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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)

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Donkey

Hai capito Skunk che abbandona il Sommo Elementale per delle f***e di legno? non so se chiamarlo stupido o invidiarlo.. ma io oramai punto al mio castello, ce poco da fare, la strada è lunga ma quella giusta.
Mentre riportiamo al villaggio il primo carico, comincio ad analizzare la pianta per capire se posso estrarre del veleno per le mie frecce, un modo più per essere un pochino più bastardo del solito

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Barf "da Greazi"

Non sono mai stato un goblin studiato, la mia vita e' da sempre un susseguirsi di azioni semplici. Qualcuno offendeva il clan, iniziava a costruire vicino al clan o semplicemente non piaceva al clan ed io venivo mandato coi miei fratelli a spianare tutto e riportare a casa cibo e cose belle e sbrilluccicanti.

Ma ce' un Barf prima Nembrot ed un Barf dopo Nembrot. Sono uno dei pochi superstiti del Clan della Mano Verde porto, ancora al collo il rozzo amuleto al cui interno è incastonata una scheggia nera della meteora caduta anni fa nelle acque dello Stralagos. La pietra che annuncio' allo sciamano Hojjat la parola dell'Anonimo e che, pare, mi consacro' come guerriero sacro del nuovo culto.

Ma il fervore di Hojjat si trasformò nella rovina del clan.

La distruzione portata da Nembrot, non ha distrutto la mia vocazione, anzi, l'ha rafforzata, spingendomi alla ricerca di quello che Hojjat chiamava a gran voce durante i suoi deliri mistici "Il profeta dell Anonimo." Dopo aver vagato tra sangue, cenere e desiderio di vendetta, sono giunto in uno strano bosco. Il sole e' calato una nebbia mistica avvolge tutto in una strano silenzio ovattato e quando ero li li per decidere di montare il campo, ecco che la nebbia si dirada facendo apparire quello che sembra un gruppo di goblin

Forse la distruzione del Clan della Mano Verde non era la fine della storia, forse era soltanto l'inizio, ora pero' ce' da capire chi cacchio sono questi. Sollevando gli occhi al cielo chiedo all unico che puo' darmi una risposta

"Lui non puo' essere il Profeta signore...sono molto piu' bello io!"

domando all Anonimo

Descrizione

Alto all'incirca 1,10m sono vestiro di stracci sui quali sono visibili simboli sacri, rudemente ricamati all ultima moda goblin e trofei come dita, orecchi ed altri orpelli. Un cappuccio mi copre il capo, al collo ho un pezzo di corda al quale e' legato quello che sembra un comune sasso ma nero come la pece, alla cintola, porto una fiasca ricavata da una zucca essiccata. Decisamente di corporatura robusta rispetto ad un goblin comune, porto in spalla una catena che termina con una pesante palla chiodata.

image.png

Modificato da Pentolino

Donkey

Uscire dal campo di fiori e trovare un altro goblin davanti a noi era l'ultimo dei miei pensieri. Sto ancora armeggiando con un nuovo possibile veleno e guardando il nuovo arrivato, ricordo alcune delle preghiere che il nostro prete recitava nei momenti piu intensi e importanti.. kikazzè?

Mahrh

Annuisco soddisfatto notando i grandi progressi di Donkey nella preghiera, mentre squadro l'imprevisto goblin dalla testa ai piedi.
Ramingo! Io sono Padre Mahrh Onnow, Scerdote dell'Anonimo, Voce dell'Antico Occhio Elementale. E questi sono i suoi Pasdaran! Guerrieri sacri e devoti con un unico scopo: servirlo!
Almeno finché non trovano fìghe di legno, ma questo è un altro fastidioso discorso da rimandare. Non tropo però!
Tu, invece... Kikkatsei?

L'incontro non avviene troppo lontano dal luogo dello scontro del giorno prima, e io ho molta voglia di recuperare i cadaveri di Krix e Bix per far dar loro un senso dell'umorismo necro.

  • Autore

DM

I goblin sono una razza di creature dal cuore nero, tanto infidi quanto piccoli. Il che non stupisce come essi siano universalmente odiati, bistrattati e bullizzati. Forse è proprio tramite questo sentimento che Tharizdun ha trovato in costoro dei servitori perfetti per i suoi oscuri piani, dato che comunque è anche tra deboli che a volte si trova una maggiore comprensione e capacità di incontro. Così come per Mahrh e Donkey vedere Barf significa vedere il primo goblin da quando sono partiti da Boggerton, per Barf quei due stranieri rappresentano la descrizione accurata di ciò che l’Anonimo ha mostrato nelle sue visioni.

Quelle brevi facezie e l’impossibilità di Mahrh di riportare in vita Krix e Bix (il suo incantesimo funziona solo su umanoidi) porta ben presto quelle due fazioni a squadrarsi e infine, spinti da una specie di sensazione viscerale che tale incontro è stato in parte favorito dall’alto, di dirigersi insieme verso il luogo di origine di Barf. Per Donkey e Mhahr l’avvicinarsi dello Stalagos ricorda come in alto, nelle miniere, vi siano i nani, ma questo pericolo viene aggirato come il monte stesso, portando infine il gruppo a raggiungere una grotta seminascosta sotto le fronde di alcuni alberi abbattuti. Quello che si trovano di fronte è ciò che rimane dell’unica comunità di goblin presente in quelle terre.

