie e sui lati di quegli edifici. Se camminiamo decisi e con le armi pronte, chiunque ci veda da lontano ci scambierà solo per un'altra pattuglia del culto che ispeziona la fattoria. Faccio un passo indietro, posizionandomi al fianco della stregona draconide. Controllo un'ultima volta che lo scudo camuffato sia ben visibile a chiunque dovesse guardarci di spalle, pronta a muovermi nell'ombra.
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TdS
@Bomba @Landar A voi .
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Il Tempo dei Perduti
Il calore tremolante del piccolo fuoco di fortuna illumina le vostre sagome tese. Fuori il muro di neve cancella il mondo, mentre dentro la pietra risuona di quel battito parassitario e invisibile. Il pragmatismo di Akseli ed Erika fissa una linea chiara: restare uniti è l’unica opzione sensata, e arretrare verso l'imboccatura, tenendosi a distanza di sicurezza dai glifi e dall'oscurità del fondo, è il compromesso migliore per passare la notte. Shage, guidato dal desiderio di proteggere il gruppo, decide di agire immediatamente prima di spostare il campo. Focalizza la mente, mormora le parole di potere e lascia che i suoi sensi si aprano alle correnti invisibili della trama arcanica. Distoglie deliberatamente lo sguardo dalla direzione della sua sacca, dove l'aura del medaglione sprigionerebbe una vampa accecante per i suoi occhi magici, e scansiona il resto della caverna. @ Shage quando smettete di parlare il silenzio che regna sotto la volta di pietra diventa soffocante. Il vento fuori urla con violenza, ma all'interno i suoni subiscono una strana distorsione. Il crepitio del legno che brucia sembra ovattato, come se la roccia stesse letteralmente inghiottendo il rumore della fiamma. Persino i cavalli, solitamente inclini a calmarsi una volta al riparo, continuano a sbuffare nervosamente, tendendo i muscoli e fissando il buio alle vostre spalle con le orecchie rigidamente puntate in avanti. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui la luce del fuoco interagisce con l'ambiente. Guardando le pareti circostanti, le ombre proiettate dalle vostre figure e dai destrieri non seguono i movimenti naturali della fiamma. Sembrano allungarsi a dismisura, perdendo ogni spessore e appiattendosi sulla roccia come se fossero improvvisamente dipinte sul muro. Per un istante, la caverna sembra perdere la sua profondità, trasformandosi in una superficie priva di volume, come le figure illustrate sul foglio di un libro o i ricami piatti di un arazzo. Questa distorsione inganna i vostri occhi, rendendo improvvisamente impossibile calcolare a quale distanza si trovi la parete di fondo o capire dove finisca la roccia e dove inizi il vuoto. Un brivido persistente, viscerale, vi penetra nelle ossa, trasmettendovi la sgradevole sensazione di essere osservati da ogni angolo buio della caverna. @ Tutti
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Mevrah , The Witch Faccio un piccolo cenno con la testa verso Keothi, mentre le dita sfiorano i feticci appesi alla camicia nera. Il tono della mia voce, smorzato dalla maschera demoniaca, tradisce solo una fredda impazienza. Preoccupati di colpire forte quando sarà il momento. Se quella cosa proverà a scappare, userò le mie maledizioni per rallentarla e fiaccarle le forze. Non andrà da nessuna parte se non riuscirà nemmeno a reggersi in piedi. Pensiamo a muoverci adesso... Sistemo il mantello logoro sulle spalle con uno scatto secco , pronta a raggiungere il punto dell'agguato.
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Se la missione finisse cosi andrebbe più che bene , ma non so se sarà cosi semplice , dovremo passare qui un altra notte e vedere se riappaiono o meno... e non dimentichiamoci del tempio malvagio sotterraneo...anche se non fa parte direttamente della missione non lo possiamo di certo ignorare...
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Bha...se è stupido come sembra verrà sicuramente di persona a recuperare il corno... e quando verrà spero non venga per scusarsi , ho detto che lo avrei ucciso , ma la scorsa volta sono stata interrotta , ma se ricapiterà l'occasione , finirò il lavoro... penseremo al corno dopo...
