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«Avevamo perso di vista ciò che contava»: Dan Ayoub torna sull'OGL

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Dan Ayoub, a un anno alla guida di D&D, torna sulla crisi dell'OGL e sull'anno passato a ricucire il rapporto con i giocatori: ascolto, roadmap pubblica e il ritorno degli autori storici.

Dan Ayoub guida Dungeons & Dragons da circa un anno e in un'intervista pubblicata ieri da Mollie Russell su Wargamer ha fatto il bilancio dei dodici mesi passati a ricucire il rapporto tra Wizards of the Coast e i giocatori dopo la crisi dell'OGL del 2023.

Sul punto di partenza Ayoub non usa giri di parole: «Avevamo perso di vista ciò che contava. Avevamo perso di vista chi fosse il nostro pubblico». Definisce la vicenda una rug pull, una tovaglia tirata via da sotto ai piatti, che ha danneggiato le aziende costruite intorno a D&D, e riassume il conto da pagare in una frase: «La fiducia ci mette molto tempo a costruirsi e un secondo a rompersi».

Le lezioni che dice di aver tratto sono due. D&D appartiene ai fan, ed è fatto da loro. E non esiste una taglia unica che vada bene a tutti.

Alla domanda su quale sia il risultato più importante del suo primo anno, Ayoub risponde «l'ascolto». Ha istituito un consiglio della community e ha parlato di persona con giocatori, negozianti e autori storici. I board consultivi, racconta, gli hanno restituito pareri poco diplomatici che hanno pesato su scelte concrete, fra cui quella di rendere pubblica la roadmap dei prodotti, e gli hanno fatto vedere punti ciechi interni all'azienda.

Il capitolo più concreto riguarda gli autori esterni. Al keynote della Gen Con Wizards ha annunciato collaborazioni per i volumi dedicati a Icons, Ravenloft e i Forgotten Realms, e Ayoub ha ripreso i contatti con firme storiche come Margaret Weis, Tracy Hickman, Luke Gygax e Bob Salvatore. Molti di loro, dice, hanno reagito all'invito con un sospiro di sollievo. La sua posizione: «Non voglio che siamo l'unica voce di D&D», e portare dentro più persone per raccontare più storie.

Guardando avanti, Ayoub parla di creare spazio per autori nuovi sul modello di quello che faceva Dragon Magazine, delle produzioni in arrivo con Netflix e HBO, e di più linee di prodotto pensate per livelli diversi di pubblico, da chi arriva adesso a chi gioca dal 1974.

Sul suo primo anno alla guida del marchio, la sintesi è duplice: «gratificante» e «fottutamente terrificante».



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    Tornano con la coda fra le gambe o fanno finta di tornare con la coda fra le gambe? Alla frase "fottutamente terrificante" toglierei una qualsiasi delle due parole e avremo comunque una descrizione ve

Se devo essere sincero non vedo un grosso cambiamento.
Forse devono ascoltare meglio.

Solo chiacchiere. Dovute dopo i casini combinati, ma alla fine sono solo chiacchiere.

Tengono talmente tanto al loro pubblico, o meglio ai loro clienti, che nonostante le critiche feroci la procedura di outsourcing, utilizzo massiccio di AI generativa e monetizzazione feroce sono ancora più marcate di prima.

La trasformazione finale di D&D (inteso come gioco d ruolo da tavolo) la vedremo nel 2028. Il 2027 sarà un anno di transizione.

Alla luce anche del nuovo Dark Sun, in attesa di vedere il primo manuale Black Label, rimangono tantissimi dubbi e perplessità su come sarà il nuovo corso, se saranno davvero capaci di mettere da parte il falso perbenismo che ha caratterizzato l'orientamento di molte pubblicazioni e tornare davvero a dare ai clienti ciò che vogliono.

Tornano con la coda fra le gambe o fanno finta di tornare con la coda fra le gambe?

Alla frase "fottutamente terrificante" toglierei una qualsiasi delle due parole e avremo comunque una descrizione veritiera della situazione.

Io personalmente mi sono disamorato del tutto da questo nuovo D&D e non ho nessuna voglia di prendere alcuno di questi prodotti, per il resto invertendo il vecchio adagio direi "vedere cammello, pagare moneta"

47 minuti fa, Bharbhotr ha scritto:

Io personalmente mi sono disamorato del tutto da questo nuovo D&D

Idem. Seguo l'argomento per motivi di passione storica e curiosità circa questo mercato, ma interesse a giocare o provare la 5.5 non ne ho minimamente.

Al di là delle chiacchiere, un cambiamento da non sottovalutare (non certo per merito di Wizards: estorto suo malgrado; ma comunque clamoroso) è la licenza Creative Commons. Da quella non si torna indietro.

"Fottutamente terrificante": ma perchè gli americani devono essere sempre gratuitamente sboccati per sentirsi simpatici?

Modificato da rikkardo

31 minuti fa, rikkardo ha scritto:

"Fottutamente terrificante": ma perchè gli americani devono essere sempre gratuitamente sboccati per sentirsi simpatici?

semplice , perchè han poche idee .

ripeton sempre le stesse cose , non hanno manco inventiva nella volgarità .

