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Il Fiore del Deserto (TdG)

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Vash

Con Imaad

Mentre attendo che il vecchio Saggio beva, guardo bene i suoi lineamenti, imprimendoli bene nella mia memoria.

Se il figlio del vecchio è ancora vivo, somiglierà al padre e potrò aiutarlo a ritornare al caravanserraglio. Ascolto tutto il racconto e quando si congeda, gli proietto il mio saluto nella mente

Che il Deserto sia clemente con voi, Saggio Imaad.

Nessun addio, nessun altro saluto, siamo entrambi gente dura che la vita ha provato più e più volte. Ritorno verso la base e le stanze a noi riservate, guadagnando la mia con passo lento. Mi adagio sul giaciglio e chiudo gli occhi, riposando prima dell' imminente partenza.

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Azrakar (Red Sand)

dal nano alchimista

Alla fine il nano accetta lo scambio 'Come avrebbe potuto fare diversamente?' l'acqua è un bene davvero prezioso. Lo osservo maneggiare i composti. Ne invidio la manualità nonostante le dita tozze e dure. I suoi occhi brillano. Soprattutto raccontando la procedura. Sto per chiedergli se devo avere qualche accortezza particolare. Mi anticipa.
È il primo sorriso che abbozzo da quando mi sono messo in viaggio. Anzi forse da mesi. Non ho ricordi piacevoli a cui appigliarmi. Né faccio mai sogni lieti. Ma il trattamento di favore che mi concede il nano mi allieta la giornata. Strappa un impercettibile sorriso alle mie labbra spesso piegate dal dolore o... dal senso del dovere verso i miei ideali.
"Ci rivedremo." più che una promessa è un augurio per me. Prendo tutto con cura. Lo ripongo dove meglio non posso. Ringrazio ancora con un cenno del capo e proseguo nella mia passeggiata prima del riposo che anticiperà la partenza.

Umr'at-Tawil

Con Nahil

Stranamente, il fatto che il comandante non mi abbia punito in un certo senso mi fà stare anche peggio.
Con un sospiro mi congedo da lui; preparo una borraccia piena d'acqua e mi metto a cercare Nahil; alla fine lo trovo in un angolo tranquillo e in ombra della "piazza interna" caravanserraglio, lontano dalla folla e dal rumore.
Mi avvicino cautamente, mentenendo bene in vista la borraccia, fermandomi a pochi passi di distanza.

"Da parte mia, per ordine del comandante..." gli spiego con voce piana, aspettando che mi dia il permesso di avvicinarmi.
Quando lo fà, gli consengo la borraccia e mi siedo al suo fianco, seppure ad una certa distanza.

"Quando avrò finito di parlare, potrai fare quello che ritieni più giusto... credere alla mia spiegazione, non crederci, perdonarmi, non perdonarmi... anche picchiarmi, se vuoi, non mi difenderò!"
Aspetto di nuovo che mi dia il permesso, prima di proseguire, sempre in tono neutro e senza mai guardarlo in faccia.

"Non sò se il comandante te l'ha detto, ma la Cabala non ha dato il suo consenso per questa missione... non l'ha proibita, ma non ha nemmeno dato il permesso. In questo modo, se la missione riesce è per merito loro, se fallisce è per colpa nostra... e se falliamo e sopravviviamo, probabilmente verremo anche marchiati come traditori e ci daranno la caccia!
Per questo non possiamo permetterci di fallire, a costo di morire nel tentativo... e la tua reazione alle parole di Sargon mi hanno fatto subito temere per il successo della missione, prima ancora della spiegazione del capitano... perchè se lo uccidi, o perdi troppo tempo a pensare se hai fatto bene a lasciarlo in vita, metti a repentaglio te stesso e tutti noi.
"

Chiudo un'attimo gli occhi e sospiro, prima di riaprli e continuare in tono amaro.
"Avrei dovuto lasciare il compito di parlarti a Tareq... per prima cosa è il comandante, per seconda cosa ti conosce meglio di me, per terza cosa faccio schifo a parlare alla gente... ma mi sono lasciato prendere dal panico, e ho commesso l'idiozia di pensare di poterti convincere meglio con una bugia che con la verità... anche se probabilmente come bugiardo valgo anche meno che come oratore..." mi concendo il lusso di fare una smorfia di derisione verso me stesso, che dura solo un'attimo.

Alla fine mi volto verso Nahil e mi stringo nelle spalle.
"Ora sai tutto..." concludo, aspettando la sua risposta.

  • Autore

@Landar

Azrakar

Caravanserraglio: Bazar
Il nano ricambia il tuo saluto con una specie di grugnito. Forse anche lui, dentro di sé, spera di rivederti. Prosegui a passeggiare per il bazar. Non noti nessun altro mercante particolare. Ritorni quindi ai tuoi alloggi per riposare: la tua stanza è la stessa di Umr'at-Tawil.

@MattoMatteo

Umr'at-Tawil

Dialogo con Nahil
"Allora ti picchierò" replica Nahil, e non c'è alcuna ironia nella sua voce. Però subito dopo aggiunge: "Continua" e ti lascia parlare fino in fondo. Quando finisci di parlare, Nahil sospira fortemente. Poi beve un grosso sorso dall'acqua che tu gli hai dato. "Ok, ora devo sfogarmi. Seguimi".

