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Zaorn

Circolo degli Antichi
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  1. Non la vedo così e non è così da regolamento. Capisco il tuo punto di vista, ma se guardi le descrizioni delle caratteristiche (scegli tu l'edizione), esse ti spiegano cosa significano per il personaggio, non solo la meccanica. Se io sono il più intelligente del party, ma interpreto un barbaro ignorante e mi metto a risolvere enigmi matematici, non lo trovo corretto. Giocarsi un ruolo è anche esso parte del gioco che lo si faccia coi dadi (che esprimono le possibilità di successo numericamente in maniera netta ed arbitraria) o muovendo il proprio personaggio senza.
  2. @Percio , io concordo con @Fandango16 , si può giocare in diversi modi e comunque niente è mai binario, è sempre una sfumatura. Sfumatura anche dovuta alla circostanza. Ora noi stiamo "esagerando ed esasperando" la teoria. Forse la realtà è che il gioco rimane numerico e allo stesso tempo strategico, oltre che interpretativo. Se al tavolo si ignorano certi suoi elementi, in mia opinione, è sbagliatissimo. Penso che anche nella scatola rossa si poteva agire meccanicamente o strategicamente in certi aspetti (non conosco granché, ma nel caso correggetemi) e questo spesso è dato dalla compagnia con la quale si gioca. Anche nella fase di scontro si può fare valere la parte strategica, non solo con il posizionamento e col lancio di dadi, ma per assurdo anche con la parte gigaxiana. Se ad esempio i PG riescono a fare una imboscata ai nemici umanoidi, essi potrebbero alzare le mani e arrendersi prima della iniziativa. Questo è un esempio di come io possa trovare sbagliato non seguire le regole o avere una tesi binaria sull'argomento, bisogna affrontare il gioco con mente aperta e affrontare la casistica volta per volta, optando per la sfumatura giusta, come a volte per il bianco o per il nero.
  3. Sinceramente non mi pongo una regola per tutto, solo, come in ogni frangente del gioco, mi/ci pare proporzionato che lo svolgimento tenga conto sia dell'abilità del giocatore che del personaggio. Questo funziona bene nel combattimento come nel resto. Sempre secondo me. Poi per carità, dipende chi fa il master, le cose importanti sono l'empatia e il divertimento per tutti. Non trovo sbagliato nessuno dei metodi, tuttavia da regole bisognerebbe considerare tutta la scheda. Come hanno fatto notare altri, sbilancerebbe il gioco ignorare certe componenti investigative e sociali della scheda, qualsiasi sistema si utilizzi. Per questo ritengo che il metodo generico che utilizzo sia corretto. Allo stesso tempo mi piace anche come fanno i master gigaxiani, esperienze già vissute con gaudio. Trovo invece apatico un metodo basato solo sui tiri senza componente descrittiva/circostanziale/umana.
  4. Te l'ho scritto nel messaggio precedente, magari sono stato poco chiaro perché frettoloso. Se il mago non ci arriva col giocatore, esso può proporre di fare una prova di intelligenza per capire come andare avanti. In quel caso, se la superasse, avrebbe diritto ad un aiuto. Master: "pensi che la soluzione la troverai ripassando il libro degli incantesimi".
  5. Fino a quel punto magari no, ma se hai il PG furbo e il giocatore cretino, quest'ultimo tira una prova per avere un suggerimento se si è incagliati. Era una provocazione per ragionare su quello che ho detto.
  6. Si, ti capisco, il 5 ha preso molto piede e usualmente si gioca a quello. Finisce che poi però è più noioso, anche se ha tutto il necessario per divertirsi. Prova su internet, @roctopus ci ha invitati! A me non piace tanto il mezzo e non ho i dispositivi per giocarci a casa se no avrei volentieri accettato. Molte grazie per questo, lo avrei fatto volentieri. Io sto giocando la terza o quarta campagna di pathfinder 2 e spero di finirla al livello 20. Le altre si erano interrotte per problemi gravi e non sono mai riuscito a testare fino in fondo l'edizione.
  7. È vero che è bello fare risolvere tutto al giocatore, ma anche lo stesso penso trovi gradevole che la sfida sia correlata al personaggio che ha deciso di interpretare, non c'è solo la "vittoria" in senso stretto. Se io interpreto un personaggio che ha un ideale, per esempio, come giocatore riterrò giusto che esso mi porti eventuali svantaggi. Il bello del GDR è questo, rispetto ad altri giochi, che la storia giri attorno ai personaggi piuttosto che ai giocatori, in ogni frangente della avventura, unito alle abilità del giocatore e del personaggio. Ritengo un errore prescindere da questi tre punti che ritengo essenziali.
