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Landar

Circolo degli Antichi
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  1. Ajantis Shade Warlock Shadar-kai Faccio qualche passo avanti dopo aver posato il teschio. Supero la linea di confine immaginaria tracciata dalla sua posizione. "Siamo qui per trovare... e comprendere. Allontaniamo i timori. Esaminiamo ogni laboratorio. Vediamo cosa si nasconde nelle profondità di queste miniere. Io non temo l'oscurità. Quel che si cela aldilà di essa, se sconosciuto, può essere affrontato."
  2. Ma non c'è proprio il campo Dodge Bonus?
  3. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh (Eoldred Leah) Provo ancora ad aprire la porta, spingendo e provando a girare la maniglia come se volessi uscire per forza. Però le urla si sono placate e probabilmente ormai sarebbe troppo tardi per qualsiasi intervento, metterei solo a rischio i miei compagni di viaggio e i presenti. Scuoto il capo e quando mi volto verso la cameriera i miei occhi brillano più del solito e più ferocemente. Le sue parole non solo mi infastidiscono poiché rilevo una passiva rassegnazione, ma perché legano pure le mie mani. Lo sguardo passa alla figura che sta scendendo le scale, la coincidenza coi miei pensieri è brutalmente ironica. Devo attenermi alle regole di questo posto per non mettere a repentaglio direttamente la vita delle persona con le quali condivido il viaggio. Non so quanto resisterò.
  4. Molto bene… Tanto ora è il momento dei personaggi. Ma come siamo organizzati? Nel senso siamo tutti perfetti sconosciuti corretto?
  5. Thurin Nano Guerriero "Come dici tu Alberik!" guardo le sorella per qualche istante e poi tornare a guardare i fratelli C "Ogni tanto da quelle bocche escono parole sagge. Ne sono meravigliato. Muoviamoci."
  6. io ne faccio un altro questo turno anche se non so quale sia l'ordine di iniziativa.
  7. Thurin - Nano Guerriero Guardo Elyndra "Certo... sono più che sicuro che le tue abilità con gli uccelli, gli animali in genere ecco..." mi correggo capendo che forse ho fatto una tremenda figura "potranno esserci utile con quella bestiaccia in caso di necessità." Sposto lo sguardo su Eryn "Se Alberik ha suggerito di spostarci lontani credo sia meglio fare così. In mezzo a tutta questa gente e con tutte le scorte di cibo che abbiamo qui il pennuto seminerebbe il panico." e in ogni caso io ho bisogno solo di un poco di riposo, sono certo avrò il tempo per riprendermi del tutto.
  8. Keothi Il gigante crolla sotto i colpi del guerriero umano, la mia intenzione è dare ancora il mio contributo prima dell'arrivo dei troll per sostenere la furia di Dietger. "Fatevi sotto!" grido sollevando lo spadone subito dopo aver utilizzato ancora il mio potere divino sull'umano. @Alonewolf87
  9. Ajantis Shade Warlock Shadar-kai Raccolgo il teschio tra le mani e lo osservo in silenzio. Il peso è leggero, quasi innaturale, come se il tempo stesso lo avesse svuotato di ogni cosa tranne che del suo significato. Le ossa sono state pulite con una cura che non ha nulla di casuale: non è il lavoro di bestie o di saccheggiatori frettolosi. Qui c’è stata attenzione… rispetto, perfino. Quando mi accorgo delle sottili linee tracciate all’interno del cranio mi irrigidisco. Non riesco a leggerle, lo gnomesco mi è estraneo, ma riconosco abbastanza simboli rituali da comprenderne il senso. Una preghiera. Un commiato per i morti. Senza quasi accorgermene lo rimetto subito dov’era. Il gesto è più rapido di quanto vorrei. Più deciso di tutti quelli fatti in precedenza. In un altro momento forse lo avrei studiato più a lungo, ma qualcosa nel modo in cui quelle parole sono state tracciate mi mette a disagio. Come se stessi trattenendo tra le mani qualcosa che non mi appartiene. Ritraggo la mano lentamente "Questo non è un trofeo," lo abbiamo detto ma ribadisco, dico a bassa voce, guardando gli altri "è un ricordo. Un preghiera per i defunti." Ascolto le parole di Taita e di Zendo mentre il mio sguardo torna a posarsi sul teschio. Le miniere, i saccheggi, i riti dei morti… tutto potrebbe avere senso, preso da solo. Ma insieme stona. Incrocio le braccia e inclino leggermente il capo, pensieroso "Avete ragione su una cosa," mormoro "questo non è il suo posto." faccio un breve gesto verso il teschio "Chi ha fatto questo… lo ha fatto con rispetto. Troppo rispetto perché si tratti di saccheggiatori e ritengo che anche questi ultimi ne abbiano avuto rispetto in qualche modo cambiandone però la funzione." Lascio passare un attimo, mentre osservo i corridoi e le rovine attorno a noi. "Se davvero era parte di un monumento funebre o di un santuario… allora qualcuno lo ha spostato qui di proposito." La mano scivola quasi senza pensarci sull’elsa della spada "E quando si lascia un segno dei morti in un luogo che non gli appartiene…" dico piano "spesso non è per onorarli." Il mio sguardo si solleva verso il buio oltre le rovine "È per avvertire i vivi." Resto in silenzio per un momento. "Se gli gnomi sono fuggiti da qui…" aggiungo infine "forse oltre queste rovine c’è qualcosa che li ha terrorizzati e spinti a farlo e che ha determinato anche la veloce fuga dei saccheggiatori."