Note

Per semplicità di narrazione, sto assumendo che:

  1. Segui Nahil;

  2. Sei davvero disposto a farti picchiare (ovvero che non era detto così per dire, ma eri serio).

Se anche solo una di queste mie assunzioni non è corretta, pingami su Discord, perché interagiremo per definire meglio i dettagli, anche se il "cuore" del litigio molto probabilmente rimarrà invariato, narrativamente parlando.

Note meccaniche: -1 Acqua.

Ritornate nei vostri alloggi. "Enkidu aspetterà fuori" e capisci immediatamente che non è una cosa negoziabile per Nahil. Lasci quindi Enkidu in sala da pranzo, con un po' di cibo ed acqua. Entrate nella tua stanza, Nahil chiude a chiave la porta d'ingresso e poi chiude le persiane e le tende dell'unica finestra presente.

"Bene. Ora posso sfogarmi" si scrocchia le dita per bene, per poi fare un po' di stretching alle spalle e alle braccia. "Hai detto che non ti saresti difeso. Vediamo se hai mentito anche questa volta".

Ti si avvicina.

Con gesti lenti e controllati, carica un pugno.

Ti colpisce con forza nel punto più doloroso e vulnerabile (ai pugni) del petto: il plesso solare. Non importa quanto un uomo, perfino un monaco, riesca ad indurire il suo corpo: i punti sensibili interni al corpo umano non possono essere resi più resistenti di una certa soglia, è un limite biologico insuperabile (senza l'ausilio di effetti soprannaturali, come la magia). E il plesso solare è un punto molto sensibile. Inoltre, avevi le tue difese abbassate, rendendo il pugno di Nahil un colpo diretto, protetto solo dalla resistenza passiva dei tuoi muscoli, sufficiente a scongiurare danni permanenti, ma insufficiente ad evitare gli effetti immediati.

Hai uno spasmo del diaframma, a causa del quale perdi aria e non riusci più a respirare per alcuni secondi. Il dolore è acuto. Il tuo cuore rallenta e la tua pressione sanguigna diminuisce, causandoti una spiacevole sensazione di nausa e di leggero stordimento. Mentre sei ancora senza fiato, Nahil stringe i denti e serra i pugni. "STUPIDO!" ti insulta, alzando la voce, ma poi abbassa un po' il tono, per paura di essere sentito.

"Ma come ti è saltato in testa di pensare che avrei ucciso Sargon?! Ma per chi mi hai preso?! Non hai capito niente, allora!" sbraita. "Le mie esatte parole, a colazione, sono state queste: la Cabala usa quelli come me per ammazzare i disertori. Non significa minimamente che condivido o approvo ciò che fa la Cabala! Era un semplice dato di fatto, non una minaccia di morte!".

"Io non sono schiavo della Cabala! E mi dà enorme fastidio essere sempre visto in questo modo, solo perché sono un Qātylīn. Come se fossero delle semplici marionette senz'anima" si sfoga, parlando a ruota libera e con una irata sincerità. "Svegliati, Tawil! Ogni persona è diversa, anche se cresciuta in condizioni simili! Non ho mai avuto intenzione di uccidere Sargon. La Cabala è mia nemica tanto quanto è nemica di Tareq e di tutti noi".

Mentre tu stai recuperando, Nahil fa dei respiri profondi. "E comunque hai una visione troppo semplicistica della Cabala. Gli strateghi non hanno tempo da perdere dietro i sopravvissuti di Desert Shadows, una cellula di secondaria importanza guidata da un capitano che loro considerano capace ma poco allineato. Secondo te, la Cabala vorrà investire risorse nel darci attivamente la caccia? Sei proprio ingenuo".

"La Cabala ci vede come pedine. Insubordite o meno, non si dà la caccia alle proprie pedine. Le si sfrutta. Le si usa come pezzi sacrificabili" spiega Nahil. "Sapevo già che questa missione non era stata approvata ufficialmente. Tareq me l'aveva detto. Ma sbagli anche su come stai interpretando questa informazione: la Cabala non ci marchierà come traditori. Non ne ha bisogno, anzi, a loro conviene che ognuno di noi sopravviva, così potremo fare altre missioni, oppure riprovarci. Quindi, in ultima analisi, esistono solo due esiti: successo o morte".

"E tutte queste cose avresti potuto chiedermele... senza alzare polveroni..." asserisce, per poi rimanere in silenzio. Nahil fa un lungo sorso dalla tua borraccia, finendola. "Mi hai fatto sprecare troppa acqua..." ti accusa, ma senza aggressività. "Sei davvero un pessimo comunicatore..." aggiunge, "... ma almeno non sei un pessimo amico". Ti tira un finto pugno al petto. "Non mentirmi più. E smettila di guardarmi dall'alto in basso" poi ti restituisce la borraccia vuota ed esce dalla stanza.

@Ard Patrinell

Vash

Caravanserraglio: Stanza di Vash e Sargon
Ritorni a riposare nella locanda. Trovi Sargon steso sul letto accanto al tuo, sta già dormendo. Le persiane e le tende della finestra sono state chiuse, lasciando la camera in penombra. Dalla stanza accanto alla tua, senti delle voci che ti sembrano conosciute. Non riesci a capire cosa si dicono, ma capisci che sembra ci sia un litigio un corso. Per prudenza, esci dalla tua stanza a controllare.