  8. In realtà, in un approccio misto, un giocatore può tirare per avere un aiuto, a mio avviso, come dice @Fandango16 non è nemmeno giusto non tenere proprio conto delle caratteristiche del personaggio.
  9. A me è sempre sembrato un cambio poco importante. Quasi una edizione 2,1. @CreepyDFire , è interessante giocare alla versione 2, la cosa brutta è che a me non ha mai preso davvero tanto come la 1. Secondo me tra qualche anno uscirà la 3 e spero mi convinca di più.
  10. Discussione che si ripete nel tempo nel forum. Io rimetto il mio punto di vista, che poi è come gioco solitamente nelle compagnie, a prescindere dal gioco. Premetto che gioco di ruolo significa impersonare un'altra entità, il personaggio, che per definizione ha tratti diversi dal giocatore, sia nella vecchia scuola che in quella nuova. L'enigma senza tenere conto della premessa sarebbe come uscire dal gioco e giocare agli indovinelli o enigmi tra amici: lo trovo sbagliato. Se io sono un deficiente e interpreto un genio, è chiaro che la prova di abilità è necessaria, altrimenti, senza volerlo, uscirei dal ruolo che sto interpretando e non sarebbe giusto e corretto. Tuttavia la verità sta nel mezzo, perché una netta distinzione tra pg e giocatore è impossibile, io ho sempre giocato descrivendo o facendo descrivere, poi che sia un bonus di circostanza, un peso numerico alla CD in base all'idea, vantaggio/svantaggio o altri esempi che avete fatto voi, penso che la soluzione sia un approccio misto: tiro come da regole+bontà della giocata.
  11. Per contenuti decenti intendevo che continueranno con sottoclassi e piccole opzioni di gioco meccaniche che ne manterranno la natura. Effettivamente sulle ambientazioni mi aspetto poco, se non un manuale e un po' là sulle vecchie cose. Quindi su questo tema direi indecenti. Potevano puntare su una e fare un manuale all'anno, la roba su questo tema necessita di diverso materiale che tanto non vogliono fare uscire.
  12. Faranno un ampliamento decente come qualità e frequente come uscite, magari sbilanceranno un po' il gioco fino alla prossima edizione. Secondo me non ti sbagli, alla peggio qualcun altro farà giochi che avranno successo e saranno studiati un po' meglio oppure ci stupiranno con l'edizione 6.
  13. Io non lo penso: faranno molto materiale, come già annunciato quest'anno. Per prima cosa devono riscattare l'edizione fornendo almeno pari opzioni della precedente. Per seconda cosa useranno la mano della ai. Rimembro ancora come anche qua nel forum si godeva agli inizi delle poche uscite, in realtà hanno invertito la tendenza.
  14. Ho studiato un po' il fenomeno dei delusi 5,5, al di là della fuffa o comunque del comportamento della casa editrice, la realtà è che le correzioni del gioco sono troppo superflue e fatte a macchia di leopardo, quel minimo che basta a invalidare la 5e. Al di là della poco diversa costruzione del personaggio, che cosa cambia davvero a parte un altro ciufolo?
  15. L'ho messo tra virgolette perché tanti magari non comprano se non è politicamente corretto ed è una moda, chi invece se ne sbatte le balle come il sottoscritto, per esempio, se ne frega di come scrivono e dei fronzoli, ma della sostanza. Conosco tanti statunitensi e la situazione è drammatica, riguardo la tematica woke.
  16. Secondo me a sto punto dovrebbero farsi fare marketing dalla intelligenza artificiale, perché sparerebbe meno cavolate di loro. Tutti quelli che hanno speso soldi per 5e hanno il dente avvelenato. Ma fanno più che bene a stare incavolati, sono irritanti. Sta boiata della retrocompatibilità la tirano fuori sempre quando esce un'altra edizione. Io voglio proprio vedere chi gioca al 5,5 con classi del 5.
  17. Io penso che stiamo attraversando un periodo di transizione, che però è già ben avviato. Il digitale sta da anni sostituendo la carta e lo stesso l'intelligenza artificiale con l'opera delle persone. La digitalizzazione sta rendendo più economico tutto, l'intelligenza artificiale pure, a discapito di tanti posti di lavoro. È normale, alla base delle discussioni c'è tanta paura. Il pensiero di essere meno utili o di essere sostituiti dalle macchine senza quasi accorgersene non piace a nessuno. Qualche ora fa sono stati annunciati mille mila manuali di DND per quest'anno, una amara coincidenza?
  18. Ci sono voluti due anni di riunioni, sondaggi di mercato, ma almeno ora sappiamo che l'edizione avrà un incredibile, inaspettato, innovativo nome: "5,5".
