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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Nayrell Etienne du Landerian Raccolgo le fiale, i talleri, le pastiglie e li accorpo, dicendo: "Questi li esamineremo e eventualmente li divideremo dopo". Separo poi la lettera e la mappa dal resto, aggiungendo ai miei compagni: "In questi zaini ci parecchie cose che potrebbero esserci forse utili, se ritenete di volerle prendere". Esamino quindi i due documenti, cercando di salvare il salvabile della missiva.
  2. Wilhelm "Cosa vuoi fare? Scambiare quattro chiacchiere coi Pelleverde? O coi nomadi?", chiese Wilhelm, con la sua solita nota di sarcasmo.
  3. Sandrine Alamaire @DM @Bellerofonte
  4. @Fezza Sei sicuro che Johnnie non sia un po' troppo scarso a punti abilità? Non dovrebbe averne 65? 2 base 1 bonus INT 1 bonus razziale 1 per Classe favorita (almeno, da ciò che hai scritto) Totale: 5 per livello Che moltiplicato per 13 livelli da: 65.
  5. Deyana Faccio una riverenza col capo e poi mi inginocchio su di un cuscino, non prima però di aver deposto armi e zaino all'ingresso. Spero sempre non ci sia nulla da temere, ma non avendo io un'arma che possa essere contenuta in un fodero, non voglio rischiare di offendere il padrone di casa portandomi dietro l'equipaggiamento, fino alla tavola. Faccio cenno a Tulkas che può tenere la spada, visto che è l'equivalente di una lama d'onore per la nostra cultura, purché sia infoderata. Poi ovviamente guardo male Johnnie. Affinché non ci perda l'abitudine.
  6. Carisma intendi Fellowship? Non trovi la scheda editabile, perché non c'è. Lo fa il master.
  7. Io comunque ieri ho risolto svuotando i cookie.
  8. Sandrine Alamaire 'Decisamente un buon modo di tenere un basso profilo e non mettere in ombra la protagonista...", penso, guardando fugacemente Barbara con la coda dell'occhio. Lascio però che le voci rumoreggianti acclamino il mio nome qualche (lento! lentissimo!) istante, mentre combatto con me stessa, sballottata tra il mio - spesso dormiente - senso della misura, legato al dovere, e ľirrefrenabile mania di protagonismo ereditata da mio padre. Ça va sans dire, la spunta papà. Faccio scivolare il piede destro sulle assi di legno che ci sostengono, in maniera appena vagamente plateale. Un buon pubblico va fatto attendere la giusta misura; ma poi va solleticato, accontentato, sbalordito. Faccio un cenno a Barbara, come a scusarmi con lei. 'È solo un piccolo tradimento, cherie! Poi gli occhi saranno solo per te'. Raccolgo la sottana dell'abito tra i polpastrelli delle dita, mentre sposto il peso sullo scranno, raccogliendo qualche strategico lembo di seta, che torco sapientemente prima di alzarmi. Le volute dell'abito si aprono fluttuando; nascondo a malapena un sorriso soddisfatto, cinguettando con un'innocenza quasi scandalosa tramite il doppio battito delle palpebre. "Tutto il mondo è un palcoscenico e la vita è il tuo più grande spettacolo": così scrive Arnulf Waderam, il celebre drammaturgo, poeta e regista fermanese, nel suo 'Sul mestiere del teatro'. Una meravigliosa lezione di stile. Mi volgo, mentre conto inconsciamente le teste che si girano. Per un attimo, maledico il tempo perso a truccarmi per apparire ordinariamente ineccepibile. Rossetto rosa pallido, appena un poco di belletto sulle gote, una nota di innocuo colore attorno agli occhi; il tutto condito con una acconciatura quasi anonima, quasi immobile, e con i gioielli a malapena visibili da un castigato décolleté. Un'ora della mia vita sprecata. Non appena inizierà la musica - 'No! In realtà, già ora, egocentrica, sciocca, incorreggibile vanesia! - sarà stato tutto inutile. Sì può nascondere la bellezza fallace, ma non quella immortale dell'Arte. Faccio una riverenza verso Lord von Trier: "Spero possiate perdonare la piccola insolenza di questa Vostra ospite indegna, Eccellenza!"; per poi salutare con fare affettato i capi delle due casate. Posso infine volgere nuovamente loro le spalle e far sbocciare un sorriso sincero verso l'orchestra. Sento un brivido dentro; è troppo che non santifico la Musa. "Qualcuno può prestarmi uno strumento? Un liuto, un mandolino, una cetra, un'arpa?", chiedo, per poi imbracciare quanto mi viene offerto. Accarezzo le corde con le dita nude, amoreggiando col budello teso e venendo ripagata dall'amplesso delle note che si intersecano in un motivo armonioso. Sento i musicanti sotto di me fare eco all'armonia e comprendo che è nota anche qui, sul confine dell'ignoto. Allora faccio vibrare un suono nella mia gola e lo lascio spandere nell'aria. Canto la gioia dell'esistenza, ad un pubblico affamato di magia, trattenendomi a stento da usare un altro tipo di incanto. Non ora. Non ancora. Quasi piango, felice come non mai.