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TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Abbasso lo sguardo sul pezzetto di stoffa che la bambina stringe tra le sue dita , provando un immediato impulso di fastidio. Quel contatto, il miagolio soddisfatto del gatto e l'invito euforico a mangiare dolci per celebrare gli "eroi" mi irritano profondamente. La sua totale ingenuità, il fatto che non abbia la minima idea di avere davanti proprio una delle persone che sono salite alla fonte, rende tutta la scena ancora più ridicola. Con un movimento lento ma deciso, sfilo la manica dalla sua presa, facendo un passo indietro per ristabilire la distanza. La mia pelle fredda non tollera la vicinanza di quel calore infantile. No...rispondo, e la mia voce risuona piatta nel silenzio che ci circonda..I dolci e la festa non fanno per me...torna dai tuoi genitori e stai lontana da questo pozzo.. La guardo dall'alto in basso con freddo distacco, aspettando che l'euforia sul suo volto si spenga davanti al mio rifiuto. Mentre la bambina stringe il suo gatto, il mio sguardo si sposta di lato, cercando la piccola farfalla della Regina dei Corvi per capire se la mia padrona si sia limitata ad allontanarmi dal tempio o se questo bizzarro incontro nasconda un secondo fine.
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Prima missione - Per una giusta causa
Il direttore Drokthar Venshol ascolta il vostro resoconto in perfetto silenzio, senza interrompere né Ravska né James. Sul suo volto pallido da dhampir non si muove un singolo muscolo, ma i suoi occhi penetranti si stringono quando Raskva gli chiede se sapesse qualcosa del motivo per cui quelle ragazze sono così importanti. Dall'angolo del laboratorio, la strega Veylasha Umberwen interrompe il suo lavoro con le fiale, le dita sospese a mezz'aria, mentre il suo guardiano, Seric Valndor, sposta impercettibilmente il peso sul piede, vigile come sempre. Dietro il bancone, persino la giovane Zyphra ha smesso di far frusciare le pergamene. Drokthar fa un passo lento verso il tavolo, posando le dita affusolate sulla superficie di legno massiccio, e scuote leggermente il capo. Se avessi saputo che dietro quel contratto si nascondeva qualcosa di così grosso da spingere una sacerdotessa di Selûne a omettere informazioni, non vi avrei mandato in missione impreparati... esordisce il direttore, e la sua voce vellutata scende di un tono, tornando al suo solito distacco professionale. Tutto ciò che la Chiesa e i magistrati mi hanno riferito quando ci hanno ingaggiato era che due stupidi mercanti avevano firmato una clausola di schiavitù per saldare un debito . La sacerdotessa ha tenuto le sue carte migliori vicine al petto, ed è evidente il perché: temeva che se la voce sulla reale importanza di quelle gemelle si fosse sparsa, l'intera gilda dei ladri o qualche altro signore del crimine di Tsurlagol avrebbe cercato di metterci le mani sopra prima del tempo. Il dhampir sposta lo sguardo sulle pesanti borse di cuoio di squalo, valutando con un'occhiata il luccichio dell'oro che traspare dalle cuciture. La tua proposta è l'unica via d'uscita legale, Raskva. Portate quell'oro al Tempio di Selûne. Se le sacerdotesse fanno da garanti e il riscatto viene pagato davanti ai testimoni della fede, l'ex pirata non potrà reclamare le ragazze o toccarle senza mettersi contro l'intero Concilio dei Mercanti. Ma James ha ragione sulla natura di quella feccia costiera: il direttore fissa lo sciamano negli occhi. Un uomo del genere non si arrenderà davanti a una borsa di monete se ha capito che quelle fanciulle valgono molto di più. Accetterà il riscatto perché la legge lo costringe, ma un secondo dopo sguinzaglierà ogni tagliagole del porto fuori dalle mura del tempio per riprendersele. Veylasha fa un passo avanti dall'ombra, stringendo tra le mani una borsa di tela da cui proviene un profumo di erbe amare. Prendete queste, dice la strega, porgendo la borsa a James. Ci sono tre fiale di infuso curativo maggiore e due unguenti per stabilizzare le ferite. Se gli uomini del pirata decideranno di usare l'acciaio prima che riusciate a blindare il riscatto, vi serviranno. Seric, prepara i mantelli pesanti li accompagneremo fino ai confini del quartiere del tempio. Drokthar annuisce lentamente, concedendo il suo benestare ufficiale. Andate, ma muovetevi nell'ombra. Avete i tre giorni di tempo che avete menzionato per chiudere questa transazione e scoprire cosa stia tramando l'ex pirata, prima di decidere dove nascondere quelle ragazze al sicuro. Zyphra, chiudi le porte della filiale dietro di loro. Nessuno deve sapere che la Morrigan & Larson è coinvolta finché quel denaro non sarà nelle mani della sacerdotessa. @ Tutti
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TdG - Avventure in DnD 3
Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Mi appoggio ad una parete , incrocio le braccia sul petto ed esalo un lungo sospiro teatrale... Se le guardie non ci vogliono lasciamo che vadano loro a prendere questo Bozro... a me non va molto di assistere agli interrogatori , voi che volete fare?...chiedo infine agli altri...