Caravanserraglio: Corridoio della Locanda
Per pura coincidenza, tre persone si ritrovano nel corridoio del primo piano della locanda: Azrakar, di ritorno dal bazar, diretto verso la sua camera (la stessa condivisa con Umr'at-Tawil). Vash, appena uscito dalla sua stanza (che è anche la stessa di Sargon), e infine Nahil che, con il volto a metà strada tra la fine di una arrabbiatura e la voglia di essere lasciato in pace, scende al piano terra, per poi uscire. Mentre Sargon continua a dormire nella sua stanza con sonno pesante (forse dovuto alla stanchezza), Azrakar e Vash notano che, nella stanza da cui è uscito Nahil, c'è Umr'at-Tawil. Senza farlo apposta, vi siete tutti quanti ritrovati.

"Quale parte di "oggi non c'è rimedio" non ti era chiara, Tawil?" asserisce Tareq, uscendo dalle ombre ed avanzando verso il Pugno del Deserto. Si appoggia alla porta della stanza con il gomito. Guarda il monaco. Sospira profondamente. Capisce la situazione con un semplice sguardo. "Ho sentito le parti salienti. Ti è andata anche bene". Dà una pacca sulla spalla di Tawil. Poi si rivolge a tutti. "Torno a riposare. Non fate rumore" afferma, ritornando nella sua stanza e chiudendosi a chiave al suo interno.

Tutti

XP per l'interpretazione: +100 XP ciascuno.

Umr'at-Tawil

"Una ferita che non viene curata subito rischia di infettarsi..." replico con voce flebile e dolorante alla prima domanda di Tareq.
Quando il comandante se ne và, torno a riprendere Enkidu e mi metto a riposare anche io.
"Niente domande, per favore..." dico a Azrakar e Vash, prima di stendermi sul letto con una smofia di dolore, che poi però diventa un mezzo sorriso.

master @Blake

'Avrei preferito evitare di farmi suonare come un gong... ma, visto che mi ha perdonato, ne è valsa la pena!
E ha ragione a dire che l'ho sottovalutato...
' penso tra me e me, mentre recupero le forze prima della prossima traversata.

Vash

Stavo per addormentarmi quando il vociare e i rumori mi impediscono di appisolarmi, sicché mi alzo ed esco nel corridoio, vedendo Nahil andare via, Tawil ammaccato e Azrakar palesemente appena arrivato.

Ascolto le parole di Tareq e scuoto la testa, inondando le menti di tutti con le parole atone del mio pensiero

Gioventù...quanto tempo perso !!! Riposate in silenzio

Sentenzio e sebbene senza alcuna sfumatura, le mie parole sembrano bonariamente burbere. Rientro in camera, andando a riposare, sperando stavolta sul serio

Azrakar (Red Sand)

Le coincidenze non sono mai un caso. Lo diceva sempre il mio maestro d'arme. Osservo prima Nahil, poi Tawil e infine Tareq. Li ascolto ma non dico nulla. La mia espressione è una maschera. Probabilmente non voglio nemmeno pensare a nulla.
"Buon riposo." dico a tutti entrando nella stanza per prepararmi a dormire. Arma e armatura sempre vicino al giaciglio.

  • Autore

Vi ritirate nelle vostre rispettive stanze e riposate a lungo, recuperando le forze.

Tutti

Note: Long rest.

Caravanserraglio: Sala da Pranzo
Dopo esservi preparati, andate nella sala da pranzo, dove vi ricongiungete con tutto il gruppo. Imaad vi ha fatto preparare una cena frugale ma nutriente. Mangiate e bevete senza fretta. "Partiremo tra poco. I cammelli sono già pronti" annuncia Ramek dopo aver finito di cenare, per poi distribuire una decina di maschere filtranti ciascuno. Quando finite tutti di cenare, Tareq si alza in piedi e fa cenno di essere seguito. Il capitano va dal vecchio mercante, che lascia subito le sue faccende. Tareq gli stringe la mano e posa l'altra sua mano sulla sua spalla, in un gesto cordiale, fraterno. È tempo di lasciare il caravanserraglio: ognuno di voi, a suo modo, saluta Imaad, che vi ringrazia di cuore, per poi augurarvi: "Che l'acqua scorra a fiumi sul vostro sentiero!".

Caravanserraglio: Piazzale
Il sole sta iniziando a tramontare. Nel piazzale centrale, c'è molto fermento: è arrivata una grande carovana mercantile, la stessa a cui vi unirete per proseguire il viaggio verso Raam. Caricate acqua e cibo di scorta sui cammelli, assieme ai vostri bagagli più pesanti, tenendo con voi soltanto l'equipaggiamento essenziale (armi incluse). Ramek va a parlare con un gruppo di mercanti, per poi tornare da voi, distribuendovi dell'acqua. "Prima della partenza, ultime note. Da qui fino a Raam, saremo le guardie dei mercanti con cui ho appena parlato: noi offriamo protezione, loro ripagano con acqua e cammelli. Sanno già che siamo ribelli e questo scambio di favori era già stato concordato in anticipo" spiega Ramek, riferendosi all'acqua che avete appena ricevuto e ai cammelli che portano le vostre scorte. "Da qui in poi, il percorso è più arduo: non vi sono altri caravanserragli. Ma, grazie alla carovana, cibo ed acqua dovrebbero essere sufficienti, se ben razionati" finisce la spiegazione. "Sto aspettando il punto critico" dice Duran. "Gli imprevisti, come le tempeste di sabbia" risponde Ramek. "Da che ho memoria, non esiste carovana senza incidenti. Il vero fattore è la resilienza".