2 ore fa, rikkardo ha scritto:

"Fottutamente terrificante": ma perchè gli americani devono essere sempre gratuitamente sboccati per sentirsi simpatici?

Sono ammmmericani: il loro vocabolario è estremamente limitato, al pari della loro intelligenza.

per quanto io non sia più cliente WotC da quasi vent'anni , come altri, seguo con interesse e curiosità gli sviluppi.

Almeno le parole usate da Ayoub negli ultimi mesi hanno un sapore molto diverso rispetto agli ultimi 15 anni. Ovviamente non bastano le parole per cambiare un gioco e lo spirito con cui introdurre e veicolare nuovi e vecchi fan. Per questo servono i fatti.

Però in una società come quella in cui viviamo oggi, già il fatto di ammettere pubblicamente di aver commesso degli errori è già un passo notevole in avanti, ed è anche vero che non è facile far fare inversioni ad 'U' per aziende della portata di WotC.

Fermo restando quindi che saranno i prossimi prodotti a certificare il reale cambiamento della linea editoriale di D&D, io rimango in attesa di vederli sperando di poter tornare ad avere del nuovo materiale di una certa qualità e soprattutto più incentrato sul gioco 'sfidante' che era D&D.

uso il regolamento 2014 perchè è semplice e ottimo per i niubbi che sto masterizzando. da giocatore preferisco altro. e per la lore uso i manuale 3.5 che sono ancora fantastici. compro ancora d&d ma non con l'intenzione di usarli se non come idee.

Sembra quasi un'intervista ad uso e consumo del board degli azionisti.

Il 15/09/2026 alle 15:14, Marbon ha scritto:

le parole usate da Ayoub negli ultimi mesi hanno un sapore molto diverso rispetto agli ultimi 15 anni

Se alle parole non seguono fatti c'è poco da fare. Non mi sembra che l'azienda sia coerente con quello che dice.

3 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Se alle parole non seguono fatti c'è poco da fare. Non mi sembra che l'azienda sia coerente con quello che dice.

quello che ho scritto... 😉

però per vedere i fatti serve anche del tempo... i prossimi manuali di ambientazione saranno il primo vero banco di prova

Poi , ad esempio sul forum di EnWorld, al riguardo parlano tanto dell'attesa licenza CC del SRD 3.5 che non è ancora arrivata come modo per testare il cambio di rotta di WotC, piuttosto che il nostro approccio più allo stile e alla qualità dei prodotti...

Anche qui... tanti punti di vista differenti e modi diversi di critica e di attesa sulla reale direzione che l'azienda intende intraprendere..

Paizo esiste (ed anche tanti altri)...

13 ore fa, TMK ha scritto:

Paizo esiste (ed anche tanti altri)...

E meno male! 🙂

... però ce ne è tanta di strada da fare per arrivare ad avere la stessa importanza, stesso appeal e stessa visibilità di D&D... ed è il motivo per cui ci ritroviamo sempre qui a parlare, commentare, criticare e sperare in un "miglioramento" del gioco.😉

Il 19/09/2026 alle 10:02, Marbon ha scritto:

E meno male! 🙂

... però ce ne è tanta di strada da fare per arrivare ad avere la stessa importanza, stesso appeal e stessa visibilità di D&D... ed è il motivo per cui ci ritroviamo sempre qui a parlare, commentare, criticare e sperare in un "miglioramento" del gioco.😉

Concordo sulla minore visibilità, ma non sul minore appeal o minore importanza.

Il problema è il cortocircuito per il quale si fa coincidere il gdr con dnd, quando invece dnd è solo un rappresentante (neanche dei migliori, imho).

2 ore fa, TMK ha scritto:

Concordo sulla minore visibilità, ma non sul minore appeal o minore importanza.

Il problema è il cortocircuito per il quale si fa coincidere il gdr con dnd, quando invece dnd è solo un rappresentante (neanche dei migliori, imho).

Rimane, come avviene spesso in tanti altri hobby e settori economici in genere, che a rappresentare un determinato settore sia il prodotto più venduto e popolare. Lo stabiliscono gli utenti/acquirenti con i loro acquisti e con le loro chiacchiere. E non sempre il prodotto leader del settore coincide con il prodotto migliore. Ma tant'è.

Potremmo disquisirne per giorni, e capisco il punto di vista di chi investe tempo e passione per un GDR. Secondo me il vero punto per gli editori concorrenti di WotC, è quello di 'sganciarsi' da D&D tentando di inseguirlo o imitarlo , se si vuole 'provare' veramente a scansarlo e superarlo in termini di vendite e popolarità.

C'è l'interessante intervista a Robert Kuntz che è stata condivisa e tradotta qui su DL... e gli spunti/critiche al game design dovrebbero essere letti e fatti propri da tutti coloro che lavorano nel mondo del gioco. Solo provando ad inventare veramente qualcosa di nuovo, secondo me, è possibile provare a sfidare veramente D&D.

Le copie, per quanto belle, purtroppo rimangono copie.

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