  10. Gudrod Fulminò con lo sguardo il ragazzino quando si rivolse a Mia. Riprese poi il discorso iniziato prima di entrare in locanda "Sai... saccheggiare non insegna sempre ad essere furbi, ma insegna a sopravvivere, questo è certo. Gli scherzi idioti come quello di prima non erano la mia preoccupazione, il martello dei preti o l'ascia dei templari sì che lo erano." piccola pausa tenendo lo sguardo "Peggio di quello c'erano però gli uomini del mio stesso villaggio. Ci mettevano davvero poco a tagliare una mano, o una lingua per piccole mancanze di rispetto o miseri fallimenti." gli fece vedere le mani e la lingua per far notare che lui aveva ancora tutto attaccato. "Carne per te, va bene. Poi se dimostri di esserci utile, considerato quanto sei furbo... ne avrai ancora, altrimenti potrai tornare a fare gli scherzi per la strada." quindi gli indicò Jacob per dirgli di rispondergli.
  11. ho fatto una piccola modifica descrittiva che non so per quale motivo fosse rimasta in sospeso.
  12. Beh ci si può pensare nel caso in cui sia necessaria la presenza di Ismira per guidarci.
  13. Keothi L'impatto è piuttosto forte ma i miei piedi sono saldi, non barcollo e non cedo provando a trattenere anche la pesante figura dell'umano. "Finiscilo!" grido a Dietger mentre stacco una delle mani dallo spadone e nell'unico frangente poco convulso la poso sulla sua spalla. @Alonewolf87
  14. Ci scrociamo con altri?
  15. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh (Eoldred Leah) Molte parole ma alla fine la cameriera non risponde, anzi sta evidentemente evitando di dire come sono realmente le cose. Poi un urlo squarcia la notte, senza dire niente mi alzo e mi avvicino velocemente a una delle finestre per guardare fuori. A prescindere da qualsiasi cosa io veda, salvo qualcuno pronto a tagliare la testa a chi esce dalla locanda, al secondo urlo vado proprio alla porta per aprirla e affacciarmi.
  16. Ordunque 😅 direi che il nostro gruppo potrebbe andare in avanscoperta passando per la "strada sicura" indicata da Ismira così da non preallarmare la milizia di Meritha. Eviterei di portarci dietro schiavi se non Eltra che picchia duro, Ismira farà disegnino su mappa eventualmente e se ritenuto plausibile, intendo lasciarla all'accampamento per motivi che scriverò in game. Inoltre come armata abbiamo ora i numeri per affrontare/assediare una città così grande, così difesa e così fortificata?
  17. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdS in La luna Rossa
    Beh considerando che se stai fuori ti sbranano credo sia il minimo che i prezzi siano altini.
  18. Thurin Nano Guerriero Riesco dalla caverna mollando Bakban a terra dopo essermi chinato sulle ginocchia proprio mentre Alberik chiede volontari per accompagnare Clun e Cran. Mi pulisco i pantaloni, gli spallacci e poi sbatto le mani ripetutamente per togliere la polvere prima di andarmi a sciacquare volto e mani stesse nella pozza "Io vado. Non ci dovremmo mettere molto e abbiamo ancora tempo per riposare." osservo il carro dove solitamente venivano riposte le vettovaglie "Però mi porto qualche cosa da sgranocchiare e bere. Sarà un ottimo modo per aprire lo stomaco, dovesse davvero cascarci quell'uccellaccio dopo ce lo facciamo allo spiedo."