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
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TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Accetto il peso improvviso del gatto che mi salta in braccio, lasciando che le mie dita si muovano tra il suo pelo spelacchiato solo per farlo tacere. Il suo calore e il battito frenetico del suo piccolo cuore mi risultano estranei, quasi fastidiosi, ma tengo la bestiola stretta mentre la lama d'ombra svanisce nel nulla, riassorbita dal palmo della mia mano. La voce acuta di una bambina spezza la quiete...mi volto lentamente, gli occhi freddi fissi sulla piccola genasi della terra , che mi guarda con un'espressione estatica che trovo quasi irritante. Sento le sue parole di gratitudine rimbalzare contro la pietra del pozzo, cariche di un'innocenza che non mi appartiene più. È tuo, allora...dico con voce piatta, priva di qualsiasi calore o inflessione emotiva, mentre faccio un passo avanti per porgerle l'animale. Non c'è traccia di benevolenza nel mio gesto, solo il desiderio di liberarmi di quel legame vivente e di capire se la Regina dei Corvi mi abbia condotta qui per questa bambina, o se il gatto stesso nasconda qualcosa che la piccola ignora. Resto a scrutarla dall'alto, studiando ogni sua reazione mentre riprende la sua bestiola.
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La luna crescente
L'autorità tranquilla di Shamàsh e la fredda determinazione di Fiore della Giungla spezzano l'ultima esitazione dei disertori. Le parole di Devras risuonano nell'oscurità come un avvertimento gelido, un promemoria di quanto sia fragile la loro posizione, mentre la figura massiccia di Zarath, immobile con i denti snudati e la mano vicina all'arma, toglie ogni residua velleità di combattimento ai tre uomini. Il capo dei disertori stringe i denti, lo sguardo che indugia ancora per un istante sul bagliore cremisi che pulsa sotto il mantello, prima di fare un passo indietro, rannicchiandosi nuovamente nella spessa coltre di ombra offerta dal cumulo di carbone. Andatevene allora sibila l'uomo, abbassando del tutto la balista portatile. E che la Luna vi consumi prima che i Bracieri si accorgano di voi. Correte verso quel vicolo. Se il Tracciatore è ancora vivo, fate in modo che vi porti via da qui il più in fretta possibile. Senza voltarvi, superate i depositi di stoccaggio. I tre uomini svaniscono nell'oscurità alle vostre spalle, inghiottiti dalla polvere nera e dal silenzio soffocante dell'Anello Esterno. Vi immettete finalmente nel Vicolo della Cenere Fredda. Se le strade del Quartiere Alchemico vi sembravano strette, questo posto è una morsa claustrofobica. Il vicolo corre parallelo alla base del Guscio di Ossidiana, la cui parete nera e ciclopica si erge a sinistra come una scogliera infinita che cancella metà del cielo. A destra, le retrovie delle case e dei magazzini si protendono in avanti, quasi a voler toccare la pietra delle mura. Qui la Cenere di Vuoto non scivola semplicemente via: il vento la accumula in alti cumuli soffici e grigiastri contro gli angoli morti. Camminarvi nel mezzo è faticoso, i vostri stivali affondano in quel pulviscolo oleoso che emette un debole calore chimico. L'aria è gelida ma pesante, satura del fumo di zolfo che scende dal camminamento superiore, dove ogni tanto si avverte il sordo rintocco metallico delle ronde che pattugliano i binari delle baliste pesanti. Il Catalizzatore Instabile reagisce alla vicinanza delle mura profetiche. Il suo rollio liquido si fa più frenetico, e il calore scarlatto che emana inizia a riscaldare persino il ferro del cilindro. A metà del vicolo, parzialmente sepolta sotto un cumulo di fuliggine grigia a ridosso di una sporgenza di ossidiana, notate una baracca miserabile. È costruita con assi di quercia nera marcite e piastre di ferro arrugginite, tenute insieme da corde di cuoio bollito. Sul davanti oscilla un'insegna improvvisata: una costola di mostro intagliata con tre solchi verticali. Senza perdere tempo in inutili attese nel vicolo esposto alle ronde, spingete la porta sgangherata della baracca, che si apre con un cigolio sinistro di ferro arrugginito. L'interno