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Campagne epiche, Super PG e responsabilità globali

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Buon giorno

Anni fa volevo giocare una campagna di VTM con gli anziani, nella sessione zero ho messo in chiaro che i PG sarebbero stati i personaggi più potenti, non sarebbero apparsi antidiluviani, matusalemme, anatemi della lista rossa, avrebbero potuto usare i poteri di livello alto, i PG erano di 500 anni e sesta generazione e avrebbero potuto amministrare i loro clan, avrebbero dovuto comunque stare attenti perché di giorno sono inermi e il mondo di tenebra è grande sarebbero apparse sicuramente altre creature.

Niente.

I PG non volevano avere responsabilità globali, alla fine si è fatta una campagna sui neonati, qualcuno si è lamentato che senza i matusalemme e gli anatemi della lista rossa sarebbe stato un po' come barare, e la campagna sarebbe uscita mutila e scialba, il bello di giocare l'anziano è anche che non sei completamente al sicuro dai pericoli del mondo vampirico, un giocatore mi ha detto in privato che sono stato ingenuo nel gestire la sessione zero potevo non dirlo che non mettevo i matusa e gli anatemi e poi non metterli comunque.

Campagna dei Super Eroi 1

Volevo giocare una campagna sui super eroi che affrontavano minacce a livello cosmico, i PG sarebbero stati gli eroi più potenti della Terra, spesso avrebbero dovuto agire su pianeti alieni o altre dimensioni.

Oltre alla consuete lamentele su troppa pressione, troppe responsabilità globali, è apparsa una lamentela nuova qualcuno voleva un mentore o dei superiori, una struttura gerarchica, non fare gli uomini soli al comando. Si è finito per giocare i super eroi a livello strada.

Campagna dei Super Eroi 2

Recentemente ho proposto una campagna sui super eroi a livello alto, non cosmico, appena sotto gli Avengers.

Niente, i giocatori non volevano neppure fare gli Eroi, volevano fare gli agenti federali che indagano sugli eroi e a volte devono combatterli, studiando i loro punti deboli.

L'ho fatta così siamo alla seconda avventura, si stanno divertendo molto.

Ma poi sarà vero quello che dicevano sui forum negli anni 2000 che i giocatori vogliono essere liberi e avere i personaggi più grossi della campagna? No, perché io l'unica campagna epica tra tutte le edizioni di D&D che ho fatto era una campagna per personaggi del 20 livello che dovevano scappare da Carceri, tutte le altre di livello sopra il 10 me le hanno bocciate in sessione zero, al massimo ho giocato un po' a fare i signori feudali di livello 9-12 ma eravamo partiti dal livello 1, non era nata come campagna di alto livello.

Voi come avete trovato il rapporto tra PG e super PNG tra responsabilità globali e tutto il resto nei vari giochi che avete giocato?

Edit: La campagna su Carceri era per AD&D 2E.

Io gioco dal 1990, in tutti questi anni ho incontrato solo 2 giocatori che volevano partire subito col personaggio più grosso, tutti gli altri trovavano rassicurante o preferibile essere parte di una gerarchia. Ma forse vivo in una bolla.

Modificato da Edmund

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    E' questo il punto... come ho detto, secondo me per certa molta gente (me compreso!) il problema non è "avere pg tanto potenti da poter salvare il mondo", ma "avere pg tanto potenti che sono costretti

Sicuramente giocare più o meno con la propria cerchia, non permette grosse variazioni sul tema. A me personalmente non piace giocare il PG superpotente che domina/difende il mondo. Mi piace di più partire dal basso e vedere dove arriva. Diciamo che partire dai livelli alti, ti mette tra le mani un personaggio già fatto, invece a me piace avere tra le mani un personaggio da fare. Non so se mi sono spiegato.

@Edmund , cosa dice @Fandango16 può essere vero.

Inoltre il gioco è caratteristico proprio perché non sì è degli eroi, ma vampiri che se la devono barcamenare in un mondo dove devono nascondersi, stare attenti agli altri vampiri, rendere conto agli anziani...