  19. Ajantis Shade Warlock Shadar-kai Osservo lo stato generale della zona in silenzio. Mi muovo con lentezza studiata, non per inerzia ma per disciplina. Sfioro i banchi da lavoro con le dita guantate, seguo i segni delle lame e delle leve sugli incudini, poi mi piego sulle ginocchia per osservare da vicino la ruggine mescolata alle scorie sul pavimento. Raccolgo un pizzico di polvere rossastra e la strofino tra pollice e indice. 'Un mese, forse meno. Passaggi frequenti. Non solo un accampamento di fortuna.' Mi rialzo senza fretta. Ogni gesto è misurato, come se stessi leggendo una mappa invisibile impressa nei detriti. Quando lo sguardo di tutti converge sul teschio dello gnomo, non parlo subito. Mi avvicino al banco da lavoro e resto un istante immobile a osservarlo, studiandone l’inclinazione, la posizione, l’assenza di polvere in alcuni punti. La mano si posa istintivamente sull’elsa della spada. Non la impugno. Ascolto. Dopo qualche respiro mi sfilo con calma il guanto di maglia, lasciando che le dita nude incontrino l’aria fredda di quest'aerea ormai 'spenta' e priva di fonti di calore. Le appoggio con delicatezza sull’osso, tastando la superficie levigata, seguendo le arcate orbitali, la linea delle suture. 'Forse troppo pulito per essere casuale. Troppo esposto per essere dimenticato.' Ne valuto il peso, la grana, cerco graffi da lama, segni di raschiatura, irregolarità nella scarnificazione. Gesti lenti, quasi rituali, ma privi di teatralità: è l’attenzione di qualcuno che ha visto la morte abbastanza volte da riconoscerne le sfumature. Senza distogliere lo sguardo dal teschio, parlo a Taita. "Sei certo che gli gnomi abbiano costruito qui sopra qualcosa di loro iniziativa? O che prima di loro non vi fosse già una struttura? Conosci la loro architettura meglio di noi forse." Sollevo appena il cranio per osservarne la base "Potrebbe essere che questo luogo fosse interessante già prima dei laboratori. Materia prima, forse. O qualcosa sepolto sotto di essa." Resto in attesa della risposta. Non tocco altro. Non traggo conclusioni ad alta voce. Sto solo leggendo possibili indizi lasciati. @Alonewolf87
  20. Arkyn K'Aarna I non-morti continuano a ignorarci e i nostri incanti offensivi non sortiscono effetti determinanti. Inoltre non riesco proprio a comprendere cosa li stia tenendo in piedi, se non qualche sorta di magia forse divina che permea questo luogo. Avanzano e noi avanziamo dietro a loro fino a raggiungere un fiumiciattolo e dall'altra sponda Lorelai fortunatamente integra e intera. Poi sollevo lo sguardo fino a puntarlo sull'enorme stranezza immobile di fronte a lei. Si guardano. "Che cosa... caspita... è?" chiedo incredibilmente incuriosito dalla testolona. @Dardan
  21. Allora a parte quelle cose che ci stiamo dicendo nei messaggi privati e sistemare l'equip ho finito. Per la presentazione del personaggio direttamente sul topic di gioco, intanto gli altri sanno che si chiama Aelor appartiene a un Ordine di Diplomatici Monaci/Cavalieri (L'Aurora Velata) che studia e incarna la Luce Primigenia, una forza cosmica che permea il mondo: non bene assoluto, ma equilibrio, coscienza, armonia.
  22. Orion "Mirage Doppler" Lynch Il vortice cresce. Le Piromegattere emergono dal maelstrom come schegge di sole liquido. Analizzo traiettorie, velocità di espulsione del fluido magmatico, pattern di rotazione del gorgo. Interferenze termoconvettive: estreme. Margine d’errore: minimo. Il canale con i Wingmen resta aperto un istante "Roger." Trasmissione chiusa, non serve altro. Ridistribuisco priorità ai sottosistemi. Stabilizzatori inerziali al 112%. Compensazione aerotermica predittiva in fase di calcolo continuo. Simulazioni ramificate per impatto turbolento laterale. 'Probabilità di evento imprevisto: 37% e in aumento.' Regolo manualmente i flussi di raffreddamento secondari. Non perché il sistema non sia in grado di farlo autonomamente. Ma perché anticipare è… preferibile. Il vortice si amplia, le creature danzano. Sincronizzo i miei sensori con i micro-movimenti della carlinga Alpha-Prime-One. Se l’Onda Aerotermica colpisce con un gradiente superiore al previsto, dovrò compensare prima ancora che il pilota lo percepisca. Calcolo. Aggiorno. Prevedo. 'Questa non è una fuga. È una cavalcata.' Micro-pausa. Riallineo i parametri linguistici interni. È una manovra tattica ad alto rischio con finalità di attraversamento rapido. Attivo buffer di emergenza. Attendo l’onda.