è un antro spartano e freddo, saturo di un odore acre di tabacco forte, grasso animale e il puzzo metallico della cenere. La luce ambrata di una lanterna a repulsione, appesa a una trave di quercia nera, illumina una stanza ordinata in modo maniacale: rastrelliere piene di ramponi da arrampicata, corde di cuoio intrecciate e fiasche di sieri alchemici. I muri sono coperti di mappe logore fatte di pergamena di pelle umana, piene di annotazioni a inchiostro rosso e solchi profondi che tracciano sentieri fuori dalle mura. In piedi al centro della stanza, intento a affilare una lunga lama da cacciatore su una pietra bagnata, c'è un uomo dal fisico asciutto, compatto e scattante. Indossa un pesante cappotto di cuoio bollito rinforzato con borchie d'acciaio e lunghi stivali incrostati di fango grigiastro del Nord. I suoi movimenti sono fluidi e precisi, privi della lentezza innaturale degli altri cittadini. I suoi grandi occhi, con le pupille perennemente dilatate a causa della notte eterna, si piantano su di voi con la rapidità di uno scatto animale non appena oltrepassate la soglia. Ha il volto pallido e le vene del collo bluastre, ma la sua postura emana la pericolosa prontezza di un predatore esperto. Tuttavia, proprio mentre solleva la lama per esaminarla controluce, un colpo di tosse secco e profondo lo scuote, interrompendo la sua spietata compostezza. l'uomo stringe i denti, premendosi un panno sulla bocca mentre il suo petto emette un sibilo acuto e metallico. Sputa a terra un grumo scuro, respira a fondo per riprendere il controllo del proprio corpo e vi fissa con intensità, rimettendo il pugnale nel fodero con un gesto secco. Il suo sguardo passa dai vostri volti fino a scendere, inevitabilmente, verso il punto in cui il Catalizzatore Instabile pulsa di luce cremisi, facendo tremare l'aria della baracca. Voi non siete della città esordisce l'uomo, la voce ridotta a un soffio raschiante ma ferma, decisa. Sento l'odore del pulito sui vostri vestiti... e sento il battito del Vuoto. Nessuno viene nell'Anello Esterno a quest'ora a meno che non stia fuggendo o cercando una via d'uscita. Valeria vi ha mandato qui? Che cosa volete da un Tracciatore? Nonostante il respiro ancora leggermente affannato, l'uomo mantiene una mano vicina alla cintura ed emana un'aria di assoluta competenza... @ Tutti
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Passaggio verso nord
@ All'esterno della torre (Lorelai e Tiburzia) @ All'interno della torre @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
La barriera di luce acquamarina vi avvolge, vibrando per un istante prima di dissolversi con un ronzio sommesso, ma prima che la transizione si completi, la nobildonna della Sembia risponde alla domanda di Raskva su come fare a ritornare giù, stringendo il suo bastone di giada: Il portale di superficie nel mio magazzino è un canale commerciale fisso, collegato direttamente a questa stanza privata. Non avete bisogno di chiavi magiche per riaprirlo dalla terraferma. Quando scadranno i tre giorni, vi basterà toccare la piastra d'ancoraggio che si trova qui sotto i vostri piedi per riattivare il flusso e tornare da me. Ora andate. Un battito di ciglia dopo, l'aria umida e calda di Myth Nantar svanisce di colpo. Riaprite gli occhi all'interno di un magazzino di superficie asciutto, buio e dall'aria pesante, dove l'odore di salsedine si mescola a quello di pece e saggina , siete di nuovo a Tsurlagol. Il portale alle vostre spalle si chiude con un debole scoppiettio magico, sigillando la via per i fondali del Mare delle Stelle Cadute. Uscite guardinghi dal magazzino, muovendovi tra i vicoli umidi e nebbiosi del porto di Tsurlagol. La città è avvolta dalla penombra della sera, e l'aria che si respira vicino alle banchine umane è quella di sempre, carica di fumo di carbone e salsedine Correte attraverso i quartieri di pietra di Tsurlagol fino a raggiungere la sede dell'agenzia , all'interno della sala comune l'atmosfera è quella di una normale serata di lavoro, ma la filiale al momento è semivuota: la maggior parte dei colleghi è fuori città o impegnata in altri distretti. Dietro il bancone