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D&D affida le sue ambientazioni agli editori terzi: Ravenloft, Eberron e Forgotten Realms avranno supporto annuale

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Wizards of the Coast ha scelto tre studi esterni per pubblicare avventure ufficiali nelle ambientazioni storiche di Dungeons & Dragons. È una buona idea, a patto che la parola "ufficiale" significhi anche continuità e controllo editoriale.

Wizards of the Coast collaborerà con alcuni editori terzi per pubblicare regolarmente nuovi prodotti ufficiali dedicati alle ambientazioni di Dungeons & Dragons. Il programma coinvolgerà inizialmente Ravenloft, Eberron e i Forgotten Realms, mentre in futuro dovrebbe essere esteso anche a Dark Sun.

L'iniziativa è stata presentata durante il D&D Vision Keynote 2027 alla Gen Con. L'obiettivo dichiarato è garantire alle ambientazioni più popolari una continuità editoriale senza impegnare direttamente il gruppo di progettazione interno su ogni singola uscita.

Un nuovo modello di pubblicazione

Ogni partner dovrebbe produrre un'avventura o un'antologia all'anno per l'ambientazione assegnata. I volumi saranno considerati prodotti ufficiali di Dungeons & Dragons e verranno distribuiti sia in formato fisico sia digitale.

Il programma rappresenta un cambiamento rispetto alla strategia adottata negli ultimi anni. Diverse ambientazioni classiche sono state riproposte per la Quinta Edizione attraverso un singolo manuale o cofanetto, senza ricevere successive pubblicazioni regolari. Il nuovo sistema dovrebbe permettere a Wizards of the Coast di mantenere attive più linee contemporaneamente, affidandone lo sviluppo a studi con esperienza specifica.

Non sono ancora stati comunicati i titoli dei primi prodotti né un calendario completo delle uscite.

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Ghostfire Gaming lavorerà su Ravenloft

La produzione delle future avventure di Ravenloft sarà affidata a Ghostfire Gaming. L'editore ha già lavorato ampiamente con l'horror e il dark fantasy per la Quinta Edizione.

Tra i suoi prodotti più conosciuti figurano Grim Hollow, un'ambientazione incentrata su maledizioni e trasformazioni mostruose, e Dungeons of Drakkenheim, una campagna ambientata in una città contaminata da forze sovrannaturali.

L'annuncio non specifica quali Domini del Terrore verranno esplorati nei nuovi libri o quando sarà pubblicata la prima avventura realizzata nell'ambito della collaborazione.

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Visionary Production and Design svilupperà Eberron

Il supporto ufficiale per Eberron sarà curato da Visionary Production and Design a partire dal 2028.

Lo studio possiede già esperienza con l'ambientazione e ha partecipato alla produzione di manuali come Exploring Eberron e Frontiers of Eberron: Quickstone, realizzati con il coinvolgimento del creatore di Eberron, Keith Baker.

Per il momento Wizards of the Coast ha confermato soltanto il partner e l'anno di avvio della nuova linea. Il titolo del primo prodotto non è stato annunciato.

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Kobold Press curerà i Forgotten Realms

I Forgotten Realms saranno supportati da Kobold Press, che torna così a collaborare ufficialmente con Wizards of the Coast.

Nel 2014 lo studio contribuì alla progettazione di Hoard of the Dragon Queen e The Rise of Tiamat, le due avventure della campagna Tyranny of Dragons che accompagnarono il lancio della Quinta Edizione di Dungeons & Dragons.

Negli anni successivi Kobold Press ha pubblicato numerosi supplementi compatibili con la Quinta Edizione e ha sviluppato il proprio gioco di ruolo, Tales of the Valiant.

L'annuncio indica che la società avrà un ruolo di custodia editoriale dei Forgotten Realms, ma non chiarisce ancora quali regioni verranno trattate o come i nuovi prodotti si coordineranno con i manuali pubblicati direttamente da Wizards of the Coast.

Previsto anche un partner per Dark Sun

Il programma dovrebbe includere in futuro anche Dark Sun, il cui ritorno è previsto per il 2027 con due nuovi manuali e una classificazione destinata a un pubblico adulto.

Wizards of the Coast intende individuare uno studio esterno che possa produrre avventure ambientate su Athas dopo l'uscita dei manuali iniziali. Il nome del partner non è stato ancora scelto o comunicato.

Prodotti ufficiali in formato fisico e digitale

I libri realizzati attraverso queste collaborazioni saranno riconosciuti come prodotti ufficiali di Dungeons & Dragons. Non si tratterà quindi del normale materiale compatibile pubblicato attraverso licenze aperte o piattaforme dedicate agli autori indipendenti.

