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Beyond the Pale

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Il dottore-sindaco si scuote, dimentica per un istante tutti i discorsi su golem e spiriti e si alza di scatto "Portiamola da me, ho il necessario per tendere alle sue ferite e soprattutto disinfettarle"

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  • Skinny Il giovincello aveva passato il viaggio sdraiato sul tetto della diligenza fino all'ingresso della cittadina, sollevandosi solo quando avevano incrociato le prime case osservandole con attenzio

  • Bayla Devo ammetterlo: il viaggio è stato più difficoltoso del previsto. La cosa ironica è che ho lasciato una comunità della mia gente, per arrivare in un'altra comunità della mia gente... ma a casa,

  • Bayla Rosenthal Seguo l'esempio di Rivka e prendo una bacca e la mangio lanciandola in alto e prendendola al volo. Vorrei farli ridere, ai bambini piace quando faccio la smargiassa. Poi mi solletico l

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Skinny.

Ancora scosso il giovane prese il braccio della donna per aiutarla.

RIVKA

Il dolore ora è forte, non riesco quasi a parlare e ringrazio il sindaco e Skinny per l'aiuto.

Mi aggrappo a loro come fossero un'ancora di salvezza, devono quasi trascinarmi se vogliono aiutarmi, sento che le gambe non hanno forza e potrebbero cedere da un momento all'altro.

Bayla Rosenthal

Chino leggermente la testa verso il sindaco, spingendo Bayla verso l'uscita. "Grazie, possiamo parlarne dopo".

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Aiutate Rivka a raggiungere la casa del sindaco, che al piano terra ha una stanzetta con un singolo letto per un eventuale paziente.

Inizialmente il medico caccia tutti dalla stanza per dare a Rivka la giusta privacy mentre le toglie i vestiti e le medicazioni le ferite. Non ci mette poi tanto, e dopo gli altri possono rientrare. La giovane donna è sdraiata sulla pancia, sembra debole ma ha cominciato a riprendere il suo colorito.

Rivka

Recuperi tutti i PF. Recuperi 1/2 per difetto degli eventuali danni alla forza.

RIVKA

Dopo un tempo che non saprei definire, mi risveglio.

Mi sento un po' indolenzita e poco lucida, ma sento che il mio corpo ha ripreso le forze.

Rifletto su quanto accaduto. Mi pento di essere stata così avventata, ma allo stesso tempo provo un pizzico di orgoglio. Sotto quel sotterraneo mi sono sentita un po' come l'eroina di un romanzo.

Probabilmente la mia giovane età mi ha dato quell'incoscienza necessaria per affrontare l'ignoto, ma forse è successo tutto così velocemente da non permettermi di riflettere su quello che stavo effettivamente facendo.

Skinny

Preoccupato Skinny entrò appena possibile nella stanza. "Come stai?" chiese subito

Josek Lasczarny

"Sono contento che stai meglio", dico a Rivka, sollevato.

"Ora riposa e guarisci".

RIVKA

"Grazie"

Sorrido a gli altri.

"Ora mi sento molto meglio....ma abbiamo un grosso problema da risolvere".

L'espressione del mio volto è visibilmente preoccupato anche se le ferite stanno meglio.
Lentamente provo ad alzarmi, mi sento un pò debole ma forse una belle colazione potrebbe rimettermi in forze.

  • Autore

"Non dovresti..." comincia a dire il dottore, ma poi vede Rivka alzarsi con una smorfia e poco altro. Sospira rassegnato "Non è una ferita grave, ma hai perso molto sangue. Dovresti mangiare e riposarti, per rimettere in corpo il sangue versato. Ti ci vorrebbe del cibo carico di grassi e sangue, anche se non sarebbe kosher..." aggiunge.

RIVKA

"Mi sento meglio."

Rassicuro il dottore con un sorriso, più per lui che per me.

Quando provo ad alzarmi, però, il pavimento sembra scivolare per un attimo. Mi aggrappo al bordo del letto.

La testa mi gira.

Rabbrividisco quando lo sento parlare di sangue e grasso.

Guardo istintivamente Rabbi . Cerco la sua approvazione, o una via d'uscita.

"Se... se è davvero necessario per rimettermi in forze, posso... posso sforzarmi. Ma c'è davvero bisogno?"

Poi, più piano, quasi tra me e me:

"Sono convinta che con qualcosa di caldo starò bene."