Partenza
Il sole tramonta. La carovana è partita. Tareq vi fa cenno di mettervi in marcia e, sempre senza parlare, comincia a muoversi. Alla Porta Nord del caravanserraglio, vi attende Sargon, per un ultimo saluto. "Siamo stati compagni per poco tempo, ma mi ricorderò di voi e di tutto ciò che avete fatto per me. Grazie... e che il Deserto sia clemente" asserisce il mago. "Nahil... puoi venire un attimo?" lo richiama. Nahil annuisce e lo segue. Sargon e Nahil si appartano in un punto lontano da occhi indiscreti. Quando tornano, vedete che Sargon si è messo in tasca un fazzoletto, sporco di sangue. "Grazie... non dovevi" si limita a dire Nahil, ricongiungendosi al vostro gruppo. "Che è successo?" chiede, curioso, Duran. "Ho lasciato un dono a Nahil. Per aiutarlo a vedere meglio al buio" risponde il mago. Tareq è l'ultimo a salutare Sargon, apprezzando profondamente il gesto fatto a Nahil. "Grazie, Sargon. Non dimenticherò" lo saluta. Poi, si volta e si incammina.

Attraversate le mura del caravanserraglio, superando la grande porta esterna (con il monolite di pietra) e vi mettete in marcia. Sotto indicazioni di Ramek, vi disponete un po' più lontani l'uno dall'altro, coprendo un'area maggiore della carovana. Nahil si avvicina ad Umr'at-Tawil. "Vorrei giocare un po' con Enkidu... se non ti dispiace" chiede in tono cauto. Mentre marciate, il caravanserraglio diventa sempre più piccolo alle vostre spalle, fino a confondersi con le dune del deserto.

Tutti

Tag: @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo

Avete ricevuto ciascuno +10 Filter Mask e +5 Acqua. Schede sul forum già aggiornate.
Un post ciascuno.

Vash

I preparativi sono uguali a come li avevo pianificati: risveglio, nutrizione, assembramento alla carovana. Quante volte è accaduto? Mi soffermo qualche istante in più nel saluto ad Imaad, augurandogli salute e abbondante acqua. Il vecchio Saggio ha preso un posto speciale nei miei pensieri, auguro a me stesso la fortuna di ritrovare il figlio e riportarlo in tempo al caravanserraglio, per dare una gioia al vecchio.

__________________________________________

Siamo isole.

Isole solitarie in un mare di sabbia.

Ognuno di noi vive solo per sé stesso e la propria sopravvivenza, legate da un sottilissimo filo di idea che è la ribellione. Per questo, dopo la spiegazione di Ramek, alla quale do un cenno del capo per fargli intendere di aver capito, mi porto a proteggere il lato della carovana, prendendo una grande porzione di spazio da sorvegliare.

Non mi giro a guardare il caravanserraglio, la mia indole e il mio vissuto mi hanno forgiato come persona pragmatica e dura. Ho vissuto il momento, ora il mio sguardo è solo davanti a me.

Isola, lontano dalle altre isole.

Siamo isole in un mare di sabbia.

Azrakar (Red Sand)

Ultimo i preparativi senza perdere tempo. Controllo il trikal. Le nuove provviste. L'acqua rimasta. Poi raggiungo gli altri per la cena. Mangio poco, ma abbastanza. Quando arriva il momento di partire, seguo Tareq fino a Imaad. Porto il pugno al petto e chino il capo verso il vecchio mercante. "Mi hai aiutato. Mi hai nutrito. Mi hai dissetato." Una breve pausa "Non lo dimenticherò." certamente vale anche per gli altri.
Le parole non mi vengono facili. Ma lui le merita. Poi è il momento di andare.

Nel piazzale osservo la carovana prepararsi alla partenza. Cammelli, mercanti, acqua. Tutto ciò che serve per attraversare il deserto e sperare di arrivare vivi dall'altra parte. Ascolto le spiegazioni di Ramek e annuisco. Resilienza. Non mi manca. Ma quanta ce ne vorrà? Ha ragione. Su Athas è quasi sempre quella a decidere chi sopravvive. Alla Porta Nord mi fermo davanti a Sargon. Lo guardo per qualche istante. Ha ancora il volto pallido, ma negli occhi vedo più forza di quanto ne avesse poche ore prima. "Rimettiti in piedi." Poi aggiungo "Il deserto avrà ancora bisogno di te." È il massimo augurio che riesco a formulare.

Quando la carovana si mette finalmente in marcia, prendo posizione avanzata rispetto agli altri. Non oltre Tareq o Ramek, se scelgono di precederci. Ma il nostro compito ora è proteggere i mercanti. Mi piazzo dove strategicamente è più utile. Osservo. Ascolto il deserto. E la mente torna ancora una volta all'Ogre Magi. Alla sua magia. Al mezzo-drago che affrontò nell'arena. Alla voce draconica. L'esperimento andato male. I ricordi non tornano senza motivo. Le dune scorrono sotto i piedi. Il caravanserraglio scompare lentamente alle nostre spalle ma ormai anche quello è un ricordo.

Io continuo a camminare. Qualcosa ci aspetta a Raam. Qualcosa che forse ha già iniziato a chiamarci. Ora però dobbiamo focalizzarci sulla marcia. Sui pericoli del deserto. Tempeste? Predoni? Nemici dei ribelli forse.

Umr'at-Tawil

Per fortuna il riposo e il pasto prima della partenza mi hanno permesso di recuperare dalle legnate ricevute da Nahil.
"Che non ti manchi mai l'acqua..." dico a Imaad con un inchino, poi stringo la spalla di Sargon e lo saluto con un cenno del capo.