Mentre i goblin si addentrano nella caverna che un tempo era l’ingresso principale dei cunicoli della Mano Verde, un pesante odore di terra bagnata, muffa, sangue vecchio e corpi non lavati li investe. Quello che resta della loro tribù è un misero spettacolo. La grande caverna è ridotta a un relitto: enormi massi crollati ostruiscono quasi completamente i passaggi che un tempo si inoltravano nelle profondità dei piedi dello Stalagos. L’unica luce proviene da un fuoco sopra il quale alcuni spiedini di ratto sono messi a cuocere, illuminando appena un ambiente umido e claustrofobico. Pelli luride, ossa rosicchiate e stracci sporchi sono ammucchiati contro le pareti come nidi improvvisati.

Una decina scarsa di goblin della Mano Verde sono ancora vivi. Sono ridotti a ombre di ciò che erano: magri, sporchi, coperti di ferite mal curate e croste. Alcuni hanno arti steccati con rami e stracci luridi, altri tossiscono debolmente nell’ombra. I loro occhi, cerchiati di nero, si voltano tutti verso i nuovi arrivati con un misto di diffidenza, speranza e disperazione. Pochi hanno ancora armi decenti: per lo più bastoni, pietre affilate e coltelli arrugginiti. I sopravvissuti li guardano in silenzio dalla penombra, rannicchiati tra le rocce e i detriti. Sono i resti spezzati di una tribù un tempo fiera: affamati, terrorizzati e quasi privi di speranza.

I goblin della Mano Verde

I-goblin-della-Mano-Verde.jpg

Solo un goblin all’interno della grotta sembra al momento in grado di difendere sé stesso e ciò che rimane di questi esuli (//ndm il pg di @Landar fa il suo ingresso).

X Barf e Khargash

Attualmente Barf e Khargash sono considerate le uniche guide di ciò che resta della Mano Verde. Buona parte della tribù non mangia bene da giorni, non ci sono abbastanza armi e armature per tutti e tutto ciò che è stato recuperato sono poche monete.

Situazione della Mano Verde

Khargash e Barf: stanno bene, la tribù si è preoccupata di tenerli in forma in caso di attacchi.

Soldi a disposizione (aggiuntivi a ciò di cui disponete): 30mo

Goblin rimanenti: 10

7 di essi hanno due livelli di affaticamento a causa della fame

6 goblin sono completamente disarmati e privi di armature

Solo 3 goblin possono accompagnare attivamente il gruppo, mentre i restanti dovranno essere equipaggiati e sfamati prima che possano tornare utili.

NOTA BENE X TUTTI I GIOCATORI

Data la distanza da Boggerton, considerate la tribù della Mano Verde come potenziale respawn per nuovi pg in caso di morti o nel caso serva l’ingresso di un nuovo giocatore. Si spera non serva mai, ma sempre meglio avere un piano di contingenza.

Di tutti i potenziali alleati, questi della Mano Verde sono i più naturali e forse anche i più spezzati di tutti quelli incontrati finora. Forse una nuova prova del loro dio? O un ostacolo messo per mano di Rerrid e il resto dei nani?

Vi è però una nota positiva per i goblin della Mano Verde, una cosa della quale si accorgono facilmente anche coloro che provengono da Boggerton: per fortuna, in tutto questo disastro, sembrano essere morte anche tutte le femmine goblin che erano presenti, evitando ai pochi superstiti di dover sopportare le loro lamentele e di rischiare una morte per eccesso di c***iatoni.

X tutti

Checkpoint nella notte tra l’8 e il 9 luglio. Role libera e poi ditemi voi dove volete andare.

Mahrh

La vista di questi disperati mi riempie d'orgoglio. Nella loro condizione apparentemente misera e derelitta, io non posso che scorgere il desiderio supremo, l'obiettivo ultimo, il senso compiuto del grande disegno che L'Anonimo traccia per tutti noi. Anzi, la Sua grandezza si manifesta proprio nel Suo disegno privo di qualsivoglia discriminazione o differenza. Chiunque ha diritto alla pace eterna, alla cessazione di ogni sofferenza vissuta e patita, all'agognato oblio che giunge con la fine di tutto.

FRATELLI!
Allargo le braccia salutando i goblin.
Io sono Padre Mahrh Onnow, Voce dell'Anonimo, Fedele dell'Antico Occhio. Grande è la gioia per questo nostro incontro, scritto nel destino ineluttabile tracciato da Lui per noi.
Comincio a camminare tra loro, guardandoli in faccia uno ad uno.
Percepisco la vostra sofferenza, fratelli, ma in verità, in verità vi dico... Voi siete i più benedetti!
Comprendo ciò che patite, perché come voi anche noi abbiamo patito. La vostra stanchezza è stata la nostra, la vostra disperazione è stata la nostra. Ma dove sentite fame, io vedo forza! Dove c'è miseria, io vedo liberazione!