  9. Ma io dove mi colloco? Non mi è chiaro. Ed il tuo esame? Fatto? Com'è andato?
  10. Ha detto che resta a Roma fino a domani.
  11. 3 Ansus PL 5000, Liodag. Mattino (soleggiato, ventoso) Fistandantilus Alrik, Knut, Wekar
  12. Knochen "Sta bene. Io sto qui di guardia con Hans e Ralf, se loro non vengono", aggiunse Johann.
  13. Il vostro scambio mi ha fatto sovvenire che c'erano mancanze di equipaggiamento nella scheda, che ho corretto. Ho inoltre fatto una leggerissima modifica nel PG. @Bellerofonte
  14. Wilhelm "Sveglia. Muoviamoci e vediamo di capirci qualcosa", disse subito Wilhelm.
  15. Carter "Proveremo a tornare dentro, cercando un altro accesso. Non abbiamo rinvenuto la stanza dei sacerdoti", aggiunse allora Carter.
  16. Mía Sala Comune
  17. Nayrell Etienne du Landerian Sfilo il fazzoletto dalla tasca, me lo porto al viso, in modo da coprire naso e bocca, e decido di avvicinarmi cautamente ai due corpi - presumibilmente morti - per gettare uno sguardo esplorativo ai loro zaini. AdG
  18. Ghal Maraz ha pubblicato una immagine di una gallery in Immagini in Advenit Ventum Orientis
  19. Arn "Sta bene. Farò da esca. Li faccio confluire in qua e tu li annienti", disse Arn, preparandosi a discendere di nuovo. "E armi a distanza, chi può!".
  20. Noi mangiavamo un giorno per diletto, di carbonara, come a Roma si gusta, fame avevamo, ma sanza alcun filetto.
  21. Deyana Tolgo anche io le calzature e guardo storto Johnnie. Poi avanzo, lentamente, guardandomi attorno con curiosità, ma cercando di dissimulare il mio interesse.
  22. Angelica "Bene, allora adesso rientriamo, non? Abbiamo nomi ed indicazioni, non serve tornare là, giusto?", propose, interrogativamente, Angelica.
  23. Arn "Non riesco a capire se siano una sorta di trappola a difesa di qualcosa... o se siano dei corpi dannati senza fine abbandonati lì da qualche anima maledetta per un motivo più recondito... Ma avranno una fine?", domandò Arn.
  24. Carter "Sì...", mormorò Carter, in maniera quasi automatica, ridestandosi poi da quella sorta di torpore che lo aveva colto. "Sì, i bassorilievi sono sopravvissuti in maniera incredibile. La loro natura parrebbe suggerire una cultura di tipo Maya, sebbene ci sia qualcosa di inusuale nella rappresentazione. È la maniera in cui sono riprodotte le teste dei serpenti ad apparirmi strana. E non si tratta di un tipo di soggetto secondario, a livelli iconografico. Non so, l'interno della piramide non è troppo particolare, almeno per il piano che abbiamo visto. Comunque, se vuole, professore, possiamo tornare dentro assieme. Non sono un esperto di offerte votive mesoamericane, né delle pratiche specifiche di sacrifici umani. Il vostro occhio potrebbe essere prezioso. Peraltro, c'è la particolarità del rinvenimento di una pila di teschi, che paiono non essersi pietrificati, ma non si sono nemmeno polverizzati o frammentati. C'è... qualcosa di strano. Preferirei parlargliene con più calma dopo" Narratore
  25. Ma soprattutto... che esame è? In bocca al lupo!

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