  23. Keothi Evidentemente era giunto anche il mio turno e fortunatamente nonostante la mia mole e la posizione sopraelevata il gigante era talmente enorme da lasciar ampio spazio ai nostri compagni di bersagliarlo anche da lontano. L'enorme avversario avanza. Prima lento. Poi con passi sempre più cadenzati e veloci. Solo due passi prima dell'impatto tiro indietro lo spadone, pronto a sfruttare tutta l'inerzia della discesa e il vantaggio della posizione seppur mitigato dalla mole dell'avversario. Non dico una parola. Sussurro. Al vento, alle nuvole, alla roccia e alla terra sotto i nostri piedi. Quindi lascio andare i miei colpi sperando buttino il gigante indietro. @Alonewolf87
  24. Ajantis Shade - Warlock Shadar-kai Osservo i solchi nella roccia più a lungo del necessario. Le dita sfiorano uno di quei graffi profondi, seguendone il tracciato come si segue una cicatrice "Gli artigli… non sono comuni?" La mia voce è bassa, ruvida come la pietra attorno a noi. "Ricordo mani lisce. Tentacoli. Freddi." 'Ma ricordo anche urla. E buio. E qualcosa che si muoveva più veloce del pensiero.' Ma sì... vagamente anche gli artigli." torno a guardare l'osso di quel poveraccio tagliato di netto 'Non è stato uno dei compagni forse...' Mi raddrizzo, lo sguardo perso per un istante nei frammenti che non vogliono ricomporsi. "È un’anomalia quindi." Nulla di più... ma potrebbe essere un segnale. Lascio che Taita tragga le sue conclusioni. Sembra amare i margini logici. Io ho imparato che il Sottosuolo non ne offre. Quando Zendo inizia a pregare, resto in silenzio. Non incrocio le mani. Non chino il capo nel modo in cui farebbe lui. Ma mi affianco. 'Io non ho pregato quando sono fuggito. Non ho chiesto perdono. Ho solo stretto l’elsa e respirato acqua e ombra.' Resto accanto a lui fino alla fine della cerimonia improvvisata "È sufficiente penso." Non per le anime. Per noi. "Muoviamoci." Non c’è durezza nel tono. Solo necessità. Avanziamo verso le strutture in muratura. Ogni passo è misurato. Il peso distribuito con attenzione e lo sguardo scivola prima sul soffitto, poi sulle ombre, poi sul terreno. Non metto piede dove la polvere è troppo intatta. Non tocco ciò che non comprendo. La mano si posa sull’elsa. La grande lama ricurva riposa al mio fianco, ma non è inerte. "Marea." Sussurro. Non è un richiamo, è un ascolto. 'Se qualcosa si muove oltre il velo… dimmelo.' Per un istante resto immobile, lasciando che siano i sussurri a fare rumore nel caso. Poi mi avvicino di qualche passo alle porte divelte del laboratorio, fermandomi qualche metro prima della soglia. Osservo l’interno: macchinari, fucine, banchi. Disordine. Assenza. Troppa assenza. "Non siamo i primi." Lo dico piano, senza voltarmi. E resto lì, sulla linea tra fuori e dentro, pronto a entrare ma ancora in ascolto.
  25. Simon Core Mi assicuro che i pistoni abbiano completato l’apertura prima di fare un passo indietro, lasciando che l’uomo emerga del tutto dalla corazza come un insetto che abbandona il suo esoscheletro. Lo osservo senza fretta. Non c’è rabbia nei miei occhi. Solo attenzione. Mi avvicino di mezzo passo quando noto quel guizzo negli occhi, l’istinto della fuga. Non faccio altro perché non serve altro e resto fermo davanti a lui. 'Se scatta, Maria non esiterà. E non voglio che questa finisca così.' Incrocio le braccia sul petto, lento, controllato. Il metallo del complesso ancora fuma intorno a noi, ma la mia voce è pulita, quasi gentile. "Non correre." Non è un ordine. È un consiglio. Lascio che Silent Dragon giochi la sua carta. Osservo le reazioni dell’uomo quando sente nominare lo Shogun. Micro-tensioni. Pupille. Respiro. 'Collaborativo. Subito. Interessante.' Inclino appena il capo di lato, come se stessi valutando un’offerta commerciale e non un criminale appena estratto da un’armatura distrutta. Lui parla. Prova a trattare. Non mi sorprende. Decido di non interromperlo. Lo lascio riempire il silenzio. Poi, con lo stesso tono pacato "Carlos Raho." Non è una domanda. "Non siamo la polizia, è chiaro ma per ora non avrai alcun accordo. Sei stato rilasciato da poco. E la prima cosa che fai è infilarti in un esoscheletro sperimentale per conto di qualcun altro." Lo guardo negli occhi. Fermo. "Quindi dimmi…" un piccolo gesto con la mano, come a spostare via il fumo residuo "È solo una guerra interna tra organizzazioni asiatiche… o c’è qualcosa di più grande che non stiamo vedendo?" Silenzio. Non lo minaccio. Non mi avvicino ulteriormente. Non ho bisogno di farlo. 'Se mente, lo saprò. Se teme qualcuno più di noi, lo vedrò adesso.' Resto lì, immobile, aspettando.

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