Siete stati spogliati di ogni cruccio, ogni preoccupazione per le vanità di questo mondo. La vostra disperazione sarà la vostra corazza. La fame atavica che sentite, e che mai più vi abbandonerà non importa quanto sarete sfamati, e oggi lo sarete, questa fame atavica sia la vostra forza!
Sarete chiamati a distribuire a tutti e in ogni luogo questa fatica, questa disperazione, questa fame, senza pregiudizio né distinzione. Prenderete per mano ogni creatura di questo mondo e la condurrete sul medesimo sentiero che voi stessi avete sin qui percorso e oltre.
So che sembra difficile, so che sembra tutto buio. Ma ditemi, fratelli miei: non è proprio questo Buio benedetto ciò che placa le vostre ansie e fatiche? Quando cercate requie dalla stanchezza quotidiana, non chiudete forse gli occhi concedendovi al nero oblio del sonno, dove cessano gli sforzi e trovate pace?
Ecco cosa ci attende alla fine del nostro viaggio, del viaggio di tutti noi, dell'universo intero: pace!
Pregate con me per questa pace, fratelli!

Sollevo le braccia verso la volta della caverna

L'ETERNO RIPOSO DONA A NOI, O SIGNORE!
E SPLENDA A NOI LA NOTTE PERPETUA.
RIPOSIAMO IN PACE, AMIN!

Quindi mi volto verso i Pasdaran e sorrido.
Diamo da mangiare a questi fratelli. Il loro cammino con noi comincia oggi.

Khargash

Il fetore arriva prima delle voci. Goblin. Non c'è odore che possa essere scambiato per quello della mia gente. Nessun pericolo.

Resto immobile nell'ombra accanto all'ingresso della caverna, dove la luce del fuoco non arriva. Sono di bassa statura, il corpo asciutto e temprato da anni di lavori pesanti e forse combattimenti, forse risse. La mia pelle verde oliva è segnata da piccole cicatrici, troppo numerose per raccontarle tutte, mentre il muso spigoloso e il naso leggermente storto tradiscono un passato fatto di colpi ricevuti più che di glorie conquistate. Gli occhi sono la prima cosa che colpisce. Grandi, di un giallo spento quasi ambrato, sembrano osservare costantemente qualcosa che gli altri non riescono a vedere. Non hanno la frenesia tipica di quelli degli altri goblin: sono immobili, pazienti, quasi contemplativi. Indosso un'armatura di anelli pesante, brunita, consumata. Lo scudo è di legno rinforzato da fasce di metallo annerito. Al centro si intravede il contorno di un antico simbolo ormai abraso con ostinazione. Alla cintura porto una pesante chiave di ferro ossidata. Non è decorata, non sembra preziosa e, a prima vista, pare appartenere a una serratura che non esiste più. È ben assicurata alla cintola. La mia lancia forse è semplice, quasi spartana, mantenuta con cura maniacale più per rispetto che per vanità e la lama emette un sinistro baluginio. La sua punta è abbassata verso il terreno, pronta a salire al primo passo sbagliato.
La chiave di ferro pende dalla cintura e sfiora ritmicamente la maglia di ferro ogni volta che respiro al tempo dei passi degli intrusi. Lascio che entrino. Lascio che parlino. Lascio che il sacerdote muova la bocca. Le porte si aprono prima con la voce che con la forza. Così dice il vento dietro il Cancello. Ma ancora non ci credo.
Quando Mahrh termina la sua predica, il mio sguardo non è su di lui. È sui volti dei fratelli della Mano Verde. Volti scavati con occhi vuoti. Costole troppo vicine alla pelle. Li conosco tutti. Conosco il nome dei vivi e pure quelli dei morti. Conosco perfino il posto dove dormivano. Prima mi lasciavano pulire il pavimento del santuario dove camminavano e sputacchiavano... ora mi lasciano le loro vite.

Per un lungo momento non dico nulla. Poi batto lentamente il calcio della lancia sulla pietra. Una sola volta. "Ascoltate." La mia voce è calma, troppo calma. "La Voce dell'Anonimo attraversa la soglia. Le parole bussano. Le parole chiedono di entrare." Inclino appena il capo verso Mahrh. "Noi ascoltiamo." I goblin della Mano Verde si voltano verso di me quasi d'istinto e li osservo uno a uno. Scruto nelle loro testoline. "Le vostre pance gridano. Le vostre ferite gridano. Le vostre ossa gridano." sfioro la chiave appesa alla cintura "Lasciatele gridare ancora un momento." Pochi passi molti lenti e misurati. Mi fermo davanti al sacerdote. Lo fisso negli occhi ma non con sfida. Con attenzione, come se volessi dimostrare di essere più intelligente. Come si osserva una serratura antica. "Le parole sono chiavi." una pausa "Ma alcune chiavi sono di legno." abbasso lentamente la punta della lancia "Noi custodiamo una porta che sta morendo di fame." indico i goblin alle mie spalle "Guardali." chissà se io stesso sto capendo quel che dico.