Se un tipo di avventura non piace è dura farla digerire agli altri, oltretutto se stravolge le consuetudini del gioco stesso.

Vedo più facile farlo in un fantasy come DND piuttosto, dove è normale ci possano essere personaggi straordinari che lottano tra loro per il futuro del mondo.

Poi magari sbaglio io...

Tuttavia io ci avrei quantomeno provato! Non erano brutte idee di campagna!

Penso che sia una questione di gusti dei giocatori e del Master. Ad alcuni piace essere 'avventurieri' vecchio stile (al di là dell'ambientazione e del gioco al quale si gioca) : 0 responsabilità, fare bottino, risolvere beghe più o meno grandi, scoprire il mondo e l'ambientazione, e non doversi occupare di gestire intere fazioni o parti del mondo.

Ad altri piace invece pianificare, prendere decisioni, essere parte attiva di chi plasma il mondo con tutti gli sforzi attivi del caso senza nessuno (il DM) che indirizzi le scelte o indichi la via.

E' questione di carattere dei giocatori, di quello che piace loro, di quali esperienze ludiche hanno maturato. In questo non c'è un giusto o sbagliato. Credo che stia alla sensibilità del DM, conoscendo i propri giocatori, proporre un gioco che sia di gradimento per tutti.

Nell'incertezza o con la resistenza di qualche giocatore, credo comunque che la cosa migliore sia sempre utilizzare il gioco che si decide di giocare partendo dal basso; è più facile che scalandolo nel tempo si possa portare anche i giocatori meno propensi a cimentarsi di tanto in tanto nelle questioni più complicate e magari fargli assaporare anche quegli aspetti meno giocati 😉

Concordo che le Campagnae che iniziano "Ad Alti Livelli" possono essere interessanti, ma non sono per tutti i Gruppi; sono anche MOLTO Difficili se non si ha un gruppo rodato, collaudato e testato, perchè basta un solo "Powerplayer EUMATE Zpakkatutto" per rovinare anche una Campagna Epica ben strutturata. . .

@Edmund credo che molta gente faccia confusione, pensando che "pg potente = molte responsabilità come capo"... anche se le due cose possono coincidere, questo non significa che devono per forza.

Per quanto riguarda il problema "pg scarsi Vs pg potenti", personalmente sono un fautore del "in medium stat virtus": pg nè troppo deboli nè troppo forti... se sono troppo deboli, sono troppo alla mercè del caso e di avversari più potenti... se sono troppo forti, c'è il rischio che i problemi diventino troppo semplici (un problema comune a molti gdr basati sui livelli -tipo D&D, in tutte le sue incarnazioni- è proprio il fatto che il regolamento spesso e volentieri si "rompe" ad alti livelli), e il "mondo di gioco" si appoggi troppo a loro, costringendoli appunto a dover prendere decisioni.

Bho, personalmente mi è sempre piaciuto avere e fare personaggi potenti, e masterizzarli se il regolamento lo permette in modo adeguato. In una campagna abbiamo iniziato dal 3 e siamo arrivati al 24 (3e) con il gruppo che doveva salvare il mondo da Dendar, minaccia cosmologica, mentre un gruppo di amici miei è arrivato al 40° con le regole della doppia classe. A vampiri (2 ed, requiem) nella campagna live abbiamo giocato con anziani, io avevo 5 punti per essere cardinale della Lancia sanctum, praticamente il più vecchio vampiro in italia, e nelle altre campagne anche dove non si raggiungeva un livello troppo alto, le responsabilità c'erano Comunque sempre, o eri il re predestinato pur non essendo forte (il mio personaggio su Journey to Ragnarok), ero il discendente dei re dei nani su Curse of Sthrad (il DM inserì appositamente un avamposto nanico distrutto da un drago nel quale era custodita l'ascia dei sovrani nanici), e se gioco nei FR cerco DA SEMPRE di avere una lama lunare e quindi faccio l'erede di qualche antichissima casata elifca (finora non ci sono mai riuscito maledizione).