Tutti e tre gli editori annunciati hanno già distribuito propri prodotti attraverso il marketplace di D&D Beyond. Una futura pubblicazione dei nuovi manuali sulla piattaforma appare quindi probabile, anche se questo dettaglio non è stato confermato esplicitamente durante l'annuncio riportato da EN World.

La nuova iniziativa consentirà a Wizards of the Coast di ampliare il numero di uscite dedicate alle ambientazioni storiche e di mantenere una cadenza annuale. Ulteriori informazioni sui primi titoli, sulle date di pubblicazione e sui gruppi creativi coinvolti saranno comunicate successivamente.



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  • Marbon
    Marbon

    Questa esternalizzazione delle PI ha secondo me più risvolti : Economico. i costi (soprattutto quelli di progettazione: regole, varianti, ambientazione, etc...) vengono sostenuti fondamentalmente dai

  • Lorenzo Volta
    Lorenzo Volta

    Era quell'editore di cui avevo per caso letto la recensione di "Empire of the ghoul"...se non sbaglio ne avevi parlato bene. In generale mi sembra che questa scelta di affidarsi ad editori terzi sia

  • Maiden
    Maiden

    Non hanno la gente giusta alla Wizards of the Coast e dare in mano a qualcun altro, significa che puoi anche sbarazzarti di loro con un certo contratto, se le cose non dovessero andare come vogliono.

1 ora fa, DL Staff ha scritto:

Kobold Press curerà i Forgotten Realms

Questa è un'ottima notizia!!!

6 ore fa, DL Staff ha scritto:

Wizards of the Coast ha scelto tre studi esterni per pubblicare avventure ufficiali nelle ambientazioni storiche di Dungeons & Dragons. È una buona idea, a patto che la parola "ufficiale" significhi anche continuità e controllo editoriale.

Wizards of the Coast collaborerà con alcuni editori terzi per pubblicare regolarmente nuovi prodotti ufficiali dedicati alle ambientazioni di Dungeons & Dragons. Il programma coinvolgerà inizialmente Ravenloft, Eberron e i Forgotten Realms, mentre in futuro dovrebbe essere esteso anche a Dark Sun.

L'iniziativa è stata presentata durante il D&D Vision Keynote 2027 alla Gen Con. L'obiettivo dichiarato è garantire alle ambientazioni più popolari una continuità editoriale senza impegnare direttamente il gruppo di progettazione interno su ogni singola uscita.

Un nuovo modello di pubblicazione

Ogni partner dovrebbe produrre un'avventura o un'antologia all'anno per l'ambientazione assegnata. I volumi saranno considerati prodotti ufficiali di Dungeons & Dragons e verranno distribuiti sia in formato fisico sia digitale.

Il programma rappresenta un cambiamento rispetto alla strategia adottata negli ultimi anni. Diverse ambientazioni classiche sono state riproposte per la Quinta Edizione attraverso un singolo manuale o cofanetto, senza ricevere successive pubblicazioni regolari. Il nuovo sistema dovrebbe permettere a Wizards of the Coast di mantenere attive più linee contemporaneamente, affidandone lo sviluppo a studi con esperienza specifica.

Non sono ancora stati comunicati i titoli dei primi prodotti né un calendario completo delle uscite.

D&D quindi è diventato un modello di "franchising"... andiamo sempre peggio! 🤮
C'è da dire, di buono, che almeno per ora le società scelte per gestire le varie ambientazioni paiono essere molto competenti... speriamo che i risultati confermino le aspettative... 😓

Il 31/07/2026 alle 13:00, firwood ha scritto:

Questa è un'ottima notizia!!!

Era quell'editore di cui avevo per caso letto la recensione di "Empire of the ghoul"...se non sbaglio ne avevi parlato bene.

In generale mi sembra che questa scelta di affidarsi ad editori terzi sia una buona cosa per garantire continuità di materiale a tutti i setting che stanno tirando fuori. Comprensibile che lo sviluppo con risorse puramente interne del materiale cominci a diventare impegnativo...ben venga il conto terzi soprattutto se quelli a cui affidi il progetto hanno già esperienza su quel particolare filone...chissà che mettendoci del loro non producano finalmente del materiale di qualità.

Non capisco come una società editrice non abbia tempo di occuparsi di editare le sue PI.

Comunque vediamo

Non hanno la gente giusta alla Wizards of the Coast e dare in mano a qualcun altro, significa che puoi anche sbarazzarti di loro con un certo contratto, se le cose non dovessero andare come vogliono.