Silenzio "L'Occhio ci insegna che nessun cancello si apre con la promessa della chiave." la testa si inclina leggermente, quasi ascoltassi qualcuno dietro le pareti della caverna "Dietro la roccia... qualcuno ride." Sicuramente lui mi comprende. Rimango immobile guardando Mahrh "Dice che perfino le montagne hanno cardini." Annuisco lentamente come se quella frase avesse perfettamente senso. "Noi gli crediamo." continuo a fissarlo "Tu parli di pace e noi crediamo alla Pace. E tu parli di fame e noi conosciamo la fame. È una Chiave della Pace. Tu parli dell'Ultima Notte." chiudo per un istante gli occhi "Noi la vediamo ogni volta che li chiudiamo." annuisco felice di aver pronunciato quella frase "Ma una porta non si apre con la bocca." ora la mia testa va da destra a sinistra ripetutamente e velocemente. Un lieve sorriso compare sulle mie labbra. È quasi benevolo. Quasi. "Aprila." indico i superstiti della Mano Verde "Porta pane. Porta carne. Porta ferri. Porta fuoco. Porta una sola prova che il Cancello ha cominciato a cedere." Abbasso finalmente lo scudo.

La postura si rilassa appena non abbastanza da sembrare innocua "Allora sapremo che la tua chiave è di ferro." sogghigno abbassando per un atitmo lo sguardo tra le gambe del sacerdote. Ma la mano sinistra, dietro lo scudo, stringe la pesante chiave alla cintura. Per un istante resto in silenzio. Poi porto il pugno chiuso al petto "Noi siamo Khargash." Un respiro "Rompiamo i cancelli." La punta della lancia si posa davanti a me, verticale, come uno stendardo "Il Primo Cavaliere dell'Occhio." Ogni porta ha un custode. Ogni custode aspetta una chiave. Io aspetto soltanto di sfondare il cranio al custode e che qualcuno abbia il coraggio di girare quella chiave.

Donkey
Osservo i miei simili all'interno della grotta, ricordando l'inizio del nostro viaggio, quando anche noi siamo partiti così, con quel ciccione schifoso che comandava la grotta e alla fine se lo sono mangiato. E' giusto così, chi ne approfitta fa poi la fine che si merita.
Ascolto quindi la supercazzolissima di Marhr cercando di nascondere la mia sorpresa verso le sue abilità diplomatiche. Non che io non creda al sommo Anonimo, ma il dio denaro per ora mi ha sempre dato di gran lunga molte più informazioni.
Quindi quando l'altro goblin si avvicina quasi a muso duro con il prete, mentre mi guardo intorno a cercare sta fantomatica porta, dimostrando in modo chiaro che la sua soglia dell'attenzione è decisamente bassa per i sermoni spirituali.

Quando hanno finito, estraggo le razioni avanzate dal cinghiale e comincio a distribuirle al clan della mano verde.. mangiate e saziatevi, cari fratelli bastardi, stiamo per organizzarci e fare un gran bel culo a padella a quei nani che si sono presi la montagna. Forza che abbiamo bisogno di voi.

Barf

"Io sono Barf, il difensore di quanto rimasto del clan della mano verde...sono l unto dell'Anonimo"

Rispondo al profeta per poi rimanere a bocca aperta incapace di commentare dopo il sermone e le libagioni distribuite ai miei fratelli piu' sfortunati

Il discorso di Khargash si dimostra lungo e poco comprensibile come suo solito e finisce per rompere non solo i cancelli ma e' mio fratello di guerra e mostro quindi una faccia concentrata ed adorante

Mahrh

Tra tutti i derelitti della Mano Verde, un paiono sembrano più baldanzosi, in forze, con la scintilla non dico dell'intelligenza, sarebbe esagerato affermare così. Però quel barlume di giusta follia che, se ben assecondata, può creare grandi cose.
Dalla saccoccia, quindi, tolgo due razioni speciali, che consegno a Khargash e Barf.
Per voi qualcosa di speciale: la carne di Nembrot il gigante, colui che invano ha cercato di eliminare il sangue della Mano Verde e per questo ha ricevuto dall'Antico Occhio la giusta ricompensa. Le sue viscere sono state il pasto dei lupi, le sue ossa quello della terra, le sue carni il nostro e il vostro. La sua Pace alimenta il fuoco che spargeremo dallo Stalagos e in tutto il mondo.

  • Autore

DM

Dall’inedia alla sorpresa, dal sospetto alla rivelazione. Per i goblin della Mano Verde quella giornata è un turbinìo di emozioni e, i volti scavati ed emaciati, essi si accalcano per sentire le parole dell’Ayatollah giunto direttamente alla loro porta. I membri della compagnia possono sentire i discorsi che i goblin borbottano mentre quei nuovi, loschi figuri, si approcciano a loro Chi sono? Ci sarà da fidarsi? Io ho fame! Io ho sete! Io ho voglia di trastullarmi! discorsi che si affievoliscono quando infine Mahrh parla, riempiendo la caverna con la sua presenza e la sua esperienza, maturata in tanti sermoni a Boggerton..

E non è l’unico.