Quindi bho, sinceramente io manco sento sta pressione nel salvare il mondo. é un gioco, se va male non more nessuno. Mi sembrano atteggiamenti un po' eccessivi... Ma mi piacerebbe capire la psicologia che ci sta dietro.

Modificato da Lord Danarc

Se proprio devo scegliere, ho una preferenza per i bassi livelli, ma in realtà quello che apprezzo di più è partire dal basso e arrivare in alto. Questo sia come GM che come giocatore.

Ho fatto qualche volta una giocata con la premessa iniziale "siete super mega fenomeni", ed è stata anche carina. Ma nulla in confronto al piacere di una campagna in cui si comincia "signor nessuno" e si diventa fenomeni con le proprie forze, conquistandoselo, meritandoselo.

Ad esempio, ora sono giocatore in una campagna di D&D 5: siamo partiti al livello 1, ora siamo al livello 14 e abbiamo una fortezza, dei sottoposti, una fama mondiale, ricchezze, nemici potenti; è bellissimo perché di ognuna di queste cose ricordo il prezzo pagato per ottenerla, ognuno di quei mega poteri o di quei mega nemici ha alla base una lunga storia che lo giustifica, e tutto questo è emerso dal gioco in modo organico, non perché qualcuno di noi lo ha prestabilito (neanche il master).

Sono anche master di una campagna open table casalinga, con regolamento artigianale, che va avanti da più di tre anni. Anche lì siamo partiti dal livello 1. Ora alcuni PG sono di livello molto alto, considerati leader o eroi dalla loro comunità, hanno titoli nobiliari e possedimenti; i problemi iniziano a riguardare grandi questioni, fazioni potenti, guerre, equilibri continentali. E, di nuovo, è stupendo perché niente di tutto questo è stato programmato prima, e di ognuna di queste cose ci importa un sacco perché le abbiamo viste nascere e crescere.

8 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Quindi bho, sinceramente io manco sento sta pressione nel salvare il mondo. é un gioco, se va male non more nessuno. Mi sembrano atteggiamenti un po' eccessivi... Ma mi piacerebbe capire la psicologia che ci sta dietro.

E' questo il punto... come ho detto, secondo me per certa molta gente (me compreso!) il problema non è "avere pg tanto potenti da poter salvare il mondo", ma "avere pg tanto potenti che sono costretti (dal mondo di gioco) ad occuparsi più di politica che di avventure"!
Perchè a molti giocatori (imho) và più che bene avere pg con poteri da Superman (capaci di sconfiggere mostri potenti da soli, o al massimo con l'aiuto dei propri compagni), ma non "poteri" (e soprattutto obblighi!) da re (capaci di sconfiggere mostri potenti solo tramite l'uso del proprio esercito o di altri avventurieri)...

Faccio un esempio stupido: D&D Becmi... i pg, arrivati al 9° livello, ricevevano un "titolo", quindi potevano (torno a ripetere "potevano", non "dovevano"!) costruire una fortezza/chiesa/torre e attirare seguaci... col mio primo gruppo non mi sembra che siamo mai arrivati a queli livelli, ma comunque avevamo già stabilito che non ci interessava e saremmo rimasti "semplici" avventurieri.

  • Autore

Ho cambiato gruppi in diversi anni, gruppi di composizione molto varia, pure troppo, ma comunque ho notato il pattern ricorrente che i giocatori non vogliono avere responsabilità globali, di solito, ho anche citato due eccezioni.

Il giocatore che vuole ottimizzare il personaggio non è detto che voglia finire dietro una scrivania o avere i super poteri per risolvere crisi globali e complicate questioni geopolitiche.

Concordo che la maggior parte dei giocatori vuole guadagnarsi i gradi sul campo invece di partire subito col PG pompato.

9 ore fa, Edmund ha scritto:

comunque ho notato il pattern ricorrente che i giocatori non vogliono avere responsabilità globali

Posso chiedere di che range di età?

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