Bayla Rosenthal

Mi volto subito verso Rivka, cercando di capire dalle sue condizioni quanto sia grave. Vederla ancora in piedi, per quanto malconcia, mi rassicura almeno un po'.

"Rivka... meglio ora? Riesci a respirare?"

Poi mi guardo intorno, ancora sporca di terra e con il forcone stretto in mano. "Ma cosa è successo qui sopra mentre eravamo sotto?" chiedo, indicando gli altri presenti. "Siamo state laggiù solo una manciata di ore... che cosa ci siamo perse?"

"Non ci sembrate molto sorpresi di quello che abbiamo visto."

Skinny
Il ragazzo era ancora spaventato. "Sicura di stare bene? Non è meglio che segui quello che dice il dottore?" si premurò di dire.
Era ancora bianco in volto

RIVKA

Cerco di rassicurare gli altri.

"Grazie per le attenzioni. Sto molto meglio davvero non temete. Solo qualche graffio"

Provo ad essere il più convincente possibile.

Guardo il ragazzo.

"Seguirò i consigli del dottore e mangerò qualcosa che mi rimetta in forza ma prego. Ora raccontateci quello che è successo"

Josek Lasczarny

"Non sono bravo a parlare inglese, lo sai. Però, ci provo", prendo la parola, ma cerco subito appoggio in Skinny.

"Abbiamo affrontato un uomo, nel bosco. Frank. Però non era solo un uomo. Era anche un... mostro? Mostro. Ha cambiato faccia e ha attaccato Skinny! Sembrava un animale e ha dato grande morso al ragazzo! Poi lo abbiamo ucciso, per difesa.

E dopo siamo andati nella sua casa, nel bosco. Lì abbiamo scoperto una brutta cosa: lui ha ucciso il povero Karl. E poi c'era uno specchio, in sua casa. E lo specchio non piace al rabbi".

  • Autore

Ayal interviene "Ma stiamo davvero prendendo in considerazione il fatto che si tratti di mostri, spiriti e stregonerie? Ci deve essere una spiegazione razionale... Forse un effetto di qualche veleno, o una malattia come l'idrofobia"

RIVKA

Ascolto Josek senza interromperlo. Stringo le mani sotto il tavolo. Quello che racconta... Frank che cambia faccia, il morso a Skinny... sembra un racconto fantasioso ma...

Vorrei tanto che fosse solo un romanzo.

"Che tipo di animale, Josek?" chiedo piano. "Un lupo? Un orso? Aveva... aveva gli occhi di un uomo, quando ti ha guardato?"

Poi sento Ayal parlare di veleni e idrofobia e abbasso lo sguardo. Vorrei avesse ragione.

"Ayal, lo spero anch'io. Davvero." dico sottovoce. "Ma sotto lo shul abbiamo visto cose che vanno aldilà di ogni razionalità"

Skinny

"Io non so cosa ci sia qui... ma l'esperienza che ho vissuto... non la auguro a nessuno. E poi il povero Karl..." dico e mi fermo
"Non c'è niente di normale o razionale qui"

Josek Lasczarny

"No, non un lupo. Come... una faccia a metà tra uccello e... come si dice... lucertola. No, sì, insomma: rettole... rettile! Ecco, sì, rettile!", dico, ripensando alla lotta con orrore.

E poi mi viene in mente un'altra cosa, per cui mi batto la fronte.

"È vero. Quando è morto... qualcosa è uscito da suo corpo e è entrato in mia ascia!", spiego, mostrando ľattrezzo con cui ho ucciso Frank, solo poche ore fa.

RIVKA

L'affermazione di Josek mi fa impallidire più di quanto non lo sia già normalmente.

Istintivamente cerco Bayla con lo sguardo. Le cerco la mano sotto il tavolo e la stringo, ho bisogno di un sostegno.

"Sotto lo Shul... abbiamo incontrato un uomo rettile. E la cosa che ci ha attaccate aveva le ali, come un uccello." dico, e la voce mi trema. "Josek dice la stessa cosa. Rettili, uccelli... Rabbi, che le cose siano collegate?"

Poi guardo l'ascia di Josek, non riesco a non fissarla.

"Josek... hai detto che qualcosa è entrato nella tua ascia quando Frank è morto? Rabbi Aryeh, è possibile? "

Guardo il Rabbi. Ho paura della risposta.

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