Questa esternalizzazione delle PI ha secondo me più risvolti :

  1. Economico. i costi (soprattutto quelli di progettazione: regole, varianti, ambientazione, etc...) vengono sostenuti fondamentalmente dai 'terzi'. Se il progetto fallisce (perchè si arena, non soddisfa i requisiti di Wotc, oppure successivamente non ha il successo di vendita sperato) WotC non ha tirato fuori quattrini inutilmente. E pur troppo per altri progetti (Sigil ad esempio) ne ha bruciati tanti. Riduce i rischi rinunciando ad un pò di guadagno se ci sarà una normale evoluzione di vendite, ma avendo comunque una grande esposizione pubblicitaria. Se poi faranno il 'botto', sarà comunque WotC a farlo e a goderne a pieno dei frutti.

  2. Logistico/Tempistico. Riuscire a portare avanti tante ambientazioni tutte contemporaneamente, al di là dell'aspetto economico, è impresa non facile. Con questa modalità, teoricamente, puoi proporre al mercato prodotti con cadenze 'adeguate' per tutte le ambientazioni.

  3. Qualitativo (sulla carta). I team di lavoro che si occupano di sviluppare l'ambientazione che gli è stata assegnata, si dedica a quella e basta. La concentrazione e la 'specializzazione' (sulla carta) dovrebbe consentire al responsabile del progetto di circondarsi di competenze specifiche per il proprio set di ambientazione (per Dragonlance c'è Hickmann, per GH il team di L. Gygax, FR ha il Team di Greenwood). Anche in questo caso per WotC rimane sempre aperta l'uscita di sicurezza dalle critiche: se le cose non dovessero andare per il verso giusto può puntare il dito verso le 'terze parti'. Portare avanti tutti questi progetti internamente vorrebbe dire avere anche tantissime competenze all'interno dell'azienda

  4. Legale. Puoi sempre sbarazzarti di loro con un certo tipo di contratto, come ha già avanzato @Maiden

Non mi piace l'attuale motore di gioco della 5E, e neanche l'indirizzo 'digitale' che ha preso, però mi auguro di cuore che i prodotti delle ambientazioni iconiche di D&D possano tornare ad avere una nuova e gloriosa stagione di gioco 🙂🤞

Esattamente,

1 ora fa, Marbon ha scritto:

Questa esternalizzazione delle PI ha secondo me più risvolti :

  1. Economico. i costi (soprattutto quelli di progettazione: regole, varianti, ambientazione, etc...) vengono sostenuti fondamentalmente dai 'terzi'. Se il progetto fallisce (perchè si arena, non soddisfa i requisiti di Wotc, oppure successivamente non ha il successo di vendita sperato) WotC non ha tirato fuori quattrini inutilmente. E pur troppo per altri progetti (Sigil ad esempio) ne ha bruciati tanti. Riduce i rischi rinunciando ad un pò di guadagno se ci sarà una normale evoluzione di vendite, ma avendo comunque una grande esposizione pubblicitaria. Se poi faranno il 'botto', sarà comunque WotC a farlo e a goderne a pieno dei frutti.

  2. Logistico/Tempistico. Riuscire a portare avanti tante ambientazioni tutte contemporaneamente, al di là dell'aspetto economico, è impresa non facile. Con questa modalità, teoricamente, puoi proporre al mercato prodotti con cadenze 'adeguate' per tutte le ambientazioni.

  3. Qualitativo (sulla carta). I team di lavoro che si occupano di sviluppare l'ambientazione che gli è stata assegnata, si dedica a quella e basta. La concentrazione e la 'specializzazione' (sulla carta) dovrebbe consentire al responsabile del progetto di circondarsi di competenze specifiche per il proprio set di ambientazione (per Dragonlance c'è Hickmann, per GH il team di L. Gygax, FR ha il Team di Greenwood). Anche in questo caso per WotC rimane sempre aperta l'uscita di sicurezza dalle critiche: se le cose non dovessero andare per il verso giusto può puntare il dito verso le 'terze parti'. Portare avanti tutti questi progetti internamente vorrebbe dire avere anche tantissime competenze all'interno dell'azienda

  4. Legale. Puoi sempre sbarazzarti di loro con un certo tipo di contratto, come ha già avanzato @Maiden

Non mi piace l'attuale motore di gioco della 5E, e neanche l'indirizzo 'digitale' che ha preso, però mi auguro di cuore che i prodotti delle ambientazioni iconiche di D&D possano tornare ad avere una nuova e gloriosa stagione di gioco 🙂🤞

Esattamente! Hai esposto puntualmente proprio le considerazioni che mi stavano frullano in testa 👍🏼.

I punti 1e 4 sono di solito quelli che portano ad optare per il conto terzi anche, per fare un paragone un pò creativo, in aziende di produzione.

Per quanto riguarda il pubblico e le speranze/aspettative dovrebbero, condizionale è d'obbligo, garantirle le considerazioni ai punti 2 e 3... 🤞🏻

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