principale, la giovane e allegra tiefling la segretaria tuttofare, vi accoglie con uno dei suoi soliti sorrisi gioviali, interrompendo per un attimo il riordino dei faldoni cartacei. Nell'angolo più riparato della stanza si trova l'unica altra squadra presente in sede stasera , la strega umana Veylasha Umberwen vi osserva mentre finisce di etichettando alcune boccette di unguenti curativi sul bancone alchemico, costantemente sorvegliata dall'ombra leale del suo guardiano, Seric Valndor, immobile e di poche parole come sempre. Dall'ombra dell'ufficio privato in fondo alla stanza si fa avanti il direttore della filiale , Il dhampir si muove con eleganza felina, la sua figura snella e il suo abito nobiliare scuro risaltano sotto le lanterne magiche della stanza. Il suo volto pallido dall'età indefinibile è disteso, ma i suoi occhi acuti cadono subito sulle sacche di cuoio di squalo che portate a tracolla e sul fango residuo che avete addosso. Vedo che siete di ritorno , esordisce Drokthar con la sua voce vellutata e calma, avvicinandosi al tavolo comune....siete riusciti a scoprire qualcosa? @ Tutti
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico (Topic di Servizio)
Visto i background di Mevrah , non credo sia pratica di città umane se non in via generica e le conoscenze che ha non credo possano aiutare .
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Il Tempo dei Perduti
All’interno della caverna l’aria è immobile, gelida e pesante, in netto contrasto con l'uragano di neve che fuori ruggisce contro lo sperone di roccia, sigillando l'imboccatura con un muro bianco e impenetrabile. Il silenzio del cuore della pietra è rotto solo dal respiro affannato dei cavalli che tremano per la fatica e dallo scricchiolio sinistro degli stivali sul pavimento coperto di vecchi rami secchi e detriti. Mentre l'oscurità minaccia di inghiottirvi, Erika prende in mano la situazione con fermezza militare. Si stringe nel mantello per scacciare un brivido che non dipende solo dal freddo e scarica dalle bisacce il necessario per accendere un piccolo fuoco e stendere i sacchi a pelo. Con pragmatismo consiglia di evitare le profondità della caverna, suggerendo di riposare il minimo indispensabile per poi ripartire non appena la bufera si placherà. La sua voce risuona ferma tra le pareti mentre propone di stabilire subito dei turni di guardia serrati, avvertendo il gruppo che il vero pericolo potrebbe non venire dalla tempesta all'esterno, ma dall'oscurità che si estende alle vostre spalle, nelle viscere della terra. Shage compie un passo in avanti, lasciando che la sua scurovisione perfori l'oscurità oltre il cono di luce della torcia senza però notare nulla di significativo. Il bardo avverte l'urgenza del momento: focalizza la mente, attinge alle storie tramandate, alle leggende delle Valli e alla sua stessa essenza celestiale, mormorando le parole armoniose del suo canto magico per sbloccare i segreti della sua memoria. Si affianca ad Akseli, unendo il suo sapere a quello del compagno. Akseli solleva la torcia a pochi centimetri dalla roccia. La fiamma fa danzare le ombre all'interno dei solchi scavati nel crepaccio. Sotto l'effetto combinato dello studio del mago e dell'ispirazione melodica del bardo, i frammenti del mosaico iniziano a incastrarsi. Ma proprio mentre i due studiosi collegano i tasselli, il medaglione nella sacca di Akseli subisce una violenta scossa. La vibrazione sorda si trasforma in un impulso ritmico, simile a un battito cardiaco congelato, che si propaga attraverso il tessuto del borsone, risalendo lungo il braccio del mago e irradiandosi nelle ossa di tutti i presenti... @ Akseli & Shage @ Tutti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Vedo la lingua di fuoco di Kaerith illuminare il buio come una stella cadente, trasformando il cultista in fuga in un cumulo di cenere vicino al fiume. La Signora d'Argento ha decretato la sua fine, sventando l'allarme. Davanti a me, Chand sta compiendo un miracolo di pura determinazione: ha piantato la lancia a terra e tiene a bada le fauci sbavanti del draco. La creatura, ferita e intrappolata, si dimena spezzando il sacro silenzio