I discorsi di Khargash sono più criptici, eppure non del tutto privi di effetto. Sebbene i membri della Mano Verde lo guardino in gran parte confusi (dopotutto non ci si può aspettare molto da loro) Mahrh stesso avverte come una pressione sul lato destro del cranio. Qualcosa che non è un’emicrania, ma più una sensazione di completezza, qualcosa che rappresenta una vera e propria chiave (//no pun intended) per alcuni dei progetti futuri. La sensazione che il sacerdote avverte è quella che Khargash sia altrettanto stato baciato dall’Anonimo, se poi sia stato alla francese oppure no questo ancora non si sa. Ma il suo discorso delle chiavi è qualcosa che essi sanno ritornerà a presentarsi.

I membri della Mano Verde, più pratici, esultano quando infine si parla direttamente nella loro pancia, ovvero con il cibo.

L'ETERNO RIPOSO DONA A NOI, O SIGNORE!
E SPLENDA A NOI LA NOTTE PERPETUA.
RIPOSIAMO IN PACE, AMIN!

La preghiera risuona con potenza dalle gole arrocchite dei goblin, i quali si sporgono per carezzare e baciare i lembi della veste di Mahrh.

Mahrh e i goblin della Mano Verde

Mahrh-e-mano-verde.jpg

Goblin che esultano sghignazzando quando Donkey inizia distribuire carne di cinghiale alla massa, i pelleverde che nonostante l’abbondanza iniziano a sgomitare, spintonarsi e mordersi nelle orecchie per averne il primo pezzo.

Per fortuna, ben presto le loro fauci trovano impegno in qualcos altro di più gustoso, Nonègobbla che si dimostra utile più in morte che in vita, i goblin della Mano Verde che ridono gioviali, ingozzandosi a più non posso e avanzando subito nuove richieste. Nella loro egoistica natura, i piccoletti non fanno in tempo a godersi un momento di pace che subito iniziano a domandare Ayatollah, come facciamo a soffrire gli altri come abbiamo sofferto noi, le frustate bastano? Chi andiamo ad ammazzare? Ci date nuove armi? Ne abbiamo poche. Avete femmine con le quali trastullarci? Ci trovate una nuova grotta? Io voglio un castello come quello che c’è a nord vicino a Hommlet, possiamo assaltarlo? Andiamo ad ammazzare Nembrot? Andiamo ad ammazzare i nani? Andiamo a disoneste a Rastor? Non è che possiamo avere il bis? Cosa facciamo con i tunnel crollati? Ci sono altri di noi in giro? No, davvero, non c’è davvero nessuna con la quale possiamo trastullarci?

X il tesoriere @Dmitrij

Ti elenco i movimenti da aggiungere e togliere dall’ultima lista presente su discord (così ne crei una tu copiando quella di Von e poi modificandola)

 

In aggiunta

2 azzurriti (valore di 10mo l’una)

Una coppia di dadi d’osso (1mo)

Un accendino in argento con incisa una rosa (10mo)

Caffettiera di caffè senza limiti

60 razioni

 

Da detrarre

150mo

Bastone del Veterano

30 razioni

 X tutti

Checkpoint confermato nella notte tra l’8 e il 9 luglio. Questo è solo un intermezzo per aiutarvi nelle vostre azioni.

Khargash

Li osservo divorare il cibo. Per un istante penso che forse il sacerdote ha ragione. La fame parla più forte della paura. Poi ricominciano. Domande, urla, spintoni, denti, saliva, risa. La caverna torna a essere un porcile. Socchiudo gli occhi. No. Le chiavi non tintinnano così. Con un movimento lento appoggio la lancia contro la parete. Lo scudo scivola appena sul fianco, abbastanza da lasciare scoperta la vecchia frusta annodata alla cintura. La impugno, un solo gesto e lo schiocco risuona nella caverna come una pietra che si spezza. L'eco risuona oltre gli schiamazzi. O forse è un secondo schiocco che attraversa la schiena del goblin che continua a urlare il nome di Nembrot.

"ORDINE!" Il silenzio cade per un battito di cuore "NON AVETE ORECCHIE O LE AVETE PRESTATE AI VERMI?" punto la frusta verso il goblin dolorante "Nembrot è morto!" un altro schiocco, questa volta contro il terreno "State mangiando Nembrot!" li fisso uno a uno "Se volete ammazzarlo ancora, mangiate più in fretta!" Annuisco tra me e me come se quella fosse una conclusione perfettamente logica. "Così almeno finirà due volte." Il mio sguardo scorre sui compagni della Mano Verde, goblin affamati, goblin sporchi Beh anche noi non siamo puliti. Ma goblin vivi. "Guardatevi." La voce si abbassa e diventa quasi un sussurro. "Noi non vediamo guerrieri. Noi vediamo un sacco di chiavi piegate." la frusta si agita in aria ma senza schioccare "Una chiave piegata non apre nessun cancello e spezza la serratura."

Alla fine inclino lentamente il capo. Forse con tristezza. Forse sdegno. Forse delusione. La serratura piange e la porta ride. Dietro il Cancello qualcuno applaude. Poi improvvisamente sorrido appena. "Avete sentito?" Silenzio "Nemmeno loro hanno sentito." scuoto la testa con una smorfia di disappunto "Troppo rumore." Mi volto verso Mahrh e chino appena il capo in segno di rispetto. Poi torno ai superstiti "La Voce vi porta il cibo. Noi vi porteremo il bastone." Alzo leggermente la frusta "Prima imparerete a stare in fila. Poi imparerete a marciare. Poi imparerete a uccidere. Solo allora imparerete ad aprire." li indico con la frusta, uno dopo l'altro. "Fino ad allora..." un sorriso storto. Goblin. "...siete solo un mazzo di chiave storte e ossidate."