  19. È di sicuro una cosa che avrebbero potuto cambiare con la nuova edizione, dando magari qualche vantaggio di livello alle statistiche. Si passa dal troppo del 3.x al niente della 5. Da cosa ho osservato, a livelli alti semplicemente si incassa meglio, ma se ne prende di più. Ovviamente la cosa dipende dal personaggio, c'è quello con la ca alta e quello che rimane scarso.
  20. Adesso ti ho capito, ma penso che quello che ho detto io e @MattoMatteo abbiano grossomodo centrato la tua obiezione sul grado sfida. Per me tra 3,5 e pathfinder c'è un abisso, infatti non ti capivo prevalentemente per quello.
  21. Se parli di pathfinder 1 i gradi sfida erano approssimativi, ma si discostavano di poco dalla realtà e comunque anche io riuscivo a prenderli come riferimento. Più ne parli, @Lord Danarc , più secondo me il problema sono i mostri, in DND 5 sono scarni e ripetitivi, basta confrontare le schede con quelle di pathfinder. Non sono esperto della edizione a livello alti. Se unisci le considerazioni di entrambi si DND 5, unito al fatto che effettivamente salendo di livello poco cambia da un mostro all'altro, visto che la discriminante non sono le abilità e incantesimi, forse è fatto proprio malissimo il gioco nel bestiario (come ho sempre sostenuto) e solo di conseguenza nel grado sfida.
  22. Per i motivi che ho scritto sopra, unito al fatto che il gioco ha anche una forte componente semantica e situazionale (quindi non matematica), ho sempre vissuto il GS come un parametro da prendere con le pinze, ma come ripeto ero solo curioso sul tuo punto di vista. Prendendo sempre per esempio un drago, creatura più iconica della saga, un conto è se sa del tuo arrivo, fa l'agguato e si casta incantesimi, altrimenti è un sacco di pf. Così come un conto è se c'è chi fa volare tutti i PG o affrontarlo in posizione di svantaggio a terra mentre questo prende un bersaglio alla volta e lo mangia o lo fa cascare. Il GS è sempre quello. Per questo l'ho sempre inteso come parametro indicativo, e non sono mai stato frustrato dalla sua imperfezione. Non ho nemmeno una grande esperienza da master 5.x, al di là delle domande poste non ho altro da dire. Probabilmente come altre parti del gioco, è stato calibrato male, pur essendo un gioco più "controllabile" dai numeri. Forse è dovuto anche dal fatto che le statistiche cambiano poco da livello 1 a livello 20 e si creano squilibri strani. Può essere? Nei derivati della 3,5 5 "livelli" in più o in meno creavano una rilevante distanza per i successi o gli insuccessi tra bab, ca e ts per esempio.
  23. È proprio una bella pubblicazione di @firwood . La storia di come da una parte Gigax è una persona che, da giocatori di ruolo, ci ha dato tanto e dall'altra parte sia stato un miserabile. Una storia triste, da un lato, ma davvero una storia da raccontare e commentare, grazie a tutti per il dibattito. Io sono uno pragmatico, questi argomenti che trovo di secondo piano mi ha fatto piacere leggerli comunque e penso e spero di aver dato una reazione a tutti i partecipanti. Grazie a tutti!
  24. Io non ti capisco davvero quando dici così. Non cerco né lo scontro, né l'antagonismo per un gioco che per me è stato l'inizio ed è finito da un bel pezzo (a parte una versione precedente a cui giocai una campagna) su un tema che trovo di basso rilievo come i GS. Lo trovo ancora meno importante perché io la 3,5 la trovo una edizione mal calibrata sotto tutti i punti di vista. In una campagna, per esempio, c'erano diversi combattenti e praticamente c'era quello che faceva 400 danni a round, qualcuno 100 e qualcuno 50. Chi faceva l'incantatore poteva essere un Dio. Chi non costruiva bene il personaggio era una macchietta che tirava l'iniziativa e poco altro. Ora che si potessero calibrare le sfide sul GS lo trovo assurdo. Sicuramente giocavamo in modi diversi, con compagnie diverse, ma il gioco era proprio rotto sotto tutti i punti di vista. La 3,5 la aborro, ma vedendo che parli dei GS spesso, nutro una grande curiosità rispetto al tuo punto di vista, anche in privato se qui andasse fuori tema.
  25. Ormai è diventato un "obbligo" pubblicare materiale politicamente corretto. Negli Stati Uniti la situazione è diventata tragica. Tuttavia, coi loro prodotti, come con quelli di altre case di provenienza dalla terra delle contraddizioni, ognuno ha il materiale per fare le cose meno politicamente corrette nelle avventure. A me fa solo sorridere che arrivino a chiamare le "razze" nel più woke e letteralmente sbagliato "specie". Alla fine poi il risultato è lo stesso al tavolo.

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