del crepuscolo con i suoi versi brutali. È un abominio che contamina l'oscurità protetta dalla mia Dea. Non c'è spazio per l'esitazione. Scatto di fianco al guerriero con fluidità, sollevando lo scudo opaco che assorbe la penombra come un mantello protettivo. Sento il potere di Selûne infondermi la giusta fermezza, mentre sollevo il martello da guerra con la mano destra. Resisti, Chand! Offriamo questa bestia alla luna! grido per sovrastare i grugniti della creatura. Con una precisione guidata dalla luce invisibile di Selûne, calo l'arma dall'alto. Il martello trova il cranio del draco con un impatto sordo e definitivo, sfruttando l'inerzia del movimento per fracassare le sue scaglie dure. La bestia crolla a terra esanime, ponendo fine alla sua furia blasfema e restituendo finalmente la calma alla boscaglia. @ Tiri Finita l'azione, mentre il silenzio torna a farsi spazio tra i rami e il respiro dei miei compagni si calma, ripulisco il martello dalle scaglie del draco. Mi volto verso il resto del gruppo, tenendo lo scudo ben saldo ma mantenendo la voce molto bassa, per non rompere la quiete che avvolge questa notte di battaglia. Se la Signora d'Argento ha permesso che l'inganno deviasse i loro passi, allora è l'inganno la via che dobbiamo percorrere sussurro, guardando Chand, Kaerith, Caelum e Gib. Il tempo stringe e ogni secondo che perdiamo avvicina quegli innocenti alla morte. Cammineremo nell'ombra dei nostri nemici, celando i nostri cuori sotto le vesti di questo culto blasfemo. Se i nostri passi saranno fermi e privi di esitazionee crederanno che siamo dei loro finché non sarà troppo tardi. Mentre parlo, mi chino sul corpo del draco esanime. Allungo la mano destra verso la ferita aperta della bestia, bagnandomi le dita del suo sangue scuro, poi raccolgo una manciata di terra umida dal sentiero. Prima di passarla sul metallo, chiudo gli occhi per un istante e rivolgo una preghiera silenziosa verso il cielo. Perdonami, Mia Signora d'Argento, se velo lo splendore della tua guida. Custodisci il mio cuore puro, mentre nascondo i tuoi occhi per portare la salvezza agli innocenti , prego nel profondo della mia anima, chiedendo scusa alla dea. Con gesti calmi e solenni, sfrego l'impasto sul metallo del mio scudo, coprendo interamente gli occhi e le sette stelle gemelle di Selûne fino a nasconderli del tutto. In questo modo il sacro segno rimarrà segreto ai loro occhi profani. Non possiamo indugiare, muoviamoci. Che il velo della luna protegga il nostro cammino finché non saremo abbastanza vicini da colpire.
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Prima missione - Per una giusta causa
La nobildonna della Sembia osserva Raskva mentre assicura le pesanti borse di cuoio di squalo alla sua attrezzatura. All’occhiata furtiva della guerriera e alla sua domanda diretta sulla protezione delle fanciulle, le labbra della donna si piegano in un sorriso enigmatico, privo di sdegno ma carico di un gelido pragmatismo mercantile. Mia cara Raskva, sul momento a me interessa solo che le rotte commerciali rimangano sicure e che l'astrolabio torni nelle mie mani come pattuito. risponde la mercante, appoggiandosi con eleganza al bastone di giada. Ma non fatevi illusioni: anche se le lasciaste sotto le volte d’argento del Tempio di Selûne o sotto la custodia di un'altra autorità a Tsurlagol, la terraferma non potrà nasconderle a lungo. Finché restano lassù, il loro sangue continuerà a mutare, agendo come un faro per ogni cacciatore di taglie, cultista o pirata della costa pronto a tutto pur di sfruttare il potere delle maree che scorre in loro. Tsurlagol diventerebbe un nido di vespe, e questo genere di caos danneggerebbe gravemente i miei affari e la sicurezza del porto. L'unico modo per proteggere davvero il mio investimento sul lungo termine è portarle qui sotto. Solo l'alta magia del Mythal sottomarino può schermare la loro bizzarra energia planare dagli occhi del mondo di sopra, e solo gli elfi marini sanno come insegnare a un'elfa acquatica e a una figlia dell'abisso a controllare il proprio retaggio. Poi, la donna volge i suoi occhi acuti e castani verso James, ascoltando con evidente