Riassicuro la frusta alla cintola, raccolgo la lancia. La punta si posa a terra con un tonfo secco. Ogni cancello ha bisogno di una chiave. Ogni chiave ha bisogno di una mano. Questi idioti... per ora... sono soltanto un sacchetto pieno di ferraglia. Sarò il loro fabbro.

Donkey

osservo la frusta che si muove sui goblin che mangiano senza battere ciglio ma non troppo contento di vedere che c'è un carceriere e dei carcerati. mi avvicino quindi con calma al prete e abbasso la voce per farmi sentire solo da lui... uhmmmm questo è un bacchettone, deve venire con noi per forza? mi piaceva più duark che sbatteva la testa contro il muro per sviluppare i suoi poteri della mente. te lo dico, se usa la frusta pure con noi, lo uccido... o muoio nel tentativo!!

Mahrh

Nessuno può permettersi di frustare un Pasdar annuisco a Donkey rassicurandolo con la medesima discrezione. A meno che non lo dica io... aggiungo poi ridacchiando per la battuta. Comunque sia, c'è del potenziale in questo goblin, io lo vedo. L'Anonimo l'ha in grazia, dobbiamo tenerne conto. Speriamo solo riesca ad uscire dalle sue metafore, o mangeremo e cacheremo chiavi per tutto il tempo che sarà con noi.

Torno quindi a rivolgermi a Barf e Kharhash
Abbiamo sentito di elfi nomadi che vivono qui attorno. Reietti, dediti al banditismo, li avete incrociati?
I nostri passi ci portano di nuovo a Rastor, credo dobbiate seguirci, almeno voi due che siete in forze.
Gli altri avranno tempo di recuperare energie.
O forse no, non m'importa molto, chi crede che abbia davvero a cuore la mia razza non ha ancora capito i disegni dell'Anonimo.

Barf

"Da li il detto parla come magni!"

annuisco alle parole del santone con l aria di chi la sa lunga.

I miei fratelli della mano verde, sfamati e tornati in forze, non vedono l ora di dispensare distruzione condita da un po' dell amato su e giu' ma sia il santone che chiavaro hanno ragione, la distruzione va organizzata bene e deve avere uno scopo altrimenti si rischia di non apprezzarla a pieno e perderne il piacere.

"A cosa ci servono esattamente gli elfi vostra perfida santita'? hanno una carne tenera basta distrarsi un attimo e scuoce. Niente a che vedere con cinghiale e gigante."

Il mio stomaco, molto meno schizzinoso di me, borbotta.

Khargash

"Sì... sì." commento laconicamente a me stesso "La sofferenza è la chiave. La Pace è solo il cancello spalancato."

Ascolto Mahrh, le sue parole. Annuisca poi vistosamente ai commenti illuminati di Barf e quasi ho la bava alla bocca quando parla di cinghiali e giganti.
"Quella dei nani è stoppacciosa. Ma la farò bollire fino a quando non sarà tenera." rimetto la frusta alla cintola "Noi Vi seguiremo. Siamo, pronti. La mia chiave" riafferro la lancia "è in cerca di serrature. La mia spalla di porte e cancelli da sfondare." non si capisce se per 'noi' intendo me stesso, me e Barf o tutta la Mano Verde rimasta.

Modificato da Landar

  • Autore

DM

I Goblin della Mano Verde non conoscono i Reietti, giunti di recente mentre essi erano già allo sbando. Su questa premessa e l'idea di lasciare i goblin della tribù al momento da soli, Kargash e Barf si uniscono al gruppo, ristabilendo l'equilibrio di quattro goblin. Mentre il sole è già alto nel cielo grigio, i goblin fanno ritorno a Rastor. La piazzetta principale del borgo appare loro esattamente come l’avevano lasciata: un quadrato di fango pestato, circondato da casupole sbilenche fatte di fango, legno e poca pietra, l’odore di umo che si alza dai comignoli riempiendo l’aria di odori pungenti. Ma stavolta vi è qualcosa di nuovo ad attenderli, qualcosa capace di catturare l’attenzione anche di buona parte dei cittadini di quel tetro borgo.

Al centro della piazza, ancora bloccato alla gogna di legno alla quale è stato condannato, c’è Eeridik, con il volto tirato e gli occhi saettanti di terrore e umiliazione. Qualche passante gli lancia ancora insulti o sputi, ma con meno entusiasmo dei giorni precedenti. Questo è dovuto al fatto che poco distante, davanti alla Loggia Grigia, è stato improvvisato un piccolo palco con alcune casse di legno scricchiolante. Sopra di esso si erge un anziano nano dal portamento sorprendentemente dignitoso per Rastor: barba grigia ben curata (almeno per gli standard del posto), farsetto di lana pesante anche se logoro, e un’espressione seria. Dal tono autoritario con il quale parla è chiaro che colui che i goblin stanno osservando è nientemeno che Rerrid, l’anziano della città e colui che di fatto ha il maggiore potere a Rastor.