Mentre ci allontaniamo nel buio della sera, mi ritrovo a riflettere che alle volte il deserto ha una sua rude bellezza... poi un'incavo nella sabbia mi fà leggermente vacillare, e mi ricordo perchè preferisco le città, nonostante i loro pericoli!

Quando Nahil si avvicina non sò cosa aspettarmi; poi mi chiede di giocare con Enkidu e sorrido, ricordando quanto sia affascinato dal mio animaletto... nonostante tutto, il ragazzo è ancora giovane.
Con la spalla smuovo leggermente lo zaino, mentre emetto un leggero fischio; Enkidu, che già da qualche minuto si stava muovendo, esce dalla sacca e mi sale sulla spalla, battendo una zampina anteriore sulla mia faccia.
"Certo, nessun problema..." dico a Nahil passandogli una manciata di datteri "Usa questi per attirare la sua attenzione... mentre mangia puoi accarezzarlo senza problemi, ma non cercare di stringerlo nella mano, è una cosa che lo irrita immensamente..."
Poi aggiungo "Stà attento... se comincia a fare su e giù sulla tua testa e a guardarsi attorno, significa che c'è qualcosa che lo spaventa... è più bravo di noi a percepire i pericoli, quindi avvisa gli altri, anche se non vedi niente!"

Decido che, quando ci fermeremo a riposare, chiacchiererò un pò con Nahil riguardo ai nostri rispettivi passati... se voglio evitare di fare una figuraccia come quelle di oggi, meglio imparare a conoscerci.

  • Autore

Il viaggio notturno della carovana procede a passo regolare. Vista dall'alto, la carovana appare come un fiume di persone che solcano un mare di sabbia: ciascuno è un granello, ma tutti scorrono nella stessa direzione. Marciate per diverse ore, durante le quali vedete il cielo inscurirsi e la luna principale (Ral) sorgere. Anche questa volta è in fase gibbosa calante e di colore ocra, anche se un po' meno intenso rispetto al giorno prima. Ramek, in avanscoperta, non vede alcun pericolo all'orizzonte, quindi proseguite. Durante la marcia, Nahil passa il tempo giocando con Enkidu, dandogli i datteri da mangiare ed accarezzandolo.

@MattoMatteo

Umr'at-Tawil

In particolare, noti che Enkidu sembra felice di stare con Nahil. E Nahil stesso prova piacere nel giocare con Enkidu. Sembra proprio che stiano legando bene.

Anno dei Re 374 - Hassan, 19° giorno di Rimal
Arriva mezzanotte. Avete viaggiato per più di quattro ore, senza sosta. La carovana si ferma per bere e mangiare. Ciascuno di voi avrebbe potuto continuare a marciare senza troppi inconvenienti, ma la carovana ha i suoi tempi. Vi sedete, rifocillandovi assieme. Umr'at-Tawil e Nahil si separano da voi, mettendosi in un luogo appartato.

@MattoMatteo

Umr'at-Tawil

Enkidu continua a lasciarsi accarezzare da Nahil. Il giovane Pugnale del Deserto accenna un sorriso quando Enkidu gli lecca le dita, uno dei rari sorrisi onesti che hai mai visto sul suo volto. Poi, ti guarda: "Grazie per avermi lasciato Enkidu... e per le indicazioni su come trattarlo" dice. "Enkidu è molto... dolce con me" aggiunge. Rivolge nuovamente la sua attenzione all'animaletto, accarezzandolo. "Se vuoi parlare... ascolterò... ma non chiedermi di parlare a mia volta. Dovresti sapere la regola non scritta della Ribellione: chi eravamo prima di essere ribelli non ha importanza, il passato è passato. Non si può obbligare nessuno a condividerlo".

Ramek si allontana, richiamato da un mercante della carovana. Poco dopo, ritorna correndo da voi: "Hanno trovato un viaggiatore nella sabbia, è semi-cosciente e sembra tutt'altro che in salute". Duran si alza in piedi, prendendo il suo equipaggiamento. Tareq vi guarda: "Azrakar. Vash. Con me". Ramek, Duran, Tareq e le altre due Ali del Deserto vanno nel punto in cui è stato ritrovato lo sconosciuto. "Vash, stabilisci un contatto telepatico e leggi i suoi pensieri superficiali, ma senza scavare a fondo. Azrakar, preparati a colpirlo al primo atto ostile, ma senza ucciderlo" Tareq vi fornisce le sue indicazioni. La strategia del capitano è chiara: cautela, ma senza eccessi.

Il viandante sconosciuto
In una conca tra due dune, vedete un corpo di forma umana disteso per terra, a pancia in giù, schiacciato sulla sabbia. Le vesti del viandante sono identiche alle vostre: la classica Desert outfit, la più comune al mondo. Quando vi avvicinate, notate che le sue vesti sono strappate in più punti e che, in corrispondenza degli strappi, c'è del sangue sulle sue vesti interne: è ferito. Vi disponete attorno a lui, osservando il suo fisico possente, segno di allenamento intenso. Duran si avvicina più di tutti, in quanto deve curarlo. Con molta cautela, lo ruota lentamente.

Si tratta di un mezzo-drago, maschio. Ha metà del volto orribilmente sfregiata. Respira a malapena. Lo sconosciuto emette dei suoni spezzati. "Non parlare!" lo ammonisce Duran, aprendo la sua valigetta medica. Non avete mai visto Duran così serio: sembra quasi un'altra persona. Ma la preoccupazione nel suo linguaggio del corpo non lascia dubbi: lo sconosciuto è al confine tra la vita e la morte. Ramek stringe i pugni: questo era proprio il genere di imprevisto che nessuno si aspettava e che avrebbe potuto alterare le sorti della carovana. E temeva fortemente che non sarebbe stato l'unico.

@Landar

Azrakar

A causa del volto sfregiato, non puoi riconoscerlo con certezza, ma noti una somiglianza con il mezzo-drago che, tempo addietro, affrontò l'Ogre Magi.

Tutti

Tag: @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo

XP per l'interpretazione: +50 XP ciascuno.

Vash

La marcia è lenta ma costante. Ho indossato una maschera e cosi i miei occhi alieni sembrano essere in evidenza.

Occhi che scrutano con meticolosità sia vicino che lontano. A volte bisogna guardare sotto i propri piedi prima di cercare pericoli lontani. Quando la carovana si ferma, raggiungo gli altri membri del gruppo e mi siedo sui talloni, mangiando un pasto frugale e bevendo una razione d'acqua. In silenzio, come sempre, dando sguardi fugaci all' ocra di Ral, alta nel cielo.

Il silenzio viene rotto dagli avvertimenti di Ramek, ma è solo quando Tareq mi richiama che mi alzo, poggiando un'estremità del bastone al suolo con un sordo suono timpanico attutito dalla sabbia. Seguendo le altre Ali del Deserto mi incammino verso il corpo del ritrovato, fermandomi ai margini del gruppo.

Quando Duran lo gira, non serve essere un curatore per capire che ha ferite profonde e gravi. Serve aver semplicemente vissuto abbastanza a lungo per vedere la crudeltà della vita.

Memore del compito assegnatomi, rivolgo l'ambra dei miei occhi al mezzo-drago riverso a terra, concentrandomi.

DM

Read Thoughts, lettura dei pensieri superficiali in tre round. Opposizione con TS su Volontà

Azrakar (Red Sand)

Marcio nel deserto come ho sempre fatto. Un passo dopo l'altro. Controllo i fianchi della carovana. Mi porto qualche metro avanti, poi lateralmente, senza mai perdere di vista il resto del convoglio. Osservo. Ascolto. Il deserto parla a chi sa prestargli attenzione. Forse non sono bravo come Ramek, ma so il fatto mio.

Quando la luna sorge e e si alza e la notte si fa più profonda, continuo il mio compito. E quando la carovana si ferma a mezzanotte, non mi siedo. Resto in piedi. Lo sguardo corre verso l'orizzonte. Poi al cielo. Cerco segni. Nuvole. Venti. Qualunque indizio che possa annunciare una tempesta o un cambiamento.
L'allarme di Ramek interrompe il controllo. Mi volto immediatamente. Tareq impartisce gli ordini. Io annuisco.

Raggiungiamo il punto indicato, siamo in cinque. Quando il corpo viene girato, il respiro mi si blocca per un istante. Non perché è sul punto di morire. Un mezzo-drago. Lo sguardo si posa sul volto sfregiato. Sul fisico temprato. Sul sangue. Lui...? Per un battito di cuore riaffiorano l'arena, l'ogre magi, il combattimento. La voce sconosciuta nella mia testa. Le coincidenze che non esistono. Ma il momento passa. Non ho certezze. E le supposizioni non salvano vite. Stringo il trikal. Sposto per un istante lo sguardo dal ferito e lo faccio scivolare sulle dune. Sulle ombre. Sui punti morti. Le orecchie tese a cogliere qualsiasi suono insolito. Potrebbe essere una vittima ma anche un'esca. Potrebbe esserci qualcuno che ci osserva proprio ora. Resto pronto a intervenire. Come ordinato dal capitano. Sia sul... 'fratello', sia in caso di altri pericoli.

Umr'at-Tawil

Con Nahil

"Capisco..." replico, un pò deluso, qunado Nahil rifiuta di parlare del proprio passato.
Dopo qualche minuto di silenzio, però, continuo.
"Il fatto è che... volevo evitare di ripetere la stupidaggine dell'altra volta, e quella di provare a conoscerci meglio mi è sembrata l'idea migliore... non ho avuto amici, crescendo, quindi sinceramente non sono molto pratico di queste cose!" spiego, stringendomi nelle spalle.
"Mia madre è scappata di casa col suo amante, mio padre se l'è presa con me fino a quando non sono dovuto scappare di casa e vivere da solo per strada... il primo vero amico che ho avuto è stato Enkidu... e dopo la mia maestra Inanna, che mi ha salvato la vita e preso come discepolo, e mi ha fatto entrare nella ribellione..." la mia voce è calma e tranquilla... anche se la mia vita non è stata facile, ormai me la sono lasciata alle spalle e non ho rimpianti... piangere sull'acqua versata non la farà tornare nella brocca!

"Mi fà piacere che tu stia legando bene con Enkidu... sono sempre preoccupato di cosa potrebbe succedergli se io non dovessi esserci più! Sò che probabilmente sarebbe capace di cavarsela da solo, ma se ci fosse qualcuno che si occupa di lui in caso dovessi morire, mi sentirei molto più tranquillo..."

Prima che uno dei due possa continuare, arriva Ramek ad avvisarci del viandante ferito.
Mentre Duran e Vash si occupano di lui, io comincio ad esaminare la sabbia tutt'intorno... una volta trovate le tracce del ferito, le seguo per qualche passo, cercando di valutare da dove è arrivato, e se qualcuno lo stava seguendo.

  • Autore

@MattoMatteo

Umr'at-Tawil

"Non hai bisogno di conoscere il mio passato per conoscermi meglio" dice Nahil. "Il mio passato ti dice da dove vengo, non chi sono" aggiunge. "Io sono qui, Tawil. Se vuoi conoscermi, trattarmi come tratteresti una persona che rispetti è l'inizio migliore" e sta per dire altro, ma poi arriva la notizia. "Vai pure. Ne possiamo riparlare dopo" chiude Nahil, ricominciando a giocare con Enkidu.

Read Thoughts
Vash prova a leggere i pensieri superficiali dello sconosciuto: trova una mente stremata in cui dominano il dolore e lo sfinimento, assieme alla terribile sensazione che, forse, non sopravviverà a questa notte. Lo sconosciuto non oppone alcuna resistenza alla lettura dei suoi pensieri.

@Ard Patrinell

Vash

Superficial Thoughts
Attraverso il dolore e la fatica estrema, trapelano pochi pensieri superficiali e ripetitivi, probabilmente dettati dalle brutte condizioni in cui si trova lo sconosciuto: "La gola fa male... non riesco a parlare... mi brucia tutto... acqua... ho finito l'acqua... ho tanta sete... ho perso sangue... vorrei dell'acqua...". Poi, però, percepisci un pensiero diverso: "... devo avvertirli... ma non riesco nemmeno a muovermi... mi gira la testa..." e ritorna lo stato confusionario di prima.

Tracce nella Sabbia
Una brezza soffia nella notte del deserto. Umr'at-Tawil, arrivato sul posto, cerca eventuali tracce nella sabbia. Nonostante l'oscurità, riesce a trovare alcune impronte, che però si attenuano man mano che avanza; dopo poche centinaia di metri, scompaiono completamente. La tratta segnata dalle impronte è un po' corta per stabilire in modo affidabile la direzione. Ramek si avvicina al monaco e si piega sul terreno per osservare più da vicino le impronte. "Hai avuto un'ottima idea, ma l'haboob di ieri ha cancellato tutte le tracce" asserisce il Viandante del Deserto.

The Half-Dragon Wayfarer
Duran estrae una lama metallica (molto affilata) e taglia sia il thawb sia il qamīṣ del mezzo-drago, esponendone la pelle nuda. Dopodiché, emette un grugnito, notando che c'è talmente tanto sangue da coprire le ferite, situate sui fianchi. Con senso di urgenza crescente, prende delle garze e tampona con veemenza l'emorragia. "Tenete bloccato qui!" esclama la Giara del Deserto, senza alcuna cerimonia. Tareq si prodiga immediatamente. Contemporaneamente, Duran prende delle bende e fascia il mezzo-drago, stringendolo saldamente; dopodiché, mette una mano sulla sua fronte, notando che è molto calda. "Ha la febbre. Se lo lasciamo qui, morirà" sentenzia, in tono brusco. Tareq sospira: deve nuovamente compiere una scelta dalle spiacevoli conseguenze. Portare un estraneo nella carovana, convincere i mercanti ad accoglierlo e persuaderli che valga la pena provare a curarlo, dargli da bere e da mangiare, sperando che le cure funzionino... oppure abbandonarlo al suo destino, lasciando che il Deserto decida per lui.

"Lo portiamo con noi" proferisce, facendo cenno a tutti i ribelli presenti. "Cercate di non muoverlo troppo!" afferma Duran, afferrandolo. Lo trasportate all'accampamento, per poi distenderlo su un tappeto all'interno di una tenda. Il viandante è sul punto di svenire, ma sembra avere ancora un minimo di coscienza. Duran, dato che il viandante è disidratato, riesce a farlo bere prima che perda i sensi. Poi interviene Ramek: "Capitano... i mercanti ci hanno visto trasportarlo e stanno già iniziando a farsi domande... parlano di peso morto... e non potevo controbattere". Tareq sospira. Guarda Duran. "Può guarire?" gli chiede. "È in pessime condizioni, ma è pur sempre un mezzo-drago" replica l'alchimista, mentre imbeve un panno in dell'acqua, per poi metterglielo sulla fronte.

"Se muore, diranno che abbiamo sprecato acqua" dice Nahil, appena arrivato, giocherellando con il suo pugnale sul ciglio dell'ingresso alla tenda. "Quindi dobbiamo farlo sopravvivere" aggiunge, chiarando la sua posizione. "Finora abbiamo usato solo le nostre risorse. Ma a breve dovremo ripartire. E lì la situazione cambierà, perché diventerà un problema dell'intera carovana" dice Ramek. Il capitano vi guarda e il suo sguardo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: vuole sentire le vostre voci.

Tutti

Tag: @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo

Se provate a convincere i mercanti, tirate Persuasione (oppure Inganno, se mentite).

Vash

Mantengo la concentrazione il tempo necessario per "ascoltare" i pensieri superficiali del mezzo drago, epurando l'unico degno di nota dai delirio.

Capitano, oltre al dolore e alla sete, l'unico pensiero degno di essere riportato riguarda l'urgenza, del mezzo drago, di avvertire qualcuno. Forse un pericolo o un nemico noto.

Invio queste parole a Tareq, concludendo con una mia personale dedizione. In effetti è messo male, quel viandante, sarà un peso per noi e la carovana.

Neanche finisco di pensarlo che Tareq decide di portarlo all' accampamento. Sospiro e aiuto gli altri ribelli a trasportarlo sino alle nostre tende e adagiarlo su un tappeto. Le parole di Ramek e di Nahil confermano il mio punto di vista.

Se decidiamo di curarlo, deve essere a nostre spese. Concordo con i mercanti, facendoci carico del mezzo drago in queste condizioni sarà un peso per tutti, senza certezze e senza sapere chi sia e cosa possa renderci. La mia opinione è di lasciarlo al giudizio del deserto, ma rispetto il parere degli altri e eventualmente il comando del mio capitano.

La mia breve opinione viene proiettata nelle menti di tutti i ribelli, con tono piatto e freddo. Detta la mia, mi siedo al suolo , sul tappeto, non troppo distante dal corpo dell'ibrido recuperato. Riposare sempre quando si può. Non proverò a convincere i mercanti, li capisco e in buona parte concordo con loro

Azrakar (Red Sand)

Continuo a sorvegliare le dune mentre Duran lavora. Gli occhi passano dal deserto al mezzo-drago e ancora al deserto. Lo conosco... o credo di conoscerlo. Ogni volta che il mio sguardo torna su di lui, il dubbio cresce. Quando Tareq decide di portarlo con noi, sto per dire la stessa cosa. Ma il capitano mi precede. Annuisco. Quindi lo trasportiamo, tornando indietro.

I mormorii dei mercanti arrivano chiari. Li capisco. Su Athas ogni sorso d'acqua ha un prezzo. Non smetterò mai di riptermelo. Quando Tareq ci guarda, prendo la parola. "Credo di conoscerlo." una breve pausa "Se è colui che ricordo, combatteva nell'arena di Urik." guardo il mezzo-drago "Non posso esserne certo." poi lo sguardo si sposta sui compagni "Mi occuperò io di lui durante il viaggio." sembro disposto a condividere l'acqua seppur non ne ho molta.

Quando siamo tra i mercanti rivolgo la mia parola anche a loro "Non vi chiedo di rischiare le vostre risorse." indico il ferito "Prima di perdere i sensi voleva avvertire qualcuno." un istante di silenzio "Forse di un pericolo." Il tono di voce si fa più serio, basso "Se torna a parlare, potrebbe salvare questa carovana."

Modificato da Landar

Umr'at-Tawil

"Speravo di avere un pò più di fortuna..." mormoro deluso a Ramek, scuotendo la testa.

Quando torniamo vicino agli altri, il capitano Tareq ordina di portare il ferito con noi.
Per quanto abbia i miei dubbi della saggezza di tale idea, obbedisco senza fiatare.

"Sinceramente non sono del tutto convinto sia stata una buona idea caricarci questo fardello... ma, come ha fatto notare Azrakar, quello che sà potrebbe esserci utile... sia quì, che forse anche a Raam, anche se sembra provenire da Urik... e come ha detto Nahil ormai l'abbiamo cominciato a curare, quindi meglio continuare a farlo, e riuscire a salvarlo" è la mia opinione al capitano.
"E ci occuperemo di lui a turno... siamo una squadra, quindi il dovere di uno è il dovere di tutti..." replico ad Azrakar.
"Comunque penso sia meglio se evito di parlare ai mercanti... meglio che se occupi qualcun'altro!" concludo con una smorfia, memore di come sono andate le cose l'ultima volta.

  • Autore

Breve dialogo con i mercanti
Le voci del "peso morto" nella carovana corrono veloci. Uscito dalla tenda dei ribelli, Azrakar dialoga con i mercanti. Parla poco, ma le sue parole sono incisive. I mercanti a cui fanno capo tutti gli altri della carovana si riuniscono tra loro e il loro responso arriva veloce e deciso: "Le risorse della carovana sono ad uso esclusivo dei suoi membri, di cui il viandante non fa parte. La carovana non donerà alcuna risorsa per il viandante, ma siete liberi di usare le vostre. Fintanto che non rallenterete il passo, non vi sono obiezioni".

Decisione collettiva
Quando Azrakar rientra nella tenda, è tempo di prendere una decisione collettiva. Tareq soppesa i pro e i contro di tutto ciò che è emerso e le opinioni di ciascuno di voi. "Continuiamo a curarlo. A nostre spese" annuncia il capitano. Nahil condivide pienamente la decisione di Tareq e, per una volta, Duran è perfettamente d'accordo.

"Vash, vorrei chiederti una cosa" dice Nahil. "Per te salvare la vita di una persona è una scelta condivisibile solo se vi è un ritorno di qualche tipo? Ad esempio, se al posto del mezzo-drago avessimo trovato una figura chiave della Ribellione, come la Fenice Nera, avresti scelto di salvarlo?" chiede Nahil. "Non lo dico per andare a sindacare sulla tua scelta, ma per capire quali sono i tuoi metri di giudizio". "Questa domanda mi sembra un po' personale, Nahil", interviene Ramek, "ma sono curioso di sentire la risposta. Credo si possa sempre imparare qualcosa dallo scambio di opinioni". "Puoi rispondere anche tu Ramek. Tutti possono" aggiunge Nahil. "Intanto che parlate, passatemi dell'acqua" dice, in tono estremamente pragmatico, Duran, mentre continua a prendersi cura del viandante.

Tutti

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XP per l'interpretazione: +50 XP ciascuno.

Risorse: -1 Acqua ciascuno. Confermatemi nel vostro post che consegnate una dose d'acqua a Duran.

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