interesse le sue riflessioni da sciamano sulla natura arcana e non divina della nascita delle gemelle. Chi sia la madre o da dove provenga quel sangue? Non ne ho la più pallida idea, pastore di spiriti, ed è un segreto che probabilmente giace sepolto molto in profondità. spiega la nobildonna, avvicinandosi all'arco di pietra del suo magazzino privato, dove un velo di energia magica traslucida comincia a incresparsi, rivelando l'attivazione del portale. Ma la tua intuizione è corretta. Un parto del genere non è una benedizione dei cieli, né il frutto di una normale unione mortale. Ci sono forze planari antiche che si muovono lungo le coste del Vast da secoli, manipolando le stirpi umane a nostra insaputa per dare forma fisica alla dualità delle maree. Ma questo è un mistero che potrai studiare solo dopo averle salvate. Le due guardie del corpo della donna fanno un passo indietro, lasciando libera la via verso il portale commerciale. L'aria attorno alla pedana si fa improvvisamente densa, pervasa dal puzzo familiare di fumo di carbone, pioggia imminente e lo stridore di gabbiani: l'odore inconfondibile delle banchine di Tsurlagol, che penetra attraverso il varco magico. Il tempo delle domande è scaduto, viaggiatori, conclude la nobildonna, indicando la barriera di luce che pulsa ritmicamente. L'oro è con voi, l'astrolabio è al sicuro nella guarnigione e il portale è stabile. Attraversate la soglia e sbarazzatevi della feccia del pirata. Ci rivedremo tra tre giorni. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
La nobildonna vi guida con passo sicuro lungo la passerella di vetro e basalto, scendendo verso le banchine del distretto commerciale inferiore, dove l'acqua marina scorre controllata all'interno di enormi canali d'aerazione. I suoi contabili sono già al lavoro all'interno dell'avamposto, e dalle stanze sul retro giunge il rumore ritmico e pesante di monete d'oro che vengono contate e stipate dentro sacche di cuoio di squalo trattato. Ascoltando le parole di Raskva e le rassicurazioni di James, la donna si ferma davanti a una balaustra che si affaccia sulla caldera sottomarina. Un sorriso freddo, squisitamente orientato agli affari, le attraversa il volto. In quanto mercante della Sembia, vi garantisco che il potere è sempre una questione di banchine, navi e oro, mia cara Raskva. esordisce la nobildonna, abbassando la voce affinché il rumore dei mercanti copra il vostro dialogo. Ed essendo una straniera quaggiù proprio come voi, conosco fin troppo bene la mentalità della feccia di superficie. Quell'ex pirata si nasconderà dietro le nostre leggi finché gli converrà, ma avete ragione: non si farà scivolare via tra le dita un investimento simile per qualche sacca di metallo pesante. I pirati come lui non cercano solo l'oro fine a se stesso. Cercano il monopolio assoluto. La donna stringe la presa sul pomello di giada del bastone, indicando l'immensa cupola magica del Mythal che tiene sospeso l'oceano sopra le vostre teste. Voi mi chiedete cosa dice la leggenda e come potrebbero usarle. Nella sua forma più pura, il mito delle Spose della Marea parla di un controllo totale sulle rotte commerciali. La Marea Chiara e la Marea Scura. Se un uomo senza scrupoli riesce a catturarle entrambe e a sottometterle attraverso oscuri rituali , otterrà il comando sui venti e sulle correnti del Vast. Pensateci dal punto di vista degli affari: potrà generare tempeste perfette per affondare le navi dei suoi concorrenti, sollevare nebbie per nascondere i propri carichi di contrabbando o, peggio ancora, aprire varchi commerciali proibiti che distruggerebbero il mercato di Tsurlagol. Se quel criminale controlla la Marea Scura, può ricattare ogni singola flotta che salpa da questa costa. È un'arma economica devastante. La donna si volta verso James, studiando lo sciamano con occhi acuti e matematici. La vostra determinazione vi fa onore, pastore di spiriti, e sono certa che le vostre armi sapranno gestire la sua feccia. Ma ricordate che l'oro del riscatto è solo il primo passo di una transazione pericolosa. Quando gli consegnerete la borsa, lo costringerete a scoprirsi. Dichiarerà il debito estinto