Rerrid

Rerrid.jpg

…comprendo dunque che vi sia del malumore, ma Rastor non rimarrà ferma a subire angherie! il nano sta parlando con voce ferma alla piccola folla radunata davanti a lui. Una trentina di abitanti lo ascoltano in silenzio: per lo più umani cenciosi, magri e dall’aria sconfitta, con qualche orco e mezzorco sparsi tra loro, le spalle curve e le armi a portata di mano. Tutti hanno lo stesso sguardo spento e diffidente tipico di chi vive in questo buco di fango e disperazione. Rerrid stringe i pugni I rapporti commerciali proseguono nonostante la dipartita di Kreugna, nostra amica e orchessa comprensiva, e una indagine è in corso per trovare il suo corpo, che molti dicono di aver visto proprio aggirarsi per la città i goblin intravedono il taverniere Yarew appollaiato come una cornacchia da una delle finestre della taverna, il titolare della Loggia Grigia ben intento ad ascoltare. Rerrid prosegue quindi il suo discorso, indicando Eeridik La giustizia non manca e non mancherà. Come quel ratto trovato nelle miniere che in questo momento i miei nobili parenti stanno esplorando, allo stesso modo ho già mandato una missiva a Hommlet per reclutare avventurieri e avventuriere e mandare magari qualche pio sacerdote o templare di St.Cuthbert egli gonfia il petto E come detto conosco il re della nostra enclave nanica a sud, sono il figlio della cugina di terzo grado della sua cognata e sono certo che aggiungerà tutti i dettagli circa l’uccisione di Nembrot, grande gigante gentile e sterminatore di parassiti, al Dammaz Kron, il Grande Libro dei Rancori egli quindi solleva i pugni in alto Thandain al momento sta riposando da… ehm… una ronda difficile… ma presto una nuova impiccagione monderà altro male da questo posto. Rimarremo uniti e sotto la mia guida Rastor sopravvivrà! HUZZAH! esclama. Alcuni applausi tiepidi partono da quella folla, la quale ben presto si sparpaglia quando Rerrid sembra mettere in chiaro la sua volontà di tornare ai suoi impegni, scortato da mezza dozzina di guardie pur alla pallida luce di quel giorno. Il nano non sembra nemmeno essersi accorto dei goblin, vuoi la loro statura ridotta rispetto al resto degli abitanti.

L’aria puzza ancora di fumo e corpi non lavati. Il vento freddo porta con sé la sensazione che qualcosa stia per cambiare… o che qualcuno stia cercando di far sembrare che stia per cambiare. Ciò che non cambia è l’aspetto tragico della Loggia Grigia. Un fischio di Yarew richiama i pelleverde Ehi, goblin! esclama Yarew Rimanete a pranzo? Oggi c’è una specialità, fagioli con fagioli!

Poco distante una compagnia di uomini d’arme dalle armature raffazzonate, che i membri della compagnia già presenti riconoscono come i mercenari della Compagnia Grigia, è in compagnia di un quartetto di contadini. Il capo della compagnia di ventura Brandoleo, riconoscibile per l’elmo ricavato da un annaffiatoio, sembra intento a valutare la loro postura e capacità di brandire un’arma. Ciò conferma ciò che disse a Donkey al tempo, ovvero che sarebbe rimasto a Rastor per cercare di reclutare nuovi membri dopo che il suo gruppo era finito allo sbando dopo l’ultima sconfitta.

Un paio di uomini della milizia, invece, apostrofano un vasaio Se sai qualcosa su dove si trova quello spacciatore devi dircelo, eh! lo minacciano.

Come sempre, Rastor si dimostrava un borgo che puntava tutto sull’ospitalità e il turismo.

X tutti

Checkpoint confermato nella notte tra l’11 e il 12 luglio. Role libera. L'unica decisione di gruppo (non è un rallentamento ma più una scelta) è sul decidere se consumare ognuno una propria razione o andare a mangiare alla Loggia.

Modificato da Bomba

Donkey

Dopo aver assistito allo sproloquio del nano mi avvicino al prete, oramai mio confessore.. mi perdoni padre perchè non ho ancora peccato abbastanza! Sto nano non ha molti consensi che dici? secondo me siamo sulla strada giusta per farlo fuori ma se davvero quello che ha detto è vero, cosa che dubito, dovremo agire prima che il suo clan mandi qualcuno a rimpolpare le fila. E dobbiamo salvare Colui che ha il Naso che fa Provincia, dalla gogna, quelle mappe ci servono. Intanto un po' di fagioli ci farebbero bene!

DM

sono riuscito nel frattempo a mettere da parte un po' di veleno?

Khargash

La compagnia dei goblin durante il viaggio è a dir poco nauseante. Frasi sconnesse, battute insipide, puzzo di pis**o e vangate di riferimenti che non posso cogliere. Nonostante questo reputo sia la compagnia perfetta per me. Proprio i compagni che cercavo per raggiungere quel Cancello.

Arrivati a Rastor rimango amaramente deluso. Mi aspettavo qualche cosa di grandioso ma è una pozza di fango abitata da vermi. Bei grossi vermi ma pur sempre vermi. Nessuno ci nota, eppur siamo imponenti rispetto a loro. Non di stazza ma di carisma. Mi domando perché. Poi sento gridare quel nano... mi gratto il mento. Non può essere che lui. Penso con disagio. Un brivido di rabbia mi sale dallo stomaco fino alle orecchie. Mi volto verso Mahrh per un istante "Nostra eminenza... avete ancora quella carne?" faccio chiaramente riferimento alla carne di Nembrot che ora più di prima desidero mangiare. Proprio di fronte a Rerrid. Gli occhi giallastri e gelidi rimangono piantati sul nano parlante.

Mahrh

Mentre il gruppo torna verso Rastor, approfitto del tempo per indottrinare un po' i novellini.
Ascoltate bene, è un po' lunga...
Preso un lungo respiro, comincio.
Nei mesi scorsi dopo lunghi rituali abbiamo risvegliato l'Anonimo, sempre sia benedetto il Suo Anonimato, pur non più tale. Egli ha camminato tra noi, rivelando la Sua natura di Antico Occhio Elementale. Per essere un occhio, a dire il vero, parlava come una bocca, parlava molto, tanto da rendere superfluo il mio ruolo di Sua Voce. Poi però è tornato nel Suo silenzio e tutto si è sistemato. Prima, però, ci ha ordinato di raggiungere Rastor e di prendere possesso dello Stalagos, dove in passato Suoi fedeli avevano dimorato in un Suo antico tempio. Al centro del lago che si è formato nella caldera oggi spenta c'è un luogo sacro, che dobbiamo raggiungere.
Fatto sta che giunti a Rastor nella Sua Grazia ci siamo subito resi conto di due cose: uno che questo posto promette bene, l'altro che è infestato. E non mi riferisco a vermi giganti, quelli cotti sono pure buoni, ma a nani arrivati da non so dove a portare la loro avidità, il loro dispotismo, le loro regole. Subito ci è stato chiaro, grazie alla Sua Saggezza, che dobbiamo disfarci dei barbelunghe e del loro capoccia, Rerrid, se vogliamo onorare la missione che l'Anonimo ci ha assegnato.
Da qualche settimana, quindi, stiamo tessendo quella rete di amicizie, alleanze e sudditanze che ci permetteranno di giungere alla vittoria. Abbiamo prima spezzato il sodalizio tra i barbelunghe e un clan di orchi che, mal guidati da una femmina, Sua Santità ce ne scampi!, avevano accettato un ruolo supino. Ora li guida un loro sciamano, Maruldu, fedele dell'Occhio e anche a noi.
Abbiamo poi preso contatto con un alchimista del luogo, che produce una sostanza che hà schiavizzato mezzo paese, inclusa Thandain, un'eletta di Rerrid a cui stiamo prendendo le misure. Presto la troveranno stesa fredda.
Abbiamo anche stretto alleanza con un branco di lupi molto pucciosi, e dato il benservito al gigante Nembrot, di cui avete assaggiato gli avanzi.
Abbiamo anche suggellato un patto con Beee-ar, un caprone fatato che, ve la faccio corta, rifornisce l'alchimista suddetto con i prodotti necessari a confezionare la sua mistura magica. A fare da corrieri un gruppo di gnoll spelacchiati e malmessi, anche loro parte della famiglia.
Fin qui tutto chiaro? Bene.
I prossimi passi saranno: liberare dalla prigione di Rastor una donna, Persimmon, una maga del fuoco che vogliamo con noi; liberare dalla gogna un uomo di nome Eeridik, che è riuscito a mappare i tunnel dello Stalagos. Una volta avute quelle mappe, di Eeridik ci importa il giusto, cioè niente; in paese c'è anche una compagnia di mercenari umani, degli scappati di casa, ma possono fare numero se troviamo i soldi per arruolarl; infine c'è Vranthis, un drago verde che abbiamo incrociato lungo la strada verso Rastor, di cui sono convinto sarebbe un'ottima aggiunta alle nostre fila.
Non mi pare ci sia altro, almeno nella sostanza.

Il pippone è stato talmente lungo che, di fatto, siamo arrivati a Rastor. E qui la prima sorpresa: Rerrid è finalmente uscito dalla sua fogna per fare promesse e lanciare minacce. A giudicare dalle borse agli occhi ha dormito poco, e di questo possiamo vantarci buona parte del merito, ne sono sicuro.
Non preoccuptevi, miei Pasdaran rispondo a Donkey e Khargash, a cui allungo l'ultima razione di Delizie di Nembrot. Faremo presto esplodere quel pallone gonfiato tutto chiacchiere barba e distintivo. Teniamo il profilo basso, ancora per poco, poi sarà una grande festa. Prima che arrivino quei rinforzi di cui ha parlato...
Stanotte libereremo sia Eeridik sia Persimmon. E facciamo in modo che gli orchi siano qui anche loro. All'alba Rastor avrà un nuovo padrone senza nome.

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