davanti alla legge dei mercanti per ripulirsi la facciata, ma un istante dopo sguinzaglierà ogni tagliagole del Vast per riprendersi le gemelle con la forza. È in quel preciso momento che dovrete essere pronti a proteggere il mio investimento. In quel momento, due guardie del corpo umane, vestite con livree blu notte idrorepellenti, escono dall'ufficio della nobildonna portando tre pesanti borse di cuoio scuro, sigillate con cera magica e piombate per resistere all'umidità delle banchine. Il luccichio dell'oro all'interno è palese dal modo in cui i legacci tirano sotto il peso. Ecco il vostro capitale per il riscatto, conclude la nobildonna, facendo un cenno ai suoi uomini per consegnare il denaro a Raskva. L'oro è contato, i sigilli commerciali della mia casata garantiranno la validità del pagamento davanti ai magistrati di Tsurlagol. Il portale privato nel mio magazzino è pronto e sintonizzato con le banchine della superficie. Prendete il denaro e ricordate il nostro accordo: salvate le ragazze, spezzate le gambe a quel pirata, e riportatemi l'astrolabio quando la guarnigione ve lo restituirà. Siete pronti a varcare la soglia o avete altre domande da farmi? @ Tutti
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La luna crescente
Il silenzio torna a farsi pesante tra i cumuli di carbone, rotto solo dal sibilo del vento acido. Gli occhi luminosi di Shamàsh tagliano l'oscurità come due fari d'ambra, mentre Selyra fa scivolare il cappuccio rivelando i lineamenti drow e la sua voce melodiosa. Accanto a loro, Devras rinforza le parole di pace e Fiore della Giungla rimane immobile, con le rune dell'armatura che già vibrano invisibilmente di energia elettrica, pronta a scattare. Zarath resta un'ombra minacciosa alle loro spalle. Le tre sagome nell'oscurità non si muovono, ma il tremolio dell'acciaio delle baliste tradisce la loro esitazione. Le parole di Shamàsh e il fascino diplomatico di Selyra colpiscono nel segno, insinuando il dubbio nella loro paura. Si sente un respiro affannato, poi il rumore metallico di una leva che viene parzialmente allentata. La figura al centro, un uomo teso con una vistosa cicatrice da Cenere di Vuoto che gli attraversa lo zigomo, fa un passo fuori dall'ombra del cumulo di carbone. Indossa i resti di un'armatura pesante della Porta del Ferro, ma i simboli della città sono stati raschiati via con la lama. Cercate una persona? ripete l'uomo, la voce rauca che perde un briciolo di ostilità ma non la diffidenza. In questo buco infernale chiunque cerchi qualcuno vuole solo riscuotere una taglia o tagliare una gola. Ma non avete i modi dei cacciatori di taglie. E un drow e un... qualunque cosa tu sia, senz'ali ma con occhi di fuoco... non passano inosservati tra le ronde. Abbassa lentamente la balista verso il fango, e i suoi due compagni imitano il gesto, pur tenendo le dita vicine ai grilletti. Siamo disertori, sì ammette l'uomo sputando a terra un grumo di saliva grigia per il carbone. Se le pattuglie ci trovano qui, finiamo appesi alle mura per i piedi a nutrire i Segugi della Luna. Stiamo solo aspettando il momento giusto per tentare la sorte oltre la Porta del Silenzio. Se non siete qui per noi, passate oltre. Il Vicolo della Cenere Fredda è dritto davanti a voi, dietro quel grande deposito di stoccaggio. L'uomo fa un cenno con la testa verso Nord, poi però i suoi occhi cadono inevitabilmente sul fianco di uno di voi, dove il cilindro di ferro di Maestro Vesper emette un rintocco più forte, facendo brillare le rune cremisi attraverso le pieghe del mantello. I tre disertori sussultano, stringendo di nuovo le armi. Che cos'è quel battito? domanda il capo, stringendo i denti. Sembra... sembra il rumore che fanno le piastre delle mura quando il mercurio bolle. Che diavolo state portando con voi verso l'Anello Esterno? Se quella cosa attira i Segugi o fa scattare i Bracieri a Repulsione, ci farete ammazzare tutti! L'aria si fa d'un tratto più densa e il Catalizzatore Instabile sembra rispondere alla tensione, vibrando con un ritmo che accelera paurosamente, quasi volesse spingervi a correre. @ Tutti
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda